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LA CIA E IL LABORATORIO IRANIANO

DI THIERRY MEYSSAN
Réseau Voltaire

La notizia di una possibile frode elettorale si è sparsa per Teherán alla velocità della luce e ha fatto scendere in piazza i sostenitori dell’ayatollah Rafsanjani contro quelli dell’ayatollah Khamenei. Questo caos è stato provocato dietro le quinte dalla CIA, che semina la confusione sommergendo gli iraniani di SMS contraddittori. Thierry Meyssan spiega questo esperimento di guerra psicologica.

Nel marzo del 2000 la segretaria di Stato Madeleine Albright ha riconosciuto che l’amministrazione Eisenhower organizzò un cambio di regime in Iran nel 1953 e che questo avvenimento storico spiega l’attuale ostilità degli iraniani per gli Stati Uniti. La settimana passata, durante il suo discorso al Cairo rivolto ai mussulmani, il presidente Obama ha riconosciuto ufficialmente che «in piena Guerra Fredda gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo nell’abbattimento di un governo iraniano eletto democraticamente [1].

A quell’epoca, l’Iran era controllato da una monarchia da operetta diretta dallo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Questi era stato insediato sul trono dai britannici, che avevano obbligato suo padre, l’ufficiale cosacco filonazista Reza Pahlavi, a dimettersi. Però lo shah si ritrovava un Primo Ministro nazionalista, Mohammed Mossadeq. Quest’ultimo, con l’appoggio dell’ayatollah Abu al-Qassem Kachani, nazionalizzò le risorse petrolifere [2].

A seguito, “Le elezioni in Iran. Cerchiamo di capire” (Franco Cardini, cardini.net);Furiosi, i britannici convinsero gli Stati Uniti a fermare la deriva iraniana prima che il paese sprofondasse nel comunismo. Allora la CIA mise in moto l’«Operazione Ajax», diretta ad abbattere Mossadeq con l’aiuto dello shah e sostituirlo con il generale nazista Fazlollah Zahedi, fino allora imprigionato dai britannici. Zahedi instaurò il regime di terrore più crudele dell’epoca, mentre lo shah faceva da copertura ai suoi abusi posando per le riviste di gossip occidentali.

L’Operazione Ajax fu diretta dall’archeologo Donald Wilber, lo storico Kermit Roosevelt (nipote del presidente Theodore Roosevelt) e dal generale Norman Schwartzkopf senior (il cui figlio omonimo fu comandante dell’Operazione Tormenta nel Deserto). Tale operazione è tuttora un modello di sovversione. La CIA progetta uno scenario che dà l’impressione di una sollevazione popolare mentre si tratta di un’operazione segreta. Il punto culminante dello spettacolo fu una manifestazione a Teheran, con 8.000 comparse pagate dall’Agenzia, per fornire foto convincenti alla stampa occidentale [3].

La storia si ripete? Washington ha rinunciato ad attaccare militarmente l’Iran e ha dissuaso Israele da prendere questa iniziativa. Per ottenere un «cambio di regime», l’amministrazione Obama preferisce giocare la carta -meno pericolosa anche se più incerta- dell’azione segreta. In occasione delle elezioni presidenziali iraniane, grandi manifestazioni contrappongono nelle piazze di Teheran i sostenitori del presidente Mahmud Ahmadinejad e la sua guida Ali Khamenei da una parte e i sostenitori del candidato sconfitto Mir Hossein Moussavi e dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani dall’altra. Tali manifestazioni riflettono una profonda divisione nella società iraniana tra un proletariato nazionalista e una borghesia che lamenta la sua emarginazione dalla globalizzazione economica [4]. Agendo dietro le quinte, Washington cerca di influire sugli avvenimenti per abbattere il presidente rieletto.

Ancora una volta l’Iran è un terreno di sperimentazione di metodi innovativi di sovversione. Nel 2009 la CIA si basa su una nuova arma: il controllo dei telefoni cellulari.

Da quando c’è stata una diffusione generalizzata dei cellulari, i servizi segreti anglosassoni hanno moltiplicato le loro capacità di intercettazione. Mentre l’ascolto dei telefoni fissi necessita dell’installazione di cavi di derivazione, e pertanto di agenti sul terreno, l’ascolto dei cellulari si può fare a distanza grazie alla rete Echelon. Tuttavia questo sistema non permette di intercettare le comunicazioni telefoniche via Skype, e da qui il successo dei telefoni Skype nelle zone di conflitto [5]. Così la National Security Agency (NSA) ha di recente proposto ai provider di tutto il mondo di fornire la loro collaborazione. Quelli che hanno accettato sono stati retribuiti generosamente [6].

Nei Paesi che occupano -Iraq, Afghanistan e Pakistan- gli anglosassoni intercettano tutte le conversazioni telefoniche effettuate tramite cellulari o in connessione con questi. L’obiettivo non è quello di ottenere trascrizioni di questa o quella conversazione, ma individuare le «reti sociali». In altre parole i telefoni sono i delatori che permettono di conoscere con chi si relaziona una certa persona. A partire da qui si possono individuare le reti di resistenza. Successivamente i telefoni permettono di localizzare gli obiettivi individuati e «neutralizzarli».

Per questo nel febbraio 2008 i ribelli afghani hanno ordinato ai diversi gestori di interrompere le loro attività tutti i giorni dalle 17:00 alle 3:00, per impedire che gli anglosassoni seguissero i loro movimenti. Le antenne di quelli che non hanno obbedito a quest’ordine sono state distrutte [7].

Al contrario (eccetto la centrale telefonica danneggiata per errore), l’esercito israeliano si è ben guardato di bombardare le antenne telefoniche a Gaza durante l’operazione Piombo Fuso nel dicembre 2008-gennaio 2009. Qui compare un cambiamento totale di strategia da parte degli occidentali. Dalla guerra del Golfo prevaleva la «teoria dei cinque anelli» del colonnello John A. Warden: il bombardamento delle infrastrutture telefoniche era considerato un obiettivo strategico per diffondere la confusione nella popolazione e contemporaneamente interrompere le comunicazioni tra i centri di comando e i combattenti. Ora è il contrario, è necessario proteggere le infrastrutture delle telecomunicazioni. Durante i bombardamenti di Gaza, l’operatore Jawwal [8] ha fornito credito ai suoi abbonati, ufficialmente per aiutarli, in realtà per interesse degli israeliani.

Spingendosi più oltre, i servizi segreti anglosassoni e israeliani hanno sviluppato metodi di guerra psicologica basati sull’utilizzo estensivo dei cellulari. Nel luglio 2008, dopo lo scambio di prigionieri e cadaveri tra Israele e Hezbollah, i robot hanno inviato decine di migliaia di chiamate ai cellulari libanesi. Una voce in arabo avvertiva di non partecipare in alcun modo alla resistenza e denigrava Hezbollah. Il ministro libanese delle Telecomunicazioni Jibran Bassil [9], ha presentato una denuncia all’ONU contro questa flagrante violazione della sovranità del Paese [10].

Sulla stessa linea, decine di migliaia di libanesi e siriani ricevettero una chiamata automatica, nell’ottobre 2008, che offriva 10 milioni di dollari per qualsiasi informazione che permettesse di localizzare e liberare i soldati israeliani prigionieri. Le persone interessate a collaborare dovevano rivolgersi a un numero nel Regno Unito [11].

Questo metodo viene ora utilizzato in Iran per intossicare la popolazione con la diffusione di notizie allarmistiche e per canalizzare il malcontento che suscitano.

In primo luogo è stata diffusa via SMS durante la notte dello scrutinio la notizia che il Consiglio dei Guardiani della Costituzione (equivalente al Tribunale Costituzionale) aveva informato Mir Hossein Moussavi della sua vittoria. Così l’annuncio, diverse ore dopo, dei risultati ufficiali -la rielezione di Mahmud Ahmadinejad con il 65% dei voti- apparve come un’enorme frode. Tuttavia, tre giorni prima, Moussavi e i suoi amici consideravano sicura la netta vittoria di Ahmadinejad e si sforzavano di spiegarla con gli squilibri nella campagna elettorale. Così l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani articolava le sue lamentele in una lettera aperta. Gli istituti statunitensi di sondaggi in Iran pronosticavano un vantaggio di Ahmadinejad di 20 punti su Moussavi [12]. In nessun momento è parsa possibile la vittoria di Moussavi, anche se è probabile che i brogli abbiano accentuato il margine tre i due candidati.

Successivamente sono stati selezionati dei cittadini tra quelli che si sono fatti conoscere in Internet per conversare su Facebook o tra gli abbonati alle linee di informazione Twitter. Quindi hanno ricevuto, sempre tramite SMS, le informazioni -vere o false- sull’evoluzione della crisi politica e sulle manifestazioni in corso. Si trattava di messaggi anonimi che diffondevano notizie di sparatorie e di numerosi morti; notizie che ad oggi non hanno avuto conferma. Per una sfortunata coincidenza di calendario, l’impresa Twitter ha dovuto sospendere il servizio per una notte, il tempo necessario per la manutenzione delle sue installazioni. Ma il Dipartimento di Stato USA è intervenuto per obbligarla a sospendere questa operazione [13]. Secondo il New York Times, queste azioni hanno contribuito a seminare la sfiducia nella popolazione [14].

Simultaneamente, con un nuovo sforzo, la CIA ha mobilitato i militanti anti iraniani negli Stati Uniti e nel Regno Unito per aumentare il disordine. E’ stata distribuita una Guida pratica della rivoluzione in Iran, che comprende vari consigli pratici tra i quali:

– Impostare gli account Twitter sul fuso orario di Teheran.

– Centralizzare i messaggi sugli account [email protected], iranelection e gr88.

-Non attaccare i siti internet ufficiali dello Stato iraniano. «Lasciate fare all’esercito» USA per questo (sic).

Una volta attuati, questi consigli impediscono qualsiasi autentificazione dei messaggi Twitter. Non si può più sapere se li inviano testimoni delle manifestazioni a Teheran o agenti della CIA da Langley, e non si può distinguere il vero dal falso. L’obiettivo è quello di creare ancora più confusione e spingere gli iraniani a combattersi tra loro.

Gli stati maggiori di tutto il mondo seguono con attenzione gli avvenimenti a Teheran. Tutti cercano di valutare l’efficacia di questo nuovo metodo di sovversione nel laboratorio iraniano. E’ ovvio che il processo di destabilizzazione ha funzionato. Ma non è sicuro che la CIA possa canalizzare i manifestanti perché essi stessi facciano quello che ha rinunciato a fare il Pentagono se non desiderano farlo: cambiare il regime, chiudere con la rivoluzione islamica.

NOTE

[1] «Discurso en la Universidad de El Cairo», Barack Obama, 4 giugno 2009.

[2] «BP-Amoco, coalition pétrolière anglo-saxonne», Arthur Lepic, Rèseau Voltaire, 10 giugno 2004.

[3] Sul golpe del 1953, l’opera di riferimento è All the Shah’s Men: An American Coup and the Toots of Middle East Terror, di Stephen Kinzer, John Wiley & Sons editori (2003), 272 pp.

[4] «La société iranienne paralysée», Thierry Meyssan. Réseau Voltaire, 5 febbraio 2004.

[5] «Taliban using Skype phones to dodge MI6», Glen Owen, Mail Online, 13 settembre 2008.

[6] «NSA offering ’billions’ for Skype eavesdrop solution», Lewis Page, The Register, 12 febbraio 2009.

[7] «Taliban Threatens Cell Towers», Noah Shachtman, Wired, 25 febbraio 2008.

[8] Jawwal è il marchio di PalTel, la società del multimilionario palestinese Munib Al-Masri.

[9] Jibran Bassil è uno dei principali leader della Corrente Patriottica Libera, il partito nazionalista di Michel Aoun.

[10] «Freed Lebanese say they will keep fighting Israel», Associated Press, 17 luglio 2008.

[11] L’autore di questo articolo è stato testimone di queste chiamate. Si consulti anche «Strange Israeli phone calls alarm Syrians. Israeli Intelligence services accused of making phone calls to Syrians in bid to recruit agents», Syria News Briefing, 4 dicembre 2008.

[12] Citato in «Ahmadinejad won. Get over it», Flynt Leverett e Hillary Mann Leverett, Politico, 15 giugno 2009.

[13] «U.S. State Department speaks to Twitter over Iran”, Reuters, 16 giugno 2009.

[14] «Social Networks Spread Defiance Online», Brad Stone e Noam Cohen, The New York Times, 15 giugno 2009.

Thierry Meyssan
Giornalista e scrittore, presidente del Réseau Voltaire.

Tradotto dal francese da Caty R. per Voltairenet.org.

Titolo originale: “La CIA et le laboratoire iranien”

Fonte:http://www.voltairenet.org
Link
17.06.2009

Pubblicato da Das schloss

73 Commenti

  1. thierry è cazzutissimo
    grande !

  2. Faccio tre domande semplici alle quali risponderà chi vorrà difendere l’articolo:

    1) perché i delegati di Moussavi, Karroubi, e anche dell’ex pasdaran ultraconservatore Rezai, non sono stati ammessi ai seggi e al conteggio dei voti? L’evenienza è stata denunciata dagli stessi nel memoriale di denuncia al Consiglio dei Guardiani e la posizione ufficiale del ministero è stata “la legge non obbliga il ministero a dare accrediti ai delegati dei candidati”. Commenti?

    2) Sempre l’ultraconservatore Rezai è riuscito coi suoi a verificare alcune urne. Dice che in circa metà dei seggi c’erano dal 100% al 200% di schede in più rispetto agli aventi diritto, e che in quelle circoscrizioni il 90% dei voti sono andati ad Ahmadinejad. In pratica, dice Rezai, in alcune città il 150% degli aventi diritto hanno votato Ahmadinejad. Commenti?

    3) Sei al corrente della forma e fattezze della scheda elettorale in Iran, e del fatto che in moltissime circoscrizioni (compresa quella in cui ha votato mia sorella) ne mancava un pezzo? Se siete disposti ad ascoltare una storia noiosa ne parliamo.

    3) A parte le domande di cui sopra, di per sé importanti, resta la questione fondamentale che rende la teoria di Meyssan radicalmente errata: il presupporre che il malcontento sia sucitato dalla diffusione di notizie allarmistiche, e non che le notizie allarmistiche *trovino terreno fertile* in un malcontento pre-esistente.

    E il motivo è semplice: ammetterte che il malcontento pre-esiste, richiede un’indagine approfondita delle ragioni di quel malcontento.

    In altre parole: ma voi siete davvero convinti che a un popolo qualsiasi basti ricevere un giro di sms via twitter che narra di un colpo di stato perché questo popolo scenda nelle strade a centinaia di migliaia?

    E se lo facesse, pensate che la ragione sta nel giro di sms? oppure pensate che molto probabilmente c’è già uno stramaledetto conflitto sotto che contrappone diversi gruppi sociali? E che lo stesso conflitto ha provocato sia il golpe, sia la resistenza?

    Attendo la risposta a quest’ultima domanda che investe il *metodo* dell’indagine sociologica e storica, e ha qualcosa a che fare anche coi carri, coi buoi e con dove stanno gli uni e gli altri. Dopodiché se abbiamo tempo parliamo anche delle minchiate in cui spende i suoi soldi la CIA se volete.

    Con affetto.

  3. La teppaglia anti-Ahmadinejad sta continuando a protestare: evidentemente hanno poco chiaro i meccanismi della democrazia, e vorrebbero prendere il controllo del paese con un colpo di stato. Invece di accettare la sconfitta elettorale, e magari prepararsi per vincere nelle prossime elezioni, vorrebbero ribaltare tutto quanto in barba al voto legittimo espresso dal resto del paese.

    Ci sarà da ridere, se questi hooligans faranno annullare il voto, e poi la stragrande maggioranza degli Iraniani che hanno votato Ahmadinejad scenderanno in piazza a protestare.

    Lì sì che saranno cazzi amari per Mousawi, il Sakhasvili iraniota…

  4. La guerra preventiva degli USA con l’Iran
    ================================

    Gli Usa escono allo scoperto per spalleggiare apertamente il golpe “populista” del loro quisling Mausavi che, appena iniziato lo spoglio, si era proclamato subito immediatamente vincitore per dare il via alla grande eversione antidemocratica di questi giorni. Non ci sono dubbi sulla vittoria di Ahmaninejad come ben sanno gli stessi americani che avevano monitorato le elezioni con ben due sondaggi di pubblico dominio. Ma tutto era stato preparato minuziosamente per dare vita ad una “rivoluzione colorata” come le tante che abbiamo visto e che sono state dimenticate presto dalla opinione pubblica occidentale sempre pronta a difendere libertà e democrazia dei cattivi di turno o trattati come tali dagli Usa. Ieri il Congresso americano, dopo avere stanziato altre centoseimiliardi di dollari per le guerre con l’Iraq e l’Afghanistan ha espresso simpatie per la
    “rivoluzione”iraniana ed oggi Obama-Bush che fino all’altro ieri si dichiarava indifferente e pudicamente guardava da un’altra parte ricordando che per lui Mousavi equivaleva ad Ahmaninejad oggi minaccia lo Stato iraniano dicendo di stare attento perchè gli occhi del mondo sono tutti fissati su di lui. Questa uscita di aperto
    appoggio smaschera la natura di sovversismo e di tradimento della patria del movimento “verde” ma dimostra anche la difficoltà a fare come in Ucraina, in Georgia, in Bielorussia ed altrove…
    Gli Usa sono in guerra preventiva con tutto il mondo. La loro pax è fatta di distruzioni, montagne e montagne di cadaveri, bombardamenti, occupazioni militari, asservimento colonialistico, inquinamento, distruzione dei
    beni archeologici e della storia dell’umanità. Ma anche di “rivoluzioni colorate”. Le uniche nazioni che “rispettano” sono quelle che hanno affidato
    dopo l’intervento degli squadroni della morte ad incalliti criminali, a regimi militari come quello colombiano che tiene in galera diecine di migliaia di contadini dopo averli depredati delle loro terre assegnate alle loro multinazionali. Il pianeta è stretto in una rete di basi militari usa che hanno lo scopo di controllare innanzitutto la nazione dove sono collocate. In Italia le basi militari ed i depositi nucleari USA servono innanzitutto a controllare la fedeltà del nostro Paese. L’Iran (lo chiamerei volentieri Persia) non minaccia nessuno ed è minacciato da vicino da una israele dotata di oltre mille testate nucleari e di un esercito tra i più potenti del mondo.
    L’Iran è in pericolo come lo sono la Russia, la Cina, l’India e tutti i paesi che non sono stati marchiati dalla presenza di una base militare Usa. Ma forse questa ennesima ciambella al signor Obama- Bush terzo non riuscirà con il buco.
    http://www.osservatorioiraq.it/modules.php?name=News&file=article&sid=7771
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    http://www.spazioamico.it

  5. Più si sviluppa la vicenda iraniana più si scoprono iraniani tra i lettori di CDC: un caso?

    Vedremo.

