La carne in questione

La carne in questione

DI GEORGE MONBIOT

monbiot.com

Allevare animali è insostenibile come estrarre carbone.

Cosa penseranno le future generazioni, guardando indietro alla nostra epoca, vedendo le sue mostruosità?

Pensiamo alla schiavitù, alla sottomissione delle donne, alle torture legalizzate, all’assassinio degli eretici, alle conquiste e ai genocidi imperiali, alla prima guerra mondiale e all’ascesa del fascismo, e ci chiediamo come quelle persone non si accorgessero degli orrori che commettevano. Quale pazzia odierna farà ribrezzo ai nostri discendenti?
Ce ne sono molte tra cui poter scegliere. Ma una di queste, credo, è l’incarcerazione di massa degli animali per permetterci di mangiare le loro carni, o uova, o bere il loro latte.
Nello stesso momento in cui ci definiamo animalisti, ed elargiamo gentilezze ai nostri cani e ai nostri gatti, infliggiamo brutali deprivazioni a miliardi di animali, che hanno la capacità di soffrire esattamente allo stesso modo. L’ipocrisia è talmente evidente che le future generazioni si meraviglieranno di come non siamo stati in grado di rendercene conto.

Il cambiamento avverrà con l’avvento di carne artificiale economica. I cambiamenti tecnologici hanno spesso aiutato a catalizzare i cambiamenti etici. L’accordo di 300 milioni di dollari firmato dalla Cina lo scorso mese per comprare carne cresciuta in laboratorio, segna l’inizio della fine dell’allevamento dei capi di bestiame. Ma non accadrà velocemente: grandi sofferenze continueranno per molti anni.

Quindi la risposta, quella data da chef famosi e food-blogger, è quella di allevare gli animali all’aperto: mangiare manzi o agnelli ruspanti, non porci da batteria. Ma tutto quello che ne consegue è cambiare da un disastro – la crudeltà di massa – a un altro: la distruzione di massa.

Quasi tutte le modalità di allevamento provocano danni ambientali, ma nessuna più di quella all’aperto. La ragione è l’inefficienza. Il pascolo non solo è abbastanza inefficiente, ma è stupendamente dispendioso. Quasi due parti della superficie terrestre è utilizzata per la coltura del foraggio, ma gli animali alimentati interamente nei pascoli producono solo 1 grammo degli 81 grammi di proteine consumati al giorno da una persona.

Uno studio pubblicato su Science of the Total Environment afferma che “la produzione dei capi di bestiame è l’unico grande motivo della perdita di habitat”. I pascoli sono un sistema automatico in piena regola per la distruzione ecologica: serve solo lasciar liberi gli animali di pascolare e loro faranno il resto, mangiucchiando piantine di alberi, semplificando ecosistemi complessi. I pastori aiutano questo assalto macellando i grandi predatori.

In Inghilterra, per esempio, le pecore forniscono, in termini di calorie, intorno all’1% della nostra dieta. Tuttora occupano circa 4 milioni di ettari negli altipiani. Equivale più o meno a tutta la terra coltivata in questo paese, e a più del doppio degli spazi edificati (1,7 milioni di ettari). Il ricco complesso delle foreste pluviali che una volta ricopriva le nostre colline è stato cancellato, la natura selvaggia ridotta a una manciata di specie coraggiose. Il danno prodotto è molto più elevato della quantità di carne prodotta.
Rimpiazzare la carne con la soia nella nostra dieta, riduce meravigliosamente la quantità di terra richiesta per un chilo di proteine: del 70% nel caso di polli, dell’89% nel caso del maiale e del 97% nel caso della manzo. Uno studio suggerisce che se cambiassimo tutti la nostra dieta in una vegetale, 15 milioni di ettari di terra nel Regno Unito attualmente usati per l’allevamento potrebbero tornare al loro stato naturale. In questa alternativa, questo paese potrebbe nutrire 200 milioni di persone. La fine dell’allevamento di animali sarebbe la salvezza della natura selvaggia mondiale, delle nostre meraviglie naturali e dei magnifici habitat.

Comprensibilmente, gli allevatori hanno obiettato contro questi dati di fatto, usando un argomento ingegnoso. L’allevamento di bestiame, sostengono, può eliminare il carbonio dall’atmosfera e conservarlo nel terreno, riducendo o addirittura invertendo il riscaldamento globale. In un discorso TED visto da 4 milioni di persone, il proprietario di ranch Allan Savory sostiene che il suo approccio “olistico” all’allevamento potrebbe assorbire abbastanza carbonio da far tornare l’atmosfera a livelli pre-industriali. La sua incapacità, quando l’ho incontrato, di sostanziare le sue tesi, non ha per nulla intaccato la loro popolarità.

Affermazioni simili sono state fatte anche da Graham Harvey, l’agricoltore redattore esecutivo della serie BBC The Archers - afferma che le praterie degli Stati Uniti potrebbero assorbire tutto il carbonio “che è finito nell’atmosfera dall’epoca dell’industrializzazione” – e amplificate dalla campagna ‘Campaign to Protect Rural England'. Le organizzazioni di allevatori di tutto il mondo adesso promuovono con ardore questa visione.

Un report pubblicato questa settimana da Food Climate Research Network chiamato Grazed and Confused, mira a rispondere alla domanda: può l’allevamento all’aperto causare una netta diminuzione dei gas serra? Gli autori ci hanno messo due anni per indagare sulla questione. Hanno citato 300 fonti. La loro risposta è inequivocabile. No.
E’ vero, affermano, che alcune alternative di allevamento sono migliori di altre. Sotto certi aspetti, le piante nate nei pascoli accumuleranno carbonio nel terreno, attraverso l’espansione del proprio sistema di radici e il tappeto di fogliame intorno. Ma affermano che persone come Savory e Harvey sono “pericolosamente ingannevoli”. Le evidenze sull’accumulo di carbonio supportate nei loro presunti sistemi speciali di allevamento (variamente descritti come “olistici”, “rigenerativi” o “adattabili”) sono deboli e contraddittorie, e suggeriscono che se proprio c’è un effetto, è minimo.

Al massimo si potrebbero ridurre dal 20 al 60% le emissioni di gas serra che l’allevamento produce. Ma anche questo dato potrebbe essere sovrastimato; un saggio pubblicato questa settimana dal giornale Carbon Balance and Management suggerisce che la quantità di metano (un potente gas serra) che gli animali d’allevamento producono è stata sottostimata. In entrambi i casi, la riduzione di carbonio nei pascoli non può compensare gli impatti degli animali sul clima; esclusi quelli dell’industrializzazione. Mi piacerebbe che il team di TED postasse un avviso sui video di Allan Savory, prima che molta altra gente venga ingannata.

Mentre snoccioliamo le ultime affermazioni, rimane da affrontare un fatto scomodo: allevare animali sembra incompatibile con l’idea di un futuro sostenibile per gli esseri umani e per altre specie, così come lo è estrarre il carbone.

Quella vasta distesa di pascoli, da cui otteniamo così poco ad un prezzo ambientale così alto, sarebbe meglio usarla per rinselvatichire: il ripristino di massa della natura. Non solo perché questo aiuterebbe a rovesciare il catastrofico declino degli habitat e della diversità e dell’abbondanza di habitat, ma le foreste, le paludi e le savane assorbirebbero molto più carbone anche della più sofisticata tecnica di allevamento.

La fine dell’allevamento di animali potrebbe essere difficile da digerire. Ma siamo una specie resiliente e adattabile. Abbiamo attraversato una serie di cambiamenti incredibili: l’adozione del sedentarismo, dell’agricoltura, delle città, delle industrie.

Adesso è tempo di una nuova rivoluzione, quasi profonda come quelle di altri grandi cambiamenti: lo switch ad una dieta vegetale. La tecnologia è – dipendentemente da quanto vuoi alimenti simili alla carne (il Quorn mi sembra abbastanza indistinguibile dal pollo o dal macinato) – o arrivata o proprio dietro l’angolo. Lo switch etico sta già avvenendo: anche oggi, ci sono mezzo milioni di vegani nel paese del roast beefs. E’ tempo di abbandonare le scuse, i falsi miti e le false comodità. E’ tempo di guardare le nostre scelte morali come lo faranno i nostri discendenti.

George Monbiot

Fonte: www.monbiot.com

Link: http://www.monbiot.com/2017/10/06/the-meat-of-the-matter/

6.10.2017

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GEA CAVOLI

Commenti (252)

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    1. Antonello S. 17 ottobre 2017

      Tanti forumisti sembra che si dilettino ad osservare il dito piuttosto che la luna.
      Mi sembra di ascoltare i deliri di quegli animalisti, che si spezzerebbero in due per evitare la sperimentazione medica sulle pulci cambogiane e che magari se ne strafottono del destino degli umani molto più sfortunati (anche perchè in grado di avere consapevolezza del proprio destino) di quegli animaletti.
      Tranquilli... il mondo non si estinguerà a causa dell'eccessivo consumo di carne, ci sono migliaia di testate atomiche alla mercè di psicopatici che possono farlo in maniera molto più veloce.

    1. TdP 17 ottobre 2017

      Qualsiasi cibo crea dipendenza..perché è l'atto del mangiare che implica potere e quindi soddisfazione..che va a supplire la mancanza di altre soddisfazioni..come per esempio la creatività..in ogni aspetto della vita..

      La differenza tra dipendenza vegana e carnea riguarda le malattie che ci colgono..
      Chi mangia carne avrà un eccesso di nutrienti e chi mangia vegano un difetto..

      La soluzione è mangiare ciò di cui si ha bisogno..ma già capire di cosa abbiamo bisogno è un processo lungo e faticoso..

    2. Gino2 17 ottobre 2017

      il cibo nn crea nessuna dipendenza, di per sé. si può però essere dipendenti da tutto. é una questione di personalità. imparate a vedere le cose dal punto di vista più corretto.

    3. Mechano 17 ottobre 2017

      Il vegano non ha alcun difetto di nutrienti. Smettiamola di scrivere cazzate su questa cosa.
      I 70.000 membri scientifici tra medici, oncologi, nutrizionisti e scienziati vari della Academy of Nutrition and Dietetics dopo 40 anni di studi hanno decretato che le diete vegane pianificate correttamente sono adatte a tutti perfino ai bambini piccoli appena svezzati ed agli atleti.

      Tu li vuoi smentire 70.000 scienziati?

    4. Holodoc 17 ottobre 2017

      Senza prendere integratori prodotti in laboratorio?

    5. Huber 17 ottobre 2017

      Ci mancherebbe, però mia moglie essendo vegetariana ( prima di tutto per empatia verso gli animali ) ed essendo in dolcissima attesa (una femminuccia dopo due gemelli masculazzi)ha detto al suo ginecologo se è un problema la sua dieta e il dottore ha detto con aria rassicurante noooo signora le prescrivono le pillole per sopperire le mancanze...Mia moglie fino al parto e oltre mangerá il pollo e il vitello altro che pillole

    6. Mechano 17 ottobre 2017

      I medici non specialistici sono ignoranti di nutrizione.
      Perché la laurea non specialistica prevede solo 30 ore di scienze della nutrizione.

      Tua moglie doveva andare da persone come il dr. Leonardo Pinelli pediatra e vice presidente della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana.
      Che ha +150 pubblicazioni scientifiche internazionali su alimentazione pediatrica vegetariana. Anche per le mamme.
      Ed è colui che ha firmato i menu vegetariani di molte scuole pubbliche italiane.

      Il prof. Pinelli fa corsi agli altri medici per riuscire a sopperire a questa ignoranza diffusa sulle scienze della nutrizione.

      Non è un caso che dopo questi studi la ASL di Milano abbia formato 1000 medici lombardi sulle proprietà benefiche delle diete vegane per i diabetici.

      http://www1.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Benessere/Salute-Asl-Milano-a-medici-prescrivete%20dieta-vegana-ai-diabetici_314256700116.html

    7. Luca R 17 ottobre 2017

      Caro signor Mechano, sono uno studente di medicina al sesto anno del corso di laurea. Potrebbe gentilmente postare qualche link di articoli scientifici seri di questi 70000 scienziati di cui parla?

      Dai miei studi non mi risulta sia una dieta adatta ne a bambini appena svezzati ne a donne in gravidanza ne per tutta una serie di persone con patologie di vario tipo.

      I suoi studi in neuroscienze sono alquanto lacunosi o forse è lei che è fazioso e in malafede.. gli amminoacidi provocano dipendenza?

      Abbiamo recettori solo per gli amminoacidi di origine animale?
      E per gli zuccheri?
      E per i lipidi?
      No eh? Quindi meglio non mangiare niente così non rischiamo di diventarne dipendenti eh?
      Mai sentito parlare di metabolismo?
      Si è mai interrogato sul fatto che per qualche motivo l'evoluzione ci ha portato ad avere diverse vie metaboliche?

      Se 4 miliardi di onnivori sono troppi 15 miliardi di vegani che continuano con uno stile di vita occidentale secondo lei sono sostenibili per il pianeta?

      Senza contare che per sua ammissione lei ha cambiato stile di vita solo per sopraggiunti problemi di salute quindi finchè ha potuto mangiava carne allegramente! Non le sembra un po ipocrita proprio da parte sua chiedere agli altri adesso di farne a meno?

      Il tema di fondo dell'articolo resta comunque valido ovvero l'allevamento del bestiame e le condizioni di sfruttamento intensivo delle risorse ma come sempre una risposta facile ad un problema complesso non è mai una soluzione ma una banalizzazione del problema e quindi un ulteriore ostacolo alla sua soluzione.

      In parole povere non basta essere vegani/vegetariani per salvare il pianeta ma è solo un modo per lavarsi la coscienza e volersi sentire superiori quando superiori non si è più o non lo si è mai stati.

      Potrei continuare ma spero di aver dato sufficienti spunti di riflessione!

    8. Mechano 17 ottobre 2017

      Sono i peptidi, non gli amminoacidi, mi sono sbagliato. Si legano ai recettori oppioidi.
      Le sostanze che maggiormente causano dipendenza sono i grassi di origine animale specie se cotta alla brace fino a generare idrocarburi policiclici aromatici, gli zuccheri raffinati, il sapido del cloruro di sodio e del glutammato monosodico, quest'ultimo neurotossico che oltre a mettere fame e fare mangiare di più, causa anche dipendenza e ricerca del gusto sapido. Oltre ad avere effetti a livello neurologico rendendo le membrane delle cellule cerebrali più permeabili alle sostanze di scarto presenti nel sangue, e quindi ad una riduzione delle capacità cognitive.
      Inoltre i grassi animali uniti al gusto sapido atrofizzano le papille gustative che non distinguono più i sapori. Ci vogliono dalle 2 a 4 settimane di interruzione dei cibi sapidi e di origine animale per riprendere la funzionalità delle papille gustative e sentire nuovamente le sfumature di sapore delle verdure.
      Per quello i bambini che mangiano salumi e dolciumi rifiutano le verdure. Non ne sentono il sapore, non gli da soddisfazione mangiarle.

