Home / Attualità / La lezione di Sergent Pepper’s 50 anni dopo: BASTA combattersi l’un l’altro e focalizziamoci sul vero nemico

La lezione di Sergent Pepper’s 50 anni dopo: BASTA combattersi l’un l’altro e focalizziamoci sul vero nemico

DI JOHN WHITEHEAD

The Rutherford Institute

“Non contarmi se riguarda la violenza. Non mi aspettare alle barricate, a meno che non sia con fiori…. qual è il punto nel bombardare Wall Street? Se vuoi cambiare il sistema, non è bene sparare alla persone” – John Lennon

Più le cose cambiano, più rimangono uguali.

L’America sta ancora lottando con molti degli stessi problemi oggi – guerre senza fine, agitazione sociale, rivolte di campo, tensioni sociali, brutalità della polizia, divisioni politiche, abuso di potere di agenzia governative e minacce alla libertà – con cui aveva a che fare 50 anni fa, quando i Beatles pubblicarono “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”.

Gli hippies della generazione anni ’60 che abbracciavano il potere dei fiori, si opponevano alla guerra e “non si fidavano di nessuno sopra i 30” sono ora cittadini maturi che hanno votato per Hillary Clinton e Donald Trump, entrambi guerrafondai più leali a Wall Street che a “noi la gente”.

I baby boomers… sono diventati l’Establishment di oggi. Come scrive Cannon Gibney per il Boston Globe, “Sfuggiamo all’idea che i figli dei fiori invecchiati abbiano dichiarazioni sostanziali sulla bontà, come boomers liberali e conservatori coinvolti in  interrogatori senza garanzia, omicidi extragiudiziali, assalti gratuiti alla dignità delle minoranze, revoca di licenze di massa, la creazione di un vasto stato senza penale, e leggi di cavalleria ignorate.”

Il momento di comprare vecchie monete d’oro americane.

E la musica di ribellione e i messaggi anti guerra dei musicisti anni ’60, i movimenti e i simboli sono stati da allora cooptati dalle corporazioni che hanno capito che “c’erano mucchi e mucchi di soldi da fare”. Come spiega lo storico Bertram Gross, “la controcultura è stata assorbita dall’establishment,  fungendo sempre più da braccio di operazioni d’affari nello spettacolo, nei vestiti, nel cibo  e nelle macchine straniere, mentre la “New Left* e le molte organizzazioni rivoluzionarie bianche e nere sono collassate nella segatura.”

A posteriori, come ammette  Rolling Stone, forse la generazione degli anni ’60 e “il rock del 1960 non hanno salvato il mondo- forse non  hanno neanche cambiato il mondo abbastanza”, ma era comunque un tempo in trasformazione per quelli che diventavano grandi e cercavano il loro posto nel mondo, e i Beatles hanno giocato un ruolo importante nel dare forma a questa conversazione.

Nessun album ha avuto più influenza di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles.

Di certo, quando Rolling Stone annunciò i suoi 500 top album di musica pop di tutti i tempi, qualche anno fa, appollaiato sulla cima del mucchio c’era Sgt. Pepper.

Liberato nel mondo il 1° giugno 1967, Sgt. Pepper’s, come ha proclamato Rolling Stone, è il più importante album rock & roll mai fatto, un’avventura non superata di contenuto, suono, sangue, copertina, e tecniche di studio del più grande gruppo rock & roll di tutti i tempi.”

Più che semplice musica, comunque, Sgt. Pepper’s , “accompagna formalmente in una indimenticabile stagione di speranza, disordine e conquista: la fine degli anni ’60 e in particolare l’estate dell’amore 1967. Nella sua strumentazione iridescente,  fantasie liriche e arrangiamenti che strizzano l’occhio al pop,  Sgt. Pepper’s definisce l’opulento ottimismo rivoluzionario della psychedelia e diffonde istantaneamente in tutto il globo il gospel dell’amore, l’acid, la spiritualità orientale e le chitarre elettriche.”

Gli eventi che hanno portato al 1967 hanno gettato le basi per una rivoluzione sociale alimentata dai giovani. Con il bisogno di ribellione dei giovani, le droghe che invadevano il paese e alteravano le coscienze della gente, e i tamburi di guerra che fornivano un costante sottofondo, era solo questione di tempo perchè il potere dei fiori e la pace diventassero il mantra della generazione degli anni ’60.

A sua volta, la giocosità di quegli anni ha portato al movimento hippie e, in fine, all’abdicazione dell’età adulta. C’era il senso che non fosse più necessario crescere. Ma, come nota l’autrice Mary Gordon, “il senso di benessere dei figli dei fiori si è disintegrato gradualmente man mano che il Vietnam diventava centrale nelle coscienze.”

Gli studenti universitari e gli accademici iniziarono a credere che la guerra del Vietnam fosse il risultato diretto di avidità e bugie dei vecchi uomini in giacca e uniforme. Il governo – l'”Establishment” che John Lennon definì poi “il mostro” – hanno negato la vera storia al fine di fare il loro sporco lavoro. “Penso che siamo guidati da maniaci per fini maniacali”, riconosceva Lennon.

