Il telefono di Pamela, dov'é?

Il telefono di Pamela, dov'é?

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

Sulla tragica fine di Pamela Mastropietro si ha la sensazione di una certa micragnosità nella ricerca di una specifica causa di morte, prima di accusare di omicidio il trasportatore dei suoi resti.
Ed è una micragnosità che stupisce, visto quanto emerso dalla seconda autopsia sul martoriato corpo della ragazza: un colpo violento inferto alla testa e una profonda ferita da arma da taglio all'altezza del fegato, che potrebbero essere state inferte prima della morte.

A parte che non si riesce a comprendere come possa risultare affidabile la testimonianza (è morta di overdose e sono scappato) di uno che viene incriminato per occultamento e vilipendio di cadavere.
A parte che non si riesce a comprendere la logica per cui se l'Osenghale dice di essere scappato non viene incriminato per omissione di soccorso.
A parte che non si riesce a trovare una logica nella decisione di incriminare l'Osenghale ma non l'amico spacciatore perché questi dichiara di non aver mai messo piede nell'appartamento del macello.
A parte questo, non ho ancora letto risposta a una domanda che mi pongo da giorni: che fine ha fatto il telefono della ragazza?

Se c'è un oggetto dal quale un diciottenne non si separerebbe mai è il proprio smartphone: dov'è quello di Pamela?

Un'analisi del traffico telefonico potrebbe dare molte risposte, come ormai sappiamo.
Ad esempio una: come e quando Pamela ha conosciuto e incontrato per la prima volta Osenghale?
Si conoscevano già per via di acquisto e spaccio?
L'ha incontrato per caso ai giardini di Macerata dove viene lasciata dal tassista peruviano che la trasporta lì dalla stazione di Macerata?
Avevano un appuntamento, Pamela e il nigeriano?
Avevano avuto contatti via telefono, via social, via sms?
Perché Pamela decide all'improvviso di lasciare la struttura dove è ospite?
Solo per potersi fare una dose che non si fa più da quattro mesi?

Non si sa, al più ci si immagina o si suppone.

Ed è strano non se ne sappia niente, perchè la ricostruzione delle chiamate e dei messaggi partiti dal telefono della vittima sono stati fra le prime cose che si sono sapute nei precedenti casi di scomparsa di una persona ritrovata poi cadavere (o anche nei casi di persone mai più ritrovate).

Qui abbiamo certezza che la vittima, uscita dalla struttura dove era ospite da quattro mesi, è stata prelevata alla stazione e portata ai giardini di Macerata da un tassista peruviano.
Che la ragazza incontra ai giardini il nigeriano e che con lui si avvia verso la farmacia dove compra una siringa.
Che sempre seguendo il nigeriano si avvia poi, seguendolo a distanza, verso l'appartamento di quest'ultimo.
Abbiamo il ritrovamento nella casa del nigeriano di abiti ed effetti personali della ragazza impregnati di sangue e dei coltelli usati per lo smembramento del suo corpo.

Niente sappiamo sul ritrovamento o sulla scomparsa del suo telefono.

Anche presumendo che l'assassino/gli assassini se ne siano liberati, ricostruire le ultime chiamate e gli ultimi messaggi inviati o ricevuti da quel telefono potrebbe chiarire se Pamela non sia magari stata attirata fuori dalla struttura proprio dal nigeriano, con il quale infatti si incontra senza che si capisca se lo conosceva già, se l'ha incontrato casualmente ai giardini perché era luogo noto di spaccio, chi sono le ultime persone con le quali Pamela ha interagito prima della fuga dalla struttura e fino al momento della sua orrenda fine.

Perché se l'autopsia confermerà che il colpo in testa e la pugnalata al fegato sono state inferte a Pamela viva, l'ipotesi che sia stata vittima di un'imboscata, più che di un omicidio casuale per la resistenza a un eventuale approccio sessuale da parte del nigeriano, a me verrebbe.

Chi l'ha colpita? Chi l'ha pugnalata mentre era ancora viva?
Se fosse stata attirata in un'imboscata, chi ci dice che nell'appartamento ad aspettare il nigeriano con Pamela non vi fosse già qualcuno?

Se, come afferma il nigeriano, che come testimone di se stesso mi pare dovrebbe essere la persona meno affidabile, e invece non viene incriminato di omicidio perché "lui dice che è morta per overdose (roba da matti), è scappato dopo che ha visto la ragazza morire e ha avuto paura, perché non viene incriminato 1. per mancato soccorso, 2. per aver fornito alla vittima la dose che poi le risulta fatale o 3. perché se trovo in casa tua gli abiti della vittima e trovo in casa tua i coltelli sporchi del suo sangue, per me il primo a essere sospettato dell'omicidio sei tu anche senza avere il genio deduttivo di Sherlock Holmes mentre qui lo si tratta come fosse un fantasma di passaggio in casa propria?

