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LA STORIA DEGLI “STUPRI IN LIBIA”: L’ULTIMA NOVELLA DELLE NOSTRE FORZE ARMATE

DI PETER DALE SCOTT
The Asia-Pacific Journal, Volume
9, Issue 24

Global Research

È un periodo incasinato per la campagna

della NATO contro la Libia. Il Presidente Obama ha assistito a una quasi-rivolta

nel Congresso contro i costi della spedizione, mentre il Segretario

alla Difesa Gates ha avvertito a Bruxelles gli alleati europei che la

loro tiepida risposta “sta mettendo a rischio la missione in Libia

e il futuro dell’alleanza stessa “. Tornato a casa, secondo il

Daily Mail di Londra, “il signor Gates ha richiesto ulteriori

fondi per le operazioni in Libia, ma ha ricevuto un diniego dalla Casa

Bianca.”La storia passata delle guerre americane

suggerisce che, quando il conflitto in corso comincia a farsi difficile, la

campagna dei professionisti delle PR si mette in moto, spesso con storie

inventate di sana pianta. Per esempio, quando nel 1990 il Segretario

della Difesa, Colin Powell, espresse dubbi sull’eventualità di

un attacco degli Stati Uniti contro il Kuwait, apparsero delle supposizioni secondo cui, come rivelato da foto satellitari secretate, Saddam aveva ammassato 265.000 soldati e 1.500 carri armati al margine dei confini dell’Arabia Saudita. Powell allora cambiò punto di vista e l’attacco venne avviato. Ma dopo l’invasione una reporter del St. Petersburg Times vide le foto satellitari da un satellite commerciale, e “lei non notò traccia del quarto di milione di soldati, né tanto meno dei loro carri
armati”.

I falchi del Congresso, principalmente Tom Lantos e Stephen Solarz, si sono assicurati il sostegno per l’attacco contro l’Iraq con una storia di una quindicenne che aveva visto i neonati del Kuwait strappati dalle incubatrici dai soldati iracheni. La storia venne screditata quando fu appreso che la ragazza, la figlia di un ambasciatore saudita a Washington, non avrebbe potuto fare visita a quell’ospedale. Era stata istruita per il compitino dall’azienda di pubbliche relazioni Hill & Knowlton, che aveva un contratto di 11,5 milioni di dollari con il governo del Kuwait.

La storia degli interventi all’estero degli Stati Uniti è insozzata da falsità di questo tipo, dalla campagna “Remember the Maine” realizzata dalla Hearst nel 1898
alle false storie dell’attacco nord-vietnamita sul cacciatorpediniere USA nel cosiddetto incidente del Golfo del Tonchino del 4 agosto del 1964. Sappiamo anche nei documenti dell’Operazione Northwoods, nel
1962 il Joint Chiefs of Staff propose una serie di iniziative, alcune letali, per mentire al popolo americano per poter architettare una guerra contro Cuba.

Dal tempo del fiasco delle falsità sull’Iraq del 1990-91, queste storie adesso sono di solito disseminate da fonti straniere, generalmente quelle europee. Cosa infatti avvenuta con i documenti italiani sulla produzione di uranio arricchito che hanno accompagnato le allusioni fuorvianti di Bush contro l’Iraq nel suo discorso del 2003 sullo “Stato dell’Unione”. Ma è stato
anche il caso delle storie false che hanno collegato Saddam Hussein alle famose lettere all’antrace del 2001. (È stato scoperto in un secondo momento che quell’antrace proveniva da un laboratorio biochimico militare degli Stati Uniti.)

Questa serie continua di storie manipolate per giustificare gli interventi dovrebbe essere tenuta a mente quando andiamo a valutare l’ipotesi, fino ad ora mai provata o smentita, che Gheddafi abbia ha utilizzato lo stupro come metodo per combattere l’insurrezione
e che lui stesso possa essere colpevole di aver violentato alcune donne. Queste incriminazioni sono state prodotte l’8 giugno da Luis Moreno-Ocampo, procuratore capo alla Corte Penale Internazionale (CPI), che ha affermato che (secondo il Time Magazine)

Ci sono indicazioni che il dittatore libico Muammar Gheddafi abbia ordinato lo stupro di centinaia di donne nel corso dei violenti scontri con i ribelli e che ha addirittura fornito il Viagra ai suoi soldati per incrementare il potenziale per gli assalti.

