Home / ComeDonChisciotte / LA RISOLUZIONE ONU NON RICONOSCE CHE ISRAELE HA INIZIATO UNA GUERRA

LA RISOLUZIONE ONU NON RICONOSCE CHE ISRAELE HA INIZIATO UNA GUERRA

Trascrizione della risoluzione 1701: la parola “Guerra” non è menzionata.

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY
Global Research

La risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell’ONU è stata abbozzata dalla Francia e dagli USA in stretta consultazione col governo israeliano.

a) La risoluzione è una clamorosa violazione della carta dell’ONU e del diritto internazionale. Non riconosce che Israele ha iniziato una guerra all’ultimo sangue contro il Libano in violazione del diritto internazionale. Descrive il bombardamento e la distruzione di un intero paese come un “conflitto tra Hizbollah e Israele”. Nel testo della risoluzione non compare la parola “guerra”.

A seguito, il testo della risoluzione 1701 sulla guerra in Libano

b) In riferimento ai due soldati israeliani sequestrati, la risoluzione afferma che Hizbollah è responsabile di aver iniziato “l’attacco contro Israele il 12 luglio”. Nega il fatto, ampiamente documentato, che una guerra all’ultimo sangue contro il Libano era stata programmata ben prima del 12 luglio.

c) Sono negate le cause storiche della guerra. Il sequestro dei due soldati israeliani il 12 luglio viene presentato come la sola causa della rappresaglia israeliana.

d) La risoluzione non riconosce gli ampi crimini di guerra e i crimini contro l’umanità commessi da Israele contro il popolo libanese. A questo proposito Israele è indelebilmente responsabile di “crimini contro la pace” come definito nell’articolo 6a della Carta di Norimberga: per “aver pianificato, preparato iniziato o dichiarato una guerra di aggressione, o una guerra in violazione dei trattati internazionali”. Israele inoltre è responsabile di “crimini di guerra” in base all’articolo 6b della Carta di Norimberga per il “saccheggio di proprietà pubbliche o private, la distruzione immotivata di città, cittadine o villaggi, la devastazione non giustificata da necessità militare;” (Art. 6b). È responsabile di “crimini contro l’umanità” per aver perpetrato azioni: “omicide,… e altre azioni inumane commesse contro qualsiasi popolazione civile, prima o durante la guerra…” (Articolo 6c).

e) Non c’è niente nella risoluzione 1701 che imponga a Israele di ritirare le sue truppe immediatamente e senza condizioni. Il Consiglio di sicurezza riconosce la “richiesta” del governo libanese di ritirare le forze israeliane e “chiede al governo d’Israele” di ritirare le sue truppe non appena arrivi una forza internazionale sotto mandato ONU.

“Chiede una completa cessazione delle ostilità basata, soprattutto, sull’immediata cessazione di tutti gli attacchi da parte di Hizbollah e l’immediata cessazione di tutte le operazioni offensive militari da parte di Israele;

Per una completa cessazione delle ostilità chiede al governo del Libano e all’Unifil, come autorizzato dal paragrafo 11, di dispiegare insieme le loro forze nel sud e chiede al governo israeliano, una volta cominciato questo dispiegamento, di ritirare parallelamente tutte le sue forze dal sud del Libano”;

f) Nel 2005 Israele ha firmato un accordo di cooperazione militare con la NATO. Da molto tempo è alleato militarmente alla Turchia. Israele ha firmato sotto gli auspici della NATO anche un accordo di cooperazione militare chiamato Istanbul Cooperation Initiative (ICI) con alcuni stati arabi in prima linea compresi Egitto, Marocco, Giordania e Algeria. Se le truppe vengono mandate da paesi NATO, è molto probabile che faranno gli interessi di Israele in base all’accordo di cooperazione militare NATO-Israele.

g) La risoluzione implica il disarmo di Hizbollah, sebbene la condizione non sia espressa esplicitamente.

h) La bozza della risoluzione 1701 è stata preparata in stretta consultazione con il governo israeliano, che è responsabile di ampi crimini di guerra.

i) L’adozione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza non annulla né cancella il fatto che Israele ha violato il diritto internazionale e ha commesso ampi crimini di guerra (Articolo 6 della Carta di Norimberga).

