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IN GERMANIA SI INCRINA IL MURO DELL’OMERT MEDIATICA SULL’11 SETTEMBRE

DI ROBERTO QUAGLIA
www.edicola.biz

In occasione del nono anniversario dei tragici fatti dell’11 settembre, è apparso sulla stampa tedesca di serie A un articolo davvero rivoluzionario e significativo: “11 Settembre 2001, la sequenza dei fatti”. Lo ha pubblicato Focus-Money, una delle più importanti riviste tedesche di economia, a firma di Oliver Janich.

La cosa incredibile di questo articolo, è che per la prima volta sulla grande stampa occidentale, la sequenza degli eventi riportati è quella vera, senza gravi omissioni, ed essi sono stati scelti fra i più significativi, anziché come di solito, fra quelli più irrilevanti (quando non addirittura falsi). Un precedente in verità c’era stato, mesi prima, ma ad opera dello stesso giornalista sulla stessa rivista.

E’ risaputo che il giornalismo italiano è in genere di così bassa lega, che spesso gli articoli più belli e significativi che vi leggiamo sono stati in realtà comprati e tradotti da qualche fonte anglosassone. Ciò avviene sia sulla carta stampata, che in televisione. I migliori documentari storici o sul mondo della natura che vediamo in tivù sono quasi sempre di matrice straniera, tradotti ed inglobati in contenitori pseudo-italiani dove il pseudo-giornalista italiano di turno si limita a quattro ciance superflue prima e dopo il documentario che non è farina del suo sacco, al solo scopo di giustificare il suo lauto ed immeritato stipendio. Del nulla assoluto che ormai riempie qualsiasi telegiornale, inutile parlare.

Ovviamente, nel caso del bell’articolo sull’11 settembre, la stampa italiana si è guardata bene dal farne menzione. Non parliamo neppure dell’opzione di tradurlo! Eppure, l’articolo in questione è davvero clamoroso. Ed ignorarlo non è un’opzione. E’ uscito a settembre, quindi la scusa delle vacanze non vale. Lo hanno visto, lo hanno letto, fanno finta di niente.

In precedenza, quando la grande stampa si occupava delle versioni “non allineate” dei fatti dell’11 settembre, ad un occhio attento traspariva chiaramente la volontà di disinformare, di confondere le acque nel merito, di annacquare le verità scomode. Questo lavoro si chiama “controllo del danno”. Si finge di informare, così da dare agli ignari l’impressione di avere appreso qualcosa in merito ai fatti, così che ogni eventuale interesse all’approfondimento si spenga.

Tutto un altro discorso nell’articolo su Focus-Money. Oliver Janic non ha trascurato nessuno dei fatti più rilevanti, né soprattutto ha cercato di confondere le acque con le solite ciance con cui gli pseudo-giornalisti subdolamente discreditano le notizie che a malavoglia sono costretti a dare. La sua esposizione dei fatti è intensa ed efficace, e nel suo lungo articolo essa tiene perfettamente il passo con lo stato dell’investigazione collettiva da parte dei ricercatori indipendenti su Internet.

Per esempio leggiamo:

“Trovate tracce di esplosivi. Vi sono prove univoche a riguardo. Più di 1200 architetti ed ingegneri sotto la conduzione di Richard Gage fanno notare come un crollo simmetrico dei tre grattacieli WTC 1, 2 e 7 è stato possibile, nel rispetto delle leggi di Newton, solo se le strutture portanti sono state rimosse in modo mirato e contemporaneo, mediante esplosioni. A tale proposito, il professore di fisica Steven Jones ha trovato nella polvere del World Trade Center tracce di Nanotermite.” (…) A Giugno 2009 il rinomato Istituto Britannico di Nanotecnologia ha confermato i risultati delle analisi: Lo studio, dichiara l’Istituto, «fornisce la prova incontrovertibile (indisputable) che nella polvere di tutti e tre gli edifici che l’11 settembre 2001 sono crollati a New York è stato trovato un esplosivo ad alto livello tecnologico, dal nome di nanotermite. Questo esplosivo d’alta tecnologia può venire prodotto solo in laboratori militari specializzati.» Questo dato di fatto toglie sgonfia la tempesta di critiche di cui era oggetto Steven Jones, secondo le quali il professore avrebbe messo in gioco la propria fama fabbricandosi le prove da solo, pur di dimostrare la propria tesi della demolizione controllata.”

