La società dei codardi

La società dei codardi

Nestor halak per Comedonchisciotte,org

Mi trovo spesso a guidare lungo una strada accanto ad una scuola che è piuttosto difficile da percorrere perché sovente ostruita da numerosissime auto, parcheggiate ovunque, di solito con una sola persona a bordo ad aspettare. Si tratta dei genitori (genitore uno oppure due ma forse possono essere tre) o chi per loro, degli studenti che si sentono obbligati e probabilmente lo sono davvero, ad andare a prendere i figli all’uscita per evitare i terribili pericoli che il percorso fino a casa comporta per dei minorenni non protetti. Io che ho frequentato le scuole negli anni 60/70 quando la società era barbara e primitiva e questo salvifico uso non era ancora invalso, lo so bene chi incontravo per strada.

Si assume infatti che le nostre città siano sommamente insicure anche per i grandi, ma per i giovani i rischi sono ancora maggiori e la televisione e la rete ce li ricordano di continuo: i pedofili, gli spacciatori, gli assassini e i maniaci sempre in attesa con la bava alla bocca, il traffico che sfreccia a trenta all’ora rischiando di investire i pargoli, l’inquinamento dell’aria che gli avvelena i polmoni, i bulli sempre pronti a colpire nei momenti in cui non c’è sorveglianza, i minorenni che per definizione sono un pericolo per loro stessi, almeno finché non scatta il fatidico calendario ed allora diventano magicamente coraggiosi e responsabili.

Chi mai li sorveglierebbe in questo spazio vuoto dalla casa alla scuola se fosse loro permesso di percorrerlo in autonomia, senza neppure, che so, il maestro di danza? Certo, ognuno di loro ha un telefonino, costantemente connesso alla rete, ma sfortunatamente i pargoli sono poco propensi a rimanere in collegamento con i genitori (o magari con la polizia), sovente sono più portati a fare giochini sparatutto o pettegolezzi sui social, per cui restano pericolosi spazi di vuoto anche di interi minuti. Che contatti potrebbero avere in quel percorso, cosa potrebbero dirsi, quali idee tutt’altro che solidali affacciarsi alle giovani menti? Vedete che andare a prenderli in auto è indispensabile anche se dovessero abitare a pochi metri dalla scuola. E’ una questione di sicurezza e di fronte alla sicurezza nient’altro conta, non certo l’autonomia, la libertà, il buon senso, magari neanche la vita stessa. Naturalmente giovani così allevati hanno le migliori probabilità di diventare adulti sani, autonomi e responsabili.

Nell’ufficio dove lavoravo si facevano a cadenza periodica delle “esercitazioni a sorpresa” per essere certi di come comportarsi in caso di incendio. Si dava sommesso preavviso che il giorno tal dei tali si sarebbe svolta l’esercitazione “a sorpresa” così che ognuno si poteva preparare se per caso aveva da sbrigare qualche commissione veloce. L’esercitazione si presentava come complessa e articolata, ma era in realtà molto semplice, consisteva nel far suonare una sirena, allorché tutti dovevano allontanarsi il più velocemente possibile (ma naturalmente senza correre e senza panico), dal posto di lavoro, scendere le scale (mi raccomando di evitare l’ascensore), ed infine ritrovarsi tutti per la strada in punti predisposti a ridacchiare della goffaggine di qualche collega. La semplicità della manovra contrastava con la complicatissima serie di incarichi dai nomi drammatici che venivano affidati a molti, importanti sulla carta, ma che all’atto pratico si risolvevano in nulla.

Ovviamente non si poteva pretendere che tutti la prendessero seriamente dal momento che la gente sapeva che non stava succedendo nulla, però alcuni erano davvero più convinti ed erano invariabilmente quelli più in alto nella scala gerarchica. Non che ci credessero davvero, ma in grazia del mestiere dovevano fingere di sì per fare bella figura. Del resto fingevano pure di credere a tutte le ultime strategie di marketing che le agenzie internazionali (americane), di volta in volta escogitavano per giustificare la parcella da consulenti.

La probabilità di una vera emergenza era in pratica trascurabile e a memoria d’uomo non era mai accaduto nulla di pericoloso in ufficio, tranne quella volta che un impiegato aveva detto “vado a prendere il caffè” e poi si era buttato sotto un treno alla vicina stazione, ma questo è un altro tipo di rischio. Se il pericolo non c’è ed è altamente improbabile che mai ci sarà, che senso ha preoccuparsene? Se lo facessimo per tutti i pericoli di analoga probabilità, non avremmo tempo per fare altro. Ma nella società dello spettacolo, la recita pare essere indispensabile. La facevamo persino a scuola.

Tutti sanno che prevenire è meglio che curare e tutti i professionisti del settore consigliano di controllare continuamente il proprio stato di salute al fine di poter intervenire per tempo nel caso insorga qualche malattia senza annunciarsi. Oggi la medicina è estremamente specializzata e noi abbiamo molti organi diversi. Se vogliamo controllarli tutti, periodicamente, uno alla volta, vedrete che saremo costantemente occupati a saltare da una visita all’altra, anche perché non è improbabile che qualche cosetta da approfondire con ulteriori esami, venga fuori. Va da sé che, per quanto possiamo impegnarci, un giorno una malattia ci ucciderà comunque ed è anche questo un fatto da tenere in considerazione.

Dobbiamo dunque vivere in una costante ricerca di eventuali patologie? Oppure controllare solo di tanto in tanto e parzialmente la nostra salute? E nel caso, dobbiamo farlo nella misura suggerita dal medico curante (se riuscite a rintracciarlo), dalla televisione, dalla Pfizer , dall’organizzazione mondiale della sanità? O magari come ci pare a noi che però siamo incompetenti e, come ribadivano sempre le Virostar pandemiche, non dovremmo neppure aprire bocca senza in carenza dei prescritti titoli.

Certo che a rigore questa non è prevenzione, ma controllo. La prevenzione dovrebbe consistere nell’adottare uno “stile di vita”, come va di moda dire, che eviti, per quanto possibile, le malattie, non nello scoprirle quando già ci sono. Solo che uno stile di vita salutare e sicuro è spesso meno piacevole e comporta delle rinunce che possono essere più o meno importanti a seconda della psicologia delle persone che sono chiamate a farle. E, ancora una volta, per quanto salutare possa essere il nostro stile di vita, ci da solo una probabilità maggiore di una vita più lunga e sana, ma non ci garantisce nulla ed è comunque certo che qualunque cosa facciamo soccomberemo. Nemini parcetur.

Ma allora qual è la giusta misura, il giusto compromesso del vivere bene? Chi lo decide? In anni recenti abbiamo avuto ottimi esempi di cosa succede quando a decidere sono i vertici della società della paura: il governo ha ritenuto opportuno prima metterci ai domiciliari, poi imporre un medicinale obbligatorio a tutti i sani, medicinale che, lo ricordo, non era in realtà un vaccino, dato che per vaccino s’intende qualcosa che impedisca di prendere la malattia, cosa che, per esplicita ammissione dei produttori, il medicinale in questione non faceva. Certo che se poi decidiamo convenzionalmente di chiamare “vaccino” mia nonna, anche lei diventa un “vaccino”, ma così le parole non hanno più un senso. Ci si chiede: a conti fatti, era più pericoloso il medicinale imposto, o la malattia che intendeva attenuare? Chissà. Forse dipende dalla persona, dalla situazione, ma non mi risulta che nulla di tutto ciò sia mai stato preso in considerazione. E la paura, tanto generosamente sparsa dai media, serviva a salvaguardare la salute pubblica o più banalmente a vendere il medicinale con bustarella ai competenti uffici?

La paura, si sa, fa miracoli e la sicurezza è un’ottima scusa per vendere i gadget più vari, specie se, con un piccolo aiuto istituzionale, si rendono obbligatori, dai gilet arancioni alle catene da neve, dai ripetuti buchi nei muri delle cucine, alle ossessive “revisioni” delle caldaie e alle “linee vita” che ho scoperto non sono assicurazioni, ma cavi tesi sui tetti. Sicurezza prima di tutto. Eppure continuiamo a sentire dai telegiornali notizie di numerose morti sul lavoro che, guarda caso, non si verificano mai negli uffici dove si fanno le esercitazioni e il rischio è zero (no, zero non è un caso che si verifica in natura, ma quasi zero), ma piuttosto nei luoghi dove il rischio c’è davvero, ma non ci sono le esercitazioni.

