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LA GRECIA NEL CAOS

DI NOELLE BURGI
Le Monde Diplomatique

Chissà cosa ci porterà il domani?”, si chiede la gente di Atene, Salonicco e di tutta la Grecia. C’è il senso di una prigionia collettiva, di un’incertezza individuale e di una catastrofe incombente. Ma la Grecia ha avuto una storia turbolenta e i Greci si sono sempre considerati un popolo valente, forte e abituato alle avversità. “Ci sono sempre stati periodi difficili e ce la siamo sempre cavata. Ma ora, abbiamo perso tutte le speranze”, ci dice un proprietario di una piccola azienda.

Mentre le misure di austerità si susseguono una dopo l’altra, una valanga di leggi, decreti ed editti sta franando sul corpo sociale, economico e amministrativo. La realtà di ieri sta crollando. E del domani, chi ne sa qualcosa?
I cittadini greci devono subire una
burocrazia kafkiana, con le sue incomprensibili e fluttuanti disposizioni.
Parlando ai colleghi, un dipendente pubblico nelle Cicladi ha detto: “La gente vuole rispettare la legge, ma non sappiamo cosa dirgli, [le autorità] non ci hanno fornito dettagli di sorta.” Un uomo ha dovuto pagare 200 euro e presentare 13 prove e documenti di identità per rinnovare la sua patente di guida. I tagli salariali tra i dipendenti pubblici ha distrutto i servizi. “Se chiami la polizia per dargli un allarme, ti rispondono ‘È un vostro problema, pensateci voi’”, ha detto un ufficiale in pensione della marina mercantile. Le tensioni stanno salendo. I resoconti mostrano un forte incremento di violenze domestiche, furti e omicidi (1).

I salari stanno calando (del 35-40% in alcuni settori) mentre vengono introdotte nuove tasse, e alcune con la validità retrodatata all’inizio di quest’anno. I redditi netti sono diminuiti drasticamente, in molti casi del 50% o più. Dall’estate sono state imposte una tassa di solidarietà (1-2% dei redditi annuali) e una tassa energetica (calcolata sul consumo di petrolio e gas naturale). Altre novità includono l’abbassamento del reddito imponibile da 5.000 a 2.000 euro e una tassa di proprietà da 0,5 a 20 euro al metro quadro inserita nella bolletta dell’elettricità, pagabile in due o tre soluzioni (non pagando, viene tagliata la fornitura e ci sono penali).

Dall’inizio di novembre i pensionati e i dipendenti pubblici e privati hanno difficoltà a ricevere le retribuzioni mensili. Molti lavoratori non vengono neppure pagati. Lo stato sta riducendo la forza lavoro in modo drastico nel suo programma di ristrutturazione. Da ora al 2015 120.000 dipendenti pubblici che hanno più di 53 anni verranno assegnati alla “semi-pensione” – il preludio alla vera pensione dopo 33 anni di servizio – e in questo periodo i dipendenti saranno obbligati a rimanere a casa ricevendo solo il 60% del loro salario di base. Una volta in pensione vera e propria, molti dipendenti pubblici saranno costretti a vivere davvero con poco. Un gruppo di ex ferrovieri, che hanno 50 anni e più, ha detto che di solito guadagnavano tra i 1.800 e i 2.000 euro al mese, un salario relativamente buono in Grecia. Ora sono stati trasferiti al museo a fare i custodi nell’ambito di un pacchetto di “transizione volontaria” (2) e il loro stipendio medio mensile fluttua tra i 1.100 e i 1.300 euro; i semi-pensionati ne ricevono solo 600. A tutti è vietato di fare ore di straordinario per incrementare lo stipendio, e sono state introdotte penalità, con un taglio immediato del reddito.

“I pagamenti delle assicurazioni sono stati sospesi”

La perdita di introiti sta dilaniando la società. Le bollette non vengono pagate, il consumo va giù, i negozi chiudono e la disoccupazione cresce. In maggio il tasso ufficiale di disoccupazione era del 16,6% (10 punti più alto del 2008) e del 40% tra i giovani. Ma il tasso reale è essere ben più alto. La crisi sociale, economica e politica ha scosso il servizio sanitario nazionale. I bilanci degli ospedali e dei centri sanitari sono stati tagliati del 40% in media. Sempre più pazienti si rivolgono al pronto soccorso, altri vanni ai centri dei Medici del Mondo e molti scelgono di fare
a meno delle cure mediche. La gente dice di non avere accesso ai farmaci salvavita. Un giornalista ha detto che suo padre soffre del morbo di Parkinson: “La sua terapia costa 500 euro al mese. La farmacia ci ha detto che smetterà di ordinarla, perché i pagamenti dell’assicurazione sono stati sospesi.”

