LA CIA E IL LABORATORIO IRANIANO

LA CIA E IL LABORATORIO IRANIANO

DI THIERRY MEYSSAN
Réseau Voltaire

La notizia di una possibile frode elettorale si è sparsa per Teherán alla velocità della luce e ha fatto scendere in piazza i sostenitori dell’ayatollah Rafsanjani contro quelli dell’ayatollah Khamenei. Questo caos è stato provocato dietro le quinte dalla CIA, che semina la confusione sommergendo gli iraniani di SMS contraddittori. Thierry Meyssan spiega questo esperimento di guerra psicologica.

Nel marzo del 2000 la segretaria di Stato Madeleine Albright ha riconosciuto che l’amministrazione Eisenhower organizzò un cambio di regime in Iran nel 1953 e che questo avvenimento storico spiega l’attuale ostilità degli iraniani per gli Stati Uniti. La settimana passata, durante il suo discorso al Cairo rivolto ai mussulmani, il presidente Obama ha riconosciuto ufficialmente che «in piena Guerra Fredda gli Stati Uniti hanno svolto un ruolo nell’abbattimento di un governo iraniano eletto democraticamente [1].

A quell’epoca, l’Iran era controllato da una monarchia da operetta diretta dallo Shah Mohammad Reza Pahlavi. Questi era stato insediato sul trono dai britannici, che avevano obbligato suo padre, l’ufficiale cosacco filonazista Reza Pahlavi, a dimettersi. Però lo shah si ritrovava un Primo Ministro nazionalista, Mohammed Mossadeq. Quest’ultimo, con l’appoggio dell’ayatollah Abu al-Qassem Kachani, nazionalizzò le risorse petrolifere [2].

A seguito, "Le elezioni in Iran. Cerchiamo di capire" (Franco Cardini, cardini.net);Furiosi, i britannici convinsero gli Stati Uniti a fermare la deriva iraniana prima che il paese sprofondasse nel comunismo. Allora la CIA mise in moto l’«Operazione Ajax», diretta ad abbattere Mossadeq con l’aiuto dello shah e sostituirlo con il generale nazista Fazlollah Zahedi, fino allora imprigionato dai britannici. Zahedi instaurò il regime di terrore più crudele dell’epoca, mentre lo shah faceva da copertura ai suoi abusi posando per le riviste di gossip occidentali.

L’Operazione Ajax fu diretta dall’archeologo Donald Wilber, lo storico Kermit Roosevelt (nipote del presidente Theodore Roosevelt) e dal generale Norman Schwartzkopf senior (il cui figlio omonimo fu comandante dell’Operazione Tormenta nel Deserto). Tale operazione è tuttora un modello di sovversione. La CIA progetta uno scenario che dà l’impressione di una sollevazione popolare mentre si tratta di un’operazione segreta. Il punto culminante dello spettacolo fu una manifestazione a Teheran, con 8.000 comparse pagate dall’Agenzia, per fornire foto convincenti alla stampa occidentale [3].

La storia si ripete? Washington ha rinunciato ad attaccare militarmente l’Iran e ha dissuaso Israele da prendere questa iniziativa. Per ottenere un «cambio di regime», l’amministrazione Obama preferisce giocare la carta -meno pericolosa anche se più incerta- dell’azione segreta. In occasione delle elezioni presidenziali iraniane, grandi manifestazioni contrappongono nelle piazze di Teheran i sostenitori del presidente Mahmud Ahmadinejad e la sua guida Ali Khamenei da una parte e i sostenitori del candidato sconfitto Mir Hossein Moussavi e dell’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani dall’altra. Tali manifestazioni riflettono una profonda divisione nella società iraniana tra un proletariato nazionalista e una borghesia che lamenta la sua emarginazione dalla globalizzazione economica [4]. Agendo dietro le quinte, Washington cerca di influire sugli avvenimenti per abbattere il presidente rieletto.

Ancora una volta l’Iran è un terreno di sperimentazione di metodi innovativi di sovversione. Nel 2009 la CIA si basa su una nuova arma: il controllo dei telefoni cellulari.

Da quando c’è stata una diffusione generalizzata dei cellulari, i servizi segreti anglosassoni hanno moltiplicato le loro capacità di intercettazione. Mentre l’ascolto dei telefoni fissi necessita dell’installazione di cavi di derivazione, e pertanto di agenti sul terreno, l’ascolto dei cellulari si può fare a distanza grazie alla rete Echelon. Tuttavia questo sistema non permette di intercettare le comunicazioni telefoniche via Skype, e da qui il successo dei telefoni Skype nelle zone di conflitto [5]. Così la National Security Agency (NSA) ha di recente proposto ai provider di tutto il mondo di fornire la loro collaborazione. Quelli che hanno accettato sono stati retribuiti generosamente [6].

Nei Paesi che occupano -Iraq, Afghanistan e Pakistan- gli anglosassoni intercettano tutte le conversazioni telefoniche effettuate tramite cellulari o in connessione con questi. L’obiettivo non è quello di ottenere trascrizioni di questa o quella conversazione, ma individuare le «reti sociali». In altre parole i telefoni sono i delatori che permettono di conoscere con chi si relaziona una certa persona. A partire da qui si possono individuare le reti di resistenza. Successivamente i telefoni permettono di localizzare gli obiettivi individuati e «neutralizzarli».

Per questo nel febbraio 2008 i ribelli afghani hanno ordinato ai diversi gestori di interrompere le loro attività tutti i giorni dalle 17:00 alle 3:00, per impedire che gli anglosassoni seguissero i loro movimenti. Le antenne di quelli che non hanno obbedito a quest’ordine sono state distrutte [7].

Al contrario (eccetto la centrale telefonica danneggiata per errore), l’esercito israeliano si è ben guardato di bombardare le antenne telefoniche a Gaza durante l’operazione Piombo Fuso nel dicembre 2008-gennaio 2009. Qui compare un cambiamento totale di strategia da parte degli occidentali. Dalla guerra del Golfo prevaleva la «teoria dei cinque anelli» del colonnello John A. Warden: il bombardamento delle infrastrutture telefoniche era considerato un obiettivo strategico per diffondere la confusione nella popolazione e contemporaneamente interrompere le comunicazioni tra i centri di comando e i combattenti. Ora è il contrario, è necessario proteggere le infrastrutture delle telecomunicazioni. Durante i bombardamenti di Gaza, l’operatore Jawwal [8] ha fornito credito ai suoi abbonati, ufficialmente per aiutarli, in realtà per interesse degli israeliani.