Ultimamente hanno preso a metterci in guardia contro un altro insidioso pericolo, questa volta psichico: le notizie false, che portano la gente a credere, guarda un po’, a ciò che non è vero. Come fosse un caso nuovo. In astratto eliminare le notizie false sembrerebbe un’idea mica male (ma chissà che fine farebbero i giornalisti!), purtroppo il problema di fondo resta sempre lo stesso direi da millenni: come si fa decidere se una notizia è falsa o meno? E soprattutto, chi lo decide? Di fatto nessuno è mai riuscito a rispondere in maniera convincente a queste domande per cui l’unico rimedio razionale sembra quello di non censurare nessuna notizia. Tuttavia nella società della super sicurezza esporre le fragili menti dei cittadini ad ogni soffio è ritenuta un’opzione eccessiva, per cui si preferisce evitare voci dissonanti da quelle di chi, per definizione, lavora per il nostro bene, e finiamo per ascoltare solo la voce del salumiere che ci assicura che il salame che vende è il migliore. Anzi l’unico.

Curiosamente, nonostante il sistema si vanti di tentare di farci salvi da tanti rischi, persino da quelli piuttosto remoti come il percorso da casa a scuola o una nevicata novembrina a Palermo o magari una interpretazione non talmudica sul massacro dei palestinesi, pare non trovi affatto necessario tutelarci da rischi più probabili e concreti, come quello di rimanere senza lavoro o senza casa, oppure senza un accesso facile e tempestivo alle cure mediche. Non è rischioso vivere per strada e ripararsi dietro ai cartoni cosa che succede sempre più spesso nelle città occidentali?

Ma il massimo della discrepanza tra la tutela da rischi trascurabili (ma molto utili per il controllo sociale e/o per arricchire certe categorie di privati che sono poi quelli che realmente spadroneggiano la cosa pubblica), e la tutela da rischi molto più consistenti, è stato raggiunto, mi pare, ultimamente: a quanto pare tutti i governi occidentali, che poi sembrano uno solo, tanto poco si differenziano l’uno dall’altro, sono fermamente decisi a portarci in guerra (di nuovo), contro la Russia, che non è proprio San Marino, ma probabilmente la maggiore potenza militare (e nucleare) al mondo. Ma non sarà pericolosa questa iniziativa? Non potrebbe esporci ad un rischio persino superiore a quello di non avere le catene da neve a bordo da novembre ad aprile? A qualcuno potrebbe sembrare di sì, ma probabilmente si tratta di terrapiattisti e teorici del complotto.

Comunque non sarebbe male se ci spiegassero qual è il reale interesse del popolo italiano (ed europeo) ad imporre alla Russia sanzioni che hanno come risultato immediato quello di continuare a comprare petrolio russo, ma questa volta da terzi e a prezzo raddoppiato, magari fingendo di non sapere l’origine del prodotto. Qual è l’interesse italiano (o europeo) ad inviare armi, denaro e cannoni (contro la nostra stessa costituzione) in difesa di un governo golpista creato in una provincia russa da un complotto della Cia all’unico scopo di permettere all’elite statunitense di continuare a comandare il mondo? Non è spiacevole la prospettiva non troppo remota di finire vaporizzati in un conflitto nucleare che si svolgerebbe principalmente sul suolo europeo? Non è più preoccupante il rischio di un’esplosione nucleare su una delle numerose basi dell’esercito americano vicine alle nostre città rispetto a quello di trovarsi, Dio non voglia, senza una veste arancione in caso ci si guasti la macchina in una strada trafficata?

Eppure nessuno o quasi nessuno sembra accorgersi dell’assurdità di tutto ciò: quasi tutti credono alla verità collettiva predicata dai media o dai saggi della tribù per quanto incredibile tale verità possa essere. Sarebbe infatti sufficiente pensarci su un momento in modo razionale, provare, con un pizzico di umiltà, a smettere di dare per scontato ciò a cui vogliamo credere solo perché ci fa comodo crederlo e contemplare più oggettivamente le cose.

Purtroppo non è così: se questo fosse davvero il comportamento degli individui e soprattutto delle masse, di certo non si continuerebbe a credere che l’Italia è stata liberata e non occupata da un esercito col quale il nostro governo di allora ha firmato una resa incondizionata. Un esercito che a settant’anni dall’invasione è ancora qui e ha provveduto ad istallare basi militari dappertutto e continua a dettarci una politica estera e una interna che sono oramai palesemente a nostro danno, servendosi di una classe dirigente a questo punto di livello intellettuale francamente imbarazzante all’uopo corrotta. Né, per altro, si crederebbe più a Cappuccetto Rosso o alle statue che piangono sangue.

Cinquant’anni fa almeno si facevano rumorosi cortei contro la guerra in Vietnam, che pure non ci coinvolgeva direttamente, oggi quasi nessuno sembra avere da ridire su una guerra che ci coinvolge eccome, se non altro perché le nostre tasse vanno a pagare le armi per uccidere i russi (fateci caso, la sanità pubblica non ce la possiamo permettere ma i soldi per Zelensky si sono trovati immediatamente). Anzi, la possibilità di un uso “limitato” delle armi atomiche comincia oramai ad essere una possibilità contemplabile, sdoganata, per così dire. Tutto sommato pare più importante chiamare gli africani Neri anziché Negri, e fingere di essere ecocompatibili, sostenibili, solidali e di sesso variabile come i pesci.

Non è bizzarro che la società dei codardi che si terrorizza per un raffreddore, non abbia paura di far la guerra alla Russia? Non andrà tutto bene.

Commenti (138)

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Mostra commenti 138 caricati
    1. Jimbo 6 giugno 2024

      INSOFFERENZA
      L'insofferenza pare al momento assente in Italia.
      Esce fuori quando viene percepita una sofferenza, in questo caso mi riferisco a quella politica.
      Ovviamente sono esclusi da questo processo gli "entusiasti" (delle basi USA, dell'Ue, dei vazzini, della Fornero) per i quali non vi è alcuna sofferenza, nè i "non sofferenti" che bovinamente procedono (come sacchi della boxe).
      Per gli altri ci sono due modi per combattere la sofferenza (politica).
      Uno è la famosa resilienza che hanno e stanno sponsorizzando in tutte le salse.
      L'altro è l'insofferenza ("e mò basta!!").
      La resurrezione di Farange, la nuova sinistrorsa tedesca impronunciabile, AFD e il primo Grillo sono figli dell'insofferenza.
      Una sofferenza che produce una insofferenza che produce un movimento (si potrebbe dire che sono movimenti creati ad arte dai soliti, ovviamente).
      Al momento in Italia non c'è insofferenza.
      Ma proprio niente, zero.
      Perchè non c'è sofferenza.
      In Francia, UK e Germania è probabilmente molto diversa la situazione.
      Tornerò probabilmente più volte su questo.

    2. Nestor Halak 6 giugno 2024

      Be, di la verità, io esprimo una certa insofferenza nei miei articoli!

    1. Baciccia 5 giugno 2024

      Ultimo per ordine, dopo catene e gilet, va ricordato il dispositivo antiabbandono per bambini da piazzare sotto le gonadi dei propri figli che vengono soffritte col Bluetooth.
      Pace e bene a tutti.

    1. ric 5 giugno 2024

      si ma il servilismo parte da ben lontano...

      https://www.maurizioblondet.it/sul-tricolore-la-meloni-ha-sbagliato/

      Sul tricolore la Meloni ha sbagliato
      Maurizio Blondet 29 Luglio 2023
      Doveva rispondere: “Non so; la bandiera ci è stata assegnata dalla Massoneria Internazionale quando ha fatto unificare il paese, a forza di falsi plebisciti , da una corte straniera, il cui primo ministro Cavour dovette imparare l’italiano da adulto, perché di madrelingua francese. Era una imitazione laicista della bandiera della République de la Révolution, penso..”.

    2. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Cavour voleva unificare l'Italia sotto i Savoia e sapeva che per farlo doveva pagare dei prezzi e li ha pagati.
      Così è la politica nella realtà. Garibaldi da solo, non ce l'avrebbe fatta.
      Se poi uno pensa che era meglio non unificare il paese, vabbè, ma anche i piccoli staterelli avrebbero dovuto inchinarsi alle grandi potenze.

    3. Primadellesabbie 5 giugno 2024

      Pare, però, che per fare l'unificazione a modo loro gli inglesi abbiano scrupolosamente eliminato gli esponenti dei movimenti locali impegnati ad ottenerla senza intrusioni dall'esterno.

      (Anche la opportuna dipartita di Cavour ha destato qualche sospetto).

    4. ric 5 giugno 2024

      si ma se accetto il tuo ragionamento devo accettare l' Europa che fa inchinare tutti gli STATI che piu' prostrati di cosi non riesco ad immaginare .In quanto a Cavour posso solo immaginarlo come uno che se foraggiato a dovere era pronto a tutto .Non lo vedo come statista degno di rispetto . Un perfetto intrallazzatore al soldo di potenze straniere ,al pari di un Mazzini .Con un balengo di Re , alla sua corte qualsiasi mossa era fattibile...Le pressioni per unificare l' italia erano ben precedenti al suo operato in Piemonte .