Secondo il Time, le storie degli stupri sono state diffuse da dottori che hanno dichiarato di aver incontrato e curato le pazienti, ma che non hanno il permesso delle vittime di rivelare le loro identità. Ancora prima, secondo la testimonianza di un dottore libico intervistato in un video di Al Jazeera, “molti dottori hanno trovato il Viagra e i preservativi nelle tasche dei cadaveri dei soldati di Gheddafi, così come nelle donne violentate che sono sopravvissute.
Il dottore ha insistito che questo indica con chiarezza come il regime di Gheddafi stia usando lo stupro come arma di guerra.”

Ma cosa dire delle affermazioni di Moreno: “Ora stiamo ricevendo informazioni secondo cui Gheddafi stesso è coinvolto negli stupri, e questa è nuova.” Questa è un’incriminazione sensazionale: fino a che non ci sarà una fonte affidabile, potremo solo sospettare che sia stata messa in giro per ottenere le prime pagine dei giornali.

Un problema che incontrano le indagini per questi crimini è che la cultura dei libici è così severa verso le vittime degli stupri che poi queste sono molto riluttanti a venire allo scoperto. I ricercatori di Human Rights Watch e di Amnesty International non sono riusciti a trovare una donna che dicesse di essere stata violentata. Un investigatore dei diritti umani delle Nazioni Unite, Cherif Bassiouni, ha riferito all’agenzia France-Presse che le storie sugli stupri e sul Viagra erano state messe in circolo dalle autorità di Benghazi per fomentare un’”isteria di massa”. Infatti, ha rintracciato solo tre casi.

Altri hanno obiettato che l’acquisto di farmaci simili al Viagra non è certo sufficiente per arrivare a un’incriminazione per crimini di guerra. L’ex parlamentare Cynthia
McKinney, attualmente a Tripoli in missione d’indagine, ha evidenziato nelle sue email che, per risalire all’unico esercito che ha finora usato il Viagra nelle proprie operazioni militari, dobbiamo tornare
all’esercito USA che lo distribuì come una mazzetta per ottenere informazioni dagli anziani capi tribali Afghanistan.

Il conflitto militare, naturalmente, è spesso accompagnato dagli stupri. Quello che potrebbe costituire una motivazione per un crimine di guerra sarebbe se (per citare il Time) Gheddafi “avesse fornito il Viagra ai suoi soldati.” Moreno ha effettivamente detto, secondo l’Associated Press, che “alcuni testimoni hanno confermato che il governo [Libico] ha acquistato container di farmaci simili al Viagra ‘per aumentare la possibilità degli stupri’.”

Questa subdola esaltazione delle dichiarazioni di Moreno – l’acquisto di Viagra da distribuire ai soldati -, ci ricorda il triste primato dei media mainstream statunitensi nel diffondere false storie passate per giustificare la guerra. È brutto a dirsi, ma quasi ogni intervento militare degli Stati Uniti dalla guerra di Corea è stato accompagnato da resoconti inventati. Il signor Moreno-Ocampo dovrebbe essere invitato a presentare velocemente le prove a sostegno
di queste incriminazioni, che dovrebbero essere basate su qualcosa di più che non sia la testimonianza di dottori che lavorano per il regime di Benghazi.

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Fonte: http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=25249

13.06.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

LEGGI ANCHE: SE IL VIAGRA DOVESSE INDURVI ALLO STUPRO, RIVOLGETEVI AL VOSTRO MEDICO CURANTE

Pubblicato da supervice

  • nettuno

    Quando credete a queste stonzate dei media, è giunto il momento di rivolgervi dallo psichiatra, perche siete degli imbecilli cronici..

  • buran

    Che squallore questa sedicente “corte internazionale” con i suoi giudici prezzolati. Qui, come capo d’accusa, siamo al livello del cane-topo indonesiano che si mangia il gatto di casa…