    Ad ogni modo: di fronte alla chiara sfida, non elettorale, per il potere lanciata da Moussavi, tocca ora a Ahmadinejad far vedere se ha, oltre al consenso elettorale, il controllo delle masse e dello stato.

    Nel frattempo, madonna democrazia, con i suoi riti e liturgie, dimostra, in qualsiasi parte del mondo, la sua totale inadeguatezza di strumento politico, nel tempo della società di massa e del mondo unipolare.

  6. Nel dicembre del 2007 ho seguito in Roma un convegno con titolo “Fighting for Democracy in the Islamic World”. Ne feci un’ampio resoconto critico in questo post:

    http://civiumlibertas.blogspot.com/2007/12/preparazione-alla-partecipazione-ad-un.html

    Posso testimoniare che vi fu allora da parte di un “dissidente” la richiesta di una specifica somma di denaro (credo mille miliardi di dollari) per finanziare il “dissenso”. Aspettavo un articolo come quello di Meyssan per avere una conferma a quella che altrimenti restava una mia congettura.

    Chiedo scusa, ma sono davvero stanco per soffermarmi sugli altri commenti. Mi limito a dire che una cosa sono eventuali irregolarità elettorali, che possono sempre esservi in qualsiasi elezione, altra è una totale delegittimazione di un risultato politico che mi sembra ovvio. Del resto, se il regime fosse davvero tale potrebbe fare a meno di elezioni. Non avrebbe senso prevedere ed istituire nel proprio sistema costituzionale sistemi di consultazione popolare ed elettorali per il solo scopo di farvi sistematici brogli. Basta trovare forme diverse di democrazia che non devono necessaria seguire un modello procedurale (la democrazia come mera procedura) la cui effettiva consistenza democratica siamo ben in grado noi italiani di valutare quello che vale e quanto vale.

    Antonio Caracciolo

  7. potresti dire dove hai letto il tutto?
    potresti spiegare un po il passato di moussavi, da chi era pagato per fare cosa?
    gli sms non parlavano affatto di colpo di stato e sono stati inviati molto prima del risultato ufficiale.
    non e’ per difendere l’articolo, vorrei difendere la verita’.

  8. dimenticavo, ma…tua sorella e’ iraniana e tu italiano , o cosa? non capisco.

  9. L’errore di questa replica consiste nel considerare la Repubblica Islamica un “regime dittatoriale”. A mio parere ciò può essere causato da una conoscenza un po’ parziale di una realtà (e di una costituzione) estremamente complessa ed articolata e, soprattutto, del conflitto in atto.

    Le procedure democratiche “interne al regime” in Iran ci sono da trent’anni, e sono sostanziali. Esse si devono seguire pena porsi al di fuori di una costituzione esistente, e ciò ipso facto comporterebbe la perdita di legittimità del regime stesso.

    Per chi si pone al di fuori della Repubblica Islamica non c’è alcuna democrazia ovviamente: marxisti, laici, socialdemocratici e monarchici ad esempio non hanno diritto di costituire partiti. Ma ciò investe l’aspetto liberale dello stato, non quello democratico. E non è solo una sottigliezza perché *tra* i partiti islamici di vario tipo la competizione democratica si è sempre svolta regolarmente.

    Ora, è proprio per trasformare la democrazia interna al regime in “mera procedura” che – questa volta – si devono mettere in piedi delle elezioni e truffarle. Perché – come dice l’Ayatollah Bayat Zanjani (di cui parlerò sul mio blog) – è in fieri un passaggio da “Repubblica Islamica” a “Regime Islamico”.

    Un processo molto simile a quello che Lei sembra vedere in atto in Italia. Solo che lì scendono in piazza in massa, in Italia evidentemente va bene così.

    In ultimo faccio un po’ di pubblicità al mio modesto blog:
    http://abolrish.blogspot.com

  10. Musavì non è mai stato rispettoso verso la legge, anche quando era primo ministro lasciò l’incarico senza permesso, dando la notizia delle sue dimissioni ad un giornale invece che al presidente (all’epoca Ayatullah Khamenei) o alla Guida Suprema Imam Khomeyni! Pensate che l’Imam dovette leggere la notizia delle sue dimissioni in un giornale come una persona qualsiasi! Quindi lui fece due reati rispetto alla Costituzione Iraniana: primo, non consegnò la lettera di dimissioni al presidente, secondo lasciò l’incarico prima che le sue dimissioni venissero accettate ufficialmente e sparì per 3 giorni! Fu un comportamento molto offensivo verso l’Imam Khomeyni, ma questo i sostenitori di Musavì non lo dicono…

  11. “Dove ho letto tutto” in che senso? Io ho fatto tre domande e mi si risponde chiedendomi le credenziali accidenti! 🙂

    Ma domandare è lecito e rispondere è cortesia, perciò provo a risponderti.

    1) Il fatto che i tre candidati sfidanti (l’ultraconservatore incluso) abbiano denunciato la loro impossibilità totale di controllare le operazioni di voto e di conteggio, lo so perché so leggere il persiano. Sono madrelingua. E anche un intellettuale abbastanza colto 🙂

    Il tutto si trova nel testo della lettera di ricorso di Moussavi presso il Consiglio dei Guardiani ed è documentato da una lettera di reclamo dei delegati stessi al ministro degli interni fin dalle prime ore dopo la chiususa dei seggi. Ho fatto un post su questo e lo vedrai se il Quijote me lo pubblicherà. Se sai il persiano ti posto il link.

    2) L’evenienza segnalata dall’ultraconservatore Rezai – quella dei seggi in cui invece di 100 aventi diritto hanno votato in 250 – si trova anch’esso nel suo ricorso al Consiglio dei Guardiani.

    Aveva addirittura minacciato il ministero degli interni di chiedere non la riconta, ma l’annullamento, se entro la giornata dell’altro ieri non gli avessero dato accesso ai risultati delle singole circoscrizioni. Il che sarebbe stato estremamente imbarazzante, visto che proviene da un alleato. Forse è per questo che conosce certi dati.

    3) Che gli SMS fossero stati inviati molto prima è evidente: se il delegato non è ammesso al seggio lo sa fin dalla mattinata, e il suo dovere è quello di informare il quartier generale del candidato. Il candidato informa quindi preventivamente i suoi elettori per metterli sul chivalà e ottenere un supporto.

    Ora, dato che in Iran non è che c’è Rai3 o La 7, il candidato non ha alcun accesso alla radiotelevisione nazionale per dare una notizia del genere. L’unico modo che il candidato ha per avvisare i suoi elettori è l’sms, twitter, facebook, blog vari. E questo è l’aspetto realmente interessante della questione.

    4) Moussavi. E’ un ex primo ministro. Quelli della mia generazione gli vogliono bene perché ha mantenuto basso il prezzo della farina, del té, dello zucchero e della carne per otto anni di guerra con l’Iraq.

    Il fatto che qualcuno in occidente caschi dal pero oggi per lo scandalo Iran-Contra mi fa sorridere. Ora, io sono dotrato di un certo senso dell’umorismo e sorrido spesso, ma perché vivo qui.

    Chi vive in iran di humour glien’è rimasto pochino e si interroga sul perché il presidente Ahmadinejad nonn riesce a far avere la benzina al paese ma manda dei soldi ai poveri fratelli libanesi. Dove caspita erano tutti questi fratelli quando sotto le bombe di Saddam c’eravamo noi? direbbe uno che vive in Iran…

    Un po’ populista, ma fa sempre un certo effetto. Ora dato che è lui che vive in Iran, ed è lui ad avere il serbatoio vuoto nel secondo maggiore produttore di petrolio della terra, non mi metto a fargli la ramazina dicendogli di sopportare perché a me invece i libanesi sono simpatici. Nella città dalla quale ti scrivo si dice che sono tutti froci col culo degli altri. Non so se è un modo di dire locale o nazionale.

    5) Mia sorella vive all’estero e ha votato in un consolato. Io non ho votato perché francamente spostarsi da qui a Milano che duepalle… ho la doppia cittadinanza e, dato che il forum sembra frequentato anche da dei cari compaesani, non so se faccio bene a dare tutte queste informazioni sul mio conto.

    Ma francamente arriva il giorno che inizi a dire me ne fotto e, come si dice dalle parti dove sono nato, “fai l’abluzione del martirio”. Insomma arriva il giorno in cui non hai più paura.

    Ora mi aspetto però che qualcuno risponda alla mia terza domanda: che mi spieghi cioè che tipo di conflitto sociale è in atto in Iran.

    Perché sentirmi dire che una settimana di manifestazioni oceaniche e morti per strada dipendono dal fatto che degli sms hanno eccitato gli animi, francamente offende la mia intelligenza.

    Ciao

  12. Scusa? Potresti postiare il link in lingua “farsi” a me…per favore?
    Grazie èh!!!
    Ah! Dimenticavo…non aver timore: non sono una tua compaesana!!!

  13. Quel che dice Abolrish è denunciato stasera da Mussavi nel suo comunicato n.5 in cui dichiara che non mollerà è che pronto al martirio pur di difendere la Repubblica.
    Dopo il sio primo mandato, in questi 4 anni passati, Ahmadinejad è il suo ideologo Mesbah Yazdi,hanno cercato di annullare le istituzioni repubblicane e Mesbah Yazdi ha empre sostentuo che nell’Islam il concetto della repubblica non esiste.
    Mussavi nel suo comunicato denucia questo fatto che , scegliendo a tavolino Ahmainejad, Khamenei sta portando l’Iran verso una dittatura in cui, da ora in poi, il voto del Popolo non ci sarà e non ci sarà nemmeno il parlamento ma solo la guida suprema che deciderà ogni cosa e che truffando il Popolo e rovesciando il voto reale che darbbe Mussavi vincitore con oltre 19 milioni di voti, il trio Ahmadinejad,Mesbah Yazdi e Khameni,intendono mettere a tacere chiunque e prendere tempo per poi mettersi d’accordo con le potenze occidentali e accontantarl,i sia sull’Afghanisntan che sull’Iraq, per poi restare al potere indisturbati.

  14. Certamente aabji. Solo una cortesia: visto che parli con un naa-mahram metti a posto il foulard che ti si vedono i capelli. Ecco il link.

    http://ghalamnews.ir/news-21175.aspx

    E già che siamo in vena di link eccoti una pericolosa teppista che ha avuto quello che ha meritato:

    http://www.youtube.com/watch?v=pvK14TYuyiI

    Ci vediamo il Giorno della Resurrezione. In quel giorno io mi auguro che l’assistere eternamente a questa scena sia la condanna di chi come te giustifica tutto questo. Qui sopra e altrove.

    Dormi bene khaanum jaan.

  15. Molto interessante anche la risposta scritta dell’Ayatollah Bayat Zanjani a un’interpellanza di Moussavi. L’Ayatollah denuncia la diffusione dell’errata idea che sia possibile “raggiungere obiettivi santi con mezzi impuri”. Ne ho dato un resoconto più articolato sul mio blog.

    PS: l’Ayatollah in questione è un “marjà'”, cioè fonte del diritto canonico sciita (letteralmente “sorgente di imitazione”). Da un punto di vista strettamente teologico, il suo grado è superiore a Khamenei, almeno in Iran, dato che Khamenei è Marjà’ solo per gli sciiti fuori dall’Iran.

    PPS: la prassi secondo la quale Khamenei è diventato Ayatollah da Hojatoleslam in una notte, ha qualcosa in comune con l’elezione del papa Adriano V, fatto papa senza essere stato ordinato nemmeno al sacerdozio.

  16. Sono addolorata per la ragazza…tuttavia non c’è uno straccio di prova che il colpo sia provenuto da milizie governative, potrebbe benissimo essere stata colpita da chi difendi tu, visto che qua non lo dicono ma, durante gli scontri sono stati arrestati molti terroristi reo confessi di essere stati addestrati ed armati dagli americani nelle basi dei terroristi monafeghin, che esistono in Iraq contro la volontà del popolo e del Governo iracheno!
    Per quanto riguarda il sito indicato, dico che è pieno di notizie false!!!!

  17. Agli utenti italiani!
    Vorrei avvertire i miei connazionali Italiani che nel nostro Paese ci sono iraniani di seconda e terza generazione (le loro famiglie scapparono dall’Iran quando cadde lo scià) che sono contro il Governo di Ahmadinegiad…attenti ai loro discorsi, non fanno altro che mischiare le carte in tavola e dire un sacco di menzogne…adesso loro sono contro Ahmadinejad come i loro genitori furono contro Khomeini!
    Attenti utenti Italiani non fidatevi!

  18. No, non è affatto un caso che su CDC adesso ci siano molti iraniani!
    Infatti vorrei avvertire i miei connazionali Italiani che nel nostro Paese ci sono iraniani di seconda e terza generazione (le loro famiglie scapparono dall’Iran quando cadde lo scià) che sono contro il Governo di Ahmadinegiad…attenti ai loro discorsi, non fanno altro che mischiare le carte in tavola e dire un sacco di menzogne…adesso loro sono contro Ahmadinejad come i loro genitori lo furono contro Khomeini!
    Attenti utenti Italiani non fidatevi!

  19. DISINFORMATORI !!!!!!!!!

  20. Ma che diavolo di fesserie state montando…ANDATELE A RACCONTARE IN IRAN !!!…sai che risate si farebbero!!!!!

  21. Ma sì, sarà stato il papà. Anzi probabilmente non è nemmeno morta, l’hanno girata a hollywood, gli ebrei. 3 mesi fa.

  22. Brutto non poter dominare il mezzo di comunicazione. Bisogna riuscire ad aver ragione, perché non si riesce a censurare. Se non ci si è abituati, a ragionare, sui mezzi liberi si perde. Se accusi uno di disinformare, devi anche dire perché. Altrimenti nessuno ti dà retta. Insomma qui siamo in Europa non a Chaleh Meydan! Qui io e te siamo uguali, e se vuoi convincere devi ragionare.

    Il discorso dell’Ayatollah Bayat si trova qui:

    http://bayatzanjani.net/fa/news/article-73.html

    Puoi trovare la traduzione parziale sul mio blog. Se hai una critica da fare l’accetto volentieri, ma deve essere nel merito. Cioè devi dire “no, Bayat non dice questo, dice quest’altro”. E ci confrontiamo.

    Quanto al rango teologico dell’Ayatollah Khamenei, il fatto che a Qom ci siano moltissimi marjà’ con un curriculum più “solido” e più “sudato” del suo ormai è noto persino a chi legge Repubblica. Hai una verità diversa su questo? Ottimo: dilla e ci confrontiamo.

  23. Spero solo che il mondo non si dimentichi gli occhi di questa ragazza che ci saluta per l’ultima volta. La storia non insegna niente ma dalla storia dobbiamo ricordare gli errori del passato, per non ricommetterli.
    http://www.youtube.com/watch?v=_U8JOZbHt2w
    Addio, mi dispiace bella ragazza, mi dispiace tanto…

  24. forse la farò troppo semplice, ma se gli USA e tutta stampa asservita dell’occidente si schierano prontamente con Moussavi, forse ci sarà un motivo o no?

  25. Ali Larijani il presidente del parlamento iraniano in TV dello stato Canale IRIB2 ieri sera ore 21.00 – Tehran :

    ” E’chiaro che moltissimi iraniani non hanno fiducia nei risultati ufficiali delle elezioni e i loro sospetti rientrano nei loro diritti come rientra nei loro diritti esprimere il dissenso,sta allo stato rispondere ai manifestanti ma questa risposta non può contenere violenza verso i manifestanti e secondo le leggi di questo paese,i loro rappresentanti hanno diritto di avere spazio in TV per dire ciò che hanno da dire e i Basiji devono essere moderati verso loro poiché loro non sono nemici,sono iraniani e questo è il loro paese e ciò che succede li riguarda direttamente . La TV dello stato finora è stato responsabile di aumento delle violenze perché dedica interamente ogni spazio ad una sola voce e ad uno solo dei candidati, mentre il Consiglio dei Guardini della Costituzione ha il compito preciso di far rispettare la Costituzione,magari senza parteggiare anche esso per uno solo dei candidati come ha fatto finora.”

  26. Dopo i brogli elettorali con cui Ahmadinejad (con il consenso di Khamenei e di altri 3 Ayatollah tra cui Mesbah Yazdi ) ha cercato di rubare la vittoria al candidato riformista Mussavi (che secondoi dati reali volutamente nascosti dalministero delgiintenri ,con oltre 19 milioni di voti ha vinto le elezioni mentre ad Ahmadinejad sarebberò andati circa 13 milioni di voti), ieri Khamenei , il quale frettolosamente aveva riconosciuto la” vittoria” ad Ahmadinejad solo poche ore dopo l’inizio delconteggio dei voti, ha avvertito gli iraniani che avrebbe dato l’ordine ai suoi sostenitori nei Basij e nei Pasdaran e alleforze di ordine regolari di punire con massima severità, chiunque scende in piazza a manifestare il proprio disenso a questa porcato ; detto e fatto, guardate con che atrocità i sostenitori di Ahmadinejad uccidono questa giovane fanciulla innocente in una strada di Tehran:

    http://www.youtube.com/watch?v=IGvow-chn28&feature=player_embedded

    Secondo i testimoni finora ad sparare sulla folla sono stati solo i Basiji che sparano dai tetti e mirano ad uccidere.

    Ma queti due traditori dell’Iran, dell’Islam e della Rivoluzione di Khomeini, hanno mal interpretato la pazienza degli iraniani e anche la correttezza di molti Ayatollah che ancora, proprio per la loro correttezza e per fedeltà cersoi principi della Rivoluzione, non hanno riconosciuto ad Ahmadinejad la sua sciagurata “vittoria”.

    Giunge ora la notizia che nella città di Qum , i grandi Ayatollah stanno decidendo di desitutire Khamenei , instaurando “il consiglio suprema di guida” prevista dalla Costituzione iraniana fino alla elezione del nuovo Guida Suprema .

