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La TRUFFA DI BIN LADEN PER ESPANDERE IL CONFLITTO

I think-tank globalisti stanno costruendo un caso contro il Pakistan

DI TONY CARTALUCCI
Land Destroyer

Lo scriba e totalmente disonesto propagandista per la “Fondazione per la Difesa della Democrazia” (FDD) Bill Roggio, che scrive sul “Long War Journal“, ha dedicato la sua vita a pubblicizzare la falsissima “Guerra al Terrore”, abbandonando ogni parvenza di obbiettività persino nel nome del suo blog, affiliato all’establishment neoconservatore, che ora sappiamo ufficialmente essere sovvenzionato dal governo. Il termine “Guerra Lunga” naturalmente è un parto dell’era Bush e una rassicurazione costante del presidente che avrebbe garantito una “Guerra al Terrore” senza fine.

“La casa di Osama”: sembra quasi una casa in rovina di Los Angeles, ma è più probabile che fosse un edificio della CIA che ha ospitato un’esercitazione, causa della morte di una certa quantità di persone ignare. Naturalmente, tutto ciò ha la stessa credibilità dei proclami del governo che si basano su prove photoshoppate, bruciate sul terreno o affondate nel mare.

FDD e il suo doppione, Foreign
Policy Initiative
– essenzialmente
la reincarnazione del Progetto per un Nuovo Secolo Americano (PNAC) – sono state tra le prime, poco dopo l’annuncio di Obama, a ipotizzare un’implicazione del Pakistan nell’aver ospitato Bin Laden
fino alla sua morte. Ma questi annunci si sono solo ultimamente intensificati.

Un recente articolo di Roggio, “La complicità del Pakistan nell’ospitare Osama bin Laden è evidente“, ci propina quello che sembra essere un argomento convincente, ossia che non solo il Pakistan sapesse della presenza di Bin Laden nella città di Abbotabad, il centro della comunità militare e d’intelligence
pakistana, ma che è stato anche suo complice per avergli fornito un rifugio. Roggio si prodiga nel ricordare ai lettori le “vaste connessioni con i gruppi terroristi”.

Invece di argomentare i motivi per cui era certo che il Pakistan stesse
ospitando il ricercato più famoso nella storia del pianeta, Roggio
suggerisce che gli Stati Uniti hanno mantenuto l’operazione completamente
segreta all’intelligence pakistana fino al suo avvio, e persino
allora gli Stati Uniti non avrebbero rilevato il luogo dell’operazione
a causa di un’ipotetica mancanza di fiducia. Senza freni, Roggio glissa
su questa carenza logica per mancanza d’immaginazione o per un totale
disprezzo verso i propri lettori. Naturalmente, se Osama Bin Laden era
effettivamente a Abbotabad e il Pakistan gli stava fornendo un rifugio,
quel complesso non sarebbe stato costantemente sotto sorveglianza? E
poi, dopo l’annuncio dell’operazione agli ufficiali pakistani, questi
non ne avrebbero dovuto già conoscere l’esatta ubicazione?

La narrativa caracollante di Roggio, come tutta la stessa truffa di Bin Laden insieme all’intera esistenza dell’FDD e dell’FPI, non ha lo scopo di far progredire la nostra comprensione
del mondo, ma piuttosto quella di favorire l’agenda degli
interessi guidati dalla
finanza che pilotano queste nefaste organizzazioni
. In questo caso, il Pakistan rimane un ostacolo
sul cammino di guerra che inizia nel Medio Oriente
con la progettata e finanziata

dagli USA “Primavera Araba

e si scaglia contro l’Europa dell’Est, l’Asia Centrale e fino a Mosca e a Pechino.

In Pakistan le tensioni si sono alzate in modo drammatico negli ultimi tempi. I think-tank sovvenzionati dalla finanza delle multinazionali hanno richiesto a alta voce che il Pakistan venisse letteralmente smembrato in una serie di stati più piccoli per mezzo di un’insurrezione sorretta dagli Stati Uniti nella provincia del Belucistan. Questa è una risposta diretta alle relazioni sempre più assidue tra Pakistan e Cina e al crescente rifiuto di questi paesi di obbedire agli ordini che servono per la tutela degli interessi americani nella regione.

