La medicina nazista rivive nella politica sanitaria dei Five Eyes

Matthew Ehret
off-guardian.org

Il mal concepito “amore del prossimo” deve scomparire, specialmente in relazione alle creature inferiori o asociali. È dovere supremo di uno stato nazionale concedere la vita e il sostentamento solo alla parte vigorosa ed ereditariamente sana della popolazione, al fine di assicurare il mantenimento di un popolo ereditariamente sano e razzialmente puro per tutta l’eternità…
Dr. Arthur Guett, direttore nazista della salute pubblica, 1935

Queste parole, pronunciate dal dottor Guett 85 anni fa, dovrebbero far venire i brividi lungo la schiena a chiunque segua le radicali trasformazioni della politica sanitaria nella zona d’influenza dei Five Eyes.

Come molti ormai sapranno, all’interno del piano di stimolo sul COVID da 1.900 miliardi di dollari [dell’amministrazione Biden] è contenuto un protocollo aggiuntivo da 40 miliardi di dollari per far rivivere ed espandere gli ormai defunti protocolli dell’Obama Care e i peggiori aspetti riguardanti l’allocazione, da parte dello stato, delle risorse mediche a favore degli esponenti più vulnerabili (e finanziariamente più onerosi) della società.

Anche se si conoscono pochi dettagli, al di là di un’espansione dell’iscrizione popolare a questo nuovo piano sanitario governativo, sono comunque scattati diversi segnali d’allarme, a partire, l’anno scorso, dalla nomina dell’architetto dell’Obama-care, Ezekiel Emmanuel, al vertice della task force COVID voluta da Biden e dall’ascesa a posizioni di potere di numerosi comportamentisti con l’ossessione della riduzione della spesa.

Prima di procedere, una piccola precisazione è d’obbligo.

Il fatto che stia per criticare ferocemente il Biden/Obama-care e l’espansione accelerata dell’eutanasia nei Paesi Five Eyes, NON significa che io sostenga le assicurazioni sanitarie (HMO) del libero mercato (quelle dell’avidità è bella, tanto per capirci), nate durante la presidenza Nixon, nel 1973.

Come ho scritto in una recente trilogia, che mette in luce gli artificiosi dibattiti tra lo “statalista” maltusiano John Maynard Keynes e l'”individualista” maltusiano Friedrich von Hayek, lo scisma del pensiero economico dall’alto verso il basso e dal basso verso l’alto, responsabile del lavaggio del cervello a diverse generazioni di Americani, è una chimera che non ha alcun rapporto con la realtà.

La vera economia che si addice alla vita e alla dignità umana ha sempre difeso l’insieme della società, proteggendo allo stesso tempo anche i diritti inalienabili e la libertà di ogni singolo individuo.

Se siete un tecnocrate che, dalla torre d’avorio della statistica, guarda al mondo e alle crisi che stanno per abbattersi sulla nostra civiltà, non credereste a una parola di quello che ho appena detto. Vedreste piuttosto un evidente “disequilibrio matematico” precipitarsi verso di noi come uno tsunami. La popolazione occidentale, concentrata nelle nazioni transatlantiche, è di fronte ad una bomba demografica a scoppio ritardato come mai si era visto nella storia, chiamata da alcuni “la bomba ad orologeria dei babyboomer.”

Anche prima che il COVID-19 annientasse gran parte dell’economia mondiale, la bomba demografica dei baby boomer era già stata discussa a fondo da think tank e politici. Negli ultimi 25 anni, i giovani hanno rinunciato sempre di più ad avere figli (con un crollo del 4,4% dei tassi di natalità nel periodo dicembre 2019-dicembre 2020, l’anno del COVID). Oggi, in Occidente i livelli di fertilità sono scesi a 1,7 figli/donna, molto al di sotto dei 2,1 necessari al mantenimento della popolazione.

