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LA LOTTA PER LA SOPRAVVIVENZA DI UN TESTIMONE

E LETTERA APERTA ALLA FAMIGLIA MATTEI

DI SOLANGE MANFREDI
paolofranceschetti.blogspot.com

PREMESSA

Tre anni fa
decisi di denunciare alcuni fatti gravissimi che riguardavano il
cosiddetto Rogo di Primavalle: era il 1973 quando morirono in un rogo
appiccato da alcuni esponenti di Potere Operaio due fratelli, uno di
otto e l’altro di 21 anni: Virgilio e Stefano Mattei.

Per caso
mi trovai a raccogliere le dichiarazioni di un latitante condannato in
via definiva per quel Rogo, Manlio Grillo. Consegnati i nastri alla
magistratura sono iniziati i procedimenti uno civile di risarcimento
danni, e uno penale a carico numerose persone coinvolte nella strage.

I processi rischiano di saltare per varie cause ma anche per una serie di motivi che mi coinvolgono come testimone.

In questo articolo vi racconto il perché.
UN LATITANTE SI CONFESSA

Andiamo con ordine.
E’
il febbraio del 2005 quando a Managua il latitante Manlio Grillo,
condannato in via definitiva per il “Rogo Primavalle”, mi chiede di
aiutarlo a scrivere un libro.

La strage, ricordata come Rogo
Primavalle, ed avvenuta il 16 aprile 1973 fu attuata da alcuni
esponenti di Potere Operaio. Gli attentatori versarono, a notte fonda,
del liquido infiammabile sulla porta dell’abitazione di Mario Mattei,
segretario della sezione del Movimento Sociale Italiano a Primavalle.
L’incendio distrusse rapidamente il piccolo appartamento bruciando vivi
due figli del Mattei, Virgilio di 22 anni e Stefano di 8 anni.

Gli attentatori lasciarono sul posto una rivendicazione della loro azione.

Nel
libro Grillo però non vuole parlare solo del Rogo Primavalle, ma di
tutta la sua vita, di tutta la sua militanza nelle BR, di tutto il
periodo dei c.d. “anni di piombo”.
Un libro che va ben oltre quindi il Rogo Primavalle.

Passiamo
diversi giorni insieme, giorni in cui registro le sue parole. Nel corso
delle registrazioni mi rendo conto che i fatti narrati da Grillo
integrano reati gravissimi (numerosissimi omicidi).

Rientrata in
Italia decido di non scrivere il libro, ritenendo che quanto raccontato
da Grillo debba essere oggetto di accurate indagini. Indagini che la
pubblicazione del libro potrebbe danneggiare.

Consegno, quindi, le registrazioni al mio legale ponendo, però, due condizioni:
1. che il materiale venga consegnato alla magistratura per le necessarie indagini;
2. che non venga strumentalizzato per fini politici.

Così avviene.

I TESTIMONI E LA STAMPA

I
famigliari delle vittime del Rogo Primavalle, messi al corrente delle
registrazioni, decidono di promuovere, oltre all’azione penale, anche
un’azione civile di risarcimento danni e la notizia giunge così alla
stampa.

Vengono coinvolti nel processo e denunciati a seguito
delle registrazioni di Manlio Grillo diversi personaggi, alcuni di loro
attualmente svolgenti incarichi istituzionali o non, di notevole
importanza
Ad ottobre del 2006 il quotidiano la Repubblica Repubblica
la notizia delle registrazioni rilasciate da Manlio Grillo, omettendo
di scrivere le mie generalità. Il giorno dopo, però, il quotidiano
Libero riprende la notizia pubblicando, purtroppo, anche il mio nome e
cognome.


[Manlio Grillo nella sua casa
a Managua]

PRIME MINACCE…PRIMA DENUNCIA

Passano
pochi giorni dalla pubblicazione del mio nome sulla stampa ed ecco che
ricevo per posta delle minacce, rivolte a me, mio fratello e mia
cognata, in cui mi si “consiglia” di lasciar perdere la “questione
Grillo”, di non testimoniare.

Ancora qualche giorno e le minacce mi arrivano anche per telefono (ben 20 telefonate in poche ore).

Probabilmente
non sicuri di avermi debitamente terrorizzato telefonano anche all’avv.
Paolo Franceschetti pregandolo di avvertirmi che hanno già dato ordine
di uccidermi.

Vista la situazione presento denuncia penale

MINACCE ALLA MIA FAMIGLIA…ALTRA DENUNCIA

Dopo
poche settimane l’autore delle telefonate minatorie si reca
personalmente dalla mia famiglia per ripetere le stesse minacce.

Ovviamente, saputo il fatto, presento denuncia.

CALIBRO 12….ALTRA DENUNCIA

Passa qualche settimana e, all’uscita di un supermercato, trovo appoggiata sulla mia auto una cartuccia calibro 12 inesplosa.

