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LA PROPAGANDA E LA POLITICA DELLA PERCEZIONE


DI MICHAEL CARMICHAEL

Global Research & Planetary Movement

La propaganda di guerra glorifica l’indottrinamento militare come la più alta forma di patriottismo mentre allo stesso tempo demonizza i nemici dello Stato.

Adolf Hitler comprese il potere della propaganda per plasmare e modellare l’opinione pubblica. Hitler scrisse un saggio molto ben informato sui poteri della propaganda nella sua autobiografia politica, il Mein Kampf.

I governi moderni impiegano la propaganda per incitare le richieste pubbliche di guerra in modo da portare avanti la loro agenda di politica estera.

La propaganda di guerra non è niente di nuovo. Gli antichi egiziani crearono sculture monumentali che raffiguravano il faraone come un conquistatore che uccideva personalmente centinaia di nemici del suo stato, spesso spaccando il loro teschio con una mazza. Perciò, la glorificazione pubblica della guerra e dei suoi più atroci crimini è stata con noi per migliaia di anni. La propaganda di guerra è fortemente evidente nel tessuto della nostra cultura, e non presenta alcun sintomo di debolezza o dissipazione. Piuttosto è vero il contrario. L’ultimo film di Clint Eastwood, Flags of our Fathers, è poco più che propaganda di guerra che glorifica i successi dell’esercito americano nel contesto di un nemico razziale-i giapponesi. Tristemente, Clint Eastwood ha una lunga storia di produzione di film e che non sono niente di più che propaganda pulp: Where Eagles Dare [dove osano le aquile n.d.t.]; Heartbreak Ridge, Firefox non sono altro che glorificazioni della violenza e del principio che “Might makes right” [“è la forza a decidere ciò che è giusto” n.d.t.].

Mentre lo scopo primario della propaganda di guerra è fabbricare impegno pubblico verso le guerre e i loro inevitabili crimini, nell’America di George Bush la guerra psicologica rivolta direttamente al pubblico americano è concepita per fabbricare una piattaforma politica in modo da lanciare un perpetuo stato di guerra che produrrà un regime totalitario guidato da un comandante in capo che non è nulla più di un dittatore militare.

La “gestione delle percezioni” [Perception management] è un altro termine usato per descrivere il processo di trasformazione dell’opinione pubblica per conformarla a un’agenda politica premeditata. La scienza della “gestione delle percezioni” stabilisce quali siano gli andamenti delle tendenze che guidano la percezione pubblica degli eventi in direzione di una guerra. Durante la guerra il ‘perception management’ manipola l’opinione pubblica per farle accettare la natura orribile dei crimini di guerra come nulla più che un danno collaterale, effetti del ‘fuoco amico’ e sfortunati incidenti che sono inevitabili conseguenze del clima di guerra.

La pratica della guerra psicologica nell’America di George Bush ha raggiunto proporzioni storiche. L’influenza sociale, la gestione delle percezioni e un ampia gamma di tecniche di persuasione hanno permeato il governo americano e sono ora profondamente connaturate al tessuto della cultura ufficiale –specialmente nel caso delle forze armate Usa. Lo scopo della guerra psicologica è fabbricare l’appoggio pubblico per le guerre di Bush e per le future guerre così come rafforzare i poteri dello Stato e allo stesso tempo demonizzare i nemici del regime di Bush e Cheney. Insieme a questi obiettivi, la guerra psicologica serve a camuffare i più orribili crimini di guerra e farli sembrare gesta virtuose e di coraggio assolutamente essenziali per la “vittoria” militare.

Il linguaggio è al cuore della propaganda. Il linguaggio della propaganda, della guerra psicologica e della gestione delle percezioni ha le sue radici in antichi principi ben noti per migliaia di anni ai maggiori eruditi, filosofi e intellettuali. Confucio credeva che la disintegrazione della società cinese del suo tempo fosse direttamente attribuibile ad un generale deterioramento del linguaggio.


[Confucio (551 – 479 a.C.) ]

Confucio cercava di migliorare il linguaggio in modo da migliorare la società e la cultura. Egli scrisse che

“Il corretto uso del linguaggio porta a un corretto comportamento delle persone”.

Nell’era medievale dell’Europa latina, Dante comprese il potere del linguaggio per dare un ordine alla società. Dante lanciò la sua ricerca del linguaggio perfetto per comunicare i più alti livelli della comprensione al più ampio numero di persone.


