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LA BANCAROTTA POTREBBE GIOVARE AGLI STATI UNITI

DI GIDEON RACHMAN
The Financial Times

In una storia di Winnie-the-Pooh c’è un momento in cui viene chiesto all’orsetto se preferisca spalmare sulla sua fetta di pane il miele o latte condensato e lui risponde “tutti e due”, una questione non poi così importante per uno dei personaggi più amati dai bambini ma che diventa ben più problematica se una grande nazione inizia a comportarsi in modo altrettanto infantile: infatti, quando è stato chiesto agli americani cosa volessero, se meno tasse, un tenore di vita più alto o il miglior esercito al mondo, la risposta unanime è stata “tutto”.

Come risultato hanno ottenuto un considerevole aumento del debito pubblico e una diminuzione del prodotto interno lordo pari al 12% come normale reazione subito dopo una grande crisi come quella che li ha colpiti nel 2008. Ma quello che dovrebbe preoccupare gli americani è che, con le possibili ricadute sulla parte di azioni che riguarda settori pubblici come la sanità, non esiste un piano credibile per mantenere il deficit sotto controllo nel medio termine.

Gli Stati Uniti hanno formidabili forze economiche che permetteranno al suo governo di impegnare molti soldi e per più tempo rispetto ad altre nazioni, cosa che permetterà loro molto probabilmente di cavarsela ma, continuando a far aumentare il proprio debito pubblico, presto o tardi il paese inizierà a rischiare la bancarotta. Stranamente questo potrebbe essere un bene, cioè che la crisi arrivi subito piuttosto che tra un po’ di tempo perché per un sorprendente numero di paesi l’esaurirsi della moneta si è tradotto in un inizio di rinnovamento.

La liberalizzazione del mercato cinese introdotta da Dengxiaoping nel 1978 è stata causata sia da una crisi fiscale che del mercato delle esportazioni. Ritrovatosi senza soldi il governo cinese ha dovuto abbracciare un principio economico del tutto diverso per poter crescere velocemente ed avere alte entrate. Il resto è storia.

La stessa cosa è successa in India con la riforma economica del 1991. Il governo indiano si era ritrovato ad avere una liquidità che sarebbe bastata per pagare due settimane d’importazioni. Per risolvere la situazione il governo ha dovuto inviare a Londra parte del proprio oro a garanzia di un prestito del Fondo Monetario Internazionale, ma Manmohan Singh, allora ministro delle finanze e ora primo ministro, ha contemporaneamente spronato i suoi colleghi a “trasformare questa crisi un una opportunità per costruire una nuova India” riuscendoci trionfalmente.

Lo stesso vale per l’America latina nel 1982. Quando il Messico, non più in grado di pagare i propri debiti, ha innescato una crisi economica in tutto il continente sudamericano, le conseguenze a lungo termine sono state positive. Come ha sottolineato Michael Reid, storico contemporaneo, “I regimi dittatoriali crollano sotto il loro fallimento economico”. Così la junta argentina cadde nel 1983 e il Brasile ebbe una spinta democratica a partire dal 1985.

Problemi disastrosi con la gestione della finanza hanno anche giocato un grande ruolo nella riforma dell’Unione Sovietica. Quando Michail Gorbaciov sali al potere a Mosca si trovò a dover fronteggiare un debito pubblico quasi raddoppiato negli ultimi tre anni e sono state proprio le pressioni finanziarie a persuaderlo che una riforma economica, la perestroika, era assolutamente necessaria.

Infatti nel 1989 l’intero blocco sovietico lottava sotto il peso di un rapido aumento del debito estero. Per questo motivo la Germania dell’est non sparò ai dimostranti nell’Ottobre del 1989, perché non se lo poteva permettere: da un lato sfiorava la bancarotta e dall’altro stava negoziando disperatamente un prestito dalla Germania dell’ovest.