Spingendosi più oltre, i servizi segreti anglosassoni e israeliani hanno sviluppato metodi di guerra psicologica basati sull’utilizzo estensivo dei cellulari. Nel luglio 2008, dopo lo scambio di prigionieri e cadaveri tra Israele e Hezbollah, i robot hanno inviato decine di migliaia di chiamate ai cellulari libanesi. Una voce in arabo avvertiva di non partecipare in alcun modo alla resistenza e denigrava Hezbollah. Il ministro libanese delle Telecomunicazioni Jibran Bassil [9], ha presentato una denuncia all’ONU contro questa flagrante violazione della sovranità del Paese [10].

Sulla stessa linea, decine di migliaia di libanesi e siriani ricevettero una chiamata automatica, nell’ottobre 2008, che offriva 10 milioni di dollari per qualsiasi informazione che permettesse di localizzare e liberare i soldati israeliani prigionieri. Le persone interessate a collaborare dovevano rivolgersi a un numero nel Regno Unito [11].

Questo metodo viene ora utilizzato in Iran per intossicare la popolazione con la diffusione di notizie allarmistiche e per canalizzare il malcontento che suscitano.

In primo luogo è stata diffusa via SMS durante la notte dello scrutinio la notizia che il Consiglio dei Guardiani della Costituzione (equivalente al Tribunale Costituzionale) aveva informato Mir Hossein Moussavi della sua vittoria. Così l’annuncio, diverse ore dopo, dei risultati ufficiali -la rielezione di Mahmud Ahmadinejad con il 65% dei voti- apparve come un’enorme frode. Tuttavia, tre giorni prima, Moussavi e i suoi amici consideravano sicura la netta vittoria di Ahmadinejad e si sforzavano di spiegarla con gli squilibri nella campagna elettorale. Così l’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani articolava le sue lamentele in una lettera aperta. Gli istituti statunitensi di sondaggi in Iran pronosticavano un vantaggio di Ahmadinejad di 20 punti su Moussavi [12]. In nessun momento è parsa possibile la vittoria di Moussavi, anche se è probabile che i brogli abbiano accentuato il margine tre i due candidati.

Successivamente sono stati selezionati dei cittadini tra quelli che si sono fatti conoscere in Internet per conversare su Facebook o tra gli abbonati alle linee di informazione Twitter. Quindi hanno ricevuto, sempre tramite SMS, le informazioni -vere o false- sull’evoluzione della crisi politica e sulle manifestazioni in corso. Si trattava di messaggi anonimi che diffondevano notizie di sparatorie e di numerosi morti; notizie che ad oggi non hanno avuto conferma. Per una sfortunata coincidenza di calendario, l’impresa Twitter ha dovuto sospendere il servizio per una notte, il tempo necessario per la manutenzione delle sue installazioni. Ma il Dipartimento di Stato USA è intervenuto per obbligarla a sospendere questa operazione [13]. Secondo il New York Times, queste azioni hanno contribuito a seminare la sfiducia nella popolazione [14].

Simultaneamente, con un nuovo sforzo, la CIA ha mobilitato i militanti anti iraniani negli Stati Uniti e nel Regno Unito per aumentare il disordine. E’ stata distribuita una Guida pratica della rivoluzione in Iran, che comprende vari consigli pratici tra i quali:
- Impostare gli account Twitter sul fuso orario di Teheran.
- Centralizzare i messaggi sugli account Twitter@stopAhmadi, iranelection e gr88.
-Non attaccare i siti internet ufficiali dello Stato iraniano. «Lasciate fare all’esercito» USA per questo (sic).

Una volta attuati, questi consigli impediscono qualsiasi autentificazione dei messaggi Twitter. Non si può più sapere se li inviano testimoni delle manifestazioni a Teheran o agenti della CIA da Langley, e non si può distinguere il vero dal falso. L’obiettivo è quello di creare ancora più confusione e spingere gli iraniani a combattersi tra loro.

Gli stati maggiori di tutto il mondo seguono con attenzione gli avvenimenti a Teheran. Tutti cercano di valutare l’efficacia di questo nuovo metodo di sovversione nel laboratorio iraniano. E’ ovvio che il processo di destabilizzazione ha funzionato. Ma non è sicuro che la CIA possa canalizzare i manifestanti perché essi stessi facciano quello che ha rinunciato a fare il Pentagono se non desiderano farlo: cambiare il regime, chiudere con la rivoluzione islamica.

NOTE

Commenti (73)

Per commentare accedi all area riservata con un account abilitato.

Mostra commenti 20 caricati
    1. osservatore 3 luglio 2009

      secondo me è invece sempre la solita storia, cioè i politici furbi usano e manipolano il popolo ingenuo per loro scopi personali per arrivare al potere, come dappertutto nel mondo (vedere i discorsi ingannevoli di Bush Jr. che ha usato la fiducia degli americani mandando i loro figli in guerra, vedere il governo cinese che fa propaganda dentro le mura chiuse al popolo ignorante che gli crede, perchè non ha possibilità di sentire le info ed opinioni alternative, vedere la russia del putin che lo ha seguito credendo alle balle che raccontava prima delle elezioni sulla diminuzione della povertà, sulla guerra in cecenia, le fesserie che vende berlusconi ogni volta prima delle elezioni e poi puntualmente se li dimentica appena eletto ecc...)
      sia ahmadinejad che i suoi avversari si stanno approfittando della fiducia dei loro sostenitori, in poche parole li sacrificano. Io non avrei dato nemmeno un gatto morto ne per ahmadi, ne per moussavi e nessun altro dei politici, figuriamoci un voto. Guarda che peccato che invece quanti giovani hanno dato le vite per un mascalzone barbuto isterico con lo striscione verde (ricorda i leghisti in lombardia un pò ) che se ne fotte altamente del popolo iraniano, ma vuole solo il potere...I ragazzi che si sono fatti ingannare e sono stati massacrati dall'altro mostro che ha il potere ed i voti falsi - da ahmadi...come vedete siamo al solito - tra i 2 litiganti la bastonata la prende il terzo che si intromette...tra i bastardi potenti manipolatori del mondo quando litigano la bastonata la prende sempre il popolo che non c'entra un fico...voglio solo ripetere l'ennesima volta il mio appello: per il vostro bene, è megliio se non sprecate il fiato ed energia per cercare di gisutificare gli atti di qualsiasi potente...sprecate inutilmente la vostra energia che spendete per difendere ahmadi o moussavi o bush o putin o berlusconi...a quelli non gliene frega niente di noi. Spero che sia chiaro il mio messaggio. Cito da un blog una frase attualissima e saggissima, chi c'è ce, chi non c'è...niente da fare:
      “Il più grande complotto mai esistito è sempre stato nel fatto che non esiste nessun complotto. Nessuno ce l’ha con voi. A nessuno importa un tubo se vivete o morite. Ecco, vi sentite meglio adesso?”
      (Dennis Miller)

      http://blogghete.blog.dada.net/categorie/59775

    1. BSMLLHTL 23 giugno 2009

      Oggi Rezai ha ritirato il ricorso che aveva presentato alla commissione !

