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La crisi oppiacea americana e le ansie moderne dimostrano i limiti del capitalismo

DI SLAVOJ ZIZEK

rt.com

La crisi degli oppioidi in America e lo spaventoso ritmo dei suicidi in Sud Corea hanno entrambi la stessa causa. Il difetto del capitalismo è che ha gradualmente rimosso gran parte del significato e dell’ideologia dalla vita.

Il mese scorso, in risposta a tale crescente epidemia, Donald Trump ha dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica. Descrivendo la crisi come una “vergogna nazionale e tragedia umana”, il presidente si è scagliato contro la devastazione causata dalla prescrizione di massa di antidolorifici oppioidi.

“Gli Stati Uniti sono di gran lunga il maggior consumatore di tali farmaci, usando più pillole oppioidi per persona di qualsiasi altro paese. Nessuna fascia della nostra società – giovane o vecchia, ricca o povera, urbana o rurale – è stata risparmiata dalla piaga della tossicodipendenza“, ha affermato.

Anche se Trump è ben lungi dall’essere un marxista, la sua dichiarazione non può non evocare la ben nota descrizione di Marx della religione, come “oppio dei popoli” (dal suo contributo a ‘Per la critica della filosofia del diritto di Hegel’).

Vale la pena citarla: “la religione è il sospiro della creatura oppressa, il cuore di un mondo senza cuore e l’anima di condizioni senza anima. È l’oppio dei popoli. L’abolizione della religione come illusoria felicità della gente è la richiesta per la loro vera felicità. Invitandoli a rinunciare alle illusioni sulla propria condizione si chiede loro di rinunciare ad una condizione che richiede illusioni. La critica della religione è dunque in embrione, la critica di quella valle di lacrime di cui la religione è l’alone”.

Si può subito notare che Trump (che vuole iniziare la sua guerra contro gli oppiacei proibendo i farmaci più pericolosi) è un marxista molto volgare, simile a quei rigidi comunisti (come Enver Hoxha o i Khmer rossi) che hanno tentato di sconfiggere la religione semplicemente rendendola fuorilegge. L’approccio di Marx è più sottile: invece di contrastare direttamente la religione, l’obiettivo dei comunisti è cambiare la situazione sociale (di sfruttamento e dominio) che genera la necessità della religione. Marx resta comunque troppo ingenuo, non solo per quel che riguarda la sua idea di religione, ma anche nella sua reazione alle diverse versioni dell’oppio dei popoli.

È vero ad esempio che l’Islam radicale sia un caso esemplare di religione come oppio del popolo: un falso confronto con la modernità capitalista che consente ad alcuni musulmani di abitare nel proprio sogno ideologico, mentre i loro paesi vengono devastati dagli effetti del capitalismo globale – e lo stesso vale per il fondamentalismo cristiano. Nel nostro mondo occidentale, tuttavia, ci sono oggi altre due versioni dell’oppio dei popoli: l’oppio ed i popoli.

Come dimostra l’ascesa del populismo, l’oppio del popolo è anche “il popolo” stesso, il vago sogno populista destinato ad offuscare i nostri contrasti. E, ultimo ma non ultimo, per molti di noi l’oppio del popolo è proprio l’oppio, la fuga nei farmaci, che è proprio il fenomeno di cui Trump sta parlando.

Così, per parafrasare Marx, da dove viene questo desiderio di rifuggire nell’oppio? Come Freud, dobbiamo dare un’occhiata alla psicopatologia della vita quotidiana global-capitalista. Un’altra forma di moderno oppio del popolo è la fuga negli universi digitali pseudo-sociali di Facebook, Twitter ed altre piattaforme di social media.

In un discorso ai laureati di Harvard nel maggio 2017, proprio Mark Zuckerberg ha infatti detto al suo pubblico: “Il nostro compito è quello di creare un senso di scopo” – e questo da un uomo che, con Facebook, ha creato il più vasto strumento al mondo di inutile perdita di tempo!

