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LA CRIMINALIZZAZIONE DI WALL STREET:

PUÒ UN DIRIGENTE DELLA GOLDMAN SACHS ANDARE IN PRIGIONE?

DANNY SCHECHTER
globalresearch.ca

La Goldman sopravvivrà all’attacco? La minaccia di imputazioni criminali intentate contro la banca leader negli investimenti mondiali si diffonderà sugli altri di Wall Street? È in corso la criminalizzazione della crisi, o tutto questo è soltanto una manovra?

Negli ultimi due anni, mi sono sentito solo e isolato nelle mie richieste di una retata, e nell’insistenza che il furto, la frode e il crimine fossero il cuore del disastro economico che ci è capitato. Ho scritto due libri che documentano la mia opinione e ho appena prodotto il film Plunder The Crime of Our Time che parla dell’economia come scena del crimine.

Ci sono poche altre voci laggiù che fanno rivendicazioni simili: tra loro Bill Black, il precedente regolatore finanziario, il senatore statunitense Ted Kauffman e persino l’investitore plurimiliardario Jim Chanos. La maggior parte dei politici di entrambi i partiti e degli opinionisti mediatici hanno scartato l’idea, preferendo credere che di fatto tutti fossero colpevoli e, perciò, nessuno lo fosse. I più dicono che i professionisti della finanza considerati “gli uomini più abili nella stanza” hanno fatto soltanto “errori” a causa dei trend economici che nessuno avrebbe potuto prevedere.

Non dimentichiamo i più di 1000 banchieri che sono finiti in prigione dopo la crisi S&L. Quello accadeva allora, e questo adesso, quasi dieci anni dopo che l’industria dei servizi finanziari aveva messo a segno un costoso colpo legislativo esercitando pressioni e per mezzo di contributi alle campagne per corrodere le norme e depenalizzare il campo da gioco. Con una più importante campagna di relazioni pubbliche attuata attraverso la complicità dei media, hanno confezionato i loro programmi con il linguaggio della modernizzazione e dell’innovazione.

Mentre i loro profitti crescevano e la bolla scoppiava, non sembrarono agire in maniera sbagliata fino a che piccole inefficienze come gli scandali Enron e Worldcom macchiarono la loro immagine.

La Goldman aveva ancora successo, intascando i profitti più consistenti e pagandosi in maniera disgustosamente buona. CEO [Chief Executive Officer, “amministratore delegato”, ndt]. Ciò fino a che la SEC [Securities and Exchange Commission, “Commissione nazionale per le Società e la Borsa”, ndt] non presentò una rimostranza civile dichiarante una transazione fraudolenta a danno degli investitori. Fece seguito una serie di udienze turbolente a Capitol Hill dove il Senatore Levin non fece che ripetere un rimando interno agli “Shitty” deals per cui società si dice abbia pedalato e poi di nuovo scommesso contro.

La Goldman sembrava in rovina, soprattutto quando i creditori in fondo alla stanza vestiti con vecchie uniformi carcerarie bianche e nere protestarono. Parte della difesa della società fu che “tutti” alla Borsa facevano quello che facevano. Hmmmm.

Addirittura dopo tutto il dramma, la Goldman restava ancora una della maggiori macchine da guadagno della città.

La Goldman, quindi, da eroina di Wall Street divenne uno zero, scrive Larry Doyle su un blog finanziario, osservando che: “I legami stretti, per non dire incestuosi, tra la Goldman, Washington, molti fondi di copertura e i maggiori clienti hanno messo la società nella posizione di colonna portante dell’offesa americana nei confronti di Wall Street”.

La gigantesca società a questo punto fu messa in ridicolo, anche se non fu dimostrato nessun capo d’imputazione. Leslie Griffith chiamò lo scontro a Capitol Hill un momento alla Maria Antonietta sul Reader Supported News per via di tutti gli spettatori che volevano tagliar loro la testa.

Ci fu molto di più di quello che si scrisse:

“Una monarchia finanziaria dei nostri tempi, la Goldman agisce con l’impunità un tempo riservata ai re. Controllando i legislatori. Eleggendo presidenti. Riempiendo il Ramo Esecutivo di ricchi lacchè, manipolando i mercati mondiali e scommettendo contro il benessere dei propri clienti…gli americani. Quando arrivò il loro equivalente del “tax time” [stagione delle tasse, ndt], quelli spremettero ai poveri contadini miliardi di dollari per un piano di salvataggio finanziario.

Maria ne andrebbe fiera”.

Quando Mike Taibbi paragonò la Goldman a un “vampiro sanguisuga” molti si precipitarono a difenderla. Ma non fu questo il caso. Al contrario, il Dipartimento di Giustizia avvantaggiò la SEC richiedendo un’indagine criminale.

Soltanto l’idea fece sì che il valore delle azioni della Goldman subisse una perdita di 21 miliardi di dollari. Alcuni analisti fecero retrocedere la società allo stesso modo in cui avevano fatto con la Grecia poco prima in quella stessa settimana. L’amministratore delegato Lloyd C. Blamkfein, che disse di essersi sentito “umiliato” dalle udienze, doveva essere fatto fuori in pochi giorni; perse 81 milioni di dollari su 2.023.364 titoli del valore di circa 373 milioni di dollari. Ci fu un’esigua solidarietà pubblica per la sua caduta in disgrazia.