      Il sistema metabolico umano è adattabile ma oltre il 5% di alimentazione aliena al suo sistema metabolico, inizia l'accumulo di sostanze tossiche e i danni al sistema linfatico e alle funzioni cellulari e mitocondriali.
      Il 5% è 1 pasto a settimana di proteine animali.
      Oggi c'è gente che fa 2 pasti al giorno con presenza di proteine animali.
      Non a caso in USA siamo ad una statistica di 1/3 persone che nella loro vita svilupperanno una malattia oncologica e si va entro il prossimo ventennio verso 1/2. In Europa siamo 1/4 e ci spostiamo verso 1/3 entro il 2030.

      Sarei curioso di sapere quale indirizzo di medicina fa lei, perché come ho scritto gli indirizzi di medicina non specialistici prevedono solo 30 ore di formazione in scienze della nutrizione.
      Siccome la SSNV Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana fa corsi post laurea a medici e specialisti, sono loro che citano sempre la carenza del sistema accademico in fatto di nutrizione.

      Tutti i riferimenti scientifici li può trovare nel loro sito: https://www.scienzavegetariana.it

      Qui la posizione della AND americana, e il sistema basato sulla Evidence Analysis Library:
      https://www.scienzavegetariana.it/nutrizione/AND_ital.html

      Se lei crede che la SSNV mente o da informazioni false o fuorvianti, la invito a contattarli e/o citarli agli ordini scientifici. Perché loro riportano la posizione della AND affermando che le diete vegane sono adatte a donne incinta, lattanti e altre categorie, compresi gli atleti.

    9. ignorans 18 ottobre 2017

      Ecco, tu tocchi "il punto". Qui la strada "scientifica" e quella, diciamo, "olistica", si dividono. Infatti secondo gli olistici l'intestino degli umani è in grado di effettuare delle trasmutazioni, come accade per altre specie animali.
      Prendiamo ad esempio la mucca o gli erbivori in genere, come fanno a costruire un corpo così grosso cibandosi di sola erba? L'erba contiene quasi niente proteine, eppure l'elefante ha un grande corpo fatto di proteine! C'è una sola risposta: nell'intestino dell'animale avvengono delle trasmutazioni.
      Ora, la questione è: anche l'uomo può farle? Secondo la scienza no, secondo gli olistici si. A patto che il soggetto non prenda proteine animali (troppe) da fonti esterne, perché questo inibisce le possibilità di trasmutazione. È come un laboratorio che si attiva se non ci sono forniture esterne. Tante specie animali lo fanno, anche noi abbiamo questa possibilità. La scienza invece ragiona solo facendo i conti con le forniture dall'esterno, ma questo è un limite e crea anche grossi problemi.

    10. Luca R 18 ottobre 2017

      Adesso capisco chi la sponsorizza o la ha manipolata..
      Faccia una ricerca sulla AND che cita come autorità imparziale e scientifica..
      Si domandi come mai non ci sono pubblicazioni su riviste serie, ad esempio un New England Journal of Medicine?
      Spero che capisca l'inglese, molti su questo sito lo capiscono quindi mi dispiace per lei e la sua Fondazione.. questa è la AND: Academy for Nutrition and Dietetics

      The Academy of Nutrition and Dietetics has been criticized for its connections to the pharmaceutical industry, including an inquiry from Senator Chuck Grassley.[52][53]
      In 1982, the organization faced mass resignations from members over a decision to support President Ronald Reagan's cuts in food stamps and school lunch programs.[36] The decision was largely a political trade-off; the Reagan administration agreed to drop its proposal to deregulate nursing homes in exchange for the Academy's support of the school lunch and food stamp cuts.[36]
      Criticism of partnerships with food companies[edit]
      A 1995 report noted the Academy received funding from companies like McDonald's, PepsiCo, The Coca-Cola Company, Sara Lee, Abbott Nutrition, General Mills, Kellogg's, Mars, McNeil Nutritionals, SOYJOY, Truvia, Unilever, and The Sugar Association as corporate sponsorship.[22] The Academy also partners with ConAgra Foods, which produces Orville Redenbacker, Slim Jims, Hunt's Ketchup, SnackPacks, and Hebrew National hot dogs, to maintain the American Dietetic Association/ConAgra Foods Home Food Safety...It's in Your Hands program.[54] Additionally, the Academy earns revenue from corporations by selling space at its booth during conventions, doing this for soft drinks and candy makers.[22][55]
      In April 2013, a dietitian working on a panel charged with setting policy on genetically modified foods for the academy contended she was removed for pointing out that two of its members had ties to Monsanto, one of the biggest makers of genetically modified seeds.[56] The resulting controversy highlighted the fact that Ms. Smith Edge, chairwoman of the committee charged with developing the GMO policy, is a senior vice president at the International Food Information Council, which is largely financed by food, beverage and agriculture businesses, including companies like DuPont, Bayer CropScience and Cargill, companies that were among the biggest financial opponents of a State of California GMO labeling initiative.[57]
      The Academy maintains that being at the "same table" with food companies is important in order to exert a positive influence over their products and message, although critics describe this as an “unhealthy alliance” between the Academy and junk food companies.[55][58] The accusation is that despite what good may come of such programs, it ultimately whitewashes (similar to the greenwashing efforts of environmentally irresponsible companies) the brand's role in the country's food ecosystem. Watchdogs note that the Academy rarely criticizes food companies, believing it to be out of fear of "biting the hand that feeds them."[59][60] Nutrition expert Marion Nestle opined that she believed that as long as the AND partners with the makers of food and beverage products, “its opinions about diet and health will never be believed [to be] independent.”[55] Public health lawyer Michele Simon, who researches and writes about the food industry and food politics, has voiced similar concerns stating, "AND [is] deeply embedded with the food industry, and often communicate[s] messaging that is industry friendly."[61] A 2011 survey found that 80% of Academy members are critical of the Academy's position. They believe that the Academy is endorsing corporate sponsors and their products when it allows their sponsorship.[62]
      In March 2015, Academy had endorsed Kraft Singles cheese product with the 'Kids Eat Right' label. Due to negative publicity,[63] they entered into negotiations with Kraft to cancel this endorsement.[64]
      The organization also publishes nutrition facts sheets for the general public, which food companies pay $20,000 to take part in writing the documents.[65] A list of these publications for the general public include:
      What's a Mom to Do: Healthy Eating Tips for Families sponsored by Wendy's.[66]
      Lamb: The Essence of Nutrient Rich Flavor sponsored by the Tri-Lamb Group.[67]
      Cocoa and Chocolate: Sweet News! sponsored by the Hershey Center for Health and Nutrition.[68]
      Eggs: A Good Choice for Moms-to-Be sponsored by the American Egg Board.[69]
      Adult Beverage Consumption: Making Responsible Drinking Choices sponsored by the Distilled Spirits Council.[70]
      This industry funding also gives food companies the ability to offer official educational seminars to teach dietitians how to advise their clients in a way that advances the interests of the food company. For instance, in a Coca-Cola sponsored seminar for dietitians, the speaker promoted free sugars consumption for children as a healthy choice.[71]

      Potrei continuare e rispondere su tutte le inesattezze da lei dette che rivelano la sua scarsa preparazione scientifica ma visto i presupposti non lo ritengo necessario, sappia che mischiare parti di nozioni scientifiche con teorie non basate su evidenze è un modo arcinoto di mistificare la verità.

      Eventualmente le posso risponderle punto su punto se vuole.

      Per chi non capisse l'iglese i 70.000 scienziati sono dei tecnici dietisti affiliati a questa Fondazione che fa attività di lobbying ed è sovvenzionata pesantemente da tutti i più grossi colossi dell'industria alimentare come McDonald, CocaCola, Mars ecc. ecc...

      Il vero tema è ridurre lo sfruttamento intensivo di TUTTE le risorse, compresi i suoli coltivati e strappati agli ecosistemi, compresi quelli coltivati con soia, riso, mais ecc.
      Non tanto per salvare il pianeta, il quale non ha bisogno di essere salvato, ma per evitare una estinzione di massa provocata dall'eccessivo impatto ambientale che ha troppo velocemente sconvolto gli equilibri ecologici.
      La questione è troppo complessa per essere analizzata in questa sede ma spero di avere fornito delle basi per una riflessione più profonda basata in primis sullo spirito critico e sul diffidare di soluzioni semplicistiche e monotematiche.

    11. Mechano 18 ottobre 2017

      Lei si è bevuto totalmente le sue capacità logico-deduttive con un unico articolo di critica verso alcuni membri della AND in odore di corruzione... Alcuni su 70.000.

      Inoltre la maggior parte dei membri della AND che è la più grande e più autorevole al mondo, appoggia un regime dietetico in base ai suoi vantaggi sulla salute. Cosa in contrasto con il sistema di Big Pharma che vorrebbe persone malate a vita e dipendenti da farmaci.

    12. Luca R 18 ottobre 2017

      Quelle che lei chiama trasmutazioni sono in realtà delle reazioni chimiche che fanno parte del metabolismo di ogni specie, nella parte anabolica del metabolismo esiste una via biosintetica che permette la trasformazione di carboidrati e lipidi in amminoacidi, eccezion fatta, nella specie umana, per i cosiddetti amminoacidi essenziali che devono necessariamente essere introdotti dall'esterno con la dieta..
      Queste reazioni avvengono per lo più nel fegato e non nell'intestino ma poco importa, il fatto è che il fegato umano o di un onnivoro in genere non è uguale a quello di un erbivoro ad esempio dell'elefante che diceva lei, quindi forzare il fegato a produrre amminoacidi da altre fonti porta uno stress di queste vie biosintetiche che alla lunga porta ad altri problemi epatici ma non solo.
      Inoltre c'è la questione degli amminoacidi essenziali che non si trovano così abbondanti nel regno vegetale e non possono essere sintetizzati ex-novo dal nostro organismo.
      Ci sono poi altri problemi per quanto riguarda gli elementi minerali che sono difficili da bilanciare in una alimentazione puramente vegetariana.
      Esempio esplicativo ma non l'unico potrebbe essere il Ferro, essenziale per la produzione di emoglobina che è una proteina contenuta nei globuli rossi che trasporta l'ossigeno nel sangue, ebbene l'assorbimento del Ferro contenuto nei vegetali è modesto (10-15%) perchè legato ad altre molecole che ne inibiscono l'assorbimento mentre è sensibilmente maggiore per il Ferro contenuto nella carne.
      Quindi una persona che soffre di Anemia avrà più difficoltà a controllarla con una dieta vegetariana che con una onnivora.
      Sicuramente è consigliabile un maggior consumo di frutta e verdura, minor consumo di carni rosse e un maggior consumo di pesce ma per una specie che si è evoluta in centinaia di migliaia di anni con un'alimentazione onnivora (i nostri denti lo testimoniano) è una forzatura eliminare ideologicamente una componente importante di apporto di nutrienti.

      Possiamo discutere sul modo di procurarseli questi alimenti, questo si, ma sul fatto che ne abbiamo bisogno nelle giuste quantità mi sentirei di escluderlo!

    13. ignorans 18 ottobre 2017

      Capisco il tuo punto di vista "scientifico". La mia esperienza mi dice, però, che posso sintetizzare i miei aminoacidi essenziali a partire da fonti vegetali, quindimi attendo a quella. E posso ottenere anche il ferro! Sempre per trasmutazione e sempre nell'intestino, che è il luogo dove si forma anche il sangue. Siamo dei laboratori chimici su due zampe.
      Di nuovo, io credo che il problema risieda nel fatto che la scienza trae le sue conclusioni da un'analisi corretta ma superficiale, basata su ricerche di laboratorio effettuate in particolare su soggetti carnivori o comunque che hanno una alimentazione convenzionale. La vita è difficile da catturare, è difficile vedere come si svolge il film. La scienza riesce a fare delle foto, ma riesce a vedere il film? Se io introduco nuovi comportamenti, nuove abitudini, cambia tutto. E il film va rivisto.

    14. Tip Tap 18 ottobre 2017

      Lascia perdere.... questi tra un po' diranno che possiamo far ricrescere gli arti come le lucertole se solo non mangiassimo carne.... Ops, le lucertole sono carnivore! aaaaaah!

    15. Luca R 18 ottobre 2017

      La fotografia è una rappresentazione oggettiva della realtà, quella che hai tu è più una rappresentazione creativa come può essere un dipinto per seguire la tua metafora.. ti faccio notare che un film non è che la sequenza veloce di tante fotografie. Attieniti pure a quello che vuoi, per carità, ci vediamo in ambulatorio tra qualche tempo quando ormai le tue convinzioni avranno prodotto effetti tali da non riuscire più a riportarti in uno stato di piena salute e così poi ti potrai lamentare della malasanità e delle industrie farmaceutiche che ti vendono i farmaci a un prezzo spropositato.
      Gli antichi dicevano che la virtù sta nel mezzo..
      stupidi questi antichi

    16. Luca R 18 ottobre 2017

      ma si è preso la briga di leggere quello che le ho risposto?
      The Academy of Nutrition and Dietetics has been criticized for its connections to the pharmaceutical industry
      ..è stata criticata per le sue connessioni all'industria farmaceutica.
      L'80% degli iscritti all'accademia sono critici con la politica dell'accademia stessa..
      SPONSORIZZAZIONI DA TUTTE LE PIU GRANDI INDUSTRIE ALIMENTARI
      COCA-COLA, MCDONALD ECC. ECC.
      La AND la più grande e auterevole del mondo?
      Secondo lei e i suoi accoliti forse!

      Faccia una cosa, si documenti sempre da più fonti e possibilmente tenga in maggior considerazione quelle che non prendono sponsorizzazioni da entità con conflitti di interessi.

    17. Deheb 18 ottobre 2017

      http://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2212267215002610
      REMOVED: Position of the Academy of Nutrition and Dietetics: Vegetarian Diets (May 2015)

      This article has been removed at the request of the Academy Positions Committee (APC) of the Academy of Nutrition and Dietetics. The APC became aware of inaccuracies and omissions in the position paper that could affect recommendations and conclusions within the paper. After further review, the APC decided it was appropriate to remove this paper for major revision.