Questi salutari avvicinamenti alla bancarotta non sono accaduti soltanto nelle nazioni sottosviluppate dell’Asia, in scalcinati regimi dittatoriali dell’America latina o nei fatiscenti regimi comunisti. Gli inglesi tremano ancora oggi al ricordo del governo inglese che “cappello alla mano” si presentò al Fondo Monetario Internazionale nel 1976. Un fatto umiliante ma che è servito a qualcosa: il governo inglese vicino alla bancarotta convinse i cittadini che le cose dovevano cambiare, ponendo le basi per il tatcherismo. La Francia ha avuto un’esperienza simile all’inizio degli anni Ottanta, quando grandi somme di denaro uscirono dal paese e il collasso delle entrate relative a quei capitali hanno obbligato il governo Mitterand ad abbandonare la politica del pugno di ferro.

Probabilmente la frase più memorabile è stata pronunciata qualche tempo fa da un funzionario dell’amministrazione Obama, Rham Emanuel, responsabile dello staff della Casa Bianca, che disse: “ Non possiamo sprecare una crisi come questa”. Emanuel per questa frase è stato accusato di superficialità e cinismo, ma ad un esame della storia globale degli ultimi trent’anni probabilmente ci ha azzeccato. I così discussi paesi emergenti, Brasile, Russia, India e Cina (i cosiddetti Brics) hanno avuto bisogno di una grossa crisi fiscale per intraprendere la via delle riforme economiche e risorgere. Un giorno gli Stati Uniti potrebbero essere abbastanza fortunati da essere in grado di fare tesoro della loro crisi finanziaria.
Speriamo che questa speranza non sia vana.

Titolo originale: “Bankruptcy could be good for America”

Fonte: http://www.ft.com
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11.01.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di RAFFAELLA COLOMBI

Pubblicato da Das schloss

  • bstrnt

    GIDEON RACHMAN è molto probabilmente un economista, ovvero uno di quei decerebrati che ipotizzano crescite infinite in un sistema finito.
    Che la “cura” Thatcher in Inghilterra e Reagan in USA sia stata utile è tutto da dimostrare, per me è stata la causa della presente crisi e della dissoluzione futura di quello che oggi viene chiamato occidente.

  • Tonguessy

    “Gli inglesi tremano ancora oggi al ricordo del governo inglese che “cappello alla mano” si presentò al Fondo Monetario Internazionale nel 1976. Un fatto umiliante ma che è servito a qualcosa: il governo inglese vicino alla bancarotta convinse i cittadini che le cose dovevano cambiare, ponendo le basi per il tatcherismo.”
    Ma bene! Adesso i, thatcherismo viene visto come una soluzione ai mali di ogni paese in crisi, invece di essere additato assieme alla reaganomics come il peggiore incubo che la classe lavoratrice si sia mai trovata a combattere.
    La deregulation folle come modo per uscire dalla crisi? E cosa vi sembra siano le stock options e bonus miliardari viste con gli occhi di chi ha perso o sta perdendo il posto di lavoro?
    L’articolista si permette di dare lezioni sulla crisi perchè lui tale crisi la vedrà dall’alto del suo ufficio ampiamente vetrato e ben riscaldato. Bisognerebbe invece che chiedesse alla famiglia che dorme nei cartoni se pensa che la crisi sia un’opportunità. Se quei sciagurati hanno ancora un pezzo di sapone non si preoccupino: la corda ce la metto io.

  • terzaposizione

    Kumpa’ cosa vi aspettate da uno che si chiama Gideon,tante’ che fa uno spot a favore di Rahm Emmanuel,il piu’ alto rappresentante del Sionismo nello staff di kunta kinte obama.

  • Eli

    L’articolista vuole forse affermare che, se continuiamo a stringere la cinghia, riducendoci alla bancarotta come ci stanno riducendo, questa volta riusciamo a liberarci del Nano, e di tutta la sua corte di nanetti, giullari, lacchè e mignotte? Anch’io avevo pensato che di fronte alla perdita del potere di acquisto, alla perdita del salario, alla perdita del posto di lavoro, ed anche della casa, da parte di coloro che non riescono più a pagare il mutuo, gli italiani un po’ tonti che avevano votato Papy si sarebbero svegliati. Ma a quanto pare non è così, perché continuano a votarlo. Cosa occorre a noi per svegliarci? La bomba atomica?