      Il banchiere francese James Mayer de Rothschild con cui Cavour trattò diverse volte prestiti per il Piemonte.

      https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/b/b5/James_de_Rothschild.jpg/180px-James_de_Rothschild.jpg

    5. Nestor Halak 6 giugno 2024

      Per curiosità, qual'è uno statista storico che ti pare degno di ammirazione?

    6. ric 6 giugno 2024

      a mio avviso con il senno di poi vedrei Craxi,
      Gheddafi , Ben Barka, Fidel Castro....

    1. Primadellesabbie 5 giugno 2024

      "...non si continuerebbe a credere che l’Italia è stata liberata e non occupata..."

      L'Italia è sempre stata un Paese soggiogato, fin dalla sua fondazione.

      "...Cinquant’anni fa almeno si facevano rumorosi cortei contro la guerra in Vietnam..."

      E l'abbiamo pagata cara.

      "... una classe dirigente a questo punto di livello intellettuale francamente imbarazzante..."

      Anche la qualità delle scarpe o dei latticini è scesa a un livello imbarazzante!

      PS - Per "la peur que le ciel nous tombe sur la tête", vedi Asterix.

    1. absitiniuriaverbis 5 giugno 2024

      "Tutto sommato pare più importante chiamare gli africani Neri anziché Negri, e fingere di essere ecocompatibili, sostenibili, solidali e di sesso variabile come i pesci"

      Tempi fa scrivevo che era in corso l'approvazione di un budget specifico per dotare noi schiavi di fazzoletti di carta riciclata.
      Essendo i fazzoletti ecologici l'unica cosa dove, noi schiavi, avremmo potuto ficcare il naso.

      Ciò detto, a te, per il tuo articolo, il famoso 'bravo! 7+.'

    1. Cataldo 5 giugno 2024

      Non si può paragonare il momento attuale con la storia più o meno recente, forse è sempre stato vero, ma oggi lo è ancora di più perché il ritmo dello sviluppo tecnologico è ormai su una linea di spirale logaritmica, dove il raggio dei cambiamenti si allarga a dismisura in poco tempo; i nostri paradigmi e gli strumenti cognitivi per comprendere le nuove realtà si evolvono ad un ritmo molto più lento e ne sono travolti.

      Le capacità manipolatorie delle elite, che pure erano state ben analizzate già agli inizi del secolo scorso, hanno oggi una potenza quasi incommensurabile, ne riusciamo a comprendere e combattere aspetti parziali, anche gli autori più consistenti non riescono a darci una visione ampia.

      Queste considerazioni si uniscono ad un elemento del tutto nuovo, il sistema capitalistico dell'occidente non ha più bisogno come prima di mercati e consumatori, la surroga dei consumi immateriali rispetto quelli reali si salda con il precedente dominio della finanza sulla produzione, non è una cosa da poco, in quanto è il substrato profondo dove a mio avviso nasce il nichilismo transumano che vediamo infuso nelle azioni dei decisori.

      Questi elementi sono ben chiari al campo avverso, il contrasto non è più su linee di politica, geopolitica o controllo delle risorse, ma siamo ad una divergenza più fondamentale, sono proprio i valori di fondo dell'umano ad essere in gioco in questo frangente, e questo spiega anche la fine della diplomazia e di ogni forma di reale mediazione, c'è una visione del futuro radicalmente inconciliabile tra le parti.

    2. danone 5 giugno 2024

      Questo è quello che ti vogliono far credere.
      Il neo-liberismo è arrivato alla data di scadenza, quindi lo stanno svuotando da dentro prima di trasferirsi sopra ad un nuovo paradigma di relazioni commerciali e business, e credimi che col multi-polarismo chi di dovere farà pure più soldi di quelli fatti col sistema neo-liberista.

    3. Cataldo 5 giugno 2024

      Il tuo discorso presuppone che vi sia una programmazione deliberata degli avvenimenti, una concertazione da parte degli attori principali, ma questo non è verificabile negli eventi, le spinte attuali portano a conclusioni molto peggiori di un cambiamento del paradigma dei commerci e del fare soldi, comunque anche se esistesse il piano è destinato a fallire in quanto il multi-polarismo è inconciliabile con i privilegi di una ristretta elite autoreferenziale.

    4. danone 5 giugno 2024

      E' verificabile negli eventi più di ogni altra tesi, essendo l'auto-demolizione controllata dell'occidente sotto gli occhi di tutti come dato oggettivo.
      O sei fra quelli che sostiene che l'occidente se la passi male perchè si sta facendo picchiare dai russi cattivi e dai cinesi avidi e crudeli?
      Se credi alla narrativa brics, significa che ritieni i russi ed i cinesi portatori di un modello più equo e giusto, e questo è anche possibile, non lo nego a priori, faccio solo notare che se credi a questo, a maggior ragione devi riconoscere che l'occidente si sta auto-demolendo da solo dall'interno, non dai nemici geo-politici, e quindi questo fatto bisogna spiegarlo perchè avviene.
      Finchè non viene dimostrato, la tesi che ci sono davvero blocchi geo-politici antagonisti è solo nelle narrazioni.

    5. Cataldo 5 giugno 2024

      Io non credo a narrative, e sono anni che leggo solo saggi, tranne qualche autore di fantascienza, quello che ho scritto è che ormai il problema non è di scontri geopolitici tra "blocchi" ma di percezione di cosa sia umano e cosa non lo è, siamo oltre l'antagonismo, i (dis)valori che fondano l'azione dell'occidente hanno valicato la soglia della politica e si attestano su un livello di rifondazione culturale, su un piano di alterità che fa sembrare le idee di un Pol Pot sull '"uomo nuovo" pensierini innocui.
      Poi uno puo pensare che sia tutto un Kabuki, e vabbe ...

    6. danone 5 giugno 2024

      Hai fatto bene a chiarire così ti ho capito meglio e sono anche d'accordo, ma continuo sulla mia tesi.
      Proprio perchè vediamo un livello di disumanità così elevato, significa che qualcuno lo ha pianificato, impossibile ritenerlo un fenomeno spontaneo, sopratutto quando la cosa colpisce tutti i leader occidentali come fossero un sol uomo.
      E' evidente che l'occidente sta seguendo un'agenda che lo vuole disassare.
      Bisognerebbe chiedersi perchè e chi lo vuole questa auto-sabotaggio dall'interno, ma siamo anni luce da dibattiti minimamente utili per avvicinarci al vero dato di realtà.

    7. Primadellesabbie 5 giugno 2024

      Si chiama decadenza, nello specifico si tratta della reazione di questa particolare cultura a cambiamenti indotti che la coinvolgono assieme al resto del Pianeta, ma che non sono specificamente mirati a distruggerla.

      Per capire qualcosa bisogna, secondo me, innanzitutto considerare che tipi umani ha forgiato il liberismo.

      È evidente che l'esperienza del comunismo, checchè se ne voglia pensare, fa, in parte, la differenza.

    8. danone 5 giugno 2024

      Questo fa presupporre che siano stati pianificati anche i russi.

    9. Primadellesabbie 5 giugno 2024

      Credo che dovremmo prestare attenzione ai segni di cambiamento nell'"attitudine" soggettiva.

    10. fuffolo 5 giugno 2024

      Come noi anche la gente di quei paesi paga le rate dei mutui, compra case con soldi che non ha, accumula per la pensione e spende per la salute.
      Chi fa i soldi con i soldi forse in questo momento li preferisce perchè sono disposti più di noi a lavorare e a farsi sfruttare.
      Anni di divano impigriscono lo schiavo.

    11. Cataldo 5 giugno 2024

      Non ho esempi di fenomeni spontanei, sicuro, si tratta sempre alla fine di mancata comprensione delle cause, 😁, su questo punto nodale della pianificazione, sulla sua necessità alla causazione ce da approfondire, di certo non abbiamo giganti del pensiero su cui elevarsi a vedere oltre, concordo pienamente sugli anni luce.

    12. Cataldo 5 giugno 2024

      Ma gli schiavi nn servono più alle catene del valore che guidano l'Occidente

    1. Arthur 5 giugno 2024

      Dopo la figuraccia di Stoltenberg sono piovute critiche e smentite a raffica.
      E il tizio tace dopo la figura barbina.

      I missili yankee hanno colpito una postazione russa in una zona che è nei paraggi di una città al confine con l'Ucraina.
      Sicuramente l'ordine è di non andare oltre un tot di km.

      Ma, soprattutto, Macron tace da svariati giorni.
      Dopo le sparate sull'invio di soldati, sull'economia di guerra, il tentativo di coinvolgere altri paesi europei nella escalescion, deve essere andato storto qualcosa.
      E io credo di saperlo.
      Devono essergli arrivati i risultati dei sondaggi dei francesi sulle prossime elezioni.
      E nel frattempo la Le Pen esorta i francesi a votare punendo Macron.