    1. BSMLLHTL 23 giugno 2009

      In questi giorni, nelle prime pagine dei giornali e tra le prime notizie di tutti i TG si ha modo di leggere o ascoltare una cosa "interessante" sulle elezioni in Iran: “Il Consiglio dei Guardiani ammette i brogli", "ci sono tre milioni di voti in più rispetto agli aventi diritto”, "ma il Consiglio dichiara che sono irrilevanti rispetto all'esito finale del voto"!!!

      Vorrei però cercare di spiegare quanto realmente affermato dal portavoce del Consiglio dei Guardiani (un organo istituzionale composto da 6 esperti in Legge Islamica e 6 giuristi costituzionalisti) , quali sarebbe le "discrepanze" e la superficialità e falsità della propaganda occidentale contro la Repubblica Islamica dell'Iran.

      Innanzitutto bisogna premettere che in Iran, per le elezioni presidenziali, il cittadino non è obbligato a votare in un seggio particolare o nella città di residenza, ma può tranquillamente farlo in qualunque città e seggio si desideri. Quindi, se qualcuno è in viaggio in un’altra città, o persino in un altro paese, può votare lì.

      Allora, una delle principali proteste dei candidati sconfitti, è proprio relativa al perché in alcune città, 50 per l'esattezza, il numero dei votanti sarebbe vicino al 100% degli aventi diritto e in alcuni superi il 100%... Come premesso, in Iran si può votare dappertutto, ed erano stati predisposti dei seggi perfino in alcuni aeoroporti! Vi è poi da considerare che siamo in periodo estivo e gli esami delle scuole iraniane sono terminati, quindi molti vanno in viaggio, soprattutto nei fine settimana per lasciare il caldo della città, e d’altra parte è iniziata la stagione di esami per gli studenti universitari e molti delle città nominate dai candidati sono delle città universitarie che hanno pochi abitanti residenti e tanti "ospiti" (come accade anche in Italia in località di villeggiatura di mare o montagna, nelle quali il numero delle persone presenti nei periodi estivi - o invernali, a seconda dei casi - si raddoppia o triplica). Ma la statistica tiene in conto soltanto gli abitanti registrati come residenti in quelle città e non i viaggiatori come gli studenti o i vacanzieri. E data la stagione degli esami, molti studenti non sono tornati nelle loro case, ma sono rimasti in quelle città per studiare e hanno votato lì. Molte altre persone che invece hanno lasciato per il fine settimana le proprie città per località più fresche o di mare (come quelle sul Mar Caspio, ad esempio) hanno votato lì.

      Devo aggiungere che una delle regioni con i votanti superiori alla media è Yazd, situata al centro dell’Iran, punto di passaggio obbligato per quelli che dal nord del paese si recavano al sud, oltre ad esser famosa per ospitare le università Azad (private, non statali), con alcune piccole città che ne ospitano perfino tre! Un'altra zona che ha visto un'affluenza superiore alla media di votanti è quella del Khorasan, nel nord est del paese, dove c’è la città santa di Mashhad, visitata da centinaia di migliaia di pellegrini ogni giorno da tutto il mondo (un discorso simile si potrebbe fare anche per le città sante all'estero, come Medina, Mecca, Karbala e Najaf, che hanno visto un alto afflusso di votanti).

      C'è poi un altro punto degno di nota. Tehran ha, all'incirca, 15 milioni di abitanti (alcuni parlano 13), e il numero degli aventi il diritto al voto secondo la statistica che come ho detto include solo gli abitanti residenti in città e non le migliaia di persone che vi lavorano, vi studiano, vi si recano in viaggio ecc. è di 8,800,000 persone, mentre a Tehran hanno votato solo 4 milioni! Ora se prendiamo la media nazionale dell'85% di partecipazione alle elezioni, avrebbero dovuto votare all’incirca 7,480,000 a Tehran, ma in realtà quelli che effettivamente hanno votato sono stati poco più di 4,000,000 , dove sono finiti più di tre milioni di persone? Sicuramente sono andati nelle proprie città, in città di villeggiatura o all’estero, quindi è piuttosto normale che in alcune città il numero di votanti sia superiore agli aventi diritto al voto. D’altronde anche nelle altre elezioni è successo questo, come quando ha vinto Khatami, ma nessuno ha mai sospettato di qualcosa!

    1. reza 23 giugno 2009

      Non solo l'hanno ucciso, ma hanno pure avuto paura che il suo funerale diventasse un altro motivo di accentuare la rivolta. Le hanno fatto fare un funerale blindata, minacciando il padre di lasciare nessuna intervista.

      PS - Non sapevo che il gardo di imbecillità potesse superare i limiti della dignità umana, ma gianni72 ha dimostrato che questo è ormai la regola.

    1. marcello1950 23 giugno 2009

      IL FATTORE SIGNIFICATIVO DELL'IRAN E' LA RIVOLTA DELLA BORGHESIA URBANA AGLI AYATOLLA' UNA RIVOLTA DELLO SPIRITO PLURALISTA CHE HA SEMPRE AVUTO SPAZI DI LIBERTA' E CHE NELLA STORIA NON E' STATO MAI COSI' TANTO REPRESSO COME DURANTE QUESTO REGIME TEOCRATICO APPOGGIATO DAL POPOLO DELLE CAMPAGNE (posso essere daccordo con tutto ciò che si dice sulla CIA) MA SE SERVE PER DELEGITTIMARE LA RIVOLTA E L'ANELITO DI LIBERTA DELLA POPOLAZIONE URBANA PERSIANA DIVIENE UNA OPERAZIONE SQUALLIDA CHE MI FA PENSARE CHE LA CIA ED ISRAELE PREFERISCONO IL REGIME DI KAMENEI E DI ALMADINEJA AD UNA EVOLUZIONE DEMOCRATICA DEL POTERE IN IRAN.

