La dimensione del grottesco

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di Nestor Halak
ComeDonChisciotte.org

Oramai le dimensioni della propaganda hanno raggiunto limiti grotteschi, comici, come accadeva nella vecchie dittature novecentesche, ricordano i “contrordine compagni” della Pravda e gli apparecchi (come le chiamavano allora), di Mussolini che tornavano dalle ardite missioni più numerosi di quando erano partiti. Avete fatto caso che i russi smisuratamente ricchi si chiamano oligarchi, mentre gli omologhi occidentali sono solo “miliardari”? Magari filantropi nei casi migliori, oppure “visionari”, quando sono più stupidi dell’ordinario. Così i media ci raccontano della filantropia di Gates e accostano sempre al nome di Elon Musk l’epiteto di “visionario”, alla maniera di Omero: ricordate “l’accorto Odisseo”, o “Achille dai piedi veloci”? Il filantropo Soros non è forse un oligarca? O quanto meno, la mummia di un oligarca? Ora non state a domandarvi come un filantropo possa riuscire a diventare miliardario, però, se ci fate caso, in Russia o in Cina la politica ancora prevale sull’economia e indirizza l’agire di quei paesi ed è invece proprio in occidente che gli oligarchi sono al potere. Forse proprio per nascondere questo fatto, chiamano oligarchi i russi. Trump è un miliardario un poco rozzo e pittoresco, Berlusconi un simpatico palazzinaro che si è fatto da sé. Immaginatevi cosa direbbero i media di Putin se avesse un patrimonio personale vagamente paragonabile ai loro.

Sempre più grotteschi appaiono anche i servi al potere in rappresentanza degli oligarchi: il ministro degli “esteri” britannico che non distingue le città russe da quelle ucraine mentre pretende di difendere l’indipendenza di Kiev, o di Kursk? No, no, Kiev, ho detto bene! Oppure un ex ministro italiano che fa il guitto in Polonia, senza rete, completamente in balia degli eventi, povera comparsa televisiva rintronata. Ci è dato anche di vedere il super, extra, mega, tre volte grandissimo Draghi, che quando è chiamato ad esprimere questa sua grandezza parlando al popolo, riesce solo a balbettare “chi non si vaccina, muore; chi si vaccina, non muore; chi si vaccina poco, muore poco”. Ricorda molto da vicino papa Bergoglio e il suo primo affaccio alla finestra. Ci si aspetta che un papa abbia da dire qualcosa di profondo ai fedeli, o almeno, se proprio non è nelle sue corde, che si attenga ad un protocollo ben collaudato, vecchio di secoli, invece tutto ciò che riuscì a dire fu “signore e signori, buonasera!” “Signore e signori, Mina!” Pippo Baudo era molto più professionale. Probabilmente sarebbe stato un papa migliore.

Converrete che oramai è praticamente impossibile per una mente pensante seguire i telegiornali o i dibattiti televisivi, è come infilare la testa dentro una lavatrice. O sei già dentro il sogno, o ti pare incredibile che davvero qualcuno possa prendere sul serio quella roba. Nell’attualità, con subitanea svolta, il popolo bue è stato chiamato a non occuparsi più dell’epidemia, che pure era stata propagandata con la più grande e pervasiva campagna mediatica della storia dell’uomo (e della scimmia), ma è improvvisamente dovere civico di tutti sentirsi in guerra con la Russia e con Vladimir il Terribile e solidarizzare con il moderato, umanitario e democratico governo ucraino. Mi permetto di ricordare che gli americani, che hanno dietro di sé la potenza che tutti conosciamo, si sono finora limitati ad invadere Grenada o più ambiziosamente l’Iraq dopo mesi e mesi di accumulo di materiali, bombe e truppe sul posto, già l’Iran gli è sembrato un boccone troppo grande e hanno rinunciato. E noi sudditi della decadente italietta, con un pavido direttore di banca come sovrano assoluto, vogliamo far la guerra alla Russia, probabilmente la prima potenza militare del pianeta? Ma non ci potremmo trovare un nemico più alla nostra portata? Che ne so, Malta? Guardate che è già un obbiettivo molto ambizioso: già nella seconda guerra mondiale, incredibilmente, non ce l’abbiamo fatta ad occuparla e neppure a neutralizzarla. Il povero Mussolini, con i suoi milioni di baionette, ci si rodeva il fegato.

Qualcuno potrebbe spiegarci perché mai dovremmo amare così tanto l’Ucraina da far la guerra alla Russia a costo della vita? Perché abbiamo bisogno di badanti? Ma se il governo, con le politiche anti covid, sta attivamente eliminando il problema dei vecchietti? Cosa ci troviamo di meritevole e democratico in un regime nato da un colpo di stato finanziato dalla CIA che ha continuato a uccidere parte del suo stesso popolo per otto anni facendo migliaia di morti? Un regime che ha nell’esercito battaglioni che marciano dietro bandiere con le croci uncinate? Ma non eravamo tutti orripilanti dalla “barbarie nazifascista”? Non ci facevano dimostrazioni le coraggiose sardine? Non ce l’avevamo a morte con Saddam Hussein perché “gasava il suo stesso popolo” come ci hanno ripetuto innumerevoli volte i telegiornali? O forse qualunque paese aggredito merita il nostro sostegno? Allora non sarebbe più prudente correre ad aiutare lo Yemen che combatte con l’Arabia che è certo più alla nostra portata della Russia? Perché Bruno Vespa non ce lo spiega a porta a porta?