    Ad Ahmadinejad e i suoi resta solo presentare le proprie dimssioni al Popolo iraniano e sarà la giustizia dello stesso Popolo a scegliere quale punizione infliggerli per i crimini commessi durante questi giorni in cui hanno ucciso diversi giovani manifestanti nelle strade iraniane .

  27. DISPIACE TANTO ANCHE A ME, MA RIPETO:
    quello che è successo alla ragazza è terribile, però non c’è uno straccio di prova che il colpo sia provenuto da milizie governative…perché mai avrebbero dovuto sparare alla gola di una ragazza disarmata…Potrebbe benissimo essere stata colpita da terroristi infiltrati tra i manifestanti messi lì apposta per creare disordini sul conto delle forze del Governo. In Italia non lo dicono, ma in Iran, durante gli scontri sono stati arrestati molti terroristi reo confessi di essere stati addestrati ed armati dagli americani nelle basi dei terroristi monafeghin, che esistono in Iraq contro la volontà del popolo e del Governo iracheno!
    Alcuni hanno anche confessato che avrebbero dovuto far esplodere delle bombe il giorno delle elezioni…Come mai i telegiornali italiani non danno questa notizia, visto che i terroristi sono stati anche ripresi in primo piano mentre confessavano?
    Intanto guardate come certi mousavisti trattano le forze dell’ordine anti sommossa mandate a disperdere la folla che, non contenta delle manifestazioni autorizzate, ha continuato a manifestare anche senza consenso governativo occupando le strade e bloccando il traffico cittadino per giornate intere!
    Guardate come trattano un giovane poliziotto…una folla contro uno! Se non fosse stato per l’itervento di alcune persone civili che l’hanno protetto, i mousavisti più facinorosi l’avrebbero anche linciato!
    http://www.youtube.com/watch?v=FBJahGXA-5o

  28. RIPETO: quello che è successo alla ragazza è terribile, però non c’è uno straccio di prova che il colpo sia provenuto da milizie governative…perché mai avrebbero dovuto sparare alla gola di una ragazza disarmata…Potrebbe benissimo essere stata colpita da terroristi infiltrati tra i manifestanti messi lì apposta per creare disordini sul conto delle forze del Governo. In Italia non lo dicono, ma in Iran, durante gli scontri sono stati arrestati molti terroristi reo confessi di essere stati addestrati ed armati dagli americani nelle basi dei terroristi monafeghin, che esistono in Iraq contro la volontà del popolo e del Governo iracheno!
    Alcuni hanno anche confessato che avrebbero dovuto far esplodere delle bombe il giorno delle elezioni…Come mai i telegiornali italiani non danno questa notizia, visto che i terroristi sono stati anche ripresi in primo piano mentre confessavano?
    Intanto guardate come i mousavisti trattano le forze dell’ordine anti sommossa mandate a disperdere la folla che senza consenso governativo ha manifestato nelle le strade bloccando il traffico cittadino per intere giornate!
    Guardate come trattano un giovane poliziotto…una folla contro uno! Se non fosse stato per alcune persone civili che l’hanno protetto, i mousavisti più facinorosi l’avrebbero anche linciato!

    http://www.youtube.com/watch?v=FBJahGXA-5o

  29. RIPETO: quello che è successo alla ragazza è terribile, però non c’è uno straccio di prova che il colpo sia provenuto da milizie governative…perché mai avrebbero dovuto sparare alla gola di una ragazza disarmata…Potrebbe benissimo essere stata colpita da terroristi infiltrati tra i manifestanti messi lì apposta per creare disordini sul conto delle forze del Governo. In Italia non lo dicono, ma in Iran, durante gli scontri sono stati arrestati molti terroristi reo confessi di essere stati addestrati ed armati dagli americani nelle basi dei terroristi monafeghin, che esistono in Iraq contro la volontà del popolo e del Governo iracheno!
    Alcuni hanno anche confessato che avrebbero dovuto far esplodere delle bombe il giorno delle elezioni…Come mai i telegiornali italiani non danno questa notizia, visto che i terroristi sono stati anche ripresi in primo piano mentre confessavano?
    Intanto guardate come i mousavisti trattano le forze dell’ordine anti sommossa mandate a disperdere la folla che senza consenso governativo ha manifestato nelle le strade bloccando il traffico cittadino per intere giornate!
    Guardate come trattano un giovane poliziotto…una folla contro uno! Se non fosse stato per alcune persone civili che l’hanno protetto, i mousavisti più facinorosi l’avrebbero anche linciato!

    http://www.youtube.com/watch?v=FBJahGXA-5o

  30. Questo video è a dimostrazione del fatto che non è vero che lo spazio in TV è stato unilaterale…la notevole affluenza alle urne è stata dovuta anche allo spazio dato in tv per confronti tra i candidati!

    http://www.youtube.com/watch?v=9DNmR15Lui8

  31. Confronto televisivo tra Ahmadinejad e Mousavi:

    http://www.youtube.com/watch?v=9DNmR15Lui8

  32. Musavi e Karubi non hanno nemmeno partecipato alla riunione del Consiglio dei Guardiani organizzata proprio per per discutere sulle proteste fatte da loro stessi, dimostrando così di essere contro qualsiasi forma legale di protesta e confronto con le istituzioni e facendo vedere di non voler reclamare perseguendo vie legali. Si è distinto invece il candidato Rezai, che leale ed aderente alle leggi della Costituzione iraniana, ha contestato il risultato dei voti in maniera civile senza aizzare le folle. Al contrario di Mousavi e Karubi, Rezai ha anche partecipato alla preghiera di Venerdì perché non doveva vergognarsi per ciò che aveva fatto. Invece gli altri due non hanno partecipato perché la gente non avrebbe mai smesso di fare slogan contro di loro! La loro ottima collaborazione con le tv e i giornali occidentali famosi come nemici dell’Iran come VOA e BBC Persian è incredibile e praticamente questi media erano il portavoce di Musavi Co.

  33. Ciò che sta facendo la TV dello stato dopo le elezioni è ben diverso da quanto era fatto prima delle elezioni stesse.
    Sin dalla tarda sera del Venerdi elettorale, la TV ha cambiato completamente l’atteggiamento, passanso totalmente dalla parte di Ahmadinejad per poi, andando avanti nel tempo, arrivare a chiamare i manifestanti, senza alcun distinguo; “agenti stranieri”, “terroristi”, “controrivoluzionari” ect, ect.
    La TV dello stato non è mai andato ad intervistare Mussavi, Rezai o Karrubi, ma per ore e ore, i lecconi di Ahmadinejad erano presenti per giustificare la pressunta vittoria del loro benefattore che non ha mai voluto spiegare dove sono finiti diversi miliardi di dollari dalle casse dello stato durante i suoi 4 anni di presidenza!

  34. I FUOCHI FATUI E IL BAGLIORE – TEHERAN E YECATERINEMBURGO

    DI TITO PULSINELLI
    selvasorg.blogspot.com

    Fuochi fatui a Teheran, mentre Cina, Russia, India, Brasile, Iran, Pakistan, Kazakistan ecc. analizzano come sostituire il dollaro – Vertice dell’OCS e BRIC: pilastro della nuova struttura economica internazionale…

    Mentre il monopolio mediatico “occidentale” si compiace del suo ruolo di claque sguaiata dei manifestanti di Teheran, nella centrale città russa di Yecaterinburgo -dove nel 1918 venne sentenziato a morte lo zar Nicola II- si riunivano i vertici della Organizzazione per la Cooperazione di Shangai (OCS), e quello delle nuove potenze economiche emergenti del BRIC (Brasile, Russia, India e Cina).

    Nelle capitali della vecchia Europa, forti della legittimità che può offrire una votazione disertata dai due terzi degli elettori, si levava alto il doppio mantra indignato di “democrazia” e “diritti umani”. Abbinato ad un sentimento di smarrito stupore verso un mondo che va in direzione opposta ai loro desideri. Verso una realtà che si ostina ad accentuare le differenze, e che si discosta sempre più dal modello ritenuto -ormai solo inconsciamente- superiore. Anche nel momento di una eclissi destinata ad essere permanente. La razionalità smarrita induce alla semplificazione manichea. Devono essere sicuramente forze demoniache quelle che inspiegabilmente pugnalano l’eden “occidentale”.

    Che autorità morale possano avere i Barroso, i Solana e il resto della combriccola della Commisione che -oltre a non essere mai stati eletti da nessuno- hanno ridotto la politica estera dell’Unione Europea alla sponsorizzazione di tumulti e vandalismi di piazza? A Kiev, Tblisi, Moldovia, ora a Teheran. Non c’è più da stupirsi delle loro bizzarrie, quando si vota in casa d’altri. Con un colpo di spugna, ignorarono la vittoria di Hamas in Palestina, e poi passarono al boicottaggio de facto, con la sospensione dei programmi di collaborazione economica. Salvo poi sborsare per la “ricostruzione” dopo il via libera dato ai bombardamenti di Israele.

    E’ notorio che il relativismo elettorale, sacrificando l’ultimo feticcio della democrazia rappresentativa, si riduce a “è OK solo quando vince l’amico mio”. Però i cortei nella capitale iraniana vorrebbero servire anche come cortina fumogena per occultare eventi di grande rilevanza geopolitica. Solo gli struzzi possono illudersi che Teheran possa oscurare Yecaterinburgo, dove è stato fatto un altro passo decisivo nella strutturazione del panorama post-globalizzazione.

    Gli Stati Uniti e l’Unione Europea non ne fanno parte, anzi sono la controparte. Dopo otto anni, la Organizzazione della Cooperazione di Shangai (OCS) si è consolidata, raggiungendo una peculiare omogeneità di grande iniziativa economica, commerciale e militare. E’ un contrappeso strategico eurasiatico che va molto oltre il ruolo di “anti-NATO” come erroneamente viene percepita ad ovest. E’ un pilastro che dà grande slancio e potenza alla nuova realtà multipolare, ormai in fase di avanzata gestazione.

    Il cuore della OCS è formato dalla Cina e dalla Russia, poi c’è la periferia centro-asiatica del Kazakistan, Kirghizistan, e Tagikistan, e gli ospiti regolari (India, Pakistan, Afganistan, Turchia e Iran). Gli USA non riuscendo più ad irriderla, hanno richiesto un posto di osservatore che è stato gentilmente rifiutato. Che ha deciso l’OCS?

    “I leaders dei Paesi dell’OCS hanno incaricato i loro esperti di studiare la questione di una nuova moneta internazionale” ha annunciato il cosigliere presidenziale russo Arkadi Dvorkovitch. “Il vertice ha riconosciuto che l’attuale configurazione del sistema finanziario internazionale fondato sul dollaro non è più ideale, e che è inevitabile l’apparizione di nuove monete di riserva”.
    E’ in discussione una moneta simile a quello che fu l’ECU europeo, cioè una unità di conto per i commerci all’interno del grande bacino economico eurasiatico dell’OCS.

    Parallelamente, anche il vertice del BRIC dibatteva lo stesso ordine del giorno: come sostituire il dollaro, che è ormai una divisa che genera crescente inflazione, sia per gli esportatori di materie prime ed energetiche, che per chi esporta alimenti e manufatti.
    A Yecaterinemburgo si sono affrontati concretamente i problemi pratici della de-globalizzazione, quella che a ovest si suole denominare “nuova architettura del futuro ordine finanziario internazionale”.

    E si impone l’evidenza assoluta che l’arco di forze presenti nel vertice svoltosi in Russia è tricontinentale, include i grandi poli emergenti, e quattro potenze nucleari.
    Sono assenti gli Stati Uniti e l’Unione Europea, cioè la parte “occidentale” che è -a tutti gli effetti- la controparte. Le elites che ora sono alla guida dell’Europa puntano tutto sul rimanente primato tecnologico e sulla discutibile superiorità militare della NATO, che impone il prezzo della prosecuzione del vassallaggio atlantista.

    La tecnocrazia finanziaria del liberismo europeo persiste nel piccolo cabotaggio, e non percepisce il valore strategico di un blocco più autonomo, e con una visione geopolitica più lungimirante. Che cosa vogliono farne dell’euro? L’UE sarà solo e sempre mercato&moneta?

    Non sarà la NATO a poter sopperire alla vulnerabilità strutturale della mancanza di materie prime e di idrocaburi. L’esito e i costi dell’avventura in Afganistan potranno aiutare ad assimilare che non è saggio perseverare nell’orizzonte neocons che tuttora alberga nel Pentagono e nel Dipartimento di Stato. Per di più, Obama -che fa fatica a sintonizzare il dire con il fare- ha crescenti probabilità di trasformarsi in un Gorbaciov a stelle strisciate.

    Tito Pulsinelli
    Fonte: http://selvasorg.blogspot.com
    Link: http://selvasorg.blogspot.com/2009/06/i-fuochi-fatui-e-il-bagliore-teheran-e.html
    19.06.2009

  35. Io non voglio convincere nessuno…mica sono motivata come te…a me preme solo la Verità…e più leggo le congetture della propaganda anti Khamenei e più mi rendo conto di quanto siate organizzati…anche la dottoressa Farian Sabahi nella puntata di otto e mezzo sulla 7 ha usato lo stesso genere di argomenti per screditare il livello di conoscenza teologica della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica dell’Iran Ayatullah Alì Khamenei…non si capisce come mai però sia proprio il clero di Qom ad averlo approvato fino ad ora…certi sospetti li mettono in giro adesso solo Wikipedia e certi “intellettuali” che insegnano in Italia !!!
    Il sito web che hai indicato fa parte della propaganda e non dimostra niente, tant’è vero che Khamenei è ancora nel pieno del suo ruolo legittimo.

  36. Forse – azzardo ah? – che il mondo sia un posto un po’ troppo complicato per ridurlo a un ragionamento del tipo “questi qui sono buoni e perciò quelli lì sono cattivi”?

  37. Riporta anche la data.

  38. Cosa vuol dire “io non voglio convincere nessuno a me interessa la verità”? E che significa, che dobbiamo credere sulla parola quando parli? Anche a me interessa la verità. Dico delle cose, porto le fonti, e le argomento.

    Il sito web che ho indicato è quello di uno dei più importanti marjà’ di Qom, che sta con Moussavi, gli dà la sua benedizione. E non solo: dice che insistere è un dovere islamico. Quindi Zanjani fa parte della “propaganda”.

    E anche l’Ayatolalh Sanei immagino fa parte della propaganda. Lo stesso Ayatollah di Qom che sul suo sito dice questo di Israele:

    http://www.saanei.org/page.php?pg=showpayam&id=5〈=en

    E sulle elezioni iraniane dice questo:

    http://www.diariodelweb.it/Articolo/Mondo/?d=20090606&id=87448

    Il problema principale di chi vede il mondo in modo binario – amico nemico, giusto sbagliato, bianco nero – è che è un cretino. Il problema secondario è che sbaglia, perché il mondo è complesso e multiforme. Un Ayatollah di Qom può tuonare contro i crimini di Israele e nello stesso tempo considerare Ahmadinejad una tragedia.

    Il tuo problema specifico, poi, è che *non sai nulla* di Qom. Ormai è evidente. Non sai chi siano Bayat Zanjani o Youssef Sanei. Sei in difficoltà perché non sai di cosa stai parlando, e pretendi che qui ti credano sulla parola.

    Non stai facendo un buon servizio alle cose che pensi abji, dà retta a me. I tuoi post sulla ragazza ammazzata poi sono un capolavoro. Io infatti non rispondo perché sarebbe come picchiare un bambino. Si chiamava Neda Soltani, lavorava in un’agenzia viaggi.

  39. Ripeto la domanda, come fa Repubblica con papi…

    La violenza e la rapidità con la quale si è acceso il conflitto politico in Iran dimostrano che il paese era compatto solo in superficie. Twitter è solo un mezzo organizzativo. Concentrarsi sui mezzi di comunicazione è come dire che il movente di un omicidio è la pistola. No: la pistola è solo l’arma. Nei fenomeni sociali, il movente è sociale.

    Dunque domanda: quali sono le ragioni *sociali oggettive e strutturali* della spaccatura nella società iraniana?

  40. LE ELEZIONI IN IRAN. CERCHIAMO DI CAPIRE

    DI FRANCO CARDINI
    francocardini.net/

    Ad alcuni giorni dalle ultime elezioni in Iran, i media di tutto il mondo occidentale, sia pure con qualche sfumatura, ci hanno proposto uno schema interpretativo abbastanza semplice. L’Iran è guidato da un regime fondamentalista che tuttavia mantiene alcune parvenze di democrazia e di pluralismo (molti partiti politici, giornali e televisioni differenti ecc.); le ultime elezioni sono state pesantemente manipolate, sia attraverso il sistematico uso dell’intimidazione e della repressione, sia attraverso autentici brogli elettorali (perfino urne scambiate); tuttavia, dinanzi alla massiccia, coraggiosa e prolungata protesta popolare, le autorità si sono spinte fino a promettere un riconteggio dei voti; senonché, a detta di alcuni osservatori e di taluni oppositori, tale riconteggio non porterebbe a nulla sia perchè si svolgerebbe comunque in un clima d’incertezza e di violenza, sia perchè le autentiche schede sono state almeno in buona parte distrutte e sostituite; per cui, l’unica strada possibile per un qualche ristabilimento della legalità democratica sarebbe procedere a nuove elezioni sotto lo stretto controllo di osservatori delle Nazioni Unite, cosa che il governo non è disposto a concedere. Si sta quindi andando o verso una situazione di compromesso che non piacerà a nessuno, soprattutto alle opposizioni; o verso uno scontro frontale.

    Un quadro semplice. Ma tutti i problemi hanno sempre una risposta semplice. Peccato solo che, di solito, si tratti di quella sbagliata. Il punto di partenza, per noi, non può essere che una constatazione. Quella iraniana è una società complessa. Cerchiamo quindi di capirci qualcosa.

    I media occidentali hanno quasi tutti e costantemente cercato di accreditare l’idea che in Iran viga una “dittatura”. In passato – ricordate le proteste del 1999, che nel nostro paese unirono destra e sinistra? – si è accusato di essere una specie di dittatore perfino Khatamy, oggi considerato un garante dei valori democratici; eppure, a suo tempo, gli attacchi da parte dell’Occidente furono una delle cause della sua sconfitta.