Michel Chossudovsky
Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link
12.08.2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di OLIMPIA BERTOLDINI

Pubblicato da Olimpia

  • Tao

    (Apcom) Di seguito, il testo della risoluzione approvata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e che prevede la cessazione delle ostilità nel conflitto tra Israele e milizie sciite libanesi di Hezbollah, iniziato lo scorso 12 luglio. Il testo è una versione modificata in maniera significativa rispetto a quello introdotto la settimana scorsa da Francia e Stati Uniti. Ha ottenuto tutti e 15 i voti dei membri del braccio esecutivo dell’Onu, incluso quello del Qatar, l’unico Paese arabo presente al voto. Determinando che la situazione in Libano costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale; Il Consiglio di Sicurezza,

    1. chiede una piena cessazione delle ostilità basata, in particolare, sull’immediata cessazione da parte degli Hezbollah di tutti gli attacchi e l’immediata cessazione di tutte le operazioni militari offensive di Israele”;

    2. a seguito della piena cessazione delle ostilità, chiede al governo del Libano e all’UNIFIL, (United Nations Interim Force in Lebanon) come previsto dal paragrafo 11 per l’invio delle loro forze in una missione congiunta nel sud del e chiede al governo di Israele, contestualmente all’inizio del dispiegamento, di ritirare le proprie forze contemporaneamente;

    3. sottolinea l’importanza dell’estensione del controllo del governo del Libano su tutto il territorio libanese come previsto dalle disposizioni della risoluzione 1559 del 2004 e della risoluzione 1680 del 2006, e dalle disposizioni degli Accordi di Taif, per l’esercizio della sua piena sovranità, in maniera tale che non possano esserci armamenti se non con il consenso del governo del Libano e non possa esserci altra autorità che quella del governo del Libano;

    4. reitera il proprio forte sostegno per il pieno rispetto della Linea Blu, che separa Israele e il Libano;

    5. reitera il proprio forte sostegno, come previsto dalle precedenti risoluzioni sul Libano, per l’integrità territoriale, per la sovranità e per l’indipendenza politica del Libano all’interno dei confini riconosciuti dalla comunità internazionale, come contemplato dall’armistizio del 23 marzo 1949;

    6. chiede alla comunità internazionale di attivarsi immediatamente per dare impulso all’assistenza finanziaria e umanitaria al popolo libanese, da compiersi anche facilitando il ritorno a casa degli sfollati e, sotto l’autorità del governo del Libano, con la riapertura di aeroporti e porti, nel rispetto dei paragrafi 14 e 15; e chiede che siano presi in considerazione ulteriori aiuti in futuro per contribuire alla ricostruzione e allo sviluppo del Libano;

    7. afferma che le parti hanno la responsabilità di garantire che nessuna azione sia compiuta in violazione del paragrafo 1 in modo tale da compromettere in maniera negativa la ricerca di una soluzione di lungo termine, l’accesso agli aiuti umanitari della popolazione civile, incluso il passaggio dei convogli umanitari, o il ritorno volontario degli sfollati, e chiede che le parti rispettino questa responsabilità e cooperino con il Consiglio di Sicurezza;

    8. chiede a Israele e al Libano di sostenere un cessate il fuoco e una soluzione di lungo termine fondata sui seguenti principi e elementi: – pieno rispetto della Linea Blu per entrambe le parti; – l’adozione di misure di sicurezza atte a prevenire la ripresa delle ostilità, che preveda l’istituzione, nella zona compresa tra la Linea Blu e il fiume Litani, di un’area priva di personale armato, di posizioni e armi che non siano quelle dell’esercito libanese e delle forze UNIFIL come previsto dal paragrafo 11, che operano in questa zona; – la piena attuazione di tutti i regolamenti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 del 2004, 1680 del 2006, che impongono il disarmo di tutti i gruppi armati in Libano, in maniera tale che non possano esserci armi o autorità in Libano se non quelle dello Stato libanese, come deciso dall’esecutivo libanese il 27 luglio 2006; – l’eliminazione di tutte le forze straniere dal Libano che non abbiano l’autorizzazione dal governo; – l’istituzione di un embargo internazionale sulla vendita di armi e materiali al Libano, se non su autorizzazione del suo governo; – la notifica alle Nazioni Unite delle mappe delle mine posizionate sul territorio libanese che siano ancora in possesso di Israele;

    9. invita il Segretario Generale (Kofi Annan) a sostenere gli sforzi per arrivare al più presto possibile ad accordi di principio da parte del governo del Libano e del governo di Israele sui principi e gli elementi di una soluzione duratura come delineato nel paragrafo 8, ed esprime la volontà di essere attivamente coinvolto;

    10. chiede al Segretario Generale di sviluppare, in collaborazione con i partner internazionali e le parti coinvolte, delle proposte per la messa in atto dei provvedimenti più importanti previsti dagli Accordi di Taif e dalle risoluzioni 1559 del 2004 e 1680 del 2006, compreso il disarmo, e per la demarcazione dei confini internazionali del Libano, specialmente in quelle aree dove il confine è soggetto a dispute o incerto, compresa l’area delle fattorie di Shebaa, e a presentare quelle proposte al Consiglio di Sicurezza entro trenta giorni;