Durante questo periodo, la generazione dei baby boomer, quella nata nel periodo 1945-1960, è invecchiata, ha i capelli grigi e maggiori necessità di assistenza sanitaria, con i più anziani che hanno già raggiunto l’età della pensione nel 2010. Mentre i progressi tecnologici hanno esteso le aspettative di vita media da 61 anni (nel 1935) agli 81 odierni, questo squilibrio demografico tra giovani e vecchi significa che la società, con le dinamiche attuali, non sarà assolutamente in grado di sostenersi.

Per esempio: si stima che, entro il 2030, le persone oltre gli 85 anni triplicheranno, mentre raddoppieranno gli anziani tra i 65 e gli 85 anni. I costi finanziari per sostenere questo tipo di demografia andranno alle stelle, perchè la spesa per i servizi sanitari raddoppierà, dagli attuali 1,4 trilioni di dollari/anno a 3 trilioni di dollari/anno entro il 2050 (negli USA).

Quando gli analisti che si occupano dell’analisi costi/benefici guardano a questa triste tendenza, tutto ciò che vedono è una fredda serie di numeri.

Questi esperti, di solito, non vedono esseri umani con poteri cognitivi e anima e certamente non riconoscono l’esistenza di nozioni immateriali, come il concetto di sacralità, che potrebbero interferire con l’eliminazione selettiva di vite umane per la soddisfazione di vincoli monetari.

Certamente non riconoscono le ingiustizie di un sistema che permette di spendere trilioni di dollari per i salvataggi di Wall Street e le guerre in Medio Oriente, ma che non riesce a fornire le risorse mediche necessarie a curare in modo equo la propria popolazione.

Gli esperti di cui sto parlando, che una volta governavano l’America sotto Barack Obama e che sono ritornati al potere con Biden, vedono solo il freddo fatto che l’80% o più della spesa sanitaria nella vita di una persona si verifica dopo i 65 anni. Questi esperti possono solo pensare in termini di adattamento alla scarsità di risorse e a presunti “limiti fissi,” ma mai all’eliminazione di questa scarsità attraverso cambiamenti sistematici, che diano alla vita umana e al pensiero creativo una priorità più alta del semplice denaro.

Con sempre meno giovani che entrano a far parte della forza lavoro (e con lo stesso sistema finanziario destinato a crollare in caso di iperinflazione), si presentano due opzioni:

1. Riconoscere che il sistema non funziona più e trasformarlo in modo tale che le priorità di spesa nazionali siano reindirizzate verso la costruzione di infrastrutture su larga scala e di lunga durata e alla cooperazione con altre nazioni nell’ambito di un’alleanza multipolare.

2. Lavorare all’interno delle regole del sistema rotto e sfoltire il gregge umano con abbattimenti selettivi per diminuire i costi associati alle “scarse risorse sanitarie.”

La mente genocida del dottor Ezekiel Emmanuel

Stando così le cose, l’individuo maggiormente responsabile del rilancio dell’Obamacare e del concomitante “Independent Payment Advisory Board” (IPAB), il comitato di “esperti” su costi-efficacia di Joe Biden, è la stessa figura che, nel 2009, aveva creato il vecchio Affordable Care Act (conosciuto come Obamacare).

Durante il suo incarico di consigliere sanitario di Obama, nel periodo 2009-2011, Ezekiel Emmanuel aveva anche pubblicato su Lancet uno studio agghiacciante, intitolato “Principles for allocation of scarce medical interventions” [Principi per l’assegnazione di risorse mediche in regime di scarsità].

In questo documento rivelatore, secondo Ezekiel la nuova etica di gestione dell’assistenza sanitaria avrebbe dovuto basarsi sul protocollo del “Complete Lives System,” che sarebbe stato utilizzato per giustificare chi, tra i bisognosi della società in competizione per gli avanzi di una torta sempre più piccola, avrebbe ricevuto cure mediche (cioè: costosi screening tumorali, trattamenti, farmaci), e chi sarebbe stato lasciato morire. Ecco cosa aveva scritto:

“Una volta a regime, il Complete Lives System, produce una curva di priorità, in base alla quale gli individui di età compresa tra 15 e 40 anni hanno il maggior rendimento, mentre i più giovani e i più anziani hanno possibilità più scarse.”