Il paese la cui vita quotidiana è più impregnata dalla virtualizzazione digitale è la Corea del Sud. Ecco la relazione di Franco Berardi sul suo viaggio a Seul: “La Corea è il laboratorio del mondo, un progetto per il futuro del pianeta… dopo la colonizzazione e le guerre, dopo la dittatura e la fame, la mente sudcoreana, liberata dal fardello del corpo naturale, è entrata senza problemi nella sfera digitale, con una minore resistenza culturale rispetto a praticamente qualsiasi altra popolazione del mondo. Nello svuotato spazio culturale, l’esperienza coreana è caratterizzata da un estremo grado di individualizzazione, ed allo stesso tempo si dirige verso il cablaggio ultimo della mente collettiva. Queste menti solitarie camminano nello spazio urbano in un’interazione continua con immagini, tweet, giochi che escono dai loro piccoli schermi, perfettamente isolati e perfettamente cablati nella dolce interfaccia del flusso… La Corea del Sud ha il tasso di suicidi più alto al mondo. Lì, il suicidio è la causa di morte più comune per i minori di 40 anni. È interessante notare che il tasso di suicidi in Sud Corea è raddoppiato nell’ultimo decennio… nello spazio di due generazioni, la condizione dei cittadini è sicuramente migliorata dal punto di vista del reddito, della nutrizione, della libertà e della possibilità di viaggiare all’estero. Il prezzo di questo miglioramento è stato però la desertificazione della vita quotidiana, l’iper-accelerazione dei ritmi, l’estrema individualizzazione delle esistenze e la precarietà del lavoro, che significa anche concorrenza sfrenata… l’intensificazione del ritmo di lavoro, la desertificazione del paesaggio e la virtualizzazione della vita emotiva stanno convergendo per creare un livello di solitudine e disperazione a cui è difficile opporsi consapevolmente”.

Futuro senz’anima

Le impressioni di Berardi forniscono di Seul l’immagine di un luogo privato della propria storia, un luogo astratto. Badiou ha detto che viviamo in uno spazio sociale che viene progressivamente sperimentato come astratto. Anche l’antisemitismo nazista, per quanto terribile, aveva aperto un mondo: descriveva i suoi problemi e proponeva un nemico, cioè la “cospirazione ebraica”; definiva un obiettivo ed i mezzi per realizzarlo. Il nazismo ha rotto la realtà in un modo che ha permesso ai suoi argomenti di acquisire una mappatura cognitiva globale.

Forse è qui che si dovrebbe individuare uno dei principali pericoli del capitalismo: sebbene globale, sostiene una costellazione ideologica senza tempo, che priva la stragrande maggioranza delle persone di qualsiasi mappatura cognitiva significativa.

Il capitalismo è il primo ordine socio-economico che de-totalizza il significato: non è globale a livello di significato. In fin dei conti, non c’è una visione del mondo capitalistico e nessuna civiltà capitalista: la lezione fondamentale della globalizzazione infatti è proprio che il capitalismo può adattarsi a tutte le civiltà, da quella cristiana a quella induista e buddista, da ovest ad est. La dimensione globale del capitalismo può essere formulata solo a livello di verità senza significato, come la realtà del meccanismo del mercato globale.

Questo dunque è ciò che fa cercare rifugio nell’oppio a milioni di persone. Non solo la nuova povertà e la mancanza di prospettive, ma anche l’insopportabile pressione del Super-io nei suoi due aspetti: la pressione del successo professionale e la pressione di godere la vita al massimo. Questo secondo aspetto forse è ancor più inquietante: cosa resta della nostra vita quando il nostro rifugio nel piacere privato diventa quasi un obbligo?

 

Slavoj Žižek

Fonte: www.rt.com

Link: https://www.rt.com/op-edge/409089-opioid-crisis-us-korea/

7.11.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di HMG

Pubblicato da Davide

  • Holodoc

    Il capitalismo con la sua filosofia egoica infantile del “è mio” è un modello adattabile a tutte le menti deboli.