  • AlbertoConti

    Il mio è un commento “popolare”: questo GIDEON ha la faccia come il culo, FELTRI in confronto è un’educanda. Mai vista una falsificazione storica così eclatante e concentrata. Alla fine, seguendo l’autore, bisogna concludere che la famiglia Busch è un covo di comunisti (ma non essendo politicamente corretto dirlo apertamente questa conclusione è lasciata al lettore). Passando a riflessioni più interessanti, mi chiedo chi siano i lettori del Financial Times, che pagano per leggere queste cose, quale sia la loro responsabilità diffusa del casino planetario che questi delinquenti economici stanno perpetrando in tutti questi anni.
    Ma forse più che di responsabilità, che non sanno neanche cosa significhi, sarebbe meglio parlare di demenza collettiva a scopo di rapina.

  • mirko1313

    Ho letto perplesso la fonte dell’articolo e ho pensato: “beh, se lo pubblica Comedonchisciotte sarà rsicuramente un articolo controcorrente…”. Poi l’ho letto e mi sono reso conto che non si discsta minimamente da soliti cliscè (si scrive così?) neoliberisti. Fa piacere che, leggendo i commenti, i lettori di questo blog riconoscano senza difficoltà le nefandezze che vengono scritte…

  • Tonguessy

    credo si scriva klishé 🙂

  • mialzoallequattrodimattin

    Quando si parla di giovamento per uno Stato come il titolo adduce “La crisi potrebbe giovare agli Stati Uniti” si intende la ristretta elite finanziaria che governa quel paese e non i milioni di inermi cittadini che subiscono quelle politiche. Come quando si parla di crescita del PIL o dei dati positivi dell’economia si fa’ riferimento ai proprietari delle grandi imprese, alle banche, e a tutti gli speculatori che si arricchiscono e non certamente ai milioni di uomini e donne che vedono i salari decurtati e che devono lavorare come schiavi per sopravvivere.

  • francesco67

    Mi aspettavo un tuo commento anche sull’articolo di Ida Magli.
    Ti è sfuggito o lo hai saltato a pie pari?
    Un saluto.

  • Pai

    Come ha fatto notare Naomi Klein in Shock Economy, questi liberisti vedono opportunità dietro ad ogni tragedia, pure dietro le devastazioni dell’uragano Katrina. La ricetta e’ sempre la stessa: ci vuole un problema per proporre una falsa soluzione…

  • Bigrex

    Sono dell’opinione che CDC debbe pubblicare anche questo tipo di articoli anche per capire che non solo in Italia esiste una stampa di regime (lo so potrebbe sembrare scontato ma per molti non lo è) che racconta panzane per far propaganda ad un sistema al collasso .
    Del resto dai commenti letti nessuno su CDC è d’accordo con l’articolista, giustamente.
    P.S. si scrive clichè

  • kutri

    Mi hai tolto il commento di bocca… 🙂 pensa che glielo hanno postato anche nel suo blog. La posizione neo-liberista non ha alcun interesse per i costi sociali che la loro ricetta comporta. Trovo agghiacciante il riferimento al thatcherismo come panacea inglese dell’epoca (vaglielo a dire ora), così come il riferimento alla vicenda russa, espressa in modo assolutamente parziale. Fu proprio il FMI a chiedere a Gorbaciov il ritorno del prestito in anticipo rispetto a quelle che erano le previsioni iniziali, scatenando poi la serie di eventi descritti dalla Klein nel capitolo relativo del suo libro.
    D’altra parte il nostro gideon ha studiato proprio nelle roccaforti del pensiero neo-liberista, quindi onestamente, che cosa volevamo che dicesse

  • Tonguessy

    Purtroppo non ho moltissimo tempo e devo tagliare qualche lettura. Negli ultimi due giorni non sono riuscito a leggere cdc a quindi neanche l’articolo della Magli. Adesso ho dato un’occhiata ma mi sembra ormai troppo tardi per postare qualcosa dopo tutto quello che è stato scritto. Idem per l’articolo di Benetazzo.
    Salutoni….

  • brezzarossa

    Eccolo la. siamo alla “distruzione creativa” di Schumpeter. Non sanno più che fare e si sono arresi alla Crisi prossima ventura, sono alla frutta.

    Solo per dirne una, ricordate un pò a Gedeone cosa seguì quando la Germania perse la I guerra mondiale. Weimar ed Hitler. Il secondo magari qualche vantaggio economico lo porto alla germania, ma come ben sappiamo, per un breve periodo.