Rovesciando l’intero edificio dei valori giudaico-cristiani che definiscono la vita umana come sacra, così come il fastidioso giuramento di Ippocrate che impedisce ai medici di arrecare volontariamente qualsiasi danno ai loro pazienti, Emmanuel descrive esattamente ciò che intende con la sua “curva di priorità” e le “possibilità più scarse” per i giovani e gli anziani quando afferma:

“Una rigorosa assegnazione ai più giovani dirigerebbe queste scarse risorse prevalentemente verso i bambini. Questo approccio sembra errato. La morte di una donna di 20 anni è intuitivamente peggiore di quella di una bambina di 2 mesi, anche se la bambina ha avuto meno possibilità di vivere.

Una ventenne ha una personalità molto più sviluppata di un neonato e ha attinto all’investimento di altri per iniziare progetti non ancora realizzati… gli adolescenti hanno ricevuto un’educazione sostanziale e cure parentali, investimenti che sarebbero sprecati senza una vita completa: i neonati, al contrario, non hanno ancora ricevuto questi investimenti… è terribile quando muore un neonato, ma peggio, secondo la maggior parte delle persone, quando muore un bambino di tre anni, e peggio ancora, quando muore un adolescente.”

Proprio così: La curva “costo-efficacia” di Emmanuel afferma che la vita di una ventenne vale di più di quella di un bambino di 3 anni, o di un 75enne. Negli ultimi due casi, la società ha investito o troppo poco per rendere quella giovane vita degna di essere salvata o ha già investito troppo (rispetto al valore finanziario dell’anziano a basso QALY [Quality Adjusted Life Years]).

In un articolo più recente, del 2014, pubblicato su The Atlantic e intitolato Why I Hope to Die at 75 [Perché spero di morire a 75 anni], Emmanuel aveva spiegato che, secondo lui, chiunque tenti di prolungare la propria vita oltre i 75 anni è pazzo, egoista e patetico. Ecco cosa aveva scritto:

“Penso che questa disperazione maniacale di prolungare all’infinito la vita sia fuorviante e potenzialmente distruttiva. Per molte ragioni, 75 anni sono un’età abbastanza buona per decidere di fermarsi.”

Quando, nel 2008, Obama era salito al potere, molti erano rimasti confusi dalla sua decisione di bocciare qualsiasi proposta reale per la copertura sanitaria universale, per la quale si era apparentemente battuto in campagna elettorale (come il single-payer Bill H.R. 676 del Repubblicano John Conyers). Invece di sostenere la proposta di legge di Conyer, Obama e la sua cricca di comportamentisti economici avevano solo ampliato il potere delle HMO private, costringendo i cittadini ad acquistare la copertura sanitaria, mentre elargivano miliardi di fondi dei contribuenti agli assicuratori privati.

La ragione era semplice: il disegno di legge di Conyers non imponeva tagli alla spesa sanitaria, al contrario, la ampliava, fornendo assistenza medica senza vincoli a tutti gli Americani. I controllori di Obama avevano altre idee, come l’ex presidente aveva ammesso nel 2010:

“Crediamo che le riforme che abbiamo proposto per rafforzare Medicare e Medicaid ci permetteranno di mantenere questi impegni verso i nostri cittadini, risparmiando 500 miliardi di dollari entro il 2023 e altri 1000 miliardi di dollari nel decennio successivo.”

Qui c’è un paradosso: come pensava Obama di estendere la copertura medica ai 27 milioni [di Americani] non assicurati mentre aveva intenzione di tagliare, in un decennio, 1 trilione di dollari di spese sanitarie?

Quality Adjusted Life Years e gli elenchi di “fine di vita”

Ezekiel Emmanuel, nel suo articolo del 2009, aveva ribadito che la chiave per il taglio dei costi nella sanità si sarebbe trovata nell’applicazione dei Quality Adjusted Life Years (QALY) sotto il controllo di un panel di esperti indipendenti.

