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La Grande Ritirata

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

Il 14 settembre del 1812, Napoleone entrò a Mosca.

Il culmine del suo impero, che non si era mai esteso così a est.

Così, semplicemente espandendosi, Napoleone distrusse tutto ciò che aveva costruito e fece morire tra i ghiacci 400.000 dei suoi devoti soldati.

Difficile trovare un esempio migliore del destino dell’Occidente oggi.

Il commentatore Mirkhond, parlando delle elezioni francesi, scrive:

“Purtroppo il crescente impoverimento di sempre più vasti settori della società europea, non aiuta certo a credere in sinistre che si preoccupano solo dei matrimoni dei froci.
Dando spazio alle varie Le Pen.”

E’ un ragionamento diffuso, che rivela e maschera, insieme, una verità.

Partiamo da quello che non va: un individuo sbaglia – si può dire, “Renzi non ha capito…”

Ma “le sinistre”, composte da milioni di persone in tutto un continente, non sbagliano, subiscono la storia.

Torniamo all’immagine della retraite de Russie.

Proviamo a ragionarci così.

La Sinistra ridistribuisce. Ridistribuisce ciò che il capitalismo saccheggia alla natura, al resto dell’umanità e alle generazioni future. Ayn Rand e gli appassionati dello sbucaltamento universale, hanno scritto critiche brillanti alla natura parassitaria della Sinistra.

Non siamo ancora arrivati alla resa dei conti, ma siamo già nella fase sgonfiante di questa immensa bolla. Più o meno chiunque oggi – al di fuori forse dell’India che ci devono ancora sbattere la testa – sottoscriverebbe la semplice affermazione, “credo che mio figlio se la passerà peggio di me”.

C’è insomma da gestire la Ritirata.

La Ritirata non è una profezia: ci siamo già da diversi decenni (molti segnalano come data decisiva il 1974, ma il concetto è enormemente complesso, è come parlare del clima). Guarda caso, sono gli stessi decenni di smarrimento delle sinistre in tutto il mondo.

Ora, nella Ritirata, c’è poco da ridistribuire, a parte le medaglie – anche Napoleone aveva fatto una medaglia apposta per ricordare la Ritirata:

Non è un caso che l’attività principale della Sinistra oggi consista nel ridistribuire medaglie. Stare attenti a non dire “negro”, cercare di liberare un italiano prigioniero n Turchia (e quanti prigionieri tunisini ci saranno in Italia, per cui nessuno dice niente?), strillare perché su Facebook qualcuno ha detto una cosa sgradevole su qualcun altro, festeggiare perché una multinazionale assume come dirigente una lesbica paraplegica.

C’è parecchia gente che impazzisce per queste cose, come se la lesbica sulle sede a rotelle fosse il problema, e non la multinazionale. Queste reazioni isteriche fanno sentire importante la sinistra; e gli isterici si sentono che stanno difendendo i Valori Occidentali: un gioco che fa felici entrambi insomma.

Su un piano più serio, c’è la proposta nazionalista: il resto del mondo si ritiri pure, noi no. Continuiamo a progredire, a svilupparci, a fare fabbriche, a essere Novecento, insomma.

I Grenadiers Le Pen non ridurranno la distribuzione di legname o le razioni, per quanto faccia freddo.

La proposta non è illogica, finché continuiamo a credere all’espansione, al progresso, alla bolla. E siccome le Sinistre non possono mettere in dubbio questi valori assoluti, le loro reazioni diventano nevrotiche e irrazionali quanto quelle delle Destre.

Che se invece, si mettessero in dubbio le premesse stesse, si capirebbe immediatamente quale sia il limite della risposta dei Grenadiers Le Pen, o del Battaglione Paracadutisti Salvini, o dei Trump Marines.

 

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebeklerblog.com

Link: http://kelebeklerblog.com/2017/04/25/la-grande-ritirata/

25.04.2017

 

Pubblicato da Davide

26 Commenti

  1. Condivido Bonaparte di quanto scritto…..

  2. Mah, per me articolo da stampare ed usare nella “ritirata”.

  3. Molto giusto Miguel. Finirà tutto male. Però questa cosa ha avuto un suo sviluppo
    storico. I cittadini degli stati occidentali sono stati abituati alla “pace sociale”. I governi, soprattutto quelli socialisti, hanno fatto di tutto per appianare i conflitti, distribuendo medaglie, come dici tu. L’idea era quella del “nessuno deve farsi male”, poi è diventato clientelismo e assistenzialismo. E ora questa cosa non funziona più e tutti sappiamo che ci sarà un regolamento di conti, deve esserci un regolamento di conti e qualcuno si farà male, deve farsi male.
    Da qui, secondo me, la simpatia per le destre e per i 5stelle. Perché almeno in apparenza questi paventano una battaglia. È come se mandassero un messaggio “ho bisogno di te”. Mentre la sinistra manda il messaggio “le istituzioni sistemeranno tutto”.

  4. Mah, a leggere l’articolo sembrerebbe che la “ritirata” ( o il declino secondo il fatalista Spengler) dell’occidente sia una calamità naturale, una specie di terremoto dal quale si deve cercare riparo. Non è così, è invece il risultato di scelte sciagurate alle quali si può e si deve mettere rimedio. Il problema è la mancanza di volontà politica e la paralisi ideologica delle classi dirigenti più il controllo mediatico della masse. La redistribuzione della ricchezza all’interno delle società occidentali c’è sempre stata con le tasse, purtroppo con la globalizzazione c’è stata la redistribuzione con i Paesi asiatici e noi siamo quelli che hanno perso. Se non si individuano le cause non si può risolvere nessun problema. La sinistra non solo non sa che cosa fare, non sa neanche quel che è successo.