I disturbi fisici (principalmente al cuore) e le malattie mentali stanno aumentando a un ritmo preoccupante. Alcuni recenti studi epidemiologici hanno evidenziato che l’incremento di stress, esacerbato dai forti debiti e dalla disoccupazione di lungo corso, sta provocando “forti disordini depressivi, disfunzioni e ansia generalizzata” (The Lancet (4) rivelano un allarmante escalation della prostituzione, così come dei tassi di infezione da HIV e da altre malattie trasmesse sessualmente (5). C’è un numero senza precedenti di persone senza casa e non sono più confinate agli alcolisti, ai tossicodipendenti e agli insani di mente. Una recente ricerca ha dimostrato che la classe media, i giovani e i moderatamente poveri hanno oggi una maggiore probabilità
di finire per strada (6).

I greci lottano per vedere una via d’uscita da quella che un lavoratore del sociale ha descritto come uno stile di vita “barbarico”. Si sentono abbandonati e incapaci
di farcela. I forti legami familiare stanno cedendo sotto la pressione della diminuzione dei redditi e del collasso dello stato sociale. Quelli che possono partire, lo fanno. Le opzioni per quelli che rimangono sono limitate. Alcuni si rivolgono alla Chiesa, che ha approntato mense e altri servizi sociali. A Salonicco Padre Stefanos Tolios della chiesa Ortodossa è sommerso dalla gente che cerca un lavoro. I residenti di
molte città (Volos, Patras, Heraklion, Atene, Corfu, Salonicco) hanno dato vita a economie informali a livello di comunità, basate su un sistema locale di scambio. Le famiglie si stanno riprendendo i vecchi
dalle case di cura, per riprendersi la retta mensile di 300-400 euro.

Nessun paese potrebbe farcela. La Grecia è peggio attrezzata per reggere le conseguenze sociali delle misure di austerità imposte con “crudeltà scientifica” (7) dalle élite nazionali e transnazionali. La Grecia post-1945, con uno stato debole e clientelare, non ha neanche avuto il tempo né i mezzi per costruire un solido sistema di protezione sociale. Le reti di sicurezza esistenti si stanno sfilacciando. “Tutto sta cadendo a pezzi”, ha detto Sotiris Lainas, psicologo e coordinatore del Programma di Promozione dell’Auto Aiuto dell’Università Aristotele di Salonicco.

Di chi è la colpa?

Il governo precedente, sotto Georgos Papandreou, si è affannato per conformarsi alle richieste della “troika” – Unione Europea, Fondo Monetario Internazionale e Banca Centrale Europea -, ad esempio tagliando 210 linee di credito al ministero della Sanità. Non ci sono state valutazioni su quanto i tagli al bilancio avrebbero potuto minare la possibilità di esercizio dei servizi essenziali (e vitali), come l’assistenza giornaliera fornita dalla Federazione Panellenica del morbo di Alzheimer. Alla fine le forze transnazionali, che per quasi trent’anni hanno lavorato per erodere lo stato sociale, hanno passato il testimone ai controllori nazionali, essi stessi da lungo tempo beneficiare di un sistema nepotismo, inefficiente e corrotto.

La responsabilità per la crisi è stata impunemente rovesciato sui greci. Accusati, ma non processati, sono già stati dichiarati colpevoli a causa dell’associazione con i loro inetti dirigenti. Alcune fasce della popolazione sono sottoposte alla furia popolare: considerati una casta privilegiata, i dipendenti pubblici vengono stigmatizzati; i medici e i commercianti sono tutti sospettati di essere degli evasori fiscali. Ma la gente sa che il sistema e i loro leader sono alla radice del marciume. Sapere, comunque, non è potere, e la nazione viene lasciata a chiedersi cosa fare.

