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LA LIBERA CORSA DI ISRAELE E' ALLA FINE

DI MICHELLE GOLDBERG
The Guardian

Mentre Israele polverizza Gaza, dubbi e domande sulla politica israeliana stanno iniziando a dominare nei media statunitensi

“Livni contestata da giornalisti Usa. Il ministro degli esteri israeliano, Tzipi Livni, è rimasta sorpresa ieri notte da alcuni giornalisti che le hanno rivolto pesanti accuse e l’hanno bollata come “terrorista” per l’offensiva militare nella striscia di Gaza. Lo scrivono i quotidiani Haaretz e Yediot Ahronot.” Repubblica.it, cronaca del 17 Gennaio:

E’ una osservazione comune, quasi un cliché, che i media statunitensi siano meno critici sulla politica di Israele rispetto ai media israeliani. Nelle descrizioni americane mainstream della miseria senza fine del Medioriente, l’onestà di Israele e la violenza araba sono comunemente enfatizzate. La realtà degli insediamenti israeliani e della sofferenza palestinese sono, nel migliore dei casi, una nota a margine.

I conservatori spesso si lamentano che le notizie non siano persino più orientate in favore dello Stato ebraico, o verso gli elementi più estremisti al suo interno, ma tali lamentele oscurano e rinforzano l’autentica distorsione nella copertura mediatica americana del Medioriente e funzionano da avvertimento preventivo per qualunque mezzo di informazione che voglia mostrare troppa simpatia per i palestinesi. (La crudezza dei più chiassosi detrattori di Israele nell’estrema sinistra non aiuta, dal momento che marginalizza ulteriormente la critica di Israele come riservata ai tipi che non trovano differenza tra Dachau e Jenin.)

Lentamente però qualcosa sta cambiando. Mentre Israele polverizza Gaza, domande e dubbi sulla politica israeliana stanno diventando più evidenti nei media americani. Il fallimento della guerra in Iraq e il concomitante discredito dei neoconservatori ha aperto un nuovo spazio nella conversazione americana. Mentre la destra americana è indebolita e demoralizzata, vi è meno pressione sulla stampa perché mostri quel genere di rozze posizioni a senso unico che i conservatori compiaciuti di se stessi amano definire “chiarezza morale“. La sproporzionata rappresaglia israeliana contro Gaza viene sempre più riconosciuta come tanto brutale quanto, con tutta probabilità, estremamente futile. Nel distruggere Gaza, Israele sta anche distruggendo il tabù americano che ha assicurato al paese una copertura mediatica favorevole a tempo pieno.

Il 31 dicembre la CNN ha affrontato la controversa domanda se sia stato Israele o Hamas a rompere il cessate il fuoco facendo precipitare la situazione verso gli attuali combattimenti. In primo luogo la rete televisiva ha trasmesso un filmato del parlamentare liberale palestinese Mustafa Barghouti che affermava: ” la comunità della stampa mondiale o dei media è soverchiata dalla narrazione israeliana che è sbagliata. I portavoce israeliani hanno diffuso bugie ovunque. La realtà e la verità è che la parte che ha rotto questa tregua e questo cessate il fuoco è stata Israele. Due mesi prima che la tregua finisse Israele iniziò ad attaccare Rafah, iniziò ad attaccare Hamas e non ha mai tolto l’embargo su Gaza”. Ordinariamente i giornalisti televisivi farebbero seguire a tale filmato, se proprio lo avessero mandato come primo, un filmato in cui Israele porta le sue ragioni, e si sarebbero fermati su di esso lasciando un pubblico già predisposto contro i palestinesi a decidere la verità. Invece il conduttore Rick Sanchez ha fatto qualcosa che dovrebbe essere pratica comune ma tristemente non lo è: si è sforzato di scoprire chi avesse ragione.

“E sapete cosa ho fatto? Ho controllato insieme ad alcune delle persone qui al nostro ufficio internazionale, e sono andato da loro e gli ho chiesto: ‘di cosa sta parlando? Abbiamo qualche informazione in proposito?'” ha detto Sanchez. E ha riferito che le sue fonti confermavano che Barghouti aveva ragione [vedi filmato sotto, N.d.t.].

Da allora il mettere in discussione e il condannare apertamente le azioni di Israele è diventato sempre più comune nella stampa dell’establishment. L’otto gennaio la pagina degli editoriali ‘op-ed’ del New York Times riportava tre pezzi di opinione critici di Israele. “Quando viene bombardato dai suoi vicini Israele deve fare qualcosa”, ha scritto l’editorialista Nick Kristof.
“Ma il diritto di Israele di fare qualcosa non significa che abbia il diritto di fare qualunque cosa”. La scorsa settimana è uscita una nuova edizione della rivista Time, la sua copertina mostrava una stella di Davide dietro a del filo spinato e il titolo “Perchè Israele non può vincere“.
La pagina degli editoriali del fortemente conservatore Wall Street Journal riportava un articolo di George Bisharat dal titolo “ Israele sta commettendo crimini di guerra“. “L’attuale assalto di Israele contro la striscia di Gaza non può essere giustificato dall’autodifesa”, iniziava. “Piuttosto, esso implica serie violazioni della legge internazionale, compresi i crimini di guerra… anche i combattenti di Hamas hanno violato le leggi di guerra, ma i loro misfatti non giustificano le azioni di Israele”.