Tutte queste correnti culturali sono confluite in Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band, che è stato accolto come il maggior evento culturale dalla sua pubblicazione, facendo da specchio alle ansie della sua età e contemporaneamente offrendo una soluzione ai disordini sociali e politici dell’epoca. La soluzione offerta dai Beatles era un ritorno alla spiritualità e all’amore per i nostri simili umani.

Sgt. Pepper’s è stato una dichiarazione di cambiamento, sia culturale che personale per una generazione che diventava grande e per i Beatles, in particolare, che sono diventati stanchi dell’infinito assalto di concerti e Beatlesmania.

“Siamo sazi di essere i Beatles”, avrebbe detto più tardi Paul McCartney. “Non siamo ragazzi, siamo uomini… artisti e non performers”.

Ritiratesi negli studios di Abbey Road con il produttore George Martin (spesso detto il quinto Beatles per i suoi sforzi collaborativi “nell’immaginare come trasformare le idee grezze di  John Lennon e Paul McCartney in canzoni”), i Beatles concentrarono i propri sforzi nel creare un album di contenuti che facesse da vetrina al loro talento e alla loro visione, e che servisse come sostituto dei tour – un modo per intraprendere un tour virtuale con l’album come mezzo.

Settecento ore di registrazione dopo, Sgt. Pepper’s era nato in tutta la sua gloria psichedelica, e i Beatles, più audaci e ispirati, balzati nell’avanguardia: la loro auto-presentazione come personaggi di fantasia.

Sgt. Pepper ha trasformato la musica rock da diversivo musicale a forma di arte –  una forma di arte venerata ancora oggi.  Sebbene l’album inizi come una farsa leggera, si sposta verso un risveglio sobrio. Al cuore, Sgt. Pepper è un’esperienza spirituale per un mondo sempre più materialista.

La canzone di George Harrison “Con te, Senza te”, il pezzo centrale dell’album, è un avvertimento a non perdersi nel materialismo se non vogliamo perdere le nostre anime:

Parlavamo

Dell’amore che tutti potremmo condividere

Quando lo troviamo

Fare del nostro meglio per tenerlo lì

Col nostro amore

Col nostro amore

Potremmo salvare il mondo

Se solo sapessero

Parlavamo

Dell’amore che è diventato così freddo e delle persone

Che ottengono il mondo

E perdono l’anima

Loro non sanno

Loro non capiscono

Sei uno di loro?

La canzone finale dell’Album, “Un giorno nella Vita” di John Lennon, mette in evidenza gli orrori dell’umanità se non si astiene dalle sue tendenze distruttive.

Infatti, “Un giorno nella Vita” mette in prospettiva le altre canzoni dell’album e la carriera stessa dei Beatles. Una serie di vignette che sono in qualche modo tragiche, la canzone è sottolineata con la frase “Amo eccitarti” riferito sia alle droghe che al bisogni di accordarsi al messaggio dei Beatles. Non c’è dubbio che ci siano riferimenti alle droghe  in “Un giorno nella Vita”. Come ha scritto l’autore Mark Hertsgaard “di sicuro John e almeno un altro Beatle stavano viaggiando – o volando come diceva John – durante la sessione fotografica per la copertina di Sgt. Pepper”.

I Beatles sottolinearono i versi della canzone finale con tumultuosi crescendo di orchestra. McCartney aveva voluto inserire un passaggio strumentale sul genere avant-garde di musicisti come John Cage, una spirale ascendente di suono, che iniziava con tutti gli strumenti, ciascuno che si arrampicava sulle più alte vette del proprio ritmo.  Lennon ha voluto che la canzone finisse con “un suono come la fine del mondo”. Così i Beatles colpirono contemporaneamente un accordo in Mi maggiore su tre grandi piano, prolungando il suono il più a lungo possibile con arricchimenti elettronici. L’effetto del dirompente Mi maggiore, seguito da 53 secondi di riverberi che diminuivano gradualmente, porta alla mente niente di meno che il sinistro spandersi del silenzioso fungo atomico di un olocausto nucleare.

La copertina per Sgt. Pepper, ora uno dei meglio conosciuti lavori di pop art, era strabiliante come i contenuti dell’album. Creata da Peter Blake, la copertina rappresenta la prima fusione tra pop art e pop music. Distorcendo il confine tra fantasia e realtà, Blake ha messo i Beatles, che erano vestiti in uniformi da banda Vittoriana, insieme a note figure storiche e artisti del passato e del presente – alcuni dei quali sono stati scelti con cura dai Beatles – compresi  George Bernard Shaw, Edgar Allen Poe, Aldous Huxley, Lenny Bruce, Mae West e Bob Dylan.

In questo modo l’arte rendeva romantica la celebrità. La copertina, un omaggio all’ultima fase della carriera dei Beatles, con i personaggi messi in posa da funerale come se partecipassero ad una cerimonia di sepoltura, era anche un messaggero degli sconvolgenti cambiamenti che sarebbero avvenuti per i Beatles e per il mondo intero.

“Era la colonna sonora dell’estate, e dell’inverno del resto” nota l’autore Barry Miles. “Non te ne puoi sbarazzare”.