    Il comunismo al contrario richiede di fare propri concetti più maturi quali il non attaccamento e generosità… ma a quanto pare molte poche persone arrivamo a svilupparli, persino in paesi il cui credo tradizionale si basa sulla dissoluzione dell’ego (filosofia buddhista e yoga).
    E per questo è rimasto un’utopia.

    • A 19th century man

      Uhuhuhu! Ahahaha! Ohohoho! Ehehehe! Ihihihi!
      Che risate!
      Il comunismo e il capitalismo sono due facce della stessa medaglia, ovvero il materialismo, entrambi sono la negazione della componente spirituale dell’essere umano, entrambi si basano sulla centralità della produzione di beni. Il primo pianifica e realizza a livello pubblico, il secondo pianifica a livello pubblico e delega ai privati. Certo ci sono alcune differenze tra le società figlie dei due modelli, ma la matrice è comune. In entrambi i casi si realizza immancabilmente l’alienazione dell’essere umano.

      • Tonguessy

        Ricordo solo che la società più longeva nella storia dell’umanità è quella del comunismo primitivo. E’ resistita (e in maniera minore sta ancora resistendo in particolari condizioni) per svariate decine di millenni.

        https://it.wikipedia.org/wiki/Comunismo_primitivo

        Mettere il comunismo assieme al capitalismo (o al fascismo, poco cambia) per frullare tutto è un classico della banda del né-né (né destra né sinistra, né comunismo né capitalismo e via elencando antinomie) e serve solo a confondere le menti più deboli, rendendo la discussione da bar sport più interessante (secondo gli standard attuali). Poi si passa a discutere gli errori arbitrali.

        • MarioG

          Forse parlate di due comunismi diversi. Per Marx il comunismo viene solo DOPO la società capitalista.

          “19th century man” ha ragione: il comunismo si basa sulla centralità della produzione dei beni: la società comunista era pensata
          possibile solo dopo che, attraverso la fase capitalista, la produzione
          dei beni avrebbe avuto uno sviluppo sufficiente.

          Quanto alla longevità, la considerazione è abbastanza risibile.
          Come a dire, parlando dell’età del ferro: “l’età più longeva è l’età della pietra”

          Cioè: che cosa vuol dire? Che rilevanza ha?

          • Tonguessy

            Secondo te una persona che vive fino a 100 anni non ha alcun merito rispetto a chi muore a 20? Il capitalismo è una invenzione delle ultime frazioni di secondo rispetto alla storia dell’umanità che, in buona sostanza, si è sempre arrangiata bene con il comunismo primitivo. Lo so che la banda del né-né ha piacere, in puro stile postmoderno, di frullare tutto per appiattire valori e significati per cui morire a 100 anni non è più rilevante di morire a 20. Ma io che ancora oggi sostengo il valore dei significati in queste trappole così popolari non riesco a cascarci. Buon per voi del bar sport che ve ne vantate e spargete tale verbo.

        • A 19th century man

          Vabbe’ si chiama in modo simile, ma sto comunismo primitivo è tutt’un’altra cosa rispetto al comunismo così come il mondo lo ha conosciuto. Nè vale richiamare la differenza tra teoria e pratica come scusante perché a ben guardare anche il capitalismo avrebbe la pretesa di farci stare bene tutti… Parliamoci chiaro: io credo che persa la relativa innocenza (nel senzo di inattitudine a nuocere, inoffensività) dei tempi antichi, per mancanza di tecnologia, è questione di tempo e si va a sbattere tutti contro un muro.

      • Truman

        Direi che il discorso è abbastanza più complesso.
        Il comunismo di Marx, a cui si rifà Zizek, è diretto erede di Hegel e dell’Idealismo. Certamente c’è un’insistenza di Marx sul materialismo (dialettico) ma il marxismo si basa su parecchi ideali.
        D’altro canto l’abnorme sviluppo del capitalismo di oggi è in buona parte dovuta a quella pazza idea che chiamiamo “denaro” idea che essendo ormai del tutto immateriale, può crescere in modo illimitato. Il potere del capitalismo di oggi deriva in buona parte dall’idea immateriale del denaro che prevale sulla sostanza, sulle persone, sui beni materiali.
        Personalmente il difetto del marxismo lo ritrovo proprio nel suo fissarsi eccessivamente sull’idea del denaro, proprio come il capitalismo (del resto il testo sacro del marxismo è “Il Capitale”). Però leggo con piacere Zizek che non mi sembra avere questa fissa del denaro.