Lo scriba globalista Selig Harrison, del Center for International Policy finanziato da Soros, ha pubblicato due articoli sulla cruciale importanza del Pakistan in un contesto geopolitico allargato, suggerendo la strada che potrebbe portare a un “cambio” vantaggioso. Il pezzo di Harrison del febbraio, “Belucistan Libero“, già nel titolo auspica un altro “movimento per le libertà” studiato e finanziato in modo da fornire un esito favorevole ai padroni della finanza. In modo esplicito, egli chiede di “aiutare i sei milioni d’insorti beluci nel combattere per l’indipendenza dal Pakistan a causa della crescente repressione dell’ISI.” Prosegue nello spiegare gli aspetti positivi di una tale intromissione, affermando che “il Pakistan ha offerto alla Cina la base di Gwadar nel cuore del territorio beluco e, per questo motivo, un Belucistan indipendente servirà agli interessi strategici degli Stati Uniti in aggiunta all’obbiettivo immediato del contenimento delle forze islamiste.”

Harrison ha proseguito nel suo richiamo a un rimodellamento del Pakistan parlando delle relazioni tra Cina e Pakistan in un articolo del marzo 2011 dal titolo, “I Cinesi cercano di fare i simpatici con i pakistani.” Esordisce con l’affermare che “l’influenza in espansione della Cina è una conseguenza naturale e anche accettabile della sua crescente importanza, ma deve avere dei limiti.” E così reitera la sua proposta di un’intromissione extraterritoriale in Pakistan:
“Considerando quello che la Cina sta facendo in Pakistan, gli Stati Uniti dovrebbero interpretare un ruolo aggressivo nel sostenere il movimento per l’indipendenza del Belucistan verso il Mare Arabico e lavorare
con gli insorti beluci per far allontanare i cinesi dalla loro nascente base navale di Gwadar. Pechino vuole fare delle incursioni verso Gilgit e il Baltistan in modo da compiere il primo passo nel percorso verso uno sbocco sul Mare Arabico a Gwadar.”

Considerando che i ribelli beluci sono già stati armati e finanziati per innalzare il livello dello scontro
in Iran
, è più che probabile che simili aiuti siano stati forniti per mettere alle strette il governo pakistano e l’ISI (ndt: sono i servizi segreti pakistani). Dopo la
recente manifestazione di scontento del Pakistan
che ha richiesto agli Stati
Uniti di fermare tutte le operazioni dei
drone all’interno dei suoi confini
, la CIA ha risposto con una serie di attacchi, l’ultimo dei quali ha ucciso almeno 22 persone, tra cui donne e forse bambini, solamente per vessare e esasperare la richiesta del rispetto della sovranità nazionale.

Ora, l’aver trovato ‘Osama Bin Laden’ nel cuore della comunità militare e d’intelligence
pakistana ha la funzione di una chiara minaccia nei confronti del Pakistan, con i cheerleader come Roggio che stanno puntando il dito contro l’ISI per poi lasciarcelo, per far comprendere a noi e agli ufficiali pakistani quale sarà il logico corso degli eventi futuri.

Il Pakistan ha davanti a sé due possibilità: rimanere complice degli Occidentali mentre si avviano a dominare il pianeta a detrimento degli interessi dello stesso Pakistan oppure rendere noto il bluff degli Stati Uniti, un bluff che non hanno modo di tenere a lungo.
Le condizioni di vita nel Pakistan passeranno momenti difficili nel futuro prossimo, indipendentemente da quale decisione verrà presa, dato che la sua posizione è proprio sul punto di convergenza dei disegni
dell’Occidente su Iran, Cina e Russia.

Nel frattempo, mentre Washington si mostra alleata dell’India, l’unico proposito di questa relazione è quella di gestire la competizione crescente con la Cina e con tutta l’area centrale e meridionale dell’Asia,
India inclusa. Forse, mentre all’India gli si sta ghiacciando il sangue, non volendo interpretare un ruolo che si opponga a Pakistan e Cina, sarebbe necessaria
un’altra opportuna fuga di notizie da Wikileaks che etichetti il governo indiano come un covo di corrotti per poter generare
un bel “movimento anti-corruzione”.