Il clientelismo e la corruzione hanno radici storiche. La Grecia non ha mai usufruito di uno stato moderno con una burocrazia relativamente autonoma, libera dagli interessi privati, con la capacità di formare uno sviluppo economico e sociale. E neppure ha una forte identità civica. Le potenze straniere hanno imposto le proprie preferenze sin dall’indipendenza nel 1830 (8) quando la Grecia fu forzosamente integrata nell’economia capitalistica mondiale in una posizione periferica, tenuta servile e soggiogata da varie grandi potenze. La storia ha sovrimposto un modello politico artificiale su una società frammentata e tradizionalmente centrata sui legami locali, sulla famiglia estesa e i valori della comunità. Per questo il sistema politico greco è sempre stato autoritario e centralizzato, ha negato la separazione dei poteri, le autonomie locali o una democrazia vera (9): un terreno fertile per la corruzione e il clientelismo, che serve gli interessi e rafforza la dominazione delle
élite. I greci si sono rassegnati a tutto questo.

Non sono ignoranti o ingenui su sé stessi o i difetti della nazione. Ma sono stati destituiti e sono privi di potere. Che speranza ci può essere per una nazione che si è dimostrata “fondamentalmente incapace di formare una comunità politica” (10)? Anche se tornassero ai giorni precedenti alla crisi, “quando vivevamo nella menzogna”, come afferma
Lainas, la Grecia non ne sarebbe capace. È stata colpita troppo duramente, come evidenziano con chiarezza i ripetuti appelli all’ordine e al controllo. I sondaggi inizialmente favorevoli al nuovo governo di Lucas Papademos, l’ex governatore della Banca Centrale Greca che ha sostituito Papandreou alla carica di Primo Ministro, evidenziano l’idea di molti greci che un’amministrazione tecnocratica possa essere preferibile alla disgraziata classe politica. Ciò non implica un’adesione alle misure di austerità, quanto piuttosto una volontà di mettere le cose a posto. Per alcuni, una forte autorità straniera – citata da Mario
Monti prima di diventare Primo Ministro in Italia (11) – potrebbe garantire un governo onesto e competente che agisce negli interessi del paese.

Ma tutto indica il contrario. Avendo visto scomparire i loro inetti dirigenti, i greci potrebbero non riuscire più a capire chi sia il nemico. “Non c’è un nemico da
combattere
”, ha detto Lainas: “Non puoi lottare contro chi non riesci a vedere. La loro forza risiede nei governi astratti. Come l’EFSF [European Financial Stability Fund]. Il nemico può essere astratto, ma la tragedia è reale. Ci stanno rubando la vita, privandoci di un futuro.”

Noëlle Burgi è una ricercatrice al Centre Européen de Sociologie et de Sciences Politique (CESSP), Università della Sorbona, Parigi

1. I Simerini, Nicosia, 16 marzo 2011.

2. Fa parte dei preparativi di privatizzazione dell’azienda ferroviaria, che comprende una riduzione del personale.

3. Studio ancora da pubblicarsi dell’University Mental Health Research Institute, condotto tra febbraio e aprile 2011. Vedi Eleftherotypia, Atene, 5 ottobre 2011.

4. Alexander Kentikelenis et al, “Health effects of financial crisis: omens of a Greek tragedy”, The
Lancet
, Londra, vol. 378, no. 9801, 22 ottobre 2011.

5. Vedi “Risk of HIV outbreaks among drug injectors in the EU”, European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction, Lisbona, 14 novembre 2011.

6. Ricerca realizzata da Klimaka, una ONG con sede ad Atene. Vedi anche “Greek crisis creates thousands of middle-class homeless”, 9 ottobre 2011.

7. Karl Polanyi, The Great Transformation. Originariamente pubblicato come The Origins of Our Time (Rinehart, New York 1944); l’ultima edizione è stata pubblicata da Beacon Press, 2001.

8. Dopo la Guerra di Indipendenza (1821-1830), il Trattato di Londra (1832) impose una monarchia. Otto de Wittelsbach, principe di Baviera, fu insediato al trono dalle grandi potenze europee (Francia, Russia, Gran Bretagna), che si intrufolavano di frequente negli affari della Grecia.