      Batosta in arrivo per Macron e i bulli guerrafondai dell'UE?

    2. Arthur 5 giugno 2024

      PS

      Quasi certamente la batosta ci sarà.
      Se il PPE e i partiti di destra cresceranno, ci sarà uno scossone.
      E il PPE si sta preparando a fare una coalizione con i gruppi ECR (coalizione di centro-destra, comprendente partiti come FDI) e ID (la coalizione di destra in cui sono il FN della Le Pen, la Lega, Orban, etc.).
      Anche perché il PPE non ne puo più di S&D (socialisti), RE (liberali e partito di Macron) e Verdi: il PPE ha capito che se non li molla, andrà a fondo con loro.

      Attualmente:
      PPE: 177
      ECR: 67
      ID:58
      Totale: 302
      La maggioranza è 353
      Sono necessari poco più di 50 voti.
      Quindi la probabilità di un cambio di maggioranza è alta.
      E infatti Macron si è zittito.

      Ma in ID c'erano anche i tedeschi di AFD e ci sarebbe stato il rischio di accuse di neo-nazismo per la nuova futura maggioranza europea.
      Allora il tizio tedesco ha fatto la sparata sulle SS, il suo partito è stato estromesso da ID e il problema è risolto.
      Probabilmente AFD darà una sorta di appoggio esterno.

    1. Bertozzi 5 giugno 2024

      Due titoli di repubblica di oggi, quasi a fondo pagina, dopo Sinner Salvini meloni ecc

      - Macron vuole una coalizione europea per inviare addestratori in Ucraina, ma gli altri paesi frenano

      -In Russia un concorso di vignette contro Macron ispirato dalle frasi di Salvini

      Da notare che non si parla più di soldati ma di addestratori, come se non li avessero già e come se facessero una gran differenza, in ogni caso il gigantesco pericolo di scatenare la 3GM a causa delle arroganti legioni francesi è già finito, se mai è esistito, nella testa di molti è durato da mo' e forse dura ancora. C'è anche scritto "gli altri paesi frenano" ma è repubblica e si sa quella mente sempre se scrive così è perché sottintende che gli altri paesi non vedono l'ora di farsi vaporizzare, come no.
      Di tutto questo in Russia che fanno? Si fan delle grasse risate e fanno a gara sulla rivista del ministero degli esteri a chi fa la vignetta più divertente sul suddetto Macron. Sezione di repubblica: la guerra mediatica (LOL!)

    1. Nestor Halak 5 giugno 2024

      L'italiano non ha la fama di intrepido guerriero oramai da molti secoli, Mussolini provò a rinnovarla, ma senza molto successo.
      Il fenomeno che volevo descrivere, però, riguarda tutto l'occidente ed è a guida anglosassone.

    1. Roberto Rey 5 giugno 2024

      "In uno dei giorni più attesi e scioccanti di testimonianza al Congresso, il dottor Anthony Fauci ha affrontato i critici del Congresso che hanno interrogato Fauci sui protocolli COVID, sulle origini del COVID e sulla veridicità (o meno) di Fauci e di altri esperti durante la pandemia.
      L'audizione è stata a dir poco scioccante.
      Durante l'udienza Fauci ha ammesso che non c'era una vera scienza dietro i protocolli dell'era COVID, come l'allontanamento sociale, ha difeso l'obbligo dei vaccini - nonostante le montagne di prove della loro pericolosità - e ha bizzarramente affermato di non aver mai tentato di sopprimere la teoria che il COVID fosse il risultato di una fuoriuscita dal laboratorio.
      (ZeroHedge)

    2. ric 5 giugno 2024

      https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjzb_Sjxa0weXDNEjy1abHv4H92KYtlnV5bt7IUtxbw8f1LbXYD3MJHsuxWz1XFaM3QbXXUKXvjl6SRtsdarrFPSGQT5dNFljgSRmCcvpytLf97iPd29OU4w_Bk2Fy4t7-vjSUuklkAON2eIzNqZYSOps9f33gcXlw1lOOxTPd0f7lH5h7HpzME9UepQWcu/w385-h400/GPP3ohFaoAAZ9SJ.jpg

    3. Roberto Rey 5 giugno 2024

      https://www.zerohedge.com/medical/big-pharma-paid-690-million-faucis-agency-during-pandemic
      Big-Pharma ha pagato all'agenzia Fauci 690 milioni di dollari durante la pandemia....

    4. ric 5 giugno 2024

      liberismo , liberal-commercio , finanziamenti, truffe . la democrazia che si impone attraveso i suoi valori

    1. Ciaparat 5 giugno 2024

      Questo sì che è un gran bell'articolo, finalmente. Complimenti!

    2. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Grazie Ciaparat!

    1. LuxIgnis 5 giugno 2024

      Avere paura è nella natura umana. Forse ha un utilità, forse. Spesso però è generata da immaginazioni fantasiose. Si ha paura di quello che non c'è ma potrebbe. Il fatto è che il potrebbe è una condizione che si applica un po' a tutto. Tutto potrebbe essere.
      Accondiscendere a queste paure vuol dire lasciare che prendano il sopravvento. E questo lo si fa spesso sia indulgendo verso sé stessi ma sia, più grave, indulgendo a quelle degli altri. Non sto parlando di rassicurazione, quella va bene, ma proprio indulgenza, accettazione acritica. Le si giustificano e le si lasciano lì, in pieno controllo.
      E ci sono molti modi per farlo, alcuni molto fantasiosi.
      È normale che i poteri preferiscano una società che ha paura. La paura destabilizza e soprattutto crea stasi. E i poteri aborrono i cambiamenti, soprattutto se non sono sotto il loro controllo.
      Ma è anche vero che questa è una tendenza generalizzata. È una catena: più aumenta la paura nella società e più i poteri alimentano questa paura. Perché non farlo? Sfruttano un'opportunità che è già ben presente.
      Più si ha paura e più c'è controllo, e più c'è controllo e più si alimenta la paura. Fino al punto di rottura.
      Individualmente o collettivamente il punto di rottura arriva sempre. Ed è un bene questo perché la vita prende sempre il sopravvento in un modo o nell'altro, e prima o poi.

    2. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Quale sia la funzione della paura, mi pare evidente, serve alla conservazione dell'animale: tutti gli animali più complessi hanno paura (le zanzare, non mi pare).
      Nella situazione attuale i media ci inducono ad aver paura di cose non temibili e allo stesso tempo propagandano allegramente la guerra, che mi sembra invece ben più temibile.
      Tutto qua.

    3. LuxIgnis 5 giugno 2024

      Una cosa è avere paura di una tigre che ti sta davanti, ma io la chiamerei più coscienza della situazione, e un'altra è avere paura di una tigre che ti sta sotto il letto.
      E la maggior parte delle paure sono di quest'ultimo tipo.
      E anche nel caso della tigre che ti sta davanti, se uno ha veramente paura si blocca (eh il panico fa più danni che l'evento in sé), e sei morto. Quello che ti fa muovere non è la paura.

      Non incolpiamo i media, incolpiamo noi stessi che lasciamo che esistano le tigre sotto il letto.

      Tutto qua.

    4. R66 5 giugno 2024

      Ok, i media ufficiali li conosciamo, ma la controinformazione in questo contesto non mi sembra tanto differente.
      Conosco persone che sono semi-terrorizzate senza neanche aver visto un TG, tutto per merito di siti, social e blog "alternativi".
      L'unica differenza è che questi ultimi ci spendono un po' più tempo nei particolari tecnici.

    5. sbregaverse 5 giugno 2024

      C'è poi la paura di incespicare nel:
      tigre contro tigre.

    6. Nestor Halak 5 giugno 2024

      La controinformazione dice tante cose, ovviamente non sempre condivisibili. Di fatto la Von der Lyen e la maggioranza dei leader europei chiamano alla guerra, e la guerra pare più vicina che mai, In Ucraina, che è Europa, già c'è. A me pare che questo pericolo sia reale e che vada contrastato.

    7. Bertozzi 5 giugno 2024

      l'Ucraina è Europa per la Von der Leyen e quelli come lei (curioso l' uso del "di fatto") per il resto del mondo pensante è ed è sempre stata Russia, mica per altro gli accordi prevedevano che non si potessero mettere basi Nato lì ecc, proprio perché non Europa, ma Russia, ammesso e non concesso che l' Europa esista e sia davvero qualcosa.

    8. R66 5 giugno 2024

      Nel caso mi sfuggissero, mostrami le eventuali possibilità da parte del popolo di contrastare gli eventi presenti.
      Detto questo, la controinformazione potrebbe tentare di anticipare lo step successivo e quindi una sorta di contrasto a quello.
      L'attenzione dovrebbe riguardare il dopo-evento, non l'evento; per il presente è già tardi.
      Altrimenti, al prossimo si farà da controcanto come si sta facendo adesso con l'attuale.
      Anche se ne venissero fuori dei racconti puramente fantasy, credo che sarebbero più utili che fare resoconti tecnici a manetta, i quali sortiscono il solo risultato di far salire l'ansia nella maggior parte dei lettori.