[Dante Alighieri (1265 – 1321) ]

Dante insegnò che lo sviluppo di un linguaggio comune poteva portare all’unificazione politica dell’Italia, e propose di stabilire un governo mondiale basato su comunicazioni chiare, fluenti e profondamente integrate attraverso il più perfetto linguaggio.


[Niccolò Machiavelli (1469 – 1527)]

Durante il Rinascimento, Niccolò Machiavelli adattò le sue teorie sull’uso politico del linguaggio agli alti ideali di Confucio e Dante. Machiavelli scrisse:

“Tutti sanno quanto sia degno di lode per un principe mantenere la fiducia, e vivere con integrità e non con teatralità. Nondimeno la nostra esperienza ci suggerisce che quei principi che hanno fatto grandi cose hanno mantenuto la buona fiducia in poco conto, e hanno saputo come ingannare l’intelletto degli uomini tramite la teatralità, e alla fine hanno sopraffatto coloro che si fidavano delle loro parole.”

In modo da dare un esempio vivido di un principe che usasse il linguaggio in modo teatrale, per fare propaganda e imbastire storie, Dante descrisse le macchinazioni politiche di Papa Alessandro VI. Egli scrisse,

“Non posso tacere di un recente esempio. Papa Alessandro VI non fece altro che ingannare gli uomini, ne pensò mai ad altro, e trovò sempre delle vittime; perché non vi è mai stato un uomo che abbia avuto un maggiore potere nell’argomentare, o che affermasse una cosa con i più grandi giuramenti senza mantenerli affatto; eppure i suoi inganni hanno sempre avuto il successo che egli sperava, perché è egli conosceva bene questo lato dell’essere umano.”

Nel ventesimo secolo, George Orwell emerse come uno dei maggiori filosofi dell’abuso machiavellico del linguaggio politico. Orwell scrisse il suo classico romanzo distopico, 1984, introdusse le sue teorie sul Bipensiero e la Neolingua. Orwell definì il Bipensiero come,

“…il potere di mantenere allo stesso tempo nella propria mente due convinzioni contraddittorie, accettandole entrambe…. [Il potere di] dire deliberate menzogne e allo stesso tempo credere sinceramente ad esse”

Orwell capì che lo Stato totalitario avrebbe ridefinito gli scopi del linguaggio. Lo scopo della Neolingua è fare guerra psicologica per gestire le percezioni politiche della popolazione. Egli scrisse,

“Lo scopo della Neolingua era di eliminare la possibilità del pensiero-crimine… di rendere impossibili tutti gli altri modi di pensare. Si pensava che quando sarebbe stata adottata la Neolingua… un pensiero eretico sarebbe stato letteralmente impossibile da pensare, almeno per quanto il pensiero è dipendente dalle parole.”

Per Orwell, il machiavellico abuso politico del linguaggio aveva distorto la società sino a farla diventare una sempre più malvagia forma di tirannia. Egli scrisse,

“Il linguaggio politico è volto a far sembrare veritiere le bugie e rispettabile il delitto.”

Nel futuro descritto da Orwell, la Neolingua e il Bipensiero avrebbero sradicato la possibilità della protesta, della sedizione, della rivolta e della ribellione contro lo Stato.


[George Orwell (1903 – 1950) ]

Nei primi anni del ventunesimo secolo, il Bipensiero è diventato il marchio dell’era Bush. George Bush, Dick Cheney e i loro tirapiedi a Washington hanno adottato il Bipensiero e la Neolingua per costringere e sollecitare l’accettazione politica delle loro scandalose politiche di guerra perpetua promulgate da un governo reazionario e totalitario indistinguibile dal fascismo e dal nazismo dell’inizio del ventesimo secolo.

La dottrina centrale dell’era Bush è la guerra preventiva. Quando Bush sostiene il diritto di muovere guerra per prevenire la guerra, egli sta invocando il Bipensiero Orwelliano sostenendo due fatti contraddittori e credendo simultaneamente ad entrambi: la guerra non è desiderabile mentre la guerra allo scopo di prevenire la guerra è desiderabile.