Mentre l’India sembra sperare che l’annuncio della morte di Bin Laden dia finalmente l’opportunità agli Stati Uniti di uscirsene dalla regione, i guerrafondai che hanno iniziato e proseguito il conflitto, tra cui l’FDD, l’FPI e i propagandisti come Bill Roggio, suggeriscono invece che tutto questo servirà solo come stimolo per rimanerci ancora più a lungo e per espandere il raggio delle operazioni.
Forse sarebbe una buona iniziativa che l’India, il Pakistan e la Cina abbandonino tutte insieme questa strategia della tensione che non è utile a nessuno dei loro interessi e espellere l’Occidente
una volta per tutte dai propri confini e dalla regione. In ultima analisi, è giunta l’ora per chiunque di chiedere il rispetto della propria sovranità personale e nazionale all’élite al potere che ha completamente perso la testa.

Tony Cartalucci

Fonte: http://landdestroyer.blogspot.com/

Link: http://landdestroyer.blogspot.com/2011/05/bin-laden-hoax-to-exapand-war.html

03.05.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

16 Commenti

  1. A forza di sparare cavolate c’è il rischio che gli stiamo dietro anche….certe volte è veramente tempo sprecato, tanto ad almeno il 70% della gente nn gli frega un cacchio!

  2. br>
    Su questa vicenda, anche se il tutto ha valenza 0 per me di questo Binladen che smuove l’ inimmaginabile,
    con al seguito una decina di non so’ che, attendo oltre il limite del limite,
    le foto promesse dalla CIA su tutta la vicenda.
    Non fate i commenti volendo asserire che e’ tempo sprecato per questo e quello, lo so gia’,
    ma con il fucile puntato e convinto che sparera’ il colpo, attendo l’ ennesima possibilita’ paradossale.
    E fosse mai che queste foto non le manderanno mai.

  3. 1-Obama ha mandato via la parte piu’ guerrafondaia (Kristol che volevano mandare altri 250 mila soldati in Afghanistan) ed sta per mettere fine all’occupazione del paese entro quest’estate.
    2-Mandare Panetta al Pentagono e Petreus alla CIA è un “rimischiare le carte” che toglie il potere ai “baroni” del Pentagono .
    3-Obama sapeva dove si trovava Bin Laden.Lo sanno tutti i presidenti americani dove sono i loro “Geronimo”, ma i guerrafondai lo volevano ancora in vita per fini propri,mentre Obama voleva chiudere il capitolo.
    4-Il capitolo è stato chiuso uccidendo Osama, accettando tutti i rischi politici che cominciano ora ad essere evidenti.
    Fine della storia !?!
    Non si sa bene ancora se ora Obama insisterà coi “dati scoperti dai pc di Bin Laden in nostro possesso”:potrebbe essere una nuova fase dove l’America accuserà chiunque non scenda a compromessi di “complicità con Alqaeda” in base proprio ai “documenti regalati da Bin Laden”!
    La cosa piu’ sicura è che nel teatro mediorientale di oggi, l’11 settembre, Alqaeda,Bin Laden e i regimi arabi amici dell’America non contano tanto da assicurare ai yankees di poter continuare il loro dominio anzi, è seriamente in pericolo la continuazione della loro presenza come la potenza egemone dall’interno della regione, a partire dal Bahrain, dal quale stanno per traslocare !!!

  4. in Italia sicuramente, in altri paesi c’e piu’ coscienza e e’ tempo sprecato solo quando mancano le coscienze. comunque, e’ vero che a volte ti scoraggi e non sai se mandare l’umanita’ a quel paese, a ground zero nemmeno i parenti delle vittime che hanno denunciato il complotto sono scesi in strada a protestare. se nemmeno loro….

