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LA PRECARIET SOSTIENE IL MIRACOLO TEDESCO

FONTE: Avante!

La Germania viene presentata come un esempio eccezionale di crescita economica e di lotta contro la disoccupazione nel contesto attuale di crisi mondiale. In realtà, dietro al “miracolo
tedesco” abbiamo la vecchia ricetta capitalista che consiste nell’intensificare lo sfruttamento subito dai lavoratori.

I dati pubblicati da una gazzetta indicano che nel 2011 sono stati creati in Germania 535.000 posti di lavoro in più rispetto al 2010, facendo abbassare il tasso ufficiale al
6,8%, secondo l’agenzia federale per l’impiego, il tasso più basso dalla riunificazione.
In questo contesto di crisi capitalista mondiale, con un impatto particolare sul livello di disoccupazione nello
spazio comune europeo, le statistiche sono state presentate come un
possibile miracolo o, più precisamente, come una formula di cui, in modo esplicito o nascosto, si suggerisce l’applicazione negli altri paesi che cercano una soluzione della situazione nella quale si trovano.

Alcuni specialisti famosi (ci sono
sempre degli specialisti famosi che commentano questi aspetti), come un ricercatore dell’Istituto per l’Economia mondiale, con un’analisi di mercato degna di una grande impresa privata, garantiscono che, a dispetto della crisi, la Germania continua ad affermarsi come il motore
economico dell’Europa a causa della sua competitività in materia salariale e della sua capacità di diversificazione delle esportazioni, particolarmente verso la Cina (BBC World, 3 gennaio).

In realtà, questa pretesa capacità di sorpasso/gestione, da parte del sistema, delle proprie contraddizioni viene contestato. La contraddizione non appare con lo stesso vigore, ma fa percepire che l’opulenza degli sfruttatori non lascia più cadere, come un tempo, solo le briciole per gli sfruttati.

Secondo l’economista Julia Martinez, le statistiche del lavoro mascherano la realtà del periodo che
viviamo. In un articolo pubblicato su Rebelion, il professore dell’università centroamericana denuncia che la base di questo “miracolo” ci sia “l’istituzionalizzazione e la generalizzazione della precarietà“presentata sotto l’eufemismo della flessibilità del mercato del lavoro.

L’ingrediente principale della ricetta,
nel 2011, è stato quello che viene chiamato il micro-impiego, ossia la proliferazione di contratti temporanei, per un massimo di 80 ore al mese con stipendi limitati a 400 euro.

Intensificazione dello sfruttamento

L’anno scorso 7,3 milioni di lavoratori si trovavano in questa situazione, il 25% della popolazione attiva, guadagnando, in media, 230 euro di reddito mensile.

Con 120 euro a testa a titolo di contributi per la Sicurezza sociale o i fondi pensione, spiega ancora Martinez, il padronato è all’origine di un brutale deprezzamento della remunerazione della forza lavoro, assicurandosi le generose esenzioni fiscali previste per questo tipo di contratti.

Per il lavoratore, resta a sue spese
il contributo volontario alla Sicurezza Sociale o ai fondi di pensione, e questi redditi miseri, in Germania, sono sempre più garantiti dagli aiuti familiari e dai sussidi dello stato.

Per lo stato (l’insieme dei contribuenti, nella loro maggioranza salariati) restano migliaia di lavoratori poveri che diventano candidati per gli aiuti, anche se hanno un impiego. A Berlino, un quinto della popolazione dipende dagli aiuti dello stato per sopravvivere.

In pratica, sono i fondi pubblici,
attraverso gli assegni mutualistici, i regali fiscali alle imprese e l’intensificazione violenta dello sfruttamento della mano d’opera, che sostengono il “miracolo” tedesco, conclude.

In questo contesto, aggiunge nell’articolo, non è sorprendente che gli indicatori ufficiali, riferendosi anche all’anno passato, attestano come in Germania i redditi dei più
ricchi siano progrediti più di otto volte rispetto a quelli dei più poveri (OCSE), che si rafforzano le disuguaglianze e la povertà
(Associazione di assistenza pubblica) e che i più segnati dalla precarietà
– donne e giovani – non trovano nel micro-impiego l’integrazione auspicata verso un impiego a tempo pieno con un stipendio decente, ma proprio l’opposto (Ministero della Famiglia, degli Anziani,
delle Donne e dei Giovani).

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Fonte: Precariedade sustenta «milagre» alemão

12.01.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • borat

    quindi l’alternativa ai lavori part time sarebbe quella di creare un impiego pubblico ben remunerato per tutti? sicuramente e’ meglio evitare che la gente che percepisce l’assegno di disoccupazione stia a casa ad annoiarsi…

  • luigiza

    Perchè qui da noi in Italia com funziona?

    La differenza é che la Germania riesce comunque ad esportare merci, l’Italia neppure questo e la ns. economia continua a contrarsi.

    Voi su chi puntereste?

  • unlachy

    la soluzione è contingentare le importazioni delle merci da quei paesi come la Cina che fanno lavorare gli operai 16 ore al giorno e dove a volte è meglio , per un operaio, suicidarsi che scioperare.
    Ma in germania bene sanno solo fare le guerre !!!

  • Earth

    Insieme a questo articolo si chiude il cerchio del miracolo tedesco

  • https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9664&mode=thread&order=0&thold=0

    Barnard ha ragione, stanno tagliando ovunque, i soldi in circolazione diminuiscono anche per loro, l’unico motivo e’ che la germania ha export, quindi aumenta la loro massa monetaria grazie a un paese esterno, perche’ da solo non ne produce piu’. Non durera’ ancora molto.

    Anche se con i titoli di stato a tasso negativo hanno trovato un’altra massa monetaria esterna, assurdo, veramente assurdo, la gente stupida e’ capace di farsi fregare fino alla morte, non imparano mai.

  • marcello1991

    quoto

  • bysantium

    “Ma in germania bene sanno solo fare le guerre !!!”

    Uhmm, certamente non le due ultime, e anche sulle precedenti ci sarebbe da discutere. Saluti.

  • Allarmerosso

    Bisogna smetterla di pensare alla crescita infinita e pensare che la stessa crescita sia produrre di più , siamo arrivati alla saturazione dei prodotti , abbiamo tutto e anche più del necessario. Un mercato fra tutti è quello delle Auto che ormai vengono prodotte in eccesso , ci sono piazzali pieni di auto NUOVE che ormai sono “vecchie”e non più vendibili e saranno demolite senza che siano mai state usate,obiettivamente è un costo ma quelle auto quando furono prodotte diedero alle aziende produttrici i numeri di cui necessitavano per guadagnare punti . Produciamo più di quanto possiamo consumare solo per far tornare i numeri. Questa è follia allo stato puro.

  • cris79

    La differenza è che noi da paese esportatore ci siamo trasformati in importatori. Abbiamo de localizzato tutto. Non puoi trasformare in 10 anni un’ economia di un paese che ha avuto sempre il suo punto di forza nel settore manifatturiero, in un paese che non produce un [email protected]@o e non avere neanche un piano economico di come vuoi riconvertire la tua economia!

    Come non dimenticare i voli in Cina dello “scugnizzo Napolitano” con al seguito delegazioni d’imprenditori per incentivare a investire in quel paese e inculare sessanta milioni di Italiani a casa. Grazie “Re Giorgio”

    La cosa meravigliosa è che lo stato favorisce con i nostri soldi la delocalizzazione. È un mondo meraviglioso! 🙂