    18. ignorans 18 ottobre 2017

      La foto è statica, il film è dinamico. Non ti preoccupare per me, so prendermi cura. Tu piuttosto, giovane dottore, ne vedrai delle belle!

    19. Luca R 18 ottobre 2017

      Bravo Deheb, che grandi fonti MR MECHANO! LOL
      Studi e si documenti meglio, io faccio altrettanto tutti i giorni.

    20. Deheb 18 ottobre 2017

      Non discuto sulle nuove frontiere della scienza e della medicina, ognuno è libero di credere a ciò che vuole.
      Beviti però un bicchiere di vino (alcool in genere) quando mangi, favorisce l'assorbimento del ferro (non eme).

    21. Deheb 18 ottobre 2017

      Non sei olistico,biodinamico e psico-qualcosa, purtroppo a medicina non c'è ancora questa materia. In bocca al lupo se sei quasi alla fine.

    22. ignorans 18 ottobre 2017

      Non è necessario l'alcool. Il ferro si può produrre nell'intestino a partire dal magnesio. Magnesio più ossigeno = ferro. Guardati i pesi atomici degli elementi, vedrai che torna.

    23. Mechano 18 ottobre 2017

      È stato rimosso quello del 2015 per la revisione di alcuni articoli e citazioni.
      Non quello del 2016 che è stato corretto.

      http://www.eatrightpro.org/~/media/eatrightpro%20files/practice/position%20and%20practice%20papers/position%20papers/vegetarian-diet.ashx

    24. Mechano 18 ottobre 2017

      La sostanza che facilita l'assorbimento del ferro non eme è l'acido L-ascorbico (vit. C). Specie il ferro dei legumi.
      Succo di limone nei piatti di legumi se è possibile o nell'acqua che si beve, o meglio spremuta d'arancia invece che vino o altre bevande; vicino subito dopo il pasto di legumi.

    25. Deheb 18 ottobre 2017

      Questa mi è piaciuta, la faccio vedere...

    26. Nat 18 ottobre 2017

      Qual'è la sostanza che facilita l'assorbimento della sviluppina?

    27. Deheb 18 ottobre 2017

      Vero, anche la vit. C è fattore stimolante l'assorbimento, come alcuni aminoacidi.
      Ma ci sono anche fattori inibenti (polifenoli, proteine della soia) e il vino rosso.

    28. Deheb 18 ottobre 2017

      Certo...eat right®...

      Visto che si parlava di Ferro, hai dato uno sguardo alle referenze?
      -Adaptation of iron absorption in men consuming diets with high or low iron bioavailability.
      -Association of serum ferritin and the development of metabolic syndrome in middle-aged Korean men: a 5-year follow-up study.

      Ho guardato solo queste e molto velocemente ma è bastato per un motivo: studi di questo tipo tendono ad avvalorare certe tesi.
      La prima citazione è del eat right, la seconda dallo studio sugli uomini coreani.

      "Lower serum ferritin levels may be an advantage because elevated serum ferritin levels have independently been associated with the risk of developing metabolic syndrome.18"

      "CONCLUSIONS: Elevated serum ferritin levels were independently associated with future development of MetS during the 5-year follow-up period."

    29. Luca R 18 ottobre 2017

      quasi quasi comincio a mangiare Afnio(72) che insieme all'azoto(7) mi farà defecare Oro(79)...
      :D Hai visto mai!?! LOL

    30. Gino2 20 ottobre 2017

      non si tratta solo di proteine. Non è che abbiamo bisogno di proteine animali per costruire il nostro corpo fatto di proteine animali. La famosa B12 è uno dei punti su cui si sollevano molte polemiche quando si parla di queste cose.
      In ogni caso ciò che c'è da contare è che per supplire alla mancanza dei nutrimenti derivati dalla carne, l'alimentazione deve essere particolarmente attenta. Non solo per le quantità (100gr di fagioli non sono 100gr di carne) ma per la varietà.
      Bisogna contare in più anche cosa si fa nella vita.
      Si adesso escono gli atleti vegani, ma se ti alzi la mattina e scarichi conteiner al porto sentirai fisicamente la differenza tra quando mangi carne e no.

      Senza intenzione, anni fa, facendo un lavoro abbastanza fisico per molte ore al giorno, nutrendomi come tutti nelle pause lavoro e con quello che puoi mettere nel frigorifero, a cena, la differenza di forza ed energia che mi sono accorto avere mangiando carne rossa rispetto a quando mangiavo verdure e cereali, era veramente abissale.

    1. fuffolo 17 ottobre 2017

      Relazioni tra alimentazione e LGBT?

    2. Primadellesabbie 17 ottobre 2017

      Fuff, a che ora i fuochi artificiali?

    3. fuffolo 17 ottobre 2017

      Sempre, anche ora, guarda in cielo e li vedrai a fianco dei veri

    4. Primadellesabbie 17 ottobre 2017

      É vero.

      Ieri, a 200 km da qui é passato un uragano, per mezza giornata le nuvole sembravano impazzite ed il sole emanava una molto insolita luce rossastra.

      Pare che questo uragano portasse con sé sabbie del deserto ed i fumi dei vasti incendi scoppiati in Portogallo e Spagna:

      http://www.bbc.co.uk/news/av/uk-england-birmingham-41643477/why-is-the-sun-red-bbc-weather-s-charlie-slater-explains

    5. ignorans 17 ottobre 2017

      ai LGBT piacciono i dolci. Se vuoi creare dei LGBT, dolci a volontà!

    6. fuffolo 17 ottobre 2017

      Un Sole così rosso avrebbe il mio scalpo, un corvo non so

    7. DesEsseintes 19 ottobre 2017

      Eh ma lui non va al cinema...

    1. Tiresia Branding 17 ottobre 2017

      non sopporto sti discorsi darwinisti-progressisti sul continuo evolvere positivo del pensiero umano: tutto ci dice che stiamo regredendo e non progredendo, ed a causa ed in nome del profitto elevato a valore. Una bella spolveratina di falsa e ipocrita etica e la "coscienza" è pulita. O per meglio dire, si può bluffare sul fatto di averne una
      http://thevision.com/scienza/vita-di-un-vegano-non-etica/
      un tempo l'uomo si adattava al luogo in cui viveva, armonizzandosi. Nutrendosi di ciò che era sostenibile al territorio che occupava, carneo, ittico, o vegetale che fosse. Questa era intelligenza, non la superficialità pecoreccia del cosiddetto "vegan" illuso di chissà quale inesistente superiorità morale. Un vegan si pone mai il problema del sovrasfruttamento della terra e delle popolazioni, della deforestazione, delle monocolture, dei concimi, di antiparassitari e anticrittogamici, del trasporto, del confezionamento, della distribuzione, dei rifiuti, degli sprechi, dell'inquinamento, dell'abuso delle risorse idriche, dell'indiretto nocumento alla fauna, dell'impatto ambientale e di tutto ciò che comporta soddisfare le sue fisime insane? Ovviamente no, chi si crede superiore è avulso all'utilizzo del cerebro. Vegani, fatevene una ragione: l'uomo si nutre di altra vita, o volete sostenere che quella vegetale ha meno dignità? Quindi o vi adattate alla legge di natura, oppure siate coerenti come Seneca e uccidetevi

    2. Primadellesabbie 17 ottobre 2017

      Se c'é evoluzione, anche l'involuzione agisce parallela, e ha mille volti.

    3. Tonguessy 17 ottobre 2017

      La parcellizzazione delle coscienze è esattamente ciò che denunci. La vera nutrizione alternativa è il breatharianism: si vive di sola aria. Peccato che ci siano così tante morti per fame nel mondo, breatharians falliti. Per il resto è il rispetto verso il cibo ciò che conta.

    4. Tiresia Branding 17 ottobre 2017

      perlappunto... il più evidente segno di involuzione culturale è la resezione dell'uomo dal suo rapportarsi sacrale con l'ambiente; e di conseguenza, anche con il cibo. Il sottoprodotto è la pedanteria farlocca dell'erudito, una forma di ignoranza estrema poiché incapace di riconoscersi come tale

    5. Mechano 17 ottobre 2017

      Si il vegan se lo pone il problema della sostenibilità del suo regime alimentare, e anche chi non è vegan e ha un minimo di conoscenze di teorie dei sistemi capisce che 7-8 miliardi di persone non potranno mai vivere in modo "sostenibile al territorio che occupava, carneo, ittico, o vegetale che sia" come scrivi tu.

      Il pianeta può ospitare 15 miliardi di vegetariani o 3-4 miliardi di onnivori. O si diventa tutti vegetariani o gli onnivori saranno costretti a sterilizzare, gasare, eliminare gli altri 4 miliardi che non potranno mai mangiare come lui.

      Fine del discorso. Non mangiare carne non è etico verso gli animali, è prima di tutto etico verso il pianeta e i propri simili.

    6. Gino2 17 ottobre 2017

      non mangiare carne non è etico. nn esageriamo.

    7. Holodoc 17 ottobre 2017

      Mi ricorda la barzelletta dove il contadino si lamenta con l'amico perché il suo asino è morto proprio quando era riuscito ad abituarlo a stare senza mangiare...

    8. Holodoc 17 ottobre 2017

      Arrivati a 15 miliardi di vegani bisogna comunque limitare le nascite, il tuo ragionamento quindi non è una soluzione al problema della presenza umana sulla Terra. Se pensi sia ingiusto ed inefficiente mangiare carne hai tutto il diritto di pensarlo, ma non stai salvando il mondo.

      Il mondo si può salvare solamente controllando la popolazione.

    9. ignorans 17 ottobre 2017

      Sei ingiusto perchè non è colpa dei vegani se l'uomo si è messo a trasportare e a vendere prodotti tropicali nelle zone temperate o fredde. Caffè, cacao, zucchero di canna, ananas, mango,...andrebbero consumati nei luoghi di origine, sono prodotti tropicali e per la legge di natura sono adatti a chi vive ai tropici.
      Perciò ormai "l'adattamento dell'uomo al luogo in cui viveva" non c'è più e questo è fonte di gravi malanni, tra l'altro. In più, le antiche tradizioni, avevano individuato i cereali come il miglior alimento, senza che nessuna scienza glielo dicesse, quindi avevano già la consapevolezza della qualità migliore del cibo vegetale.

    10. Holodoc 17 ottobre 2017

      Le popolazioni che vivevano soprattutto di cereali avevano gravi deficienze nutrizionali, non a caso prima della rivoluzione industriale l'altezza media della popolazione maschile era 1 metro e 50.
      Anche i cinesi, famosi per essere di bassa statura, adesso sono alti quanto noi da quando hanno abbandonato una dieta basata essenzialmente su i carboidrati.

    11. ignorans 17 ottobre 2017

      Quello che pensi sia un progresso è un regresso!

    12. Holodoc 17 ottobre 2017

      Essere alti 1m e 80 anziché 1 e 50, come erano i cacciatori paleolitici è un regresso? Questa me la spieghi!

    13. ignorans 17 ottobre 2017

      L'uomo piccolo è più concentrato, l'uomo alto è più espanso. È meglio essere concentrati, perché l'energia è più compressa e se ce n'è la necessità può facilmente attivarsi. Ciò che è espanso è, in un certo senso, più vuoto, ed essendo già espanso, non riesce ad espandersi ulteriormente.
      Pensa a Berlusconi, a Napoleone, i piccoletti hanno forza. Se devono raggiungere un obiettivo è più probabile che c'è la facciano.

    14. Holodoc 17 ottobre 2017

      Immagino tu sia alto 1m e 90...

    15. Annibale Manstretta 17 ottobre 2017

      Napoleone era 1,69, decisamente sopra la media francese (e non solo) dell'epoca. Sembrava un nano perché era circondato da quei marcantoni della Guardia imperiale.

    16. ignorans 17 ottobre 2017

      Giusto, il piccolo domina i grandi.

    17. Pyter 17 ottobre 2017

      Brunetta, Padoan, Rita Pavone...

    18. Annibale Manstretta 17 ottobre 2017

      Non mi sono spiegato, Napoleone l'era minga on nano, era sopra l'altezza media che era intorno al 1,64.

    19. RenatoT 17 ottobre 2017

      responsabile dell'allungamento è anche il latte, i giapponesi qualche decennio fa consideravano il latte una secrezione delle ghiandole mammarie del bovino. Da quando hanno introdotto il latte nella dieta, come si usa in occidente, è aumentata l'altezza media e le malattie collegate ad esso.

    20. Mechano 17 ottobre 2017

      È stato effetto dei fattori di crescita del latte di mucca. È stato introdotto il latte di mucca e sono cresciuti in altezza. Ma la crescita in altezza comporta anche problemi al sistema osseo e scheletrico.

      Ah, dall'introduzione dei latticini in oriente la diretta conseguenza è stato anche l'aumento di tumori al seno delle donne, una cosa che in quei luoghi aveva incidenza bassissima.

      Concordo che aumentare in altezza non è necessariamente un vantaggio...

    21. Mechano 17 ottobre 2017

      Il mondo, la popolazione ecc. Si salvano da soli, sono sistemi che in natura si regolerebbero.
      È artificialmente indotta la mortalità nei paesi poveri, dallo sfruttamento economico.
      E dove la mortalità è alta la fertilità aumenta.

    22. Tizio.8020 18 ottobre 2017

      Concordo, ma capisci pure tu che diventa difficile andare sei volte al giorno ai tropici per pigliarsi un caffè...

    23. Tizio.8020 18 ottobre 2017

      E soprattutto, tutti quelli nati prima della Rivoluzione Industriale, sono morti!

    24. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      Aveva le gambe corte, tanto che dovevano procurargli cavalli piccoli e magri, altrimenti non riusciva a stare in sella.

      Quando degli ignari rappresentanti di una città gli regalarono un lipizzano dalla schiena possente ci fu un imbarazzo memorabile.

    25. ignorans 18 ottobre 2017

      ;)

    26. Mechano 18 ottobre 2017

      Il caffè d'orzo e la cicoria... Si bevevano queste prima del caffè importato.

    27. Holodoc 18 ottobre 2017

      Chiedi ad un africano cosa mangerebbe se fosse ricco... e non credo che risponderebbe zuppa di miglio!

    28. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      I poveri che si affrancano dalla povertà detestano fino a dimenticarli i cibi che ricordano loro la miseria.