Con buona pace dei cretini (o delinquenti) che (anche in Italia) se ne erano usciti con l’affermazione che le fotografie delle particelle di termite erano in realtà immagini di pittura antiruggine. E degli stormi di allocchi che se la sono bevuta.

ed ancora:

“Il 10 settembre [Rumsfeld] dichiarò in una conferenza stampa, come riportato da CBS il 29 Gennaio 2002, che dal bilancio del Pentagono erano scomparsi nel nulla 2,3 miliardi di dollari. Il giorno dopo il mondo cambiò, e nessuno mai più chiese di rendere conto di questa incredibile somma. Secondo la “Pittsburg Post Gazette” del 20 dicembre 2001, 34 dei 65 impiegati dell’ufficio risorse dell’esercito morirono quel giorno al Pentagono. La maggior parte dei deceduti in quell’ufficio erano contabili privati, ragionieri ed analisti di budget.”

Non traduco di più, visto che tutte queste cose (e molte altre) ci sono anche nel mio libro sull’11 settembre e mi sento scemo a faticare adesso per tradurle dette da un altro.

Tuttavia scrivo questo pezzo poiché è importante sottolineare l’importanza di questa breccia nel muro di omertà con il quale la libera stampa dei paesi democratici si è in tutto e per tutto resa complice dell’insabbiamento dei fatti dell’11 settembre e di riflesso dei milioni di morti prodotti dalle guerre che ne sono seguite. Non importa che una percentuale in costante rialzo dei cittadini occidentali non creda più alle menzogne ufficiali. Analogamente a Hitler ed il suo entourage negli ultimi giorni dell’assedio di Berlino, i giornalisti asserragliati nel bunker mediatico vivono ormai in un mondo tutto loro. Persistono a vaneggiare di una realtà alla quale nel mondo esterno al bunker sempre più gente non crede più. Ma adesso che è iniziata la defezione di qualcuno di loro, come reagiranno? Prima o poi dovranno consultare degli psicologi che li aiuti a superare lo stress post-traumatico. Psicoanalisi obbligatoria per la classe dei giornalisti, dunque, purché non a carico della mutua!

Di colpo non sono più i cosiddetti “complottisti di internet” a raccontare la vera storia dell’11 settembre, ma la stampa ufficiale. Una parte, una piccola parte, della stampa ufficiale. Ma pur sempre stampa ufficiale, quella per intenderci che si fregia dei crismi della professionalità e della credibilità. Quella che si illudeva di poter stabilire indefinitamente gli standard della realtà condivisa.

I dileggiamenti e sorrisetti di compatimento, quando non espliciti insulti riservati a quelli di noi che già anni fa osarono rifiutarsi di credere alle assurdità della narrazione ufficiale, non colpiscono stavolta il coraggioso Oliver Janic. Gli pseudo-giornalisti stavolta ammutoliscono e come struzzi ficcano il capo più a fondo che mai nel terreno. Dov’è adesso quel loro umorismo insultante e triviale, con il quale sono soliti irridere i blogghisti che fanno il lavoro che sarebbe toccato a loro? Gli pseudo-giornalisti non parlano dell’articolo apparso su Focus-Money, non cercano di smontarlo, non tentano contro di esso i loro abili giochetti delle tre carte, nei quali la verità ti viene mostrata per un attimo al solo scopo di fartela subito dopo sparire alla vista per sempre. No. Il mondo del giornalismo tace intensamente di fronte a questa defezione che implicitamente è un’accusa per tutti loro.

Ma il silenzio non è più un’opzione. Ha funzionato benissimo, ad esempio, per tenere il mio libro nell’ombra – in parecchi anni non ho avuto neppure una recensione negativa, chi voleva affossarlo semplicemente lo ignorava del tutto. Ma adesso che la storia si è intrufolata nei media ufficiali, questi signori si ritrovano con un elefante incazzato nella cristalleria, e nascondere la testa sotto la sabbia non lo farà sparire.