    La crisi può mantenersi tale (vedi Giappone) o portare al cambiamento, che è neutro, può essere positivo e può essere negativo. Le solite stronzate da economista.

    Saluti a tutti.

    http://brezzarossa.blogspot.com/

  • Kiddo

    Il senso di questo articolo senza senso mi pare che sia : “Tanto volevo scendere…….” disse quello che ruzzolo’ dalle scale. Caro Gideon, nella m..rda ci siete (e ci avete messo anche noi) , ora non fate finta che anche questa sarà una buona opportunità per tutti. Forse lo sarà ,ma solo per l’elite che ci controlla.

  • Pai

    Se parli di “alcun interesse verso i costi sociali” forse li stai pure sopravvalutando… Oltre alle ragioni scientifiche per le quali il liberismo non ha mai prodotto ricchezza e benessere nel lungo periodo (in un mercato chiuso nemmeno nel breve periodo), questi neo-liberisti sono persone cariche di testosterone che vorrebbero vivere in un mondo in cui tutti sbranano tutti. Un mondo, come gli USA, in cui se rimani indietro puoi anche morire di fame e tutti “vissero felici e contenti”. Questi non si rendono conto che quelli che stanno bene (in genere i “liberisti” sono quelli che stanno bene), stanno bene solo perchè c’è una grossa massa di persone che consuma quello che loro producono. In altre parole, vogliono vedre morire di fame i loro consumatori… Sono persone che hanno dentro di sè il cromosoma dell’autodistruzione. Sono uno scherzo della natura!

  • nettuno

    DI GIDEON RACHMAN è il classico venditore di fumo che srive su giornali di merda come The Financial Times .
    Il mio pensiero è questo. Io non credo che tutta questa crisi sia arrivata per errore o per incapacità , ma che si tratta di un disegno pianificato a tavolino. Se prima per mantenere il tenore di vita dei popoli eletti, i cosiddetti occidentali, occorreva rapinare il terzo mondo, ora la “razza padrona” ha pensato che era più conveniente portare qui un po’ di terzo mondo, non essendo facile trovare dappertutto della brava gente come Pinochet. 1) Rallentando la nostra economia si riducono anche i consumi, perchè si hanno meno soldi. E questo fa bene all’ecologia .. pensa un po’ . Una decrescita forzata, nonostante che la pubblicità resti sempre martellante, che fa si che si consumi anche meno petrolio, 2) E poi una Europa di poveri e di precari si gestisce meglio che una di benestanti (o meno poveri ) 3) Tutto questo non importa un bel niente alla grande finanza del puro capitalismo, cioè quella che ha contribuito a distruggere le barriere degli stati nazionali con la globalizzazione e il WTO, il loro scopo e quello di estende la loro capacità di intervento a livello planetario – Bresinsky, consigliere di Obama, lo dice a chiare lettere : “gli stati nazionali , così come li abbiamo concepiti fin ad ora, hanno cessato di esistere con l’avvento della globalizzazione e con la creazione di una diversa economia ”.
    I popoli occidentali che da tempo sono stati sottomessi mediante la manipolazione dell’ informazione televisiva, dal Nuovo Ordine Mondiale, che controlla anche gli eserciti della Nato, verranno abituati ad una dieta economica progressiva, mangeranno di meno… I popoli sottomessi al dominio della moneta , si lamenteranno senza protestare troppo, senza rivoluzioni, se la crisi sarà avvertita come una naturale calamità. Il Capitalismo finanziario che controlla l’economia mondiale ha capito che in Cina gli schiavi campano con poco e sono anche contenti, bene ! allora ecco che gradualmente anche qui si vuole fare la stessa cosa , ecco i primi segni che mostrano che ci stanno preparando a vivere nelle stesse condizioni dei Cinesi. Siamo ad un inizio di una guerra economica tra poveri, come è sempre stato… Schiavi di qua e schiavi di là (la pensione sarà una elemosina del sistema) Il feudalesimo prossimo venturo è alle porte ! Un certo Eugenio Benettazzo ( cercatelo su internet se volete ) dice che ci sarà l’euro DUE. Io ne sono convinto perchè ho imparato i segreti dell’economia, perchè sappiate che lo scopo della moneta Euro era di rapinare l’Europa, portare gli italiani al livello dei polacchi o dei cechi, rapinando anche i paesi Fessi dell’Est, dopo che i loro governanti zelanti al sistema, hanno privatizzato la loro economia, applicando il modello neoliberale sponsorizzato dal FMI, in strutture che prima erano socialiste , vendendo i gioielli di famiglia ai banchieri e il tutto per inseguire il sogno UE, nato truffaldino con la caduta del muro di Berlino.. Una storia questa che tanto assomiglia alla favola di Pinocchio e al campo dei miracoli……Il signoraggio bancario (che nessuno osa menzionare mai ) sottrae moneta in circolazione e cosi venendo meno la quantità della massa monetaria in circolazione si riducono gli scambi e si produce meno ricchezza. Ecco che poco alla volta il signoraggio bancario in un sistema vincolato ed ancorato ai parametri di Maastricht, farà colassare l’economia di molti stati deboli come Grecia – Italia – Spagna, così come hanno fatto colassare l’economa Americana per chi effetti della delocalizzazione di molte attività.
    Quando il decotto sarà pronto, ecco che allora sarà possibile in questa situazione introdurre una moneta unica per il mondo occidentale.
    La cosiddetta opportunità che presenta la crisi , sara quello di comperarsi le fabbriche, le autostrade , il settori strategici a prezzi stracciati quando saremo al default. Il bello è avverrà con i con i soldi nostri ?
    La Cina nel frattempo si sta difendendo creando una moneta pro-Asia , ma legata all’oro , mentre il dollaro continua ad essere legato alla carta [alla carta straccia – perchè si parla già dell’ Amero: Messico America Canada ]. Il futuro, viene visto dagli economisti storici NERO, con uno scenario prossimo di Guerra, la guerra per ricreare nuovi equilibri e per il DOMINIO GLOBALE, a cui gli Illuminati del Nuovo Ordine Mondiale, non vogliono rinunciare dal quando si sono pronunciati per bocca di Bush senior , guarda caso l’11 settembre 1992 http://www.youtube.com/watch?v=7a9Syi12RJo __
    http://www.youtube.com/watch?v=RmO4v_4Fbec ___