    L’Iran non è soggetto ad alcuna dittatura. Il suo è piuttosto l’equilibrio complesso e non facile a riformarsi tra una società civile che per certi versi ricorda piuttosto il primitivo sistema sovietico – una pluralità di soggetti politici fluidi e litigiosi – controllato però da un “senato” religioso. Questo sistema sta cercando con scarso successo d’ingabbiare una società civile anagraficamente giovane, in generale colta e preparata (l’Iran e uno dei paesi che conta più laureati al mondo), dove l’occidentalizzazione frutto d’una sessantina d’anni circa di governo europeizzante della dinastia Pahlevi ha inciso fortemente, ma dove la “rivoluzione islamica” del 1979 è stata sul serio corale e popolare. Alla vigilia delle ultime elezioni, si è molto parlato di “conservatori” e di “riformisti” (termini superficiali e inadeguati rispetto alla situazione concreta), ma si è “dimenticato” di osservare come i quattro candidati avevano nei rispettivi programmi elettorali alcuni punti in comune: alla rivendicazione di un forte orgoglio nazionale, la ferma intenzione di procedere sulla linea della rivoluzione vinta nel ’79 da Khomeini, la volontà di continuare il programma teso a dotare il paese di un potenziale nucleare a scopi pacifici.

    I candidati erano quattro: Mahmoud Ahmedinejad, cinquantatreenne, che ha promesso di continuare sulla sua strada; Houssein Mousavi”, sessantesettenne, un’esperienza di primo ministro nel 1981, che rimprovera ad Ahmedinejad una politica estera dai toni troppo accesi che gli avrebbe alienato tutto l’Occidente e confida in Obama per avviare un processo di distensione; Mohsen Rezai, cinquantasettenne, ex generale dei pasdaran, che rinfaccia ad Ahmedinejad scarsa abilità e molta trascuratezza nella conduzione economico-finanziaria del paese; e Mehdi Karrubi, settantaduenne, membro del “clero” sciita, ex presidente del parlamento, considerato un “riformista”.

    La costituzione iraniana è un modello di complesso equilibrio di forze. Il suo motore è il Consiglio dei Guardiani della Rivoluzione (dodici membri, per metà religiosi nominati dalla Guida Suprema e per metà giuristi nominati dal Parlamento), che seleziona i candidati alle istituzioni statati, può opporre il veto alle leggi approvate dal Parlamento e propone una lista di candidati al ruolo di Vali-e faqih (Guida Suprema) a un’Assemblea degli Esperti eletta dal popolo. La Guida Suprema ha praticamente le prerogative di un capo di stato in una repubblica strettamente presidenziale, in particolare il diritto di nomina delle alte cariche statali. Invece il Presidente della Repubblica, in carica 4 anni, è una specie di capo del governo e nomina i ministri (salvo approvazione del Parlamento).

    Quel che ora è in atto è un braccio di ferro tra il “partito dei religiosi”, che in realtà è fautore di un programma di distensione con l’Occidente e si appoggia a un elettorato nel quale i ceti benestanti sono molto forti, e quello che Renzo Guolo (“La Repubblica”, 17.6.2009) chiama il partito dei “senza-turbante”, gli islamisti radicali seguaci di Ahmedinejad che propugnano una politica sociale più decisa e hanno l’appoggio dei ceti più poveri della popolazione. Contrariamente a quel che si tende a creder da noi, i più estremisti sono i “laici”, non i “religiosi” che portano il turbante. Ma Ahmedinejad negli ultimi quattro anni ha governato con il pieno appoggio di Ali Khamenei, lo ayatollah Guida Suprema: e ha riempito i suoi diretti collaboratori e i suoi seguaci di poteri, di privilegi, anche di danaro. E’ ovvio che ora essi vogliano tener duro: il loro obiettivo, del resto, è trasformare la repubblica islamica in un vero e proprio regime.

    Tuttavia il punto debole degli avversari di Ahmedinejad, i moderati appoggiati da buona parte del clero, è proprio la corruzione: uno degli uomini piu ricchi dell’Iran è il Presidente dell’Assemblea degli Esperti, Akbar Hashemi Rafsanjani: e i suoi cospicui patrimoni sono alquanto sospetti. Il suo ruolo è comlesso e cruciale: egli è in realtà presidente del “Consiglio per la determinazione del bene comune” (majma’e tashkhis e maslahat, spesso tradotto in inglese con “Expediency Council”, perchèèe l’organismo che può rendere “islamica” – per mezzo appunto di un “espediente” giuridico – una legge che islamica non è, sulla base dell’interesse comune) e appunto l’Assemblea degli esperti (majles-e khobregan), che in linea istituzionale ha il potere di destituire la stessa Guida Suprema.

    Forse esagerano dunque coloro che parlano, a proposito dei brogli e delle violenze, di un “colpo di stato” da parte di Ahnedinejad e dei suoi fautori. Certo però lo scontro è stato violento e l’opposizione sembra ben piu numerosa del 35% che sarebbe emerso dai conteggi ufficiali; in ogni caso, è agguerrita e non intenzionata a cedere. E un commento uscito il 14 giugno dall’autorevole penna di Ali Ansari fa pensare che i brogli ci siano stati davvero, per quanto sia difficile il provarlo.

    Che cos’hanno quindi portato di nuove, queste elezioni? I conteggi ufficiali parlano di un 65% guadagnato da Ahmedinejad: ma le proteste della minoranza, soprattutto dei fautori di Mousavi, sono state tante e tanto dure e corali da indurre il prudente Khamenei a promettere un riconteggio dei voti. Alle opposizioni, ciò non basta: ma, anche se appare difficile che il governo iraniano acceda alla loro pretesa di un controllo dell’ONU su nuove elezioni – e bisogna dire che nessun paese sovrano accetterebbe mai una condizione del genere -, l’eco internazionale di quel che sta accadendo in Iran è stato troppo forte e corrisponde a una vera e propria sconfitta politica di colui che almeno formalmente è il trionfatore elettorale.

    Con tutto ciò, non bisogna dimenticare due cose. Primo, la sostanziale coralità e fermezza di tutti gli schieramenti politici sui fondamenti della repubblica islamica e della sua stessa politica estera. Opposizione all’America, richiesta di soluzione del problema palestinese, esigenza di proseguire sul cammino dell’acquisizione del nucleare civile pur nel rispetto del trattato di non-proliferazione. Se questa è una crisi, lo è nel, non del sistema. E Ahmedinejad, che è subito volato a Mosca, lo ha confermato: l’era dell’impero unilateralistico statunitense è finita, il suo paese è tutt’altro che isolato, l’asse con la Russia tiene, i rapporti con la Cina e con molti paesi dell’America latina sono buoni.

    D’altronde, anche da parte occidentale si sono fatti degli errori. E’ vero che la censura governativa è intervenuta pesantemente contro alcuni giornalisti, ma è non meno vero che molti servizi usciti dall’Iran durante e subito dopo la competizione elettorale non brillavano per equità: filmavano esclusivamente le manifestazioni dell’opposizione, mandavano in onda interviste prese solo nei quartieri della buona borghesia di Teheran da sempre roccaforte degli avversari di Ahmedinejad e perfino dei nostalgici dello shah. Ci sono senza dubbio state violenze: mancano però le prove che le urne siano state sostituite e, quanto alle vittime, una decina di morti e centinaia di feriti sono senza dubbio un bilancio pesante: ma non certo un bilancio da tirannia. La repressione dei basaji – le milizie paramilitari ahmedijaniste – ha dato risultati piu simili a quella di Genova in occasione del G 8 del 2001 che non a quella di piazza Tienammen: e ciò vorrà ben dire qualcosa. Un pacato commento di Abbas Barzegar sul “Guardian” del 13 scorso, un organo molto autorevole, sottolinea che Teheran all’indomani delle elezioni sembrava sì in rivolta, ma soltanto su due viali dell’area settentrionale abitata dai ceti benestanti, mentre nel resto della città le manifestazioni di giubilo dei sostenitori di Ahmedinejad erano diffuse, imponenti e spontanee.

    L’episodio politico al quale stiamo assistendo è insomma un momento “caldo” della lotta per il potere tra due fazioni: da una parte i moderati che hanno la loro punta di diamante in Rafsanjani e i loro esponenti in Mousavi e Khatami, e che auspicano una distensione con l’Occidente contando sull’apertura dimostrata da Obama; dall’altra i radicali il vero capo dei quali resta Khamenei, che mirano a un rafforzamento del carattere islamico dello stato e che credono non tanto nell’intesa con l’Occidente, quanto nella creazione di un fronte internazionale politicamente, economicamente, tecnologicamente e militarmente alternativo ad esso. Obiettivo ultimo del fronte radicale è la trasformazione della jomhuri , la Repubblica Islamica, in un “Sistema” – nezam, così definisce costantemente la stato islamico l’ispiratore religioso di Ahmadinejad, l’ayatollah Mohammad Taqi Mesbah-e Yazdi – non contaminato da strutture politiche non islamiche. Il fatto che la Guida Suprema abbia ammesso la possibilità dei riconteggi (quindi, implicitamente, dei brogli) fa intravedere un progetto tattico teso a evitare sia lo scontro frontale sia la repressione troppo pesante facendo “rientrare” la protesta mediante patteggiamenti e concessioni politiche.

    Restano comunque del tutto inutili per comprendere la situazione, anzi pericolosi e dannosi, gli appelli come quello lanciato sul “Corriere” del 16 scorso da Bernard-Henry Lévy: il clima a Teheran è pesante, ma non “di terrore”; e il riferimento a un eventuale rafforzamento di Ahmedinejad come “un pericolo terribile per il mondo intero, perchè dotato di un arsenale nucleare che non esiterebbe a mettere immediatamente al servizio dell’Imam nascosto e della sua apocalittica riapparizione” sarebbe solo ridicolo, se non fosse irresponsabile. Tutti sanno che l’Iran non dispone ancora nemmeno del nucleare civile: come potrebbe mai minacciare sul serio di distruzione nucleare Israele, che invece il nucleare militare ce l’ha eccome? E si può davvero continuare a fingere di non sapere che eventuali pulsioni fondamentaliste e apocalittiche allignano anche in Israele, e che da lì non sono mancate voci che hanno affermato di esser pronte a servirsi dell’arma nucleare?

    Sono state comunque elezioni importanti. Auguriamoci che esse non conducano a un aggravarsi della tensione – ma la prospettiva d’una “guerra civile” appare improbabile – o al prevalere della repressione nella sua forma più dura, che condurrebbe all’autoritarismo teorizzato da Mesbah-e Yazdi. La richiesta di nuove elezioni, avanzata ora con fermezza dalle opposizioni, serve in realtà ad alzare il costo della normalizzazione della vita civile: forse si punta a un “governo di unità nazionale”, nel quale il potere di Ahmedinejad verrebbe ridimensionato. I principi della repubblica islamica, quelli del 1979, appaiono ben radicati tra gli iraniani e confermati dal fatto che tutti gli schieramenti li condividono: che a Mousavi sia andato anche il voto degli antikhomeinisti irriducibili è poco rilevante, dal momento che essi sono obiettivamente una minoranza. Ma il vero duello è tra la fazione di Khamenei e quella di Rafsanjani-Khatami, che prospettano due differenti configurazioni del sistema mondiale di alleanze. Il prevalere dei “moderati” dipenderà dunque in una qualche misura dalle mosse dell’Occidente, soprattutto del presidente degli Stati Uniti: al quale spetta il difficile compito di comporre le esigenze di riaprire il dialogo con l’Iran con le richieste che gli provengono da Israele, e che a loro volta sono spesso ispirate da istanze estremistiche. Questo appare, a tutt’oggi, il vero rischio.

    Franco Cardini
    Fonte: http://www.francocardini.net/
    17.06.2009

  41. Salamun alaykum

    Vi scrivo oggi mentre la situazione ormai è abbastanza chiara e Musavi e Karubi non avendo partecipato alla riunione del Consiglio dei Guiardiani per discutere sulle proteste fatte da loro stessi hanno dimostrato tutto quello che forse per qualcuno non era ancora chiaro.
    Sono tante le cose sospette a riguardo. Cerco di ricordami tutte. Allora loro hanno iniziato già da 3 mesi prima delle elezioni a fare propaganda anti-Ahmadinejad mentre non si erano ancora candidati ufficialmente. Hanno iniziato a fare dei comizi, discorsi,manifestaz ioni,ecc. e in questi loro comizi dicevano sempre alla gente di andare a votare perché Ahmadi avrà almeno da 13 a 15 milioni di voti e loro per vincere avevano bisogno di tutti i loro voti! E questo era prima dei dibattiti. E questo mentre anche gli analisti delle loro TV ammettevano che Ahmadi era il migliore in questi dibattiti!

    Hanno detto delle cose incredibili contro Ahmadi e l’hanno accusato delle cose assurde dicendo sempre che lui è bugiardo e usa un linguaggio brutto e di basso classe! è superstizioso! Si veste male e solo persone povere, abitanti dei villaggi dispersi lo votano (come se fosse un difetto!)
    Invece loro erano di gran classe! Faeze Hashemi in un suo discorso di classe in uno stadio pieno di gente ben vestita e truccata e profumata! Con le fascette verdi al collo, al polso, alla fronte, alle dita, ecc ecc. (e non è superstizione. ..) disse: “se questo signore (Ahmadinejad) viene eletto anche stavolta, crederà veramente che è diventato Imam Zaman!!! (applausi e fischi della gente high class)… “
    Poi in tutto questo periodo parlavano ogni tanto di brogli e che il governo vuole truccare le elezioni, ma queste voci sono aumentate dopo il mercoledì prima delle elezioni, quando loro in una dimostrazione della loro forza hanno creato una catena “verde” umana sulla strada più lunga di Tehran (sempre senza autorizzazione e disturbando la gente e il traffico) mentre dall’altra parte i sostenitori di Ahmadinejad hanno si sono riuniti a Musalla di Tehran (con autorizzazione) e la gente era così tanta che fuoriusciva da Musalla ed hanno bloccato il traffico anche loro. Da Musalla fino a casa mia a Tehran c’è un quarto d’ora massimo 20 minuti di distanza, ma mio padre che passava da lì alle 17 per tornare a casa, è arrivato a casa alle 11 di sera! E quì hanno parlato solo della catena verde… Direte che c’entra questo con il discorso? Ora ve lo dico! I “verdi” dopo aver visto tutta quella gente si sono messi paura e da quella sera tutte le volte che parlavano con i loro sostenitori l’argomento era una sola cosa “il governo vuole truccare le elezioni” così che Musavi la sera prima delle elezioni ha dato una serie di comandamenti su come neutralizzare i brogli…

    Per esempio:
    Non andate a votare nelle scuole e non moschee perché lì lavorano i “basiji” e se vedono che siete tanti faranno sparire i voti. ( e se ci fate caso in questi giorni nelle tv italiane si parla solo dei basij, mentre praticamente loro non c’entrano niente e fa tutto la polizia, una piccola coincidenza tra i musaviani e le tv straniere) Ma non andate neanche tutti a votare nelle scuole perché se vedono che in un seggio sono tutti di Musavi è possibili che annullano proprio i voti raccolti in quel seggio!
    Non portate nessuna fascia verde o qualsiasi simbolo verde perché anche così possono indovinare quanti hanno votato Musavi e così truccano i voti… (devo aggiungere che comunque era vietato dalla legge portare i simboli di un candidato nel giorno delle elezioni ma evidentemente Sig.Musavi esperto di legge e legalità non lo sapeva). Non vi faccio perdere tempo con le altre assudità del gerene! …
    La loro ottima collaborazione con le tv e i giornali occidentali famosi come nemici dell’Iran come VOA e BBC Persian è incredibile e praticamente questi media erano il portavoce di Musavi Co. E ripetevano le stesse cose dette da Musavi, o meglio dire Musavi ripeteva le stesse cose dette da loro! O forse tutti e due ripetevano le cose dettate da un terzo! Boh! Il rapporto tra di loro è così stretto che è difficile capire chi segue chi!

    Per fare qualche esempio come ho detto anche nella lettera precedente, possiamo parlare di decine di interviste fatte con le persone attive nel quartier generale di Musavi e Karrubi. Poi gli ordini loro che passavano tramite queste tv alla gente in Iran, come per esempio andare sul tetto la sera dalle 9:30 alle 10 e dire Allahu Akbar come al periodo prerivoluzionario in Iran. L’altra cosa che fa riflettere nell’atteggiamento di queste tv è ripetere sempre la parola “rivoluzione” e paragonare gli eventi delle elezioni al quelli della rivoluzione!
    Poi diffondere certe menzogne e dubbi prima delle elezioni. Per esempio, perché hanno stampato 7 milioni in più di fogli per votare? Insinuando che il governo vuole riempire da solo questi fogli! Mentre dopo le elezioni hanno protestato perché in alcuni seggi erano finiti i fogli e la gente ha dovuto aspettare ore e ore, cosa tra l’altro non vera.
    Dicevano che i basiji volevano truccare le elezioni, mentre il governo ha tolto le forze di basiji dai seggi ed era la gente normale che ha organizzato tutto.

    Lo stesso giorno delle elezioni, le accuse di un reato ancora non commesso continuano, così che addirittura la moglie di Hashemi Rafsanjani che nessuno aveva mai vista, dopo aver votato fa un’intervista (di cui trovate il filmato su youtube) in cui dice: “se non imbrogliano vince Musavi, se non vince Musavi vuol dire che hanno imbrogliato!” poi alla riposta della domanda “qual’è il Suo consiglio per la gente?” dice “se imbrogliano, uscite per le strade”!!!
    E lo stesso Musavi fa un’intervista dopo aver votato e ribadisce “io ho promesso alla gente di proteggere i loro voti”… insistendo sul fatto che vogliono imbrogliare.

    Dopo le elezioni hanno detto che il governo non aveva permesso ai loro supervisori di entrare nei seggi, e la maggiorparte di loro sono stati espulsi dai seggi:

    1- Se è vero allora perché il Sig.Musavi non ha subito protestato per le vie legali?
    2- Perché non l’ha detto quando si è dichiarato vincitore un’ora prima delle elezioni?!!!
    3- Quando si è proclamato vincitore con il 60% dei voti ha detto “i mei supervisori dai seggi mi hanno informato che ho vinto con il 60% dei voti!” … ma non aveva detto che li avevano espulsi dai seggi?!!!