Presento, ovviamente, altra denuncia.

Nel
frattempo la Prefettura autorizza un servizio di sorveglianza alla mia
abitazione da parte delle forze dell’ordine e mi viene concesso un
porto d’armi per difesa personale.

MI CONVOCA LA PROCURA…E VENGO DROGATA

Ancora
qualche settimana e vengo convocata dalla Procura della Repubblica come
persona informata sui fatti in ordine alle registrazioni rilasciatemi
dal latitante Manlio Grillo in Nicaragua.

A poche ore dalla
verbalizzazione delle mie dichiarazioni presso l’ufficio del PM, l’avv.
Paolo Franceschetti mi trova in casa priva di conoscenza. Non riuscendo
a svegliarmi chiama il 118 e vengo trasportata d’urgenza al Pronto
soccorso.

E’ notte fonda quando mi sveglio su di un letto
d’ospedale attaccata a delle flebo senza sapere perché. Non ricordo
nulla se non che stavo cenando a casa…poi il risveglio in ospedale.

Paolo
mi racconta l’accaduto sottolineando come io mi sia risvegliata solo
dopo che mi erano stati somministrati per via endovenosa degli
antagonisti a sostanze stupefacenti: in altre parole, ero stata drogata.

Dimessa
nella notte, la mattina dopo mi reco (stordita e stanchissima) alla
polizia per denunciare il fatto. Due ispettori si recano, quindi,
presso la mia abitazione per prelevare tutti i prodotti che avevo
ingerito la sera prima al fine di farli esaminare in laboratorio alla
ricerca della sostanza somministratami.

DENUNCE SPARITE…NESSUNO SA NIENTE.

Passa
qualche mese e vengo convocata come persona informata dei fatti nel
procedimento penale scaturito dalle denunce da me presentate. Mi reco
presso l’ufficiale di P.G. incaricato di verbalizzare le mie
dichiarazioni e, sorprendentemente, vedo che nel fascicolo vi è solo la
prima denuncia (minacce per posta e via telefono)…le altre mancano
(quella per essere stata drogata, quella relativa al proiettile trovato
sulla mia auto, le minacce alla famiglia ecc…).

Faccio quindi
presente la mancanza degli atti, importanti per capire il pericoloso
excursus delle minacce rivoltemi, rendendomi disponibile, ove non
venissero ritrovati, e produrli nuovamente.
Non vengo più contattata.

MANOMISSIONI ALLE MOTO

Passano
un paio di mesi ed io e Paolo subiamo la manomissione delle moto. Per
pura fortuna, come già raccontato da Paolo in precedenti articoli, non
subiamo danni fisici.
Ovviamente presento altra denuncia.

RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE…SONO TROPPO SUGGESTIONABILE.

Passano poche settimane e mi viene notificata la richiesta di archiviazione del PM.
Nella motivazione si legge che le azioni compiute ai miei danni sono: “oggetto di suggestione ed ininfluente al fine della sussistenza del reato di minaccia”.
Insomma, per il PM sono suggestionabile e nessuno mi ha minacciato.

LE INDAGINI

Mi
reco quindi presso l’ufficio del PM e chiedo di poter estrarre copia
del fascicolo per vedere quali atti di indagine sono stati svolti dalla
Procura. Gli atti di indagine svolti dalla Procura sono stati 2. Nello
specifico:
– richiesta del casellario giudiziario dell’autore delle
minacce (da cui si evince che l’autore delle minacce è un
pluripregiudicato);
– il verbale delle mie dichiarazioni (rilasciate quando nel fascicolo mancavano quasi tutte le denunce da me depositate).

Niente altro.

Non la richiesta di un tabulato telefonico (eppure ho ricevuto 20 telefonate).

Nessuna indagine sulle lettere di minacce (che ho allegato).

Non
la convocazione di Paolo come persona informata dei fatti (che pure ha
ricevuto una telefonata in cui l’interlocutore è stato molto chiaro nel
dirgli che avevano già dato ordine di uccidermi);

Non la convocazione dei miei famigliari (eppure sono stati minacciati personalmente per strada), ecc..ecc..

Ma
ciò non basta perchè nel fascicolo mancano ancora le denunce che ho
depositato (la cui mancanza avevo già segnalato e verbalizzato nelle
dichiarazioni rese precedentemente).

Non mi perdo d’animo e,
ritenendo siano necessarie altre indagini nonché il ritrovamento di
tutte le denunce da me depositate, presento opposizione alla richiesta
di archiviazione del Pm.

LE SORPRESE NON FINISCONO MAI.

Non
avendo ancora ricevuto, a seguito della mia opposizione, la notifica di
udienza in camera di consiglio, la scorsa settimana decido di
presentare una richiesta al il GIP di sollecito alla fissazione di
udienza.

