La California rifiuta di divulgare i dati che hanno portato al lockdown

Tyler Durden
zerohedge.com

Il Governatore della California Gavin Newsom (D) mesi fa aveva promesso che le decisioni politiche dello stato inerenti il COVID-19 sarebbero state guidate dal criterio della trasparenza dei dati e che avrebbe condiviso questi dati con il pubblico.

Ora, la sua amministrazione si rifiuta di divulgare le informazioni chiave usate per determinare i tempi e i modi delle ordinanze di lockdown e ha ignorato una richiesta presentata dal CAL (Center for American Liberty) [Centro per la Libertà Americana] al California Health and Human Services [Agenzia per le Risorse Umane e la Salute della California] per aver accesso ai dati scientifici e alla metodologia alla base delle decisioni sul lockdown prese dello stato (come riportato da FOX News).

I funzionari della sanità statale ora affermano di basare le proprie decisioni su una “serie molto complessa di misure che potrebbero confondere e magari trarre in inganno il pubblico,” riferisce AP.

In parole povere, la California dice che siete troppo stupidi per capire il ragionamento che ha mandato migliaia di imprese in rovina attraverso quelle che sembrano essere decisioni totalmente arbitrarie e prive di fondamento scientifico. Tanto che due giudici della California hanno condannato, per carenza di prove scientifiche, le draconiane ordinanze che imponevano il lockdown e le restrizioni ai ristoranti.

Non solo, ma secondo SFGATE, c’è una crescente convinzione del fatto che la messa al bando delle consumazioni all’aperto possa addirittura aver contribuito all’aumento di casi di COVID in California. Non proprio una bella figura, mentre gli sforzi dei Repubblicani di rimuovere Newsom cominciano a prendere slancio.

Secondo l’amministratore del Centro per le Libertà Americane, Mark Trammel, Il Golden State si rifiuta di spiegare perché, ad esempio, le riunioni per motivi religiosi siano strettamente vietate, mentre altri assembramenti al chiuso sono consentiti.

Se entrare in una rivendita di marijuana legale o da Macy’s o da Costco è sufficientemente sicuro, allora lo stesso criterio dovrebbe essere applicato a chiunque voglia andare in chiesa. Il parroco della nostra parrocchia e suoi fedeli dovrebbero poter avere la stessa libertà di riunione, visto che indossano le stesse mascherine.” ha detto Trammel in una recente intervista a FOX News.

Il dottor Lee Riley, capo del Dipartimento di Malattie Infettive dell’Università di Berkeley, sostiene che la mancanza di trasparenza da parte dello stato nella gestione del problema è allarmante.

Il fatto che non vengano rilasciati questi dati, a cui solo lo stato può accedere, fa unicamente aumentare l’incertezza generale,” ha scritto in un email all’Associated Press.

Altre notizie dall’ Associated Press:

[Il governatore] Newsom, un Democratico, a marzo aveva imposto il primo lockdown per un intero stato in America. La sua amministrazione aveva sviluppato piani per la riapertura che includevano il monitoraggio dei livelli di virulenza del COVID-19 attraverso dati come il tasso di infezione pro capite, che le varie contee dovevano raggiungere per poter ottenere una riduzione delle restrizioni.

Aveva rilasciato diversi modelli dati che le autorità statali avrebbero dovuto seguire per prevedere l’aumento o la diminuzione delle infezioni, dei ricoveri e dei decessi.

Quando, dopo il Giorno del Ringraziamento, i casi erano aumentati, Newsom aveva stracciato questi piani. Invece valutare la situazione contea per contea, aveva creato cinque regioni e stabilito l’uso di un unico metro di giudizio (la capienza dei reparti di terapia intensiva) per determinare se, nelle varie zone, fosse necessario imporre alla gente di starsene a casa.

In poco tempo, a quattro regioni, circa il 98% della popolazione della California, erano state imposte restrizioni dopo che la capienza dei loro reparti di terapia intensiva era scesa sotto il 15%. Una mappa aggiornata quotidianamente traccia la capacità di ogni regione.

All’inizio della settimana scorsa, nessuna regione sembrava in procinto di vedersi revocato l’ordine di lockdown, perché le loro percentuali di letti non occupati nelle unità di terapia intensiva erano ben al di sotto del 15%. Ma, nel giro di un giorno, lo stato aveva annunciato che avrebbe tolto le restrizioni per tutta la regione del Grande Sacramento, nella 13° contea.

All’ improvviso, cenare all’aperto e praticare la propria religione era ritornato legale, parrucchieri, centri estetici e altre attività avevano avuto il permesso di riaprire e ai commercianti era stato concesso di avere più clienti all’interno dei propri locali.

Le autorità e i commercianti erano stati presi alla sprovvista. Le autorità statali non avevano giustificato il loro ragionamento. Avevano solo detto che erano arrivati a questa conclusione basandosi sulle proiezioni della capienza dei reparti di terapia intensiva.

I rappresentanti della sanità statale avevano usato una formula complessa per stabilire che, anche se i reparti di terapia intensiva dell’aerea di Sacramento erano sotto il 10% di letti liberi, sarebbero comunque andati sopra la soglia del 15% nel giro di quattro settimane. Venerdì erano al 9%, all’incirca lo stesso livello di quando era stata annullata l’ordinanza.

Che fine ha fatto quel 15%? Di cosa si trattava?” ha chiesto il dottor George Rutherford, un epidemiologo membro del dipartimento di Malattie Infettive nel Centro di Controllo dell’Università di San Francisco in California. “Mi ha sorpreso. Presumo sappiano cose che io non so.”

Cercando di metterci una pezza, la portavoce dell’Agenzia per la Salute e Risorse Umane della California ha detto (con un po’ di faccia tosta) che i funzionari pubblici sono impegnati a lavorare nel modo più trasparente possibile e che le proiezioni sulla capienza dei reparti di terapia intensiva sono basate su molte variabili, incluso il numero di letti e il personale disponibile, parametri che cambiano in continuazione.

“Queste condizioni del territorio estremamente variabili non si possono ridurre ad un solo dato perché una cosa del genere sarebbe fuorviante e creerebbe ulteriore incertezza nei Californiani,” ha detto.

Secondo l’amministratore della Coalizione per il Primo Emendamento, David Snyder, la mancanza di trasparenza da parte dello stato è inquietante.

In questi giorni, lo stato sta esercitando un potere straordinario, il potere di chiudere attività, di interferire direttamente con il sostentamento e la vita stessa delle persone e quindi deve una spiegazione pubblica ai Californiani su come e perché prenda queste decisioni,” ha detto, aggiungendo poi che “la segretezza in questo momento è proprio l’approccio sbagliato e creerà ulteriore mancanza di fiducia, confusione e disprezzo per il ruolo cruciale del governo nel portarci fuori da questa crisi.

Tyler Durden

Fonte: zerohedge.com
Link: https://www.zerohedge.com/covid-19/california-refuses-disclose-covid-19-data-used-drive-lockdowns
23.01.2021
Scelto e tradotto da Giacomo Esposito per comedonchisciotte.org