A dire il vero ci fu un precedente, in Germania. Nel 2003, i giornalisti Gerhard Wisnewski e Willy Brunner realizzarono per la rete pubblica tedesca WDR una seria inchiesta giornalistica sui misteri dell’aereo che l’11 settembre 2001 si schiantò in Pennsylvania, inchiesta che andò in onda e riscosse parecchio successo presso il pubblico. Tuttavia, da lì a poco la rivista Der Spiegel pubblicò una spietata requisitoria contro i “visionari” che vedono cospirazioni nei fatti dell’11 settembre. L’articolo si intitolava ”Panoptikum des Absurdum, e delle esemplari tecniche di manipolazione utilizzate in questo articolo mi dilungo in dettaglio nel mio libro Il Mito dell’11 settembre. Come conseguenza, Wisnewski e Brunner furono “epurati” e non fu più loro consentito di lavorare per la televisione tedesca. Secondo Wisnewski, il suo documentario è stato addirittura eliminato dagli archivi della WDR. Tutto questo, nel 2003.

Oggi, nel 2010, dopo l’articolo su Focus-Money, Der Spiegel – così come tutte le altre Zeitungen, i giornali tedeschi – tace. O piuttosto, riecheggia a gran voce il monito di Londra e Washington secondo il quale sarebbe di colpo cresciuto soprattutto in Germania il pericolo di attacchi terroristici. Tutto ciò non è scevro di una certa logica, il cui filo lascio indovinare ai miei lettori.

La verità nuda e cruda pubblicata su un’importante rivista economica tedesca spazza via ogni alibi residuo per gli pseudo-giornalisti, che un domani non potranno un giorno rifugiarsi dietro alla solita scusa “ma noi non sapevamo”. I fatti nudi e crudi sono sempre di più sotto gli occhi di tutti. Il presidente dell’Iran Mahmud Ahmadinejad ha ufficialmente chiesto in sede ONU l’istituzione di una inchiesta internazionale sui fatti dell’11 settembre, dicendo che nella stessa America due terzi della popolazione non crede più alla versione governativa, e che molta gente si è convinta che ad organizzare gli attentati siano stati gli americani stessi. Due terzi della popolazione americana mi sembra effettivamente una stima azzardata, ma a New York probabilmente siamo già a più della metà. Sapendo che effettivamente sempre più gente si sta convincendo che l’11 settembre fu un’operazione made in USA, l’abbandono della sala da parte della delegazione americana non è esattamente la cosa più opportuna da fare per convincere i dubbiosi della propria innocenza a riguardo. Se sai di essere innocente rispetto ad una accusa che sempre più gente ti rivolge, non scappi – chiaro sintomo di coda di paglia. Rispondi invece per le rime e smentisci con argomenti solidi alla mano chi ti ha accusato. Soprattutto quando ciò si verifica all’ONU, sede creata al precipuo scopo di permettere alle nazioni di discutere ed ascoltarsi. Quando si inizia a non essere in grado di fare l’uno e l’altro, il problema è evidentemente serio.


Un efficace video in inglese che mette a confronto le parole all’ONU di Ahmadinejad con la infelice replica di Obama

In conclusione, il bell’articolo di Oliver Janic su Focus Money è una vistosa crepa nella diga che tuttora tiene separati i due mondi – quello di chi ha capito, e quello di ancora si fida dei giornali “autorevoli”. Qualcosa mi dice che il giorno in cui la diga fatalmente cederà – perché un giorno essa verrà giù, piaccia o non piaccia, e non possono esserci dubbi a riguardo – il nostro mondo si ritroverà sommerso da un autentico tsunami. Di purissima merda.

Roberto Quaglia
www.roberto.info

Un articolo precedente di Focus Money, risalente a Gennaio 2010, nel quale per la prima volta si affrontava in modo critico l’argomento 11 settembre. Il titolo è “NON VI CREDIAMO”. Nalla galleria di personaggi raffigurati, spicca anche la foto di Francesco Cossiga, che come è noto dichiarò anni fa al Corriere della Sera che l’11 settembre era stato un inside job. Chissà perché, nessun giornalista italiano volle riprendere o approfondire questa clamorosa notizia.

