La capitana che ha salvato 42 migranti: lo rifarei, nonostante il rischio di finire in prigione

La capitana che ha salvato 42 migranti: lo rifarei, nonostante il rischio di finire in prigione

LORENZO TONDO
theguardian.com

Carola Rackete affronta la prospettiva di un lungo processo per aver sfidato il divieto italiano di ingresso in porto per le imbarcazioni di soccorso.

La capitana della nave, attualmente di fronte alla minaccia di finire carcere, dopo aver sfidato la legge italiana facendo entrare in porto 42 migranti, ha detto che lo rifarebbe di nuovo e si è scagliata contro il Vice Primo Ministro italiano di estrema destra, Matteo Salvini.

"Le vite delle persone contano più di qualsiasi gioco politico," ha detto al Guardian Carola Rackete, la capitana tedesca della nave ONG per il salvataggio dei migranti, Sea-Watch 3.

La scorsa settimana la Rackete, 31 anni, era stata temporaneamente posta agli arresti domiciliari per aver violato un blocco navale italiano che avrebbe dovuto impedirle di sbarcare nell'isola mediterranea di Lampedusa il gruppo di migranti che aveva soccorso al largo della Libia.

"Buon pomeriggio signore. Devo informarla che devo entrare in acque italiane," si può ascoltarla mentre parla con la guardia costiera, dopo due settimane in mare, in una confusa trasmissione radio rilasciata dal suo gruppo di aiuto.

"Non posso più garantire la sicurezza di queste persone," aveva aggiunto. "Devo sbarcare le 42 persone che ho a bordo. Virerò di bordo ed entrerò in acque italiane."

"Sea-Watch, non sei autorizzata ad entrare in acque italiane," aveva risposto l'ufficiale. "Sea-Watch, mi ricevi? Non sei autorizzata ad entrare in acque italiane! "

[caption id="attachment_59747" align="aligncenter" width="618"] Carola Rackete sbarca dalla Sea-Watch 3 a Lampedusa. È stata arrestata con l'accusa di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e del tentato speronamento di una motovedetta di pattuglia.[/caption]

Ma la Rackete, che aveva lavorato a bordo dei rompighiaccio nelle acque polari, aveva già deciso.

"Il tempo previsto per il mio arrivo in porto è di circa due ore," aveva replicato la Rackete. Poco dopo, aveva forzato l’ingresso nel porto di Lampedusa, rischiando di speronare una motovedetta militare che stava cercando di impedirle l’attracco.

"Per due settimane abbiamo costantemente comunicato alle autorità che la situazione delle persone a bordo stava diventando sempre più critica e che le condizioni sanitarie dei migranti stavano peggiorando giorno dopo giorno," ha detto la Rackete al Guardian. ''Ma è stato come parlare con un muro L'incidente al porto è stato il risultato disperato di una catena frustrante di eventi, che era iniziata quasi 20 giorni prima."

Il 12 giugno, la Sea-Watch 3 aveva imbarcato il gruppo dei migranti da una zattera gonfiabile al largo delle coste della Libia.

La Rackete si era rifiutata di riportarli a Tripoli, dove i migranti, secondo gruppi di aiuto e testimoni, rischiano l'incarcerazione e la tortura. Si era invece diretta verso Lampedusa.

"Pochi giorni dopo il recupero [dei migranti], le autorità italiane ci hanno informato, nel cuore della notte, che il governo aveva introdotto un nuovo decreto sulla sicurezza, che vietava alle navi di soccorso delle ONG di entrare nelle acque territoriali italiane," ha detto la Rackete.

Voluto da Salvini, la figura di spicco del governo di coalizione di estrema destra populista, il decreto prevede sanzioni fino a 50.000 euro e il sequestro delle imbarcazioni che portano i migranti in Italia senza permesso, alzando la posta, dopo una dichiarazione dell'anno scorso secondo cui i porti italiani sarebbero stati chiusi ai natanti di soccorso.

La Rackete si era rifiutata di prendere il no come una risposta.

[caption id="attachment_59748" align="aligncenter" width="618"] La Sea-Watch 3 ed un battello della guardia costiera italiana al largo di Lampedusa il 27 giugno, il giorno prima che la Rackete forzasse l’ingresso in porto.[/caption]

"Avevamo persone persone con malattie che non potevano essere trattate a bordo," ha detto. "Avevamo persone che avevano bisogno di cure speciali. Ma la cosa che aveva iniziato a preoccuparci era la loro condizione psicologica."

"C'erano persone che soffrivano di PSTD dopo le violenze subite in Libia. C'erano persone a bordo che avevano una storia di tentati suicidi. E non potevamo dare a queste persone neanche una speranza, come: 'Ehi, resisti, arriveremo tra tre giorni.' E questa mancanza di speranza aveva reso la situazione sempre più disperata e frustrante."

Aveva perciò deciso di entrare nelle acque territoriali italiane, sapendo che si sarebbe messa in una posizione legale pericolosa.