    1. abolrish 22 giugno 2009

      Beh, caro, mi sa che hai calpestato una merda stavolta. Non te la prendere, succede, e si dice che porta buono. E' che oggi ci sono stati i funerali della ragazza, ha un nome, un'abitazione, un posto dove lavorava, una foto da viva.

      Ma probabilmente si è tagliata con al fialetta. E poi si sa che non c'è da fidarsi della stampa, sono persino riusciti a far credere a tutti che l'uomo è stato sulla luna. Lo sai no, che l'uomo non è mai stato sulla luna?

      Stavo notando che questo posto è diventato davvero parecchio "di nicchia". Mi sembra peggiorato rispetto a 3-4 anni fa. Pazienza, là fuori c'è un mondo che si muove. Questo è l'importante.

      Ciao. Salutami area 51 e i rosacroce.

    1. gianni72 22 giugno 2009

      ancora con sta bufala? oh, ma la vuoi smettere o no? tanto non ci crede più nessuno. Solo tu e i tuoi amici anti-Iran.
      p.s. a proposito, visto che ci siamo, dì ai tuoi amici di fare un video migliore di quello della presunta morte di queta fantomatica Neda. Si vede lontano un miglio che è una messinscena, che nella mano sinistra porta una o più fialette di colore rosso e che guarda fissa il videofonino per vedere se tutta la ripresa era stata fatta bene.....

    1. reza 22 giugno 2009

      Non prendere in considerazione 3.000.000 di voti falsi che a nome di ahmadinejad sono stati inseriti nelle urne e cioé, negare che il tentativo di manipolare i risultati cé stato ed è stato da parte dei basiji a favore di ahmadienjad e poi uccidere la gente perché protesta contro tutto questo fa dei responsabili qui elencati; Khamenei,ahmadinejad,i membri del consiglio dei guardiani della costituzione,i capi basiji,i pasdaran e i dirigenti del Naja DEI CCRIMINALI CHE UCCIDONO GLI INNOCENTI PER IL POTERE e certamente non farà onore né all'Islam né alla Rivoluzione che cosi vengono macchiati dall'uso della falsità e dell'inganno presso i popoli del mondo e presso gli stessi musulmani.

      TUTTO CIO' E' TRADIRE E TRADIRE NON E' CONSENTITO IN NESSUN MODO E CIRCOSTANZA NELL'ISLAM E QUINDI CHE COMPIE QUESTI ATTI NON E' MUSULMANO.

    1. reza 22 giugno 2009

      Invece il programma è stato ciò che ha fatto scendere in campo il Popolo.

      Non ci vuole tanto capire la differenza di chi toglie le libertà civili e chi invece sta per.

      Ahmadinejad in 4 anni ha dato colpi mortali alla società civile iraniana, sostituendo le Istituzioni repubblicane con la forza e la pressione degli ignoranti basiji che, maganello in mano e carichi sui furgoni come bestie, erano pronti ad andare a destra e a sinistra per picchiare la gente che chiedeva il rispetto della legge e dei diritti sanciti dall Costituzione del paese.

      Vivere sotto una tale pressione e con la minaccia di essere agrediti per strada dalla massa di mercenari basiji non è facile e chiunque dirà al Popolo che a questi ladri(si ladri, massa di fanulloni che non lavora ma riceve la paga dal padrone per andare a pichiare e terrorizare la gente per le strade delle città iraniane)darà il ben servito avrà la preferenza della maggioranza del paese come lo hanno avuto Mussavi(il primo) e Karrubi(il secondo) che sono i vincitori delle ultime elezioni.

    1. trotzkij 22 giugno 2009

      Come sei in malafede e disonesto:
      «Se supponiamo che i voti contati in questi 50 distretti siano circa tre milioni (su circa 38 milioni in totale, ndr) essi non possono cambiare il risultato nazionale».

    1. abolrish 22 giugno 2009

      PS: fra l'altro al posto vostro andrei molto piano a parlare della popolarità di Ahmadinejad tra il "proletariato" iraniano. Più corretto parlare di "lumpen-proletariato". E' quest'ultima classe sociale quella dalla quale si attinge per formare le squadre armate, ed è questa che sostanzialmente appoggia compatta Ahmadinejad, insieme alla borghesia "inserita" nel regime.

      Il concetto di lumpen-proletariato è complesso, si tratta di sottoprletariato inurbato e disopcupato che vive ai margini della legalità. Microdelinquenza da vicoli insomma. Esso è stato utilizzato storicamente, dai vari fascismi, sia contro il proletariato, sia contro la parte della classe borghese non inserita nel regime.

    1. trotzkij 22 giugno 2009

      Tanti hanno fatto la Rivoluzione in Iran, come tanti, in Italia hanno fatto la Resistenza; per fare chè dopo? Nessuno lo spiega mai.
      Non hai risposto, Mussavi cosa proponeva come programma di governo?
      Cose che non potevano superare le elezioni, scommetto. (Come sottoporre il programma nucleare iraniano ai famosi ispettori dell'ONU gestiti dalla CIA.)

    1. abolrish 22 giugno 2009

      Corretto, ma l'articolo non mi soddisfaceva lo stesso perché si concentrava su un punto sostanzialmente secondario, o quantomeno era ambiguo su cosa è più importante di cosa. Inoltre io non ci vedo un'intervento della CIA, che magari ci è anche stato. Trovo molto più determinante l'intervento in appoggio del singolo cittadino occidentale frequentatore dei social network.

      Chiarisco subito che anche questo tipo di intervento atomizzato è ideologico nel senso marxiano del termine: la massa dei cittadini residenti in occidentale compongono oggettivamente la borghesia del pianeta. Pertanto è più probabile che i singoli occidentali stiano dalla parte di quelli che gli sono più simili in termini di appartenenza di classe. Non c'è un complotto in questo, ma ideologia: l'identità di classe tra la massa borghese occidentale e la classe borghese iraniana è, ripeto, oggettiva. Eventuali politiche militari o di servizi segreti dei paesi occidentali seguono questa composizione di classe, non ne sono causa.

