Pubblichiamo il contributo che il lettore Mystes ha affidato due giorni fa al nostro forum; Mystes segue da vicino e con passione le vicende politiche brasiliane e via via, in questi mesi, ci ha segnalato notizie, contribuendo anche alla realizzazione di alcuni articoli.
Abbiamo ritenuto utile portare in primo piano le sue recenti riflessioni, in modo che possano essere dibattute e discusse.
2023: che Brasile (e che Sud America) sarà?
Buona lettura.
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Di Mystes
Ho difeso ed elogiato l’ex presidente del Brasile Jair M. Bolsonaro almeno in due occasioni: la prima durante la pandemia per l’equilibrio e la calma mostrati ed in occasione del suo viaggio in Russia e del suo incontro con Putin. Due eventi che a mio vedere hanno segnato il percorso politico di questo Presidente facendolo emergere e distinguere nel panorama geo-politico, come un uomo che non si è piegato ai diktat nefasti della globalizzazione e agli interessi egoistici dei poteri apolidi della finanza internazionale.
A questi due eventi vorrei aggiungere anche la difesa della sovranità dell’Amazzonia, difesa che è servita a spegnere gli appetiti di un tipaccio come Macron e delle ong sparse per il pianeta le quali, con la scusa della difesa dell’ambiente, hanno da tempo messo in campo e mostrato la faccia truce di un nuovo colonialismo.
Ebbene, sono tre episodi politici che farebbero “tremare le vene e i polsi” a chiunque, e che, se da un lato hanno visto aumentare la fame dei poteri forti i quali sono sempre pronti a tutto pur di impedire che qualche uomo di stato o qualche imprenditore sovranista metta il bastone tra le ruote sui loro sporchi affari, dall’altro hanno dato l’opportunità al Brasile di posizionarsi come un nuovo protagonista della politica. Mi spiego meglio.
In occasione della pandemia Bolsonaro non si è sottomesso e non ha obbedito al generale coro mondialista che aveva disposto in primo luogo il totale isolamento delle famiglie e la clausura della popolazione, assumendo una posizione di prudenza, permettendo soprattutto l’uso delle cure domiciliari o alternative e mandando così in bestia i numerosi padrini politici ed economici che avevano fiutato il lucroso affare della vaccinazione obbligatoria. Bolsonaro aveva assecondato l’orientamento del suo ministro della salute favorevole al vaccino contro la Covid “autorizzato dall’organo ministeriale” di controllo, ma decisamente contrario all’uso obbligatorio dello stesso.
Su questa “solitaria e anomala” attitudine di J. brasiliano i cospiratori della globalizzazione se la sono legata al dito, dando il via, quasi sempre attraverso interposta persona (soprattutto l’apparato giudiziario e la stampa mainstream) a una serie di attacchi politici contro la persona del Presidente e contro il suo governo con lo scopo evidente di indebolirlo e di farlo giungere indebolito all’elezione presidenziale.
Il secondo avvenimento che deve aver soprattutto preoccupato i giocatori che manovrano sullo scacchiere geopolitico americano, è stato il viaggio di Bolsonaro in Russia, viaggio deciso nell’ambito delle nuova strategia geopolitica di Bolsonaro che si era prefigurata in occasione della guerra della Russia contro l’Ucraina, quando il Brasile, distanziandosi dall’allineamento dei cagnolini fedeli al padrone USA, aveva votato a favore della neutralità. Subito dopo l’abbraccio di prassi, Bolsonaro e Putin, come presidenti amici e nel corso di una serie di colloqui riservati, hanno mostrato l’inizio di una feconda e reciproca collaborazione in tutti i campi dell’economia e degli investimenti. Tutto ciò deve aver fatto suonare qualche campanello d’allarme nella stanza ovale della Casa Bianca dove si osservava il loro antico e come veniva definito “cortile di casa” sganciarsi dalla dipendenza yankee e diventare protagonista. Sarà stato allora che qualche “genio” del “partito democratico” avrà suggerito a Biden: stiamo perdendo la leadersheep carioca ma abbiamo il ricambio, e il ricambio non era altri che il corrotto Lula, segno questo che la sinistra americana è ridotta proprio male.