Di certo, vecchi e giovani si avvicinavano a Sgt. Pepper con un simile religioso stupore. L’evangelista dell’LSD Timothy Leary, dopo aver ascoltato l’album, si dice abbia affermato con voce mistica “Il mio lavoro è finito. Ora è fuori.” Leary credeva realmente di sentire la voce di Dio nella musica dei Beatles.

David Crosby, della celebre rock band The Byrds, portò una copia dell’album Sgt. Pepper nella stanza dell’hotel della band e “la suonò tutta la notte nell’ingresso con un centinaio di giovani fans che ascoltavano tranquillamente sulle scale, come rapiti da un’esperienza spirituale”.

Paul Kantner dell’ acid rock band Jefferson Airplane disse: “C’era qualcosa che avvolgeva il mondo in quel periodo ed è esploso in un rinascimento”. E come osservò il musicologo Tim Riley: “Il momento in cui la Civiltà Occidentale si è avvicinata di più all’unità dal congresso di Vienna nel 1815, è stata la settimana in cui è uscito l’album Sgt. Pepper. Per un breve istante, la coscienza irreparabilmente frammentata dell’Occidente è stata unificata, almeno nella mente dei giovani.”

L’estate dell’amore seguì sull’onda dell’uscita di Sgt. Pepper. L’ottimismo riempiva l’aria, la speranza quasi tangibile che la pace avrebbe infine prevalso e la distruttività dell’umanità sarebbe finita. Armati con “il potere dei fiori”, i giovani si misero in strada e dimostrarono in massa contro la Guerra del Vietnam.

Dal 1968, comunque, la lucentezza di questa età dell’oro aveva iniziato già a sbiadire. Gli studenti ribelli nel mondo adottarono tattiche più militari. Il potere dei fiori fu rimpiazzato dai pugni alzati. Eroi culturali come Martin Luther King Jr. e Bobby Kennedy furono brutalmente assassinati. Anche i Beatles si sciolsero. Non erano dei, dopo tutto, e l’amore che un tempo li aveva uniti finì per raffreddarsi.

Alla fine del 1968 era chiaro che i Beatles non avrebbero salvato il mondo.

La musica dei Beatles è rimasta tuttora con noi come un commovente ricordo che tutti noi abbiamo un ruolo da giocare per riportare un mondo di pace e di amore. E la grande lezione della loro musica – che il diavolo non deve trionfare e che il bene può prevalere se solo noi andiamo oltre i nostri interessi personali – è ciò che ciascuno di noi deve imparare nel nostro tempo e nel nostro modo.

Innanzi tutto, come Lennon ci aveva avvisato, dobbiamo smettere di stare al gioco del governo.

Come ho evidenziato nel mio libro “Campo di battaglia America: la guerra sul popolo americano”, tutte le molte cose di cui ci lamentiamo  nei confronti del governo oggi – vigilanza, militarismo, corruzione, molestie sessuali, assalti delle teste di cuoio, persecuzione politica, spionaggio, sovracriminalizzazione, ecc., – erano presenti anche al tempo di Lennon e hanno formato le basi della sua chiamata per la giustizia sociale, la pace e la rivoluzione popolare.

La risposta all’oppressione, all’ingiustizia e alla tirannia e la stessa oggi che 50 anni fa: se vuoi libertà, devi iniziare a liberare la tua mente. Che significa rifiutare la violenza, la politica e tutto ciò che divide.

“Devi ricordare, il potere è solo un nome del diavolo. Il mostro non si preoccupa se uccide tutti gli studenti o se c’è una rivoluzione. Non pensa in maniera logica, è fuori controllo” metteva in guardia John Lennon. “Quando ci si abbassa a usare la violenza, allora stai giocando al gioco del sistema. Il potere ti irriterà – tira la tua barba, colpisce il tuo viso – per farti combattere. Perchè quando ti hanno reso violento, allora sanno come gestirti. La sola cosa che loro non sanno gestire è la non violenza e l’umorismo.”

O, con le parole più poetiche di George Harrison:

Quanto hai visto oltre te stesso

Puoi trovare 

che la Pace della mente sta aspettando là

e arriverà il tempo

in cui vedrai che siamo tutti una cosa sola

e la vita scorrerà con te  e senza te.

John W. Whitehead

Fonte: www.rutherford.org

Link: https://www.rutherford.org/publications_resources/john_whiteheads_commentary/the_lessons_of_sgt._peppers_50_years_later_stop_fighting_one_another_a

30.05.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GAIA GALASSI

*movimenti radicali di sinistra degli anni ’60

Pubblicato da Davide

  • Invisible man

    È chiaro che non si salva il mondo con un album. Questo sistema non si può cambiare, non si può distruggere, si autodistruggerà, ma ci vuole tempo. Non si può cambiare, perché ha una capacità di assorbire tutto e di piegarlo a se. Questo sistema ha la capacità di fare profitti pure sulle cose antitetiche al profitto. Pratiche spirituali millenarie ridotte a varianti del massaggio e della sauna, prodotti cosiddetti biologici con nella grande distribuzione con tanto di marchio registrato, energie cosiddette pulite che devastano la campagna e così via. Questo sistema si autodistruggerà dicevo, ma per non autodistruggersi cercando di cambiarlo, tanto vale uscirne.

    • Holodoc

      Uscirne come? Emigrando a Cuba o in Buthan?

