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Intellettuali contro il golpe in Venezuela

Pubblichiamo un appello firmato da storici, sociologi,  linguisti,  antropologi, filosofi, artisti, accademici, esperti di diritto e di scienze politiche e di educatori che si esprimono contro il colpo di stato in Venezuela. Siamo consapevoli del valore pressoché nullo che può avere, per chi decide le sorti degli uomini e del pianeta, una semplice dichiarazione fatta da intellettuali e umanisti che guardano più all’Uomo e alle più tristi esperienze del passato, che non al Grande Business o ai piccoli interessi di bottega, ma ci sembra comunque opportuno pubblicarlo.  Potrà servirci almeno per sentirci meno solo quando ascolteremo la nostra voce che parla di Buonsenso o di rispetto dei Diritti Umani, quando dai giornali e dalle televisioni continueranno a sparlare di giustizia e di democrazia. (NdR)

Pressenza.com

“Riconoscendo, Juan Guaidó,  il presidente dell’Assemblea nazionale, come nuovo presidente del Venezuela, cosa illegale secondo la Carta OAS, il governo di Donald Trump ha accelerato la crisi politica in Venezuela nella speranza di dividere le forze armate venezuelane e di polarizzare ancora di più la popolazione, costringendola a scegliere e a schierarsi”. E’ questo l’appello di un gruppo di 70 intellettuali, esperti e storici latinoamericani in una lettera aperta in cui si prende posizione sull’attuale situazione venezuelana e chiede energicamente – all’amministrazione di Donald Trump – di non interferire nella politica interna venezuelana e di appoggiare il dialogo tra Chavismo e antichavismo.

Quello che segue è il testo completo:

“Il governo USA deve smettere di interferire nella politica interna del Venezuela e particolarmente nei suoi tentativi di rovesciare il governo di quel paese. È quasi certo che le azioni dell’amministrazione Trump e dei suoi alleati regionali abbiano reso più grave la situazione del Venezuela, cosa che porterà a inutili sofferenze, a  violenza e instabilità nel paese.

La polarizzazione politica del Venezuela non è nuova. Il paese è stato a lungo diviso per problemi razziali e socioeconomici. Ma la polarizzazione si è resa più acuta negli ultimi anni, cosa in parte dovuta all’appoggio degli Stati Uniti ad una strategia di opposizione volta a liquidare il governo di Nicolás Maduro con mezzi extra-elettorali. Benché l’opposizione sia divisa su questo tipo di strategia, gli Stati Uniti hanno dato il loro appoggio al partito dei falchi e della linea dura per rovesciare il governo Maduro alimentando proteste spesso violente, con un colpo di stato militare o con altri mezzi estranei al percorso elettorale.

Sotto l’amministrazione di Trump, la retorica aggressiva contro il governo venezuelano è giunta al livello più estremo e minaccioso, parlando apertamente di “azione militare” e di condanna del Venezuela, insieme a Cuba e Nicaragua, definendo questi paesi come parte di una “troika della tirannia”. I problemi – effetto delle politiche del governo venezuelano – sono stati aggravati dalle sanzioni economiche USA che, secondo i parametri dell’Organizzazione degli Stati Americani e delle Nazioni Unite, sarebbero illegali, come pure secondo le leggi degli Stati Uniti e secondo altri trattati e leggi convenzioni internazionali. Queste sanzioni hanno tagliato le risorse con cui il governo venezuelano avrebbe potuto evitare la recessione economica e, allo stesso tempo, hanno causato un drastico calo della produzione petrolifera e l’aggravarsi della crisi economica, provocando la morte di molte persone che non hanno più avuto accesso alle medicine che avrebbero potuto salvarle. Intanto, i governi degli Stati Uniti e dei suoi alleati continuano a incolpare esclusivamente il governo venezuelano per il danno economico, compreso quello prodotto dalle sanzioni statunitensi.

Ora gli Stati Uniti e i suoi alleati, compreso il segretario generale dell’OAS,  Luis Almagro, e il presidente di estrema destra del Brasile, Jair Bolsonaro, hanno spinto il Venezuela sull’orlo del precipizio. Riconoscendo  Juan Guaidó, il presidente dell’Assemblea Nazionale, come nuovo presidente del Venezuela – cosa di illegale in base alla Carta dellOAS  –  l’amministrazione Trump ha notevolmente accelerato la crisi politica in Venezuela nella speranza di dividere e polarizzare l’esercito venezuelano ancora più alla popolazione, costringendola a schierarsi. L’ovvio, e a volte esplicito, obiettivo è cacciare Maduro con un colpo di stato.