    9. Nestor Halak 5 giugno 2024

      L'Europa può essere concepita in molti modi diversi ed è un misto di geografia, di cultura e di storia, esiste come esiste l'Italia. Per quanto mi riguarda anche la Russia è Europa e l'Ucraina è una provincia russa, tranne la Galizia.

    10. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Non è che io debba avere un piano di contrasto più di quanto debba averlo tu, mi limito a dire il mio punto di vista.
      Credo comunque che la mancanza di consenso possa modificare le azioni dei vertici. Per cominciare bisognerebbe non credere, non obbedire e soprattutto non combattere.

    1. Bertozzi 5 giugno 2024

      Più che codardi direi i figli della società fantozziana ben rappresentata dalla società in cui lavorava l'autore, quella delle esercitazioni antisismiche e simili, scatta la sirena e per un giorno invece di andare a scaldare la sedia fai finta che ti crolli il tetto in testa; è un imprinting, anche i cani di Pavlov sbavavano dopo una sirena; nel film di Villaggio in effetti dopo la sirena i più, ricorderete, andavano in modi loschi ma creativi a svolgere altre mansioni, i famosi secondi e terzi lavori, in nero, naturalmente, con cui comprare la seconda o terza casa, roba vintage, lavoro regolare e bello tranquillo, casa delle vacanza, tze', cose da museo se si pensa a come sta messo il lavoro del mondo di adesso. Ma mica son problemi, non sentite la sirena, meglio ancora 'le sirene' di oggi? quelli sì, son problemi veri. Quella stessa gente oggi scatta anche senza sirena e senza ufficio, scatta anche da casa - seconda o terza che sia - al primo tg o all'articolo quotidiano della sezione terza guerra mondiale. E soprattutto mentre scatta - il più delle volte lautamente paghettato dallo stato e comunque ad esso e alle sue logiche e ai suoi dictat sempre servo prono e obbediente - parla degli italiani o italioti come di un popolo altro a cui lui non appartiene, e si bea nel definirli prima "deficienti" e poi "irresponsabili", si bea e si contenta quando danno a un popolo intero del vigliacco come se lui invece vivesse su alpha centauri e fosse di razza klingon. A natale regaliamo specchi un po' a tutti eh? Ma di che ci stupiamo, sono gli stessi delle rivoluzioni mancate perché pioveva e gli stessi che a domanda specifica "cosa fai tu per non partecipare al gioco sporco che fa il tuo stato e la tua società" non hanno uno straccio di risposta, obbedienti servi e proni vanno avanti, ma a chiacchiere sempre i numeri uno; siamo al gioco dell'indignazione e delle grida, chi si indigna e grida più forte e con più costanza ha ragione e si sente salvo e diverso, lui non centra mai; la ripetizione ha la sua funzione come un mantra, ripeti una cosa all'infinito e anche se falsa diviene vera, anche se falsa e inesistente avrà effetti reali e tangibili sulla società. E tu che glielo fai notare sarai per sempre il solito guastafeste.

    2. R66 5 giugno 2024

      Da non dimenticare: se pensi continuamente alla guerra, non fermi la guerra.
      Da qui mi aspetto il classico: beh, neanche se non ci pensi!
      Grande e supremo genio, questo è vero.
      Ma almeno non mi illudo di risolvere, mentre l'unica cosa che sto facendo è farmi venire l'ansia con tutte le conseguenze del caso.

    3. Bertozzi 5 giugno 2024

      Sai che noia però, una vita senza ansia, questo stillicidio di "vaporizzeremo oggi o domani? Arriverò a domenica? C'era la sagra della porchetta domenica, ci volevo tanto andare, ma se mi vaporizzano?" questo stillicidio proprio non mi fa dormire la notte, e non riesco proprio a reggerlo, preferisco la vaporizzazione istantanea, vera o presunta che sia, basta che mi tolga dall'incertezza, quella non la riesco proprio a digerire.
      Che noia, come le riempi le giornate senz'ansia? mi toccherebbe posare telefono TV e PC uscire di casa e vivere. Mi sa che non mi ricordo più come si fa.

    4. R66 5 giugno 2024

      Non appena mi daranno la baita in montagna e il resto, scriverò io una bella sceneggiatura. Firmerò anche la clausola per cui, se non riuscirò ad intortare il 99% senza neanche sparare una bomba, si riprenderanno la baita.

    1. alduccio 5 giugno 2024

      Tutto vero riguardo alla pletora di suv in attesa davanti alle scuole (elementari). A difesa dei pargoli, va detto che sono costretti a portare inutili zaini da mezzo quintale pieni di inutili libri.
      Discrso lungo, 50anni fa si credeva ancora all'auto determinazione dei popoli.

    2. Bertozzi 5 giugno 2024

      È il paradosso del Suv che mi disse di aver sentito una volta @R66 :
      - ehi, ma perché porti i bambini col Suv?
      - eh, c'ho paura dei Suv!

    3. alduccio 5 giugno 2024

      non ho nessun suv, in famiglia ci sono 2 utilitarie la cui età media è 17 anni.

    4. Bertozzi 5 giugno 2024

      Mica nessuno ti ha accusato di nulla, mi riallacciavo al tuo commento.

    5. alduccio 5 giugno 2024

      Nulla, stiamo parlando di Milano ad ogni modo, una città particolare, che ad ogni ponte anche piccolo, si svuota.
      Ce n'erano di più prima, comunque.

    6. Bertozzi 5 giugno 2024

      È così dappertutto. Nella provincia vedi cose che nemmeno a Milano. Almeno lì ci sono i mezzi, in provincia la macchina la usano anche per uscire in giardino.

    7. uomospeciale 5 giugno 2024

      Di bambini ormai se ne fanno così pochi e sono così preziosi che esporli a un qualsiasi rischio della vita e del vivere è considerato inaccettabile.
      Sforzi inutili, finiamo tutti sotto terra comunque.
      Tra l'altro a voler sempre proteggere troppo i figli da tutto e da tutti ti crescono degli sprovveduti, e non puoi essere sempre presente tu a salvargli il çuL0
      io a scuola ci andavo a piedi, con lo zaino bello pesante e dovevo pure farmi qualche chilometro a piedi per arrivarci.

    8. uomospeciale 5 giugno 2024

      Se avessi dei figli che vanno a scuola oggi, credo che mi preoccuperei di tutto, tranne che dei SUV.

    9. sbregaverse 5 giugno 2024

      Patriota e.......inquinatore.

    10. Teopratico 5 giugno 2024

      Ne muoiono diversi, di bimbi, schiacciati dai SUV davanti alle scuole, e anche altrove, eh? Non è che non siano un pericolo reale per chi è alto circa un metro.

    11. uomospeciale 5 giugno 2024

      La scuola di oggi tra droghe, propaganda, mode suicide, ed esempi sbagliati, è molto più pericolosa dei SUV.
      Non ho idea di che cosa insegnino ai bambini d'oggi ma io attraversavo la strada da solo, rigorosamente sulle strisce e con il semaforo verde, che ero in prima elementare.
      Magari ai miei tempi non c'erano i SUV ma i camion per dire, circolavano anche allora.
      Ripeto, se avessi un figlio che va a scuola oggi come oggi i SUV sarebbero proprio l'ultima delle mie preoccupazioni, in compenso avrei una paura tremenda che mio figlio non diventasse un drogato, un violento, una vittima di teppismo o ancora peggio, uno dei tanti teppisti falliti che ci stanno in giro.
      Non hai idea di quanti genitori hanno fatto tutto quello che potevano fare nel crescere i figli, dandogli il meglio del meglio di quel che avevano da dare, per poi ritrovarsi in casa un delinquente o magari vederselo morire per droga.
      Dalla terra inquinata è difficile che nascano frutti sani e sia la scuola che la società ormai sono terreni tossici.

    12. Baciccia 5 giugno 2024

      Fuoristrada giapponese a verde di 31 anni

    13. Teopratico 5 giugno 2024

      I miei genitori certamente capiscono le tue preoccupazioni circa i figli sbandati e drogati, perdigiorno, carcerati, poeti falliti, oziosi e deprimenti. Ma tu possiedi mica un suv? Forse si. Beh i camion che ti acciaccavani quando eri piccolo ( ti ha mai da vero preso sotto un camion? A me una fiat regata sparata a cinquanta all' ora sulle strisce, avevo nove anni, mi ha frenato addosso, sono volato per cinque metri e non mi sono rotto il femore per fortuna, guidava una signora, mortaccisua), i camion dicevo non te li trovavi tutti incastrati sopra i marciapiedi all' uscita a fare manovre, altrimenti motivi pure te. Insomma se abiti in città butta la maghina, se in provincia butta il SUV. Ti piace come slogan? Il petrolio non viene estratto in Italia.