      Hai maledettamente ragione quando dici che questo sistema piega tutto al suo servizio, basti pensare a personaggi come Jon Kabat-Zinn che fanno la comparsata al forum di Davos per insegnare alle élites a combattere lo stress di mandare in rovina miliardi di persone usando la meditazione.

      Chi veramente si ostina a combattere contro l’estabilishment poi fa una brutta fine, come il grande, immenso, John Lennon.

      • SanPap

        Teorema di Ginsberg:
        Non puoi vincere.
        Non puoi pareggiare.
        Non puoi nemmeno abbandonare.

        Chiosa di Freeman al teorema di Ginsberg:
        Tutte le più importanti filosofie che cercano di dare un significato alla vita sono basate sulla negazione di una parte del teorema di Ginsberg.

        Per esempio:
        Il capitalismo è basato sul presupposto che si possa vincere.
        Il socialismo è basato sul presupposto che si possa pareggiare.
        Il misticismo è basato sul presupposto che si possa abbandonare.

        e allora ?
        i sistemi complessi crollano su se stessi per le contraddizioni interne che contengono … accomodati e goditi lo spettacolo.

        • Holodoc

          Quando è crollato l’Impero Romano e sono arrivati gli Unni e i Vandali non è che chi era presente si sia goduto poi molto…

          • SanPap

            è ironico

          • Invisible man

            E invece chi è venuto dopo pare se la sia goduta più di quanto si è portati a credere. Se sopravvivervi all’infanzia e non avevi incidenti che ti lasciavano storpio ti trovavi in un mondo:
            Pieno di verde,
            Socialmente equo (all’interno di ogni casta si capisce)
            Con niente o poche tasse,
            Con opportunità di carriera (se eri disposto a rischiare la pelle),
            Dove le donne non ti irretivano e te la davano (oggi succede il contrario),
            Dove c’era molto tempo libero,
            Dove potevi farti colossali bevute senza che nessuno ti rompesse i coglioni
            Con una società a misura d’uomo,
            Dove gli stati nazionali non esistevano e se facevi un guaio ti spostavi di 30 km e ti trovavi in un altro stato dove poter ricominciare daccapo, non come ora che ti cercano (e ti trovano) fino in capo al mondo a distanza di 70/80 anni,
            Con “un’ultima spiaggia” (il clero, e comunque trombavi),
            Vedete un po’ voi…

          • Tizio8020

            Mi sa che hai idee confuse sulla Storia!

          • Invisible man

            Il medioevo fu un’epoca spensierata checché ne dicano i libri di storia.

        • Holodoc

          Aggiungo:

          Io non sono certo il tipo che cerca soddisfazione nella vita nel successo sociale, ad esempio me ne sbatto se qualcuno ha un lavoro migliore del mio o guadagna qualche euro in più.

          Però se guardo i sessantottini che si sono laureati con il 18 politico, hanno trovato lavoro nelle aziende ed enti statali e parastatali dove all’epoca il concetto di efficienza non esisteva, sono arrivati alla pensione senza mai aver bisogno di cambiare lavoro e ora quella pensione se la spassano tra corsi di yoga e “vacanze intelligenti”… beh, loro sì che se lo sono goduto lo spettacolo!!!

  • DesEsseintes

    Quando si leggono assurdità come questa

    se vuoi libertà, devi iniziare a liberare la tua mente. Che significa rifiutare la violenza, la politica e tutto ciò che divide.

    ti viene il dubbio che oltre agli atteggiamenti ricattatoriamente nostalgici di un anziano signore di cui non si sa granché, ci sia anche tanta malafede.
    Ma tanta.

    • DesEsseintes

      Aggiungo che se uno vuole capire come la pensavano politicamente i Beatles…cioè no…”pensavano politicamente ” è una espressione inadatta nel loro caso…

      Diciamo: se si vuole sapere A CHI E A COSA SERVIVANO POLITICAMENTE I BEATLES, basta guardarsi il film The Yellow Submarine che è tutto una tirata sui regimi collettivisti brutti e cattivi.
      Film del 1968 che cooptava dei giovanotti arrivisti per cercare di arginare l’incipiente presa di coscienza degli studenti.
      Che non poi non c’è stata forse per i fatti suoi, forse perché non ci può essere, ma certamente i ragazzotti di Liverpool hanno contribuito, lautamente pagati, a impedire che quelka lresa di coscienza si verificasse.

  • Vamos a la Muerte

    Articoletto da strapazzo di un anziano invecchiato male che rimpiange i cosiddetti “bei tempi andati” esistiti solo nella testa di chi aveva tempo (e denaro) per assumere droghe ed eccitarsi comprando album di musica leggera pieni di qualche schitarrata e poco altro.

    • a-zero

      Ho la malevola impressione che, sui topic politici, la prassi editoriale di CdC sia quella di proporre ‘articoletti da strapazzo’ quando esso sito si propone di variare dalla linea abituale ricorrendo ad articoli di critica fuori dai parametri idelogici di destra.

      E’ solo una mia impressione? Potremmo fare la statistica pluriennale del pubblicato, ma perchè contare le pulci. Prendiamolo così com’è, va bene lo stesso.