Mi reco presso l’ufficio preposto e…indovinate un po’? Nessuno sa di cosa stia parlando.

La
responsabile dell’ufficio opposizioni mi dice che non le risulta alcuna
mia opposizione. Anche la mia opposizione è sparita (fortunatamente,
come per tutte le precedenti denunce, anche di questo ho la copia con
il timbro di depositato).

Sorpresa ho chiesto all’ufficio
opposizioni se capita spesso che vengano persi degli atti e la risposta
è stata categorica: “lavoro qui da anni, non si è mai perso un atto”.
Il mio però si.

Ovviamente visto che l’atto risulta come mai depositato è stato emesso decreto di archiviazione.

Chiedo allora copia del decreto di archiviazione e….indovinate un po’? Alla Procura non c’è.

Ora,
essendo stato violato un mio diritto, devo presentare ricorso per
Cassazione e far riaprire il procedimento. Cosa che, ovviamente, sto
già preparando…sperando che anche questo non si perda.

RICAPITOLIAMO

Ho ricevuto minacce di morte via posta e via telefono

Le minacce di morte sono state ripetute anche all’avv. Paolo Franceschetti

La mia famiglia è stata minacciata personalmente per strada

Mi hanno fatto ritrovare una cartuccia calibro 12 inesplosa sull’auto

Sono
stata drogata a poche ore dall’aver reso quelle dichiarazioni che con
minacce mi avevano chiesto di non rilasciare, (salvata per pura fortuna
da Paolo, che si era insospettito per l’anomalo comportamento dei cani).

Io e Paolo abbiamo subito la manomissione delle moto.

Le mie denunce non si sa che fine abbiamo fatto.

Le
indagini compiute dalla Procura per le minacce ricevute risultano
essere due (richiesta casellario giudiziario e mie dichiarazioni).

Il
Pm chiede l’archiviazione scrivendo le azioni compiute ai miei danni
sono: “ oggetto di suggestione ed ininfluente al fine della sussistenza
del reato di minaccia .

La mia opposizione alla richiesta di archiviazione sparisce.

……Misteri.

IL TESTIMONE SCOMODO

Ovvio
che, vista l’incredibile sfilza di anomalie che mi sono capitate, mi
sia fatta molte domande. Alcune domande le ho poste anche a persone con
maggior esperienza di me. Le risposte sono mi sono piaciute.

COME SCREDITARE IL TESTE

Un amico che negli anni si è occupato di alcuni dei casi giudiziari più scottanti d’Italia mi ha detto:

Come
tu ben sai Solange la testimonianza di persona credibile e
disinteressata, per il nostro codice di procedura penale, fa piena
prova. Il che vuol dire che il giudice può emettere una sentenza di
condanna anche solo sulla base della sua testimonianza. Se il caso è
“scottante” e certe verità non si vuole vengano fuori si può agire in
più modi.

La storia italiana è piena di fatti anomali che sono
capitati, o fatti capitare, in determinati procedimenti giudiziari
perché la verità non venisse fuori.

Come ho detto si può operare in diversi modi. Facciamo qualche ipotesi”.

TESTIMONE NON CREDIBILE.

Se il testimone è scomodo questo può morire prima del processo (incidente, suicidio, omicidio a scopo di rapina, ecc…).

Ma
in questo caso le dichiarazioni che ha rilasciato prima, magari
all’avvocato della parte offesa in atti di indagine difensivi
(esattamente come hai fatto tu) entrano comunque nel processo. In altri
termini è come se avesse testimoniato. Anzi no, è anche peggio perché
gli avvocati degli imputati non possono neanche controinterrogare il
testimone cercando di minarne agli occhi della Corte la credibilità
.

Quindi
se ha già rilasciato dichiarazioni si deve prima invalidarne la
credibilità, poi eventualmente si può anche fargli capitare un
incidente. Uccidere una persona è una cosa semplicissima.
Come posso
fare per rendere un teste non credibile? Innanzitutto potrei, ad
esempio, farlo finire in ospedale con una bella overdose da sostanze
stupefacenti. Una persona che tenta il suicidio qualche turba ce l’ha.

Tu sei andata a denunciare il fatto e per questo motivo non è presente nel fascicolo.

Perché
se la denuncia per qualche motivo sparisce o non viene presa in
considerazione, o altro, resta solo il referto del Pronto soccorso che
attesta l’overdose.

Se poi la richiesta di
archiviazione in cui si dichiara che le denunce sono senza fondamento
ma oggetto di suggestione viene accolta perché anche l’opposizione
sparisce cosa resta?

A questo punto tu diventi un teste con un
ricovero al pronto soccorso per overdose che presenta denunce non
fondate perché suggestionabile.