Non c’è alcun dubbio che alcuni dei più aggressivi sostenitori di Israele saranno allarmati da questo improvviso cambiamento nei discorsi americani. Essi sono soliti accantonare le critiche del mondo a Israele come borbottii di antisemiti e terzomondisti benpensanti. Gli USA sono stati un bozzolo che ha protetto Israele e i suoi sostenitori dal fronteggiare duri giudizi. Ma Israele ha ricevuto un cattivo servizio dall’indulgenza senza fine dell’America. Ciò che sta accadendo a Gaza mette in pericolo, in primo luogo e soprattutto, le sfortunate persone che vivono lì e che stanno morendo a centinaia. Mette in pericolo anche lo stesso Israele, spingendo le già elusive prospettive di pace sempre più fuori portata. Un mezzo d’informazione americano che chiuda un occhio di fronte all’espansionismo e agli abusi dei diritti umani da parte di Israele alla fine rende lo Stato ebraico meno, e non più, sicuro. Senza che gli Usa facciano pressioni su Israele perchè smantelli gli insediamenti e allenti l’embargo su Gaza, i leader israeliani non hanno né l’incentivo né la copertura politica necessaria a fare ciò. Ora che la stampa americana sta mostrando un briciolo di coraggio nel fronteggiare una catastrofe in corso che viene favorita dalla leadership americana, forse i nostri politici avranno spazio per fare lo stesso.

Titolo originale: “Israel’s free ride ends”

Fonte: http://www.guardian.co.uk/
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13.01.2009

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • geopardy

    ALLA FACCIA DEI COMMENTATORI ACCONDISCNDENTI CHE HANNO TEMPESTATO QUESTO SITO DI VERSIONI UFFICIALI, NONOSTANTE IL TERRIBILE STRAZIO A CUI ASSTEVAMO QUOTIDIANAMENTE.
    NON SARA’, MA SE FOSSE CHE NEGLI USA SI APRISSE UN SERIO DIBATTITO SULLE AZIONI ISRAELIANE, NON VEDO L’ORA DI ASSISTERE AL LORO ENNESIMO ADEGUAMENTO DA SOLDATINI DI LATTA.
    Ciao
    Geo

  • Erwin

    Tutti i media , blog che promuovono israele sono in contravvenzione della legge mancino,perche israele e uno stato razzista, dichiarandosi stato ebreo vuol dire SOLO per ebrei,cioè razzista.____ http://www.thule-toscana.com

  • Jack-Ben

    HO trovato questo racconto su un blog e vorrei dedicarlo ai martiri di Gaza

    Un Professore universitario di filosofia in un noto College sfidò i suoi studenti con la seguente domanda: “Dio ha creato tutto ciò che esiste?”
    Un coraggioso studente rispose: “Sì, lo ha fatto!” “Dio ha davvero creato tutto?” ribadì il Professore.
    “Sì Signore, sicuramente!” rispose lo studente.
    Il Professore allora disse: “Se Dio ha creato tutto, allora ha creato il male; e, dato che il male esiste, e secondo il principio che le nostre opere definiscono chi siamo, allora possiamo supporre che Dio sia malvagio!”
    Lo studente rimase in silenzio e non poté rispondere alla definizione ipotetica del Professore. Egli, fiero di sé, si vantò con la classe che, ancora una volta, aveva dimostrato l’inutilità di una fede religiosa.

    Un altro studente alzo la mano e disse: “Posso farle io una domanda, Signor Professore?” “Ma certo!” disse lui.
    Lo studente si alzò e chiese: “Professore, il freddo esiste?”
    “Ma che domanda è? Certo che esiste! Non hai mai sentito freddo?”
    Gli altri studenti si misero a ridere della domanda, ma il giovane rispose: “In verità, Signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è semplicemente la mancanza di calore.
    Ogni corpo o oggetto è suscettibile a studio quando ha o trasmette energia, ed il calore è ciò che fa avere o trasmettere energia a un corpo o materia. Lo zero assoluto, meno 460° Farenheit, è l’assenza totale di calore; ed a quella temperatura, ogni corpo o materia diviene inerte ed incapace di reazione.
    Il freddo non esiste: abbiamo creato noi questa parola per descrivere come ci sentiamo quando non c’è calore.”