      [quote]"una profonda divisione nella società iraniana tra un proletariato nazionalista e una borghesia che lamenta la sua emarginazione dalla globalizzazione economica [...] in Iran invece è la religione, radicata in un modo per noi oggi impensabile, che lega strettamente il proletariato agli ayatollah contro una borghesia più rivolta all'occidente".

      Ottimo. Quindi riassumendo: con l'uso della religione, della tradizione e del nazionalismo, parte della borghesia (non crederai che clero e il bazar vivano di lavoro salariato...) usa un proletariato privo di coscienza di classe come forza militare per governare su un'altra parte della borghesia. Per inciso entrambe le parti fanno di tutto - ideologicamente e fattivamente - per impedire limitare il formarsi della coscienza di classe nel proletariato.

      Questa roba ha un nome. Si chiama fascismo.

      "Quali che siano stati i delitti dell'Inghilterra, essa e stata uno strumento inconsapevole della storia [...] Il problema non è quindi se gli inglesi avevano il diritto di conquistare l'India, ma se dobbiamo preferire l'India conquistata dai turchi, dai persiani, dai russi all'India conquistata dai britannici. L'Inghilterra ha una doppia missione da compiere in India: l'una distruttiva, l'altra rigeneratrice: annullare l'antica società asiatica e posare i fondamenti materiali della società occidentale in Asia. [...]

      Questo è Karl Marx, nel Manifesto. Si sa come la pensasse il vecchio filosofo sul proletariato. Commenti?

    1. reza 22 giugno 2009

      Il portavoce del "Consiglio dei Guardiani della Costituzione" pochi minuti fa in un'intervista trasmessa dalla Press TV:

      "Ci sono oltre 3 milioni di voti falsi a nome di un candidato(indovinate chi è !?!) che sono stati inseriti nelle urne di 50 seggi in diversi parti del paese."

      Ammettono solo ora che ci sono stati dei brogli e non fanno il nome del candidato mentre tutto l'Iran sa che i seggi non sono 50 ma 170 e che i voti falsi non sono 3 milioni ma circa 11 milioni; quelli che hanno dato la "vittoria ad Ahmadienajd che con questa messa in scena ha trdito l'Islam e la Rivoluzione Islamica e il Sciismo e tutti gli iraniani.

      Ora! in un paese dove ciò può accadere e il più della metà dello stabliscement del paese non si congratula con il falso vincitore tu, sig, Trotzkij, di che minchai stai parlando ?

      Già Larijani aveva denunciato che "alcuni memebri del Consiglio dei Guardiani non si sono comportati imparzialmente" e allora, Tu Trotzkij, che discroso stai facendo a questa gente, se non sei anche tu un leccone di questri assassini di Hojatieh ?

      Vedi di farela finita, è ora di scappare perché l'ira del Popolo che ha buttato fuori lo shah con tutta la sua "gloria" imperiale non perdonerà Ahmadienajd il falso musulmano che ha tradito il Popolo e la Rivoluzione.

    1. reza 22 giugno 2009

      Ci vuole proprio la faccia da assassini per dire "ci sono oltre 3 milioni di schede falsificate a favore di ahmadinejad ma che non influiscono sul risultato dei voti quando il broglio è cosi chiaro e documentato."

      QUESTE ELEZIONI VANNO ANNULLATE, AHMADINEJAD NON HA VINTO, AHMADINEJAD HA RUBATO LA VITTORIA AL POPOLO IRANIANO E POI HA MANDATO QUEI DISGRAZIATI IGNORANTI BASIJI AD AMMAZZARE I NOSTRI FIGLI.

    1. abolrish 22 giugno 2009

      Se non sbaglio avevano anche detto che prendevano in considerazione la riconta del solo 10% delle urne ma potrei sbagliarmi. Il problema di fondo dell'assenza dei delegati nelle fasi di conteggio, comunque, resta.

    1. reza 22 giugno 2009

      Udite Udite, gli assassini dei ragazzi iraniani cedono:

      Il Portavoce del Consiglio dei Guardiani dela Costituzione pochi minuti fa :

      Ci sono più di 3 milioni di voti falsi a favore di un candidato in cirtca 50 seggi dove il numero dei votanti supera il 100 degli aventi diritto".

    1. reza 22 giugno 2009

      Non hai capito un bel niente. Io ho fatto la Rivoluzione e qui mi conoscono tutti perché, stringendo i denti, fino a ieri ho semrpe difeso il mio paese malgrado Ahmadinejad che in qualche occasione l'ho pure difeso e oggi sono contro la truffa dei hojatieh a cui Imam Khomeini diede la caccia quando era ancora in vita e no contro la Rivoluzione o la Repubblica Islamica che ora sono stati traditi da Khamenei e da Ahmadinejad.

    1. guido 22 giugno 2009

      abolrish continua a porre la domanda:

      "quali sono le ragioni *sociali oggettive e strutturali* della spaccatura nella società iraniana?"



      nell'articolo è già presente la risposta, molto chiara nella sua sinteticità:

      "una profonda divisione nella società iraniana tra un proletariato nazionalista e una borghesia che lamenta la sua emarginazione dalla globalizzazione economica".



      La differenza che si nota rispetto ad altre rivoluzioni di cui si legge nei nostri libri di storia è che la classe borghese di solito ha utilizzato il proletariato per abbattere la casta dominante, come ad esempio nella rivoluzione francese: in Iran invece è la religione, radicata in un modo per noi oggi impensabile, che lega strettamente il proletariato agli ayatollah contro una borghesia più rivolta all'occidente.

    1. trotzkij 22 giugno 2009

      Discorso dell'Ayatollah Ali Khamenei:




      Ricordate Dio, l’Iran ha compiuto molti passi dai tempi della rivoluzione. Ognuno di questi avrebbe potuto portarci alla rivolta, e anche i paesi vicini. La nostra gioventù è in un mondo materialista, in tempo di rivolta non sanno cosa fare, hanno bisogno di comprendere la spiritualità, hanno bisogno di tornare alla spiritualità, ma non sanno come. Sono passati due secoli da quando l’Occidente ha distrutto queste culture, ma la nostra nazione vuole ritornare a quella spiritualità. In questo modo si può tornare alla rivoluzione. Giuro sui santi imam, chiedo a te o Dio, dacci più fede, o Dio, ti chiedo di darci un cuore calmo e pieno di pace, o Dio, da la vittoria a questi popoli oppressi sul nemico. Proteggili, o Dio facciamo di tutto per te e solo per te, o dio, porta i nostri saluti e le nostre preghiere al Mahdi.


