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LA CRISI DEI PIGNORAMENTI DIVENTA GLOBALE

Altri 11 milioni di pignoramenti
negli Stati Uniti?

di MIKE WHITNEY
Counterpunch

Sebbene il comparto immobiliare statunitense

sia in uno stato di forma disastroso, non è per nulla paragonabile

a quanto accade in Irlanda. Il valore dei beni immobili irlandesi è

in caduta libera. I prezzi sono crollati del 60% in tutto il paese,

e del 65% a Dublino. Le misure di austerity hanno portato alla

forte crescita del tasso di disoccupazione (18%) e al ristagno del mercato

immobiliare. Secondo il Guardian, i prezzi hanno subito una flessione

dell’8% nell’ultimo trimestre, “la più

grande caduta di prezzi trimestrale mai avuta nel mercato immobiliare

irlandese“. (“Ireland’s

house prices at lowest levels since 2000″,

The Guardian) E la situazione non è così

calda nemmeno nella vicina Spagna, dove i prezzi delle case sono crollati

del 7,4% su base annuale nel terzo trimestre, “il quattordicesimo

trimestre consecutivo di perdite” (Reuters). Le macerie della

bolla immobiliare spagnola sono visibili ovunque, dall’inefficiente

e boccheggiante sistema bancario, all’altissimo tasso di disoccupazione

(22%), alle entrate fiscali in calo. Le lugubri finanze del paese hanno

portato all’espulsione del Primo Ministro Josè Luis Rodriguez Zapatero

e del suo governo socialista a favore dell’integralista di destra Mariano

Rajoy. (Rajoy promette profondi tagli sulla spesa pubblica dove sia

possibile, anche se ciò significa l’interruzione di programmi sociali

apprezzati). Altre informazioni sulla bolla immobiliare spagnola tratte

da Reuters:

I prezzi delle case

hanno subito un calo attorno al 24% espresso in termini reali dal picco

del 2007, e ci si attende un decremento tra il 35 e il 40% su base decennale,

con la domanda frenata dall’alto tasso di disoccupazione e da un basso

livello di crescita”. (“Spain

housing prices fall 7.4 pct in long slump”,

Reuters)

Negli Stati Uniti i proprietari di

case hanno visto il proprio capitale svanire nell’arco di pochi anni.

Secondo i riferimenti offerti dall’S&P/Case-Shiller Home Price

Index, i prezzi del settore casa sono scivolati del 32% dal picco

avutosi nel 2006, gettando alle ortiche circa 8 trilioni di dollari

in capitale immobiliare. L’inversione di tendenza dei prezzi ha provocato

un repentino declino nella spesa al consumo, dal momento che furono

prelevati 500 miliardi di dollari all’anno dagli Home Equity Withdrawals

(HEW) [Linea di prestito con garanzia ipotecaria, ndt] negli anni della

bolla.

Così, quanto a lungo proseguirà

questa caduta dei prezzi negli Stati Uniti e c’è qualche possibilità

che gli USA seguano la strada dell’Irlanda e che gettino via un altro

30% o qualcosa di simile?

Sembra improbabile, soprattutto perché

sembra che le grandi banche stiano lavorando con la Fed per frenare

l’ammontare dell’offerta. Così, ad esempio, (secondo Calculated Risk)

l’offerta di immobili è calata del 18% su base annuale in

dicembre” (2011), tuttavia l'”offerta fantasma” di

case si scosta appena. Questa è la definizione di “offerta fantasma”

fornita da Calculated Risk:

Offerta di unità

abitative che attualmente non sono sul mercato, ma che si prevede siano

quotate nei prossimi anni. L’offerta fantasma può

includere proprietà appartenenti a banche (REO: Real Estate Owned),

proprietà sotto processo di pignoramento, altre proprietà

su cui sono accesi delle ipoteche non estinte (con periodo di grave

inadempienza di oltre 90 giorni, o meno gravi), condomini convertiti

in appartamenti (e che saranno riconvertiti ancora), immobili a reddito

di proprietà di investitori e proprietari di casa “in attesa di

un periodo migliore” e poche altre categorie – fintanto che le proprietà

non sono poste in lista di vendita.

Così, mentre l’offerta di immobili

è rientrata attorno ai livelli del 2005 (2,5 milioni di unità),

l’offerta fantasma aggiunge a tale somma altri tre milioni di unità.

Se tale offerta nascosta fosse improvvisamente introdotta nel mercato,

i prezzi cadrebbero a picco. Così, la mia supposizione è che i “Big

Boys” stiano colludendo con i nostri amici della Fed

per sostenere i prezzi attraverso la vendita scaglionata degli arretrati.

Nonostante ciò, la tendenza al ribasso dei prezzi è impressionante.

Per esempio, le banche hanno ridotto l’offerta di circa il 18% su base

annua, ma ciò malgrado i prezzi hanno anche visto un decremento del

4%! Normalmente si potrebbe pensare che, se un’offerta così forte

venisse omessa dal mercato, i prezzi dovrebbero salire, ma questo non

è il caso. Ciò mostra come l’approccio al possesso di una casa sia

cambiato in maniera drammatica. Anche con tassi di interesse al minimo

storico, un gran numero di persone si sta tenendo lontana dall’acquisto

di una casa.