      • DesEsseintes

        Sì, in effetti esso sito sembra mettere in atto la politica di cui parli.
        Però essi di sinistra ultimamente non fanno altro che sparare kassate una sull’altra a proposito di qualsiasi cosa, economia, politica, migranti, cinema, gastronomia, ippica.
        Come aprono bocca o battono sulla tastiera gli esce invariabilmente la stro..ata.

        Non so francamente dove esso sito possa andare a capare un pezzo serio e non banale scritto da qualcuno di sinistra…

        • a-zero

          Dicevo articoli politici di criticca che non siano di destra, non necesariamente solo di sinistra come alternativa binaria.

          Poi CdC pubblica anche articoli del Manifesto e del Giornale, per cui desumo e imparo (con un po’ di sorpresa) che anche il Manifesto e il Giornale facciano ‘controinformazione’; ma controinformazione è un concetto relativo e definibile.

          Comunque, già solo di area politica marxista, di siti italiani ce ne sono e non necessariamente il manifesto o la sinistra usualmente riconosciuta. Poi c’è altro ancora.

          Ma va bene lo stesso. Mi piace farlo notare alla essa platea (fra cui esso io):):)

          • Truman

            Per fare propaganda bisogna sintonizzare con cura gli articoli con i mantra prevalenti e con l’ambiente circostante. Per fare informazione, a volte è sufficiente decontestualizzare un articolo, ad esempio io conservo con cura un articolo di Panorama in cui Rossella affermava che quel grand’uomo di Colin Powell aveva mostrato la pistola fumante che mostrava come Saddam Hussein avesse armi di distrazione di massa. Ogni tanto lo ripropongo. Poi i commenti liberi aiutano molto in quest’operazione di decontestualizzazione.

          • a-zero

            Ho capito, grazie. Purtroppo a me non mi scende il fatto che “il giornale” e “panorama” hanno il diritto di tribuna per fare contro informazioni. Chi la fa in maniera autonoma e anti-sistema c’ha la digos addosso. Per questo mi rimane difficile decontestualizzare.

  • natascia

    Questi fiori drogati , esito di un’opulenza smisurata, non guadagnata ,mai piu’ neanche immaginata , frutto di un mix di sviste e temporanei vuoti di potere, non potevano che essere circuiti dalle solite élites che, solo se se ben conosciute possono talvolta essere mitigate. Questi fiori che hanno prodotto frutti marci, nella scuola, nella politica ma quel che è peggio soprattutto nell’arte, non meritano alcun plauso. Meglio Boudelaire. Poesia pura, non vaghi accenni a una ipotetica ribellione mai avvenuta perché si è preferito saltare sul carro. Preferisco adirittura Venditti in ” Compagno di scuola” …..ti sei salvato entrato in banca pure tu?…. mai frase fu più profetica.

    • DesEsseintes

      Meglio Boudelaire

      Boudelaire aveva un cane che abbaiava in francese e faceva BAU…BAU…

  • Glock

    Rolling Stone è una celebre rivista musicale americana che, compilando la classifica dei 500 album più importanti del rock vi ha posto al n.1 “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles. Non c ‘entra nulla con i Rolling Stones, gruppo rock inglese ancora in attività.

    • VanderZande

      Finalmente. Ero entrata per dire la stessa cosa. Errore del traduttore, che non sa di cosa si sta parlando. Aggiungo che questo articolo e’ orrendo. Sull’ Estate dell’ Amore e sull’era dei figli dei fiori (non “bambini dei fiori”, traduttore!) ci sarebbe parecchio da dire. E’ stato un esperimento sociale e nient’altro. Ci sono analisi molto migliori sul Web. Sul valore musicale e filosofico dei Beatles stendo un velo pietoso, va’…

      • DesEsseintes

        Sul valore politico o filosofico sono d’accordo.
        Su quello musicale invece erano di alto livello.
        Non erano gente dalla altissima competenza musicale, erano niente più che degli smanettoni, ma il talento naturale e autentico sia nella musica che nelle parole c’era eccome.
        Ci sono dei momenti che sono unici, durano un secondo e mezzo ma ci giri attorno per anni come “sitting in an english garden waiting for the sun”.
        Non ho la più pallida idea di cosa voglia dire né di chi sia il tricheco eponimo ma mi suona dentro da decenni e resta lì come se fosse la prima volta che l’ascolto.

        I Rolling Stones stanno vari gradini sotto, per esempio.

        Se dovessi nominare i maggiori talenti puri dell’epoca, limitatamente a quelli famosi nel grande circuito e pur dimenticando sicuramente qualcuno, direi: Antonio C. Jobim, Beatles, Burt Bacharach, un po’ indietro i Pink Floyd.

        Poi se una quindicina o ventina di anni fa andavi a Cuba fuori dai centri turistici, Puerto Rico con le Charangas o in Africa occidentale, trovavi roba veramente da restare a bocca aperta soprattutto dal punto di vista ritmico che in quei paesi è a un livello al quale non siamo in grado di avvicinarci ma dal punto di vista strettamente melodico i primi tre che ho nominato erano davvero grandi.
        I PF – nonostante le assurdità di Scanzi sul preteso (inesistente) virtuosismo chitarristico di David Gilmour – avevano una magia tutta loro difficile da definire e da imitare.