    1. R66 5 giugno 2024

      All'inizio si diceva che Putin fosse un pazzo, che tenesse in ostaggio 144 milioni di russi cavalcando di notte a petto nudo, che volesse diventare il nuovo zar, conquistare tutti, pure l'Isola delle Rose; ma noi no, non ci abbiamo creduto.
      Siamo furbi noi.
      Ora però crediamo che lo stesso potrebbe consumare tutto l'arsenale atomico su di un continente sprovvisto di esercito...
      Ah, già, le basi.
      Non ricordavo.
      Quindi bombe tutte sulle basi, in America no, ai padroni delle basi no, quella resterà intatta.
      D'altra parte, è lontana.
      Poco importa che la Russia abbia dei missili talmente potenti da arrivare su Orione e tornare con mezzo serbatoio pieno.
      Solo le basi.
      Basi nascoste, basi segrete, basi invisibili, basi dentro altre basi, basi sotto le case di ogni italiano...
      Forse cavalca davvero di notte a petto nudo.

    2. Arthur 5 giugno 2024

      Putin...
      All'inizio i giornali dicevano che avesse il cancro e si curasse con il sangue di cervo.
      Sangue di cervo...! (?)
      Capito qual è il livello dell'informazione in Italia?
      E c'è chi gli va pure dietro.
      Come è successo con il coso19.

      "Quindi bombe tutte sulle basi, in America no, ai padroni delle basi no, quella resterà intatta."

      Secondo gli esperti strateghi la Russia butterà bombe atomiche a raffica in Europa, cioè vicino casa, così si beccherà una marea di radiazioni.
      Però non colpirà gli USA, i quali potranno poi provvedere a colpire la Russia con tutte le armi che hanno.
      I Russi quindi non sfioreranno con un dito chi vuole distruggerli...
      Alcuni dicono che USA e UK in realtà non vogliano la distruzione della Russia, ma dell'Europa.
      Ah, quindi pure il Regno Unito si becca tutte le radiazioni...
      E gli USA poi, senza l'Europa, andranno incontro ad un futuro restando isolati a livello mondiale.
      Che genialata!

    3. R66 5 giugno 2024

      Che poi, anche cercando di immaginare una versione in cui l'Europa venisse dilaniata dalle bombe atomiche e l'America restasse intonsa, è possibile che non sorgerebbe qualche sospetto oltre al fatto che Putin è stato costretto?
      No?
      Felicità, sbandieramenti e viva lo scacchista?

    4. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Se interpreto correttamente l"ironia", pensi che i russi, in caso di guerra, attaccherebbero direttamente il territorio americano.
      Possibile,ma lo scenario più probabile è un eventuale conflitto per gradi: del resto sta già accadendo.
      Prima di inviare i missili strategici gli Usa colpirebbe il territorio russo a partire dalle basi europee. I russi risponderebbero prima di tutto su quelle basi.
      Lo scambio strategico dei grandi missili è l'ultima carta. Probabilmente gli americani "sperano" che i russi cedano prima di arrivarci.

    5. R66 5 giugno 2024

      Per farmi capire meglio faccio delle aggiunte e a seguire delle domande.
      Nel caso i russi attaccassero l'Europa e dopo un periodo di distruzione, anche tremenda, la situazione si stabilizzasse lasciando l'America quasi intatta e l'Europa distrutta, tu che penseresti?
      Tutto regolare?
      Meno male che non siamo arrivati al peggio?
      Oppure?

    6. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Penso che agli americani potrebbe anche andare bene. Per me è diverso,io sono europeo e mi pare un pessimo scenario che, appunto, vorrei evitare, ma sembra che gli attuali leader europei ci portino irresponsabilmente in questa direzione.

    7. R66 5 giugno 2024

      Mentalmente, non riesco a risolvere un ipotetico scenario del genere soltanto appioppando dell'irresponsabilità.
      Ci arriva anche l'ultimo commentatore di Facebook a vedere l'assurdità di certe scelte e non ci arrivano le migliaia di analisti e militari di alto rango degli stati coinvolti?
      Dai che è bella grossa da mandar giù...
      Escludendo l'incapacità, resta la volontà.

    8. gnorans 5 giugno 2024

      Più che andargli bene, mi sa che cercano proprio questo, un'Europa da ricostruire e risentita con la Russia.
      E se lo capiscono anche i russi alla fine li accontenteranno.

    9. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Sì è bella grossa.
      Io non conosco la risposta vera, ma penso che abbia a che fare con un misto di stupidità, di incompetenza, di corruzione, di avidità,di complicità con gli oligarchi che brigano dietro la scena a loro volta favolosamente ricchi, ma non favolosamente intelligenti.

    10. gnorans 5 giugno 2024

      Magari mettici pure la paura di essere fatti fuori, fisicamente o mediaticamente.

    1. Brule 5 giugno 2024

      Grazie!
      In effetti ad esempio, immatricolare solo auto con adas tra cui il mantenimento di corsia (manco le mani sul volante ormai sappiamo tenere) è cosa buona è giusta, andare a buscarle di santa ragione in Asia stile Anabasi di Ciro o Armir, no, quello è un hobby, un po' come coltivare le rose o andare ai concorsi per barboncini.

    1. Jimbo 5 giugno 2024

      Grande articolo che mette nel mirino gli italiani e la loro (ir)responsabilitá.
      Sono il tipo di articoli che preferisco.
      * Il problema di questa situazione surreale sono gli italiani.
      Non solo i politici, la massa, il popolo sono il problema.
      Fintanto che non si vorrá andare a fondo su questo aspetto la discussione resterá in stallo.

    2. nicola 5 giugno 2024

      D'accordo, ma bisognerebbe risalire la catena causale e arrivare a comprendere le ragioni per le quali un popolo come il nostro si è ridotto (o è stato ridotto) a essere quello che è.

    3. R66 5 giugno 2024

      Nel risalire la catena, si scoprirebbe che l'effetto è subentrato contemporaneamente ad alcuni accessori.
      Ora, per un bimbo, sarebbe normale voler togliere l'effetto e contemporaneamente mantenere gli accessori.
      Un adulto, invece, dovrebbe considerare la stretta relazione tra i due e fare altre considerazioni.
      Così, dato che sono una testa di minchia, nelle mie discussioni sul tema insisto parecchio sul concetto.
      Risultato mentale: gli accessori non si toccano.
      Risultato reale: l'effetto rimane.

    4. Jimbo 5 giugno 2024

      Certo che bisognerebbe, anzi bisognava, ragionare sulla catena.
      Ma per farlo occorre predisporsi, averne voglia insomma.

    5. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Grazie. Mi pare però che il problema non riguardi solo gli italiani, ma che la situazione sia simile in tutta Europa e in generale nell'occidente.

    6. sbregaverse 5 giugno 2024

      Amor fati.

    7. Sic 5 giugno 2024

      Molti amorfinati che io sappia.
      Ma ci sta, come accompagnamento al suicidio.
      Grazie.

    8. sbregaverse 5 giugno 2024

      Amor fati.
      Catena indefinita* .
      Cacciari.

    9. sbregaverse 5 giugno 2024

      Scire per causas.Fino all':
      Abisso Insondabile.*
      *AI Amore Incondizionato.

    10. Jimbo 5 giugno 2024

      Mi sono riferito agli italiani ma sì, vale per tutto l'Uccidente e i suoi abitanti.
      Posso immaginare che ci siano differenze anche sostanziali ma in linea di massima parrebbe un aspetto abbastanza comune.

    11. Jimbo 5 giugno 2024

      Stavo riflettendo sul perchè l'italiano anzi l'occidentale pauroso ("codardo") in altre situazioni sembra immobile per nulla o quasi preoccupato di fronte alla guerra, e mi vengono in mente random queste motivazioni:
      1) non intravede proprio il pericolo (non solo imminente ma proprio "non ci si crede")
      2) lo intravede ma preferisce bypassare (non pensarci su)
      3) lo vede chiaramente ma si fida delle nostre belle basi USA (gli amici servono a questo, residui di american dream ben presenti)
      4) lo vede ma lo reputa distante, una galassia più in lá.