      E per l'indagine non occorre andare in Africa, basta guardarsi intorno con un poca di attenzione.

    29. Mechano 18 ottobre 2017

      Cosa ti fa credere che molti africani non siano ricchi?
      Hanno piante da frutto, villaggi pieni di vita e relazioni sociali armoniche, il sole, la pioggia e la natura che provvede per loro. A 75 anni riescono ancora a correre coi giovani per andare a caccia o alla ricerca di vegetali da raccogliere. Oppure riescono ancora ad arrampicarsi su un albero di papaya per staccarne una e mangiarla. E magari la sera li aspettano pure le donne per una trombatina.

      Cosa ti fa credere che queste persone siano da considerarsi povere?

      Io ho avuto una compagna ghanese per 12 anni, e molti dei suoi paesani sono venuti qua alla ricerca di quella ricchezza di cui parli. Fanno tutti lo stesso percorso, si fanno sfruttare in Italia per accedere all'occidente ricco e dopo poco provano ad andarsene in UK, USA, Francia, e nord Europa o Canada.
      Per poi fare cosa? Lavorare tutta la vita sfruttati per acquistare un po' di merda elettronica e passare i week end nei centri commerciali?

      Chi è più fragile psicologicamente si suicida o finisce sotto cure psichiatriche. O se ne torna al suo paese.
      La sentivo dire spesso, "ti ricordi quel tizio che era a quella festa? È diventato matto e si è tolto la vita buttandosi sotto un treno e l'altra tizia bevendo candeggina".

      Hai un concetto molto antiquato di ricchezza tutto legato al possesso di denaro.
      Quando oggi dalle scienze psicologiche e psicodinamiche si sa che la felicità proviene dalla capacità di avere e mantenere relazioni umane armoniche coi propri simili.

      Senza parlare dell'ignoranza sulle tradizioni e l'alimentazione degli africani. Che mangiano proteine animali solo in aree desertiche. E solo quello che riesco a cacciare.
      Vuoi provarci tu ad azzannare coi denti un bufalo d'acqua o provare a trafiggerlo con un bastoncino appuntito?
      Molto meglio arrampicarsi su alberi di papaya e raccoglierne una...

    30. Tizio.8020 18 ottobre 2017

      Hai ragione, io la butto sul ridere, ma sono ben consapevole del problema.
      Anni fa, in una ndi quelle inchieste stupende che trasmettevano le TV nazionali, si parlò di prodotti tropicali (appunto cacao, caffè, etc.) e loro costi, paragonando il costo finale (cioè quanto paghi tu il caffè e la tavoletta) con quanto resta in mano a chi fisicamente li produce.
      Esordivano mostrandoti una tavoletta di cioccolato fondente da 100 g, la classica che puoi torvare ovunque, affiancata alla classicà tazzina di caffè espresso, come puoi trovare in qualunque bar.
      All'epoca un caffè costava circa 1200 £, una tavoletta da discount sulle 700 £.
      Ad inizio puntata, ti dicevano questi prezzi, e dovevi immaginare "quanto" sarebbe costato a te pagare esattamente il doppio al produttore.
      Ti veniva posta la domanda ad inizio puntata, prima di mostrarti la vita di m. che facevano, per darti il tempo di metabolizzare la cosa.
      Visto cosa e come dovevano farlo, tu immaginavi che , dando a loro IL DOPPIO; il caffè ti sarebbe costato, come minimo, 1600-1700 £, e la tavoletta almeno 1000 £ !
      E vabbè, pensavi, fanno una vita assurda, per pochi spicci, se gliene diamo il doppio...

      Poi, alla fine della puntata, il colpo di scena.
      Immaginando di pagare al produttore il doppio, fermo restando tutti gli altri costi, avremmo pagato il caffè 1350 £, e la tavoletta circa 800 £ !!!
      Assurdo: loro avrebbero potuto vivere molto meglio, aumentando il costo del prodotto finito di circa il 12-15% .

    1. televisione falsa 17 ottobre 2017

      ......e poi gli fanno punture di ormoni per farli crescere in fretta

    1. clausneghe 17 ottobre 2017

      Le scelte morali...
      Io per es. ho smesso da tempo di mangiare carne, ma i miei dodici gatti e la mia pastora maremmana non ne vogliono sapere, di smetterla.
      Che fare? Intanto continuiamo io e mia moglie, a spendere i pochissimi soldi che abbiamo in scatolette croccantini e ossa, tutto rigorosamente vivente, un tempo.
      Quindi al momento non resta che uccidere animali per nutrirne altri, come i cani e i gatti.

    2. Pedro 17 ottobre 2017

      L`unico commento che mi ha fatto riflettere per il momento è il tuo. Ti stimo. Grazie

    3. ndr60 17 ottobre 2017

      Si potrebbe risolvere il problema in modo elegante, i cinesi lo fanno da secoli.

    4. Tonki 17 ottobre 2017

      E infatti è ipocrita essere vegan o vegetariano per ragioni etiche ( e non salutari o di gusto ), e poi tenere animali che non riescono a sopravvivere da soli, e necessitano di "croccantini". Non te ne avere a male.

    5. Tonki 17 ottobre 2017

      Hai riflettuto male però. Gli animali da compagnia a ben pensarci sono un aberrazione, hanno un impatto ambientale del tutto superfluo e non hanno alcuna ragione di esistere. Simpatico poi che i vegani abbiano come animali da compagnia dei carnivori incapaci di procurarsi il cibo da soli.

    6. clausneghe 17 ottobre 2017

      Per me aberranti sono certe persone, tipo Renzi o la Lorenzin, per dire.
      Le peggiori bestie hanno due gambe.

    7. clausneghe 17 ottobre 2017

      Ora non li mangiano più nemmeno loro, Xi glie lo ha proibito.

    8. Tonki 17 ottobre 2017

      E' vero, ma c'entra poco.

    9. clausneghe 17 ottobre 2017

      Grazie a te.

    10. Tizio.8020 18 ottobre 2017

      Più che altro, li han finiti: se sò magnati tutto!!!!

    11. ndr60 18 ottobre 2017

      Non lo sapevo, allora rimane una sola alternativa, per i cinesi e per noi: mangiare vermi e bacherozzi.

    1. Roberto 17 ottobre 2017

      Una mucca o una pecora morte che giacciono in un pascolo sono considerate carogne. La stessa carcassa, trattata e
      appesa a un chiodo in macelleria, passa per cibo!
      - J.H. Kellogg

    2. Tonguessy 17 ottobre 2017

      Ottimo esempio; il tizio citato, da bravo puritano, "era infatti un sostenitore dell'astinenza sessuale e seguiva i precetti di Sylvester Graham che riteneva che i cibi dolci o piccanti potessero aumentare le passioni, mentre i corn flakes avrebbero avuto un effetto anti-afrodisiaco."

      Un animale morto sarebbe una carogna ed uomo senza passioni cosa sarebbe?

    3. Gino2 17 ottobre 2017

      ahahahahahhaahahhahaha. ma quante "vaccate".

    4. RenatoT 17 ottobre 2017

      Colui che ha fatto diventare i cereali un pasto sano e genuino... causa di tutti i problemi cardiaci, cancro e tutto le altre patologie che ci sono prima di arrivare alla fine. Cereali che erano impossibili da consumare, se non per gli uccelli, senza trattamenti e cottura, quindi mai usati nei milioni di anni di evoluzione dell'umanitá a differenza della carne.

    5. Riccardo 19 ottobre 2017

      Un commento che invita a riflettere, sarà che ho sempre vissuto in campagna e provengo, in parte, da una famiglia contadina e so bene quali e soprattutto quanti trattamenti subiscono cereali come mais, frumento o orzo per non parlare di altri prodotti come cipolle o pomodori (sapete che spesso per accelerare la maturazione del pomodoro da conserva lo si diserba facendo morire la pianta?). Fra poco, dalle mie parti, I contadini cominceranno la semina del frumento, ad inizio primavera si inizieranno i primi trattamenti che continueranno fino a maggio inoltrato quando la radice morirà e la spiga inizierà a seccare inondando le nostre tavole con prodotti deleteri. Il problema non è la carne o il cereale ma ciò che esso subisce durante la sua lavorazione/alterazione in nome del profitto.

    1. Roberto 17 ottobre 2017

      Le stime del centro di controllo delle malattie parlano di
      più di due milioni di persone che si ammalano a causa di batteri resistenti, ogni anno, e di 23.000 di
      vittime. Numerosi studi di questo tipo sono stati effettuati dall’OMS (Organizzazione Mondiale della
      Sanità); i ricercatori spiegano come circa la metà di tutti i prodotti carnei venduti negli Stati Uniti
      siano contaminati da un tipo di batterio, chiamato Staphylococcus aureus, che risulta tra le maggiori
      cause di infezioni nel mondo. Chi consuma carne ha il 40% di possibilità in più di sviluppare tumori,
      superiore quindi anche all’uso di tabacco.

    2. Mechano 17 ottobre 2017

      Mettici che 2 anni fa la OMS ha dichiarato le carni lavorate cancerogene al pari delle sigarette.
      E tra le lavorate ci sono tutti i salumi che gli italiani amano comprare specie in vaschetta, dove prima di confezionarli gli viene fatta una pompatina di nitriti e nitrati.

    1. Roberto 17 ottobre 2017

      L'uso di antibiotici nell'industria della carne e del pollame è salito alle stelle negli ultimi dieci anni;
      oltre 11.000 tonnellate sono stati venduti per un uso zootecnico negli Stati Uniti nel 2011, pari al 73
      % di tutti gli antibiotici venduti in America vanno quindi alla produzione di carne.

    2. televisione falsa 17 ottobre 2017

      quindi ci mangiamo carne di animali non sani

    3. Mechano 17 ottobre 2017

      Hai provato a farti il brodo di pollo quando hai l'influenza e non prendere nessun altro tipo di farmaco?
      Non ti serve perché tutto il farmaco è finito dalla carne nel brodo...

      Ci hai mai provato a portare ad analizzare in laboratorio un brodo fatto con quel pollo economico del supermercato?

      Io in passato ho lavorato per un'azienda che faceva software per i servizi veterinari delle ASL, e vedevo il loro lavoro e cosa scoprivano sul cibo e l'allevamento.
      La mia scelta vegana viene anche da quello che scoprii allora...

    4. televisione falsa 17 ottobre 2017

      Non prendo farmaci da 10 anni , quando mi viene la febbre vado a correre e mi passa tutto senza farmaci , so benissimo che la carne d'allevamento che si mangia fa schifo, la mangio solo una volta la settimana ma chissà forse diventerò vegetariano

    1. Roberto 17 ottobre 2017

      una soluzione sarebbe mangiarne meno... e magari più buona.

    1. Tonguessy 17 ottobre 2017

      "Quale pazzia odierna farà ribrezzo ai nostri discendenti?"
      Articoli come questo, almeno spero.

    2. Mechano 17 ottobre 2017

      Fai parte anche tu come Nathan dei tossicodipendenti da aminoacidi carnei?

    3. Tonguessy 17 ottobre 2017

      Parliamoci chiaro: io non ti ho offeso, non ti ho catalogato come affetto da qualche forma di tossicodipendenza. Magari lo penso, ma non lo scrivo. Capisci la differenza?

    4. Mechano 17 ottobre 2017

      No il mio discorso è molto più complesso.

      Il cibo causa dipendenza. E se tieni conto che nello stomaco ci sono prolungamenti del sistema nervoso periferico, capisci che l'uomo col cibo ha una relazione molto stretta.

      La prima è di tipo affettivo. È la mamma che da piccolo ti premia con il dolcetto o qualche cibo buono. Ed oggi ti premia con il cioccolato Kinder, e ti da i bastoncini di merluzzo. Ti fa l'hamburger del supermercato, e ti porta al Mc Donalds.
      Ci si affeziona ad alcuni tipi di cibo per ovvi motivi affettivi.

      A questo devi aggiungere che sale e zucchero danno dipendenza. Ma lo danno anche gli aminoacidi della carne e altre sostanze contenute in ciò che mangiamo.
      Inoltre la cottura arrosto produce idrocarburi policiclici aromatici cancerogeni e tossici. Intossicano per accumulo, e il sistema immunitario si riconfigura per smaltirli. Se li togli repentinamente, hai la crisi d'astinenza tipica di tutti i tossicodipendenti.

      Abbandonare l'alimentazione carnea per molte persone è impossibile perché gli provoca sofferenza psicologica che si traduce quasi subito in fisica, per motivi psicosomatici.

      La maggior parte degli onnivori sono intossicati, e comunque sono dipendenti da ciò che mangiano.
      Per questo è così difficile per loro accettare di cambiare alimentazione.
      E ne consegue tutto lo sbeffeggiare vegani e articoli pro-veganismo.

    5. Tonguessy 17 ottobre 2017

      No, il discorso è molto semplice: tu hai il dovere di rispettare chi la pensa diversamente da te. Io mi voglio avvelenare con i cibi che mi piacciono e tu puoi fare lo stesso per quello che mi riguarda. Qui finisce la storia. Tossicopendente lo puoi tranquillamente dire ai tuoi parenti e amici.

    6. Mechano 17 ottobre 2017

      No il discorso non è più molto semplice nel momento in cui il tuo avvelenamento insieme a milioni di tuoi simili avvelena la mia aria e la mia acqua.
      Avvelena i miei figli, e le mie piante. Causa sfruttamento della gente, del terreno, degli animali.

      È di questo che parla l'articolo. Per cui mi permetto di giudicarti, nella misura in cui capisco che per fare 100gr della tua carne ci vogliono 10kg di cereali che potrebbero dare da mangiare ad un'intera famiglia per una settimana.

      Mi permetto quando vedo le statistiche fatte con la matematica dei grandi sistemi che dicono che 3-4 miliardi di persone che vogliono mangiare carne saranno costretti ad eliminarne altri 7 miliardi che non potranno, perché questo pianeta può ospitare solo 3-4 miliardi di onnivori, quando invece potrebbe ospitare 15 miliardi di vegetariani.

      Io non faccio discorsi etici, faccio discorsi scientifici, parlo con le nozioni della psicologia, delle neuroscienze, dell'ingegneria, della matematica statistica.
      Non parlo come fai tu con la pancia e i nervi collegati ai villi intestinali che vogliono mangiare carne morta perché solo questo mi da soddisfazione.