La realtà è che, nonostante l’iperinflazione, la mancanza (di tutto) e la profonda depressione, il Venezuela rimane un paese politicamente polarizzato. Gli Stati Uniti e i loro alleati devono smettere di foraggiare la violenza nell’attesa di un cambio di regime violento ed extralegale. Se l’amministrazione Trump ed i suoi alleati continuano nel loro comportamento scellerato in Venezuela, il risultato più probabile sarà spargimento di sangue, caos e instabilità. Gli Stati Uniti avrebbero dovuto imparare qualcosa dalle loro passate iniziative di “cambio di regime” in Iraq, in Siria, in Libia e nella lunga e violenta storia di sponsorizzazione di “cambiamenti di regime” in tutta l’ America Latina.

Oggi nessuna delle due parti in Venezuela può prevalere sull’altra. L’esercito, per esempio, dispone di almeno 235.000 unità di prima linea, più altri  1,6 milioni di uomini nelle milizie. Molte di queste persone combatteranno, non solo per difendere il loro credo nella sovranità nazionale – tema molto forte in America Latina – da quello che sembra essere un intervento guidato dagli Stati Uniti, ma anche per proteggersi dalla possibile repressione nel caso che l’opposizione rovesci il governo con la forza.

In una situazione del genere, l’unica soluzione è un accordo negoziato, come successe in passato nei paesi dell’America Latina in cui società politicamente polarizzate non potevano risolvere le loro divergenze nemmeno andando a votare. Ci sono stati sforzi che avrebbero potuto aver successo, come quello del Vaticano nell’autunno 2016, ma non hanno avuto l’appoggio di Washington e dei suoi alleati, sempre focalizzati sul cambio di regime. Questa strategia deve cambiare per consentire una soluzione praticabile per uscire dall’attuale crisi in Venezuela.

Per il popolo venezuelano, per la regione e per il principio di sovranità nazionale, questi attori internazionali devono sostenere il negoziato tra il governo venezuelano e i suoi oppositori per consentire al paese di uscire definitivamente da questa crisi politica ed economica “.

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Firmato:

Noam Chomsky, Profesor Emérito, MIT y Profesor Laureate, Universidad de Arizona

Laura Carlsen, Directora, Programa de las Américas, Centro de Política Internacional

Greg Grandin, profesor de historia, Universidad de Nueva York

Miguel Tinker Salas, profesor de Historia de América Latina y Estudios Chicano / a Latino / a en Pomona College

Sujatha Fernandes, profesora de economía política y sociología, Universidad de Sydney

Steve Ellner, editor gerente asociado de Perspectivas de América Latina

Alfred de Zayas, ex experto independiente de la ONU sobre la promoción de un orden internacional democrático y equitativo y único relator de la ONU que visitó Venezuela en 21 años

Boots Riley, escritor / director de Sorry to Bother You, músico

John Pilger, periodista y cineasta

Mark Weisbrot, codirector del Centro de Investigación Económica y Política

Jared Abbott, PhD Candidate, Departamento de Gobierno, Universidad de Harvard

Dr. Tim Anderson, Director, Centro de Estudios Contra Hegemónicos

Elisabeth Armstrong, profesora del estudio de mujeres y género, Smith College

Alexander Aviña, PhD, Profesor Asociado de Historia, Universidad Estatal de Arizona

Marc Becker, profesor de historia, universidad estatal de Truman

Medea Benjamin, Cofundadora, CODEPINK

Phyllis Bennis, Directora de Programas, New Internationalism, Institute for Policy Studies

Dr. Robert E. Birt, profesor de filosofía, Bowie State University

Aviva Chomsky, profesor de historia, Universidad Estatal de Salem

James Cohen, Universidad de París 3 Sorbonne Nouvelle

Guadalupe Correa-Cabrera, Profesora Asociada, Universidad George Mason

Benjamin Dangl, PhD, editor de Hacia la libertad

Dr. Francisco Dominguez, Facultad de Ciencias Sociales y Profesionales, Universidad de Middlesex, Reino Unido

Alex Dupuy, John E. Andrus Profesor de Sociología Emérito, Universidad de Wesleyan

Jodie Evans, Cofundadora, CODEPINK

Vanessa Freije, profesora asistente de estudios internacionales, Universidad de Washington