      • Holodoc

        Il mio era ovviamente un ragionamento atto a giustificare il successo di un modello a discapito dell’altro, conscio che il secondo è un traguardo forse irraggiungibile.

        Sarei comunque curioso di sapere qual’è il tuo ideale di società, anche se dal tuo nick immagino sia quella vittoriana…

        • A 19th century man

          Il mio ideale di società è il villaggio dei Puffi, ma con più puffette.

          • Holodoc

            Buffa risposta… una volta ho letto che l’autore dei Puffi si fosse ispirato al comunismo quando ha inventato la società dei Puffi… non a caso il loro capo somiglia a Marx ed è vestito di rosso, e il loro nemico è vestito da prete.

          • A 19th century man

            La comune matrice spesso è un dato fuorviante, anche la svastica era sullo sfondo rosso del socialismo, infatti era nazionalsocialismo, ma era tutta un’altra cosa mi pare. Né meglio, né peggio credo, ma tutta un’altra cosa…

          • Holodoc

            Il colore dei fascisti era il nero, quello dei nazisti il grigio (il colore preferito dai tedeschi a giudicare da come sono tuttora dipinte le loro allegrissime case). La bandiera rossa è innegabilmente il simbolo universale del comunismo.

          • A 19th century man

            Associazioni postume. Il colore del nazismo è il rosso.

      • Dal punto di vista materialistico possono essere la stessa medaglia ma non sono la stessa cosa. La definizione che dai non è esaustiva, perchè non considera che delegando ai privati si esasperano i bisogni al fine di avere maggior lucro. Inoculando sempre maggiori quantità di bisogni indotti, è inevitabile che alcuni non vengano soddisfatti e proprio questi sono l’origine delle frustrazioni. Ecco quindi che all’aumentare dei bisogni corrisponde un aumento dei consumi ma anche delle frustrazioni. Questo spiega la maggior infelicità delle società “evolute” e quindi il ricorso ad antidepressivi e psicofarmaci vari

        • A 19th century man

          Mai detto che fossero la stessa cosa. Sarei tentato di risponderti che il comunismo forse è il male minore… Poi ci penso su e non ne sono più tanto convinto.

      • Anastasia Svevi

        Esatto. Guardando oltre l’aspetto economico capitalismo e comunismo sono due volti della stessa medaglia che portano al medesimo risultato: la disintegrazione del singolo nel collettivo. Entrambe le ideologie conducono nella direzione di un regresso verso il collettivo dove il singolo appare sempre più incapace a valere se non in funzione di qualcosa in cui egli
        cessa di avere un volto proprio. La Russia sovietica pur avendo avuto nel
        capitalismo il suo principale antagonista mirava come in America a essere una civiltà della macchina, della quantità e della tecnocrazia. Da ambedue le parti vi è una grandiosità senz’anima dove l’uomo è ridotto a un mero strumento di produzione e di rendimento materiale in un conglomerato sociale conformista.

    • Truman

      Mi tengo sempre da parte una frase di Hoeg “quel miscuglio tipicamente occidentale di egoismo e ingenuità” per indicare sinteticamente il capitalismo.

      • Holodoc

        Gli egoisti hanno bisogno di ingenui da beffare per arricchirsi.
        Questo è il Capitalismo.

        • Primadellesabbie

          Questa non é male!

          Biglino fa osservare che l’uomo, privo di una propria nicchia ecologica, deve costruirsi l’ambiente in cui sopravvivere.