Alla vigilia della campagna elettorale quando alcuni giudici del Supremo Tribunale del Brasile hanno autorizzato la candidatura di Ignazio Lula da Silva alla Presidenza della Repubblica (col benestare di mamma America dove “vuolsi così colà dove si puote”!) , Bolsonaro non ha avuto la capacità o la forza politica di bloccare tale indicazione, ed è stata questa la classica buccia di banana sulla quale il presidente è scivolato e sulla quale sono sdrucciolati 4 anni di governo che avevano ed hanno rappresentato la rinascita di un paese conosciuto nel mondo intero solo per le mulatte, il carnevale e il gioco del calcio. In questo contesto Bolsonaro ha dimostrato di essere debole e indeciso: avrà avuto anche le sue ragioni, in tal caso avrebbe dovuto sentire il dovere e l’obbligo morale di informare e offrire una chance a chi lo ha sostenuto e che ha avuto fiducia in lui, specialmente in un’epoca come questa dove l’informazione è il veicolo principale delle immagini e delle idee.
E’ inutile adesso recriminare, Bolsonaro sapeva, da almeno un anno, (sicuramente anche prima) che il sistema elettorale brasiliano basato unicamente sul voto elettronico è passibile di frode da parte di chi detiene la chiave del codice segreto del sistema informatico, pertanto avrebbe dovuto mettere tutto il suo peso politico e umano per impedire che questo sistema venisse usato nelle elezioni presidenziali del 30 ottobre. Compiuto comunque il primo errore, Bolsonaro ne ha commesso un secondo: una volta ricevute le prove della frode, non ha fatto nulla per disporre l’annullamento del voto, nonostante il popolo lo esigesse urlando nelle numerose manifestazioni di protesta che si sono svolte in tutto il Brasile per oltre un mese, ignorate sistematicamente dalla grande stampa internazionale, sempre sollecita a rompere i timpani in occasione di manifestazioni in Iran o in Turchia o in Egitto.
Nessuno ha saputo spiegare le ragioni dell’assenteismo di Bolsonaro subito dopo le elezioni, incluso il suo rifiuto di riconoscere la sconfitta elettorale. Se un presidente ancora in carica non ammette di essere stato battuto, è implicito supporre che abbia in mente una qualche reazione. Le prove della frode gli erano state fornite dal capo del partito al quale appartiene. Anche così, Bolsonaro, di solito molto loquace e comunicativo, si è chiuso in un silenzio di tomba, permettendo così al suo avversario di poter ricevere il prossimo 1° gennaio 2023 la carica di Presidente del Brasile.
Fatto sta, e così concludo, che a partire da questa data l’ex condannato a 12 anni di prigione per corruzione, appropriazione indebita, furto aggravato etc. etc. governerà il Brasile dando una immagine di questo grande paese all’estero che farà rimpiangere quella delle mulatte, di Pelé e del samba del carnevale di Rio, mentre a Bolsonaro e al suo partito non resterà da fare altro, magra consolazione, che organizzare un’opposizione democratica al governo Lula, ammesso (e sarà tutto da vedere) che Lula glielo permetta!
Di Mystes
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link fonte: https://forum.comedonchisciotte.org/notizie-dal-mondo/il-tramonto-di-un-presidente/
Pubblicato da Jacopo Brogi per ComeDonChisciotte.org
Pfefferminz 17 dicembre 2022
Il Comitato Investigativo Corona, ora condotto non più da Reiner Füllmich, ma da Viviane Fischer, ha intervistato un avvocato brasiliano, Victor S. Metta, che è stato manager della campagna elettorale di Bolsonaro a Sao Paulo. Quello che si ricava dalle dichiarazioni dell'avv. Victor S. Metta è la contradditorietà del comportamento di Bolsonaro. Ad esempio, già nel 2014 era noto che il sistema elettorale non era sicuro, ma Bolsonaro nei suoi quattro anni di presidenza non avrebbe intrapreso nulla per risolvere il problema. Altre volte Bolsonaro avrebbe assecondato a parole la volontà dei manifestanti per poi non fare niente di concreto. L'intervistato descrive inoltre la situazione nel Paese sotto diversi aspetti: massmedia, magistratura, lobby e il carattere dei brasiliani.
https://odysee.com/@Corona-Investigative-Committee:5/s129en:f
Intervista in inglese, durata 47 minuti.