      Quindi fai a meno di indisporti, e fare finta di non voler capire che mangiare carne non è sostenibile, e quindi non puoi chiedere di essere lasciato in pace.

      Sei stato obbligato a fare la raccolta differenziata per non inondare di rifiuti il pianeta?
      Che ti piaccia o no sarai costretto ad abbandonare la bistecca quando non sarà più sostenibile produrla.

    7. Tonguessy 17 ottobre 2017

      Lo sapevo che finivi a farti scudo di una presunta scienza per difendere la tua superiorità e denigrare l'altrui inferiorità dettata da evidente tossicodipendenza. Ma con me non funziona. Ricordati questo: La scienza non è neutra. E' funzionale al sistema. Tutti gli scienziati si fanno scudo con la scienza, anche quando uccidono. Sai quanti morti fa la malasanità? Eppure sono tutti ancora lì, che cantano le loro litanie scientifiche su come guarire l'umanità. Proprio come stai facendo tu. Ma che te lo dico a fare? Tanto sai già tutto. Anzi di più.

    8. Mechano 17 ottobre 2017

      Quindi continui a confermare la mia tesi sulla tua dipendenza dalla dieta carnea?

      Adesso arrivi pure a negare la scienza e per l'esattezza la matematica della statistica e l'evidenza che per 100gr di muscolo bovino ci vogliono 10kg di cereali.

      Per ora nel pianeta ci si ammazza per il potere, il denaro, le risorse come il petrolio e i minerali.
      Ma già si inizia ad uccidere per il cibo.

      Quanto tempo ti ci vorrà a capire che la consapevolezza della violenza dell'uomo contro l'animale e dell'uomo contro l'uomo passa anche per il cibo?

      Sei stato disposto a rinunciare al carburatore per l'iniezione, e presto dovrai rinunciare al motore endotermico per quello elettrico.
      Ma la maggior quantità di inquinamento proviene dal cibo.
      Perché il cibo è così difficile da trattare come argomento per persone come te?

    9. Holodoc 17 ottobre 2017

      Scusa Mechano, ma aldilà della questione carne, è lapalissiano che "il cibo crei dipendenza", altrimenti smetteremmo di mangiare e moriremmo!
      Lo stesso si può dire del sesso... si può imparare a farne a meno, certo, ma poi si ha l'effetto collaterale che si chiama estinzione.

      Tutti abbiamo dipendenza per i cibi della nostra infanzia, tutti ci giriamo quando passa un bel fondoschiena... è la natura umana, baby!
      Forse in futuro mangeremo tutti pastoni vegani e ci riprodurremo in vitro... ma saremo ancora umani?

    10. Mechano 17 ottobre 2017

      L'ultimo passo dell'evoluzione umana forse sarà il breatharianismo o la capacità di assumere energia direttamente dal sole.

      È da lì che arriva l'energia che le piante accumulano in forma biochimica, e ci mettono a disposizione fin da quando esistiamo.

      Mangiare un animale che a sua volta ha mangiato un vegetale, è innanzitutto uno spreco, se parliamo scientificamente.
      Ed è solo un piacere macabro di chi ha questa abitudine e non si pone problemi etici.

      Come ho scritto per 100gr di muscolo servono 10kg di cereali, tolto ciò che brucia l'animale per vivere il resto diventa scarto sotto forma di escrementi, fluidi e gas.
      100gr un solo pasto di carne, 10kg di cereali e legumi una persona riesce a farseli bastare per quasi un mese, una settimana una famiglia di 4 persone.

      Non discuto in maniera asettica, ma ponendomi il problema di come sfamare 10/15 miliardi di persone.
      Tra i cibi per vegani ci sono un sacco di trasformazioni che non fanno mancare i cibi di origine animale, e non sono per niente male, solo sono leggermente diversi.
      È solo questione di abitudine.

      Tu vuoi parlare di etica e sopravvivenza, diritti umani, amore e tolleranza con chi ha già abitudini che non permetteranno una civile convivenza tra tutti i popoli?

      A parole sono tutti bravi. Ma nel momenti in cui vuoi togliere il SUV, le abitudini alimentari ed i prodotti inquinanti a milioni di occidentali fine dell'etica e del buon senso.

      Negli anni '90 c'erano pazzi che giravano università a parlare a porte chiuse e vietando filmati e registrazioni, su come ridurre o fermare la crescita della popolazione mondiale.
      Oggi queste persone ne parlano apertamente e sono pure consiglieri di presidenti come alla Casa Bianca.
      Beh tra le varie ipotesi che propongono c'è sempre e solo genocidio o sterilizzazione.
      Ma mai si sono posti la possibilità di ritorno all'essenza umana, cioè di una creatura che è felice con poco, gli basta l'amore e il calore umano, da quando nasce dai suoi genitori fino a quando muore tra i suoi simili.

      Non ci sono cibi sofisticati e consumo di oggetti inutili tra i desideri primari. Sono solo cose indotte artificialmente.
      Ma nessuno vuole mettere in discussione queste cose!

      A me non importa del benessere degli animali, in Africa ogni giorno ne muoiono a milioni, se ci mettiamo anche gli insetti siamo a miliardi di miliardi... È nella morte il significato della vita.

      Ma cagionarla a miliardi di animali e poi anche a miliardi di simili, è un'ingiustizia, perché ognuno di loro ha il diritto di vivere secondo la propria natura e l'esperienza che questa vita gli ha riservato, sia che si tratti di una vita lunga e felice, che di una morte orribile mangiati da un predatore.
      Ma cagionare deliberatamente sofferenze e una morte orribile, non è cosa che spiritualmente è stata previsto per ogni creatura.
      Soprattutto se hai intelligenza e conoscenze scientifiche che ti permettono di evitarlo.

      Ed oggi sul cibo si sa quanto basta per smettere di sfruttare il mondo animale, pur rimanendo umani, necessitando di cibo, ed essendo abbastanza sofisticati da non accontentarci di una patata bollita.

      In tutto il mondo e nella storia ci sono state persone con elevato livello di consapevolezza, e per tutti il vegetarianismo fu una scelta normale.

      Per me è stato facile da meridionale ed abituato a centinaia di piatti di verdure buonissime, abbandonare la carne.
      Mia madre siciliana mi ha tramandato decine di ricette solo per melanzane e carciofi. Figurati per tutto quello che offre una regione come la Sicilia.

      Mi rendo conto che ovunque vi sia vuoto culturale ed esistenziale, non ci si riesca ad immaginare alternative.

    11. Glock 17 ottobre 2017

      Ho sempre odiato la carne. Non perché mi facciano pena gli animali, a dir la verità non ci pensavo, da bambino. E anche 'sta storia dell'ambiente mi lascia freddino. Semplicemente la carne non mi piace, amen. Il pesce un po' sì, ma neanche quello mi fa impazzire. Quando ero piccolo i miei genitori erano preoccupatissimi, hanno cercato di farmi mangiare carne in tutti i modi, con le buone e con le cattive. Quando sono andato ad abitare per conto mio è stata una liberazione: basta con questa tortura della carne! Ho assaggiato una sola volta un panino di McDonald in tutta la mia vita. Anche la carne genuina mi fa altrettanto schifo, però. Sopporto, a volte, gli hot dog, perchè è carne mascherata: l'affumicato maschera il sapore della carne, l'aspetto è molto lontano da quello di un brandello di tessuto animale. Credo sia per quello che mi piacciono un po' (non che mi facciano impazzire, mi piacciono un po'). Neanche i formaggi mi piacciono e neppure il miele, perchè "mi sa di api" e ho la fobia degli insetti. Fra le altre cose, ho notato che i bambini non è che vadano pazzi per la carne, in genere è un cibo che si scopre più avanti, come in una sorta di epifania culturale.
      Ecco, con me questa cosa della tossicodipendenza da carne non ha funzionato. Strano, eh? E pensa che, invece, le droghe mi piacevano da matti, da giovane, per cui non è che io sia invulnerabile alle dipendenze, anzi!
      Scherzi a parte, io credo che il rapporto con il cibo sia un fatto essenzialmente culturale. Noi "impariamo" a mangiare, esattamente come impariamo a leggere e a scrivere. E attraverso il cibo esprimiamo noi stessi, proprio come quando scriviamo e leggiamo. Non so se sia giusto o sbagliato mangiare carne, so solo che a me non piace e non la mangio. Da non-mangiatore di carne, però, tutta questa acrimonia dei vegani nei confronti dei carnivori mi puzza. Un po' come gli ex fumatori che captano anche la più piccola traccia di fumo nell'aria e si scagliano come iene contro le vittime del loro stesso vizio. Certe prese di posizione radicali mi fanno pensare più alla rabbia che a una sincera preoccupazione per l'ambiente e per la salute dei propri simili. Inoltre statistica e matematica non rivelano tutta la realtà. E' vero che per ottenere 100gr di carne ci vogliono 10kg di cereali, ma è anche vero che le colture di soia, per esempio, hanno un impatto non trascurabile sulla biodiversità, così come non è proprio vero che i motosi elettrici non inquinano e non consumano risorse non rinnovabili . Insomma, il mondo è estremamente complesso e interconnesso, e non bisogna illudersi di aver trovato il trucchetto che ci permette di comprenderlo. Se chiudi una porta, apri un portone. E viceversa. Bisogna andarci piano.

    12. stefano passa 17 ottobre 2017

      vediamo, perciò lei usa solo prodotti rigorosamente biologici, ha la casa energeticamente autonoma, non usa l'auto, non usa aerei , non usa materiali plastici, si lava solo con sapone di marsiglia ecc ecc ,
      altrimenti anche lei inquina la mia aria e la mia acqua

    13. Tonguessy 17 ottobre 2017

      Massimo rispetto per chi non consuma carne. Spesso invito a cena amici vegetariani e non serve farli sentire in imbarazzo con pietanze a base di carne. Il problema è che questo sentimento (almeno qui su CDC) non è reciproco. Chi mangia altro troppo spesso si mette sul piedistallo e sputa sentenze come meglio gli piace su chi mangia diverso.

    14. Mechano 17 ottobre 2017

      Mio figlio di 4 anni quando gli viene proposta carne dice "non la voglio perché io voglio bene agli animali".

      Per lui è stato qualcosa di naturale e legato intimamente alla sua natura di bambino e quindi essere amorevole per eccellenza.

      Sono d'accordo sul fatto che impariamo a mangiare, come si imparano altre cose. E oggi veniamo indottrinati al consumo di cibo industriale esattamente come per le altre cose.

      Il leone non si ammala se mangia solo carne, la gazzella non si ammala se mangia solo erba.

      Però l'uomo si ammala se mangia solo carne che deve necessariamente cuocere.
      E si cura se mangia solo vegetali frutti in particolare, ortaggi, e vegetali a foglia verde, e possibilmente crudi.
      Evidentemente la carne non è il suo cibo di elezione.
      Ma per qualche motivo qualcuno gli ha insegnato a mangiarla e prediligerla.

      I vegani per moda, e quelli che vogliono rendere vegano il proprio cane e il gatto li considero persone malate.
      La sofferenza e la morte sono cose che hanno sempre fatto parte del creato, e danno significato alla vita stessa.
      Motivo per cui credo che anche un animale abbia diritto a morire dignitosamente, che si tratti della gazzella mangiata dal leone, o del leone che muore di fame con emorragie allo stomaco perché non è riuscito ad acchiappare nessuna gazzella.

      Ed ovviamente il bovino, il suino, l'ovicaprino, il volatile, e tutte le specie che ci mangiamo solo per sfizio e gusto.

    15. Tonguessy 17 ottobre 2017

      Quindi continuo a confermare che dall'alto del tuo scranno sputi inutili sentenze, atteggiamenti tipico della setta dei vegani. E che tu continui a negare le evidenze che meno ti piacciono. Come il fatto che è stata la scienza a generare la prima bomba atomica (Hiroshima) e poi a continuare per quella bella strada con Chernobyl prima e Fukushima dopo. E non hai risposto riguardo alle statistiche di morti per malasanità: ti brucia così tanto rispondere riguardo a questa scienza?

    16. Mechano 17 ottobre 2017

      O sono gli onnivori a sentirsi inferiori e quindi giudicati, per cui mettono in atto i classici meccanismi di difesa che si studiano al primo anno di psicologia?

    17. Nat 17 ottobre 2017

      Mechano ha detto: "Non discuto in maniera asettica, ma ponendomi il problema di come sfamare 10/15 miliardi di persone."

      E se contemporaneamente ci ponessimo il problema di come ridurre progressivamente la popolazione a 2/3 miliardi?

    18. Huber 17 ottobre 2017

      Gli anziani dicono che prima a 40 anni ti buttavano a mare ...

    19. Mechano 17 ottobre 2017

      La scienza è come tutti gli strumenti che ha inventato l'uomo, ne puoi fare uso buono ed uso cattivo.
      Quelli che hai elencato sono usi cattivi.

      Tu stai annoverando tra gli usi cattivi anche il volerti togliere l'oggetto della tua dipendenza... La tua bistecchina quotidiana.
      Ma che cattivi questi medici oncologi e nutrizionisti. Cattivi i matematici e gli esperti di statistica e di teorie dei grandi sistemi.
      Proprio cattivi!

    20. Mechano 17 ottobre 2017

      Guarda mi viene a noia quando arriva il cretino che svia il discorso per fare apparire non puro, pulito, cristallino come non lo è lui ovviamente.
      Allora dici che se riesci a dimostrare che in fondo una macchina ce l'ho anch'io allora anche tutto il resto è da buttare.

      Il mio discorso è chiaro e semplice. Se hai un'etica, empatia verso i tuoi simili e verso gli animali e compassione nel significato buddista di questo termine, non ha senso continuare a mangiare carne.

      Se nonostante ci si renda conto del dolore che si infligge agli animali e all'ambiente, di quello che si infligge a se stessi con i problemi di salute, ci si ostina a voler continuare così, o si è stupidi o ci sono problemi di dipendenza da quella determinata alimentazione.

      La scienza si è espressa ed ha detto che la carne non serve, ed è danno. Ha anche detto che le diete vegane sono valide per ogni categoria di persona.
      Non ha alcune senso voler allevare ed ammazzare animali per il gusto di mangiarli.
      Come non ha senso l'allevamento intensivo e la distruzione dell'ambiente per dargli da mangiare a questi animali.

    21. Mechano 17 ottobre 2017

      Vuoi proporre anche tu gasature, campi di sterminio, sterilizzazione di massa, e altri metodi divertenti?