        PS: Sì, il chitarrista più grande è quello là, però era troppo ragazzino immaturo. Non so se sarebbe mai cresciuto davvero però indubbiamente quanto a talento stava su un altro pianeta.

        • VanderZande

          E’ vero, il testo di I am the walrus e’ qualcosa di speciale, pare che il titolo si riferisca ad Alice oltre lo specchio, a quanto pare Lennon amava molto Carroll. Per il resto ha detto che le immagini che si susseguono nel testo siano il risultato di pensieri avuti sotto l’effetto di allucinogeni, ma vai a sapere…
          Per quanto riguarda la musica, invece, mi ha sempre fatto pensare il fatto che fosse George Martin a occuparsi della resa finale dei brani. Senza di lui con ogni probabilita’ sarebbero rimasti quelli di Amburgo…
          Alla fine di Helter Skelter si sente Ringo starr gridare: “Ho le vesciche sulle dita!”, e le aveva veramente, perche’ Martin non era assolutamente convinto del pezzo, e lo ha cambiato, limato e fatto provare fino allo sfinimento… LOL

          • Holodoc

            Beh riguardo al sound dei Beatles, ma anche dei Pink Floyd, bisogna anche ricordare che agli studi di Abbey Road ci lavorava come ingegnere del suono un certo Alan Parsons…

    • Truman

      Un po’ in ritardo, ma ho corretto.

  • Gianni Pesce

    In realtà tra i Beatles prima di Sergeant Pepper e quelli dopo c’è una differenza abissale. I cultori del complotto affermano che è avvenuta la sostituzione di Paul McCartney con un sosia (PID Paul is Dead), ma anche John Lennon cambia parecchio…Quello precedente è un ragazzone casinaro, quello successivo è un “cecato” che non si leva gli occhiali “piotta” manco quando scopa. Per accettare il cambiamento per molti mesi i Beatles non pubblicano nulla, non escono in pubblico, spariscono in India, poi riappaiono travestiti con camuffamenti vari, capelli lunghi etc etc. Pochi mesi (26 maggio 67- 27 Agosto 67) dopo anche l’impresario Brian Epstein abbandona questa terra. Puzza di bruciato….https://www.youtube.com/watch?v=hDjAP-MkODQ

    • DesEsseintes

      S’, come no…la teoria del complotto dei Beatles dice anche (udite, udite…) che le loro canzoni erano scritte…nientepopodimenoche….da THEODOR ADORNO…

      Qui i risultati di google per la stringa

      THEODOR ADORNO BEATLES

      https://www.google.it/search?q=THEODOR+ADORNO+BEATLES&ie=utf-8&oe=utf-8&client=firefox-b-ab&gfe_rd=cr&ei=HVxiWbHVFIvA8gfigKP4Bw

      La gente ha le pigne in testa ragazzi, bisogna prendere atto di questa dolorosa verità…

      • Gianni Pesce

        Muore Adorno e i Beatles si sciolgono……. Joko mi sembra l’handler di John

        • DesEsseintes

          Ihihih…eccone uno che ci crede…ragazzi, se penso che fino a qualche mese fa credevo nel risveglio del popolo mi viene da ridere…

          • Gianni Pesce

            commenta su TV Sorrisi & Canzoni, please

        • VanderZande

          Leggi i testi attribuiti a Lennon, quelli attribuiti a Mc Cartney e quelli attribuiti a Harrison, e capisci subito di avere a che fare con tre persone diverse. Sempre se non hai le pigne in testa. Sulla storia del P.I.D. sono stati loro a marciarci per anni…

    • Gino2

      per capire se il “messaggio” di queso o quel guru, questo o quel cantante è manipolatorio o genuino ci vuole della sensibilità. Certo non si puo giudicare da voci e complottismi perchè ci sono sia quelli che ti svelano di veri manipolatori sia quelli che vogliono farti passare per manipoatori dei veri “guru” screditandoli. consiglio di ascoltare le canzoni e i discorsi di Lennon a cuore aperto e farsi una propria idea. (cosi come per tutti)

      • Stopgun

        Imagine sembra il national anthem del New World Order …No country, no religion….above the only sky

        • DesEsseintes

          Il testo di quella canzone è addirittura inquietante
          Quello che mi lascia basito è che la gente lo prende per un messaggio di pace.
          È disimpegno e menefreghismo puro, se poi si sa leggere fra le righe c’è proprio un tentativo subdolo di persuasione/incitamento a un carpe diem per pezzenti col cervello stralavato.
          Solo che se te lo lasci lavare cosí sei complice.

          Ma tanto ste cose le capiscono in troppo pochi, non ti puoi opporre a una mandria di bovini al galoppo.

        • Gino2

          molti “messaggi” maturati dopo ricerche su se stessi e di se stessi, possono sembrare messaggi nel NWO. Basti pensare alla NewAge, una intera “dottrina” basata sulle antiche religioni orientali che però è fuorviante!
          Ci puoi trovare molte cose vere e condivisibili ma il messsaggio di fondo è anti-dottrinale.
          Per questo dico che ci vuole sensibilità. Tu mi sembri, senza offesa, già pieno di preconcetti su questa faccenda…per cui la tua obbiettività viene, purtroppo, a mancare. Mi spiace per te…perchè sei piu manipolabile….e non credo tu voglia questo. Se non vuoi essere manipolato devi pensare autonomamente e secondo la “tua” personale sensibilità.