    12. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Sì, sono ragioni possibili.
      Penso che il motivo principale sia che non ci crede, d'altra parte non è mai successo prima: una guerra che coinvolga l'Europa occidentale non gli pare alla fine possibile.
      I governi non possono essere così stupidi, così venduti, così incapaci.
      Sì, possono uccidere qualche milione di vietnamiti, di iracheni, di afghani, di ucraini o di serbi, ma gli europei, quelli veri, i loro popoli di riferimento,no, no, impossibile!
      I media non montano la paura come fecero per il raffreddore assassino, se ci fosse pericolo per noi, Mentana ce lo griderebbe nelle orecchie e Vespa farebbe un plastico e chiamerebbero i generali come le virostar in prima serata e farebbero un Comitato tecnico col generale Figliolo

    1. IlContadino 5 giugno 2024

      Quanto è durata la Guerra Fredda?
      -Oddio qui scoppia il finimondo, si rischia di finire tutti vaporizzati-. Decenni di 'sta manfrina.
      Nessun finimondo.
      Adesso siamo ancora lì, stessa storia.
      "Eppure lo hanno letto in parecchi quel libro", starà pensando George Orwell, da lassù.
      Oh, ma quella è narrativa, questa è la realtà!
      Mah, sarà!

    2. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Sarà pure una manfrina, ma almeno un paio di volte ci si è andati vicinissimi. Concordo con l'articolo che ammalarsi per paura del lupo cattivo non faccia bene, ma nemmeno far finta che qualche lupastro non possa a volte morderci le chiappe. Una sana via di mezzo, come sempre. E consapevolezza di ciò che si fa (o non si fa).
      Ricordami un attimo, prolet che non sei altro: siamo in guerra con l'Estasia o l'Eurasia?

    3. R66 5 giugno 2024

      Fai attenzione con il 'ci siamo andati vicini'; di certo, da fatti recenti, sappiamo che lo utilizzano come trucco mentale atto a giustificare.
      Quello che non sappiamo è quante volte l'hanno utilizzato e quante altre lo utilizzeranno.

    4. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Sono fatti ben documentati, ottobre '62 e novembre '83, crisi cubana ed Able Archer.
      Far passare ogni cosa come trucco mentale non solo non ha senso, ma è deleterio.

    5. R66 5 giugno 2024

      Per ritenerli documentati, dovresti avere la macchina del tempo e il mantello dell'invisibilità, con questi tornare indietro e dare una sbirciatina nelle sale dei comandi di entrambi i fronti.
      Fino ad allora, il "ci siamo andati vicino" equivarrà al "quasi goal".

    6. Bertozzi 5 giugno 2024

      "chi ha fatto palo!?"

    7. Bertozzi 5 giugno 2024

      Riciclo di sceneggiatura. Un po' come il vaiolo delle scimmie. Questa terza guerra mondiale è il vaiolo delle scimmie della geopolitica...
      usti cosa ho detto! Partono gli esperti e i moralizzatori! Irresponsabile! Come ti permetti? Siamo a un passo dal... Sull'orlo del... Ma proprio sul ciglio del... baratro, precipizio, prepuzio siamo al settantasettesimo ritorno del punto di non ritorno e tu ti permetti di fare ironia e sarcasmo, e le mogli dei soldati ucraini? I prossimi siamo noi! Ma non ti rendi conto? Tu non fai del bene alla comunità, tu non pensi alla collettività, tu "neghi la realtà", te ne stai "al calduccio" e provi pure a goderti la vita, razza d'un perdigiorno, tu sei un egoista e un immaturo e in definitiva andresti limitato zittito chiuso in un container o come minimo multato di 100 euro.

    8. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Ok, va bene. Immagino che con questa logica non riterrai documentati nemmeno l'assassinio di Cesare o la battaglia di Waterloo.

    9. R66 5 giugno 2024

      Non volendo entrare nei dettagli di un singolo fatto, l'accaduto e il non accaduto, non sono da considerarsi nella stessa maniera.
      Dire che un qualcosa sarebbe potuto succedere se non si fosse fatto X, rappresenta una logica perversa in certi ambiti. Di recente ci hanno montato anche il teatrino pandemico sopra.

    10. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Fare paragoni con questi fatti e la farsa pandemica vuol dire buttare il bambino con l'acqua sporca. Nei due fatti che ho citato, si è andati vicini ad uno scontro nucleare. Puoi non concordare sul quanto si sia andati vicino, ovviamente... ma negare i fatti non ha alcun senso.

    11. R66 5 giugno 2024

      L'unica differenza tra i due casi e che abbiamo avuto modo di vedere un bluff.
      Non potendo scoprire le carte negli altri, obiettivamente dovrebbe restare il dubbio e non subentrare una certezza.
      EDIT & PS
      Agli occhi di chi ha creduto alla pandemia, essa e i fatti di Cuba fanno parte dello stesso insieme.
      Ci siamo andati vicino in entrambi i casi; uno lo si è evitato grazie al vaccino, l'altro per la freddezza di un tizio o per chissà quale altra versione.

    12. Bertozzi 5 giugno 2024

      Mettere in dubbio un racconto non significa negare una realtà. La parola "negazionista" è stata creata ad hoc proprio per chi pone dubbi legittimi su ciò che qualcuno considera "i fatti".
      Lo vedi il parallelo ora?

    13. Nestor Halak 5 giugno 2024

      Viene da chiedersi: ma le guerre mondiali non saranno state una manfrina? E la caduta dell'impero romano?
      Mi sa che tutta la storia umana è una gigantesca ammuina e tutti sempre e da sempre fanno finta di tutto.
      Ma c'è forse qualche differenza che se facessero sul serio?
      Sì, da dietro le eminenze controllano gli eventi. Sembrano umani, ma bada ben, bada ben, non possono che essere Dio!

    14. R66 5 giugno 2024

      Noto una certa predisposizione a parlare di un fatto accaduto nella stessa identica maniera che per un fatto che forse potrebbe accadere.
      La distopia è già subentrata, cacciatela via, ancora siete in tempo.

    15. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Si può dubitare di tutto, sia nella scienza che negli avvenimenti storici. Ma un fatto resta un fatto. La parola "negazionista" non mi interessa proprio, sono false strade create ad arte ed utilizzate sia da chi afferma che da chi nega.

    16. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Il dubbio resta sulla narrazione del fatto. Che il fatto sia avvenuto, nei due casi da me citati, è certo.

    17. ric 5 giugno 2024

      secondo me l'occidente e' un guerra contro il buon senso .,contro l' uso della razionalità e contro il genere umano.

    18. Bertozzi 5 giugno 2024

      Viene da chiedersi: Sì, e se fosse tutto falso quanto ti cambierebbe la vita? Quanto siamo ancorati a racconti e storie che magari sono tutte balle al fine di controllo? Quanto abbiamo bisogno di certezze, di verità apodittiche? Quando riusciresti ad andare avanti se scoprissi che tutto è fuffa, che tutto è controllo? Quanto ti cambierebbe la vita?Matrix ci insegna qualcosa? Riusciresti a campare o ti afflosceresti come un vestito senza manichino dentro?

    19. Bertozzi 5 giugno 2024

      Per te è certo, per me è dubbio.
      Sto negando la realtà?

    20. alessandroparenti 5 giugno 2024

      Sbam! Eccoti un pugno in faccia!

    21. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Concordo.

    22. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Ci sta.

    23. R66 5 giugno 2024

      Sì, ma è sulla narrazione che si basa tutto, ossia sul cosa sarebbe potuto succedere se, il che non è un fatto, ma bensì un non-fatto.
      Hanno discusso, hanno bisticciato, hanno parlato, quello che vuoi, ma se togli il se, la storiella si sgonfia e di non poco.

    24. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Non proprio. Una cosa è il fatto che accade, un'altra come viene raccontato. Anche semplicemente omettere dei particolari renderebbe la narrazione diversa.
      Prendiamo ad esempio uno dei fatti che ho esposto: l'esercitazione nucleare della Nato nell'autunno '83 è un fatto. Che una parte dei politici e militari russi l'abbiano interpretata come una maskirovka per un attacco a sopresa è un fatto, è documentato da numerose testimonianze desecretate e dalla reazione dei militari.
      Questo fatto poi può essere narrato in vari modi.

    25. R66 5 giugno 2024

      Che ci siamo andati vicini però non è un fatto, né un qualcosa accaduto, ma una percezione indotta.
      Di questo stavamo parlando e su questo si stanno basando gli articoli attuali.

    26. Giudice Holden 5 giugno 2024

      E' stata documentata, da parte russa, la messa in stato di massimo allarme di tutte le forze strategiche missilistiche, il decollo dei bombardieri in stato di allarme, i rapporti di agenti infiltrati nella Nato (il più famoso, nome in codice "Topazio"). Direi che ci siamo andati vicini non è una mia percezione.

    27. sbregaverse 5 giugno 2024

      Amor fati.