Il sistema QALY era stato già sperimentato dal National Institute of Clinical Excellence (NICE) britannico e dal Liverpool Care Pathway System, le forze trainanti del corrotto sistema sanitario nazionale britannico (NHS) dal 1999 ad oggi. L’ex capo del NICE (Sir Michael Rawlins), in un’intervista del marzo 2009 a Time Magazine, aveva definito il QALY nei seguenti termini :

“Si tratta di calcolare il costo di una misura definita “anno di vita corretto per la qualità.” Il QALY determina lo stato di salute su una scala da zero a uno: zero si è morti e uno si è in perfetta salute. Indica come un paziente si sposterebbe lungo questa scala in base ad un determinato trattamento. Se fa una sostituzione dell’anca, il paziente potrebbe iniziare a 0,5 e salire a 0,7, migliorando di 0,2. Si può supporre che i pazienti vivano in media 15 anni dopo la sostituzione dell’anca. E 0,2 per 15 equivale a tre anni di vita corretti per la qualità. Se la sostituzione dell’anca costa 10.000 sterline, sono 10.000 diviso tre, cioè 3.333 sterline. Questa cifra è il costo QALY.”

Un altro co-architetto dell’Obamacare insieme ad Emmanuel era stato un suo collega, Sir Donald Berwick (nominato cavaliere nel 2005) che aveva candidamente dichiarato:

“La decisione non è se razioneremo o meno l’assistenza, la decisione è se razioneremo ad occhi aperti.”

Un altro importante comportamentista incaricato di mettere a punto l’Obamacare era stato il professore del MIT Jonathan Gruber, che aveva fatto scalpore quando aveva ammesso davanti alle telecamere di aver usato un linguaggio oscurantista e criptico:

“La mancanza di trasparenza è un enorme vantaggio politico. Chiamatela pure la stupidità dell’elettore americano, o come volete, ma, in ogni caso, questa è stata davvero, davvero critica per far passare la cosa.”

Un altro importante comportamentista dell’era Obama, anch’egli tornato al potere con Biden, è Cass Sunstein (lo zar della regolamentazione di Obama) che aveva scritto:

“Una volta che sappiamo che le persone sono umane e che in loro vi è un po’ di Homer Simpson, allora si può fare molto per manipolarli.”

Il Liverpool Care Pathway (LCP), che con Berwick era servito da modello per la riforma sanitaria statunitense, ci dà un’altra visione della natura genocida di questo approccio utilitaristico ai servizi sanitari. Secondo il professor Pullicino, più di 130.000 morti all’anno sono stati causati dal LCP, utilizzato per la politica sanitaria di ospedali, ospizi, case di cura nel Regno Unito, tra il 1995-2013.

Il LCP aveva essenzialmente fatto pressione su migliaia di fornitori di servizi sanitari affinchè mettessero milioni di pazienti malati e anziani (e costosi) nelle liste dei “fine di vita” senza il loro consenso, con conseguente disidratazione forzata e flebo di morfina per accelerarne la morte, nonostante fossero ancora disponibili trattamenti salvavita.

Nel 2014, lo scandalo causato da queste rivelazioni aveva portato allo scioglimento dell’LCP, anche se il Daily Telegraph ha sottolineato che il programma era stato semplicemente ribattezzato e continua ancora oggi.

Insieme, Berwick, Gruber ed Emmanuel avevano fatto in modo che gli ospedali fossero penalizzati se avessero ecceduto nelle cure per i pazienti e tolto il rimborso Medicaid per intere classi di farmaci anticancro e per gli screening di prevenzione oncologica per i pazienti i cui bisogni eccedevano il loro punteggio QALY. Questa logica può funzionare quando si decide di rottamare una vecchia auto, ma crea gravi dilemmi morali quando viene applicata ad una nonnina.

Ora potreste chiedere: ma perché i medici dovrebbero attenersi alle richieste di un comitato indipendente di esperti sul taglio dei costi? Perché i medici non rifiutano semplicemente le richieste che li costringono a rinnegare il giuramento di Ippocrate e la loro coscienza?