La contraddizione alla base della dottrina Bush è invisibile a Bush, Cheney e ai loro scagnozzi a Washington e altrove perché essi sono vittime del Bipensiero. In un contesto accademico, la dottrina Bush della guerra preventiva è stata paragonata all’idea di suicidarsi per paura della morte.

Nell’era Bush il pubblico americano viene bombardato da un continuo flusso di propaganda volta a suscitare il suo appoggio politico per la guerra perpetua e per i crimini di guerra così come per un forte e centralizzato governo guidato da un presidente che è poco più di quanto indica il suo titolo cerimoniale, un Dirigente Unico con le funzioni di comandante in capo indistinguibile da un dittatore militare.


[Lezione dell’esercito americano a Fort Bragg, North Carolina, sul modo di esercitare influenza sociale, la gestione delle percezioni e la propaganda.]

Fabbricare il consenso per la guerra perpetua è lo scopo primario del governo Bush-Cheney. Non solo i cittadini vengono pesantemente tassati per appoggiare le sempre più antidemocratiche politiche del governo Bush-Cheney, ma sono anche sottoposti a un costante fuoco di sbarramento di propaganda che chiede loro di fornire appoggio politico per le decisioni che minano i loro diritti costituzionali di esseri liberi da perquisizioni e arresti immotivati, il diritto all’ habeas corpus e quello alla libertà di parola. Molti americani sono allarmati dal fatto che gli Usa occupano il cinquantatreesimo posto dell’ World Press Freedom Index [indice di libertà della stampa mondiale n.d.t.] dove sono relegati da incerte distinzioni tra lo stato di Tonga e la Croazia.

I motori della propaganda di Bush e per la guerra perpetua sono spinti da: xenofobia; demonizzazione degli immigrati; paura delle culture straniere–specialmente di quella islamica–e la persistente applicazione di terrore e paura alla nazione.

La Casa Bianca di Bush governa tramite le pubbliche relazioni. Tony Snow—un ex presentatore di telegiornale della destrorsa Fox News Network–è diventato il portavoce ufficiale della Casa Bianca di Bush-Cheney rivelando così la priorità della propaganda negli obiettivi politici del regime Bush.

Confucio scrisse:

“L’uso corretto del linguaggio deve iniziare dal vertice del governo.”

Contrariamente a Confucio, la sfacciata propaganda e la gestione delle percezioni del regime totalitario sono chiare, costanti e sovrabbondanti. Per esempio, Dick Cheney ha adottato la tecnica hitleriana della grande bugia [l’idea che una grande bugia può essere più facilmente creduta di una piccola bugia n.d.t.] per lanciare la guerra all’Iraq quando promise al popolo americano che,

“Sono fiducioso che le nostre truppe avranno successo e penso che ciò avverrà in modo relativamente rapido… Settimane piuttosto che mesi.”

Immediatamente dopo l’orribile tragedia dell’11-9, Bush definì il pensiero-crimine di oggi affermando,

“O siete con noi o siete con i terroristi.”

Lo Stato moderno demonizza i suoi oppositori in modo da fabbricare il consenso pubblico alla guerra. Nell’era Bush, la demonizzazione dei musulmani è stata costante. Da tempo un tema centrale della cultura di fiamme e zolfo della cristianità evangelica americana, la demonizzazione dei musulmani è esplosa ponendosi al centro della civilizzazione occidentale. Per capire questo fenomeno in modo più chiaro, dobbiamo esaminare un aspetto particolarmente rivelatorio di questa vergognosa eredità delle tradizioni religiose americane in modo da focalizzare brevemente il lavoro teologico di un antenato dell’attuale presidente, George W. Bush.

Il reverendo George Bush era un cugino del nonno del presidente George W. Bush. Gli scritti teologici del reverendo Bush sono ben noti alla famiglia Bush, ma i funzionari della propaganda del governo Bush hanno usato le loro potenti cariche per sopprimere e nascondere agli occhi dei media americani questa relazione rivelatoria–così come per oscurarla quasi completamente dai media mondiali. Nell’aprile del 2005 un funzionario della propaganda di nome Todd Leventhal dell’ Office of Countermisinformation [ufficio anti disinformazione n.d.t.] confermò che il reverendo George Bush era, in effetti, un parente del presidente George W. Bush e di suo padre l’ex presidente George H. W. Bush.