    Dalla sera in cui la gente viene a sapere i primi risultati con l’86% a favore di Ahmadinejad iniziano il secondo atto, organizzano chiaramente le rivolte dando appuntamento tramite le tv vicine a loro cioè VOA e BBC e iniziano a diffondere una serie di bugie e falsità tra la gente e dicono subito di annullare le elezioni!!! Senza mai aver fatto una protesta ufficiale per le vie legali. Mandano la gente fuori per le strade e creano un disordine senza precedenti in 30 anni dopo la rivoluzione.
    Poi fanno intervista con tutti coloro che trovano di straniero sul territorio iraniano e soprattutto con quelli più in malafede e anti-iraniani e anti-islamici. Poi le chiamate alle tv nemiche, prima dicono che li hanno messi agli arressti domiciliari, poi dopo un giorno chiama la moglie di Musavi a questa tv per dire che non era vero, ma ci aggiunge anche altre cose.
    Ah, una cosa mi sono dimenticata, dopo le elezioni in una delle manifestazioni (a piazza Azadi,mercoledì scorso) Faeze Hashemi dice che suo padre il giorno dell’anniversario della scomparsa dell’Imam Khomeyni disse a Ahmadinejad “sbagli sul conto mio e quello dei miei figli, o correggi le tue parole o noi non lasciamo perdere”. (NO COMMENT!)

    Ciò che voglio dire è che credo che sia ovvio che era tutto già organizzato e devo dire che era anche organizzato abbastanza bene. Non dico che la gente non è uscita per loro, (perché al contrario di loro io non credo che si porta la gente alle manifestazioni con gli autobus da fuori e pagandogli con i succhi e merendine!) ma purtroppo è facile ingannare la gente perché la maggiorparte credono alle cose senza riflettere e tendono a ripetere le cose che gli docono e a seguire la folla. Ecco uno dei motivi per cui i peccati commessi al pubblico vengono puniti nell’Islam.
    Dopo il discorso di Rahbar, se loro non fossero traditori come dicevo io, dovrebbe essere già tutto finito e oggi non sarebbe dovuto succedere niente, ma come vediamo, Musavi e Karrubi non sono andati alla riunione del consiglio dei guiardiani e hanno annullato molto in ritardo le manifestazioni. Un po’ di gente è uscita anche oggi nonostante gli avvertimenti della polizia. Ho sentito dai miei parenti che ci sono delle persone armate di pistola e molotov!

    Le mani di Musavi, Karrubi e … sono sporche di sangue delle persone innocenti che hanno perso la vita in questi giorni. Mi dispiace sorella Azade, e credimi, mi dispiace davvero tanto, ma io non ho visto niente nel viso di Musavi quando diceva che amava l’Iran (a parte che ha un faccia senza nessun espressione percepibile! ) e anche se avessi visto, dopo questi eventi avrei capito di aver sbagliato.
    Dopo il discorso di Rahbar, se uno fosse veramente seguace di Imam e fedele allo stato Islamico doveva solo obbedire, chiedere scusa al suo Wali e al popolo preso in giro in questi giorni e semmai proseguire solo per le vie legali. Ma loro non hanno fatto niente di tutto ciò, non si sono presentati alla riunione fatta per loro e non hanno fatto nessun comunicato per fermare la folla mossa da loro.
    Per me non esiste nessuna giustificazione per i loro comportamenti. Nessuna. Soprattutto perché c’è un’altra persona che ha dimostrato che era tutto possibile anche seguendo le vie legali. Parlo del Sig.Rezai che è stato perfettamente leale sia durante i suoi comizi elettorali, sia dopo le elezioni. Ha contestato anche lui il risultato ma come una persona civile, una che rispetta la legge del suo paese, il suo popolo e soprattutto la sua Guida. Ha anche partecipato alla preghiera di venerdì perché non doveva vergognarsi per ciò che aveva fatto. Gli altri due non hanno partecipato perché la gente non avrebbe mai smesso di dare gli slogan contro di loro! Neanche Hashemi ha partecipato. .. Poi ha scritto una lettera a Rahbare l’ha ringraziato per i suoi consigli e per le sue parole e ha anche partecipato alla riunione del consiglio dei guardiani che hanno deciso di ricontare il 10% dei voti. E soprattutto non ha mai lasciato intervista a nessun giornalista o media straniero e neanche a quelli interni a volte peggiori dei nemici.
    Ho ancora tante cose da dire di ciò che hanno fatto e ciò che hanno detto. Ma ormai è tutto chiaro. Quindi mi limito a queste.
    Che Dio ci salvi dagli ipocriti e dai nemici dell’Islam inshallah

    Farzane

    P.S. Ho appena sentito un’intervista con Mohsen Makhmalbaf un noto regista iraniano da Parigi. Lui in questi giorni era il portavoce di Musavi da Parigi. Non posso credere in ciò che ho sentito, non perché non me l’aspettavo da loro, ma perché non me l’aspettavo così presto. Ha detto che “hanno visto Musavi oggi e lui ha detto che è contro il regime di dittatura, contro il colpo di stato! Io ho fatto il ghusl di shahadat”.
    Si lamentava perché gli dicono che fanno sentire la loro voce tramite le tv straniere, ha spiegato che anche Imam Khomeyni quando era in Francia faceva lo stesso, (appunto! Era in Francia, loro invece sono in Iran!) e che neanche lui chiedeva autorizzazione per le manifestazioni! (si ma lo stato era lo stato dello Scià non quello islamico!)
    Ma il bello non ve l’ho ancora detto!… ha detto: “la gente si deve ricordare i giorni della rivoluzione e deve capire che ormai questo regime, il regime di “Khamenei” ha preso la parte del colpo di stato!”
    Poi il presentatore ha chiarito le cose se per qualcuno non fossero ancora chiare; dicendo: “alcuni dicono che i manifestanti non vogliono semplicemente l’annullamento delle elezioni, ma cercano uno scopo più grande. Vogliono cambiare lo stato”…

    Ma dico io, ma sono fuori di testa!!! Solo il pensiero di paragonare Musavi con Imam Khomeyni mi fa ridere!…

  42. 3 giugno 2009…basta leggere!

  43. Io aggiusterei la domanda e direi: “quali sono le ragioni sociali oggettive e strutturali della spaccatura nella società di Tehran ?” Le rivolte non sono in tutto il Paese…Non esagerare…il troppo stroppia!

  44. Intanto un plauso per il tentativo, a mio parere ben riuscito e ben scritto, di portare il discorso sui corretti e scientifici binari confronto tra forze sociali locali. Per indole detesto i discorsi sui templari e gli illuminati di baviera. Ringrazio Tao. Aggiungo alcune mie annotazioni anche sulla base di ciò che dicono analisti iraniani.

    Questo sistema sta cercando con scarso successo d’ingabbiare una società civile anagraficamente giovane, in generale colta e preparata (l’Iran e uno dei paesi che conta più laureati al mondo), dove l’occidentalizzazione frutto d’una sessantina d’anni circa di governo europeizzante della dinastia Pahlevi ha inciso fortemente, ma dove la “rivoluzione islamica” del 1979 è stata sul serio corale e popolare.

    Concordo e aggiungo che a mio parere il “generation gap” iraniano – il famoso 60% del paese al di sotto dei 35 anni – non si è unicamente riversato nella “blog people” nota più o meno a tutti. Anche le mutazioni notate nelle priorità politiche dei Basij e Pasdaran sono conseguenza del gap generazionale. In altre parole l’islamismo militante sta diventando sempre meno islamista ma mantiene la sua forte militanza. Non è un caso che l’articolo di Cardini confermi il mio sospetto subito dopo:

    Contrariamente a quel che si tende a creder da noi, i più estremisti sono i “laici”, non i “religiosi” che portano il turbante.

    Esattamente. Perché per quelli col turbante, in fin dei conti, Dio viene prima della Repubblica Islamica, delle priorità di partito, e della stessa Guida Suprema. E non sono disponibili a compromessi momentanei pur di raggiungere un fine tattico o strategico che sia. Nella lettera dell’Ayatollah Zanjani a Mir Hossein Moussavi che in sostanza gli chiedeva consiglio, si vede chiaramenteb cosa c’è in gioco sul piano ideologico. Ho tradotto la lettera nel mio blog e riporto un passaggio estremamente significativo:

    “Ciò che deve essere chiaro, è che il vostro avversario non è un candidato elettorale o un certo gruppo di interesse. Il vostro nemico è una visione del mondo errata e deviata che considera lecito raggiungere una finalità santa con mezzi impuri. Considerate questa visione del mondo il vostro vero nemico e nemico della Religione di Dio, e successivamente condannate coloro che ne sono portatori.”

    Ciò di cui si lamenta il vecchio Zanjani è proprio frutto di un “generation gap” intervenuto in una parte della società iraniana che qui in occidente si conosce meno. Che si conosce meno perché non è impegnata a tenere dei blog ma, a monitorarli, schedarli o filtrarli.

    Ma Ahmedinejad negli ultimi quattro anni ha governato con il pieno appoggio di Ali Khamenei, lo ayatollah Guida Suprema: e ha riempito i suoi diretti collaboratori e i suoi seguaci di poteri, di privilegi, anche di danaro. E’ ovvio che ora essi vogliano tener duro: il loro obiettivo, del resto, è trasformare la repubblica islamica in un vero e proprio regime.

    L’errore di questo pezzo è quello di non spiegare bene l’intreccio tra le figure di Ahmadinejad e della Guida Khamenei. L’analisi iraniana “di opposizione” più diffusa sostiene grosso modo quanto segue.

    Intorno al “beyte rahbari”, al “casato della Guida”, c’è da sempre un giro di interesse di tipo industriale-militare. Prima ancora di Ahmadinejad, è stato Khamenei a sostituire quadri dei Pasdaran e Basij con persone a lui fedeli, e questa infrastruttura di potere ha un costo. E’ molto forte anche il potere economico delle varie istituzioni previdenziali legate ai vari leader. Insomma intorno a Khamenei c’è della gente che mangia e sta bene grazie a lui, come in tutte le lobbies moderne. E fin qui non ci sarebbe nulla di particolarmente scandaloso.

    Durante la campagna elettorale ad un certo punto i toni si sono accesi in modo brusco. Ahmadinejad ha accusato Rafsanjani direttamente di corruzione e il vecchio “kusseh” (squalo) che corrotto lo è ma non è un cretino, ha ricordato a tutti che in un paese come l’Iran non sei corrotto se chi ti controlla “non ci ha il suo guadambio”. Così ha scritto una lettera aperta – pubblicata sui mezzi di informazione – a Khamenei, in cui sostanzialmente gli ricordava tre cose che riassumo (posso tradurre il testo intero se volete):

    1) Le due Guide della Rivoluzione – cioè Khomeini e Khamenei – hanno controllato i miei beni prima e dopo i miei incarichi (cioè: chiamata in correo) – 2) La gente odia Ahmadinejad, non vorrei facesse la fine di Bani Sadr (cioè: minaccia di piazza) – 3) Il tuo uomo rischia di far saltare la Repubblica Islamica con le sue cazzate (cioè: sono disposto ad andare fino in fondo).

    La fiammata “dipietrista” di Ahmadinejad ha fatto traboccare il vaso della pazienza di Rafsanjani, e la replica diretta di questi al burattinaio di Ahmadinejad è stato il momento in cui le cose sono precipitate politicamente. La lettera aperta di Rafsanjani attende ancora una replica ufficiale della Guida, ma gli eventi stanno ormai seguendo un loro corso mettendo alla prova tutte le istituzioni. Sono saltate le alleanze e le marcature insomma.

    Ma perché Khamenei e Ahmadinejad odiano tanto Rafsanjani? E’ solo un fatto di lotta alla corruzione? Permettetemi di essere scettico. Infatti:

    Il suo ruolo [di Rafsanjani] è comlesso e cruciale: egli è in realtà presidente del “Consiglio per la determinazione del bene comune” […] e appunto dell’Assemblea degli esperti (majles-e khobregan), che in linea istituzionale ha il potere di destituire la stessa Guida Suprema.

    Ecco il punto finalmente! Rafsanjani è il presidente dell’organo che può mettere sotto questione l’operato della Guida Suprema, e che può influenzare pesantemente l’elezione di una nuova Guida. In pratica questo organo costituzionale è un organo che il gruppo di interesse intorno a Khamenei non controlla. Ora, in Iran si parla abbastanza insistentemente del fatto che Khamenei non stia bene, che probabilmente non riuscirà a durare 4 anni. Ecco allora che diventa importantissimo controllare presidenza e parlamento prima di allora, per isolare Rafsanjani e mettere nell’Assemblea degli Esperti degli uomini che – dopo la morte della beneamata Guida – scelgano bene.

    Faccio presente che dopo la morte dell’Imam Khomeini, il figlio Ahmad fece una brutta fine. Unendo tutto questo ai discorsi di Ahmadinejad che criticavano il punto della Costituzione che limita la presidenza a due soli mandati… si capisce che in gioco c’è seriamente la trasformazione della Repubblica Islamica in una specie di califfato ereditario, oppure in una specie di regime baathista sullo stile siriano.

    Subito dopo le elezioni i figli di Rafsanjani sono stati tratti in arresto oppure gli è stato revocato il passaporto. Il fatto è molto interessante perché spiega il clima. Lui praticamente si trova a Qom da giorni a tenere una sessione informale dell’Assemblea degli Esperti, ad usare tutta la sua influenza politica e finanziaria per far saltare i piani della lobby di Khamenei, usando magistralmente la piazza. I vegliardi di Qom, cioè i membri dell’Assemblea degli Esperti, fanno ripetutamente esternazioni. Insomma anche loro sono, come si dice, “sulla notizia”. E’ molto probabile che ne vedremo ancora delle belle.

    Ma ricordate sempre: una rivoluzione è un processo attraverso il quale una classe sociale punta ad una più vantaggiosa redistribuzione del reddito nazionale, e lo fa usando come arma le masse popolari. Nient’altro.

    D’altronde, anche da parte occidentale si sono fatti degli errori. E’ vero che la censura governativa è intervenuta pesantemente contro alcuni giornalisti, ma è non meno vero che molti servizi usciti dall’Iran durante e subito dopo la competizione elettorale non brillavano per equità: filmavano esclusivamente le manifestazioni dell’opposizione, mandavano in onda interviste prese solo nei quartieri della buona borghesia di Teheran da sempre roccaforte degli avversari di Ahmedinejad

    Come raccomando sempre in queste occassioni: carro e buoi. Il primo sta dietro e i secondi davanti. C’è una ragione non metafisica né complottistica per cui – nonostante il controllo praticamente totale del governo sui media iraniani subito dopo le elezioni – dall’Iran escono più notizie sulla rivolta di quante ne escano sulle forze pro-governative.

    Questa ragione è di facilissima comprensione per chi avesse mai letto Guy Debord e Marshall McLuhan: la cosiddetta “emittente spettacolare” dei rivoltosi è più potente, perché usa media nuovi. E non si tratta di un complotto americano: dire che i rivoltosi iraniani sono filoamericani perché convocano manifestazioni e iniziative via internet, è come dire che l’Armata Rossa era filo zarista perché muoveva i soldati su ferrovie fatte costruire sallo Zar!

    Cito una mia modesta analisi:

    Anche quelli di Ahmadinejad usano il computer, ma alla fine finiscono per asservirlo ai media tradizionali. Con questo mi riferisco ad esempio all’uso a volte grottesco di Photoshop per aumentare il numero dei manifestanti o moltiplicare rampe di missili [tutto documentato]: se ci si riflette bene diventa chiaro l’asservimento del medium PC a un medium più arcaico, la fotografia pubblicata su un giornale. Ne consegue un’immediata perdita di potenziale per il medium più nuovo. Come costruire un’automobile, salirci sopra e farla trainare da dei muli. […]

    E’ che il dominio nei social network sta diventando un terreno chiave di questo scontro. Di fronte alla possibilità di filtrare twitter e facebook, leggo che utenti non iraniani hanno deciso di spostare il loro account in Iran e che questo renderebbe più difficile il filtering. […] questa gente non sta aiutando gli iraniani per motivi ideologici del tipo “tirannia contro libertà” o perché fuorviata da giornali degli ebrei che, si sa, dominano il mondo. Lo fa principalmente per amicizia e solidarietà coi propri contatti. Il punto è che i contatti sono di una parte sola!

    In pratica noi sappiamo tutto sui rivoltosi e nulla sul governo perché i rivoltosi sono gli unici iraniani che ci parlano. Essi hanno un vantaggio mediatico perché usano un medium più adatto al conflitto in corso, nonostante la TV e i giornali siano nelle mani del governo.

    Ciao.

  45. Bene, saprai allora che il 3 giugno le elezioni erano ancora da tenere. Moussavi e gli sfidanti sono spariti dalla televisione *dopo* le elezioni. Semplicemente perché nessuno ha voluto intervistarli, né la TV iraniana ha fatto vedere nulla della milionata di persone che erano in piazza da giorni a sostenerlo.

    Questo era il punto in discussione, e perciò il link che hai riportato non nega ciò che vorresti negare.

    Questo è ciò che intendo per “argomentare”.

  46. “i sostenitori di Ahmadinejad hanno si sono riuniti a Musalla di Tehran (con autorizzazione) e la gente era così tanta che fuoriusciva da Musalla ed hanno bloccato il traffico anche loro. Da Musalla fino a casa mia a Tehran c’è un quarto d’ora massimo 20 minuti di distanza, ma mio padre che passava da lì alle 17 per tornare a casa, è arrivato a casa alle 11 di sera!

    Musalla e dintorni quel giorno fu riempito dai Basiji e dai Pasdaran coi vestiti in borghese e non da gente normale e oggi sono quei vigliacchi di Basiji che sparano sulla folla uccidendo la gente mentre,per legge, non devono nemmeno avere armi.

    Ahmadinejad in 4 anni li ha comprato l’anima coi soldi rubati dalle casse dello stato. Ha fatto il “Robin Hood” della minchia però, perché li ha corrotti con denaro per usarli contro il Popolo e realizzare, mentre loro terrorizzano gli iraniani, i progetti della dittatura che quel agente segreto dei sionisti,qual è Mesbah Yazdi, vuole stabilre in Iran.

    Il fatto che la banda Ahmadiyazdi abbia corrotto una fascia povera ed ignorante del paese non li rende onore, gran parte dei Basiji è gente che della religione non conosce niente, spesso non è nemmeno religioso ed èquasi sempre analfabeta,ma riempie le fila della preghiera di venerdi e delle manifestazioni pro Ahmadi da ben 4 anni,mentre l’attività normale di un Basiji è andare a rompere le balle alle ragazze che non si vestono come vuole Ahmadinejad,intendiamoci però, queste ragazze sono lo stesso vestite secondo i dettami del Corano,ma siccome Ahmadinejad,Mesbah Yazdi e i fanatici e bigotti armati dalle mani dei Basiji sono più importanti del Corano (la stessa cosa pensano anche i salafidi di se stessi) , la legge deve essere ciò che dicono loro.