Originalmente pubblicato su Edicola.biz e Newspapers Online
Qui potete scaricare il PDF della versione cartacea sell’articolo, che si presenta molto meglio della versione online.

articolo pubblicato con licenza diritti Creative Commons, ovvero è permessa la libera riproduzione di questo testo purché in forma inalterata e comprensiva di immagini e link in esso contenuti e purché la pubblicazione non abbia carattere commerciale

Fonte: http://www.edicola.biz/
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17.10.2010

Pubblicato da Das schloss

  • Terence

    Well, let’s not start sucking each other’s dicks quite yet.

  • zufus

    Grandissimo Quaglia.

    Consiglio a tutti il suo straordinario libro “Il mito dell’11 settembre”.

    Oltre a contenere una straordinaria raccolta di dati, spesso sconosciuti, è un testo di piacevolissima lettura, pieno di ironia e humor.

    ——————-

  • KATANGA

    purtroppo mi sa’ che le cose non andranno nel verso della VERITA’.
    personalmente un po’ mi spaventa che i fatti emergano anche sui media “autorevoli”.
    e’ ovvio che il POTERE non puo’ permettersi che questo avvenga realmente, aprendo gli occhi anche al popolo bue.
    una balla grossa si puo’ far sparire con una ancora piu’ grande….non so perche’ ma questa crisi sembra solo un’altro gradino da superare da chi sembra avere architettato tutto avendo ben chiaro dove andare a parare…
    l’ultima opzione….Werner Von Braun…..
    governo mondiale…moneta unica…….monsanto….goldman sachs…scie chimiche…h.a.a.r.p….(e chi piu’ ne ha….)
    certo sono anni interssanti!!!

  • Don-Kisciotte

    Si ok, va bene. Arriverà il giorno in cui la gente ammetterà che i potenti ci hanno infinocchiato con le loro bazzeccole e noi eravamo li a pendere dalle loro labbra. Questo è già un progresso.
    Però nel frattempo (e come sempre), a distanza di quasi 10 anni oramai, sono riusciti tramite i media compiacenti ad ottenere quello che volevano. Infatti oggi pur sapendo che non ci hanno raccontato la verità deliberatamente è troppo tardi per fare qualsiasi indagine indipendente seria. Tutte le prove piu importanti sono state ormai compromesse/insabbiate e nessuno tra i veri autori di quell’attentato è ormai più pienamente sospettabile/condannabile. Cosi come per Ustica o per la strage di Bologna, etc…. La storia si ripete. La gente, il popolo doveva/poteva scendere in strada e ribellarsi quando Bush annunciava che non ci poteva essere una commissione indipendente su quei fatti, quando le forze dell’ordine vietavano a tutti di avvicinarsi ai luoghi del disastro. Gia in questa usurpazione della sovranità del popolo e nel sostituirsi in maniera non richiesta alla sua volontà come si trattasse di una sorta di persona incapace, vi era la dichiarazione INFALLIBILE di MALAFEDE e di menzogna. Si poteva perciò legittimamente dubitare del comportamento tenuto dalle autorità nel non permettere indagini autonome e anzi al contrario emanare il vomitevole patriot-act. Invece, con il cuore mosso a compassione per le povere vittime degli attentati, hanno regalato la loro fiducia a quei poteri che oggi li hanno irrimediabilmente deviati dalla verità. Eravamo tutti troppo sopiti.

  • esca

    I giornalisti? Hai voglia a nascondersi sotto terra, con tutti i cadaveri che servilmente hanno contribuito a nascondere. Ma se un giornale di una certa rilevanza inizia con talune rivelazioni, non lo fa certo per il bene del popolo, per informarlo; questo arduo compito continua ad essere sulle spalle (larghe) di bloggers e gestori di siti (alcuni dei quali, si badi bene, sottilmente infiltrati). L’episodio me ne fa venire in mente un altro di alcuni mesi orsono che riguarda il nostro paese, quando su una rete nazionale (Rete 4!) vennero dedicate due puntate alle scie chimiche, HAARP ed il controllo climatico militare, in prima serata; la trasmissione era Mistero. Ciò avvenne nel periodo delle, diciamo, crescenti “difficoltà o avversità” del Silvio nazionale. Quasi un messaggio. Del resto, il metodo degli oscurati vuole che essi comunichino tramite segni, simboli e cerimonie e più le cose sono grandi, più lo fanno alla luce dei riflettori, con annesso spettacolo, se possibile. Evidentemente così godono di più: lo stile disgustosamente egocentrico è una cosa che agli illuminati DI QUALUNQUE ANGOLO DEL GLOBO non manca, tanto in Oriente quanto in Occidente.

