Il 14 settembre del 1812,
Napoleone entrò a Mosca.
Il culmine del suo impero, che non si era mai esteso così a est.
Così, semplicemente
espandendosi, Napoleone distrusse tutto ciò che aveva costruito e fece morire tra i ghiacci 400.000 dei suoi devoti soldati.
Difficile trovare un esempio migliore del destino dell’Occidente oggi.
Il commentatore Mirkhond, parlando delle elezioni francesi, scrive:
“Purtroppo il crescente impoverimento di sempre più vasti settori della società europea, non aiuta certo a credere in sinistre che si preoccupano solo dei matrimoni dei froci.
Dando spazio alle varie Le Pen.”
E’ un ragionamento diffuso, che rivela e maschera, insieme, una verità.
Partiamo da quello che non va: un
individuo sbaglia – si può dire, “Renzi non ha capito…”
Ma “le sinistre”, composte da milioni di persone in tutto un continente, non
sbagliano,
subiscono la storia.
Torniamo all’immagine della
retraite de Russie.
Proviamo a ragionarci così.
La Sinistra
ridistribuisce. Ridistribuisce ciò che il capitalismo saccheggia alla natura, al resto dell’umanità e alle generazioni future. Ayn Rand e gli appassionati dello
sbucaltamento universale, hanno scritto critiche brillanti alla natura parassitaria della Sinistra.
Non siamo ancora arrivati alla resa dei conti, ma siamo già nella fase
sgonfiante di questa immensa bolla. Più o meno chiunque oggi – al di fuori forse dell’India che ci devono ancora sbattere la testa – sottoscriverebbe la semplice affermazione,
“credo che mio figlio se la passerà peggio di me”.
C’è insomma da gestire la
Ritirata.
La Ritirata non è una profezia: ci siamo già da diversi decenni (molti segnalano come data decisiva il 1974, ma il concetto è enormemente complesso, è come parlare del clima). Guarda caso, sono gli stessi decenni di smarrimento delle sinistre in tutto il mondo.
Ora, nella Ritirata, c’è poco da ridistribuire, a parte le
medaglie – anche Napoleone aveva fatto una medaglia apposta per ricordare la Ritirata:

Non è un caso che l’attività principale della Sinistra oggi consista nel
ridistribuire medaglie. Stare attenti a non dire “negro”, cercare di liberare un italiano prigioniero n Turchia (e quanti prigionieri tunisini ci saranno in Italia, per cui nessuno dice niente?), strillare perché su Facebook qualcuno ha detto una cosa sgradevole su qualcun altro, festeggiare perché una multinazionale assume come dirigente una lesbica paraplegica.
C’è parecchia gente che impazzisce per queste cose, come se la lesbica sulle sede a rotelle fosse il problema, e non la multinazionale. Queste reazioni isteriche fanno sentire importante la sinistra; e gli isterici si sentono che stanno difendendo i Valori Occidentali: un gioco che fa felici entrambi insomma.
Su un piano più serio, c’è la proposta
nazionalista:
il resto del mondo si ritiri pure, noi no. Continuiamo a
progredire, a
svilupparci, a fare
fabbriche, a essere Novecento, insomma.
I
Grenadiers Le Pen non ridurranno la distribuzione di legname o le razioni, per quanto faccia freddo.
La proposta non è illogica, finché continuiamo a credere all’
espansione, al progresso, alla bolla. E siccome le Sinistre non possono mettere in dubbio questi valori assoluti, le loro reazioni diventano nevrotiche e irrazionali quanto quelle delle Destre
.
Che se invece,
si mettessero in dubbio le premesse stesse, si capirebbe immediatamente quale sia il limite della risposta dei
Grenadiers Le Pen, o del
Battaglione Paracadutisti Salvini, o dei
Trump Marines.
Miguel Martinez
Fonte: http://kelebeklerblog.com
Link: http://kelebeklerblog.com/2017/04/25/la-grande-ritirata/
25.04.2017
Truman 26 aprile 2017
Più semplicemente a me sembra che la sinistra abbia rinunciato alle teorie di Karl Marx e le abbia sostituite con quelle di Groucho Marx (quello di "La guerra lampo dei fratelli Marx"): avendo visto che stavano perdendo la guerra, sono passati con il nemico. E' un metodo che in Italia conosciamo molto bene. In altri paesi li chiamano semplicemente traditori.
ignorans 27 aprile 2017
Ma non è vero.... All'origine di tutto c'è il fraintendimento su cosa si possa fare e non si possa fare a livello sociale. Se io ti dico:"realizzero' questo, codesto e quello" e tu ci credi, peggio per te. Tu devi essere in grado di capire se si può fare davvero o no. Purtroppo un popolaccio come quello di cui disponiamo non è in grado di discernere. Quindi diventa tutta demagogia. La politica, il sociale sono sogni per gli allocchi.
Primadellesabbie 27 aprile 2017
Non c'é bisogno che sia realizzabile, basta che sia in grado di moderare o tenere a bada il liberismo che, di per sé, é una catastrofe ad orologeria.
ignorans 27 aprile 2017
Paradossalmente sarebbe meglio non ridistribuire. Così ci sarebbero i poveri, che non consumano e di conseguenza impedirebbero agli altri di diventare ricchi. I guadagni del povero in caso di crescita sono risibili.
E comunque mi fai avere un approccio sociale che non volevo avere. Il mio approccio alle questioni umane si potrebbe riassumere così: si decanta l'uomo, lo si celebra, lo si indaga, ci si preoccupa per lui, ma nessuno si prende la briga di dirgli a brutto muso:"sei solo uno scemo che produce un sacco di rifiuti".
Ogni "corsa" al guadagno è sbagliata. Sia quella delle élite, sia quella delle masse.
Primadellesabbie 27 aprile 2017
La mia considerazione vale per una società ricca come per una povera.