Ora gli si può anche far
capitare un incidente. Anzi ora è proprio il momento giusto. Se muori
ora, resta solo la testimonianza di un testimone drogato e
suggestionabile
”.

Esagerazioni? Forse.

Però speriamo
che non mi capiti un incidente, perché altrimenti la mia testimonianza
andrà a farsi friggere, visto che dagli atti processuali risulto solo
una drogata suggestionabile. Con buona pace dei processi

TESTIMONE INTERESSATO

Ma non è finita qui.

Infatti
dopo l’uscita degli articoli sulle registrazioni di Grillo un
personaggio noto, citato in un pezzo di un quotidiano ha denunciato me
ed il quotidiano. Non mi interessa fare il nome di questo personaggio,
perché non è lui il problema. La chiameremo “il personaggio”.

Il personaggio mi denuncia sia in sede civile che penale, unitamente ai responsabili del quotidiano ed un giornalista..

In sede civile finora il personaggio ha avuto già due provvedimenti sfavorevoli.

A
seguito di un processo, in cui ancora una volta immancabilmente si sono
persi o sono stati trafugati i miei fascicoli, fortunatamente il
tribunale mi ha dato ragione perché le accuse sono risultate
palesemente infondate.

Nonostante il tribunale civile mi abbia dato ragione il personaggio ha persistito nella denuncia penale.

Sarà
facile dimostrare che non c’entro nulla, che non era mia intenzione
diffamare questo personaggio, e che io ho solo consegnato dei nastri in
un procura.

Però – questo è il punto – la denuncia penale a mio
carico è ancora in essere (questa non si è persa) e quindi io sono un
testimone c.d. assistito, ovvero interessato e la mia testimonianza non
fa più piena prova.

Ad oggi, dunque, sono un testimone non credibile ed interessato.

CONCLUSIONE

Ora
le coincidenze possono anche capitare, qualche fascicolo si può anche
perdere, ma in questo caso forse qualche sospetto è lecito.

Si sono persi denunce, comparse, allegati, opposizioni, ecc..

Sono diventata testimone drogato e suggestionabile.

E per giunta testimone interessato perché indagato in altro procedimento connesso.

Come dire: inutile che vada a testimoniare al processo Mattei.

Certo
posso essere anche la persona più sfortunata del mondo, e molti possono
pensarla così, io però, su questa strana storia, ho qualche dato in più
di un mero osservatore esterno.

Io so esattamente cosa c’è nelle
registrazioni rilasciatemi da Grillo. Ma non solo. Io so esattamente
cosa Grillo mi ha detto…anche fuori dalle registrazioni. Ne conosco la
gravità e la portata. E’ stato proprio questo il motivo che mi ha
spinto a rinunciare a scrivere il libro.

Ho preferito non danneggiare le indagini che, nella segretezza, hanno uno dei loro maggiori punti di forza.

Ho
preferito tutelare il legittimo desiderio di verità e giustizia che i
famigliari delle vittime hanno, ed aspettano da decenni.

Ho fatto ciò che ritenevo giusto, fidandomi della giustizia e dello Stato.

Credevo
di dovermi difendere da assassini ex compagni di Grillo preoccupati
delle sue rivelazioni, magari da qualche testa calda delle nuove Br.
Credevo che in tutto ciò avrei avuto l’appoggio e la protezione dello Stato.
Ma non è stato così.

Il pericolo non è venuto dalle BR.

L’incidente con la moto non è stato provocato da un gruppo di BR; troppo sofisticato come sistema.

Non sono stata drogata dalle BR.

Non credo che i fascicoli processuali siano scomparsi per mano di qualche brigatista.

Non sono loro che hanno fatto tutto ciò.

Ora
chiedo a voi lettori, se tutto quanto descritto sopra non è frutto di
sfortunate coincidenze, chi ha la possibilità, o sarebbe meglio dire il
potere, di operare in questo modo?

Ed ancora: perché le
rivelazioni di Grillo fanno così paura? Cosa non si deve sapere? E chi
non vuole che si sappia? E’ credibile che un tale meccanismo si metta
in moto per difendere qualche vecchio brigatista?

No. Io penso,
invece, che non si debba sapere la verità su quegli anni, perché è una
verità ancora attuale. E’ una verità talmente scomoda che, a meno che
io non sia particolarmente sfortunata, sono stati messi in atto diversi
sofisticati meccanismi per far sparire fascicoli, minacciare,
depistare, tentare di uccidere, screditare, ecc..

E chi li ha messi in atto non è qualche vecchio brigatista rincitrullito e latitante in Centro America.