          Questa necessità genera una catena di problemi in merito a come risolverla e per le conseguenze che ogni soluzione, comprese quelle potenziali, ha sul tipo di umanità che vi si installa o che la insegue.

          Il momento attuale sembra caratterizzato da una iperattività, oramai fuori controllo, slegata dalla finalità che la ha guidata al suo nascere, dalla quale siamo incapaci di liberarci e di circoscriverne le conseguenze divenute insostenibili per noi e per l’ambiente che ci ospita.

          Avete presente il comportamento inarrestabile e sgangheratamente festoso di una squadra di calcio dopo aver segnato un gol e quindi raggiunto lo scopo? Ecco noi siamo in quella fase, corriamo all’impazzata e a vanvera, ci togliamo la maglietta, saltiamo le transenne, ci buttiamo gli uni sugli altri…

          • Holodoc

            Emigrare in un paese dalla cultura differente, comunismo o non comunismo, non è mai indolore e sbaglia chi pensa che scappare in un paese più ricco sia sempre una scorciatoia per la realizzazione personale.

            I media poi tendono solo a mettere in evidenza i lati positivi di chi va all’estero e a nascondere le storie di fallimenti, come quelle dei tanti ragazzi italiani emigrati in UK che muoiono suicidi.

            Se poi ti sposi uno solo per avere un visto, ovvio che la depressione è garantita!

          • Primadellesabbie

            Se ti riferisci a quello che ho messo tra parentesi, il problema erano prevalentemente le bollette ed il doversi amministrare i soldi, i rapporti di lavoro, e altre forme di stress ed affanni che erano sconosciuti nel mondo in cui erano nate.

    • Ed è per questo che da una ventina di anni si applicano nelle scuole dottrine pedagogiche di ispirazione individualista che hanno fatto scomparire addirittura i concetti base della pedagogia sociale

  • ignorans

    Mi stupiscono sempre queste tirate sociologiche, per cui l’individuo è in balia dell’ambiente, del destino. Del resto è anche vero, ma dovrebbe essere uno stimolo in più a riappropriarsi del proprio potere. Se uno si lascia andare….

    • A 19th century man

      “dovrebbe essere uno stimolo in più a riappropriarsi del proprio potere”. Peccato che sia un tantino difficile, direi addirittura impossibile se non si è disposti a mettere in gioco tutta la posta, cioè la propria vita. Le situazioni di apparente dignitoso compromesso appartengono comunque alla categoria dell’ineluttabile.

      • ignorans

        La “modernità” è una jungla, molto peggio della jungla di Tarzan. Ogni tanto bisogna fermarsi e gridare: “Oh-O-O-Oh-O”, battendosi il petto!
        Insomma ci vuole una tecnica per uscire dal manicomio…

        • televisione falsa

          Uscire dal manicomio vorrebbe dire come ha fatto un signore che conosco : sì e isolato in una casetta tra i boschi , coltiva , alleva le bestie, fa formaggi e salami…..

    • televisione falsa

      Il problema è che il 90% della gente si lascia andare , siamo tutti viziati e i vizi sono brutte bestie proprio perché non si riesce a smettere

      • Holodoc

        I vizi fanno crescere il PIL… non scordarlo…

        • televisione falsa

          Sì , ma ci rovinano la vita

          • Holodoc

            Così vai dal medico o dal terapeuta a farti curare.. tu paghi e il PIL cresce ancora!!! Siamo mucche da spremere, cosa pensavi??!?

