Di Eliseo Bertolasi
Nel Regno Unito in varie parti del paese sta montando il malcontento della popolazione contro gli immigrati. Recentemente, nel giugno di quest’anno in Irlanda del Nord, nella città di Ballymena, gruppi di manifestanti hanno preso di mira le case abitate da migranti e si sono scontrati con la polizia[1].
Ma questo non è stato un caso isolato, in varie parti del paese sempre più frequentemente, si accendono proteste contro l’immigrazione clandestina, che sfociano in scontri con la polizia. La situazione sembra davvero sfuggire di mano al governo inglese.
Gli scontri più violenti sono avvenuti nell’Essex nel sud-est dell’Inghilterra, alla fine di luglio di quest’anno quando centinaia di persone si sono radunate intorno ad un hotel a Epping che ospita richiedenti asilo, diventato una specie di aerea franca del crimine. Le proteste si sono poi estese ad altri hotel della zona adibiti alla stessa funzione[2].
Stesse proteste, sempre con centinaia di persone radunate, anche nella contea di Norfolk fuori da un hotel che ospita richiedenti asilo nella zona di Norwich[3].
In Inghilterra, ancora non si è placato l’orrore per l’omicidio di tre bambine (Bebe King di 6 anni, Elsie Dot Stancombe di 7 anni, e Alice Dasilva Aguiar di 9 anni), nel Southport ad opera di Axel Rudakubana, un rifugiato di 17 anni dal Ruanda, nel luglio di un anno fa, un’atrocità a cui hanno fatto seguito giorni di rivolte in tutto il paese[4].
Dati ufficiali dimostrano che l’immigrazione in Gran Bretagna ha raggiunto livelli difficilmente assimilabili, dal giugno 2023 al giugno 2024 sono entrate 728.000 persone, l’anno prima 906.000.
Sebbene i livelli di migrazione netta siano leggermente diminuiti nell’ultimo anno, rimangono significativamente al di sopra del livello di migrazione netta di qualsiasi periodo della storia recente, avendo registrato una media compresa tra 200.000 e 300.000 unità all’anno dal 2010 al 2019[5]. Solo il 10% di queste persone sono cittadini dei paesi membri dell’UE. Circa 250 mila immigrati sono arrivati dall’India, 141 mila dalla Nigeria, 90 mila dalla Cina e 83 mila dal Pakistan.
Le prime cinque nazionalità extra-UE per flussi migratori a lungo termine nel Regno Unito nell’anno 2023 sono state: indiana (250.000), nigeriana (141.000), cinese (90.000), pakistana (83.000) e zimbabwese (36.000). Dal 2019, l’aumento maggiore di arrivi nel Regno Unito è stato registrato da indiani, nigeriani e pakistani. Di fatto nel 2023 sono immigrati nel Regno Unito circa 62.000 pakistani, 127.000 nigeriani e 178.000 indiani in più, rispetto al 2019[6].
Oltre a ciò, dal 2021 è attivo un programma statale, inizialmente segreto, della durata di cinque anni per trasferire gli afghani nel Regno Unito. Circa 4.500 afghani (900 richiedenti e circa 3.600 loro familiari) sono già giunti nel paese, entro la fine del programma si prevede il trasferimento di altre 6.900 persone (per un costo totale di 850 milioni di sterline).Vanno anche computati circa 36.000 afghani trasferiti nel Regno Unito tramite altre rotte di reinsediamento[7].
Molti in tutto ciò vedono un progetto di graduale islamizzazione della Gran Bretagna, che si sta insinuando nel paese anche attraverso la conquista di posti di comando nelle istituzioni.
Un esempio eclatante, quando a capo del OFSTED (Office for Standards in Education, Children’s Services and Skills) è stato posto il Mufti Hamid Patel, primo musulmano britannico a ricoprire questo ruolo. Sir Patel è famoso per essere un salafita convinto, tanto che una delle sue battaglie storiche si concentrò nell’obbligo per le ragazze di indossare il hijab a scuola[8].
Solo chi non vuol vedere, non si accorge che si sta compiendo una progressiva sostituzione della popolazione inglese autoctona con stranieri, tuttavia chi tenta d’opporsi viene perseguito, addirittura è stata introdotta una censura che impedisce la critica in rete al sistema migratorio.
Si tratta della legge “Online Safety Bill”, entrata in vigore il 26 ottobre 2023, che potrebbe avere l’effetto di soffocare il dibattito pubblico sull’immigrazione. L’espressione contestata è “favoreggiamento dell’immigrazione illegale” e si riferisce alla criminalizzazione di coloro che aiutano i rifugiati ad arrivare nel Regno Unito. I provider di social media che individuano questo reato nei contenuti pubblicati sulle loro piattaforme sarebbero tenuti a rimuoverli o a impedirne la visualizzazione. Potenzialmente, un post offensivo sui social media potrebbe essere fatto sparire mentre viene caricato dall’utente: una forma d’intercettazione, tipica di una censura del passato[9].
I giornali sono stati costretti per anni a silenziare i casi di stupro, commessi da membri delle “grooming gangs” (bande di adescatori) nei confronti di ragazzine bianche, per evitare derive razziste e tensioni sociali.