Naturalmente
io andrò avanti. Lo dico chiaramente. Potete continuare a minacciarmi,
trafugare fascicoli, manomettermi moto, recapitarmi proiettili,
telefonarmi a tutte le ore, denunciarmi, cercare di farmi passare per
quello che volete, drogata, delinquente, o altro. Io andrò avanti.
Andrò avanti con gli atti giudiziari: denunce, ricorsi, esposti e
utilizzando tutti gli strumenti a mia disposizione, compreso questo, di
scrivere in un blog.

Come ho già detto ho creduto e voglio
continuare a credere nella giustizia e nello Stato. Ma questo non vuol
dire che non abbia preso qualche contromisura. Soprattutto perché non
desidero che quanto dettomi da Grillo possa andar perso o dimenticato.
Non lo sarà, sia che lo Stato e la Giustizia facciano il loro dovere
sia che non lo facciano. Io ho fatto il mio. Questo è l’importante.

AI FAMIGLIARI DEI FRATELLI MATTEI

Quando
ho deciso di non scrivere il libro e di mettere a disposizione le
registrazioni di Grillo l’ho fatto anche sperando che, dopo 35 anni,
voi poteste ottenere che, sulla vostra vicenda, si sapesse finalmente
tutta la verità.

L’ho fatto perché ritengo che vedere i propri
figli bruciare vivi, mentre chiedono aiuto sporgendosi da una finestra,
senza poter far nulla, sia già di per sé qualcosa di atroce. Ma che
dopo il Rogo sia anche stato scritto un libro vergognoso (dal titolo “Incendio a porte chiuse”) per dimostrare che l’incendio era stato causato da voi, va ben oltre la vergogna.

I vostri figli uccisi e diffamati. Mi dispiace.

Io
ho fatto ciò che dovevo, ma oggi sono un testimone che, se mai riuscirà
ad arrivare in aula di Tribunale, sarà “non credibile” ed
“interessato”. E’ giusto che lo sappiate.

Continuerò
naturalmente a lottare, ma temo che quanto detto da Grillo non debba
venire fuori o, nel migliore dei casi, debba essere invalidato.

Chi
si muove per questo probabilmente non solo ha mezzi straordinari ma ha
anche il potere di fare ciò che vuole e corrompere chi vuole.

A noi non resta che continuare a fare il nostro dovere e sperare.

Un saluto

Fonte: http://paolofranceschetti.blogspot.com
Link
04.04.2008

Pubblicato da Das schloss

25 Commenti

  1. Ma non era stata la onnipotente Massoneria a sabotarvi la moto?

  2. Vorrei chiedere anche alla sig.ra Solange:
    1) Cosa faceva in Nicaragua, visto che a quanto leggo ci è stata due anni?
    2) Che professione svolge?
    3) E’ vero che le dichiarazioni incriminanti del sig. Grillo sono state registrate a sua insaputa?
    4) Prima di consegnare le bobine delle registrazioni alla magistratura ha compiuto un minimo di verifiche riguardo alle affermazioni in esse contenute?
    Riguardo all’ultimo punto, considerato che il sig. Grillo fornisce una propria personalissima versione di fatti accaduti 35 anni fa, non ritiene in coscienza che tali dichiarazioni non vadano prese come oro colato?
    Riguardo al resto di quanto da lei narrato, non ho motivo per non crederle, ma perchè le dovrei credere, visto che di quanto lei afferma non è fornito alcun riscontro (numero dei procedimenti giudiziari a cui fa ampio riferimento, ricoveri ospedalieri e altro)?

  3. Appunto ho detto che non sono state le BR.

  4. Ecco le risposte: 1) avevo una attività; 2) svolgo la professione legale; 3) il registratore è sempre stato acceso anche quando Grillo pensava fosse spento; 4) Si ed hanno trovato riscontro. Non le ho prese per oro colato infatti non ho scritto il libro ma sono state consegnate alla magistratura per le necessarie indagini.
    Ma la domanda è: se Grillo ha detto delle fesserie (ed escludendo che io sia la persona più sfortunata del mondo) perchè attivare un meccanismo così complesso di minacce, denunce, sparizione di fascicoli, manomissioni, ecc..
    Per quanto riguarda la sua ultima domanda i riferimenti non sono stati messi perchè per queste vicende, ovviamente, ho presentato altre denunce. Lei è comunque liberissimo di non credermi, comunque appena potrò (senza pregiudicare le indagini dei nuovi procedimenti aperti) renderò pubblici tutti gli atti per intero.

  5. Io abito a Primavalle, conosco questa storia come tanti… Però a parte la tua persecuzione(auto?) non mi sembra tu abbia detto niente sull’argomento Fratelli Mattei.
    Queste rivelazioni dove sono? Mah!