  • Bellerofon

    …”Stampa autorevole”…???

    Mi scapperebbe da ridere, ma preferisco non farlo per per il rispetto dovuto alla la buona fede (mi auguro) del recensore.

    Non esiste NESSUNA stampa autorevole al mondo, tanto meno in Germania. E non esiste nessuno ‘scoop’ sull’11 settembre. Gli scopi, ed i simbolismi esoterici utilizzati in quell’orribile evento, erano talmente grottescamente palesi che era ovvio che, prima o poi, sarebbero stati usati per l’ennesima battaglia fra poteri occulti sul teatro mediatico. Calzante l’esempio delle scie chimiche trattate su “Misteri”.

    La stampa ufficiale acquistabile nelle edicole non avrà mai alcuna autorevolezza: scampoli di verità si nascondono ancora, solo ed unicamente, fra le pieghe del Web. Ed anche lì, massima cautela!

  • Truman

    Quoto Quaglia:

    …i giornalisti asserragliati nel bunker mediatico vivono ormai in un mondo tutto loro. Persistono a vaneggiare di una realtà alla quale nel mondo esterno al bunker sempre più gente non crede più.

  • vic

    Bravo Roberto Quaglia a ricordarci non tanto l’11 settembre, quanto il servilismo, o la pigrizia di quei giornalisti che per mestiere avrebbero dovuto indagare ed invece se ne sono stati zitti, o peggio, hanno ripetuto litanie assurde. Verosimilmente il direttore di testata non metteva a disposizione ne’ la pecunia ne’ la volonta’ per indagare.

    Mi pare che Quaglia sia stato il primo ad evidenziare in un libro in lingua italiana le assurdita’ raccontateci dall’ufficialita’. Giulietto Chiesa e’ arrivato molto dopo e, diciamolo tranqquillamente, non dispone del sottile humour di Quaglia. Eppure non l’ha manco citato. Tiro mancino.

    A questo punto e’ molto interessante capire il meccanismo che ha fatto tacere quasi tutti. Oppure ha fatto blaterare attivissimamente a vanvera. Forse aveva ragione Max Planck, certe teorie sconvolgenti vengono accettate solo perche’ quelli che non le accettano muoiono per longevita’, non perche’ cambiano idea. Dunque aspettiamo fiduciosi l’arrivo delle nuove generazioni.

    A timida difesa dei media USA, ricordo che da loro i media cosiddetti alternativi si fanno sentire forte e chiaro. Steven Jones, Robert Gage hanno avuto ampia eco in questi media. Forse e’ anche per questo che i sondaggi danno il pubblico USA molto meno credulone di quel che noi pensassimo. La lobby dei costruttori del genio civile e’ ben attrezzata. Non sono disposti a giocarsi la reputazione di abili costruttori di grattacieli.

    Quando lo tsunami si riversera’ dalla diga, e’ molto probabile che anche i membri del congresso giocoforza dovranno surfare sull’onda e mettere in moto la giustizia. Sara’ un bel braccio di ferro fra chi vuol sapere e chi vuol occultare. Ma saranno altre generazioni a cimentarsi, per cui l’esito rimane aperto. Sara’ molto interessante vedere come si comportera’ l’assicurazione che ha sborsato due volte al signor Silverstein i costi del danno immobiliare.

    Grazie a CDC per aver scovato l’articolo di Quaglia.
    Il suo eccellente libro, pieno di ragionamenti documentati che filano lisci come la sua ironia, si trovava fino a poco tempo fa’ anche online.

    Francamente mi sarei aspettato una crepa della diga dal lato francese, invece da li’ gran silenzio.
    Curioso che sia un periodico economico di Germania a mostrare la prima crepa. Si vede che sono meglio informati degli altri. Che vogliano tentare uno scacco all’Inghilterra, da sempre con la mano intenta piu’ ad accarezzare gli USA che l’UE?

    In bocca al lupo, Quaglia!
    Crepi il lupo.