            Il Dalai Lama ha detto: “Non capisco gli uomini occidentali, prima perdono la salute per fare soldi, poi spendono i soldi per curare la salute”

  • Denisio

    Ricordiamo che l’infame sistema capitalista si è imposto al mondo nel 900 con le bombe e non per scelta sovrana, viene spacciato come la via della civilizzazione umana ma è al contrario il seme del dominio tecnocratico totale e del dirigismo REPRESSIVO SISTEMATICO PER IL CONTROLLO delle masse da parte di pochi. Ovviamete non ci si doveva aspettare niente di buono da un sistema fondato sul materialismo dove nella narrativa storica ufficiale persino la sfera spirituale ovvero la religione è venuta a patti (lateranensi) con IL SISTEMA non solo accettandolo ma dandolo per scontato ad ogni livello. Ma se il cristianesimo indicava tutta altra via che cosa è diventata la chiesa se non uno zombie filocapitalista senza testa anestetico sibillino e sobillatore dannoso e falso? Che condizione miserabile mendicare la schiavitù di un lavoro asettico moderno con cartellino o chip per far parte di una società distruttiva e malata come quella attuale…che degrado assoluto dover leggere idee e visioni filosofiche e saggistiche oramai solo negli uomini del passato mentre quelli moderni sono concentrati solo ed unicamente a far quadrare dei conti che non torneranno mai semplicemente perchè IL SISTEMA è fondato sulla menzogna oltre che inumano poichè azzerata la valenza della crescita spirituale, esaspera l’agressività individuale, l’individualismo, la deresponsabilizzazione e molti aspetti universalmente deprecabili.

    • televisione falsa

      Concordo , La nostra società è uno schifo, prima finisce e meglio è

  • gix

    Insomma la Corea del Sud se la batte con il Giappone quanto a suicidi e vite di merda, non era così scontato, anche perché dall’altra parte c’è Kim, che invece dà un senso a tante vite che altrimenti non lo avrebbero. Comunque è vero, la forza del capitalismo è che corrompe tutto, più che adattarsi costringe gli altri ad adattarsi a lui. Purtroppo è la riprova che i più disarmati sono proprio quei popoli che sono agli antipodi con l’occidente capitalista, una volta che decidono di adottare la filosofia di quest’ultimo.

  • televisione falsa

    Forse stanno meglio in Corea del Nord che in Corea del Sud , almeno in Corea del Nord hanno valori e identità e non si passano la vita su televisione ,smartphone , Facebook , internet…

    • Truman

      Mi ritorna in mente Mankell quando paragona la Lettonia (quando l’URSS stava per cadere) alla Svezia: “…la povertà ha volti diversi. Da noi non c’è abbondanza. Da noi non c’è la libertà di scelta. In Svezia ho avuto la sensazione di intuire quella povertà che ha le sue origini nella mancanza della necessità di lottare per la propria sopravvivenza. Per me quella lotta ha una dimensione religiosa. Non vorrei essere al vostro posto.” (Karlis Liepa nel romanzo I cani di Riga)

      • televisione falsa

        ” Quella povertà che ha le sue origini nella mancanza della necessità di lottare per la propria sopravvivenza ” ……..ossia la mia vita

        • GiNoDue

          Se non hai bisogno di lottare per la sopravvivenza hai la possibilità di “evolverti”…
          Forse

          • televisione falsa

            A me mi sta solo facendo morire di noia e mi sta aumentando la depressione

          • GiNoDue

            Cosa vuoi?
            Intendo cosa vuoi dalla vita e nella vita?
            Chi lotta per la sopravvivenza vuole poter smettere di lottare.
            Perchè? Perchè ritiene che troverà finalmente il benessere, la felicità, lo stare bene, la serenità non avendo quei problemi da dover risolvere.

            Chi non ha bisogno di lottare per la sopravvivenza non vuole forse sempre la felicità, la serenità, il benessere?
            Come mai tu non lo hai trovato pur non dovendo lottare per sopravvivere, non avendo quei problemi da risolvere?

            Allora evoluzione è porsi innanzitutto delle domande apparentemente semplici: Cosa voglio? Come sono felice? Come posso essere felice? (sereno o come ti pare). Perchè pur non avendo “quei” problemi” me ne creo degli altri ?(e se non devo lottare…cosa faccio? mi giro i pollici?)

            Non so se ti sei fatto queste domande e se si cosa ti sei risposto.
            Certamente non hai ancora trovato il benessere personale e la tua serenità.
            Ecco cosa devi fare….