  6. Se me lo permette, lei ha fatto solo un errore: fidarsi della giustizia italiana…. Purtroppo non ne cavera´niente…
    Le auguro comunque di farcela, mi farebbe piacere d’essermi sbagliato

  7. dopo aver letto mesi fa l’illuminante libro di W. Tarpley “la fabbrica del terrore”, non ho trovato sconvolgente quanto scritto nell’articolo. anzi vi ho ritrovato i clichè tipici dei servizi. il discorso sarebbe molto lungo e per ovvie ragioni non posso farlo, ma ritengo sufficiente ricordare il meccanismo di quello che Tarpley chiama “gli zimbelli” o “capri espiatori”. gli zimbelli sono i “terroristi” di destra o sinistra non importa, che, ampiamente infiltrati, agiscono secondo gli intenti dei servizi, spessissimo in modo inconsapevole. subito dopo l’atto terroristico diventano i perfetti capri espiatori. ovviamente se qualcuno di loro, uscito dal carcere o fuggito altrove, decide di parlare viene messo a tacere per sempre. incidenti stradali strani, suicidi tramite impiccagione “in ginocchio” e altre amenita’. siccome ormai, a 30 anni di distanza, molti hanno capito che gli anni di piombo sono stati strumentalizzati dai poteri occulti per i loro fini destabilizzanti, le conclusioni sono facili da tirare. saluti a tutti

  8. Ma qualcuno oltre alla fine delle ideologie ha decretato anche la fine della logica e dei principi di verifica empirica delle affermazioni che si fanno?
    Di cosa stiamo parlando?
    Viviamo in un romanzo?
    Qualcuno prima di fare ipotesi su “chi ci sta dietro” si è preso la briga di studiare e capire il fenomeno che “ci sta davanti”?
    Oppure è più facile credere al lato scuro della forza?

  9. 2) a quale ordine professionale appartiene?
    3) appunto, le sembra un modo corretto di avere informazioni?
    Il resto, con rispetto parlando, sono solo (per ora) chiacchiere.

  10. Sig.ra Solange sapesse come la invidio!
    Lei almeno ha vissuto rocambolescamente, per fatti importanti: coinvolgimento della massoneria, BR, servizi segreti. Io, invece, semplicemente per banali questioni tra confinanti, pensi alla mia mortificazione quando, leggendo il suo post, mi sembrava di rivivere le mie “piccine” vicissitudini come in una orribile fotocopiatrice! Ma, diversamente da lei, non ho mai avuto fiducia nelle istituzioni di questa repubblica e di conseguenza del popolo che ci vive, come ho già anticipato al suo sodale Paolo Franceschetti.
    Con rinnovata invidia.

  11. Vedo che le sue domande centrano perfettamente i problemi sollevati dalla mia collega.

    Immagino che, con questo grado di approfondimento dei problemi italiani, a lei non sarà sfuggito il reale problema di una città come palermo (il traffico) e il problema fondamentale della politica italiana (i comunisti).

    Continui così, e ci tenga aggiornato se scopre qualcosa di interessante. Ad esempio, ha mai approfondito la scuola elementare in cui Riina ha studiato…? Sarebbe uno scoop.

  12. è triste rilevare che esporre i fatti su un sito, con precisione e con riferimento a persone e documenti, sia l’unico modo per tutelare la propria integrità in un paese che millanta un proprio status democratico.
    Invito chi scherza e tenta di ridicolizzare la condizione della si.ra Manfredi e dell’avv. Franceschetti, di farlo se può, confutando con documenti o elementi oggettivi le loro testimonianze; oppure taccia almeno per evitare d’infangare la propria intelligenza e coscienza.

  13. Caro Franceschetti a me non interessa fare polemiche con una persona che nemmeno conosco, però il modo che avete di prospettare i fatti storici a me non piace.
    Posso dirlo senza essere preso per i fondelli?
    E’ il metodo che utilizzate che non condivido, a me date l’impressione di trarre conclusioni arbitrarie da un’analisi molto superficiale dei fenomeni che vorreste spiegare con teorie complottiste.
    Io non dico che in Italia non esistano i servizi segreti e che, proprio perchè tali, agiscano non alla luce del sole per fini che alla maggioranza dei cittadini sfuggono.
    Il problema non è però la ridefinizione dei compiti istituzionali dei servizi ma cercare di capire per quale motivo stiano cercando di eliminare lei e la sig.ra Solange.
    Da quello che ho letto qui e sul suo blog, una risposta esauriente non l’ho avuta, il modo con cui lei risponde alle mie richieste di chiarimenti molto semplici e concrete non fa altro che confermare questa mia impressione.
    Che poi ci siano persone (purtroppo anche qui dentro) che sentendo pronunciare tipo rito scaramantico parole come “P2”, “Servizi Segreti Deviati”, “Logge Massoniche Segrete”, si bevono qualunque supposizione priva di riscontri, non è un problema mio.
    La sua collega, tanto per chiarirci, non solleva alcun problema, fa delle supposizioni e delle ipotesi che è cosa ben diversa, l’onere di rendere verosimile ciò che afferma sarebbe suo, non dovrebbe essere onere di chi legge compiere un atto fideistico nei suoi confronti.