"Il giorno seguente, dopo essere entrata nelle acque italiane, sono stato informata che i procuratori di Agrigento mi avevano messo sotto inchiesta per aver aiutato l'immigrazione clandestina e per essere entrata in acque territoriali senza permesso," ha detto la Rackete. "E sai cosa? Per quanto bizzarro possa sembrare, a bordo eravamo felici. Perché, come era già successo a maggio, ciò significava che i pubblici ministeri si sarebbero presi la responsabilità di sbarcare le persone per poter accertare la loro identità."

Ma l'Italia rifiutava ancora di permettere lo sbarco dei migranti. Quando la loro disperazione era aumentata, la Rackete aveva ordinato agli altri membri dell'equipaggio di salire sul ponte della nave.

"Abbiamo iniziato a temere che i migranti potessero saltare in mare per la disperazione," ha detto. "Un medico della nostra squadra aveva dormito sul ponte per tenere d’occhio la situazione. C'era stato detto che una soluzione politica era a portata di mano. Decine di città erano disposte ad aiutare i migranti. Eppure, dopo giorni, la soluzione ancora non c'era."

"Ho riunito l'equipaggio e li ho informati che sarei entrata in porto quella notte. Erano preoccupati, perché sapevano che le conseguenze legali sarebbero state gravi. Ma, allo stesso tempo, erano sollevati."

La notte del 28 giugno, la Rackete aveva forzato il passaggio, rischiando di speronare una motovedetta militare che zigzagava nel tentativo di impedirle l’attracco.

Quaranta emigranti erano sbarcati quella notte, due erano già stati evacuati a causa di un'emergenza medica.

La capitana tedesca era stata arrestata appena dopo l'attracco, tra gli applausi di circa 100 persone che erano arrivate sul molo per sostenerla, e tra insulti e minacce di stupro e di omicidio da parte di altri nella folla.

[caption id="attachment_59749" align="aligncenter" width="618"] Manifestanti ad Amsterdam, una delle manifestazioni a livello europeo di solidarietà con la Rackete.[/caption]

"Ho sentito qualcuno gridare contro di me, ma ero concentrata su un gruppo della comunità locale di Lampedusa che ha sempre aiutato i migranti e che era lì per sostenermi," ha detto.

Non più agli arresti domiciliari, la Rackete deve ancora affrontare la prospettiva di un lungo processo, con l'accusa di aver aiutato l'immigrazione clandestina. Salvini sta esortando le autorità ad espellerla dall'Italia, perché è considerata un "pericolo per la sicurezza nazionale."

"Il comportamento della capitana della nave pirata è stato criminale," ha affermato [Salvini]. "Ha cercato di speronare una motovedetta militare, mettendo a repentaglio la vita dei marinai. Tornerà in Germania, dove le autorità non sarebbero state così tolleranti se un capitano italiano avesse messo in pericolo le vite dei funzionari di polizia tedeschi."

La Rackete ha dichiarato: "Salvini rappresenta un fenomeno, quello del progresso dei partiti di destra, che, sfortunatamente, si sta verificando in tutta Europa, anche in Germania e nel Regno Unito e che parla di immigrazione senza essere supportato dai fatti."

"Spero che il mio gesto porti in Europa a soluzioni concrete per i migranti. Decine di città erano disposte ad ospitare queste persone, e dovrebbero essere libere di farlo, senza che i governi nazionali le ostacolino. Per quanto mi riguarda, spero di tornare presto in mare, perché è lì che c'è bisogno."

La Rackete è nata a Preetz, nello Schleswig-Holstein, ed è cresciuta ad Hambühren, nella Bassa Sassonia. Ha una laurea specialistica in conservazione ambientale e parla cinque lingue. Nel 2016 aveva deciso di imbarcarsi sulla Sea-Watch 3, una nave di soccorso gestita dall'ONG tedesca Sea-Watch, perché "era abbastanza fortunata da avere una patente nautica e non c’erano molte persone disposte a farlo."

"Non ho un appartamento, non ho una macchina, non mi interessa avere un reddito regolare e non ho una famiglia. Non c'era nulla che mi trattenesse da questo impegno."

Con un'indagine in corso e la prospettiva di un lungo processo, non è chiaro quando sarà in grado di riprendere il comando di una nave.

"Spero solo che, prima di allora, la legge cambi. Se così non fosse e mi trovassi nella stessa situazione, non ho dubbi sul fatto che lo rifarei di nuovo."

Lorenzo Tondo

Fonte: theguardian.com
Link: https://www.theguardian.com/world/2019/jul/05/captain-who-rescued-42-migrants-id-do-it-again-despite-jail-threat

05.07.2019

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARKUS

Commenti (35)

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Nascondi area commenti 15 caricati
    1. Stefano Cuffaro 20 settembre 2019

      Questa è una brutta faccenda non risolvibile per diversi motivi che non elenco, se ne parla già abbastanza; questa è una faccenda che porterà a un clamoroso e sanguinario scontro sociale.