    • Perche’ non esiste piu’ una sinistra, praticamente e’ finita con Berlinguer (che pure non era, secondo me, il leader ideale della sinistra).

    • Hai perso ma non hai pagato ancora il conto della sconfitta. E non puoi fare nulla per evitare di pagare. Quindi Martinez ha ragione, mi pare.
      E poi visto che le citi, quali sono le cause?

      • Beh, le cause sono quelle ormai arcinote per chi legge un po’ di analisi diverse da quelle dei media tradizionali : l’apertura dei mercati sconsiderata, la privatizzazione senza strategia, così tanto per far qualche soldo e favori agli amici, l’immigrazione di massa, una moneta inadatta per la nostra economia, una struttura istituzionale vecchia e costosa e una spesa pubblica fuori controllo. Tanto per cominciare. La sinistra neanche registra più i problemi strutturali del Paese, tira a campare sperando nello stellone che porti il PIL almeno al 2% per poter dire a tutti che è arrivato un secondo miracolo economico.

  5. Non e’ che sia molto chiaro dove Martinez voleva andare a parare, tranne la cosa ovvia: che le sinistre hanno smesso di essere sinistra (leggi = socialista) per diventare servitrici del turbocapitalismo globalista. E da li’ sono partiti tutti i disastri. Il resto e’ fumo.

  6. Napoleone, l’Anticristo, come veniva dipinto dagli avversari, negli imperi, era impegnato a diffondere le conquiste della grande rivoluzione.

    La sua sottovalutazione delle difficoltà dell’impresa e la conseguente tragica ritirata come anticipazione della ritirata della civiltà occidentale? Un po’ complicato.

    L’Occidente é stato depauperato dei suoi valori positivi (ne ha espressi e ce ne sono!) e degli strumenti necessari a cercare di affermarli, dalla grave (definitiva?) degenerazione di una delle due parti che avrebbero dovuto amministrare la società.

    Degenerazione determinata dal trasferimento di poteri dai responsabili politici ai centri finanziari ed economici, con conseguente annullamento e demonizzazione della controparte politica ed inevitabile perdita dell’indispensabile, possibile, equilibrio.

  7. Onestamente non capivo l’eccesso di zelo della sinistra per i diritti gay….l’articolo se ho ben inteso propone una teoria che mi sento di condividere……la sinistra è ancora socialista, ma avendo fallito con la ridistribuzione del reddito si è ritirata sulla ridistribuzione dei diritti……….quindi avremo ricchi sempre più ricchi, poveri sempre più poveri……ma in compenso avremo gay sempre più gay……….uhh…..mica male come scambio…..credo che ora necessiti avvertire i poveri che il loro è un santo sacrificio ben ripagato dalla gioia di vedere tanti gay in circolazione…….e che necessiti avvertire i sindacati che le manifestazioni si fanno solo in concomitanza con il gay pride day.

  8. gay a clandestini.

  9. Schroeder e le riforme Harz, Renzi e il Jobs Act, Hollande e la Loi Travail, Blair e Clinton non hanno distribuito solo medaglie: hanno governato la più grande redistribuzione del reddito nella storia dell’economia capitalistica.
    Quando si guarda un quadro si deve fare attenzione a non cadere nel quadro.

  10. Io gli utili idioti favorevoli all’importazione quotidiana di migliaia di giovani maschi africani funzionali alla formazione di un esercito industriale di riserva non li leggo per principio.

  11. Più semplicemente a me sembra che la sinistra abbia rinunciato alle teorie di Karl Marx e le abbia sostituite con quelle di Groucho Marx (quello di “La guerra lampo dei fratelli Marx”): avendo visto che stavano perdendo la guerra, sono passati con il nemico. E’ un metodo che in Italia conosciamo molto bene. In altri paesi li chiamano semplicemente traditori.

    • Ma non è vero…. All’origine di tutto c’è il fraintendimento su cosa si possa fare e non si possa fare a livello sociale. Se io ti dico:”realizzero’ questo, codesto e quello” e tu ci credi, peggio per te. Tu devi essere in grado di capire se si può fare davvero o no. Purtroppo un popolaccio come quello di cui disponiamo non è in grado di discernere. Quindi diventa tutta demagogia. La politica, il sociale sono sogni per gli allocchi.

      • Non c’é bisogno che sia realizzabile, basta che sia in grado di moderare o tenere a bada il liberismo che, di per sé, é una catastrofe ad orologeria.

        • Paradossalmente sarebbe meglio non ridistribuire. Così ci sarebbero i poveri, che non consumano e di conseguenza impedirebbero agli altri di diventare ricchi. I guadagni del povero in caso di crescita sono risibili.
          E comunque mi fai avere un approccio sociale che non volevo avere. Il mio approccio alle questioni umane si potrebbe riassumere così: si decanta l’uomo, lo si celebra, lo si indaga, ci si preoccupa per lui, ma nessuno si prende la briga di dirgli a brutto muso:”sei solo uno scemo che produce un sacco di rifiuti”.
          Ogni “corsa” al guadagno è sbagliata. Sia quella delle élite, sia quella delle masse.