In questi ultimi giorni i lettori potrebbero

aver sentito delle voci riguardo il fatto che la Fed stia facendo

delle pressioni a favore di un programma di riconversione di un imprecisato

numero di case pignorate in immobili da reddito. Sfortunatamente, sembra

essere solo un altro schema Ponzi che avrà un effetto marginale sulle

vendite complessive. Lasciatemi catturare la vostra attenzione sul passaggio

chiave dell’analisi di Reuters riguardo il programma proposto:

Il presidente della

Fed Ben Bernanke, in una lettera con le proprie raccomandazioni, ha

detto che la banca centrale statunitense sta dando risposta alle richieste

di consulenza su ciò che andrebbe fatto per interrompere la spirale

del crollo dei prezzi delle case e l’incremento dei pignoramenti.

Tra le raccomandazioni:

permettere a Fannie Mae (FNMA.OB) e Freddie Mac (FMCC.OB) di rifinanziare

mutui non garantiti. (“Fed

says expand Fannie, Freddie role to aid housing”, Reuters)

La Fed vuole solo riuscire a

rifinanziare i mutui ipotecari etichettati come spazzatura che sono

nei bilanci delle banche, in modo che il conto finisca nelle mani del

contribuente. Il discorso riguardante l’immobiliare da reddito è soltanto

un diversivo, un’altra operazione di salvataggio.

Torniamo alle cose essenziali: “CoreLogic

riporta che l’offerta fantasma da ottobre 2011 permane ai livelli di

gennaio 2009“.

Da Seeking Alpha:

Da ottobre 2011 l’offerta

fantasma si è mantenuta su 1,6 milioni di unità, la metà

dei tre milioni di proprietà

attualmente gravemente insolventi, in pignoramento o

in REO.

Di questi 1,6 milioni

di proprietà attualmente in offerta fantasma, 770.000 unità

sono gravemente insolventi, […] 430.000 sono in fase di pignoramento

[…] e 370.000 sono già in REO” (Seeking

Alpha).

Così, il numero di case che alla fine

andranno sul mercato è circa il doppio rispetto a ciò che

possiamo vedere nell’attuale offerta riportata. Ciò significa

che i prezzi potrebbero cadere di un altro 32%?

Probabilmente no, ma sicuramente vedranno

una caduta di un ulteriore 5 o 10%. Questo è inevitabile. Ma lo

shock causato dai prezzi è solamente una piccola parte di un problema

molto più serio. Un proprietario di casa su cinque si trova già “underwater

[con un valore della casa inferiore al mutuo residuo, ndt]. Se tale

numero dovesse crescere, allo stesso modo crescerà il numero di pignoramenti,

devastando la classe operaia che già si è vista togliere il terreno

sotto i piedi un’infinità di volte dall’inizio della crisi. Sfortunatamente,

seguendo l’attuale traiettoria, ci stiamo dirigendo verso il dirupo.

Se la troupe di Obama non cambia l’attuale politica del non-fare e non

prende decisioni forti nel mantenere le persone nelle proprie case,

potremmo veder triplicare i pignoramenti prima che la crisi sia conclusa.

Ecco uno scoop da Business Insider:

Un importante speculatore

del mercato immobiliare, Laure Goodman della Amherst Securities, ha

previsto il verificarsi dal 2009 di un ulteriore crash dell’immobiliare,

in quanto le banche si trovano costrette a liquidare tonnellate di mutui

a rischio.

Fino a 11 milioni di

ipoteche sono a rischio default, secondo Goodman. Si tratta di un dato

impressionante, visto che soltanto alcuni milioni di ipoteche sono state

estinte da che la crisi ha avuto inizio. Quando ciò

accadrà, il mercato sarà inondato di nuova offerta.

Goodman ha ottenuto

il dato di 11 milioni attraverso la proiezione dei tassi di default

relativi ai non-performing loans, re-performing loans e underwater loans

(si controllino gli eccellenti grafici).

Nel frattempo le banche

si stanno ritirando dalla liquidazione dei prestiti, nella speranza

che tali prestiti negativi si tramutino in positivi.

Perciò l’offerta fantasma si mantiene crescente”. (“Laurie Goodman On Why

Another 11 Million Mortgages Will Go Bad”,

Business Insider)

Per coloro che pensano che dobbiamo

lasciare che il mercato segua il suo corso“, si tenga

a mente come siano stati applicati standard differenti verso le banche,

ovvero verso coloro che non soltanto hanno perpetrato questa crisi,

ma che ne sono stati i principali beneficiari attraverso il sovvenzionamento

pubblico. (Un “assegno in bianco“)

Non è tempo ora che si dia alle

vittime la stessa considerazione?

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Fonte: Foreclosure Crisis Goes Global

07.01.2012

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICHELE GARAU

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  • ROE

    L’impero sfrutta i dominati finché ci riesce, poi crolla, implode.