      Voglio parlare ai nostri fratelli e sorelle, voglio parlare riguardo la questione delle elezioni, che è una questione molto importante per il nostro paese. Ho tre questioni di cui parlare: ho alcune cose da dire al popolo, altre da dire ai politici, e altre ai paesi occidentali e ai leader dei loro media. La prima questione è per il popolo, vi ringrazierò, non mi piace parlare molto, non mi piace usare solo buoni argomenti. Le elezioni del 12 giugno sono state il compimento della responsabilità della nazione. Sono state una prova della partecipazione della gente, che è la dimostrazione dell’amore verso il loro sistema di governo. E’ simile ma migliore delle democrazie negli altri paesi, questi paesi non hanno una democrazia buona come la nostra. La costituzione del 1988. In questa occasione abbiamo avuto la maggiore affluenza alle urne sin dalla fondazione della Repubblica Islamica e l’approvazione della costituzione. Vorrei ringraziarvi, e specialmente i giovani in questo paese hanno dimostrato che sono coinvolti nel processo politico sin dall’inizio della rivoluzione. Adesso vedremo le stesse responsabilità per loro che abbiamo visto durante la guerra dell’iraq (?).


      Riguardo le elezioni, qualcuno vuole una cosa, qualcunaltro un altra. E’ naturale. Abbiamo visto tantissime persone, uomini, donne, giovani e vecchi, partecipare in ogni parte del paese per rendere queste elezioni un successo. Queste elezioni sono la sconfitta politica dei nostri nemici e occasione di festa per i nostri amici nel mondo. Una vittoria storica. Il popolo sta dimostrando amore per gli Imam e i martiri, e per il sistema. Queste elezioni sono state un evento democratico religioso, tutti hanno potuto vederlo. E’ stata una dimostrazione contro i dittatori e i regimi oppressivi, e una dimostrazione a favore della religione e del sistema. Un altro punto riguardo le elezioni. Le elezioni del 12 giugno hanno mostrato che persone con credenze, speranze e gioie vivono nel paese. I nemici stanno usando questa cosa. Se i nostri giovani non avessero avuto speranza, non avrebbero partecipato, se non si fossero sentiti liberi, non avrebbero votato. La fede nel sistema è stata dimostrata dalla massiccia partecipazione.


      I nemici bersagliano il credo e la fiducia della popolazione su questo sistema. Questa fiducia è il più grande investimento nella Repubblica Islamica. Hanno voluto prendercela. Hanno voluto indebolire la nostra fiducia in questo sistema. I nemici del popolo dell’Iran avranno successo quando le persone non parteciperanno. Il sistema sarà messo in discussione solo quando nessuno vi prenderà parte. Non possiamo paragonare questo a niente di quanto è accaduto. Il nemico vuole far credere alle persone di essere state truffate. E’ cominciato tutto 3 mesi fa. Ho sentito I nemici dire ripetetutamente che le elezioni sarebbero state una frode. Si sono preparati per mesi. Questo sistema, che ha 30 anni, non è arrivato a questo punto senza sacrificio e duro lavoro. E la popolazione ha ferma fiducia in esso. Ma i nemici vogliono scuotere questa fiducia.


      Il terzo punto è: le rivalità tra i candidati erano chiare. I nemici, attraverso i loro media, che sono controllati da sporchi sionisti, i sionisti, le radio americane e inglesi stanno tutte provando a dire che la competizione era tra quelli che appoggiavano la Repubblica Islamica e quelli che non la appoggiavano. Tutti hanno appoggiato lo stato, so tutto di questi candidati, ho lavorato con loro, li conosco tutti. Non credo a tutto quello che dicono, alcuni dei loro punti di vista e delle loro pratiche possono essere criticate. Credo che alcuni di loro siano migliori per servire il paese, ma è il popolo a decidere. Non è la mia volontà a decidere. La mia opinione non è stata resa pubblica, e non è stato chiesto al popolo di seguire la mia opinione. Loro hanno deciso per conto loro chi votare.


      Per questo motivo, questa è stata una competizione elettorale secondo le regole/dentro lo stato. Non è accettabile far apparire le cose diversamente. E’ male se qualcuno fa questo. Non c’è alcuna battaglia in corso tra lo stato e le persone. Non ci sono rivoluzionari e antirivoluzionari. Questa battaglia è tra I partiti dello stato, e tra le persone che li hanno votati credendo nello Stato. Sono arrivati a capire che era meglio per lo stato e hanno votato. La competizione elettorale e idibattiti sono stati molto interessanti. E’ stato tutto molto trasparente. E’ stato uno schiaffo a quelli che dicevano che la competizione elettorale sarebbe stata solo una formalità, dimenticando che i candidati si sono seduti e hanno discusso.


      Aspetti positivi dei dibattiti: durante le conversazioni in TV ognuno ha parlato apertamente. Alcuni hanno criticato i candidati e loro hanno risposto alle critiche, hanno cominciato a difendersi. Le posizione prese dai candidate e dai partiti sono state presentate senza alcuna ambiguità. Quindi la gente ha potuto ascoltare quello che i candidati avevano da dire, la gente ha potuto vedere tutto questo, affinchè potessero giudicarli secondo quanto hanno detto. La gente non si è sentita estranea allo stato islamico. Noi non abbiamo NOI E LORO, tutto è stato trasparente e chiaro di fronte al popolo, tutto è stato presentato chiaramente. E’ diventato chiaro che il voto del popolo si sarebbe basato sulle medesime cose. Le persone hanno voluto fare le loro scelte seguendo I propri gusti. Grazie a questo il numero dei votanti è aumentato, il popolo ha avuto una migliore comprensione dei punti di vista dei candidati, ha potuto decidere meglio.