  • clausneghe

    Ho sempre pensato che l’unica vera Rivoluzione dei nostri Tempi, degna di questo nome e capace di cambiare veramente le cose , sia stata quella psichedelica tentata dai visionari dell’ultimo secolo. Con l’ LSD a fare da spirito Santo.
    Ma il Potere, quello vero, non poteva tollerare una cosa del genere, una società psichedelica, e corse ai ripari manipolando, infettando e adulterando le droghe, in specie l’eroina, e fece fuori, subito e nel tempo, con i virus,e la stricnina,milioni di potenziali sovversivi.
    I migliori, le migliori menti di quella generazione se ne andarono con le droghe avvelenate e con loro si spense la visione, quella che già preconizzò il presunto Satanista Aleister Crowley quando disse:”Giungerà un nuovo Profeta che porterà febbri nuove dai Cieli.
    Invocatelo sotto la Stella. L’Amore è la legge, prendete vino e strane droghe e vivrete in stato di ebbrezza per sempre, non abbiate timore, non vi faranno alcun male.”

    • Gino2

      “, e corse ai ripari manipolando, infettando e adulterando le droghe, in specie l’eroina, e fece fuori, subito e nel tempo, con i virus,e la stricnina,milioni di potenziali sovversivi.”

      sottoscrivo.

    • Stopgun

      Lucy in the Sky with Diamonds…

    • natascia

      La nostra mente non ha bisogno di nulla. La visione è in noi, in ciascuno di noi. Le febbri e la chimica naturale, sono il sale di ogni vita. Questa è l’unica realtà che ciascuno scopre vivendo. I più dotati lo scoprono prima.

      • DesEsseintes

        Insomma…non uso niente ma le cose si usano dalla notte dei tempi.
        C’è chi dice che addirittura “porfirogenito” derivi dalla segale cornuta, per restare in tema di Lucia con i diamanti nel cielo…

        Oltretutto consideriamo normale l’alcol ma pensate che effetto poteva fare a un uomo di qualche migliaio di anni fa abituato a latte di capra e radici bollite.

        E se andate a Bolzano visitate il museo dell’Uomo di Similaun che era uno stregone. Vedrete che sui funghi l’amico la sapeva lunga e lí siamo ancora nella preistoria.

        Poi a Londra fate un salto alla National, cercate Venere e Marte di Sandro Filipepi e mi dite cosa tiene nella mano sinistra il faunetto a destra in basso, con quello sguardo languido e la linguetta di fuori

      • Gino2

        non ti facevo cosi “saggia”!

      • ignorans

        Il nostro sogno: un popolo che si libera di tutte queste palle: la psichedelia, il 68, la musica, i beatles, la storia, il progresso, …. è tutta spazzatura… beato chi vive in una dimensione senza tempo!

        • Gino2

          ma “nostro” di chi?
          attenzione a etichettare subito le cose come “spazzatura” e “palle”: Da “saggi” si scade subito nel banale e nella superficialità.
          Se non sei superficiale tutto è una “palla”….e nel contempo non lo è assolutamente niente.

          • ignorans

            Quando sei a tavola e ti portano del cibo disgustoso devi usare l’istinto e rifiutarlo sdegnosamente. E poi devi chiedere: “portatemi del buon cibo!”.

          • Gino2

            Disgustoso o no è questione di gusti. Facendo marcire l’uva si fa il vino. Facendo ammuffire il formaggio gli si da gusto. Mescolare un impasto di farina e acqua rancido si fa lievitare il pane. Mangiare gli anacardi cosi come sono ti fa male alla pancia.

          • ignorans

            Io sono profondamente italiano. Questa invasione di “cultura” anglosassone non mi piace per nulla. Per un italiano è un errore già accettare il gusto anglosassone. Gli italiani erano famosi nel mondo perchè cantavano la passione l’amore…. tutte queste robe psichedeliche non le trovo nel mio DNA…
            però paul mccartney una cosa carina l’ha scritta
            https://www.youtube.com/watch?v=DRCgueckAXE

        • azz … stavo cercando l’utente ” alessandro giovannini ” e ritrovo
          te … a proposito come mai non ti fai vedere + sul F.Q. ?
          Il tuo contrib. al dibattito sui vaccini e’ sempre interessante . Salut !

          • ignorans

            Mi hanno bannato per omofobia

          • ahahahaah … anch’io sono al capolinea …difatti proprio per questo cercavo il ” Giovannini ” , per chedergli ragguagli …
            ho idea che ci sia stata una grande epurazione , causa forte
            resistenza civile sui vaccini , ma hanno ottentuto l’effetto contrario …
            hai qche diritta per me ? e che siti bazzichi

          • ignorans

            In internet sui vaccini non so…. Su Facebook ci sono tanti gruppi molto attivi che hanno portato alla manifestazione dell’8 luglio A Pesaro. Io bazzico questo sito dove siamo adesso principalmente. Oppure icebergfinanza se ti interessa l’economia… Piacere di ritrovarci!