Gavin Fridell, Cátedra de Investigación de Canadá y Profesor Asociado en Estudios de Desarrollo Internacional, St. Mary’s University

Evelyn González, Consejera, Montgomery College

Jeffrey L. Gould, Profesor Rudy de Historia, Universidad de Indiana

Bret Gustafson, profesor asociado de antropología, Universidad de Washington en St. Louis

Peter Hallward, profesor de filosofía, Universidad de Kingston

John L. Hammond, profesor de sociología, CUNY

Mark Healey, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Connecticut

Gabriel Hetland, profesor asistente de estudios latinos de América Latina, el Caribe y los Estados Unidos, Universidad de Albany

Forrest Hylton, Profesor Asociado de Historia, Universidad Nacional de Colombia-Medellín

Daniel James, Bernardo Mendel Cátedra de Historia Latinoamericana

Chuck Kaufman, Co-Coordinador Nacional, Alianza por la Justicia Global

Daniel Kovalik, profesor adjunto de derecho, Universidad de Pittsburgh

Winnie Lem, profesora, Estudios de Desarrollo Internacional, Universidad de Trent

Dr. Gilberto López y Rivas, Profesor Investigador, Universidad Nacional de Antropología e Historia, Morelos, México

Mary Ann Mahony, profesora de historia, Universidad Estatal de Connecticut Central

Jorge Mancini, Vicepresidente, Fundación para la Integración Latinoamericana (FILA)

Luís Martin-Cabrera, Profesor Asociado de Literatura y Estudios Latinoamericanos, Universidad de California San Diego

Teresa A. Meade, Florence B. Sherwood Profesora de Historia y Cultura, Union College

Frederick Mills, profesor de filosofía, Bowie State University

Stephen Morris, profesor de ciencias políticas y relaciones internacionales, Middle State State University

Liisa L. North, profesora emérita, Universidad de York

Paul Ortiz, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Florida

Christian Parenti, Profesor Asociado, Departamento de Economía, John Jay College CUNY

Nicole Phillips, profesora de derecho en la Universidad de la Fundación, Dra. Aristide Faculté des Sciences Juridiques et Politiques y profesora adjunta de derecho en la Facultad de Derecho de la Universidad de California en Hastings

Beatrice Pita, profesora del Departamento de Literatura de la Universidad de California en San Diego

Margaret Power, profesora de historia, Instituto de Tecnología de Illinois

Vijay Prashad, Editor, El TriContinental

Eleanora Quijada Cervoni FHEA, facilitadora de educación del personal y mentora de EFS, Centro de Educación Superior, Aprendizaje y Enseñanza en la Universidad Nacional de Australia

Walter Riley, abogado y activista

William I. Robinson, profesor de sociología, Universidad de California, Santa Bárbara

Mary Roldan, Dorothy Epstein Profesora de Historia Latinoamericana, Hunter College / CUNY Graduate Center

Karin Rosemblatt, profesora de historia, Universidad de Maryland

Emir Sader, profesor de sociología, Universidad del Estado de Río de Janeiro

Rosaura Sánchez, profesora de literatura latinoamericana y literatura chicana, Universidad de California, San Diego

TM Scruggs Jr., Profesor Emérito, Universidad de Iowa

Victor Silverman, profesor de historia, Pomona College

Brad Simpson, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Connecticut

Jeb Sprague, profesor de la Universidad de Virginia

Christy Thornton, profesora asistente de historia, Johns Hopkins University

Sinclair S. Thomson, Profesor Asociado de Historia, Universidad de Nueva York

Steven Topik, profesor de historia, Universidad de California, Irvine

Stephen Volk, profesor de historia emérito, Oberlin College

Kirsten Weld, John. L. Loeb Profesor Asociado de Ciencias Sociales, Departamento de Historia, Universidad de Harvard

Kevin Young, profesor asistente de historia, Universidad de Massachusetts Amherst

Patricio Zamorano, académico de estudios latinoamericanos; Director Ejecutivo, InfoAmericas

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Fonte : https://www.pressenza.com

Link : https://www.pressenza.com/es/2019/01/texto-completo-de-intelectuales-contra-golpe-en-venezuela-estados-unidos-debe-dejar-de-interferir/?fbclid=IwAR06EFWkg_zCuvfSlZE9JuyV5XTft4YY5RPTMc3df6jMSQUHuWZLpN-Qwgg   

26 gen. 2019

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte  comedonchisciotte.org  e l’autore della traduzione Bosque Primario

Pubblicato da Bosque Primario