    Gli iraniani in questi 4 anni hanno vissuto in un clima di terrore che questi signori avevano creato e non vedevano l’ora di liberarsi da questi terroristi,ecco perché l’85% degli aventi diritto è andato avotare, Ecco perché Ahmadinejad non avrebbe mai potuto vincere una elezione regolare.

    Ahmadinejad già 4 anni fa vinse coi brogli,ma allora il paese era sotto la minaccia di un attacco americano e i riformisti hanno taciuto perché si sentivano reponsabili di fronte ad un probabile attacco straniero,ma quell’attacco non ci fu mai , vai a capire quei bastardi sionisti come progettano le cose da tempi cosi lunghi!?

    In questi 4 anni, Ahmadinejad ha esposto l’Iran alle critiche,pressioni e pericoli(come non ha mai fatto nessuna autorità politica nella storia iraniana – in talesenso è un fenomeno singolare) progettando internamente la morte della repubblica e l’instaurazione di una dittatura a nome dell’Islam.

    Ha progettato la distruzione del modello di democrazia islamica che con tante difficoltà era sopravvisuto alle intemperie e vegliaccherie degli ultimi 30 anni. Ha portato l’Iran alla ribalta dei media occidentali come paese razzista, antisemita,guerrafondaia e forcaiola, e in molti casi, facendo rimpiangere i talibani afghani quando, facendo lapidare “le peccatrici” iraniane, creava una immagine terreibile dell’Iran e degli iraniani nell’opinione pubblica occidentale che era quella che,per disegno sionista,doveva diventare sempre più il nemico dell’Islam e dei musulmani ovvero,i barbari del terzo millennio.

    Molti progetti sionisti, tra cui lo scontro tra leciviltà, sono andati avanti e vanno tuttora avanti grazie ai signori Ahmadinejad e Mesbah Yazdi che vogliono,come Bin Laden,il califfato in cui è escluso il voto del Popolo.

    Il Popolo iraniano, in questo momento storico, lotta non solo contro i brogli elettorali e gli organizzatori della truffa che intendono privarlo dai suoi diritti ,ma per la democrazia e le libertà previste dalla Costituzione della Repubblica Islamica che Ayatollah Khomeini ha instaurato con l’aiuto dello stesso Popolo.

    Allo shah bastava rispettare la legge e la monarchia costituzionale,ma esso ha voluto diventare l’imperatore calpestando la costituzione per il quale i padri della Rivoluzione dell’1906 (la Rivoluzione Costituzionale)avevano lottato e cosi il Popolo iraniano lo ha cacciato , figuriamoci se questo stesso Popolo permetterà ad Ahmadinejad di fare ancora un solo passo verso la dittaura. I giovani iraniani sono pronti a morire per la Verità in un mondo ormai sopraffatto dall’inganno e sanno che di fronte hanno l’esercito dell’ignoranza e della superstizione al servizio del sionismo.

    La prossima volta che guardate i filmati che arrivano dall’Iran ascoltate bene l’audio; “Esraili,Esraili, harumzadeye esraili” = “israeliano,israeliano,bastardo israeliano” è ciò che gridano i manifestanti,vecchi,donne e giovani che l’esercito dell’ignornza picchia a sangue ed uccide nelle strade iraniane.

  47. http://www.ireport.com/docs/DOC-274805

    Devono aver spostato Meydun Shah da Isfahan a Tehran. L’hanno rimessa a posto? Mi piaceva a Isfahan.

    Vedi cosa intendo quando dico che è brutto quando non controlli i media?

  48. Ricordatevi che mai nessun Ayatollah ha voluto veramente isolare i fanciulli iraniani dal resto del mondo e che la cultura generalmente cosmopolita è rimasta di ‘eredità anche per la seconda e la terza generazione degli iraniani dopo la Rivoluzione dell’1979.

    Per prima volta dopo circa 70 anni o più (38 anni dello Shah, gli anni del padre dello shah e i 30 dopo la rivoluzione khomeinista) arriva un dittatore (Ahmadinejad)che vuole obbligare la gente iranica a degli schemi tipo la rivoluzione maoista ; Ecco la spaccatura ed ecco la reazione di quei mostri , quali sono gli iraniani, che storicamente hanno digerito chiunque, senza mai e alla fine cambiare il loro spirito cosmopolita.

    Abbiamo civlizzato i mongoli e gli arabi con la tattica del Nard;ci battiamo in ritirata ma digeriamo(inglobiamo) l’aversario da secoli e secoli sopravivendo su una croce(gurdate la mappa mondo) dove nessun altro avrebbe potuto resistere quanto noi (circa 7000 anni documentati)figuriamoci se ora ci arrendiamo ad Ahmadinejad.

  49. Guarda se vuoi capire il vero motivo per cui Ahmadinejad ha vinto le elezioni…leggi questa pagina di Keyhan…dove si spiega tutto, percentuali comprese! Il Paese intero non si riduce alla sola Tehran!

    http://www.kayhannews.ir/detail.aspx?cid=17515

    Majlesse Khobregan che sono la Commissione degli Esperti e che hanno l’incarico di verificare la correttezza dei voti, hanno convocato i rappresentanti ed i deputati ma non si sono presentati,solo Rezai l’ha fatto! Come intendono allora Mousavi e Karubi fare le verifiche? Sollevando forse il popolo senza le procedure legali? Che razza di civiltà sarebbe quella che vorrebbero loro:la repubblica delle banane?
    Il popolo che ha sostenuto Ahmadinegiad è lo stesso che ha affollato le strade il 22 di Bahman per festeggiare la ricorrenza del trentesimo anniversario della Rivoluzione Islamica,alla quale io stessa ho partecipato qualche mese fa. Quindi, potrai convincere forse qualche lettore italiano che non è informato sulla realtà iraniana, ma non me, che ho visto con i miei occhi come pensa la maggioranza delle persone, che tu definisci ignoranti, intanto però si è visto come si comportano i più raffinati dei vostri:incendiando moschèe e mezzi pubblici…ma per favore!

  50. Guarda non è che non controllo i media, ma voi state sostenendo che la società iraniana tutta, sia divisa e non è così: è inutile che mi tiri fuori il filmatino come fanno i media per presentare una realtà che rimane comunque parziale…

  51. Reza, l’abbiamo capito che sei un erede dei profughi filo-Shah; Mussavi faceva le stesse cose, se non di peggio, ai tempi della guerra contro l’Iraq. Inoltre all’epoca intrallazzava con gli statunitensi, giusto o sbagliato che fosse e ora, non stranamente, gli stessi che intrallazzavano con la Cia/North combattono contro il ‘dittatore’ Ahamdinejad, per conto e col sostegno di Obama, consigliato da Rahm Emanuel, un sionista israelo-statunitense, sionista come Hillary Clinton, ministro degli esteri degli USA. Anzi no, tu stesso Reza, hai gettato la maschera, affermi che Ahamdinejad non è un dittatore, ma un presidente abusivo, che si è fatto eleggere perchè HA COMPRATO I VOTI DELLA GENTE IGNORANTE.
    Guarda che è proprio questa la democrazia! Essere votato perchè si è FATTO/DATO qualcosa.
    Ma come è stato ben ribadito da qualcun’altro, qui e altrove, per voi ‘Democratici verdi’ (o arancioni?), la democrazia vale solo quando vincete voi… Se Kameney e Ahmadinejad hanno i loro uomini nei seggi, anche Musavi, Katami, Karrubi e soprattutto Rafsanjani, hanno i loro uomini nei seggi, non sono dei poveracci inermi, hanno pure governato per anni… E vuoi fare credere che sono delle mammolette disarmate? Senza amici, dentro e fuori dall’Iran? Senza agganci con polizia, pasdaran e esercito?
    Stai perdendo il controllo di te stesso, e ciò è un buon segno, vuol dire che il golpe verde (dal dollaro) sta fallendo. E un ultima cosa, vorrei sapere da te e dagli altri verdi (arancioni) qual’è il programma elettorale, politico, di governo di Mussavi e Katami? Sbraitate al golpe e ai brogli, ma non dite nulla sulle intenzioni di Mussavi. Forse perchè da lì è possibile capire che non ha e non avrebbe mai avuto speranze di vittoria elettorale regolare, proprio perchè prevede ricette liberiste da scagliare contro la ‘plabaglia ignorante’?

  52. Sì Certo! non voglio convincere nessuno e lo sai perché? non sono mica come voi bloggers che state giornate intere sul computer…io sono una persona normale, una persona che lavora e che ha da fare! Non sono nemmeno iraniana percui non sono motivata come voi a convincere i lettori di CDC ! Però conosco l’Iran e mi dispiace che chi vi legge possa essere ingannato dai vostri argomenti!
    Come fate a dire ad esempio che L’Ayatullah Sanei e Bayate Zanjani siano a favore della posizione di Mousavì? Con quali prove? Forse con quei siti web che mi hai indicato?…E’ per questo che trovo inutile rispondere a questo genere di argomenti…chiunque potrebbe aver creato quei siti e riportato quei testi sul web: mica ci sono i sigilli per via telemantica, scusa…ma, che discorsi fai?
    Ed è proprio questo il discorso: per questa campagna elettorale sono stati spesi fior di quattrini per iniziative di questo genere di DISINFORMAZIONE !
    Quando citi ad esempio il sito:
    http://bayatzanjani.net/fa/news/article-73.html
    ed in basso alla pagina si dice:”voi dovete considerare questo vostro sforzo (riferendosi ai disordini) come un NAHI AZ MONKER (cioè un modo utile per fermare l’errore)”…ma te lo immagini un marjà’ di Qom che invece di invitare a calmare le sommosse popolari, consigliasse piuttosto di spaccare mezzi pubblici e privati e d’ incendiare moschèe come è stato fatto ieri? Sarebbe come se un prete cattolico invitasse a bruciare le chiese! Ma chi mai potrebbe convincere un marjà’ di questo tipo, se non solo dei delinquenti di professione?
    Ieri, l’Allaméh Javadì Amolì ha dichiarato pubblicamente che nessun musulmano MAI si permetterebbe di danneggiare i beni pubblici come forma di dissenzo! Un Allaméh è il massimo livello di autorità nella Teologia islamica, nemmeno Khomeini(ra) riuscì a raggiungere mai il livello di Allaméh (che raggiunse invece uno dei suoi maestri Taba Tabaiì) quindi…Di cosa stiamo discutendo? Mi dici che non so niente, solo perché mi pare ridicola la tua pretesa di certificare con siti web (che qualunque informatico potrebbe creare) come prova di sostegno a favore di Mousavì??? Ma lascia perdere che è meglio…
    Ah, dimenticavo! Visto che non sono tua sorella…non chiamarmi abji!

  53. Già! Kayhan!!!
    IL Eugenio Scalfari iraniano, quello che tesse e scioglie all’ombra dei manganellari basiji e assasini degli intellettuali e i serial killer delle donne di bella presenza, le ragnatelle del potere del Hojatieh !?!

    Guarda che quelli che vanno alla manifestazione dell’anniversario della rivoluzione non sono gli stessi che oggi sparano all’altezza del cuore dei giovani iraniani, uccidendoli vigliaccamente.

    Il vero motivo per cui Ahmadinejad ha vinto lo conosco molto bene e lo spiego di nuovo affinché tutti si rendono conto della truffa dei seguaci/complici di Ahmadienjad che stanno mettendo il piede al posto delle “mille famiglie” che per 38 anni hanno tenuto in piedi la dittarura dello shah:

    Per circa 15 giorni hanno lasciato liberamente la gente esprimere la propria opinione , mettendo in scena anche i dibattiti televisivi tra i candidati per la prima volta da cui Ahmadinejad uscì da bugiardo per le cifre che sparava e che il giorno dopo la corte dei conti iraniano correggeva.
    Ciò ha fatto si che la gente credesse nella libertà di scelta ed è questo l’unico motivo per cui l’85% degli aventi diritto è andato a votare

    A questo punto racconto ciò che ho visto io con i miei occhi durante il voto per spiegare meglio la truffa:

    Arrivo all’ambasciata, presento la mia carta d’identità iraniana, dietro ad un lungo tavolo ci sono almeno 8 persone, tutti funzionari governativi ; il primo apre la mia carta e legge e lo passa al secondo che tira avanti un blocchetto di schede eletorali e comincia ad scrivere i miei dati sulla matrice, il terzo strappa la scheda su cui devo scrivere il nome del mio candidato scelto e mi chiede di mettere l’impronta dell’indice della mano destra sul tampone e poi sulla stessa scheda e anche sulla matrice e poi stacca la scheda e mi mostra la cabina doove andare per esprimere il mio voto.
    Entro in cabina e trovo attaccato sul muro all’interno della cabina una lista di cui contentuto è seguente:

    1- Mahmood Ahmadinejad
    2- Mehdi Karrubi
    3- Mohsen Rezai
    4- Mir Hossein Mussavi

    Trovo poi sulla scheda uno spazio per il nome del candidato con sopra scritto ; “qui scrivere il nome del candidato” e poi di fronte uno spazio dove è scritto; “qui scrivere il codice del candidato” !!!

    IO COME MILIONI DI IRANIANI IN BUONA FEDE ALL’ESTERO ED IN IRAN ABBIAMO SCRITTO ” MIR HOSSEIN MUSSAVI – 4″ ed ecco la truffa:

    In realtà il governo per queste elezioni ha introdotto una novità ma non né ha dato notizia come si fa in ogni paese dove le TV fanno vedere le schede elettorali ed il modo di riempirle, cosi tutti sono andati a votare ma nei seggi non vi era presente alcuna lista per indicare i codici stabiliti dal ministero degli interni per ogni candidato che sono i seguenti:

    Mahmood Ahmadinejad – 44
    Mehdi Karrubi – 55
    Mohsen Rezai – 66
    Mir Hossein Mussavi – 77

    Io, come milioni di iraniani che siamo andati a votare per il cambiamento, riempendo cosi le fila degli elettori quando nelle ultime elezioni vi erano presentati solamente il 51%, abbiamo scritto sulle nostre schede quanto segue:

    Mir Hossein Mussavi – 4

    Ma cosi facendo abbiamo dato una scheda ai governativi(all’estero) e ai Basiji in Iran che, in pratica , dava (rubava) il nostro voto ad Ahmadinejad, poiché il conteggio avviene con l’apparecchio della lettura dei codici a barra e non per la lettura del nome ma solo del codice e quindi; gli è bastato aggiungere a mano un altro 4 ed il voto è andato ad Ahmadinajd .

    Ma come se non li bastasse, in più di 170 seggi in Iran, chiudendo i seggi in anticipo con la scusa che le schede sono finite, mentre c’era ancora tanta gente in fila per votare e mentre lo stesso ministro del governo di Ahmadinejad aveva annunciato che sono stati stampati 56 milioni di schede elettorali, i Basiji, penna alla mano, hanno scritto il codice 44 su un gran numero di schede e li hanno fatti pasare come ” buttato nelle urne dai elettori”, mentre ad ognuno era dato il compito da mesi di preparare una lista(più lunga è più soldi avrai) con i dati dei candidati di cui nemmeno era richiesto la presenza nei seggi ma solo nome, cognome e numero della carta d’identità !!!
    Risultato !?! In più di 170 seggi , il numero dei partecipanti supera il numero degli aventi diritto toccando anche il 150%.

    Inoltre, la legge stabilisce che i candidati hanno diritto di avere un rappresentante in ogni seggio, ma stranamente, i tessirini di identificazione che il ministero del governo di Ahmadienjad doveva preparare per questi , non sono stati preparati in tempo e cosi in circa 70% dei seggi , i rappresentanti degli altri tre candidati non sono potuti nemmeno entrare nel seggio !!!

    La sera del venerdi elettorale, alle ore 23.00 locali, il “Farsnews” annunciava la vittoria di Ahmadinejad con 63% delle preferenze. Ciò mando in bestia Mussavi che alle ore 23.30 annunciava che il vincitore sarà lui e che la notizia del “Farnews” è tendenziosa. Ma niente ha cambiato il corso della grande truffa e la mattina dopo alle ore 12.00, quand’ancora per calcolo matematico lo spoglie delle urne doveva essere intorno al 25-30% , la TV dello stato annunciava “la vittoria di Ahmadinejad con 63% dei voti” e subito, in serata Khamenei confermava la fine delle elezioni e “la vittoria di Ahmadinejad” e la stessa cosa venen fatto da alcuni membri del Consiglio dei Guardiani della Costituzione , il quale però per legge deve confermare la ragolarità delle elezioni in 10 giorni dando tempo a chi vuole reclamare di presentare i reclami in 3 giorni.!!!

    GOLPE BIANCA, lo possiamo solo chiamare cosi e i morti delle strade di Tehran dimostrano che Khamenei e Ahmadinejad sono in malafede e che non si tratta di un litigio interno alla famiglia ma bensi della lotta di una grande parte degli iraniani che ora combatte a mani nude , mentre questi vigliacchi soparano all’altezza del cuore dei miei fratelli, contro la mafia del potere composto dai Hojatieh che costituisce una sorte di P2 iraniano ai quali Khamenei si è venduto.

  54. Discorso dell’Ayatollah Ali Khamenei:

    Ricordate Dio, l’Iran ha compiuto molti passi dai tempi della rivoluzione. Ognuno di questi avrebbe potuto portarci alla rivolta, e anche i paesi vicini. La nostra gioventù è in un mondo materialista, in tempo di rivolta non sanno cosa fare, hanno bisogno di comprendere la spiritualità, hanno bisogno di tornare alla spiritualità, ma non sanno come. Sono passati due secoli da quando l’Occidente ha distrutto queste culture, ma la nostra nazione vuole ritornare a quella spiritualità. In questo modo si può tornare alla rivoluzione. Giuro sui santi imam, chiedo a te o Dio, dacci più fede, o Dio, ti chiedo di darci un cuore calmo e pieno di pace, o Dio, da la vittoria a questi popoli oppressi sul nemico. Proteggili, o Dio facciamo di tutto per te e solo per te, o dio, porta i nostri saluti e le nostre preghiere al Mahdi.