  • bstrnt

    Bene, l’omertà mediatica si incrina!
    Però, viene da domandarsi: possibile che nessuno si sia posta qualche domanda sulla risibile versione ufficiale?
    Risibile e patetica perché contraddice in maniera plateale una buona dozzina di leggi fisiche di questo universo!
    Possibile che nessuno si sia chiesto come faceva un 757 lanciato contro il Pentagono, produrre un’unico foro di circa 3 metri di diametro?
    Caso mai doveva produrne 2 in corrispondenza delle turbine, mentre quello della carlinga era opzionale e la patetica balla che le turbine, che fino ad ordine contrario spingono in avanti l’intera struttura, fossero rientrate nella carlinga, la dice lunga anche sui buzzurri ignoranti ed acculturati che hanno inventato questa fregnaccia.
    Infatti, dopo qualche tempo qualcuno deve essersi accorto dell’incongruenza, allora è stato fatto crollare il perimetro del Pentagono per una decina di metri circa.
    Questo potrebbe bastare ed avanzare anche senza tirare in ballo la volatizzazione di tutti quei materiali di risulta che normalmente seguono una collisione di un arereo con un qualsiasi ostacolo.
    Poi, ahimé, c’è stata un po’ di confusione, gli aerei che hanno impattato gli edifici dele torri gemelle erano due, ma gli edifici abbattuti furono tre; quindi anche imbranati, oltre che ignoranti!
    Le faccende dello spegnimento dei trasponder e la riaccensione degli stessi in prossimità dei bersagli non suggerisce forse qualcosa?
    Non parliamo poi delle demolizioni controllate sotto le riprese di migliaia di telecamere, lì no che non potevano confiscare tutte le registrazioni come al Pentagono!
    Qualcuno, poi, si è mai chiesto da cosa poteva essere generata l’accuratezza dei due aerei a colpire le torri gemelle; non mi sembra che il normale GPS possa avere precisioni di quell’ordine, ma quello militare, sicuramente sì, specialmente se l’aereo viene pilotato da remoto come un drone.
    Nessuno poi si è curato delle dichiarazioni di Leonid Ivashov, che puntualmente affermava che il terrorismo internazionale non esiste, almeno nelle forme declamate dai media, proprio i giorni seguenti all’ 11 settembre, lasciando ben intendere che l’11 settembre è un evento assolutamente imputabile ai servizi segreti, che, visti i risultati, sarebbe d’opo non definirli “intelligence”.
    Per inciso, Leonid Ivashov non è certamente uno di qei buzzurri ignoranti e dementi così variegatamente rappresentati nell’amministrazione Bush.
    La domanda rimane: perché certe incongruenze così marcatamente pacchiane non sono state subito evidenziate dai media di informazione.
    Per me la risposta è abbastanza evidente: l’informazione è inflazionata da prosseneti proni ai voleri del potere, in quegli anni rappresentato dagli arrogantissimi USA con il loro asse finanziario-militare ; adesso la musica sta cambiando e dopo oltre 6 lustri dove i neocon con le loro marionette (Nixon, Reagan, Clinton e Bush vari) sono riusciti a minare profondamente e definitivamente l’impero, l'”informazione” comincia ad abbandonare gli antichi padroni, come i topi abbandonano la nave che affonda, e inizia a cercare nuovi padroni ai quali prostrarsi e far da zerbino.

  • bstrnt

    Guarda cosa ha prodotto quella farsa : due guerre contro due paesi che centravano come i cavoli a merenda, però, dal 2001 ad oggi, sono riusciti a derubarci di buona parte del welfare europeo, della moneta sovrana e quindi della possibilità di svalutare all’occorrenza, imporci un trattato come quello di Lisbona che ci deruba della sovranità nazionale della nostra valida Costituzione per farci divenire schiavi di una entità sovranazionale, chiamata pomposamente Europa, con chiare ispirazioni nazi-fasciste, mentre altri stati (vedi Cina, India, America Latina) stanno prendendo il posto della decrepita Europa.
    Scomettiamo che tra meno di 20 anni saremo ridotti ad emigrare nuovamente come agli inizi del novecento?
    Qui prodest? è la domanda da porci … dopo 10 anni ne abbiamo la risposta!