(a partire dal minuto 3:37:10)
XaMAS 17 dicembre 2022
a me pare la stessa situazione degli usa dove trump e' stato 4 anni al potere e non ha fatto nulla per evitare la frode del 2020, considerato poi che la stessa cosa si e' ripetuta 2 anni dopo mi viene da chiedere se ci sono o ci fanno e che senso ha candidarsi per il 2024 quando e' chiaro che tanto vincera' il candidato dei democratici
oriundo2006 17 dicembre 2022
La loro ambiguità è dovuta alle loro affiliazioni di loggia.
Troppo vicini alle tesi politiche della massoneria internazionale significa alienarsi la parte maggioritaria dell'elettorato.
Troppo vicini significa allinearsi ... ma troppo lontani significa disallinearsi, cosa ben più gravida di conseguenze anche personali. Improvvise campagne di stampa, dossier scottanti che emergono all' improvviso ( vedi Macron oggi dopo aver latamente sostenuto l'idea di un accordo di pacificazione ), rinfocolarsi di odi atavici nella composizione etnica del Paese ( Putin, ci senti ? ), banlieu con energumeni che improvvisamente mettono tutto a ferro e fuoco, una certa stampa che comincia a seminare dubbi ed esitazioni sulla bontà della politica di governo, prima assai gradita e celebrata...e poi alla fine, impeachment, oppure rimozione aperta, come adesso in Perù, con immediate felicitazioni dell'ambasciata americana. Alla fine, se questo non basta, una bella revolverata sistema le cose in modo definitivo. Chiaramente dopo, grande messa cantata, orazioni di celebrazione delle virtù del defunto...e in prima fila in chiesa i suoi assassini che dopo vanno in sacrestia a ridefinire i loro rapporti con l'alta gerarchia. Una mano lava l'altra ... Lula non l'aveva capito e ha dovuto cedere il passo. Bolsonaro ne ha profittato ma anche lui ad un certo punto ha dato fastidio ai suoi controllori. Si reputi fortunato ad esser ancora vivo.
mystes 17 dicembre 2022
Sono d'accordo avrebbe dovuto accorgersi prima che il sistema elettorale elettronico fa acqua da tutte le parti.
mystes 17 dicembre 2022
"Altre volte Bolsonaro avrebbe assecondato a parole la volontà dei manifestanti per poi non fare niente di concreto". Anche questo è vero: almeno in un'occasione, durante una manifestazione a San Paolo il 7 settembre dell'anno scorso, i manifestanti lo avevano pregato di agire contro le illegalità dei giudici, ma lui ha fatto orecchie da mercante.
oriundo2006 17 dicembre 2022
Perchè evidentemente 'giocava' su questo fatto, che una 'manina' gli avrebbe al buon momento 'corretto' il risultato se questo era negativo. Non ha considerato che i suoi 'amici' erano i suoi controllori e che non gradivano una presidenza non allineata completamente su Washington. Hanno preferito un Lula vecchio rincoglionito per fare passare direttamente o indirettamente la loro agenda. Probabilmente B. si è opposto in qualcosa di determinante: a naso, un intervento militare contro il Venezuela...sospetto troppo ? Forse no. E l' hanno scaricato.
Adesso il rimescolamento di carte è completo. Lula ha dichiarato dalla sua 'sede impedita' ( dove realmente sia è un mistero ) la sua totale vicinanza al Venezuela. Bolsonaro parrebbe ritirarsi in attesa di decisioni del potere militare che, a questo punto, non pare entusiasta della 'patata bollente'. Premono le masse filo-Bolsonaro, mentre i 'deplorables' compatti dietro Lula affilano nelle favelas i loro coltelli...e tutto il resto.
XaMAS 18 dicembre 2022
ottima analisi che spiegherebbe il "forzato" silenzio di bolsonaro dopo le elezioni