      Tutte le volte che mi sono confrontato con persone che si ponevano questo problema al limite dell'ossessione, parlando ho poi scoperto che avevano un qualche problema nelle relazioni umane. Erano o depressi, o disturbo antisociale, o sociopatici, o agorafobici.

      Una volta ero ad un grande mercato rionale nella mia città pieno di gente con molti stranieri, con una ragazza affetta da disturbo borderline. Le prese il panico, aveva paura e tratteneva il fiato in mezzo a tanta gente e molti anche stranieri.

      Ti pensi che dare la possibilità di uccidere 4 miliardi di persone ad uno psicotico con problemi nelle relazioni umane col diverso e lo straniero sia una cosa buona?

    22. stefano passa 17 ottobre 2017

      e no non funziona cosi... lei ha accusato una persona di inquinare le sue acque e la sua aria, ora mi aspetto che chi fa certe accuse, abbia un comportamento che non inquini le acque e l'aria altrui,
      lei ha un comportamento del genere???
      le rammento che i prodotti vegetali inquinano quanto i prodotti animali,
      vediamo se riesce a smentirmi....

    23. Mechano 18 ottobre 2017

      Ovunque vengo a conoscenza di implicazioni ambientali non sostenibili dei miei comportamenti io li cesso o li riduco all'indispensabile.

    24. stefano passa 18 ottobre 2017

      bene cominci a non usare internet, il quale consuma energia generata da combustibili fossili....

    25. DesEsseintes 18 ottobre 2017

      comunque è vero che il cibo provoca dipendenza
      io per esempio dopo un po' che ho smesso di mangiare sento il desiderio di mangiare di nuovo

    26. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      Gli uccelli da preda sono in grado di dirigere la digestione. Quando sentono che ci sarà maltempo e che quindi non potranno cacciare efficacemente, sono in grado di trattenere nello stomaco alcune parti del cibo ingerito, quelle che verranno poi espulse nel bolo, anche per giorni, in modo da lenire i morsi della fame.

      Vedi se l'informazione può aiutarti.

    27. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      L'agricoltura, ad esempio, ha implicazioni ambientali, non é sostenibile.

      Obbliga alla difesa della proprietà, quindi armati per difenderla, o leggi, polizie, giudici, prigioni, ecc,
      Poi un'organizzazione gerarchica per costringere gli ultimi della fila a lavorarla.
      Poi serve una religione per stabilizzare la catena gerarchica.
      Tutto questo richiede una struttura come lo Stato, quindi esercito, politica, demagogia, ecc. ecc.

      I pellerossa, tranne quelli più meridionali, corrotti dal neolitico, praticavano un modello di vita sostenibile.

    28. DesEsseintes 18 ottobre 2017

      Stavo pensando proprio la stessa cosa in questi giorni.
      Sono un sostenitore dell'idea che gli animali non sono esseri inferiori e che anzi per alcuni versi la nostra razionalità comporti una diminutio delle nostre facoltà. In qualche modo ne è anche l'unico rimedio se consideriamo che rispetto a un animale medio del nostro peso siamo molto più deboli e lenti.
      Ma è la questione di cui parli che mi interessa.

      Per esempio come si sa i gatti nonostante siano carnivori sono erboristi e già questo dovrebbe far riflettere sul fatto che la capacità di capire le proprietà di una pianta possono essere anche non logico deduttive.
      Se poi si dice che ci arrivano per "istinto innato" le implicazioni diventano ancora più complesse.
      Comunque sia un animale evidentemente riconosce dall'odore alcune proprietà di un vegetale (chimiche...o mediche...leggera differenza, forse...) ed è una cosa notevole.

      La cosa che mi ha colpito di più però sono gli scimpanzé alle prese con i parassiti intestinali.
      Si era osservato nel 1938 che quando sono malati mangiano diverse varietà di una pianta che si chiama Aspilia, alcune di queste varietà la mattina, lentamente, da soli e senza masticare.
      Si era verificato che questo migliorava la loro condizione ma solo nel 1996 si è capito che le foglie di quella pianta hanno numerose asperità simili a piccoli gancetti che raccolgono i parassiti "spazzando" le pareti intestinali.

      Questo si spiega solo in una maniera: gli scimpanzé "percepiscono" il passaggio del cibo nell'intestino trasportato dai movimento peristaltici e si ricordano quale può essere il cibo che dà una particolare sensazione.
      Per noi incapaci a farlo era talmente al di fuori dei nostri schemi che ci sono voluti una sessantina di anni per comprenderlo.

      Ci hanno imposto e con severità l'uso della razionalità come qualità eminentemente umana ma è una qualità logico deduttiva che parte dal presupposto che il soggetto debba distanziarsi dal soggetto.
      Ci siamo persi le qualità analogiche intuitive che sono quelle che avremmo di default in misura simile agli animali ma con una capacità di associazione di idee e di immaginazione di schemi molto superiore; e insieme a questa, la capacità di "sentire" il nostro corpo anche nelle funzioni che noi riteniamo "involontarie".
      In più ho l'impressione che ci siamo persi la capacità di "sentire" in comune ossia credo, non lo so per certo, che in un gruppo coeso per tradizione immemorabile esistano vie di comunicazione che vadano al di là del verbale senza per questo dover parlare di telepatia nella quale non credo.
      Ma un inconscio e anche un "conscio" collettivo super individuale penso che esistano.
      Si cerca molto nella direzione della illuminazione "singola" ma probabilmente esiste una via collettiva che meriterebbe di essere esplorata.

    29. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      É una questione molto coinvolgente ed interessante immaginare da dove possano provenire, o come si siano potute acquisire, certe conoscenze in evidente possesso di animali che, per quanto ne capiamo, non potrebbero averle.

    30. Nat 18 ottobre 2017

      Veramente quello che parla di “uccidere 4 miliardi di
      persone” tramite “gasature, campi di sterminio, e sterilizzazione di massa” sei tu. Ti hanno mai detto che sei un po’, come dire, “speciale”? Fa niente :D

      Però, visto che si parla di “neuro”… Parliamo di neurobiologia.

      “Per molto tempo la botanica si è limitata alla semplice opera di catalogazione delle diverse specie vegetali e poco più. Solo adesso iniziamo a capire che il mondo vegetale è complesso quanto il regno animale. Le prerogative che credevamo esclusive degli animali finalmente le stiamo scoprendo anche nel mondo vegetale, con meccanismi fino a poco tempo fa ignoti o ampiamente sottovalutati.
 Ferormoni per la comunicazione, strategie sessuali uniche e curiose, impulsi microelettrici che si propagano lungo tutta la pianta analoghi agli impulsi nervosi animali. Perfino un complesso sistema che svolge funzioni analoghe al sistema nervoso centrale animale è stato individuato dal Laboratorio Internazionale di Neurobiologia Vegetale dell’Università di Firenze guidato dal prof. Stefano Mancuso. Anche qui il sistema neurale vegetale mostra strategie evolutive interessanti per certi versi simili gli animali: un reale sistema di reti complesse in grado di discernere i diversi stimoli esterni. Ma mentre negli organismi bilaterali e nei vertebrati il complesso nervoso si è evoluto verso un unico complesso organo, nelle piante è distribuito in poche cellule presenti nell’apice radicale, subito dietro il meristema. Ciò nonostante l’elevato numero di apici radicali presenti in una pianta sana fa presupporre che l’apparato neurale vegetale sia estremamente altrettanto complesso quanto quello animale.” Qui il prof. Stefano Mancuso:

      https://www.ted.com/talks/stefano_mancuso_the_roots_of_plant_intelligence?language=it

      “Solo alla fine del diciannovesimo secolo l’idea che piante
      ed animali fossero organismi simili, attraversò un periodo di grande successo. Le piante hanno in comune con gli animali anche numerose attività che vanno dalla riproduzione sessuale, basata sulla fusione delle cellule spermatiche e degli oociti, all’uso delle medesime molecole e vie metaboliche per la regolazione dei ritmi circadiani. In quegli anni, Fabre dava alle stampe un celebre testo di divulgazione sulla vita delle piante, che iniziava con queste parole.

      Numerose scoperte successive confermarono questa vicinanza
      fra piante ed animali. Soprattutto gli studi riguardanti alcuni processi di base, come respirazione e crescita cellulare, poterono svilupparsi grazie all’uso delle piante come materiale sperimentale. Oggi è ben noto che le più importanti vie metaboliche in piante ed animali sono simili.

      Le piante non solo sono capaci di ricevere segnali dall’ambiente circostante ma che posseggano anche meccanismi atti alla rapida
      trasmissione di questi, e siano, inoltre, in grado di rielaborare le
      informazioni ottenute dall’ambiente: in questo manifestando una capacità di apprendimento che implica la ricerca di uno scopo, la capacità di stimare gli errori e la presenza di meccanismi mnemonici.

      Ci sono diverse sorprese se applichiamo una prospettiva
      “neurobiologica” allo studio dei tessuti vegetali ed alla stessa organizzazione della pianta. L’auxina si comporta come un vero e proprio neurotrasmettitore specifico delle piante. Gli apici radicali esibiscono un’attività neural simile. Ed ancora, gli elementi vascolari permettendo il rapido scorrimento dei segnali idraulici e dei potenziali d’azione, rappresentano la principale via per la
      segnalazione a lunga distanza.

      Il fatto che le piante siano in grado di rilevare le condizioni ambientali e di prendere decisioni circa le loro future attività
      rende ovvio che posseggano dei sistemi d’archiviazione ed elaborazione delle informazioni.

      Esistono molte buone ragioni perché nel corso dell’evoluzione le piante abbiano sviluppato i loro tessuti simil-neurali negli apici radicali, sepolti nella profondità della terra. Innanzi tutto il suolo
      rappresenta un ambiente più stabile in confronto a quello atmosferico sia in termini di temperatura che d’umidità; è protetto dalla predazione animale, dall’ozono atmosferico così come dalla radiazione UV solare.

      Considerando le radici come la sede di attività simil-neurale, si ha una visione della pianta parecchio differente da quella normalmente considerata. Le radici diventano l’organo più importante della pianta, i loro apici formano un
      fronte in continuo avanzamento con innumerevoli centri di comando. L’intero apparato radicale guida la pianta con una sorta di cervello collettivo o, meglio, di intelligenza distribuita su una larga superficie che, mentre cresce e si sviluppa, acquisisce anche informazioni importanti per la nutrizione e per
      la sopravvivenza della pianta.

      L’abilità nel sentire i differenti parametri ambientali e nel rispondere ad essi è uno dei fattori comuni a tutti gli esseri viventi. Piante ed animali non sono oggetti passivi di fronte agli stimoli che provengono dall’ambiente.

      Al contrario, essi reagiscono in accordo con le informazioni
      che ricevono dall’esterno e la loro risposta ai segnali è ciò che noi chiamiamo comportamento. In sintesi, gli animali si muovono in risposta ai segnali mentre le piante modificano il loro metabolismo. In realtà si muovono anch’esse ma con tempi molto più lenti e, solitamente, attraverso una crescita cellulare.

      Questa capacità è particolarmente sviluppata nelle piante a
      causa della loro necessità di gestire efficacemente tutti gli stimoli
      provenienti dall’ambiente esterno, senza possibilità di scappare.

      Le piante rispondono a numerosissimi stimoli ambientali, quali risorse energetiche (luce, elementi minerali ed acqua), stimoli meccanici, struttura del suolo, umidità, temperatura, composizione in gas dell’atmosfera.

      Anche i segnali biotici quali la presenza/assenza di piante
      vicine, l’identità di queste piante, la competizione, la predazione e le malattie sono altrettanti stimoli, spesso di natura estremamente complessa, che la pianta registra continuamente e a cui risponde in maniera appropriata.

      Le piante, oltre a possedere una efficiente catena segnalatoria attraverso la quale regolano le attività del corpo vegetale,
      inviano numerosi segnali agli organismi circostanti.

      Si tratta perlopiù di segnali chimici quali una miriade di
      derivati degli acidi grassi, benzenoidi, terpenoidi, ed altre sostanze profumate emesse dai fiori principalmente per attrarre gli impollinatori, ma anche altri composti volatili, come l’isoprene o metaboliti secondari di diversa natura, emessi dalle foglie.

      Una lunga serie di studi negli anni passati ha dimostrato
      come le piante attaccate da insetti erbivori o patogeni, emettano sostanze volatili in grado di segnalare il pericolo alle piante vicine. Le sostanze volatili prodotte dalle piante attaccate possono indurre risposte di varia natura nelle piante vicine ancora intatte, rendendole repulsive per gli erbivori e/o attraenti per i nemici naturali degli erbivori.

      Insomma, un insospettato mondo di relazioni fra le piante e gli altri organismi viventi va svelandosi agli occhi degli studiosi.

      Uno dei più affascinanti risultati degli ultimi anni, è la scoperta che i cambiamenti di colore e le combinazioni di colori delle piante
      siano potenti strumenti di comunicazione fra piante ed animali. La funzione dei colori ed il loro ruolo in chiave evoluzionistica, sono un importante settore di studio della zoologia.

      Negli ultimi cinque anni una serie di brillanti studi sugli alberi hanno scoperto che queste colorazioni sono un segnale dell’abilità a difendersi dagli attacchi degli afidi.

      Si tratta di un sistema di segnalazione, chiamato “del segnale onesto”, ben noto alla biologia evolutiva animale. Sono moltissimi gli esempi di questo tipo di segnalazione fra gli animali ed anche fra gli uomini.

      Dalle gazzelle che saltano sul posto per segnalare il loro buon stato di forma ad un eventuale predatore, all’ostentazione da parte degli uomini di “status symbol” come segnale di forza e potere.

      Che dici genio, sarà vero?

    31. Nat 18 ottobre 2017

      Questa non la sapevo. Potresti spiegare meglio?
      Sembra interessante :)

    32. Mechano 18 ottobre 2017

      E dove avrei scritto che propongo gasature, sterilizzazioni e campi di sterminio?
      Siete voi a parlare di riduzione demografica, come se fosse realmente un problema.

      Io propongo di divenire vegani per permettere a tutta la popolazione mondiale di mangiare.
      Perché la dieta vegana permetterebbe fino a 15 miliardi di abitanti nel pianeta.
      E ci si dimenticherebbe del problema demografico per molti decenni.

      Voi invece per non rinunciare a mangiare carne morta perché non è possibile questo tipo di alimentazione per più di 3-4 miliardi, parlate del fatto che il pianeta è troppo affollato.