      I dibattiti hanno raggiunto anche le strade e le case. Questo, aggiunto al potere di decisione del popolo. Questi dibattiti rinforzeranno le menti per fare decisioni migliori, ma non devono arrivare al punto di condurre a differenze di vedute più ampie, altrimenti si avrà l’effetto contrario. E’ bene mantenerli nell’alveo in cui si sono tenute (le discussioni) durante la campagna elettorale. Se vanno oltre, causeranno problemi. Sarà meglio avere questi dibattiti a livello amministrativo. Dobbiamo portare questi dibattiti a livello amministrativo. Dobbiamo provare a superare gli aspetti negativi. Sicuramente si sentiranno critiche durante I quattro anni di mandato presidenziale. Dobbiamo provare a sottolineare gli aspetti negativi. Possiamo vedere che le persone sono diventate irrazionali e emozionali qualche volta. Hanno provato a sopprimere gli avversasi. Abbiamo finanche visto che gli usi del passato sono stati messi in discussione. Voci messe in giro, accuse che sono cresciute.


      Alcune delle cose dette non sono giuste. Il governo e i governi del passato sono stati criticati in una maniera ingiusta, tutti i 30 anni della rivoluzione sono stati criticati ingiustamente. La gente è diventata emotiva. Hanno detto cose inaccettabili. Ho visto i dibattiti in tv, mi è piaciuta la libertà di parola. Sono stato contento che la repubblica islamica era lì ad aiutare le persone nella loro scelta. Tuttavia gli aspetti negativi mi hanno reso triste. Per i loro supporter questo non era bello e il loro giudizio offuscato da queste critiche ingiuste. Abbiamo visto questo in entrambi gli schieramenti. In questo sermone della preghiera del Venerdì, devo menzionare entrambi gli. Entrambi gli possono essere criticati per questi aspetti negativi. Da un lato il presidente è stato insultato, anche prima dei dibattiti, due, tre mesi fa.


      Di frequente ho visto frasi insultanti contro di lui. Accuse contro il presidente, il presidente legittimo. E’ stato accusato in modo sbagliato. Il presidente, che ha la fiducia del popolo, è stato accusato di mentire. Vanno bene queste cose? Sono state prodotte registrazioni false e distribuite nel paese. Noi eravamo al corrente della situazione, noi sapevamo che quanto pubblicato non era vero, hanno insultato il presidente, detto che era superstizioso, hanno accusato il presidente in modo falso. Hanno calpestato l’etica e la giustizia. Cose simili sono state fatte contro la Repubblica Islamica. Alcune importanti figure dello stato sono state offese. Persone che hanno speso la loro vita per lo stato. Non ho mai pronunciato nomi durante il sermone del Venerdì, ma devo farlo adesso.


      I nomi di Rafsanjani e Natw Noori sono venuti fuori. Non sono stati accusati di malversazione finanzianziaria, ma sono stati accusati i loro familiari. Se avete qualcosa contro di loro, dimostratelo in tribunale. Nessuno può essere accusato senza prove. Conosco Rafsanjani da molto tempo. E’ uno dei membri più importanti di questa rivoluzione, è stato uno dei più importanti combattenti durante la rivoluzione, dopo la vittoria, è stato uno deimembri più influenti dello stato islamico, e lo è ancora. Ha camminato con l’Imam (ndr Khomeini), sta ancora camminando con lui. Molte volte non è stato martirizzato per poco, ha speso tutti i suoi soldi nella rivoluzione, i giovani devono conoscere questi fatti. Ha avuto molte responsabilità di governo: presidente, leader del parlamento, non ha fatto i soldi con la rivoluzione. Lo stesso con Natw Noori, ha servito la rivoluzione, ha offerto grandi servizi, non c’è dubbio riguardo questo. I dibattiti in diretta TV sono cosa buona, ma è bene rimuovere questi difetti. Dopo i dibattiti ho parlato con il presidente e l’ho messo in guardia. Mi ha detto che mi avrebbe ascoltato. Ha una posizione chiara contro la corruzione, dev’essere combattuta dovunque sarà trovata. Si, c’è ancora corruzione nel nostro sistema, si, ci sono persone persone corrotte. Ma allo stesso tempo questo è uno dei sistemi più in salute al mondo. Per questo motivo accusare il governo di corruzione, per quello che dicono i Sionisti, non è la cosa giusta da fare.


      Mettere in discussione la credibilità del governo non giusto. Tutti si trovano nell’obbligo di combattere la corruzione. Se non la teniamo sotto controllo, essa si diffondera come in molti paesi occidentali. […] Fatemi parlare al popolo, vogliono fare di questa incredibile vittoria una sconfitta, è l’obiettivo di alcune persone, di non farvi gioire, di non imprimere al mondo la più grande delle svolte. Ma è stata impressa ormai. La più grande svolta porta il vostro nome. La competizione è finita. Chiunque ha votato riceverà ricompensa divina. Tutti i votanti fanno parte dello stato. C’erano 40 milioni di voti per la rivoluzione, non solo 24 milioni per il presidente. La gente ci crede. I loro voti non saranno vani.


      Il meccanismo delle nostre elezioni non consente alcun imbroglio. Coloro che prendono parte alle votazioni lo sanno bene. Specialmente se ci sono undici milioni di voti di differenza. Se il numero sarebbe stato più esiguo, potremmo avere dubbi, ma come possono essere sostituiti o cambiati undici milioni di voti? Allo stesso tempo ho detto che il Consiglio dei Guardiani crede che chiunque abbia dubbi può presentare prove, attraverso le procedure legali. Non accetterò alcuna iniziativa illegale. Oggi, se ci saranno illegalità, niente renderà immune le prossime elezioni da queste. Per questo devono essere seguite le procedure legali. Se ci sono dubbi, devono esssere seguite le vie legali. Abbiamo leggi, i rappresentanti dei candidati hanno avuto il diritto di ispezionare i seggi, e di protestare attraverso la procedura legale. Se hanno dubbi, dev’esserci un riconteggio delle singole urne. Oggi è un momento particolare nel nostro paese. Guardate al medioriente, guardate alla situazione economica nel mondo, guardate all’Iraq, al Pakistan, all’Afganistan,siamo in un momento davvero delicato della storia. Dobbiamo essere accorti e non fare errori. Il compito degli elettori era di prendere parte alle elezioni nella migliore maniera possibile. Ma noi abbiamo una responsabilità più grande.


