La loro “vaccinazione” non ha nulla a che vedere con la nostra salute

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La Francia si conferma il paese più vaccino-scettico d’Europa. Non amo il termine No Vax, perché gli viene attribuito dai media  una valenza negativa.  Il vaccino-scettico argomenta il suo scetticismo e pure diniego, mentre il No Vax è  solitamente un militante (spesso estremo) del diniego. In fondo potremmo distinguere le due categorie in questo modo. A differenza che  da noi, in Francia esiste una classe di medici e di virologi che si espone. Ed espone anche idee non conformi. In primis, hanno il grande virologo premio Nobel Luc Montagnier che con calma olimpica non si è mai fatto prendere dal catastrofismo da Covid, stimandola una malattia curabile con farmaci d’ordinanza. E nemmeno dalla vaccinomania ad ogni costo, dato che da virologo sa bene che a tutt’oggi non esiste un vaccino per il virus HIV, da lui stesso scoperto e isolato. Parlano chiaro le sue interviste in molti casi, censurate da YouTube.  La Francia, insomma, detiene il primato di coloro i quali non vogliono farsi vaccinare.

Per saperne di più consultate questi grafici sulla Francia, quale prima nazione del Rifiuto del vaccino dal sito seguente.
https://olivierdemeulenaere.wordpress.com/2021/02/12/france-en-tete-refus-vaccination/

Ma c’è un altro articolo in detto sito che espone come la “vaccinazione” (rigorosamente tra virgolette) abbia ben poco a che fare con la nostra salute.

« Il principale scopo della vaccinazione non è di ordine sanitario », secondo Philippe Guillemant, dottore e ingegnere fisico specialista in Intelligenza Artificiale che esercita al CNRS. « Questo problema sono “noccioline” di fronte alla scelta di una società che si apre davanti a noi, dove una politica di governance mondiale  sembra farsi largo. Scopo principale della vaccinazione è la messa a norma dell’uso dell’identità numerica per ogni cittadino. Nessuna legge può impedire l’implementazione degli algoritmi corrispondenti, ma solo vietarne l’impiego.  La questione del sapere se entreremo in questo nuovo mondo o no, dipenderà dal livello di accettazione del vaccino. Ma lo ripeto una volta di più, non entreremo in questo nuovo mondo“.

La principale finalità della vaccinazione non è sanitaria (Ph. Guillemant)

Il principale scopo della vaccinazione è quello di giungere ad una messa a regime dell’uso dell’identità numerica per ogni cittadino. Sarà infatti consentito che si faccia in maniera automatica il controllo dei suoi diritti d’accesso ai diversi luoghi (ristoranti, boutique, stazioni ecc.), ciò che aprirà  un immenso mercato, quello degli oggetti connessi, così ghiotto da essere in grado di trasformare gli informatici in virologi.
Ciò permetterà parimenti l’introduzione di una moneta elettronica già approntata per la soppressione progressiva del denaro contante.  Ci sono due casi da considerare:
–  L’uso dell’identità numerica non intimamente legata al corpo:  cellulare, braccialetto, orologio, borsello.
–  L’uso dell’identità numerica intimamente legata al corpo: anello, chip sottocutaneo, identificazione genica.….Nel secondo caso sarà impossibile, salvo operazioni chirurgiche , sbarazzarsi della propria identità.In un primo momento, solo il primo caso viene considerato seriamente. Sarà solo dopo che una identità numerica verrà normalizzata dall’abitudine (di vivere in altro modo) che il secondo caso, si imporrà naturalmente per rafforzare la sicurezza dell’impiego.
Oggi quest’uso dell’identità numerica è già realizzato per mezzo dei nostri portatili, ma non se ne è fatto alcun utilizzo, salvo come nel caso delle app TousAntiCovid (ndr: una sorta di App Immuni francese) . Tutti hanno il diritto di entrare in qualsiasi boutique, e di viaggiare senza essere obbligati ad avere un cellulare. D’altro canto, il tracciamento degli spostamenti  permesso da un cellulare è assai grezzo, senza precisione e comprende una distanza che va  da 1 metro ai 10 metri. Possiamo ritenere per il momento che avere un portatile è innocuo. 

Tutto ciò potrebbe cambiare col controllo vaccinale automatizzato e la generalizzazione degli oggetti connessi via 5G e anche dal 4G . In particolare, il tracciamento non sarebbe più realizzato dal GPS, ma per analisi e triangolazione dei segnali per mezzo degli oggetti circostanti e sarà una volta  terminato, 100 e 1000 volte più preciso, nella misura in cui la tecnologia si evolverà.

L’uso dell’identità numerica non collegata al corpo in un ambiente popolato di oggetti connessi (casa, auto, strade, città…) permetterebbe una raccolta-dati secondo questa IA :

– Verifica d’autorizzazione d’accesso per i vaccinati
– Controllo della velocità e della sosta (autovettura connessa)
– Identificazione di ogni sorta di infrazione alla guida
– Identificazione delle persone con le quali si pranza
– Memorizzazione di tutti gli spostamenti
– Calcolo del tempo di lavoro o del tempo di presenza
–  Rilevamento degli spostamenti inconsueti…

Consideriamo ora il secondo caso e allunghiamo la lista precedente:

– Casa Intelligente (interazioni, comandi, dialoghi)
– Analisi delle attività  private (dormire, leggere, fare l’amore)
–  Sorveglianza delle attività dei bambini
– Analisi delle interazioni familiari
– Analisi di situazione (riposo, attività, cadute)
– Analisi dei comportamenti (gesti bruschi, attività sportive)
– Rilevamento e memorizzazione delle abitudini
– Ecc.

Ne dimentico certamente alcune, sapendo che è difficile immaginare in anticipo tutto ciò che la quarta rivoluzione industriale potrebbe inventare. Parlo qui solo di un Transumanesimo soft, quasi accettabile, senza fare riferimento a tutto ciò che può essere intrusivo come un chip nel cervello, dei nanorobot nelle vene o una visione artificiale connessa. Ma va da sé che l’accettazione di queste tecnologie intrusive è condizionata all’accettazione dell’uso dell’ identità numerica.

La questione di sapere se rientreremo in questo “nuovo mondo” o no dipenderà dal livello di accettazione del vaccino.

 

E’ in effetti poco probabile che si obblighi ogni cittadino a recare con sé un’identità numerica in occasione dei suoi spostamenti se il 50% della popolazione non è vaccinata, poiché non si può limitare questo punto la libertà di circolazione. Per contro, se soltanto il 5% della popolazione non verrà vaccinata, è molto probabile che non si entrerà in questo “nuovo mondo”.
La realtà sarà con ogni evidenza ben più complessa di questa semplificazione binaria, il cui scopo è solo quello di aprire gli occhi verso la vera posta in gioco.

Dunque, lo ripeto, noi non siamo coinvolti nel problema sanitario del virus. Questo problema sono “noccioline” in rapporto alla scelta di una società che si apre davanti a noi, laddove una politica di governance mondiale sembra farsi largo.

Ma lo ripeto una volta di più, il mio parere è che non entreremo in questo “nuovo mondo”.

Philippe Guillemant