    Voglio parlare ai nostri fratelli e sorelle, voglio parlare riguardo la questione delle elezioni, che è una questione molto importante per il nostro paese. Ho tre questioni di cui parlare: ho alcune cose da dire al popolo, altre da dire ai politici, e altre ai paesi occidentali e ai leader dei loro media. La prima questione è per il popolo, vi ringrazierò, non mi piace parlare molto, non mi piace usare solo buoni argomenti. Le elezioni del 12 giugno sono state il compimento della responsabilità della nazione. Sono state una prova della partecipazione della gente, che è la dimostrazione dell’amore verso il loro sistema di governo. E’ simile ma migliore delle democrazie negli altri paesi, questi paesi non hanno una democrazia buona come la nostra. La costituzione del 1988. In questa occasione abbiamo avuto la maggiore affluenza alle urne sin dalla fondazione della Repubblica Islamica e l’approvazione della costituzione. Vorrei ringraziarvi, e specialmente i giovani in questo paese hanno dimostrato che sono coinvolti nel processo politico sin dall’inizio della rivoluzione. Adesso vedremo le stesse responsabilità per loro che abbiamo visto durante la guerra dell’iraq (?).

    Riguardo le elezioni, qualcuno vuole una cosa, qualcunaltro un altra. E’ naturale. Abbiamo visto tantissime persone, uomini, donne, giovani e vecchi, partecipare in ogni parte del paese per rendere queste elezioni un successo. Queste elezioni sono la sconfitta politica dei nostri nemici e occasione di festa per i nostri amici nel mondo. Una vittoria storica. Il popolo sta dimostrando amore per gli Imam e i martiri, e per il sistema. Queste elezioni sono state un evento democratico religioso, tutti hanno potuto vederlo. E’ stata una dimostrazione contro i dittatori e i regimi oppressivi, e una dimostrazione a favore della religione e del sistema. Un altro punto riguardo le elezioni. Le elezioni del 12 giugno hanno mostrato che persone con credenze, speranze e gioie vivono nel paese. I nemici stanno usando questa cosa. Se i nostri giovani non avessero avuto speranza, non avrebbero partecipato, se non si fossero sentiti liberi, non avrebbero votato. La fede nel sistema è stata dimostrata dalla massiccia partecipazione.

    I nemici bersagliano il credo e la fiducia della popolazione su questo sistema. Questa fiducia è il più grande investimento nella Repubblica Islamica. Hanno voluto prendercela. Hanno voluto indebolire la nostra fiducia in questo sistema. I nemici del popolo dell’Iran avranno successo quando le persone non parteciperanno. Il sistema sarà messo in discussione solo quando nessuno vi prenderà parte. Non possiamo paragonare questo a niente di quanto è accaduto. Il nemico vuole far credere alle persone di essere state truffate. E’ cominciato tutto 3 mesi fa. Ho sentito I nemici dire ripetetutamente che le elezioni sarebbero state una frode. Si sono preparati per mesi. Questo sistema, che ha 30 anni, non è arrivato a questo punto senza sacrificio e duro lavoro. E la popolazione ha ferma fiducia in esso. Ma i nemici vogliono scuotere questa fiducia.

    Il terzo punto è: le rivalità tra i candidati erano chiare. I nemici, attraverso i loro media, che sono controllati da sporchi sionisti, i sionisti, le radio americane e inglesi stanno tutte provando a dire che la competizione era tra quelli che appoggiavano la Repubblica Islamica e quelli che non la appoggiavano. Tutti hanno appoggiato lo stato, so tutto di questi candidati, ho lavorato con loro, li conosco tutti. Non credo a tutto quello che dicono, alcuni dei loro punti di vista e delle loro pratiche possono essere criticate. Credo che alcuni di loro siano migliori per servire il paese, ma è il popolo a decidere. Non è la mia volontà a decidere. La mia opinione non è stata resa pubblica, e non è stato chiesto al popolo di seguire la mia opinione. Loro hanno deciso per conto loro chi votare.

    Per questo motivo, questa è stata una competizione elettorale secondo le regole/dentro lo stato. Non è accettabile far apparire le cose diversamente. E’ male se qualcuno fa questo. Non c’è alcuna battaglia in corso tra lo stato e le persone. Non ci sono rivoluzionari e antirivoluzionari. Questa battaglia è tra I partiti dello stato, e tra le persone che li hanno votati credendo nello Stato. Sono arrivati a capire che era meglio per lo stato e hanno votato. La competizione elettorale e idibattiti sono stati molto interessanti. E’ stato tutto molto trasparente. E’ stato uno schiaffo a quelli che dicevano che la competizione elettorale sarebbe stata solo una formalità, dimenticando che i candidati si sono seduti e hanno discusso.

    Aspetti positivi dei dibattiti: durante le conversazioni in TV ognuno ha parlato apertamente. Alcuni hanno criticato i candidati e loro hanno risposto alle critiche, hanno cominciato a difendersi. Le posizione prese dai candidate e dai partiti sono state presentate senza alcuna ambiguità. Quindi la gente ha potuto ascoltare quello che i candidati avevano da dire, la gente ha potuto vedere tutto questo, affinchè potessero giudicarli secondo quanto hanno detto. La gente non si è sentita estranea allo stato islamico. Noi non abbiamo NOI E LORO, tutto è stato trasparente e chiaro di fronte al popolo, tutto è stato presentato chiaramente. E’ diventato chiaro che il voto del popolo si sarebbe basato sulle medesime cose. Le persone hanno voluto fare le loro scelte seguendo I propri gusti. Grazie a questo il numero dei votanti è aumentato, il popolo ha avuto una migliore comprensione dei punti di vista dei candidati, ha potuto decidere meglio.

    I dibattiti hanno raggiunto anche le strade e le case. Questo, aggiunto al potere di decisione del popolo. Questi dibattiti rinforzeranno le menti per fare decisioni migliori, ma non devono arrivare al punto di condurre a differenze di vedute più ampie, altrimenti si avrà l’effetto contrario. E’ bene mantenerli nell’alveo in cui si sono tenute (le discussioni) durante la campagna elettorale. Se vanno oltre, causeranno problemi. Sarà meglio avere questi dibattiti a livello amministrativo. Dobbiamo portare questi dibattiti a livello amministrativo. Dobbiamo provare a superare gli aspetti negativi. Sicuramente si sentiranno critiche durante I quattro anni di mandato presidenziale. Dobbiamo provare a sottolineare gli aspetti negativi. Possiamo vedere che le persone sono diventate irrazionali e emozionali qualche volta. Hanno provato a sopprimere gli avversasi. Abbiamo finanche visto che gli usi del passato sono stati messi in discussione. Voci messe in giro, accuse che sono cresciute.

    Alcune delle cose dette non sono giuste. Il governo e i governi del passato sono stati criticati in una maniera ingiusta, tutti i 30 anni della rivoluzione sono stati criticati ingiustamente. La gente è diventata emotiva. Hanno detto cose inaccettabili. Ho visto i dibattiti in tv, mi è piaciuta la libertà di parola. Sono stato contento che la repubblica islamica era lì ad aiutare le persone nella loro scelta. Tuttavia gli aspetti negativi mi hanno reso triste. Per i loro supporter questo non era bello e il loro giudizio offuscato da queste critiche ingiuste. Abbiamo visto questo in entrambi gli schieramenti. In questo sermone della preghiera del Venerdì, devo menzionare entrambi gli. Entrambi gli possono essere criticati per questi aspetti negativi. Da un lato il presidente è stato insultato, anche prima dei dibattiti, due, tre mesi fa.

    Di frequente ho visto frasi insultanti contro di lui. Accuse contro il presidente, il presidente legittimo. E’ stato accusato in modo sbagliato. Il presidente, che ha la fiducia del popolo, è stato accusato di mentire. Vanno bene queste cose? Sono state prodotte registrazioni false e distribuite nel paese. Noi eravamo al corrente della situazione, noi sapevamo che quanto pubblicato non era vero, hanno insultato il presidente, detto che era superstizioso, hanno accusato il presidente in modo falso. Hanno calpestato l’etica e la giustizia. Cose simili sono state fatte contro la Repubblica Islamica. Alcune importanti figure dello stato sono state offese. Persone che hanno speso la loro vita per lo stato. Non ho mai pronunciato nomi durante il sermone del Venerdì, ma devo farlo adesso.

    I nomi di Rafsanjani e Natw Noori sono venuti fuori. Non sono stati accusati di malversazione finanzianziaria, ma sono stati accusati i loro familiari. Se avete qualcosa contro di loro, dimostratelo in tribunale. Nessuno può essere accusato senza prove. Conosco Rafsanjani da molto tempo. E’ uno dei membri più importanti di questa rivoluzione, è stato uno dei più importanti combattenti durante la rivoluzione, dopo la vittoria, è stato uno deimembri più influenti dello stato islamico, e lo è ancora. Ha camminato con l’Imam (ndr Khomeini), sta ancora camminando con lui. Molte volte non è stato martirizzato per poco, ha speso tutti i suoi soldi nella rivoluzione, i giovani devono conoscere questi fatti. Ha avuto molte responsabilità di governo: presidente, leader del parlamento, non ha fatto i soldi con la rivoluzione. Lo stesso con Natw Noori, ha servito la rivoluzione, ha offerto grandi servizi, non c’è dubbio riguardo questo. I dibattiti in diretta TV sono cosa buona, ma è bene rimuovere questi difetti. Dopo i dibattiti ho parlato con il presidente e l’ho messo in guardia. Mi ha detto che mi avrebbe ascoltato. Ha una posizione chiara contro la corruzione, dev’essere combattuta dovunque sarà trovata. Si, c’è ancora corruzione nel nostro sistema, si, ci sono persone persone corrotte. Ma allo stesso tempo questo è uno dei sistemi più in salute al mondo. Per questo motivo accusare il governo di corruzione, per quello che dicono i Sionisti, non è la cosa giusta da fare.

    Mettere in discussione la credibilità del governo non giusto. Tutti si trovano nell’obbligo di combattere la corruzione. Se non la teniamo sotto controllo, essa si diffondera come in molti paesi occidentali. […] Fatemi parlare al popolo, vogliono fare di questa incredibile vittoria una sconfitta, è l’obiettivo di alcune persone, di non farvi gioire, di non imprimere al mondo la più grande delle svolte. Ma è stata impressa ormai. La più grande svolta porta il vostro nome. La competizione è finita. Chiunque ha votato riceverà ricompensa divina. Tutti i votanti fanno parte dello stato. C’erano 40 milioni di voti per la rivoluzione, non solo 24 milioni per il presidente. La gente ci crede. I loro voti non saranno vani.

    Il meccanismo delle nostre elezioni non consente alcun imbroglio. Coloro che prendono parte alle votazioni lo sanno bene. Specialmente se ci sono undici milioni di voti di differenza. Se il numero sarebbe stato più esiguo, potremmo avere dubbi, ma come possono essere sostituiti o cambiati undici milioni di voti? Allo stesso tempo ho detto che il Consiglio dei Guardiani crede che chiunque abbia dubbi può presentare prove, attraverso le procedure legali. Non accetterò alcuna iniziativa illegale. Oggi, se ci saranno illegalità, niente renderà immune le prossime elezioni da queste. Per questo devono essere seguite le procedure legali. Se ci sono dubbi, devono esssere seguite le vie legali. Abbiamo leggi, i rappresentanti dei candidati hanno avuto il diritto di ispezionare i seggi, e di protestare attraverso la procedura legale. Se hanno dubbi, dev’esserci un riconteggio delle singole urne. Oggi è un momento particolare nel nostro paese. Guardate al medioriente, guardate alla situazione economica nel mondo, guardate all’Iraq, al Pakistan, all’Afganistan,siamo in un momento davvero delicato della storia. Dobbiamo essere accorti e non fare errori. Il compito degli elettori era di prendere parte alle elezioni nella migliore maniera possibile. Ma noi abbiamo una responsabilità più grande.

    I leader dei partiti politici devono fare molta attenzione a quello che fanno e a quello che dicono. Se fanno qualcosa di “estremista” le loro mosse radicali li porteranno al punto di non ritorno. Abbiamo già visto questo. Quando l’estremismo entra nella società esso conduce ad un altro estremismo. Se l’elite politica vuole riparare ad un torto facendone un altro, per andare contro la legge, saranno responsabili per il sangue versato. E di qualunque altra forma di sedizione. Vorrei dirlo a questi gentiluomini, tutti miei fratelli e amici, di guardare alle mani del nemico. Sono lupi affamati, ci tendono un imboscata e si sono tolti la maschera diplomatica. Non sottovalutateli, vi dico, i diplomatici degli altri paesi, nei giorni appena passati, si sono tolti la loro maschera e hanno mostrato la loro vera faccia. Il più malvagio di loro è il governo Inglese. Siete responsabili di fronte a dio, fratelli, vi verrano chieste delle cose, ricordatevi il testamento e l’ultima volontà dell’ultimo imam. La legge determina cosa dev’essere fatto, le elezioni si tengono cosìcchè ogni contrasto può essere risolto alle urne. Dev’essere chiaro alle urne cosa la gente vuole e cosa la gente non vuole, non nelle strade. Se dopo ogni elezione quelli che non hanno avuto voti cominciano a riversarsi nelle strade e ad invitare i loro sostenitori a scendere nelle strade, e i vincitori portano i propri sostenitori nelle strade, che abbiamo tenuto a fare le elezioni? Cos’ha fatto di sbagliato la gente? [incomprensibile…] Se li coprite (i terroristi) chi è resonsabile? Persone sono state uccise da civili e da Baseej, chi è responsabile?

    Il punto è che alcune persone hanno ucciso militanti di Baseej and ucciso anche altre persone. Chi dovrebbe reagire? Attacchi alle università, buoni studenti sono stati picchiati, non quelli coinvolti nelle agitazioni. E loro cantano inni di supporto al leader. E quindi diventate tristi e i vostri cuori sono feriti dal vedere tutto questo. Le lotte in strada non sono accettabili dopo le elezioni. Questo mette in discussione democrazia e elezioni. Voglio che entrambe le parti la smettano, e quindi la responsabilità per quanto accadrà sarà di chi non ha messo fine a questi comportamenti. Se pensate che andando in giro per le strade potete mettere pressione alle autorità, vi sbagliate. Prima di tutto, non sarà accettabile fare richieste per vie illegali, sarebbe l’inizio della dittatura. Questo è un errore di calcolo, se ci saranno conseguenze, esse colpiranno i leader dietro quanto sta avvenendo, il popolo li conoscerà a tempo debito. Vi richiamo ad obbedire alla legge, fratelli e sorelle, a seguire il codice, la legge vi da il benvenuto, i canali legali esistono per voi.

    Spero che Dio ci aiuterà a seguire i canali legali e non permettere ai nemici di distruggere la festa per le nostre elezioni. Se ci saranno persone che sceglieranno altre vie, verrò di nuovo e parlerò in modo ancora più chiaro. Adesso, terzo punto. Voglio parlare ai direttori dei media e ai leader occidentali. Ho ascoltato le opinioni dei leader dei paesi europei e dell’america. Ho monitorato le loro azioni e le loro reazioni nei giorni passati. Prima e dopo le elezioni i loro comportamenti sono stati differenti. Prima delle elezioni, i loro reportage sui media erano orientati a far credere al popolo che le elezioni sarebbero state inutili. Potevano immaginare il risultato, ma non hanno mai pensato all’85% di partecipanti, 40 milioni di persone hanno votato, loro non ci hanno mai creduto. Dopo aver visto questo, sono rimasti shockati. Si sono resi conto che un grande sviluppo era avvenuto in Iran. Hanno capito che dovevano adattarsi alla nuova situazione, in Medio Oriente, in Iran e nel mondo. Hanno appreso che un nuovo capitolo si stava aprendo riguardo la Repubblica islamica.

    La grande partecipazione è stata osservata, riportata per tempo, e ancora, erano tutti sorpresi fino a venerdì mattina. Alcune delle reazioni dei corrispondenti dall’estero sono state osservate, quando hanno visto obiezioni da parte di alcuni candidati, hanno visto un’opportunità. L’hanno usata sabato e domenica, il loro tono è cambiato, e lentamente hanno visto quelle proteste, che erano tenute dai candidati. Sono diventati pieni di speranza, hanno messo giù la maschera, hanno visto una via, hanno rivelato la loro vera natura. Alcuni capi di stato e altri leader dell’EU e dell’America si sono finalmente scoperti, con i loro commenti sulla situazione. E’ stato detto riguardo il presidente USA che lui stava aspettando il giorno in cui la gente sarebbe scesa in strada. Nel paese i loro agenti hanno cominciato ad agire, hanno cominciato a provocare scontri nelle strade, hanno causato distruzione, bruciato case, ruberie e insicurezza hanno prevalso.

    La gente si è sentita in pericolo, questo non ha niente a che fare con i supporter dei candidati, questi sono schiavi degli occidentali, agenti sionisti e i loro schiavi. Quello che stavano compiendo gli ha fatto credere che l’Iran è come la Georgia. Un capitalista sionista americano qualche tempo fa ha affermato di aver speso 10 milioni di dollari e di aver creato una rivoluzione di velluto in Georgia. Stanno paragonando la Georgia con la repubblica islamica? Cosa credono che siamo? Non ci capite!

    Quel che è peggio per me da commentare sono le affermazioni fatte dai alcuni politici americani in nome dei diritti umani e della libertà. Hanno detto di essere preoccupati per la nazione iraniana. Cosa? Siete seri? Sapete cosa sono i diritti umani? Chi ha portato la guerra in Afghanistan? Le guerre e gli spargimenti di sangue che stanno massacrando l’iraq sotto gli stivali dei loro soldati? In palestina? Chi ha spalleggiato i sionisti? Anche dentro l’america, durante l’era Clinton, 80 persone furono bruciate vive a Waco. E adesso ci venite a parlare di diritti umani? Bene, credo che i leader di EU e America dovrebbero vergognarsi, e smetterla di dire certe cose. La repubblica islamica appoggia le popolazione oppresse di Iraq, Afghanistan e Palestina. Noi appoggiamo tutti quelli che sono oppressi, noi stiamo portando la bandiera dei diritti umani, che è portata in questo paese dall’Islam.

    Non abbiamo bisogno dei vostri consigli sui diritti umani. Il mio discorso sulle elezioni è finito.

  55. abolrish continua a porre la domanda:
    “quali sono le ragioni *sociali oggettive e strutturali* della spaccatura nella società iraniana?”

    nell’articolo è già presente la risposta, molto chiara nella sua sinteticità:
    “una profonda divisione nella società iraniana tra un proletariato nazionalista e una borghesia che lamenta la sua emarginazione dalla globalizzazione economica”.