      I leader dei partiti politici devono fare molta attenzione a quello che fanno e a quello che dicono. Se fanno qualcosa di “estremista” le loro mosse radicali li porteranno al punto di non ritorno. Abbiamo già visto questo. Quando l’estremismo entra nella società esso conduce ad un altro estremismo. Se l’elite politica vuole riparare ad un torto facendone un altro, per andare contro la legge, saranno responsabili per il sangue versato. E di qualunque altra forma di sedizione. Vorrei dirlo a questi gentiluomini, tutti miei fratelli e amici, di guardare alle mani del nemico. Sono lupi affamati, ci tendono un imboscata e si sono tolti la maschera diplomatica. Non sottovalutateli, vi dico, i diplomatici degli altri paesi, nei giorni appena passati, si sono tolti la loro maschera e hanno mostrato la loro vera faccia. Il più malvagio di loro è il governo Inglese. Siete responsabili di fronte a dio, fratelli, vi verrano chieste delle cose, ricordatevi il testamento e l’ultima volontà dell’ultimo imam. La legge determina cosa dev’essere fatto, le elezioni si tengono cosìcchè ogni contrasto può essere risolto alle urne. Dev’essere chiaro alle urne cosa la gente vuole e cosa la gente non vuole, non nelle strade. Se dopo ogni elezione quelli che non hanno avuto voti cominciano a riversarsi nelle strade e ad invitare i loro sostenitori a scendere nelle strade, e i vincitori portano i propri sostenitori nelle strade, che abbiamo tenuto a fare le elezioni? Cos’ha fatto di sbagliato la gente? [incomprensibile…] Se li coprite (i terroristi) chi è resonsabile? Persone sono state uccise da civili e da Baseej, chi è responsabile?


      Il punto è che alcune persone hanno ucciso militanti di Baseej and ucciso anche altre persone. Chi dovrebbe reagire? Attacchi alle università, buoni studenti sono stati picchiati, non quelli coinvolti nelle agitazioni. E loro cantano inni di supporto al leader. E quindi diventate tristi e i vostri cuori sono feriti dal vedere tutto questo. Le lotte in strada non sono accettabili dopo le elezioni. Questo mette in discussione democrazia e elezioni. Voglio che entrambe le parti la smettano, e quindi la responsabilità per quanto accadrà sarà di chi non ha messo fine a questi comportamenti. Se pensate che andando in giro per le strade potete mettere pressione alle autorità, vi sbagliate. Prima di tutto, non sarà accettabile fare richieste per vie illegali, sarebbe l’inizio della dittatura. Questo è un errore di calcolo, se ci saranno conseguenze, esse colpiranno i leader dietro quanto sta avvenendo, il popolo li conoscerà a tempo debito. Vi richiamo ad obbedire alla legge, fratelli e sorelle, a seguire il codice, la legge vi da il benvenuto, i canali legali esistono per voi.


      Spero che Dio ci aiuterà a seguire i canali legali e non permettere ai nemici di distruggere la festa per le nostre elezioni. Se ci saranno persone che sceglieranno altre vie, verrò di nuovo e parlerò in modo ancora più chiaro. Adesso, terzo punto. Voglio parlare ai direttori dei media e ai leader occidentali. Ho ascoltato le opinioni dei leader dei paesi europei e dell’america. Ho monitorato le loro azioni e le loro reazioni nei giorni passati. Prima e dopo le elezioni i loro comportamenti sono stati differenti. Prima delle elezioni, i loro reportage sui media erano orientati a far credere al popolo che le elezioni sarebbero state inutili. Potevano immaginare il risultato, ma non hanno mai pensato all’85% di partecipanti, 40 milioni di persone hanno votato, loro non ci hanno mai creduto. Dopo aver visto questo, sono rimasti shockati. Si sono resi conto che un grande sviluppo era avvenuto in Iran. Hanno capito che dovevano adattarsi alla nuova situazione, in Medio Oriente, in Iran e nel mondo. Hanno appreso che un nuovo capitolo si stava aprendo riguardo la Repubblica islamica.


      La grande partecipazione è stata osservata, riportata per tempo, e ancora, erano tutti sorpresi fino a venerdì mattina. Alcune delle reazioni dei corrispondenti dall’estero sono state osservate, quando hanno visto obiezioni da parte di alcuni candidati, hanno visto un’opportunità. L’hanno usata sabato e domenica, il loro tono è cambiato, e lentamente hanno visto quelle proteste, che erano tenute dai candidati. Sono diventati pieni di speranza, hanno messo giù la maschera, hanno visto una via, hanno rivelato la loro vera natura. Alcuni capi di stato e altri leader dell’EU e dell’America si sono finalmente scoperti, con i loro commenti sulla situazione. E’ stato detto riguardo il presidente USA che lui stava aspettando il giorno in cui la gente sarebbe scesa in strada. Nel paese i loro agenti hanno cominciato ad agire, hanno cominciato a provocare scontri nelle strade, hanno causato distruzione, bruciato case, ruberie e insicurezza hanno prevalso.


      La gente si è sentita in pericolo, questo non ha niente a che fare con i supporter dei candidati, questi sono schiavi degli occidentali, agenti sionisti e i loro schiavi. Quello che stavano compiendo gli ha fatto credere che l’Iran è come la Georgia. Un capitalista sionista americano qualche tempo fa ha affermato di aver speso 10 milioni di dollari e di aver creato una rivoluzione di velluto in Georgia. Stanno paragonando la Georgia con la repubblica islamica? Cosa credono che siamo? Non ci capite!


      Quel che è peggio per me da commentare sono le affermazioni fatte dai alcuni politici americani in nome dei diritti umani e della libertà. Hanno detto di essere preoccupati per la nazione iraniana. Cosa? Siete seri? Sapete cosa sono i diritti umani? Chi ha portato la guerra in Afghanistan? Le guerre e gli spargimenti di sangue che stanno massacrando l’iraq sotto gli stivali dei loro soldati? In palestina? Chi ha spalleggiato i sionisti? Anche dentro l’america, durante l’era Clinton, 80 persone furono bruciate vive a Waco. E adesso ci venite a parlare di diritti umani? Bene, credo che i leader di EU e America dovrebbero vergognarsi, e smetterla di dire certe cose. La repubblica islamica appoggia le popolazione oppresse di Iraq, Afghanistan e Palestina. Noi appoggiamo tutti quelli che sono oppressi, noi stiamo portando la bandiera dei diritti umani, che è portata in questo paese dall’Islam.


      Non abbiamo bisogno dei vostri consigli sui diritti umani. Il mio discorso sulle elezioni è finito.

Visualizzati 20 di 73 commenti approvati.