E ora? Ci sarà davvero un’azione penale o tutto ciò è solo fumo per creare uno stato d’allerta per un pacchetto di riforma finanziaria già pesantemente compromesso? Qualcuno andrà in galera? A meno che non ci siano più pistole fumanti e rivelazioni scioccanti, qualche accordo sulle cause civili è la cosa più probabile, come ha spiegato The Atlantic:


“…, il livello per un caso penale è molto più alto. Il DOJ [Department of Justice, “Dipartimento di Giustizia”, ndt] deve presentare prove davvero convincenti che una giuria possa comprendere agevolmente tanto da scoprire che, senza dubbio, la Goldman e/o alcuni dei suoi banchieri sono colpevoli di frode. Dato che ci sono molte persone che nel chiedersi se anche il caso civile può avere successo al di sotto di un livello più debole di colpa, è relativamente poco probabile che le imputazioni penali starebbero in piedi. Inoltre, il pubblico non ha tutte le informazioni, quindi è troppo presto per sapere con sicurezza il destino di un processo penale”.

In più, sembra come se solo uno dei banchieri al livello più basso, Fabrice Tourre, detto anche “Fab”, abbia già esposto la sua difesa all’interno della sua testimonianza congressuale. Come Planet Money della NPR [National Public Radio] ha notato: “Le dichiarazioni pubbliche di Tourre hanno reso meno probabile che in seguito possa cambiare la sua storia e negoziare una condanna più lieve con la SEC in cambio di informazioni che potrebbero essere dannose per la società o per gli altri dirigenti”.

Ora, dice Doyle, c’è “un piccolo dubbio per quanto riguarda il perché i dirigenti della Goldman Sachs fossero reticenti nel rispondere alle domande martedì scorso sapendo bene che un’indagine criminale era potenzialmente vicina ad essere avviata”.

La questione criminale è a stento definita. Come ha detto un avvocato a Bloomerang News: “Al fine di procedere criminalmente in un caso, bisogna avere prove evidenti di menzogna, truffa e furto”. Robert Hockett, professore di legge alla Cornell University, ha minimizzato l’angolazione del reato. “In realtà non è una grande operazione”, dice Hockett, “Non è insolito per la SEC ricorrere al Procuratore Generale degli USA per un caso. Non si presenta un nuovo sviluppo legale. È uno sviluppo procedurale”.

Risultato: non fate crescere le vostre speranze. Il governo non ha dichiarato guerra a Wall Street persino dopo che Wall Street ha dichiarato guerra a Main Street [La via principale, metafora dell’economia reale. N.d.r.]. E i media sono complici, cancellando addirittura una marcia di 15.000 lavoratori su Wall Street.

Wall Street è difficilmente umile. La sua arroganza è evidente in un’e-mail di cui il Financial Times dice che sta “risuonando tutt’intorno i tavoli di scambio”. Si legge in parte:


“Siamo Wall Street. È il nostro lavoro fare soldi. Se sono materie prime, provviste, titoli o qualche ipotetico documento falso, non importa. Avremmo venduto biglietti di baseball se fosse stato vantaggioso… Andate avanti e continuate a umiliarci, ma danneggerete solo voi stessi. Cosa accadrà quando non troveremo più lavoro a Wall Street? Indovinate: prenderemo i vostri [lavori].

…Non siamo dinosauri. Siamo più intelligenti e più pericolosi di loro, e sopravviveremo”.

Il guanto è stato gettato.

Danny Schechter di News Dissector ha diretto “Plunder The Crime Of Our Time”, un nuovo DVD che tratta della crisi come una storia criminale (Plunderthecrimeofourtime.com). Commenti a: [email protected]

Titolo originale: “The Criminalization of Wall Street: Will Any Exec at Goldman Sachs Go to Jail?”

Fonte: http://www.globalresearch.ca
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03.05.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FEDERICA DI EGIDIO

Pubblicato da Das schloss

  • alexg

    citazione:
    “Il guanto è stato gettato.”

    Come no.

    Citazione dal Gattopardo:
    “Tutto deve cambiare perche’ tutto rimanga com’e’.”

  • AlbertoConti

    ” … Siamo più intelligenti e più pericolosi …” questa è la confessione perfetta del criminale perfetto: usare l’intelligenza per devastare gli altri. L’economia è il contrario, usare l’intelligenza per migliorare il sistema. Più il sistema diventa complesso e pesante, più non può permettersi di tollerare i criminali che lo destabilizzano. Sono sì i dinosauri, speriamo in un’estinzione altrettanto rapida e massiccia.

  • bstrnt

    L’economia è lo studio della scelta in condizioni di scarsità.
    Detto questo, non credo ci sia molto da sperare in economisti (la gran parte) che vanno predicando crescite infinite in sistemi finiti.
    La mediocrità è da sempre la caratteristica saliente della specie umana, ma nell’ultimo secolo, complici le conquiste scientifiche, la mediocrità si è trasformata in criminalità.
    Goldman & Sachs ne può essere l’emblema che però non può prosperare se non in una neoplasia pervasiva.
    Non nsono per nulla i più intelligenti, forse i più pericolosi, ma stanno tagliando il ramo sul quale sono seduti!

  • AlbertoConti

    Sull’esame di realtà concordo. E’ sulla definizione di economia che bisogna lavorare, non per migliorare il dizionario, ma per trovare il senso che deve avere nel mondo che ci si para davanti. L’economia a livello individuale non basta più, anzi prevale l’importanza dell’economia a livello sistemico e quindi anche sociale, ovviamente finalizzate al miglior benessere individuale diffuso. Questo fa a pugni con la logica del privilegio, purtroppo ancora dominante.