      Poi andare a tirare fuori le solite cazzate sulle piante che sarebbero esseri senzienti anche loro lascia il tempo che trova...
      Se noi fossimo carnivori, forse non ci sarebbe neppure il problema su quale cibo è giusto mangiare.

    33. Nat 18 ottobre 2017

      “Poi andare a tirare fuori le solite cazzate sulle piante
      che sarebbero esseri senzienti anche loro lascia il tempo che trova...”

      Ma come neuro-scienziato? La neurobiologia non ti garba? Dissonanza cognitiva o specista convinto?

      Circa il problema demografico, che dire? Stessa cognizione e
      preparazione. In certi casi è meglio non infierire.

      Ps: Io non ho mai parlato né di uccidere né di gasature,
      sterilizzazioni e campi di sterminio. Ergo o soffri di qualche tipo di condizionamento da cui il riflesso pavloviano o più semplicemente non ce la fai. Natura matrigna.

    34. Mechano 18 ottobre 2017

      No, parlate del problema demografico come se fosse un problema. E ripetete ancora che siamo troppi in questo pianeta.
      E ciò è totalmente falso.
      Siete adulti ma avete ancora problemi di valutazione delle proporzioni spaziali della realtà come i bambini sotto gli 8 anni.

      Riguardo alla neurobiologia, non è che me ne freghi più di tanto se le insalate piangono quando vengono recise. Di sicuro agli alberi non dispiace avere colti i loro frutti.
      Come non piangerei per gli animali se gli umani fossimo carnivori e fossimo costretti ad ucciderli.
      Ripeto se la nostra specie si fosse evoluta dai felini, il problema non esisterebbe. Ma non siamo carnivori, e manco onnivori.
      Ci provano a smentire questa affermazione, portano esempi riguardo alla dentatura e la presenza dei canini, quando il gorilla fruttariano ha canini impressionanti.

      Non c'è scusante per la dieta carnea,
      è ingiusta;
      è inquinante;
      è insostenibile;
      è insalubre;
      è problematica.
      In una sola parola è totalmente INUTILE!

      Allora perché insistere? O per stupidità o per dipendenza è ovvio!

    35. Mechano 18 ottobre 2017

      Mai vista un'accozzaglia di tali cazzate in un solo messaggio...
      Tutto per giustificare la bistecca. Ma dimmi, la bistecca la mangi da sola? E non ce le metti due patatine al forno, o un'insalata verde?
      E la frutta dopo non la mangi?
      Quindi l'agricoltura non sostenibile vale solo per le popolazioni vegane?

      E il progresso tecnologico, e i trattori e l'agricoltura meccanizzata dove la mettiamo? E gli stati democratici, e il diritto romano su cui si basa il diritto internazionale?

      Ma come si fa a ridurcisi in un tale stato come il tuo?

    36. Nat 18 ottobre 2017

      "Houston, abbiamo un problema!"

    37. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      No, qui sei tu che ricevi le obiezioni come attacchi personali o ai tuoi correligionari e vedi cazzate dove non ci sono.

      Conciarsi a vivere in una dimensione talmente semplicistica e ostinarsi a volerla credere, e farla credere, di uno spessore tale da poter servire da base per risolvere problemi che hanno cause ed implicazioni di ben altra portata, é proprio di quell'entusiasmo infantile così congeniale alla diffusione della cieca fiducia nel metodo scientifico congiunto all'abbandono di ogni forma di precauzione e prudenza.

      Le assurdità che ne derivano sono qui ampiamente illustrate congiuntamente ad evidenti contraddizioni, spesso ostentate quasi a sfida ed intimidazione del buon senso di chi legge, e allo stile adatto, in maniera da costituire un insieme didattico a disposizione degli interessati e degli appassionati di curiosità e fissazioni.

      Preciso che non intendo censurare in alcun modo la libera scelta di vivere da vegetariani, che al contrario apprezzo.

      Chi non si perda in bagattelle sa bene che le osservazioni che ho ricordato succintamente, dopo la supponente ostentazione:

      "Ovunque vengo a conoscenza di implicazioni ambientali non sostenibili dei miei comportamenti io li cesso o li riduco all'indispensabile."

      hanno fondamento, ed é probabilmente il punto su cui si sta focalizzando l'attenzione di coloro che, alla ricerca delle ragioni e delle origini del groviglio di problemi in cui ci dibattiamo, riescono a distaccarsi dalla contingenza.

      PS - Solo perché é proprio qui, sotto il naso: la meccanizzazione non inquina e altera l'ambiente? Le fabbriche ed i procedimenti industriali per costruire i macchinari non inquinano e alterano l'ambiente? La demolizione dei macchinari obsoleti non inquina ed altera l'ambiente? La enorme burocrazia resa necessaria per l'utilizzo dei macchinari non inquina ed altera l'ambiente?
      Sul diritto romano e la democrazia, alla prossima puntata.

    38. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      Qui Houston: arrangiatevi!

    39. Mechano 18 ottobre 2017

      Ci sono attività inquinanti e poco rispettose dell'ambiente che possono essere limitate a quanto il pianeta e i territori possono subire e compensare o riprodurre e rigenerare.
      Le teorie che studiano queste capacità sono le teorie dei grandi sistemi una branca delle scienze matematico-statistiche applicate a sistemi complessi in stretta relazione tra loro.

      Su queste teorie si possono appoggiare le future società basate sulle risorse e non sul capitalismo consumista neoliberista.

      Tutte la attività del progresso umano hanno ripercussione su territorio ed ambiente.
      Tutto sta a trovare le giuste scienze ed i giusti compromessi politico-economici per assecondare la disponibilità ed i ritmi di rigenerazione delle risorse del pianeta.
      Una delle quali per esempio nel campo del diritto romano è dare alla Natura lo status di soggetto giuridico, che abbia diritto alla difesa in un tribunale contro gli abusi indiscriminati. Non essendo essa stessa in grado di difendersi dagli abusi.
      Dove gli abusatori possono essere condannati alla bonifica e il risanamento, e a rifondare i paesi dove sono situati i territori e gli ecosistemi.

      Il progresso scientifico oggi segue di pari passo quello militare, ossia le tecnologie di grado A prima vengono progettate per applicazioni militari e aero-spaziali e poi arrivano alle masse.

      Il progresso scientifico deve avere due ruoli, quello di ridurre il lavoro e le sofferenze umane, e di conseguenza immediata anche quelle del pianeta e la biosfera tutta.

      Mettendo insieme un'economia basata sulle risorse e progresso scientifico virtuoso si accederà alla società cibernetica che nella fase finale potrebbe vedere anche l'eliminazione del denaro come concetto stesso a cui viene associata la ricchezza.

      La ricchezza per l'uomo oggi rappresenta la possibilità di avere garantita sopravvivenza, vita dignitosa, progresso sufficiente ad alleviargli sofferenze, lavoro pericoloso e ridurre tutti gli altri lavori ad una quantità limitata.
      E la felicità che proviene dai rapporti umani armonici coi propri simili.

      La mia non è una visione semplicistica. È la visione di chi ha una personalità integra che non soffre di nevrosi e psicosi che gli impongono la necessità di compensare col possesso, l'ostentazione e il potere a causa di mancanze interiori, o perversioni.

      Vivere per il godimento personale fregandosene dei propri simili è una caratteristica delle psicosi.
      Negli individui malati una delle prime caratteristiche è la separazione dell'altro e l'incapacità di provare empatia cognitiva, emotiva, e compassione.
      E questo tocca a tutti i livelli e per tutte le creature compresi gli animali da carne.

      I problemi dell'uomo non li risolve la politica. E neppure molta scienza.
      Forse probabilmente psicologia e neuroscienze possono dare una mano. Perché l'accumulatore seriale di denaro e l'abusatore
      di poteri sulle masse va considerato un individuo malato e quindi da curare o impedirgli di avere controllo sugli strumenti di presa e mantenimento del potere, in primis i sistemi economici.

      E forse anche l'umanistica può dare una mano...

      Noto comunque come abilmente continuate a sviare il succo del discorso sull'alimentazione carnea.

      Che è:
      inquinante,
      problematica,
      dispendiosa e inefficiente,
      iniqua e anti-etica;
      inadatta all'uomo perché dannosa per la salute.
      In una parola, assolutamente INUTILE.

      E quindi perché volerla continuare?

    40. Huber 18 ottobre 2017

      Il nonno mi raccontava questa storia quando l'argomento era la vecchiaia ,gli acciacchi e il poco rispetto dei giovani verso gli anziani...Prima, tanto tempo fa che non si sa nemmeno quanto,le persone arrivate a 40 anni le buttavano a mare !Nipote!!!non prima...Non dopo... Il giorno del compleanno!e se non lo sapevano si regolavano con le lune! bene, una volta un figlio doveva portare il padre a mare e buttarlo, lo mise sul traino insieme ad altre cose: cesti , contenitori di terracotta e iniziarono a scendere verso mare, per la strada il giovane si chiedeva come facesse una certa famiglia ad avere raccolti abbondanti, trovavano sempre il fieno migliore per gli animali che cosi gli facevano fare formaggio buonissimo e tutto gli sembrava molto meglio rispetto agli altri, il "vecchio " ascoltava e non diceva nulla, arrivati a Leuca il figlio disse al padre: Tata, lo sai perché stiamo qua!e il vecchio disse: aspetta! lo vuoi sapere perché a quello gli va tutto bene? Quelli sanno tutto perché il vecchio non l'hanno mai buttato a mare, lo tengono nascosto in cantina !!!(non era vero !mi diceva sempre il nonno, quelloera furBo e dicendo cosi si è salvato)il vecchio che sa le cose perché le ha viste prima da i consigli buoni al figlio!fai pure tu così è vedrai! E da allora i vecchi non li buttano più a mare!!!

    41. Nat 18 ottobre 2017

      Carina. Sai che c’è però? La realtà delle cose ha superato
      la fantasia ed ha mandato al diavolo pure tante perle di saggezza popolare. L’allungamento della vita media, la trasformazione degli stili di vita e l’accelerazione del processo tecnologico hanno prodotto cambiamenti tali da stravolgere ogni vecchio schema. Schemi che per secoli, anzi millenni, sono stati validi oggi non funzionano più. In altri tempi solo i "ricchi" campavano fino a settanta, ottant’anni. I figli dei comuni mortali (il 99,9999999999999999%) ereditavano il gruzzoletto di famiglia in età “utile” e non dovevano accollarsi il mantenimento degli anziani. Generalmente il proprio reddito e/o il piccolo patrimonio familiare per quanto misero fosse, bastava a sostenere le nuove generazioni e a perpetrare tale modello di accumulo. Il consumo di risorse complessivo era limitato come
      lo era il tasso di sviluppo demografico. La saggezza e gli insegnamenti degli anziani erano utili, validi e senza tempo.

      Oggi hai una speranza di vita in progressivo aumento, una natalità che sfiora lo zero, un "innarrestabile" boom demografico su scala globale, un eccesivo sfruttamento delle risorse che giocoforza diventano sempre più limitate ed un processo
      produttivo sempre più complesso che rende ogni competenza obsoleta nel giro di pochi anni. Come se esce?

      Io non lo so, al massimo posso avere qualche idea, ma forse sarebbe opportuno rendersi conto che la terza rivoluzione industriale è già bella che finita e che per sopravvivere alla quarta urge un nuovo modello di “crescita” e di società.

    42. Primadellesabbie 18 ottobre 2017

      Ma ce la fai, dato che chiami in campo l'etica una parola si e una no, a capire che non ci sono aggettivi per una persona che ponendosi a questo modo, ricorda qualche integralista negli intervalli del concilio di Trento:

      "La mia non è una visione semplicistica. È la visione di chi ha una personalità integra che non soffre di nevrosi e psicosi che gli impongono la necessità di compensare col possesso, l'ostentazione e il potere a causa di mancanze interiori, o perversioni.

      Vivere per il godimento personale fregandosene dei propri simili è una caratteristica delle psicosi.

      Negli individui malati..."

      E un peccato che tu non ti riprenda.

      Sul discorso che ti appassiona tanto, e che appoggi con dati e studi la cui attendibilità é certa, non mi sento coinvolto, ma sono incuriosito da come tanta passione possa impedirti di vederne i limiti e le grossolane assurdità.

      In questi giorni ho letto di un episodio che riguarderebbe Trump. Sembra che, a una riunione di esperti e strateghi che aveva organizzato prima di diventare Presidente, per trovarsi preparato ed aggiornato sul tema delle armi atomiche, ad un certo punto abbia posto una domanda: "se le abbiamo e funzionano, perché non le usiamo?".

      Ecco, ho impressione che tu ti sia posto allo stessa maniera naïf, senza il supporto di esperti di cui godeva Trump, ti sia lanciato al galoppo e nessuno sia riuscito a metterti a bolla.

      Nulla di personale, in ogni caso.

    43. Mechano 18 ottobre 2017

      Come confrontare mele con patate insomma...
      Oggi la produzione di carne è incentivata. Togli gli incentivi sale di prezzo e diminuisce il consumo.
      Domani la inizi a tassare e diminuisce ancora il consumo.
      Poi fai il terrorismo come con le sigarette con la scritta cancerogeno sulle confezioni.
      Poi nei ristoranti fai aree delimitate dove il mangiatore di carne ha la sua saletta emarginata proprio come i fumatori in certi locali sono al chiuso con l'aspiratore.

      Non ci vuole mica tanto...
      Sarà ancora consumata? Probabilmente si. Ma sarà molto ridimensionato il consumo.

    44. DesEsseintes 18 ottobre 2017

      "Poi fai il terrorismo come con le sigarette con la scritta cancerogeno sulle confezioni.
      Poi nei ristoranti fai aree delimitate dove il mangiatore di carne ha la sua saletta emarginata proprio come i fumatori in certi locali sono al chiuso con l'aspiratore."

      Mmmmuahrahrahrahrahr..:D :D :D

    45. fuffolo 19 ottobre 2017

      "insieme a questa, la capacità di "sentire" il nostro corpo anche nelle funzioni che noi riteniamo "involontarie""
      Come l'auto - guarigione, si potrebbe recuperare molto altro.

    46. Huber 20 ottobre 2017

      Quanti spunti di riflessione ... Grazie!
      Primo fra tutti il fatto che dovremmo riconsiderare il cosiddetto metodo scientifico, ampliando la visione d'insieme delle cose, verso ciò che appunto abbiamo dimenticato presi dalla corsa alla razionalità ,quando avremmo dovuto fermarci e osservare , la natura e noi stessi...

