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LA NIKE, GLI STEROIDI E MARION JONES

DI JEFF BALLINGER
Counterpunch

“Facci vedere i soldi, Marion!”

E’ difficile da credere che tu sia riuscita a buttare via tutti quei sudati soldi provenienti dalle sponsorizzazioni. Immagino che ora non ti possa affidare ad avvocati “ostruzionisti” perchè sei andata a dire tutte quelle balle ai federali.

Gli atleti dell’atletica leggera sono proprio come i monaci birmani –completamente dipendenti dalle elemosine. Non c’è affatto da meravigliarsi che il doping sia comparso insieme alle promozioni televisive.

Mi ricordo di quando le università non facevano affari con le aziende produttrici di calzature sportive. È forse un’altra coincidenza che il denaro abbia iniziato a scorrere quando le aziende di scarpe spostarono la produzione da luoghi “semplicemente con bassi salari” tipo Taiwan e la Corea del sud a paesi da super sfruttamento come la Cina e l’Indonesia? E’ difficile criticare questa strategia da un punto di vista del business; una volta contai 37 pubblicità fotografiche in un unico supplemento sportivo di USA Today. Un funzionario sportivo universitario una volta definì “quasi incomprensibile” che la Adidas desse $ 7,5 milioni l’anno alla Università del Michigan (sottraendola alla Nike). Ciò era in realtà parte di un enorme gara al rialzo iniziata dalla Nike quando offrì centotré milioni di dollari all’anno alla nazionale tedesca di calcio. Ma loro si tennero la Adidas e i soli suoi $ 70 milioni all’anno.

L’Adidas si sente potente dopo essersi divorata la Reebok lo scorso anno–rendendo miliardario l’esibizionista dei “diritti umani” Paul Fireman. Il gigante tedesco delle scarpe si è recentemente vantato che l’acquisizione ha fatto aumentare l’influenza dell’azienda presso i fornitori. In parole povere ciò vuol dire prezzi più bassi pagati alle fabbriche e più sofferenza per i lavoratori.

Quanto la Nike aveva offerto alla squadra tedesca era quasi l’intero budget per il “marketing internazionale” a disposizione del gigante delle scarpe appena 15 anni fa. È un grande aiuto quando dittatori compiacenti (disperati?) congelano per 10 anni il salario minimo, come è successo in Vietnam tra il 1996 e il 2006. L’80% delle scarpe sportive di marca sono oggi prodotte in paesi con il partito unico.

Per tornare a Marion Jones: alla Nike piacciono le donne forti, vero? Dipende. Le donne coraggiose, che si oppongono ai brutali appaltatori di queste aziende, vengono distrutte, sono solo detriti ai bordi della catena di montaggio dei beni globali.

C’è una parola per descrivere questo modello di commercio “avido di steroidi”: spietato. La parola è stata usata per descrivere nel 2003, nel suo necrologio, il padre degli agenti di marketing sportivo. Egli era “spietato” quando si trattava di far ottenere a Tiger Woods o Derek Jeter tutto ciò che potevano ottenere dalla Nike (gli agenti sportivi ottengono il 20% degli accordi di sponsorizzazione, ma solo circa il 3% dei contratti dei giocatori con i club sportivi).

“Fatemi vedere i soldi!”

Jeff Ballinger è autore del libro “Protests and the Corporate Response; Tiananmen to Seattle” [“Le proteste e la risposta delle corporations; da Tienanmen a Seattle” n.d.t.] che verrà pubblicato questo inverno dalla Università di Pisa. E’ co-fondatore di No Sweat Apparel. Può essere contattato all’indirizzo: [email protected]

Titolo originale: “Nike, Steroids and Marion Jones: Show Me da Money, Marion!”

Fonte: http://www.counterpunch.org
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08.10.2007

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ALCENERO

Pubblicato da Das schloss