    11. decide, per sostenere e rafforzare la forza in dimensione, equipaggiamenti, mandato e raggio di operazione, di autorizzare un incremento nella forza della UNIFIL fino a un massimo di 15.000 uomini, e che quella forza debba, oltre a portare a termine il proprio mandato come previsto dalle risoluzioni 425 e 426 del 1978: a. sorvegliare la cessazione delle ostilità; b. affiancare e sostenere le forze libanesi nel loro dispiegamento nel sud, compresa la zona di confine della Linea Blu, mentre Israele ritira le proprie forze armate dal Libano come previsto dal paragrafo 2; c. coordinare le proprie attività con riferimento al paragrafo 11 (b) con il governo del Libano e il governo di Israele; d. estendere la propria assistenza per contribuire a garantire l’accesso della popolazione civile agli aiuti umanitari e il ritorno degli sfollati; e. assistere le forze armate libanesi in operazioni mirate alla definizione dell’area prevista nel paragrafo 8; f. assistere il governo del Libano, se da questo richiesto, all’implementazione del paragrafo 14;

    12. operando sulla base di una richiesta del governo del Libano di inviare una forza internazionale per assisterlo nell’esercizio della sua autorità su tutto il territorio, autorizza la UNIFIL a prendere tutte le azioni necessarie nelle aree in cui tutte le forze sono presenti e nelle loro capacità, a assicurare che questa area non sia utilizzata per operazioni ostili di nessun tipo, a resistere ai tentativi di impedire con l’uso della forza dallo svolgere i suoi compiti come da mandato del Consiglio di Sicurezza, e a proteggere il personale delle Nazioni Unite, le strutture, le postazioni e gli equipaggiamenti, a garantire la sicurezza e la libertà di movimento del personale delle Nazioni Unite, gli operatori umanitari e, senza pregiudicare la responsabilità del governo del Libano, a proteggere i civili da minacce contingenti di violenza fisica;

    13. chiede al Segretario Generale di attuare con urgenza i provvedimenti necessari a consentire che le forze UNIFIL siano in grado di portare a termine le funzioni previste da questa risoluzione, preme perché i Paesi membri prendano in considerazione i contributi adeguati all’UNIFIL e a rispondere in maniera positiva alle richieste di assistenza per la forza, e esprime il convinto apprezzamento per coloro che hanno contribuito alle forze UNIFIL in passato;

    14 chiede al governo del Libano di controllare i propri confini e tutti gli altri varchi d’accesso per impedire che armi e materiali siano importati in Libano senza il suo consenso e chiede alla forza UNIFIL, come previsto nel paragrafo 11, di assistere il governo del Libano dietro sua richiesta;

    15. decide inoltre che tutti gli Stati adottino le misure necessarie per impedire, a propri cittadini, sul proprio territorio, o utilizzando navi battenti bandiera del Paese o velivoli, (a) la vendita o la fornitura a nessuna entità o individuo in Libano di armamenti e materiali di alcun tipo, incluse armi e munizioni, veicoli militari e equipaggiamenti, equipaggiamenti paramilitari e parti di ricambio per i suddetti, siano o no prodotti nei loro territori, e (b) la fornitura a nessuna entità o individuo in Libano o di qualsiasi addestramento o qualsiasi tipo di sostegno per la fornitura, la produzione, la manutenzione o l’uso di quanto citato nel comma (a) qui sopra, con l’eccezione che questi divieti non si applicano a armi, materiali, addestramento e assistenza autorizzata dal governo del Libano o dall’UNIFIL come previsto nel paragrafo 11;

    16. decide di estendere il mandato dell’UNIFIL fino al 31 agosto 2007, ed esprime le sue intenzioni a considerare in una successiva risoluzione ulteriori estensioni al mandato della forza e altri passi mirati a contribuire l’implementazione di un cessate il fuoco permanente e di una soluzione duratura;

    17. chiede al Segretario Generale di fare rapporto al Consiglio di Sicurezza entro una settimana sull’implementazione di questa risoluzione e di aggiornare regolarmente;

    18. sottolinea l’importanza di, e la necessità di arrivare a una pace estesa, giusta e duratura in Medio Oriente, sulla base delle risoluzioni 242 del 22 novembre 1967 e 338 del 22 ottobre 1973;

    19. decide di continuare a occuparsi attivamente della questione.

    Fonte: http://www.cipmo.org/
    13.08.06