    47. Huber 20 ottobre 2017

      Sono d'accordo, e il voler trovare il modo di sfamare 15 miliardi di persone con l'agricoltura non è risolvere il problema ma semplicemente spostarlo, invece di avere una insostenibile produzione di carne si avrebbe una insostenibile produzione di vegetali (come se ora che siamo "solo" 7 miliardi non lo sia già ...) l'agricoltura intensiva è deleteria quanto gli allevamenti intensivi...pensiamo allo sfruttamento del terreno, all'uso di concime chimico o di antiparassitari, perché se devi coltivare per 15 miliardi di persone non puoi permetterti che la cocciniglia ti mandi tutto a puttane...creare un ciclo virtuoso(allevare gli animali in giardino, gli animali mangiano gli scarti del frutteto e dell'orto sinergico, i parassiti. La cacca degli animali concima la terra, ( senza perdere tempo a isolare ciò che serve alla pianta in laboratorio) la pianta cresce forte gustosa e ricca di tutte le sostanze organolettiche che non troveresti in una cicoria coltivata nei lager intensivi) nel proprio territorio è la cosa più conveniente da fare per salvaguardare la natura la gente e gli animali del proprio territorio ...poi la selezione naturale farebbe il resto... Non farei più figli di quelIi che posso sfamare e crescere dignitosamente...

    48. kleber 22 ottobre 2017

      bravo, Santo subito !

    1. Anonimo 17 ottobre 2017

      La solita storia della setta dei vegani ,utilizzare qualsiasi discorso per esaltare la loro scelta demonizzare qualsiasi altra scelta di vita. Ogni volta che leggo qualcosa che parla di vegan si parla in termini catastrofici delle scelte di chi non la pensa come loro. Capisco che sia una scelta dettata dal marketing, metti paura e ti seguiranno, ma sinceramente non approvo questo modo di approcciare. So che mangiare meno carne sicuramente mi fa bene ma da qui a dirmi che sono un macellaio,un insensibile assassino e così via c'è ne vuole. I pensieri unici hanno fatto sempre male alle popolazioni e questo tema proposto in questo modo non fa differenza anzi inasprisce le posizioni. Infine non capisco l'uomo che si accalora giustamente per la salvaguardia degli animali ma poi di fronte al pianto di un bambino rimane indifferente.....

    2. Nicolass 17 ottobre 2017

      menate niente altro che sterili menate le tue... è incredibile come la gente pur di non cambiare le proprie abitudini, in questo caso culinarie, si arrampichi con disinvoltura sugli specchi senza un briciolo di vergogna. Il carnismo produce distruzione dell'habitat, estinzioni di massa, perdita di biodiversità, sofferenze ingiustificate a milioni di animali costretti a vivere in condizioni innaturali, malattie e morte.... e il problema sarebbero i vegani?. Ma andate a quel paese i vostri figli e nipoti vi malediranno perché con la vostra ingordigia e ignavia li avrete condannati ad una esistenza da incubo.

    3. Anonimo 17 ottobre 2017

      A quel paese ..... magari vai avanti tu che io ti seguo. Come al solito e come ho scritto di certe passioni possiamo farne a meno come difetti commenti rasenti il fascismo.

    4. Trollerball 17 ottobre 2017

      Sono gli esseri umani quelli che producono "distruzione dell'habitat, estinzioni di massa, perdita di biodiversità, sofferenze ingiustificate a milioni di animali", non il carnismo. Eliminiamo pure il carnismo, ma i risultati non cambieranno.

    5. Mechano 17 ottobre 2017

      Lo sai vero che tu parli sotto l'effetto di una dipendenza?
      Lo sai che la carne e i suoi aminoacidi reagiscono sui recettori oppioidi proprio come fanno gli zuccheri, e causano dipendenza?

      Poi la mente fa tutto il resto collegata con il verbos, a razionalizzare una scusa per non affrancarci dalla nostra dipendenza.

      È bello studiare neuroscienze, capisci l'uomo e tutte le cazzate che dice, e perché le dice...

    6. Primadellesabbie 17 ottobre 2017

      Non so se sia bello ma, o io sono un alieno, o la dipendenza di cui parli é una conseguenza di questi studi. Sto e sono stato lunghi periodi senza mangiare carne, anche degli anni, e assicuro che non succede nulla, da giovane notavo una diminuzione dell'aggressività. Ho fatto le stesse cose con alcool, caffè. dolci, pane, e anche lì non succede nulla.

    7. Mechano 17 ottobre 2017

      Non prende dipendenze chi ha personalità integra ed è cresciuto in modo sano da un punto di vista affettivo.
      La dipendenza è compensativa, come nel binge eating disorder e tutti gli overeaters. Il cibo compensa la mancanza di affetto in cui si è cresciuti.
      Non è un caso che spesso nei disturbi borderline e bipolari ci sia anche disfunzione alimentare.

      Una persona psicologicamente sana e con visione coerente della realtà può iniettarsi eroina senza prendere dipendenza.

      Non esistono le dipendenze, esistono persone che hanno bisogno di qualcosa per compensarne un'altra.

      Il cibo è la dipendenza più subdola ed a portata di mano che molti anno. Specie i gusti dolci o quelli sapidi.
      È il motivo per cui in un hamburger la MacDonalds mette zucchero nella carne, nella salamoia dei cetrioli sottaceto e anche nel pane, sotto varie forme sia zucchero raffinato che destrosio.

      Tutta l'industria alimentare conosce bene come causare dipendenza dai propri prodotti.

      E la carne è un cibo che può causare dipendenza sia coi metodi di cottura, che attraverso la lavorazione, i salumi sono quelli peggiori.

    8. Primadellesabbie 17 ottobre 2017

      E se uno cerca l'equilibrio tu gli togli la stampella perché é brutta da vedere? E ci fai su tutta una filosofia? E sottolinei che per fare le stampelle si rovina l'ambiente?

      Preoccupiamoci dell'equilibrio a monte piuttosto, che spesso risente dell'intolleranza nei confronti dell'individualità di cui questa saga é una evidente protuberanza.

    9. Mechano 17 ottobre 2017

      Il mio discorso è riassunto nella recente risposta a Tonguessy.
      Questo pianeta può ospitare 15 miliardi di vegetariani e solo 3-4 miliardi di onnivori.

      Da sola questa affermazione vera e scientifica perché viene da calcoli precisi, deve fare decidere di abbandonare questo tipo di alimentazione. O almeno ridurla a come nel dopoguerra, ossia una sola volta a settimana e anche meno...

    10. Primadellesabbie 17 ottobre 2017

      "Vera e scientifica" lo dici a tua sorella (scusami la confidenza).

      Adesso ragioniamo: ridurre il consumo di carni può essere un obbiettivo di buon senso e realizzabile, pensi di promuoverlo cercando di imporre il veganesimo?

      E comunque se c'é il rischio che arrivino 15 miliardi di abitanti, e per di più vegani, mi impegno attivamente a promuovere anche MD, da cui finora non sono mai entrato, neanche per guardare.

    11. fuffolo 17 ottobre 2017

      Il problema non è il numero ma la qualità.
      Son troppi 15 ed anche 4 di miliardi, se parliamo di ominicchi sopravvissuti alla tarpea.

    12. Holodoc 17 ottobre 2017

      Chi è dipendente da una cosa è dipendente da tutto. Ho un parente che è passato da fumo, alcool, maria, cocaina per poi "accontentarsi" di sesso, palestra e caffè...

    13. Mechano 17 ottobre 2017

      Intanto una delle cause l'hai eliminata.
      Le altre dipendono tutte da un altro problema, il neoliberismo economico ed il capitalismo, sistemi sociali distruttivi della natura umana e dell'ambiente.

    14. Holodoc 17 ottobre 2017

      Credo che non esista nulla di più neoliberista dell'essere vegani, contro la CO2, e anche un po' gay...

    15. stefano passa 17 ottobre 2017

      perchè dovrei cambiare le mie abitudini??? per seguire i dettami di una setta?? no grazie, mi tengo le mie abitudini alimentari, come il resto dell'umanità da 10.000 anni a questa parte

    16. stefano passa 17 ottobre 2017

      effettivamente siamo dipendenti dal cibo, lei no???

    17. stefano passa 17 ottobre 2017

      hahahahah lei mi sta dicendo che la dipendenza da eroina non esiste... vabbe abbiamo capito tutto

    18. Mechano 17 ottobre 2017

      Io posso passare da un cibo all'altro senza sentire mancanza del precedente.
      Forse quello che mi piace di più è quello che mi dava mia madre, e spesso vado a mangiare da lei.
      E mia madre è diventata vegana a 70 anni e sta eliminando molti farmaci...
      Ma per lei è stato facile, da siciliana è sempre stata tendenzialmente vegetariana, e sa cucinare benissimo moltissime verdure.

      Il cibo è soprattutto questione culturale ed emotiva.

    19. Mechano 17 ottobre 2017

      No non esiste dipendenza da una sostanza.
      Esistono persone che ne hanno bisogno e non riescono a staccarsene dal consumo.
      Non è l'eroina in se che da dipendenza. Perché persone psicologicamente sane e integre possono assumerla senza divenirne dipendenti. Sono stati fatti studi in merito, dove due scienziati marito e moglie ne hanno fatto uso per qualche mese, per poi smettere.
      Il loro studio è pubblico ma anche abbastanza scomodo.

      A dire il vero c'è una droga che da dipendenza per intossicazione, è la crocodile, una droga sintetica a base di idrocarburi, usata in Russia perché poco costosa.

    20. Anonimo 17 ottobre 2017

      Preferisco una risposta come la tua condita da scienza spicciola piuttosto che Invettive stile setta o peggio. Che poi sia sotto effetto di qualcosa potrei dire lo stesso di molti di noi che forse sono in astinenza.

    21. stefano passa 17 ottobre 2017

      Qualche mese non basta a farti diventare dipendente. Assumi eroina per circa 1 anno in dosi elevate e ne riparliamo,
      E vatti a fare un giro nelle comunità italiane di recupero e vatti a vedere la realta

    22. Pyter 17 ottobre 2017

      Infatti eravamo vegani fino a quando non sono sbarcati gli Elohim, o Anunnaki, che Iavè li fulmini.

    23. Holodoc 17 ottobre 2017

      Troppi video di Biglino prima di andare a letto fanno male... non te lo ha detto il dottore? ;)

    24. Pyter 17 ottobre 2017

      No, l'ho letto parecchi anni fa (mi pare i primi anni 90) in un fumetto di Martin Mystere.

    25. gilberto6666 17 ottobre 2017

      Da vegetariano (da molto tempo e senza far rumore) concordo.

    26. uomoselvatico70 uomoselvatico7 17 ottobre 2017

      Scusa ma sapresti dirmi se nell'arrosto di tacchino ci sta bene il timo tra le erbe aromatiche?
      Io metto sempre la salvia, l'aglio, il rosmarino, e le bacche di mirto ma che mi dici del timo?
      Ci sta bene o magari rischio di rovinare tutto?
      Per le patate arrosto ho già risolto, ma ho questo problema qua del timo, che non so decidermi..
      Tu che dici?

    27. Mechano 17 ottobre 2017

      Certo che diventi dipendente dopo un anno di intossicazione. Il sistema immunitario si riconfigura per smaltire la tossicità della sostanza, se gliela togli di colpo vai in crisi di astinenza.
      È così che funzionano tutte le crisi di astinenza.
      Ma come ti ho scritto, chi non ha problemi psicologici che lo legano alla sostanza stupefacente ne esce e/o smette quando vuole.

    28. stefano passa 18 ottobre 2017

      ma come prima ha detto esattamente il contrario .. cito le sue parole...

      "No non esiste dipendenza da una sostanza.
      Esistono persone che ne hanno bisogno e non riescono a staccarsene dal consumo."

      faccia pace con i suoi pensieri

    29. An 19th century man 18 ottobre 2017

      Gne gne gne, bla bla bla, that's all I want to say to you.

    30. Filippo Gregoretti 18 ottobre 2017

      Da vegano da tanti anni, sono molto molto d'accordo con te. Ormai mi vergogno a dirlo, dico solo che sto a dieta.

    31. Filippo Gregoretti 18 ottobre 2017

      Non ha mai mangiato carne in vita sua? Lei ha avuto la grazia di nascere vegano?

    32. Filippo Gregoretti 18 ottobre 2017

      E l'accoglienza, l'accoglienza dove la mettiamo?

    33. Filippo Gregoretti 18 ottobre 2017

      Le abitudini alimentari restano grazie a Dio, ma le cose di cui ci alimentiamo sono profondamente cambiate.

    34. Deheb 18 ottobre 2017

      E’ possibile sapere quali sono questi peptidi e come raggiungerebbero il sito recettoriale?

      Su quali recettori andrebbero ad agire µ, ∂, k?

      E’ possibile che l’unico effetto che otterrebbero questi peptidi sia l’assuefazione?

      I peptidi oppioidi endogeni (detti anche endorfine) ottengono lo stesso effetto o è diverso?

    35. Luca R 18 ottobre 2017

      se non fosse che non passano la barriera emato-encefalica quindi non possono raggiungere i recettori per gli oppioidi che sono dentro il cervello, ma lui studia neuroscienze!! HAHAAHAAHA
      All'università di Wikipedia et similia.
      Dice tante di quelle castronerie che non mi capacito!
      Almeno l'umiltà di non pontificare da esperto su argomenti che non conosce e spacciandosi per esperto pretentere di essere superiore ed avere la verità in tasca, giudicando e insultando per di più!
      Moderatore please!

    36. Deheb 18 ottobre 2017

      Passi per la riconfigurazione, che potrebbe avere un fondamento, in un certo senso e spiegato in un certo modo.....ma l'astinenza del sistema immunitario mi giunge nuova....

    37. Anonimo 18 ottobre 2017

      Guarda che quello che scrivo lo scrivo a ragion veduta visto che in casa ho molti vegani che però non arrivano a minacciare o a demonizzare ogni altro tipo di alimentazione che non sia la loro, come io Non gli dico certo che stanno sbagliando. È una questione di rispetto cosa rara a trovarsi oggi. Comunque sono anche io del l'avviso di mangiare meno carne.

    38. Filippo Gregoretti 18 ottobre 2017

      Si si percepiva che lo scrivi a ragion veduta. Purtroppo essere vegano, che è semplicemente una dieta, da molti viene vissuta come un'identità. E l'identificazione è la causa di molti malesseri :) un saluto.

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