Con 2/3 di tutti i medici dipendenti da datori di lavoro diversificati e strutturati (contro l’85% dei medici statunitensi che erano liberi professionisti nel 1963), la pressione per rispettare le normative sulla valutazione costi/benefici imposte dai tecnocrati è cresciuta immensamente. A causa dei protocolli COVID, gli interventi chirurgici, gli screening oncologici e i servizi ambulatoriali sono stati drasticamente tagliati; gli ospedali che dipendono dai finanziamenti governativi soffrono economicamente e perdono 50 miliardi di dollari al mese, secondo Rick Pollack (presidente dell’American Hospital Association), che ha recentemente dichiarato:

“Penso sia giusto dire che gli ospedali sono ora di fronte a quella che, con tutta probabilità, è la più grande sfida che abbiano mai affrontato nella loro storia.”

L’eutanasia nei Five Eyes

Dopo decenni di lobbismo finanziato a livello globale soprattutto dalla Open Society Foundations di George Soros,  sono attualmente cinque i Paesi che hanno completamente legalizzato l’eutanasia (Canada, Belgio, Paesi Bassi, Germania e Colombia), mentre nove stati negli USA ne hanno seguito l’esempio.

In Canada, le leggi sull’eutanasia erano state approvate per la prima volta nel 2016, con restrizioni abbastanza severe che richiedevano che i pazienti fossero malati terminali con una prognosi di sei mesi o meno e mentalmente sani al momento del trapasso indotto.

Tuttavia, subito dopo le elezioni americane del 2020, e con il pretesto del COVID, la Camera dei Comuni canadese ha approvato il Medical Assistance in Dying Act (Bill C7) che ha completamente rimosso tutte le garanzie, compresi i requisiti di una morte “ragionevolmente prevedibile,” i lunghi tempi di attesa e i requisiti di competenza mentale nel periodo immediatamente precedentemente al suicidio indotto.

Se, come si prevede, alla fine di questo mese il Senato dovesse approvare la proposta di legge, chiunque soffra di depressione (che è nettamente aumentata tra gli anziani e gli incapaci chiusi in isolamento, lontani dai propri amici e dai propri cari durante i mesi di isolamento per il COVID) potrà  richiedere la morte alle 9 del mattino ed essere ucciso entro mezzogiorno. I tipici, lunghi periodi di attesa che davano alle persone depresse una possibilità di auto-riflessione sono ora scomparsi.

Simili protocolli di eutanasia sono stati adottati in tutta l’Australia, dato che diversi stati e territori hanno ottenuto l’applicazione dei protocolli di suicidio assistito utilizzando l’emergenza COVID-19. Tra questi, la Tasmania ha legalizzato l’eutanasia il 5 marzo di quest’anno e il Queensland attiverà il “servizio” entro maggio 2021. Il Victoria era stato il primo ad inaugurare l’eutanasia nel giugno 2019 e le leggi sull’eutanasia nell’Australia Occidentale entreranno in vigore a metà del 2021.

In Nuova Zelanda, l’ultimo degli stati Five Eyes in esame, il voto per legalizzare l’eutanasia è avvenuto nell’ottobre 2020 e sarà reso operativo entro l’estate.

Piuttosto che lasciarsi risucchiare nell’abisso dei giochi mentali bioetici che circondano il suicidio medico assistito, è più utile tenere a mente le seguenti domande:

Perché le risorse mediche sarebbero così scarse nei Paesi più sviluppati del mondo?

Perché le nazioni transatlantiche si trovano ad affrontare una simile carenza di ospedali, medici, trattamenti di screening?

Perché gli ospedali devono continuamente chiudere le porte, mentre i letti pro capite diminuiscono ogni anno?

Perché i cittadini tollerano che trilioni di dollari vengano spesi in interminabili guerre di cambio di regime all’estero e in salvataggi per gli speculatori di Wall Street, mentre accettano l’idea che i fondi per la sanità siano strettamente limitati?

