La coerenza, questa sconosciuta!

Alcuni giorni fa il noto Mauro Scardovelli aveva lanciato uno dei suoi ricorrenti seminari, previsto in origine per il secondo fine settimana di marzo a Sacrofano, nei pressi di Roma, sostenendo che tutti i partecipanti avrebbero dovuto esibire il Green Pass. Con uno di quegli schemi alla lavagna coi quali è solito accompagnare i suoi monologhi, aveva spiegato pure come si ottiene il fatidico certificato, assicurando che i non marchiati avrebbero potuto comunque partecipare al convegno (e versare la quota d’iscrizione), ma “on line” da casa propria. Con un paragone piuttosto azzardato, aveva così giustificato la decisione: “Se durante la Seconda Guerra Mondiale un camion di nazisti avesse perso un carico di fucili, sarebbe stato lecito per la Resistenza usarli per combattere gli stessi nazisti, o visto che erano armi del nemico non andavano utilizzate? Questa è la distinzione tra etica dei principi ed etica della responsabilità”. Prevenendo le critiche, aveva pure detto che, per questioni puramente logistiche, sarebbe stato impossibile virare su un’altra struttura, visto che era prevista l’accoglienza di circa 500 persone e che, in caso di disobbedienza, sarebbe arrivata la polizia a disperdere i convenuti. Successivamente è stato costretto, vista la mole di reazioni avverse, a rimangiarsi tutto e, affacciandosi dalla tribuna di Byoblu, ha prodotto un altro monologo, ma di scuse stavolta: con il capo cosparso di cenere, ha ringraziato tutti coloro che lo hanno fatto tornare sulla decisione della discordia impedendogli, parole sue, di “fare una frittata” e disposto il rinvio dell’incontro a data da destinarsi. Come ha avuto occasione di precisare lo stesso Scardovelli, la colpa è stata, in definitiva, del neoliberismo, che punta a frantumare laddove lui vuole unire: si è pure proposto come capo di un “governo ombra” nel quale esperti di segno opposto rispetto agli esperti di adesso dovrebbero prendere le redini dello Stato e rifondarlo nel senso della “Rivoluzione Costituzionale” da lui perorata. Ora, considerarndo che il passo indietro gli fa comunque onore, restano alcune domande inevase. La prima riguarda Scardovelli medesimo: lui ce l’ha il Green Pass? Evidentemente sì, visto che sarebbe stato il principale relatore del convegno, ma dal sedicente capo del “governo ombra” antiliberista ci si aspetterebbe qualche chiarimento ulteriore. La seconda riguarda gli intellettuali con i quali, sempre a detta sua, si consulta di continuo per mettere a punto le iniziative: possibile che fra tante teste d’uovo nessuna abbia avuto da eccepire sul clamoroso autogol del convegno “obbediente”? Alla resa dei conti, siamo ancora dalle parti dell’opposizione col freno a mano tirato (per usare un eufemismo), del covidismo moderato che si batte contro il Green Pass con il Green Pass in tasca, dei rivoluzionari a tariffa. La coerenza, questa sconosciuta!

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