Questa pratica spaventosa di prostituzione forzata ha visto bande organizzate di uomini, principalmente di origine pakistana, sfruttare sessualmente ragazzine bianche, spesso minorenni, in diverse città britanniche. Solo nella città di Rotherham, nel corso di 10 anni, gang di “groomers” (pedofili), si stima abbiano abusato di almeno 1400 minori[10]. L’approccio delle autorità verso questo crimine orrendo è stato caratterizzato da una forma di censura e copertura che ha permesso il perdurare indisturbato degli abusi.
Nonostante ciò, assistiamo a fatti che hanno addirittura del grottesco: l’anno scorso il sindaco di Londra di origine pakistana Sadik Khan ha proibito ai tassisti britannici di esporre la bandiera dell’Inghilterra sulle auto durante gli Europei. I tassisti, furiosi, hanno criticato tale divieto “woke”, ma i 125.000 autisti della capitale sono stati avvertiti che avrebbero potuto incorrere in gravi sanzioni, tra cui la revoca della licenza di taxi-nero, in caso di esposizione della bandiera rossa e bianca[11].
Questa immigrazione fuori controllo sta generando terribili tensioni sociali. La decisione di favorire l’immigrazione incontrollata non è frutto del caso, ma è un progetto consapevole, portato avanti dalle élite liberali. L’essenza di questo programma sta nella sostituzione graduale degli inglesi autoctoni con nuovi cittadini provenienti da Africa e Asia. I “nuovi inglesi”, secondo i globalisti, sono più fedeli alle autorità, possono lavorare quasi sette giorni alla settimana per uno stipendio inferiore, inoltre, queste persone non sono legate dai dogmi della moralità cristiana.
La situazione che si è sviluppata in Gran Bretagna è l’esempio evidente del fallimento della politica migratoria e dell’esistenza di un progetto di sostituzione etnica.
Keir Starmer, incalzato dai problemi legati alla crescente insofferenza dei cittadini inglesi nei confronti degli immigrati, non riuscendo a fermare le proteste interne, come risposta tenta di crearsi una rispettabilità in politica estera, soffiando sul fuoco della guerra in Ucraina. Da poco, il 17 luglio Regno Unito e Germania hanno siglato il “trattato di Kensington”, l’intesa prevede l’impegno a sviluppare insieme un nuovo sistema missilistico a lunga gittata e soprattutto a darsi assistenza reciproca per contrastare ogni forma di minaccia[12], sottinteso che la minaccia è rappresentata dalla Russia. Nello scorso mese di marzo Starmer ha proposto l’invio di un contingente militare in Ucraina, con lo scopo di garantire il rispetto degli accordi che verranno stabiliti nel processo di sospensione delle ostilità, con l’intensione di “mantenere la pressione su Putin affinché venga al tavolo” [13] delle trattative.
I risultati sono però pessimi su entrambe i fronti: le tensioni interne legate all’immigrazione crescono di giorno in giorno, mentre la guerra in Ucraina, considerando il costante avanzamento delle truppe russe, non va come il premier inglese vorrebbe.
Di Eliseo Bertolasi
07.08.2025
Eliseo Bertolasi, PhD in antropologia, russista, interprete e traduttore di lingua russa, analista geopolitico.
NOTE
[1] https://en.ilsole24ore.com/art/northern-ireland-explodes-anti-migrant-anger-AHPrNVCB
[2] https://www.theguardian.com/uk-news/2025/jul/27/essex-epping-bell-hotel-protests
[3] https://www.bbc.com/news/articles/cq68r9y1qdmo
[4] https://www.cbc.ca/news/world/uk-southport-mass-stabbing-sentence-1.7439204
[8] https://www.spectator.co.uk/article/in-defence-of-hamid-patel/
[10] https://www.centromachiavelli.com/2025/01/04/grooming-gangs-pakistane-nel-regno-unito/
[11] https://www.thesun.co.uk/sport/28677878/taxi-drivers-furious-ban-england-flag/
PietroGE 7 agosto 2025
Io mi sono espresso già diverse volte sul tema immigrazione e non sto qui a ripetere i commenti. Solo qualche nota sulle illusioni di parte (quella sinistra ma non solo) della politica italiana e europea. Primo : non siamo più agli inizi del secolo scorso quando si andava negli USA o in Australia o in Francia magari cambiando anche il nome e tagliando i ponti con il Paese di origine. Oggi con i viaggi e le comunicazioni possibili il mondo è diventato piccolo e nessuno si integra più in un Paese straniero a meno che sia vicino culturalmente a quello di origine. Secondo : qualcuno a sinistra e nella finta destra crede veramente di poter guadagnare una clientela elettorale sicura appoggiando l'immigrazione e bollando come razzisti gli avversari politici. Gli immigrati però non sono scemi, oggi votano per quelli che garantiscono l'immigrazione, domani quando saranno una minoranza consistente o anche la maggioranza si faranno i conti e i primi della lista saranno proprio i liberal di sinistra, centro e finta destra. C'è poi il grande problema della componente di immigrazione islamica che è la vera bomba sociale nei Paesi europei. Nessun islamico si integrerà mai in un Paese non islamico, e questa è una verità che si osserva in ogni parte del mondo. Se si leggono le notizie al riguardo oggi la GB è nello stessa situazione di Svezia, Irlanda e Spagna. Gli altri Paesi seguiranno presto.
maghi 8 agosto 2025
in più lì ci sono molti neri, che venendo da società violente, non si peritano a comportarsi come a casa propria.