    Compratevi della vasellina nel frattempo, se siete passivi , oppure gridate dal carcere di questa società, che vi hanno avvelenato il caffè …

  • amensa

    peccato solo che gli usa sono una nazione particolare….
    anzi la loro moneta è particolare.
    grazie al fatto ch eil dollaro è la principale moneta di interscambio internazionale, gli USA sono sempre riusciti, dalla fine della 2° guerra mondiale, a far pagare al resto del mondo i loro problemi.
    forse questa volta non ci riusciranno al 100%, ma un bello sconquasso lo causeranno di certo!!!

  • xmas

    … dove c´é “opportunità”, mi sembra di leggere … unione nordamericana e moneta unica …

  • AlbertoConti

    Esatto! Lo strumento è del 1944 e si chiama Bretton Woods.
    Oggi si parla da più parti di “nuova Bretton Woods”. Bene, dovremmo parlarne anche noi, non soltanto tremonti, bildeberg, & soliti noti!

  • maumau1

    e soprattutto che si chiama rachman come goldman (sachs)
    non c’è molto da aggiungere..

    ciao

  • vic

    “gli stati nazionali , così come li abbiamo concepiti fin ad ora, hanno cessato di esistere con l’avvento della globalizzazione e con la creazione di una diversa economia”

    C’est ça!
    In piu’: L’UE fara’ la stessa fine degli stati nazione per allocchi. Non ci restera’ alla fine che il governo mondiale dove le decisioni strategiche le prendono personaggi iperburocrati da operetta come la signora Chan di Hong Kong.

    In questo scenario, nani, gnomi, monti e valli fanno solo da quinte amovibili.
    Svegliamoci e torniamo ad essere noi stessi, mandando a quel paese NATO, UE, economisti, ONUclimatisti, WallStreetisti, insomma tutta la processione di neovassalli neovavassori e neovavassini del toobigtofail.

    Non sarebbe male se ogni ex nazione, riscoprendo la modestia, si desse da fare per preservare quelli che una vota si chiamavano mestieri, alla barba delle multinazionali.
    Senza economisti si vive tranquillamente, ma senza falegnami e’ dura.