[Il Reverendo George Bush (1796 – 1859) ]

Nel 1837 il reverendo George Bush scrisse un libro intitolato “The Life of Mohammed: Founder of the Religion of Islam, and the Empire of the Saracens” [La vita di Maometto: il fondatore della religione islamica e dell’impero dei saraceni n.d.t.]. Non ci dovrebbe essere bisogno di dire che il reverendo George Bush non aveva molto in favore da dire sul fondatore di una delle più grandi religioni mondiali. Peggio. Il reverendo George Bush lanciò quello che dovrebbe essere considerato un deliberato attacco contro Maometto, contro i suoi insegnamenti e la tradizione religiosa da lui fondata, l’Islam. Il reverendo Bush si riferiva costantemente a Maometto chiamandolo “impostore”. Egli scrisse,

“L’intera storia (di Maometto) rende evidente il fatto che il fanatismo, l’ambizione e la lussuria erano le sue principali passioni… Entusiasta per natura divenne un ipocrita prescelta; e con l’aumento della violenza delle sue corrotte propensioni non si fece scrupolo di gratificare esse alle spese di verità, giustizia, amicizia e umanità.”

Leggendo gli scritti teologici del suo antenato, non si può mettere in discussione il fatto che la famiglia del presidente George Bush abbia incubato la islamofobia per almeno quattro generazioni.

Nell’attuale generazione della loro famiglia i Bush si sono circondati di una servile corte di islamofobici cristiani sionisti. Per esempio Franklin Graham è amico di famiglia dei Bush. Franklin Graham controllata una vasta e influente rete religiosa chiamata Billy Graham Evangelical Association che guadagna annualmente più di $ 100 milioni–molti dei quali esentasse. Persino oggi, sebbene la vasta maggioranza del popolo americano si opponga alle guerre di Bush, i seguaci di Franklin Graham appoggio zelantemente tali guerre e la sua presidenza neoconservatrice profondamente impopolare.

Franklin Graham ha fatto affermazioni esplicite in cui articola la sua particolare teologia islamofobica. Egli ha affermato,

“Il Dio dell’Islam non è lo stesso Dio della fede cristiana o giudaico-cristiana. È un Dio differente e io credo che sia una religione davvero malvagia e maledetta.”

Queste affermazioni rivelano che Franklin Graham è ben poco informato nel campo delle religioni comparative, una tragica mancanza intellettuale per un evangelico professionista.

La demonizzazione dei musulmani nella cultura popolare americana è evidente, visibile a chiunque e presa come dato di fatto. Nella estremamente popolare serie televisiva 24 un malvagio musulmano di nome “Marwan,” teneva in ostaggio l’eroe americano Jack Bauer. I cattivi di 24 spesse volte sono musulmani, in un processo di demonizzazione che si propagherà per generazioni.

Confucio insegnò,

“Chi governa deve correggere il suo comportamento in modo che la gente segua la sua guida”.

Nell’America di Bush, il presidente e il suo entourage demonizzano frequentemente intere nazioni e popoli. Per esempio, l’affermazione del presidente Bush su di un “ asse del male” demonizzava due nazioni islamiche insieme ad una nazione asiatica alimentando un clima di paura, terrore, islamofobia e generalizzato timore di tutte le minoranze razziali.

Nel suo discorso sullo stato dell’unione del 2002, George Bush affermò,

“La Corea del Nord è un regime che si sta armando con missili e armi di distruzione di massa, mentre affama i suoi cittadini. L’Iran ricerca aggressivamente queste armi ed esporta il terrore mentre pochi non eletti reprimono la speranza di libertà del popolo iraniano. L’Iraq continua ad ostentare la sua ostilità verso l’America e ad appoggiare il terrore. Il regime iracheno ha complottato per più di un decennio per sviluppare antrace, gas nervino e armi nucleari. Questo è un regime che ha già usato gas velenosi per uccidere migliaia dei suoi stessi cittadini–lasciando i corpi delle madri ammassati sui corpi dei loro bambini morti. Questo è un regime che aveva acconsentito a ispezioni internazionali e poi ha cacciato gli ispettori. Questo è un regime che ha qualcosa da nascondere dalla vista del mondo civilizzato. Stati come questo, e i loro alleati terroristi, costituiscono un asse del male.”

Sfortunatamente il presidente Bush, il vicepresidente Cheney e il primo ministro Tony Blair non sono gli unici leader che contribuiscono tramite i media al clima di terrore e paura.