  14. Ok.
    Siamo arrivati all’assurdo! Chi non crede alle ipotesi dell’avv. Franceschetti e della sig.ra Manfredi, deve confutare “con documenti e fatti precisi” le loro ipotesi.
    Fantastico…
    Un ragionamento a cui nememno Pol Pot dei tempi migliori era arrivato.

  15. PaoloFranceschetti

    Ok. Stavolta non la prenderò per i fondelli. 🙂 E’ ovvio che le nostra conclusioni siano arbitraria, in qualche misura. Mi spiego. E’ un fatto che in Italia per NESSUNA strage siano stato individuati i colpevoli. E’ un fatto che la giustizia fa acqua da tutte le parti. Ora, è possibile che il proiettile sull’auto della mia collega gliel’abbia messo un fidnzato geloso. E’ possibile che sia stata una mia ex gelosa a drogare la mia collega, come diceva in fondo anche un funzionario della Digos che mi interrogò mesi fa. E’ possibile che io e la mia collega ci inventiamo tutto. Perchè no? Magari non avendo altro da fare e annoiandoci ci siamo inventati un po’ di storie e un po’ di articoli. Però rimane il fatto che una spiegazione deve esserci alla mancata individuazione dei colpevoli della stragi. E forse questa spiegazione sta in qualcosa di diverso dal caso, dall’incapacità degli investigatori o dalla bravura degli attentatori. Noi stiamo cercando di ricostruire questi fatti. Magari la nostra analisi è sbagliata, e la massoneria è un comitato di nostalgici che si divertono a riunirsi in grembiule, come ha detto tempo fa l’onorevole andreotti. Magari la colpa di tutto è degli extraterrestri, o degli astri. Chi lo sa.
    Però dopo decenni che questi fenomeni rimangono impuniti io penso che abbiamo il diritto di cercare la verità altrove, rispetto alle soluzioni ufficiali che ci dà la stampa.
    E se lei perde tempo a leggere i nostri articoli, se perde tempo a criticarli, vuol dire che in fondo un minimo di dubbio ce l’ha anche lei. E a me basta questo. Non voglio convincere nessuno. Ma magari spiengere qualcuno a cercare oltre la veritù ufficiale, quello è già un risultato. Per il resto, capisco tutti i i suoi scetticismi, che erano anche i miei fino a qualche anno fa.

  16. Non so fino a che punto sia producente ragionare per categorie così ampie come fa lei e che servizio si faccia ad una corretta informazione avanzando ipotesi basate su teoremi: lei in quanto avvocato dovrebbe saperlo e mi meraviglio del fatto che spesso lei ragioni come il più inquisitorio dei PM.
    Già il fatto che lei faccia affermazioni assolutamente generiche tipo: “tutte le stragi sono rimaste impunite”, la dice lunga sul fatto che si preferiscano le frasi suggestive alla realtà dei fatti.
    Quali stragi?
    Purtroppo ce ne sono state parecchie.
    Mi verrebbe da dire che, ad esempio, i colpevoli della starge a Bologna sono stati individuati e condannati in via definitiva.
    Si possono condividere o meno le statuizioni della sentenza (magari dandogli prima un’occhiata) ma, in questo caso dei colpevoli ci sono.
    Per la strage alla Questura di Milano del maggio 1973 potrei dire la stessa cosa: si tratterà di una ricostruzione parziale ma pur sempre molto verosimile.
    Io mi prendo la briga di documentarmi leggendo tante fonti tra le quali la vostra, e pertanto, se contesto il metodo usato non lo faccio per nuocervi (non ne avrei motivo) ma perchè il vostro modo di fare informazione crea ulteriore disinformazione in argomenti dove l’intorbidimento dei fatti è, purtroppo, la regola.
    E’ una mia opinione e come tale andrebbe rispettata senza cercare di farmi fare la figura del bastian contrario o del S. Tommaso ad ogni mio intervento.
    Non sono scettico per principio, lo sono difronte a ricostruzioni storiche unidirezionali come la vostra, le trovo, nel migliore dai casi, molto semplicistiche.

  17. rileggendo i commenti, mi accorgo che in fondo il tuo è il più assurdo di tutti anche se apparentemente mi pareva innnocuo. Se la famiglia Mattei ha aperto un procedimento penale e civile contro 12 (o 13 non ricordo) persone, riaprendo un caso dopo 30 anni, io direi che forse qualche elemento c’era, non credi? E senz’altro loro sanno meglio di te se nelle dichiarazioni di Grillo c’erano elementi o meno. Quanto a Solange, non voleva raccontare le rivelazioni di Grillo, ma solo rendere pubblico quel che succede al testimone principale del processo, cioè a lei. E – aggiungo io – quel che succederà al processo. Cioè che verrà affossato e enssuno ne saprà più nulla.