  • Giggi Top

    Un suggerimento alla traduttrice: i titoli dei brani andrebbero menzionati nella loro forma originaria. Poi se si vuole o lo si ritiene necessario ci si mette a fianco anche la traduzione.
    Grazie.

  • ZombiHolocaust

    articolo penoso, poi tra l’altro solo nel 1967 potrei sparare almeno 15 dischi molto più importanti per il futuro della pop music e anche più riusciti di sgt pepper (ne dico solo due: il primo dei velvet underground (che inventò dal nulla il noise rock ed il punk) e il primo di Leonard Cohen (che inventò un certo tipo di cantautorato intimista e fatalista)…
    se poi si parla solo di importanza per la moda allora la cosa non mi frega minimamente, io parlo solo di arte

    • PietroGE

      Jimi Hendrix : Are You Experienced e Axis: Bold as Love entrambi nel 1967.
      The Doors
      Cream : Disraeli Gears

  • Ronte

    La musica, così come, letteratura, cinema e arte in generale, contribuisce all’evoluzione sociale. Oggi(?). Ma quel periodo è stato anche tanto altro. E’ stato ‘il Maggio francese’, ‘L’autunno caldo del ’69 in Italia’, la ‘variegata coscienza dei popoli’. Non per niente il potere borghese ebbe parecchia paura ed escogitò strategie (previa collaborazione di certi partiti) che rintuzzarono quella grande protesta di massa.
    E poi basta con questa storia del ‘generazionale’ e dell’adulto maturo! Ma chi spartisce guerre, crimini, sfruttamento a tutti i livelli, smantellamento di qualsiasi diritto elementare?

    ” Posso garantirvi, senza alcun romanticismo, che sono innamorato dalla testa ai piedi, e molto seriamente” (Marx)
    ” Il vero rivoluzionario è guidato da grandi sentimenti d’amore”. (Che Guevara)

  • orckrist

    “Veramente non importa se mi ascoltate fino alla fine,
    le mie parole nient’altro che un sussurro, la vostra sordità un urlo.
    Potrei emozionarvi ma non posso farvi pensare.
    Il vostro sperma è nello scarico, il vostro amore nel lavandino.
    E così vi cavalcate per i campi
    e concludete tutti i vostri affari animaleschi
    e i vosti saggi non sanno come ci si sente
    ad essere duri come un mattone.”

    • DesEsseintes

      Anche le parole di Aqualung sono notevoli e gliele scriveva la moglie.
      Belle belle e quel giro armonico di quando si sente la voce distorta come se provenisse da una radiolina è qualcosa che resta ostinatamente vivo della mia giovinezza.
      Mi minore, re maggiore, la maggiore, la minore e in quegli ultimi due c’è qualcosa che non so cosa sia ma sta tutto lí.
      Almeno, io sto tutto lí.

      • orckrist

        La potenza sonora in Aqualug è preponderante sul testo e rende reale la figura del barbone con il suo respiro sibilante.
        In Thick as a Brick invece serve sottolineare il testo irriverente e derisorionei confronti dei colleghi musicisti che si prendono troppo sul serio.

        • DesEsseintes

          E inzomma, inzomma…
          Un testo come Aqualung oggi lo censurerebbero prima di farlo uscire.
          C’è partecipazione umana e reale commozione fino alla condivisione della sofferenza di un paria ridotto ai “peccati” più ignominiosi…oggi non si potrebbe esprimerlo con quella radicalità cosí croaggiosa.

  • beh passavo da qui per altri motivi ma visto che mi trovo e sono un fanatico beatlesiano
    vorrei ribadire che per me … Sergent Pepper e’ una cag… … no ! non esageriamo
    forse per definirlo un capolavoro bisognerebbe avere qche anno in + dei miei che non son
    pochi … difatti preferisco Abbey Road che e’ posteriore

  • Truman

    Dal punto di vista politico, qui ci sono numerosi errori: “Quando ci si abbassa a usare la violenza, allora stai giocando al gioco del sistema. Il potere ti irriterà – tira la tua barba, colpisce il tuo viso – per farti combattere. Perchè quando ti hanno reso violento, allora sanno come gestirti. La sola cosa che loro non sanno gestire è la non violenza e l’umorismo.”
    Il potere ha imparato da tempo a usare la non-violenza come mezzo di conquista. Il metodo è ben spiegato nei libri di Gene Sharp ed ha portato ad una valanga di “rivoluzioni colorate” che sarebbe meglio chiamare “golpe seriali”. Dice Gene Sharp (riprendo da wikipedia ma ho verificato):

    «L’azione non violenta è una tecnica per condurre conflitti, al pari della guerra, del governo parlamentare, della guerriglia. Questa tecnica usa metodi psicologici, sociali, economici e politici. Essa è stata usata per obiettivi vari, sia “buoni” che “cattivi”; sia per provocare il cambiamento dei governi sia per supportare i governi in carica contro attacchi esterni. Il suo utilizzo è unicamente responsabilità e prerogativa delle persone che decidono di utilizzarlo».
    Ecco, la non violenza è diventata un’arma da guerra, massicciamente usata dal potere imperiale, un’arma che ha numerose valenze strategiche, come un’atomica, ma parecchio più utilizzabile. E i figli dei fiori continuano a cianciare.