Molti leader religiosi in America demonizzano frequentemente l’Islam e condannano i musulmani. In Europa, Sua Santità Papa Benedetto XVI ha fatto delle insensate affermazioni che molti musulmani ritengono ostili verso l’Islam—perché esse contribuiscono al crescente clima di islamofobia.

Durante un discorso di alto profilo a Regensberg, Sua Santità Papa Benedetto XVI ha citato l’imperatore Manuele II Paleologo,

“Mostratemi solamente ciò che Maometto ha portato di nuovo, e vi troverete soltanto cose malvagie e disumane, come il suo ordine di diffondere tramite la spada la fede da egli predicata.”

Il processo di demonizzazione dei musulmani e della fabbricazione della islamofobia è ormai un fenomeno globale. Un esempio è il film della Disney “Aladdin” uscito all’inizio degli anni 90. Molti dei soldati americani oggi in servizio in Iraq videro Aladdin quando erano bambini ed erano vulnerabili alla programmazione psicologica e alla demonizzazione di culture straniere ritratte come nemiche dei principali valori americani. In Aladdin i cattivi sono tutti ritratti come arabi che parlano con accento arabo, mentre Aladdin è ritratto come un giovane americano con accento americano. Questa tattica non è altro che una evidente demonizzazione degli arabi-cioè arabofobia.

L’americano Aladdin sconfigge il malvagio visir Jafar, un arabo.

La propaganda della islamofobia si infiltra nella società tramite i pronunciamenti propagandistici del governo e dei leader religiosi che portano alla contaminazione dei principali media. I titoli dei giornali nei territori occupati che proclamano, “Vigilantes prendete le armi e giurate di espellere la ‘feccia islamica’” incitano l’odio culturale, cioè la islamofobia. Questi titoli espongono comportamenti che sono il prodotto di pregiudizi culturali messi assieme da una campagna dei media mondiali volta a propagare la islamofobia come primaria strategia per promuovere la guerra perpetua.

“Inferno, il musical arriva in Vaticano” era il titolo di un annuncio della BBC News riguardante il fatto che il Vaticano aveva recentemente autorizzato una nuova opera popolare basata sulla Divina Commedia di Dante, uno dei più grandi capolavori della letteratura cristiana. Ma, c’è uno scopo nascosto dietro il lancio di questa nuova grande opera? La BBC ha riferito,

“(Marco Frisina), un compositore del Vaticano, sta per mettere in scena un’opera basata sulla Divina Commedia di Dante, con visioni del paradiso, dell’inferno e del purgatorio… Gli organizzatori hanno chiesto il permesso che la prima venga tenuta in Vaticano alla presenza di papa Benedetto XVI .”

Mentre questa storia sembra abbastanza innocua, dovremmo volgerci alla Divina Commedia per esaminare il suo potenziale nel promuovere la demonizzazione di musulmani e la islamofobia.

Nell’Inferno, la prima parte della Divina Commedia, Dante scrisse la sua descrizione dei tormenti infernali. Nel Canto XXVIII Dante mette ‘Mahomet,’ cioè Maometto in una delle più terribili, tortuose e tormentate pagine dell’Inferno.

Mentre subisce un’infinita serie di terribili mutilazioni, il Maometto di Dante è tormentato da un torturatore satanico armato con un’enorme spada denominata “falchion”. Il demone armato di spada colpisce, lacera e mutila ripetutamente Maometto in un eterno ciclo di satanica vendetta. Dopo ognuna di queste terribili ferite, Maometto vaga per un tortuoso sentiero dove le sue ferite mortali guariscono solo perché egli venga affrontato di nuovo dallo stesso demone armato di spada che lo colpisce-ancora e ancora e ancora in un infinito ciclo di tortura infernale, mutilazione e punizione. Quando Dante assiste a questa terribile scena Maometto si gira verso di lui apre la ferita del suo petto e dice,

«Or vedi com’io mi dilacco!
vedi come storpiato è Maometto!

Dinanzi a me sen va piangendo Alì,

fesso nel volto dal mento al ciuffetto.

E tutti li altri che tu vedi qui,

seminator di scandalo e di scisma

fuor vivi, e però son fessi così.