    28. R66 5 giugno 2024

      Non so come altro dirlo.
      Nel vedere una mela che cade non c'è tanto da disquisire; era appesa, l'abbiamo vista entrambi che stava attaccata al ramo, ad un certo punto si è staccata da esso, ne abbiamo seguito la traiettoria e ora è lì, in terra.
      Quello che tu vorresti far passare per un identico concetto, si basa su dei racconti, noi la mela non l'abbiamo vista, dovremmo credere che c'era, che stava per cadere e che fosse caduta nel caso in cui non si fosse fatto...
      Tanti atti fideistici, specie l'ultimo, il quale rasenta un potere predittivo in stile oracolo.
      Concetto a parte: nel caso dovesse verificarsi una dinamica simile, credi che l'accettazione di una imposizione (la conseguenza del fatto percepito) sia più probabile con l'idea che essa sia la soluzione o che sia la magagna stessa?

      [nel futuro]
      Guarda che mondo adesso!
      Ok, fa schifo, ma pensa se non si fosse o se si fosse fatto... che schifo peggiore sarebbe!
      Meno male che invece...
      Beh, riteniamoci fortunati, dai...

    29. danone 5 giugno 2024

      Stai capendo

    30. danone 5 giugno 2024

      I fatti non li conosci neppure tu

    31. danone 5 giugno 2024

      certo infatti fu una percezione colletiva, ma indotta, perchè raccontata.
      Tu puoi sostenere la tua tesi solo se fossi stato un testimone diretto, non essendolo ti fai bastare una narrazione, anche giusta forse, ma noi non lo possiamo verificare.
      Spero tu te ne accorga di questo.

    32. sarah 5 giugno 2024

      Attenzione: potrebbe essere accusato di bigottismo.

    33. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Non so come altro dirlo nemmeno io. Non sono racconti fideistici, sono fatti ben documentati. Ehi, se vedi una mela cadere dall'albero, ci sarebbe ancora da disquisire... mancherebbe comunque la certezza, esistono le allucinazioni, anche quelle collettive, mai sentite?
      Quello che stai facendo, a mio parere è una bella arrampicata sullo specchio.

    34. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Troppo buono, maestro.

    35. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Alcuni si, altrimenti non li chiamerei "fatti".

    36. danone 5 giugno 2024

      I fatti geo-politici come quelli su cui sei tanto sicuro, non sono fatti per te, ma solo narrazioni di fatti.
      Possono corrispondere al millimetro con ciò che è successo, ma se non puoi verificarli, non li puoi omologare ai fatti di cui tu sei testimone diretto.

    37. danone 5 giugno 2024

      Grazie per il troppo buono :-))

    38. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Non sono d'accordo, in alcuni casi non serve essere testimone diretto. In altri, si.
      Dipende tutto dall'attendibilità delle fonti. All'esperimento di Aspect del 1982, ed ai suoi risultati, non ero presente. Ma ritengo questo un fatto, perchè le fonti a cui posso accedere le ritengo assolutamente attendibili.
      Ma ti prendo in parola. Esiste qualcosa oltre te stesso? Secondo ciò che dici, per coerenza dovresti dire che non ne hai alcuna certezza. Può essere solo una tua percezione.

    39. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Sono d'animo generoso :-)

    40. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Vale per ogni cosa, anche se assistessi all'avvenimento.

    41. danone 5 giugno 2024

      Ti rispondo così..secondo Martin l'11 settembre l'hanno fatto 19 terroristi arabi, mandati da bin laden.
      Prova a mettergli in discussione sto fatto, ti risponde che lui ha letto i documenti in inglese e la versione ufficiale di 30.000 pagine.
      Capisci che dal mio punto di vista stai un pò sostenendo la stessa cosa?
      Tu semplicemente decidi di credere a qualcuno che reputi attendibile, io non lo faccio perchè so già che è inutile, se non controproducente per capire davvero la verità dei fatti.

    42. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Ok, parliamo pure dell'11 settembre. Ci sono elementi teoricamente a favore, come quello che citi, e ce ne sono altrettanti se non di più (ed a mio parere più importanti), che smentiscono tutta la narrazione ufficiale. Quello di cui invece ho parlato non ha un solo elemento a sfavore della narrazione. Tutte le fonti, i documenti, le testimonianze dirette parlano della stessa cosa. E da entrambe le parti.
      Ma se esistesse qualcosa che smentisca la cosa, portamela all'attenzione come hai fatto per l'11 settembre. Discutiamone... sempre pronto a cambiare idea.

    43. R66 5 giugno 2024

      Prova ad entrare in un'ottica futura; il mio intervento mirava proprio a questo, evidentemente non sono riuscito a farlo capire.
      Per me faranno caos, non so quanto sarà reale e quanto percepito, e non so neanche in quale ambito principalmente, ma credo che lo faranno.
      Ora riponi tutta l'attenzione al dopo, scordati il passato e l'evento, concentrati su un qualcosa che si presenterà come alternativa aggiustatutto una volta cessato il caos.
      L'obiettivo è instaurare quest'ultima, non il caos, il quale funge soltanto da pre-presentazione, da trucco.
      A seguire, per alcuni "l'alternativa" sarà l'inganno, per altri sarà la soluzione.
      La differenza di approccio e di comportamento futuri sta proprio nel concetto che ho cercato di esprimere in precedenza.
      EDIT
      Pronostici di riuscita: al momento, quasi certi.

    44. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Su questo concordo. Lo stanno già facendo da tempo. Basta anche "solo" prendere ad esempio la cosiddetta pandemia. Su un coronavirus (un virus per me reale, anche se non l'ho visto coi miei occhi), viene montata ad arte una narrazione. Narrazione però smentita da sempre più persone. Poco importa, dirai, la maggior parte della gente ci ha creduto. Vero.
      Quello che evidentemente non riesco a spiegare, è che al di là di certe narrazioni di comodo, ci sono fatti che io ritengo provati oltre ogni ragionevole dubbio. Nonostante non fossi lì a vederlo coi miei occhi. Per testimonianze, documenti, etc. Ovviamente se ci fosse anche solo una qualcosa di contrario, lo prenderei in esame e valuterei.
      Ma per tornare al mio esempio iniziale, non c'è ad oggi nulla che smentisca il fatto che nell'autunno del 1983 siamo stati molto vicini ad una guerra nucleare. Mi dirai, che vuol dire "vicini"? Quanto vicini? Beh questo è ovviamente soggettivo.

    45. R66 5 giugno 2024

      Al sopraggiungere dell'alternativa salvifica, dirai che senza si sarebbe arrivati al finimondo o che la percezione del finimondo è stata la via per presentarla?
      Vederla in un modo o nell'altro farà una differenza enorme.
      Al momento gran parte dell'attenzione è rivolta allo step intermedio, con l'ovvia conseguenza di accogliere favorevolmente la "soluzione".

    46. Giudice Holden 5 giugno 2024

      In realtà non ci fu alcuna iniziativa salvifica, semplicemente mancò la scintilla. Gli ingredienti erano pronti. Ed infatti l'evento non fu pubblicizzato ed anzi molti particolari ( e si può dire l'evento stesso) furono tenuti nascosti per anni. Ancora oggi, tutti fanno riferimento alla crisi cubana e pochi lo conoscono e sanno che ciò che accadde in quell'autunno del 1983 fu probabilmente più pericoloso.

    47. fuffolo 5 giugno 2024

      L'idea che ognuno ha della realtà non è la realtà stessa. Le idee non sono la realtà.
      Servono per creare le eggregore, ogni narrazione che si riferisce a quella idea, distorce il logos originario e impedisce il divenire del reale.
      La realtà si crea con il logos adeguato

    48. R66 5 giugno 2024

      Futuro, futuro, l'iniziativa salvifica di cui parlo riguarderà il futuro.
      Sto intendendo il dopo, quello che verrà a placare la paura, anch'essa ancora non sopraggiunta.

    49. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Non è detto però che l'iniziativa salvifica arrivi. Le cose potrebbero scappare di mano, a volte riescono ad emanciparsi dai loro creatori.

    50. R66 5 giugno 2024

      C'è anche questa possibilità; tra tutte rappresenta la meno degna di discussione e ciò per un semplice fattore di logica che non credo necessiti spiegazioni.
      :-)

    51. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Un certo grado di libertà è donato a tutte le cose, anche alle inanimate :)

    52. R66 5 giugno 2024

      L'ho scritto in un altro commento, qui una variante: redazione, da oggi via libera agli articoli sulle preferenze di morte, su quale ultima canzone ascoltare, cosa mangiare prima dell'arrivo della bomba e sull'eventualità di disdire prima l'abbonamento a Netflix.

    53. Giudice Holden 5 giugno 2024

      Palla calibro 45 nel cranio, "Atlantide" di De Gregori, amatriciana con un bel bicchiere di Chianti... però non ho Netflix.

    54. sbregaverse 5 giugno 2024

      Sarei in ottima compagnia : stoici , spinoziani, nietzschiani, cacciariani..... etceteriani etceteriani ; del resto, cara sora,
      sarah quel che sarà.

    55. IlContadino 6 giugno 2024

      In estrema sintesi:
      spauracchio nucleare = spauracchio pandemico

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