  18. Si confuta una testimonianza con almeno un’altra testimonianza, si confutano i documenti con altri documenti.
    La sig.ra Manfredi ha detto di aver prodotto dei documenti che riguardano la sua situazione attuale, sarebbe opportuno che li proponesse (ammesso che sia legalmente possibile), e se dovesse risultare che tali documenti sono falsi, questo li confuterebbe.

    Credo che per Franceschetti e Manfredi, la possibilità di lasciare una traccia su questo sito sia la migliore assicurazione possibile per la vita; sta’ a chi non crede alla loro testimonianza dimostrare che dicono il falso.

  19. Forse Lei si sarebbe comportato in maniera diversa, io no e le spiego perchè. Anni fa io mi sono trovata a vivere una situazione molto pesante e di grande ingiustizia. Molti sapevano la verità ma hanno taciuto. Chi per paura, chi per opportunità, chi per indifferenza, ecc… Ho pagato caro quel silenzio, molto caro. Così mi sono detta che, se mai mi fossi trovata in una situazione analoga, mai avrei taciuto. Non ho cercato io Grillo. Quando ho accettato di scrivere il libro ero fermamente convinta che volesse raccontare la sua verità, certo, ma pur sempre la verità. Dopo pochi minuti di registrazione mi ha chiesto di fermare il registratore (cosa che ho fatto) e mi ha detto: “queste sono balle naturalmente a te lo dico, ma mica lo posso scrivere che….”. A questo punto potevo scegliere di essergli complice nel scrivere un libro con molte bugie (che mi avrebbe portato comunque dei vantaggi) e far finta di niente, o di non scrivere il libro pieno di bugie ma di far sapere, a persone che aspettano da più di 30 anni, perchè dei loro famigliari sono morti. Perchè non fosse solo un mio racconto ho registrato le cose Grillo spontaneamente che mi diceva, ma che non voleva scrivere sul libro. E’ stata una scelta di coerenza con me stessa. E non mi sento di aver agito in modo non corretto. Come Le ho detto ho vissuto sulla mia pelle cosa vuol dire quando una tragedia ti colpisce e la gente che sa tace. In fondo ognuno di noi è un pò il prodotto del proprio passato. Per il resto Lei può sicuramente considerare le mie solo chiacchiere, io sono la prima ad approfondire ogni notizia che leggo lasciandomi sempre un margine di dubbio.
    Un saluto

  20. L’unica cosa su cui concordo è che i sigg. Franceschetti e Manfredi si tutelino denunciando quanto loro dicono essere accaduto nell’ipotesi che qualcuno voglia veramente nuocere loro.
    Questo però non significa che io per questa loro esigenza di sicurezza più che legittima debba credere a tutto quello che dicono.
    Quanto alla tesi della confutazione mi sembra che lei non abbia le idee molto chiare: non è così semplice, lei ne fa una questione puramente quantitativa ma non è così.
    Ci sono documenti e documenti, ci sono testimonianze attendibili e testimonianze meno attendibili, c’è teste e teste, c’è indizio e indizio.
    Quando avrò la fortuna e il piacere di poter vedere e consultare i documenti e le testimonianze cui si fa riferimento potrò esprimere un parere più motivato, allo stato non ho motivi per pensare che i due siano dei mitomani (non li conosco) ma non ho nemmeno nessun motivo per credere acriticamente a quello che loro sostengono, come mi sembra faccia lei.

  21. Concordo sul fatto che la pubblicazione dei documenti che si afferma di aver presentato fugherebbe molti dubbi sulla buona o malafede che può essere arbitrariamente attribuita a chi si espone con questo articolo.

  22. Concordo sul fatto che la pubblicazione dei documenti che si afferma di aver presentato fugherebbe molti dubbi sulla buona o malafede che può essere arbitrariamente attribuita a chi si espone con questo articolo.

  23. Concordo sul fatto che la pubblicazione dei documenti che si afferma di aver presentato fugherebbe molti dubbi sulla buona o malafede che può essere arbitrariamente attribuita a chi si espone con questo articolo.

  24. Concordo sul fatto che la pubblicazione dei documenti che si afferma di aver presentato fugherebbe molti dubbi sulla buona o malafede che può essere arbitrariamente attribuita a chi si espone con questo articolo.

  25. Concordo sul fatto che la pubblicazione dei documenti che si afferma di aver presentato fugherebbe molti dubbi sulla buona o malafede che può essere arbitrariamente attribuita a chi si espone con questo articolo.

    Spero che legga questo commento con cui chiedo alla sig.ra Manfredi di pubblicare i documenti di cui parla.