La rivisitazione delle riforme sanitarie T4 di Hitler

Dopo che le udienze del Tribunale di Norimberga avevano fatto in modo che 7 dei 23 medici nazisti (incluso il Dr. Guett) fossero condannati a morte per il loro ruolo nelle riforme sanitarie di Hitler [concepite nell’Institut für Sexualwissenschaft] a Tiergarten Fier, il consulente processuale, il Dr. Leo Alexander, aveva scritto nel 1949:

“Qualunque proporzione questi crimini abbiano infine assunto, è diventato evidente a tutti coloro che li hanno indagati come essi avessero avuto un inizio molto piccolo. L’inizio era semplicemente stato un sottile spostamento di enfasi nell’atteggiamento di base, fondamentale nel movimento dell’eutanasia, che cioè esiste qualcosa come una vita non degna di essere vissuta. Questo atteggiamento, nelle sue prime fasi, si riferiva solo ai malati gravi e cronici.

Gradualmente, la sfera di coloro che dovevano essere inclusi in questa categoria era stata allargata, fino a comprendere i socialmente improduttivi, gli ideologicamente indesiderati, i razzialmente indesiderati e, infine, tutti i non Tedeschi. Ma è importante rendersi conto che l’infinitamente piccola leva da cui questa intera tendenza mentale aveva ricevuto il primo impulso era stato l’atteggiamento verso i malati non riabilitabili.”

Nel suo saggio, il Dr. Alexander aveva descritto l’ascesa delle leggi sull’eutanasia nella Germania nazista, quando era stato introdotto per la prima volta nella politica sanitaria il concetto di “vite indegne di essere vissute.” Sotto la guida di “commissioni di esperti,” i codici sanitari T4 erano subito diventati la forza trainante dell’eugenetica e avevano causato la morte di 270.000 Tedeschi non ebrei, a partire dai bambini handicappati e dagli anziani, prima che la politica fosse ampliata per includere ebrei, zingari e altri gruppi target considerati “inadatti.”

Come aveva scritto nel 2013 la giornalista investigativa Nancy Spannaus:

“L’implicazione era chiara. Tuttavia, Hitler non aveva dato l’ordine generale di uccidere i pazzi (ed altri) fino all’inizio della guerra, quando le risorse erano diventate ancora più scarse. L’ordine era stato scritto personalmente da Hitler nell’ottobre 1939 e da lui retrodatato al primo giorno di guerra, nel mese di settembre. Nel prepararlo, aveva dichiarato che “considerava opportuno che le “vite indegne di essere vissute” delle persone gravemente malate di mente fossero terminate con azioni che portassero alla morte.” In questo modo, “si sarebbe potuto ottenere un certo risparmio negli ospedali, nei medici e nel personale infermieristico.” Il titolo dell’ordine di Hitler era “La distruzione delle vite indegne di essere vissute” e la normativa era, come diceva l’ordine, che ai pazienti “considerati incurabili, secondo il miglior giudizio umano disponibile sul loro stato di salute, fosse concessa una morte pietosa.”

Il fatto che le organizzazioni che avevano promosso l’ascesa di questa politica eugenetica in tutta la Germania nazista e in Nord America includessero potenze come la Rockefeller Foundation, il Wellcome Trust e la Human Sterilization League for Human Betterment (oggi ribattezzata “Engender Health“) e che, negli ultimi decenni, abbiano poi tutte assunto ruoli di primo piano nell’Organizzazione Mondiale della Sanità è un’eventualità assai più che preoccupante.

Il fatto che, dopo la Seconda Guerra Mondiale, queste organizzazioni eugenetiche abbiano semplicemente cambiato nome e siano ora implicate nel moderno sviluppo di vaccini RNA insieme all’Istituto Galton (ex Associazione Eugenetica Britannica), l’AstraZeneca di Oxford, la Pfizer e la Fondazione Bill e Melinda Gates, dovrebbe far riflettere qualsiasi serio pensatore, mentre consideriamo quali modelli storici non vorremmo veder rivivere nella nostra attuale, precaria epoca.

Matthew Ehret

Fonte: off-guardian.org
Link: https://off-guardian.org/2021/03/16/nazi-healthcare-revived-across-the-five-eyes-killing-useless-eaters-and-bidens-covid-relief-bill/
16.03.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org