9. Vedi Nicos P. Mouzelis, Modern Greece: Facets of Underdevelopment, Macmillan, Londra, 1978.

10. Cornelius Castoriadis, “Siamo i responsabili della nostra storia” (in greco), citato in Le mouvement grec pour la démocratie directe, Lieux Communs, 2011.

11. Mario Monti, “Il podestà forestiero”, Corriere della Sera, Milano, 7 agosto 2011.

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Fonte: Greece in Chaos

03.12.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di SUPERVICE

Pubblicato da supervice

  • Tao


    In Grecia ci sono già bambini che hanno fame, e malati che non hanno medicine. A pochi mesi dall’inizio della crisi, a pochi chilometri dalle nostre coste.

    Quando ho letto questa notizia pensavo fosse l’esagerazione di qualche blog catastrofista, tanto mi sembrava incredibile.

    Invece è l’ANSA. Vi riporto qualche estratto:

    Parlando con il sito online Newsit.gr, la donna ha affermato che nelle ultime settimane “sono stati registrati circa 200 casi di neonati denutriti perche’ i loro genitori non sono in grado di alimentarli come si deve”, mentre gli insegnanti delle scuole intorno all’istituto da lei diretto fanno la fila per prendere un piatto di cibo per i loro alunni che non hanno da mangiare. Il ministero della Pubblica Istruzione, che in un primo momento aveva definito la denuncia come “propaganda”, si e’ visto costretto a riconoscere la gravita’ del problema.

    Come hanno detto alcuni insegnanti al quotidiano To Vima, il problema di denutrizione esiste e viene individuato piu’ facilmente nelle scuole a pieno tempo: “Molti ragazzi vengono in classe senza il pranzo e dicono di averlo dimenticato a casa perche’ si vergognano di dire la verita'”. E non mancano nemmeno i casi di pazienti che, dopo essere guariti, non vogliono lasciare l’ospedale perche’ non hanno dove andare a dormire.

    Stanno uccidendo i greci, e non solo con la fame. L’Unità, qualche settimana fa:

    I ricoveri nelle strutture private sono crollati del 30% tra il 2009 e il 2010, mente quelli negli ospedali pubblici sono aumentati del 24%. Contemporaneamente, gli ospedali pubblici hanno subito tagli per il 40% del loro budget, molti lavoratori sono stati licenziati e quindi il personale è carente. Le code per una visita o per un ricovero sono diventate lunghissime, tanto da scoraggiare i pazienti e da alimentare il sistema delle bustarelle elargite a medici e infermieri.

    Inoltre, cominciano a scarseggiare alcuni medicinali. Molte ditte farmaceutiche hanno infatti deciso di sospendere l’approvvigionamento di farmaci agli ospedali greci perché le fatture non venivano pagate da anni. Un esponente della Roche ha dichiarato sempre al Wall Street Journal che il gruppo svizzero ha interrotto la fornitura di alcuni farmaci anticancro, Novo Nordisk ha smesso di mandare insulina e Leo Pharma non spedisce più un farmaco anticoagulante e uno contro la psoriasi.

    Questo blog si occupa di Grecia da tempo. Nel dicembre 2008, tre anni fa, sapevamo già che i greci sarebbero stati “i primi”. E Pietro cominciò a seguire da vicino la Grecia nel gennaio 2010, due anni fa. Malgrado ciò, sono stupita dalla rapidità con cui la situazione si sta deteriorando. Non possiamo fare altro che assistere inorriditi alla tragedia che si consuma a poche ore di navigazione dalle nostre coste, con la sempre più ineluttabile consapevolezza che i prossimi saremo noi.

    Debira Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it
    Link: http://crisis.blogosfere.it/2011/12/stanno-uccidendo-i-greci.html
    20.12.2011

  • vetusordoseclorum

    L’Albania, il Kosovo e la Macedonia stanno a metà distanza da noi rispetto alla Grecia, ma la miseria e la devastazione dei Balcani non ci toccano quanto quello dell’Ellade. Come mai?

  • Kazonga

    Cosa bisognerebbe fare immediatamente, è chiaro a tutti quelli che hanno ancora un minimo di discernimento: uscire immediatamente dall’euro, accettare la riduzione del tenore di vita conseguente per qualche tempo (che comunque male non farebbe, anche se non fosse necessario).

    Così andiamo necessariamente tutti a fondo. L’euro, la BCE, la Germania rappresentano un’incudine che ci siamo legati al collo.