    La differenza che si nota rispetto ad altre rivoluzioni di cui si legge nei nostri libri di storia è che la classe borghese di solito ha utilizzato il proletariato per abbattere la casta dominante, come ad esempio nella rivoluzione francese: in Iran invece è la religione, radicata in un modo per noi oggi impensabile, che lega strettamente il proletariato agli ayatollah contro una borghesia più rivolta all’occidente.

  56. Non hai capito un bel niente. Io ho fatto la Rivoluzione e qui mi conoscono tutti perché, stringendo i denti, fino a ieri ho semrpe difeso il mio paese malgrado Ahmadinejad che in qualche occasione l’ho pure difeso e oggi sono contro la truffa dei hojatieh a cui Imam Khomeini diede la caccia quando era ancora in vita e no contro la Rivoluzione o la Repubblica Islamica che ora sono stati traditi da Khamenei e da Ahmadinejad.

  57. Udite Udite, gli assassini dei ragazzi iraniani cedono:

    Il Portavoce del Consiglio dei Guardiani dela Costituzione pochi minuti fa :
    Ci sono più di 3 milioni di voti falsi a favore di un candidato in cirtca 50 seggi dove il numero dei votanti supera il 100 degli aventi diritto”.

  58. Se non sbaglio avevano anche detto che prendevano in considerazione la riconta del solo 10% delle urne ma potrei sbagliarmi. Il problema di fondo dell’assenza dei delegati nelle fasi di conteggio, comunque, resta.

  59. Ci vuole proprio la faccia da assassini per dire “ci sono oltre 3 milioni di schede falsificate a favore di ahmadinejad ma che non influiscono sul risultato dei voti quando il broglio è cosi chiaro e documentato.”

    QUESTE ELEZIONI VANNO ANNULLATE, AHMADINEJAD NON HA VINTO, AHMADINEJAD HA RUBATO LA VITTORIA AL POPOLO IRANIANO E POI HA MANDATO QUEI DISGRAZIATI IGNORANTI BASIJI AD AMMAZZARE I NOSTRI FIGLI.

  60. Il portavoce del “Consiglio dei Guardiani della Costituzione” pochi minuti fa in un’intervista trasmessa dalla Press TV:

    “Ci sono oltre 3 milioni di voti falsi a nome di un candidato(indovinate chi è !?!) che sono stati inseriti nelle urne di 50 seggi in diversi parti del paese.”

    Ammettono solo ora che ci sono stati dei brogli e non fanno il nome del candidato mentre tutto l’Iran sa che i seggi non sono 50 ma 170 e che i voti falsi non sono 3 milioni ma circa 11 milioni; quelli che hanno dato la “vittoria ad Ahmadienajd che con questa messa in scena ha trdito l’Islam e la Rivoluzione Islamica e il Sciismo e tutti gli iraniani.

    Ora! in un paese dove ciò può accadere e il più della metà dello stabliscement del paese non si congratula con il falso vincitore tu, sig, Trotzkij, di che minchai stai parlando ?

    Già Larijani aveva denunciato che “alcuni memebri del Consiglio dei Guardiani non si sono comportati imparzialmente” e allora, Tu Trotzkij, che discroso stai facendo a questa gente, se non sei anche tu un leccone di questri assassini di Hojatieh ?

    Vedi di farela finita, è ora di scappare perché l’ira del Popolo che ha buttato fuori lo shah con tutta la sua “gloria” imperiale non perdonerà Ahmadienajd il falso musulmano che ha tradito il Popolo e la Rivoluzione.

  61. Corretto, ma l’articolo non mi soddisfaceva lo stesso perché si concentrava su un punto sostanzialmente secondario, o quantomeno era ambiguo su cosa è più importante di cosa. Inoltre io non ci vedo un’intervento della CIA, che magari ci è anche stato. Trovo molto più determinante l’intervento in appoggio del singolo cittadino occidentale frequentatore dei social network.

    Chiarisco subito che anche questo tipo di intervento atomizzato è ideologico nel senso marxiano del termine: la massa dei cittadini residenti in occidentale compongono oggettivamente la borghesia del pianeta. Pertanto è più probabile che i singoli occidentali stiano dalla parte di quelli che gli sono più simili in termini di appartenenza di classe. Non c’è un complotto in questo, ma ideologia: l’identità di classe tra la massa borghese occidentale e la classe borghese iraniana è, ripeto, oggettiva. Eventuali politiche militari o di servizi segreti dei paesi occidentali seguono questa composizione di classe, non ne sono causa.

    [quote]”una profonda divisione nella società iraniana tra un proletariato nazionalista e una borghesia che lamenta la sua emarginazione dalla globalizzazione economica […] in Iran invece è la religione, radicata in un modo per noi oggi impensabile, che lega strettamente il proletariato agli ayatollah contro una borghesia più rivolta all’occidente”.

    Ottimo. Quindi riassumendo: con l’uso della religione, della tradizione e del nazionalismo, parte della borghesia (non crederai che clero e il bazar vivano di lavoro salariato…) usa un proletariato privo di coscienza di classe come forza militare per governare su un’altra parte della borghesia. Per inciso entrambe le parti fanno di tutto – ideologicamente e fattivamente – per impedire limitare il formarsi della coscienza di classe nel proletariato.

    Questa roba ha un nome. Si chiama fascismo.

    “Quali che siano stati i delitti dell’Inghilterra, essa e stata uno strumento inconsapevole della storia […] Il problema non è quindi se gli inglesi avevano il diritto di conquistare l’India, ma se dobbiamo preferire l’India conquistata dai turchi, dai persiani, dai russi all’India conquistata dai britannici. L’Inghilterra ha una doppia missione da compiere in India: l’una distruttiva, l’altra rigeneratrice: annullare l’antica società asiatica e posare i fondamenti materiali della società occidentale in Asia. […]

    Questo è Karl Marx, nel Manifesto. Si sa come la pensasse il vecchio filosofo sul proletariato. Commenti?

  62. Tanti hanno fatto la Rivoluzione in Iran, come tanti, in Italia hanno fatto la Resistenza; per fare chè dopo? Nessuno lo spiega mai.
    Non hai risposto, Mussavi cosa proponeva come programma di governo?
    Cose che non potevano superare le elezioni, scommetto. (Come sottoporre il programma nucleare iraniano ai famosi ispettori dell’ONU gestiti dalla CIA.)

  63. PS: fra l’altro al posto vostro andrei molto piano a parlare della popolarità di Ahmadinejad tra il “proletariato” iraniano. Più corretto parlare di “lumpen-proletariato”. E’ quest’ultima classe sociale quella dalla quale si attinge per formare le squadre armate, ed è questa che sostanzialmente appoggia compatta Ahmadinejad, insieme alla borghesia “inserita” nel regime.

    Il concetto di lumpen-proletariato è complesso, si tratta di sottoprletariato inurbato e disopcupato che vive ai margini della legalità. Microdelinquenza da vicoli insomma. Esso è stato utilizzato storicamente, dai vari fascismi, sia contro il proletariato, sia contro la parte della classe borghese non inserita nel regime.

  64. Come sei in malafede e disonesto:
    «Se supponiamo che i voti contati in questi 50 distretti siano circa tre milioni (su circa 38 milioni in totale, ndr) essi non possono cambiare il risultato nazionale».

  65. Invece il programma è stato ciò che ha fatto scendere in campo il Popolo.
    Non ci vuole tanto capire la differenza di chi toglie le libertà civili e chi invece sta per.
    Ahmadinejad in 4 anni ha dato colpi mortali alla società civile iraniana, sostituendo le Istituzioni repubblicane con la forza e la pressione degli ignoranti basiji che, maganello in mano e carichi sui furgoni come bestie, erano pronti ad andare a destra e a sinistra per picchiare la gente che chiedeva il rispetto della legge e dei diritti sanciti dall Costituzione del paese.
    Vivere sotto una tale pressione e con la minaccia di essere agrediti per strada dalla massa di mercenari basiji non è facile e chiunque dirà al Popolo che a questi ladri(si ladri, massa di fanulloni che non lavora ma riceve la paga dal padrone per andare a pichiare e terrorizare la gente per le strade delle città iraniane)darà il ben servito avrà la preferenza della maggioranza del paese come lo hanno avuto Mussavi(il primo) e Karrubi(il secondo) che sono i vincitori delle ultime elezioni.

  66. Non prendere in considerazione 3.000.000 di voti falsi che a nome di ahmadinejad sono stati inseriti nelle urne e cioé, negare che il tentativo di manipolare i risultati cé stato ed è stato da parte dei basiji a favore di ahmadienjad e poi uccidere la gente perché protesta contro tutto questo fa dei responsabili qui elencati; Khamenei,ahmadinejad,i membri del consiglio dei guardiani della costituzione,i capi basiji,i pasdaran e i dirigenti del Naja DEI CCRIMINALI CHE UCCIDONO GLI INNOCENTI PER IL POTERE e certamente non farà onore né all’Islam né alla Rivoluzione che cosi vengono macchiati dall’uso della falsità e dell’inganno presso i popoli del mondo e presso gli stessi musulmani.
    TUTTO CIO’ E’ TRADIRE E TRADIRE NON E’ CONSENTITO IN NESSUN MODO E CIRCOSTANZA NELL’ISLAM E QUINDI CHE COMPIE QUESTI ATTI NON E’ MUSULMANO.

  67. ancora con sta bufala? oh, ma la vuoi smettere o no? tanto non ci crede più nessuno. Solo tu e i tuoi amici anti-Iran.
    p.s. a proposito, visto che ci siamo, dì ai tuoi amici di fare un video migliore di quello della presunta morte di queta fantomatica Neda. Si vede lontano un miglio che è una messinscena, che nella mano sinistra porta una o più fialette di colore rosso e che guarda fissa il videofonino per vedere se tutta la ripresa era stata fatta bene…..

  68. Beh, caro, mi sa che hai calpestato una merda stavolta. Non te la prendere, succede, e si dice che porta buono. E’ che oggi ci sono stati i funerali della ragazza, ha un nome, un’abitazione, un posto dove lavorava, una foto da viva.

    Ma probabilmente si è tagliata con al fialetta. E poi si sa che non c’è da fidarsi della stampa, sono persino riusciti a far credere a tutti che l’uomo è stato sulla luna. Lo sai no, che l’uomo non è mai stato sulla luna?

    Stavo notando che questo posto è diventato davvero parecchio “di nicchia”. Mi sembra peggiorato rispetto a 3-4 anni fa. Pazienza, là fuori c’è un mondo che si muove. Questo è l’importante.

    Ciao. Salutami area 51 e i rosacroce.

  69. IL FATTORE SIGNIFICATIVO DELL’IRAN E’ LA RIVOLTA DELLA BORGHESIA URBANA AGLI AYATOLLA’ UNA RIVOLTA DELLO SPIRITO PLURALISTA CHE HA SEMPRE AVUTO SPAZI DI LIBERTA’ E CHE NELLA STORIA NON E’ STATO MAI COSI’ TANTO REPRESSO COME DURANTE QUESTO REGIME TEOCRATICO APPOGGIATO DAL POPOLO DELLE CAMPAGNE (posso essere daccordo con tutto ciò che si dice sulla CIA) MA SE SERVE PER DELEGITTIMARE LA RIVOLTA E L’ANELITO DI LIBERTA DELLA POPOLAZIONE URBANA PERSIANA DIVIENE UNA OPERAZIONE SQUALLIDA CHE MI FA PENSARE CHE LA CIA ED ISRAELE PREFERISCONO IL REGIME DI KAMENEI E DI ALMADINEJA AD UNA EVOLUZIONE DEMOCRATICA DEL POTERE IN IRAN.

  70. Non solo l’hanno ucciso, ma hanno pure avuto paura che il suo funerale diventasse un altro motivo di accentuare la rivolta. Le hanno fatto fare un funerale blindata, minacciando il padre di lasciare nessuna intervista.

    PS – Non sapevo che il gardo di imbecillità potesse superare i limiti della dignità umana, ma gianni72 ha dimostrato che questo è ormai la regola.

  71. In questi giorni, nelle prime pagine dei giornali e tra le prime notizie di tutti i TG si ha modo di leggere o ascoltare una cosa “interessante” sulle elezioni in Iran: “Il Consiglio dei Guardiani ammette i brogli”, “ci sono tre milioni di voti in più rispetto agli aventi diritto”, “ma il Consiglio dichiara che sono irrilevanti rispetto all’esito finale del voto”!!!

    Vorrei però cercare di spiegare quanto realmente affermato dal portavoce del Consiglio dei Guardiani (un organo istituzionale composto da 6 esperti in Legge Islamica e 6 giuristi costituzionalisti) , quali sarebbe le “discrepanze” e la superficialità e falsità della propaganda occidentale contro la Repubblica Islamica dell’Iran.

    Innanzitutto bisogna premettere che in Iran, per le elezioni presidenziali, il cittadino non è obbligato a votare in un seggio particolare o nella città di residenza, ma può tranquillamente farlo in qualunque città e seggio si desideri. Quindi, se qualcuno è in viaggio in un’altra città, o persino in un altro paese, può votare lì.

    Allora, una delle principali proteste dei candidati sconfitti, è proprio relativa al perché in alcune città, 50 per l’esattezza, il numero dei votanti sarebbe vicino al 100% degli aventi diritto e in alcuni superi il 100%… Come premesso, in Iran si può votare dappertutto, ed erano stati predisposti dei seggi perfino in alcuni aeoroporti! Vi è poi da considerare che siamo in periodo estivo e gli esami delle scuole iraniane sono terminati, quindi molti vanno in viaggio, soprattutto nei fine settimana per lasciare il caldo della città, e d’altra parte è iniziata la stagione di esami per gli studenti universitari e molti delle città nominate dai candidati sono delle città universitarie che hanno pochi abitanti residenti e tanti “ospiti” (come accade anche in Italia in località di villeggiatura di mare o montagna, nelle quali il numero delle persone presenti nei periodi estivi – o invernali, a seconda dei casi – si raddoppia o triplica). Ma la statistica tiene in conto soltanto gli abitanti registrati come residenti in quelle città e non i viaggiatori come gli studenti o i vacanzieri. E data la stagione degli esami, molti studenti non sono tornati nelle loro case, ma sono rimasti in quelle città per studiare e hanno votato lì. Molte altre persone che invece hanno lasciato per il fine settimana le proprie città per località più fresche o di mare (come quelle sul Mar Caspio, ad esempio) hanno votato lì.

    Devo aggiungere che una delle regioni con i votanti superiori alla media è Yazd, situata al centro dell’Iran, punto di passaggio obbligato per quelli che dal nord del paese si recavano al sud, oltre ad esser famosa per ospitare le università Azad (private, non statali), con alcune piccole città che ne ospitano perfino tre! Un’altra zona che ha visto un’affluenza superiore alla media di votanti è quella del Khorasan, nel nord est del paese, dove c’è la città santa di Mashhad, visitata da centinaia di migliaia di pellegrini ogni giorno da tutto il mondo (un discorso simile si potrebbe fare anche per le città sante all’estero, come Medina, Mecca, Karbala e Najaf, che hanno visto un alto afflusso di votanti).

    C’è poi un altro punto degno di nota. Tehran ha, all’incirca, 15 milioni di abitanti (alcuni parlano 13), e il numero degli aventi il diritto al voto secondo la statistica che come ho detto include solo gli abitanti residenti in città e non le migliaia di persone che vi lavorano, vi studiano, vi si recano in viaggio ecc. è di 8,800,000 persone, mentre a Tehran hanno votato solo 4 milioni! Ora se prendiamo la media nazionale dell’85% di partecipazione alle elezioni, avrebbero dovuto votare all’incirca 7,480,000 a Tehran, ma in realtà quelli che effettivamente hanno votato sono stati poco più di 4,000,000 , dove sono finiti più di tre milioni di persone? Sicuramente sono andati nelle proprie città, in città di villeggiatura o all’estero, quindi è piuttosto normale che in alcune città il numero di votanti sia superiore agli aventi diritto al voto. D’altronde anche nelle altre elezioni è successo questo, come quando ha vinto Khatami, ma nessuno ha mai sospettato di qualcosa!

  72. Oggi Rezai ha ritirato il ricorso che aveva presentato alla commissione !

  73. secondo me è invece sempre la solita storia, cioè i politici furbi usano e manipolano il popolo ingenuo per loro scopi personali per arrivare al potere, come dappertutto nel mondo (vedere i discorsi ingannevoli di Bush Jr. che ha usato la fiducia degli americani mandando i loro figli in guerra, vedere il governo cinese che fa propaganda dentro le mura chiuse al popolo ignorante che gli crede, perchè non ha possibilità di sentire le info ed opinioni alternative, vedere la russia del putin che lo ha seguito credendo alle balle che raccontava prima delle elezioni sulla diminuzione della povertà, sulla guerra in cecenia, le fesserie che vende berlusconi ogni volta prima delle elezioni e poi puntualmente se li dimentica appena eletto ecc…)
    sia ahmadinejad che i suoi avversari si stanno approfittando della fiducia dei loro sostenitori, in poche parole li sacrificano. Io non avrei dato nemmeno un gatto morto ne per ahmadi, ne per moussavi e nessun altro dei politici, figuriamoci un voto. Guarda che peccato che invece quanti giovani hanno dato le vite per un mascalzone barbuto isterico con lo striscione verde (ricorda i leghisti in lombardia un pò ) che se ne fotte altamente del popolo iraniano, ma vuole solo il potere…I ragazzi che si sono fatti ingannare e sono stati massacrati dall’altro mostro che ha il potere ed i voti falsi – da ahmadi…come vedete siamo al solito – tra i 2 litiganti la bastonata la prende il terzo che si intromette…tra i bastardi potenti manipolatori del mondo quando litigano la bastonata la prende sempre il popolo che non c’entra un fico…voglio solo ripetere l’ennesima volta il mio appello: per il vostro bene, è megliio se non sprecate il fiato ed energia per cercare di gisutificare gli atti di qualsiasi potente…sprecate inutilmente la vostra energia che spendete per difendere ahmadi o moussavi o bush o putin o berlusconi…a quelli non gliene frega niente di noi. Spero che sia chiaro il mio messaggio. Cito da un blog una frase attualissima e saggissima, chi c’è ce, chi non c’è…niente da fare:
    “Il più grande complotto mai esistito è sempre stato nel fatto che non esiste nessun complotto. Nessuno ce l’ha con voi. A nessuno importa un tubo se vivete o morite. Ecco, vi sentite meglio adesso?”
    (Dennis Miller)

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