Vogliamo essere più cinicamente realisti? Un pizzico di real politik? Noi abbiamo bisogno della Russia, del gas, del petrolio, dei fertilizzanti, ma non dell’Ucraina. Perché dovremmo stare dalla parte dell’Ucraina quando sotto tutti gli aspetti possibili (tranne, forse, le badanti), il nostro interesse giace completamente sulla sponda opposta? E allora, se né l’etica né l’interesse ci portano a supportare l’Ucraina, perché dobbiamo essere pronti a sacrificarci per lei? Qualcuno può avere la compiacenza di spiegare al popolo questo arcano? Chi ha autorizzato il governo a portarci in una situazione di guerra? C’è stato un dibattito parlamentare? Una discussione nel paese come prima della grande guerra tra neutrali e interventisti? Il vate D’Annunzio ha parlato? Chi è il vate oggi, Cacciari? Niente di niente, solo propaganda sempre più insensata, sempre più grottesca. Censurato tutto ciò che è russo. Se chiedi un’insalata russa al ristorante, ti sputano in faccia. Io non la prenderei mai, non perché sono fedele al governo e voglio esportare la democrazia, ma perché il mio paese è così democratico che al ristorante non mi lasciano entrare. Neanche fossi russo.

Anch’io sono in guerra, ma non sono in guerra con la Russia, i miei nemici li conosco, li vedo, li ricordo, sono quelli che non mi riconoscono neppure la proprietà del mio corpo e lo vogliono usare per i loro esperimenti, che mi impediscono di lavorare, di viaggiare, che mi confinano, mi ricattano, mi negano l’assistenza medica, mi inondano di menzogne, mi aumentano le tasse e mi vogliono ridurre in miseria. Letteralmente chiunque sia contro di loro fosse pure Gengis Khan, è mio alleato. Si arriva a mostri giuridici. La confisca dei beni dei russi … perché sono russi. Sono compresi anche gli ebrei con passaporto russo? Ce ne sono diversi tra gli oligarchi, questo ricorda qualcosa a qualcuno? Forse si organizzeranno anche falò in piazza con i classici della letteratura. Del resto in Delitto e Castigo già si possono intuire i primi segni del putinismo (per non parlare della torbida storia di colui che era certamente un suo prozio e già aveva rovinato la credibilità della graziosa famiglia reale, il famigerato Ras Putin).

Al di la delle semplici menzogne sui fatti, che sono quasi tutto ciò che la stampa riesce oggi a produrre, si leggono titoli di giornale incredibili “come difendersi in caso di attacco termonucleare”. Be, direi innanzi tutto di usare la mascherina, preferibilmente quelle ffp2, chiudere le finestre (se hanno ancora i vetri, altrimenti non importa), e non guardare direttamente il lampo: pare certo che il vaccino Pfizer sia utile anche contro le radiazioni, specialmente quelle dello stronzio 90, ma solamente dopo le tre dosi canoniche. Rassicura molto anche il fatto che ci sarà la protezione civile e il generale Figliolo a difenderci. Mi aspetto un monito dal vecchietto dai capelli candidi.

Concluderei sottolineando che tre fatti chiave hanno completamente alterato il corso della storia degli ultimi due anni: un’epidemia di una sindrome parainfluenzale, la pretesa necessità di passare immediatamente ad una produzione di energia più sostenibile e, ultimamente, la guerra in Ucraina. Ciascuno di questi temi è reale: infatti esistono epidemie di influenza, esistono l’inquinamento e la possibilità di esaurimento delle materie prime, esistono guerre regionali in corso pressoché ininterrottamente dalla fine della guerra mondiale. Ma l’importanza (o l’urgenza), di ciascuno di essi è stata enormemente esagerata attraverso le più grandi campagne di propaganda della storia, campagne che hanno raggiunto e superato ampiamente i limiti del grottesco.

Queste campagne sono nei fatti dirette a far accettare alla popolazione limitazioni decisive della libertà personale e del livello di vita raggiunto dopo la seconda guerra mondiale, esagerando in modo appunto grottesco l’incidenza dei tre temi scelti, fino a cambiare drasticamente la natura stessa degli stati occidentali. Nella realtà non sono stati e non sono i tre fatti esposti a cambiare il mondo, ma le azioni che il potere ha intrapreso pretendendo di combatterli. I rimedi adottati, oltre ad essere palesemente inefficaci, sono di gran lunga più dannosi e distruttivi dei problemi stessi. In altre parole stiamo andando a caccia di zanzare col cannone o, se preferite, ci stiamo tagliando gli attributi per far dispetto alla moglie.

Oltre a domandarsi perché, sarebbe il caso di smettere. Subito.

Nestor Halak

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