    1. A 19th century man 20 settembre 2019

      Che ipocrisia...

    1. SanPap 20 settembre 2019

      Sarebbe interessante sapere se tra il PM Aggiunto Salvatore Vella, che ha dissequestrato la nave Diciotti, e la GIP Alessandra Vella che ha scarcerato la Carola Rockete estita un qualche grado di parentela
      -----------------------------
      come non detto, ho trovato un articolo che dice espressamente che non sono parenti. Scusate

    2. Scrillo 20 settembre 2019

      bho, non so. ma il GIP di agrigento che ha scarcerato la rackietta, almeno un paio di anni fa era presidente della sezione di agrigento dell'ANM... si vede che ci tiene alla carriera visto il regalino che l'ANM le ha chiesto di fare alla germania (che subito ne ha chiesto la scarcerazione).
      (e cmq la sea watch 3 è stata sequestrata già a maggio per identico fatto, e fu sempre la stessa procura di agrigento a far togliere i sigilli ilmprimo giugno, rimettendo di fatto in mare la nave, indovina da chi ? Proprio il procuratore salvatore vella.)
      https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_01/migranti-dissequestrata-sea-watch-potra-lasciare-porto-licata-90337a96-846b-11e9-b1c4-7ac365a010cf.shtml

    1. Rossi Mario 20 settembre 2019

      Bello sparare a zero,quando non si rischia nulla.Prova ad andare in america e porta dei messicani in california,poi mi dirai.I tedeschi,soldi per i poveri italiani non ne danno,ma per i delinquenti che portano i nuovi schiavi,sono solidali.42 sono arrivati,42 del pd devono essere imbarcati per la libia.Finiti quelli del pd,si inizia con i mafiosi,con i preti,con i giudici e infine con gli altri politici.Sicuramente ci guadagneremo tutti.

    1. merolone 20 settembre 2019

      Intanto le navi pirata delle ONG fanno la fila davanti al porto di Lampedusa senza che la marina militare le blocchi, le speroni o le mitragli.
      A questo punto la rabbia di Salvini verso la ministra della difesa è tale che si potrebbe avere il voto anticipato in autunno.
      Di Maio chiaramente si opporrebbe ma Zingaretti no, lui vuole il voto per togliere di mezzo i parlamentari nominati da Renzi, e forse lo stesso Renzi.

    1. Gianlupi 20 settembre 2019

      Poco da dire, in senso figurato è una pezzente venduta alle elitè che hanno attentamente studiato a tavolino il modo di trovare la falla creando il precedente giuridico per dare la stura a qualsiasi ong e far difentare il nostro paese sa domu de sa bagassa.

    1. chimbi dfe 20 settembre 2019

      "Non ho una casa, non ho una macchina, non ho un reddito fisso, non ho una famiglia", dalle sembianze androgine sembra non essere nè maschio nè femmina, "non mi sento tedesca"(lo ha dichiarato in altra intervista).
      Questo è il prototipo di "essere" che il potere globalista sta cercando di costruire.

    1. Gianlupi 20 settembre 2019

      Il modo migliore forse è una legge che quando arriva una imbarcazione con i clandestini il batello sarà affondato in mare aperto, soluzione veloce ed efficace, ma basta!

    1. Ale 20 settembre 2019

      Ritorno a leggere CDC dopo parecchio tempo e vi trovo il trionfo di cerebrolandia.
      Questi sono i vostri tempi. Un mestierante della politica che prima odiava i meridionali, poi i romani, adesso gli immigrati, che è assurto a paladino italiano della giustizia per una fronda di frustrati, ignoranti, nella migliore delle ipotesi.
      Questo sono i vostri giorni. Ma non durerà tanto, le vostre ossessioni saranno le vostre condanne.
      Con queste battaglie meschine continuerete a vivere male e frustrati, rimanendo insieme allo schifo disumano che esce dalle vostre bocche.

    1. Lucio 20 settembre 2019

      quindi oltre che immigrazionista è pure un'ambientalista convinta?

    1. Er 20 settembre 2019

      Gaiani: "Dei 53 a bordo di Sea Watch 3, di cui 8 donne, nessuno viene da paesi in guerra o sprofondati nel caos: Burkina Faso, Costa d'Avorio, Camerun, Gambia, Egitto, Ghana, Guinea Liberia, Mali, Niger e Togo."

      #Dettagli?

      https://twitter.com/GianandreaGaian/status/1147915128547020804

    1. lady Dodi 20 settembre 2019

      Sapeva bene madamigella che in Italia in prigione ci finiscono solo i ladri di polli! Non ha mai corso nessun rischio.

    1. Tommaso Loli 20 settembre 2019

      Ma quanto è commovente questa nuova "eroina" coi soldi di Soros!

    1. Divoll79 20 settembre 2019

      Mercenaria e agente degli oligarchi.

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