    Lo studente continuò: “Professore, esiste il buio?” Il Professore rispose: “Certo!”
    Lo studente rispose ancora: “Ancora una volta la devo contraddire, non esiste nemmeno il buio. Il buio è in verità solo l’assenza della luce. Possiamo studiare la luce, ma non il buio.
    In effetti possiamo usare il Prisma di Newton per dividere la luce bianca in molti colori e studiare le varie lunghezze d’onda di ogni colore, ma non si può misurare il buio. Un semplice raggio di luce può penetrare in un mondo di tenebre ed illuminarlo.
    Come facciamo a sapere quanto sia buio uno spazio? Misuriamo la quantità di luce presente in esso, esatto? Il buio è un termine usato dall’uomo per descrivere ciò che succede quando non c’è presenza di luce.”

    Infine, il giovane chiese: “Professore, il male esiste?”
    Adesso incerto, il Professore rispose: “Certo, come ho detto prima, lo vediamo tutti i giorni; è evidente negli esempi quotidiani del comportamento inumano dell’uomo verso i suoi simili.
    E’ presente nella moltitudine di crimini e di violenza che vediamo ovunque nel mondo. Queste cose sono solo manifestazioni del male.”

    Lo studente rispose: “Il male non esiste, Signore, o perlomeno non esiste di per sé; il male è semplicemente l’assenza di Dio.
    Come per il freddo o il buio, è una parola che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio.
    Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che avviene quando l’uomo non ha l’amore di Dio nella sua vita.
    E’ come il freddo che si sente quando manca il calore, o il buio che si percepisce quando non c’è luce.”
    Lo studente si mise a sedere, e nel silenzio generale così fece anche il Professore.

    Questa è una storia vera, e il nome dello studente è Albert Einstein.

  • Jack-Ben

    HO trovato questo racconto su un blog e vorrei dedicarlo ai martiri di Gaza

    Un Professore universitario di filosofia in un noto College sfidò i suoi studenti con la seguente domanda: “Dio ha creato tutto ciò che esiste?”
    Un coraggioso studente rispose: “Sì, lo ha fatto!” “Dio ha davvero creato tutto?” ribadì il Professore.
    “Sì Signore, sicuramente!” rispose lo studente.
    Il Professore allora disse: “Se Dio ha creato tutto, allora ha creato il male; e, dato che il male esiste, e secondo il principio che le nostre opere definiscono chi siamo, allora possiamo supporre che Dio sia malvagio!”
    Lo studente rimase in silenzio e non poté rispondere alla definizione ipotetica del Professore. Egli, fiero di sé, si vantò con la classe che, ancora una volta, aveva dimostrato l’inutilità di una fede religiosa.

    Un altro studente alzo la mano e disse: “Posso farle io una domanda, Signor Professore?” “Ma certo!” disse lui.
    Lo studente si alzò e chiese: “Professore, il freddo esiste?”
    “Ma che domanda è? Certo che esiste! Non hai mai sentito freddo?”
    Gli altri studenti si misero a ridere della domanda, ma il giovane rispose: “In verità, Signore, il freddo non esiste. Secondo le leggi della fisica, ciò che noi consideriamo freddo è semplicemente la mancanza di calore.
    Ogni corpo o oggetto è suscettibile a studio quando ha o trasmette energia, ed il calore è ciò che fa avere o trasmettere energia a un corpo o materia. Lo zero assoluto, meno 460° Farenheit, è l’assenza totale di calore; ed a quella temperatura, ogni corpo o materia diviene inerte ed incapace di reazione.
    Il freddo non esiste: abbiamo creato noi questa parola per descrivere come ci sentiamo quando non c’è calore.”

    Lo studente continuò: “Professore, esiste il buio?” Il Professore rispose: “Certo!”
    Lo studente rispose ancora: “Ancora una volta la devo contraddire, non esiste nemmeno il buio. Il buio è in verità solo l’assenza della luce. Possiamo studiare la luce, ma non il buio.
    In effetti possiamo usare il Prisma di Newton per dividere la luce bianca in molti colori e studiare le varie lunghezze d’onda di ogni colore, ma non si può misurare il buio. Un semplice raggio di luce può penetrare in un mondo di tenebre ed illuminarlo.
    Come facciamo a sapere quanto sia buio uno spazio? Misuriamo la quantità di luce presente in esso, esatto? Il buio è un termine usato dall’uomo per descrivere ciò che succede quando non c’è presenza di luce.”

    Infine, il giovane chiese: “Professore, il male esiste?”
    Adesso incerto, il Professore rispose: “Certo, come ho detto prima, lo vediamo tutti i giorni; è evidente negli esempi quotidiani del comportamento inumano dell’uomo verso i suoi simili.
    E’ presente nella moltitudine di crimini e di violenza che vediamo ovunque nel mondo. Queste cose sono solo manifestazioni del male.”