Un diavolo è qua dietro che n’accisma

sì crudelmente, al taglio de la spada

rimettendo ciascun di questa risma…»

[parafrasi tratta da questo link :
“Vedi come io mi dilanio!
vedi come è storpiato Maometto!
Dinanzi a me sen va piangendo Alì,
scisso nel volto dal mento all’attaccatura dei capelli.
E tutti gli altri che tu vedi qui,
seminatori di scandalo e di scisma,
furono dapprima “vivi” nella Coscienza
ed ora espiano la loro colpa come tu vedi
Un diavolo è “qui dietro” che al taglio della spada
li concia crudelmente rimettendo così ciascuno di questa risma
nell’equilibrio perduto” n.d.t.],

Nel 1869 l’artista cristiano Gustave Dore illustrò l’Inferno di Dante. A quel tempo l’illustrazione di Dore del Maometto non creò un pandemonio globale. Nel ventesimo secolo, Salvador Dali produsse alcune delle più importanti opere d’arte cristiane tra cui: Il Cristo di San Juan de la Cruz e la Madonna di Port Lligat . Una delle sue opere meno note è il “Maometto” che egli dipinge ferito e lacerato seguendo quanto descritto da Dante nell’Inferno.


[Il Maometto mutilato di Dalì (1959)]

Dati gli eventi dei primi anni del ventunesimo secolo, dal linguaggio alle guerre del governo Bush-Cheney sino alle affermazioni di Papa Benedetto XVI a Regensberg, è solamente prudenza porsi la seguente domanda: l’opera vaticana che sta per uscire contiene qualche elemento islamofobo che potrebbe infiammare le tensioni internazionali e fomentare guerre contro nazioni islamiche?

Confucio insegnò che chi governa deve farlo tramite la sua autorità morale. Egli scrisse,

“La moralità del governante è il vento, la moralità di coloro che sono sotto di lui è l’erba. Quando il vento soffia, l’erba si piega”.

Abbiamo visto come governanti, presidenti, vicepresidenti, leader religiosi e il Papa hanno contribuito alla demonizzazione dei musulmani e a fomentare guerre islamofobe.

Il costo in vite umane delle guerre dell’era Bush è un numero segreto. Scienziati altamente qualificati della Johns Hopkins University hanno calcolato che 655.000 iracheni sono morti nei primi tre anni di guerra. Ora è passato un altro anno. Non sappiamo il numero dei morti, delle mutilazioni, infortuni, sfiguramenti, distruzioni, rapine e ferimenti, uccisioni, incendi, esplosioni e omicidi gratuiti dell’era Bush, ma sappiamo per certo che questo numero segreto aumenta di continuo.

Per il suo ruolo di guida nel fabbricare guerre e l’infinità di crimini che bollono nel loro calderone, George Bush è un criminale di guerra da mettere sotto processo. Lo scorso anno la stampa europea ha riportato che Bush aveva negoziato l’acquisto di un vasto ranch nelle parti più remote del Paraguay, una nazione che si rifiuta di estradare criminali di guerra.

Guidati dalla disperazione e disgustati dagli inganni dei loro leader che hanno collaborato con i guerrafondai, i popoli del pianeta si stanno mobilitando come non era mai successo prima nella storia dell’umanità.

Rafforzati dal loro comune senso della decenza, dal loro desiderio di giustizia e dal loro amore per la pace la gente del nostro pianeta si è rivoltata contro la loro disastrosa leadership. Vi è un crescente senso di urgenza.

Il cammino del cambiamento acquista forza. La gente si impadronisce di questa occasione per avere impatto sulle sue istituzioni politiche e portare davanti alla giustizia i criminali di guerra.

Il futuro è nelle mani di persone comuni—come coloro che stanno leggendo queste parole.

BIBLIOGRAFIA

Accuracy in the Media: Misinformation, Mistakes, and Misleading in American and Other Media / Todd Leventhal, Chief of the Counter-Information Team, U.S. Department of State; Dante Chinni, Senior Associate, Project for Excellence in Journalism

The Life of Mohammed by the Rev. George Bush, AM

Hell the musical comes to Vatican

Una versione di questo articolo è stata presentata alla Conferenza di Kuala Lumpur sui Crimini di Guerra, Perdana Global Peace Organization, 5-7 Febbraio 2007.

Michael Carmichael
Fonte: http://www.globalresearch.ca/
Link

12.03.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss