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INTERVISTA CON UN MEMBRO DELLA RESISTENZA IRACHENA

DI DAHR JAMAIL
DahrJamailIraq.com

Domenica 15 aprile, a Damasco, Siria, ho intervistato un membro di alto grado del partito Ba’ath iracheno. Come molti membri anziani del partito egli vive in esilio in Siria e parla a condizione di rimanere anonimo, chiedendo che ci si riferisca a lui come ad Abu Mohammed. Quella che segue è un’intervista in esclusiva:

Dahr Jamail: Per favore mi parli un poco della sua posizione.

Abu Mohammed: Io sono un rappresentante del Partito Ba’ath e della Resistenza Nazionale Irachena.

DJ: I media aziendali occidentali ritraggono gran parte della violenza in Iraq come se gli iracheni si stessero uccidendo gli uni con gli altri con autobombe nei mercati, ecc. qual’è la sua opinione di iracheno sulla violenza in Iraq ?

AM: E’ un dato di fatto che, sin dall’inizio dell’occupazione, la resistenza irachena ha compiuto le sue operazioni solo contro le truppe americane e i loro alleati. Iracheni che si uccidono gli uni con gli altri e la morte dei civili sono solo colpa degli invasori perché ci sono troppi partiti e tutti questi partiti hanno formato delle milizie.Alcune di queste sono appoggiate dagli americani, alcuni dei sionisti e altre dagli iraniani. Ma il lavoro della resistenza irachena è di sbarazzarsi dell’occupazione americana e [coloro che ne fanno parte] non stanno uccidendo civili.

DJ: Allora chi è responsabile per l’uccisione di civili?

AM: Le milizie e gli invasori. Le forze di occupazione e le milizie sponsorizzate dagli americani, le milizie appoggiate dagli americani, dai sionisti e dagli iraniani. L’obiettivo di tutto ciò è di far apparire negativa la resistenza, così come, semplicemente, di uccidere degli iracheni.

DJ: Amici che conosco a Baquba mi dicono che lì la resistenza sta anche combattendo contro Al-Qaeda. Questo sta accadendo anche nella provincia di Al-Anbar?

AM: Al Qaeda non era in Iraq prima dell’invasione, né lo erano i suoi alleati. Al Qaeda ha iniziato il suo lavoro in Iraq dopo l’invasione. Come Ba’athisti guardiamo ad al Qaeda come a qualcosa di differente – loro hanno strategie, convinzioni e tattiche diverse, è tutto differente. Al Qaeda mira a seguire gli americani e ucciderli ovunque nel mondo. La resistenza irachena uccide i soldati americani solo in Iraq – così questa è una differenza importante tra di noi.

DJ: I leader americani affermano che hanno avuto colloqui con la resistenza irachena. È vero?

AM: L’amministrazione americana e i soldati americani sono soliti dire bugie. Loro hanno invaso l’ Iraq, hanno saccheggiato l’Iraq, hanno ucciso gli iracheni e tutto ciò è stato basato su delle bugie. Hanno portato in tribunale [i membri del] passato governo, li hanno giudicati e li hanno condannati a morte, e tutto ciò è stato basato su bugie e illegalità. L’invasione stessa era basata su armi di distruzione di massa, e relazioni con al Qaeda – poi si è scoperto che non c’erano armi di distruzione di massa e nessuna relazione con al Qaeda, cioè erano entrambe delle bugie. Che gli americani stiano conducendo negoziati con la resistenza è anch’essa una bugia. Sino ad oggi non abbiamo visto alcun passo verso il negoziare con la resistenza sui diritti dell’ Iraq. Se gli americani vogliono andarsene dall’ Iraq e salvare la faccia devono negoziare con la resistenza e i leader del partito Ba’ath in modo da negoziare i diritti dell’ Iraq.

DJ: Perché pensa che debbano negoziare con i leader del partito Ba’ath?

AM: Loro non negozieranno con il partito Ba’ath perché il partito Ba’ath e la nostra resistenza sono il ramo principale della resistenza in Iraq. Nondimeno ci sono altri gruppi della resistenza in Iraq che noi rispettiamo. La resistenza di cui stiamo parlando è quella dei membri del partito Ba’ath così come di altri gruppi. Se gli americani volessero negoziare con la resistenza potrebbero farlo con qualunque gruppo che loro vogliano, che sia rappresentante della resistenza.

DJ: Cosa è esattamente la resistenza irachena? Da chi è composta?

AM: La resistenza irachena è una resistenza patriottica fatta dagli iracheni. È composta da molti gruppi provenienti da molte sette islamiche e non si trova esclusivamente in un’unica area dell’ Iraq. Vi sono così tante parti della resistenza. Alcuni sono Ba’athisti, altri sono islamisti. Noi speriamo che il prossimo governo sia democratico e comprenda tutti i settori e le sette della società, perché il nuovo governo dovrà essere un governo condiviso.

DJ: Chi finanzia e arma la resistenza irachena?

AM: In Iraq vi sono così tante armi. Il Ba’ath ne ha fornite abbastanza da poter combattere per i prossimi 15 anni. Riguardo al finanziamento, l’Iraq è un paese ricco con molte persone ricche, così possiamo ottenere i finanziamenti dall’interno dell’ Iraq.

DJ: Quali sono le richieste della resistenza irachena?

AM: Noi dichiariamo la liberazione e l’indipendenza. Non abbiamo richieste. Abbiamo diritti. Vogliamo i diritti dell’ Iraq. La nostra richiesta è di ottenere indietro i diritti dell’ Iraq. I diritti del nostro popolo includono le seguenti cose:

1. Tutte le parti della resistenza irachena dovrebbero essere irappresentanti esclusivi degli iracheni.

2. Un immediato ritiro senza condizioni delle forze americane.

3. Piena compensazione sia per l’Iraq che per gli iracheni, per coloro che sono stati uccisi a partire dalle sanzioni, che sono iniziate nel 1991, sino ad oggi. Durante le sanzioni sono stati uccisi 1,7 milioni di iracheni. E secondo l’articolo del Lancet [dopo il 2003 n.d.t] ne sono stati uccisi 655,000 e ad oggi forse persino un milione.

4. Il rilascio di chiunque sia in prigione.

5. La cancellazione di tutte le attuali procedure politiche e di tutti i 100 ordini legislativi di Bremer fatti durante il Consiglio di Governo Iracheno, perché, secondo la legge internazionale, è illegale compiere qualunque azione politica e legislativa mentre il paese è sotto occupazione.

6. La cancellazione della legislazione ONU approvata dall’inizio delle sanzioni.

7. La messa sotto processo di tutti traditori, coloro che hanno tradito l’Iraq, e di tutti coloro che si sono alleati con gli americani.

Questi sono i diritti del paese, e se gli americani e i loro alleati rispettano questi diritti possiamo sederci assieme attorno a un tavolo. Non per negoziare questi diritti, ma per pianificare il ritiro e discutere l’implementazione di questi diritti. Inoltre la resistenza continuerà, indipendentemente da quanto tempo e dai costi che saranno necessari, finché non ci sarà un ritiro.

DJ: Quale pensa sia la soluzione alla crisi in Iraq?

AM: Questa è l’unica soluzione che abbiamo a disposizione.

DJ: Come pensa che gli americani se ne andranno dall’Iraq?

AM: Ho citato in precedenza che loro hanno due vie. La prima è quella di rispettare i diritti dell’ Iraq e sedersi insieme al partito Ba’ath, alla resistenza e ai leader della resistenza per implementare questi diritti. Poi gli permetteremo di andarsene con ciò che sarà rimasto dei loro soldati e salvando in qualche modo la faccia. La seconda possibilità è che la resistenza continui sin che loro non si ritireranno, in questo modo non salveranno la faccia.

DJ: Qual è la strategia della resistenza irachena nei confronti dell’Iran?

AM: La strategia della resistenza contro l’Iran è di liberare l’ Iraq non solo dagli americani ma anche dagli intrusi settari in Iraq e dalla separazione ed usurpazione che l’occupazione ha creato. Noi puntiamo ad una profonda e radicale liberazione dell’ Iraq.

DJ: Qual’è la sua opinione del ruolo dell’Onu, della lega araba e dei paesi confinanti?

AM: Questo ruolo sarà riassunto da loro nel dare aiuto umanitario agli iracheni dopo il ritiro degli americani.

DJ: Chi è responsabile degli attacchi contro le forze di occupazione al sud?

AM: La resistenza è diffusa in tutto l’ Iraq, dal Nord al sud. La resistenza nel sud contro l’esercito britannico è pura resistenza irachena che comprende la resistenza jihadista e alcuni leader del partito Ba’ath.

DJ: La maggioranza della resistenza irachena proviene dal vecchio esercito?

AM: Gran parte [dei membri] della resistenza sono ex militari dell’esercito iracheno.

DJ: Qual’è la sua opinione del crescente conflitto tra sciiti e sunniti in Iraq?

AM: La verità è che il cosiddetto conflitto tra sciiti e sunniti non è qualcosa di reale. E’ dovuto a fini politici. Sciiti, sunniti e curdi hanno vissuto in Iraq assieme per più di 1000 anni e non ci sono mai stati conflitti come quelli che vediamo oggi. Questo conflitto sta crescendo a causa degli invasori. E quando gli occupanti, gli invasori e i loro alleati si ritireranno dall’Iraq questo conflitto avrà fine.

DJ: Che messaggio vorrebbe dare al popolo statunitense ?

AM: George Bush in Iraq ha insultato l’America. Vorrei dire che i soldati americani in Iraq vengono umiliati. I vostri soldati piangono nelle strade irachene e vengono sconfitti. Bush vi sta mentendo. Il numero dei caduti americani supera quello reso pubblico di migliaia di unità. Il numero vero è molto più alto. Questo è il mio messaggio. E vorrei chiedere loro di spingere il loro governo a ritirarsi dall’Iraq, altrimenti verranno annientati. Vorrei anche dire che loro devono rispettare i nostri diritti. Se loro si ritireranno in base ai piani citati in precedenza noi possiamo dire che non odieremo gli americani e siamo disposti ad avere buone relazioni con l’America e i suoi alleati.

DJ: Che messaggio vorrebbe dare all’amministrazione Bush?

AM: L’amministrazione americana è piena di criminali e di bugiardi. Loro devono rispettare i diritti degli iracheni. Noi li accuseremo di fronte ai tribunali internazionali per quello che hanno fatto in Iraq e dovranno ammettere la loro colpa di fronte al mondo intero così come di fronte al popolo americano. Dovrebbero smettere di mentire e dovrebbero essere razionali e ritirare i loro soldati.

Dahr Jamail
Fonte: http://dahrjamailiraq.com/
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20.04.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

VEDI ANCHE:

DENTRO LA RESISTENZA IRACHENA

IL DIRITTO ALLA RESISTENZA DEL POPOLO IRACHENO

Pubblicato da Das schloss

  • psy

    Questa intervista è un po’ troppo… come dire… scontata. A sentire questo qui le cose in Iraq sono tutte chiare e lineari, le posizioni ben definite. Io credo che la situazione sia invece un po’ più caotica di quello che ci si vuol far credere.

  • Sven

    Ho parlato con gente che laggiù ci è stata e mi hanno confermato l’estrema frammentazione della società irachena, dove ci sono decine di gruppi tribali anche in un unico villaggio.Però penso che la coesione possa essere intervenuta (in qualche misura) a causa della condotta bellica degli americani, fatta di incarcerazioni e bombardamenti indiscriminati, e questo non si può negare.Scusa, ma anche qua nella II GM c’erano partigiani di ogni colore, i più erano rossi, ma c’era il partito d’Azione così come i democristiani…Non so che coa tu non trovi “lineare” nell’intervista di questo tizio, lui stesso ammette che ci sono fazioni diversamente ispirate, come i laici del Baath ed i jihadisti a sfondo religioso…
    Inoltre è certo, anche perchè confermato da moltissimi iracheni (non ultimo uno scampato alla sodomia assassina e alle torture nelle carceri degli invasori) hanno confermato che il conflitto settario con Saddam non esisteva, checchè ne dica la “libera” stampa occidentale.Gli iracheni non davano alcun peso alle divisioni sunniti-sciiti e ne è prova il fatto che le attuali frizioni siano fomentate dagli squadroni della morte che trapanano il cervello della gente catturata a casaccio (le foto sn state pubblicate qua sopra mesi fa) e ancor più ne è prova la bomba nella moschea d’oro, che serviva proprio a causare una bella guerra civile in Iraq, in modo da dividerlo in tre mini regioni e farne uno stato debole.

    Questi programmi sono stati esplicitati chiaramente negli studi dei think-thank israelo-americani, fin dagli anni 80′: essi auspicavano un Iraq indebolito e sopratutto diviso, e Blondet ha smascherato abilmente questa trama, pubblicando il tutto.Non a caso è quant sta accadendo, tanto che nel Nord gli USA offrono sostegno indiscriminato ai curdi suscitando il risentimento turco.Ecco cosa c’è di veramente “non lineare”.

    Ultima cosa, se tu sostieni che la resistenza irachena sia così frazionata, allora devo chiedermi per forza come sia possibile che dei plotoni di straccioni armati di mitragliatrici leggere, e tra loro in lotta, possano tenere testa all’unica Superpotenza rimasta, ai suoi bombardieri ed ai suoi blindati.Non mi risulta che la resistenza agisca con missili anticarro nè con T-72 di copertura.

    Forse questi signori iracheni sono in lotta tra loro solo per la nostra “libera” stampa.Sul fatto delle autobombe io la vedo come questo iracheno intervistato, è un terrorismo che per gli iracheni sarebbe fine a se stesso, mentre per gli stranieri ha un fine preciso: la tensione e l’esasperazione nella società autoctona, in modo da innescare la guerra civile.Nei mesi scorsi in Iraq sono state persino “smarrite” partite di armi che non recavano la matricola!

    C’è molta più verità in quell’intervista che nei nostri Tg e giornali, stanne certo.