    Una nave può essere resa inaffondabile, o quasi, in due modi: rendendola robustissima, ed impedendo quindi che le falle si producano (praticamente impossibile: vedi il Titanic).

    L’altra, molto più efficiente, è di dotarla di compartimenti stagni. Le falle, anche grandi, che comunque si produrranno, non sono sufficienti per mandarla a fondo. Viceversa, a noi basta un buchino di un centimetro per colare inesorabilmente a picco.

    Il problema è che non sembra esistere un soggetto politico in grado di aggregare le persone in questa direzione, che è l’unica percorribile.

  • AlbertoConti

    Il nemico da combattere c’è e si vede, eccome se si vede. Del mezzo trilione di euri prestati da Draghi alle banche per tre anni al uno per cento d’interesse, qual’è la quota che compete alla Grecia, nel senso quanti di questi soldi vengono utilizzate dalle banche (non solo greche) per acquistare debito pubblico al 123%? Tutti quei soldi lucrati dal sistema bancario sono soldi presi nelle tasche dei morti di fame greci, direttamente, senza troppi giri del fumo. E ci vengono a dire che il nemico non si vede? Ma siamo orbi completamente, al 100%?!?!? Con le dovute proporzioni, di tassi ma anche di valori assoluti, avviene la stessa cosa per i BOT, i Bonos, ecc. ecc. E questa è solo la punta dell’iceberg. Ogni centesimo lucrato dal sistema bancario-finanziario è un centesimo parassitato ad un corpo sociale morente, è un centesimo prodotto con lacrime e sangue da tutti noi. Ma cosa aspettiamo? Che quei coglioni dell “euro è bello” continuino ad insultare l’intelligenza umana? Che il modello bancario privatistico della FED continui ad inquinare il vecchio continente? Che la “competitività” continui a spaccare l’Europa in Germania e PIIGS? Ci fosse ancora Bartali dovremmo ascoltarlo: qui è tutto sbagliato, è tutto da rifare!!!

  • MATITA

    Questa mattina al tavolino del bar dove mi fermo per il caffe vi erano sedute tre persone:una donna sui quaranta,una sui trenta e un cane di taglia medio piccola che indossava una cappottini rosso.
    Un classico esempio di come il sistema che ci sta distruggendo abbia ben lavorato a tutti i livelli.di come abbia stravolto ideali,sentimenti,ruoli ,morale e naturalità delle cose per ridurci a schiavi lobotomizzati.
    Forse quando guarderanno quella “povera bestia ridotta”
    a essere umano con occhi famelici capiranno l’errore e l’orrore.
    Come puoi pensare che possano vedere oltre l’ideologia dei tg nazionali (principale e spesso unica fonte d’informazioe),delle tramissioni della colò,di angela.di fazio o della clerici…..
    e comprendere che un mondo migliore per tutti sarebbe possibile se solo tutti aprissero gli occhi e si sforzassero di capire guardando oltre il proprio cortile.

    ps io sono un amante degli animali e della natura,e come tale reputo violenze alla natura e a Dio suo creatore quando vedo povere bestiole costrette a vivere come esseri umani.

  • Miky

    Il tuo commento rende bene l’idea.Grazie Alberto.

  • Daniel

    Sono notizie tremende e questa situazione NON può durare a lungo nonostante le menzogne ed i silenzi dei media: è pazzesco che un paese meraviglioso come la Grecia vada in rovina. Chiunque vi sia stato e lo abbia amato non può che provare dolore e rabbia. Si dice che la Grecia sia la Terra degli Dei ma ora è percorsa da Demoni terribili. Spero che il popolo Greco reagisca e risvegli la coscienza di Europa, salvandoci da questa miserabile ignavia civile e politica come è già successo in altri tempi. Gli antichi Greci insegnavano che solo la catarsi rigenera. Che sia in arrivo e presto.

  • Cornelia

    Forse perché lì la devastazione viene da una guerra?
    Mentre la Grecia la stanno devastando i banchieri a tavolino?
    Fa un po’ più impressione, forse…

  • ottavino

    Troppo bello. E’ una meravigliosa catastrofe.

  • hascid

    La Grecia é il nostro specchio…cio che succede ai poveri Greci succederá ai poveri Italiani…