    Lo studente rispose: “Il male non esiste, Signore, o perlomeno non esiste di per sé; il male è semplicemente l’assenza di Dio.
    Come per il freddo o il buio, è una parola che l’uomo ha inventato per descrivere l’assenza di Dio.
    Dio non ha creato il male. Il male è il risultato di ciò che avviene quando l’uomo non ha l’amore di Dio nella sua vita.
    E’ come il freddo che si sente quando manca il calore, o il buio che si percepisce quando non c’è luce.”
    Lo studente si mise a sedere, e nel silenzio generale così fece anche il Professore.

    Questa è una storia vera, e il nome dello studente è Albert Einstein.

  • Franky_Ramone

    se non sbaglio cmq il principio di insostanzialità del male è di S.Agostino

  • Eli

    Per Franky-Ramone, che forse è quel Pinco Ramone che sproloquia sul blog di Franceschetti: ma chissenefrega se è di Agostino! Il male siete Voi, sempre a guardare indietro, sempre a citare criminali del passato che si ammantano di autorevolezza dopo averne fatte quante Carlo in Francia, solo perchè si sono rifugiati sotto il largo ombrello della chiesa.

  • myone

    E’ come se lo stato italiano fosse razzista, perche’ si chiama stato italiano, per italiani, e non baia-mundial. In italia ci sono tante nazionalita’, e tanti italiani di colore. Cosi in sraele ci sono cittadini israeliani arabi e di altre nazionalita’, come altre nazionalita’ sono in isralee.

  • Franky_Ramone

    sono Franky non Pinco. Ehi amico la mia era solo una precisazione filosofica cazzo, perchè non ce ne stiamo qua sopra belli tranquilli come tanti piccoli fonzie? Com’è fonzie? è tranquillo…

  • Truman

    Per quanto ricordo io S. Agostino giustificava il male con il libero arbitrio concesso all’uomo. Il discorso qui sopra mi appare nuovo (almeno rispetto a S. Agostino).

  • Truman

    Israele se fosse uno stato sarebbe uno stato razzista, perchè pratica l’apartheid, cioè suddivide i cittadini in categorie, quelli di serie A e quelli di serie Z.

  • Franky_Ramone

    uagliòs a quei tempi s.agostino doveva combattere i manichei nella cui setta aveva fatto parte. Cmq il principio di insostanzialità del male è uno dei cardini della teologia cattolica.
    Se non ci credete leggitevi qualunque libro di filosofia.
    GABBA GABBA HEY

  • portoBF

    Da Jack-Ben, mi piacerebbe sapere come la pensa lui, a proposito del male. Cioè se è stato dio a creare il male, come ha creato il bene e così dare all’uomo la possibilità di decisione o libero arbitrio, oppure no. Vorrei, insomma, sapere, cosa ne pensa Jack-Ben, non cosa pensava Einstein.

  • geopardy

    INFORMATIVA SULLO STATO DELLA DEMOCRAZIA.

    INFORMAZIONE IMBAVAGLIATA: FACEBOOK ha disattivato l’account di Infopal
    Scritto il 2009-01-21 in News

    Cari amici, colleghi, lettori,
    FACEBOOK ha disattivato l’account di Infopal. Evidentemente, davamo fastidio con i quasi 600 contatti, gruppi di pressione e discussione vari. Vi preghiamo di inviare email di protesta a [email protected] chiedendo la riattivazione dell’account “Infopal”. Grazie. La redazione di Infopal.it

  • Jack-Ben

    Dopo quello che ho visto fare dai Giudei (israeliani) soldati alla popolazione di Gaza, posso solo dire che non penso più a niente

  • Franky_Ramone

    e chi ha mai detto che facebook sia democratico. Da quel che ne sò io è completamente privato quindi i gestori là sopra possono fare quello che vogliono

  • Jack-Ben

    Ma lo sai che devi essere un tipo veramente con un acume che supera il suono, comunque forse non hai capito il senso del gesto.

    si chiama:

    Nascondere un Genocidio su gente che sarebbe potuta essere uno come te.

  • Franky_Ramone

    quello che hanno fatto è vergognoso, ma ripeto, non sappiamo come funziona facebook né chi ci sia dietro. Pensare che uno conceda il proprio spazio sulla rete per poter fare quello che si vuole è un pò ingenuo, non trovi?

  • Jack-Ben

    Da qualsiasi parti la si veda collaborare a nascondere un Genocidio non può essere approvato in nessun senso. Perchè i prossimi potremmo essere noi o altri. Poi che con la parola privato si voglia nascondere lo schifo questo fa parte di chi collabora con chi fa Genocidio. Ma ricordati il mondo gira e prima o poi dopo loro toccherà anche ad altri …. anche ai paladini dei privati o chi accetta un gesto cosi …. la storia si ripete