  5. Purtroppo non c’è nessuna truffa
    Bin Laden era vivo ed è stato ucciso https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=34911

  6. Prudenza, direi. Aspettiamo ancora un po’ prima di accettare le “versioni ufficiali”.
    Saluti.

  7. Oggi alcuni generali pakistani hanno alzato la loro voce contro quello che hanno chiamato “il tentativo dell’America di afghanizzazione del Pakistan” !!! E’ il Generale Aslam Beih l’ex capo dell’ISI che solleva dubbi sull’intera operazione accusando gli americani di complottare contro il Pakistan.

  8. Steve Pieczenik, un politico americano,(“deputy assistant secretary of state” con diversi importanti incarichi in tre diversi governi) ha affermato pubblicamente ieri che Osama Bin Laden è morto nel 2001, poco dopo l’attentato dell’11 settembre.
    Pieczenik, che ha anche una laurea in medicina, conosceva personalmente Osama, e afferma che Osama era molto malato, (soffriva della sindrome di Marfan, un grave disturbo genetico che colpisce i tessuti connettivi) e in quanto medico sapeva che non sarebbe sopravvissuto a lungo.

    Pieczenik definisce la notizia dell’attuale uccisione di Bin Laden come la più grande bugia che abbia mai sentito. La versione di Pieczenik ne confermerebbe altre secondo cui Osama bin Laden sarebbe effettivamente morto una decina d’anni or sono.

    http://globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24622

    Ho sentito in TV che forse ora ci faranno vedere le foto, questa volta vere. Invece mi sa che non ci faranno vedere nulla, o al massimo qualche foto confusa che non dimostrerà nulla.

  9. Non mi fiderei troppo di Al Arabiya.

  10. Ma come?Leggendo i post dei lettori di CDC mi ero lasciato convincere
    che Osama fosse un’invenzione della cia ed ora sono tutti qui a piangere
    la sua morte?Se mai fosse poi esistito,e ne dubito ancora,non mi sembra
    personaggio per cui valga la pena versare delle lacrime

  11. E la figlia che dal Pakistan dice di averlo visto uccidere davanti ai suoi
    occhi?

  12. In effetti dire che in questa vicenda ci sono aspetti poco chiari e’ usare
    un eufemismo:quest’uomo che dovrebbe guidare una delle piu’ potenti
    e organizzate reti terroristiche mondiali viene sorpreso con quattro misere guardie del corpo,500 euro in tasca,in una casa fatiscente,privo di collegamento internet,a breve distanza dalla piu’ prestigiosa accademia militare pakistana,con il bambino del vicino i cui conigli
    sconfinavano spesso nella sua proprieta’,col computer racchiudente i
    segreti di Al Qaeda in bella vista e pare privo di password.
    Insomma anche i due disperati che avevano trafugato la salma di
    Cuccia sembrerebbero dei professionisti in confronto.Il funerale frettoloso
    e l’assenza di foto aggiungono un tocco di incredibilita’ maggiore a questa grottesca vicenda:a prima vista sembrerebbe una messa in scena
    per imbarazzare il Pakistan anche se viene spontaneo domandarsi se,
    proprio perche’ si trata di una messa in scena,non si sarebbe potuta
    organizzare in maniera piu’ credibile?Perche’ poi organizzarla proprio
    ora visto che come primo risultato si sta chiedendo agli States il ritiro
    dall’Afghanistan?Comunque la si guardi e’ una vicenda che lascia perplessi.

  13. Il Pakistan è già nel mirino USA che lo accusa di complicità con Talebani e di aver coperto Osama, quindi se ci sarà un attentato stile 9/11 con ordigno nucleare, essendo il Pakistan l’unico paese musulmano dotato di nucleare sarà incolpato di aver supportato AlQaeda.
    Quando la rivoluzione colorata firmata Soros arriverà in Pakistan la propaganda sarà ” libertà e diritti per il Belucistan”.
    Prendete nota cumpà.

  14. Al Arabiya dice che i servizi segreti pakistani dicono che una bimba di cui non si conosce il nome dice che…

    Tutto è possibile, ma un filmato decente (come fecero con Saddam Hussein), secondo me sarebbe meno facilmente manipolabile.