            Hai la possibilità di trovare la tua strada (serenita felicita benessere o come la voi chiamare) vai e trovala.
            Nel cercarla non ti annoierai
            Nel non annoiarti….non starai male per la noia……………

          • televisione falsa

            Hai ragione

      • GiNoDue

        L’essere umano avrebbe la possibilità di smettere di lottare per la sopravvivenza.
        Se questo è un male è sempre perchè c’è della manipolazione altrimenti è il risultato di una evoluzione.
        Nei cambiamenti c’è sempre l’aspetto “negativo” e quello “positivo” ma non avere più il bisogno di lottare per la sopravvivenza è il pre-requisito per differenziare l’essere umano dagli animali “non coscienti di sè” e goderne a pieno tutte le potenzialità.
        C’è “qualcosa” che ancora “blocca” questa evoluzione e fa si che nonostante siamo nel periodo più tecnologicamente avanzato della storia (conosciuta), capaci di manovrare il clima, modificare il DNA,, modificare l’ambiente intorno a noi come meglio ci conviene la maggioranza della popolazione sul pianeta lotta per la sopravvivenza e chi non ne ha più bisogno ne soffre e ne gode principalmente gli aspetti negativi.

      • natascia

        Grande Mankell….

    • pincopallo

      E anche l’aria pulita !

  • televisione falsa

    L’Italia di oggi assomiglia molto alla Corea del Sud : tanti disoccupati che comunque hanno da vivere e si passano la vita con vizi , cose superflue, televisione, smartphone , Facebook , internet….. E psicologicamente stiamo sempre peggio

  • televisione falsa

    Il capitalismo fa schifo, l’industrializzazione è stato un male , Spero che finiscono tutti e due al più presto , ci hanno fatto diventare viziati e senza valori e Senza identità, hanno creato la metà della popolazione con problemi psicologici

  • Pedro colobi

    “Il mese scorso, in risposta a tale crescente epidemia, Donald Trump ha
    dichiarato un’emergenza sanitaria pubblica. Descrivendo la crisi come
    una “vergogna nazionale e tragedia umana”, il presidente si è scagliato
    contro la devastazione causata dalla prescrizione di massa di
    antidolorifici oppioidi.”
    Era forse meglio se si fosse scagliato contro le cause di tale degrado; 40 milioni di americani che mangiano con il buono pasto, 3 milioni di bambini che vivono per strada, 9 milioni di americani che vivono perennemente in roulotte, alcuni milioni senza nessuna dimora, 25 milioni che non si curano perché privi di mezzi per pagasi il medico.

  • fuffolo

    Ossicodone, hanno iniziato anche da noi, per favorirne la diffusione sono arrivati ad “addomesticare” i report (Scientifici) sui dati clinici delle conseguenze (un prof lo hanno ingabbiato pochi mesi addietro).
    Ma trattandosi di terapia del dolore come non si può chiudere un occhio?

  • Vamos a la Muerte

    Il Capitalismo è la più violenta e sanguinaria Ideologia mai apparsa sul Pianeta Terra: ma proprio perché più subdola, la massa di pecore non se ne accorge nemmeno.
    Buonanotte Mondo

    • Mario Poillucci

      Come darti torto!! E’ così, il capitalismo altro non rappresenta che la realizzazione di un neo-feusalesimo ma più violento, più brutale, più subdolo, più perfido del precedente siccome paludato, propalato da gentaccia ben vestita, scortata, protetta, apparentemente autorevole! Niente di più perfido è mai esistito su questo pianeta! Rendere schiave le persone valutandole e considerandole solo come consumatori da sfruttare, da precarizzare, cui rendere la vita drammaticamente difficile par distoglierla dai veri valori che non sono affatto rappresentati dal ”consumismo e dallo shopping”!! Ma a chi lo racconti? Ottusità, droghe, disvalori annientano tutto e tutti! Avrei un qualche anticorpo da suggerire ma mi dicono che sono troppo violento! Pazienza! Odi profanum vulgum et arceo!!!!! Ciao Vamos!!!