Niente.

Si continua a indagare, e ci mancherebbe.
Si continuano anche a cercare prove sui tessuti e i resti della martoriata salma.
Si arrestano altri due nigeriani che sembrano essere coinvolti nell'omicidio della ragazza, uno dei due a Milano, mentre tenta di spostarsi verso la Svizzera (come si sia arrivati al fermo di questo nigeriano in modo così preciso e puntuale non è dato sapere), ma un'accusa formale di omicidio per Osenghale ancora non risulta formulata.
Che gli inquirenti stiano fiutando una pista più terrificante di un Osenghale che fa a pezzi la ragazzina dopo averla massacrata per un rifiuto di sesso?

Per ora ci sono certezze su alcuni macabri dettagli, e incredibili lacune su altri, cioè proprio su quei dettagli che di solito ci vengono invece serviti per antipasto in attesa dell'esito delle indagini proprio perché sono oggi quelli più velocemente e facilmente reperibili grazie alla tecnologia che ci monitora tutti grazie dai nostri odiati smartphones.

Su quello di Pamela invece niente si sa.
Ed è strano.

E' come se il quadro che si va componendo davanti agli inquirenti fosse così fosco e terribile che ciò che lasciano trapelare risulta a tratti surreale solo perché ciò che emerge davanti a loro non è facile da far digerire ai nostri stomaci delicati?

P.S.
Da quanto scrive Il Giornale alle 13.59, mi sa che la mia idea dell'imboscata non è poi così strampalata come poteva sembrarmi alle 11, quando ho iniziato a scriverla.
E se le indagini portassero a questa conclusione, il non chiedersi seriamente chi sono i "migranti" che ospitiamo senza lasciarci deviare né da imbecillità sul fascismo né da fantasie sull'accoglienza a fini umanitari. Qui siamo di fronte a una barbarie che in Europa non si è mai vista, nemmeno durante la caccia alle streghe e alle torture dell'Inquisizione.
Mi secca dirlo, ma mi sa che forse Minniti è l'unico che ha qualche idea del reale pericolo rappresentato da questa immigrazione.

Fonte: http://rossland.blogspot.it

Link: http://rossland.blogspot.it/2018/02/il-telefono-di-pamela-dove.html

10.02.2018

Commenti (60)

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    1. Matty Ninty 11 febbraio 2018

      Il termine "femminicidio" in quali contesti viene utilizzato dai media?

    2. rossana 11 febbraio 2018

      Quando le femministe DOC, cioè quelle che #senonoraquando oppure #inquantodonne o #metoo si autoproclamano tali e uniche portatrici di autentico reale certificato femminismo, quindi solo loro possono certifcare quale è femminicidio e quale no. Punto. Oh!

    1. snypex 11 febbraio 2018

      di recente tra l'altro ho letto
      "Il fatto che manchino poi gli organi interni della ragazza indica, probabilmente, l’uccisione a scopo rituale per altri fini.
      In particolare, oltre ad alcuni organi interni tra cui il cuore,
      mancherebbe il pube, particolare che rimanda tragicamente agli omicidi
      del mostro di Firenze e alla ritualità seguita in quella vicenda. Sempre
      che i giornali abbiano riportato notizie esatte e non le abbiano
      inventate di sana pianta, come spesso accade."

    2. rossana 11 febbraio 2018

      Se apri il penultimo link, puoi leggere un rapporto del Tribunale di Bologna relativo al racconto fatto da un nigeriano raccolto dalla commissione che doveva decidere sul riconoscimento al diritto d'asilo. Si tratta di uno studente universitario, e ciò che racconta, riferisce il rapporto, è uguale ad altri uguali racconti da parte di alcuni altri nigeriani, e descrive esattamente ciò che è successo a Pamela. Uguale.
      Questo nel novembre 2017, quindi le autorità sono perfettamente a conoscenza del fatto che alcuni nigeriani scappano perché temono di essere vittime di questi rituali. E, per come la vedo io, a questi, verificata la reale identità attraverso canali diplomatici nigeriani, deve essere concesso l'asilo per ragioni umanitarie.
      Il dramma è che quando arrivano a centinania sulle nostre coste, la verifica delle generalità è impossibile, e dati i tempi lunghi delle procedure di accertamento reale, li smistano in giro per il paese senza sapere se si tratta di potenziali vittime o dei loro potenziali carnefici.
      Non sappiamo chi sono, abbiamo leggi inadeguate e inapplicate, per cui non siamo in grado di sapere cosa si muove nel sottobosco di quelli che arrivano e si perdono in giro scappando dai centri o dopo che le loro domande di asilo vengono respinte.
      Potenziali smembratori dei quali perdiamo le tracce, non sappiamo dove siano né chi siano.
      Però qualcuno sa, solo che forse non può parlare per non scatenare reazioni incontrollabili.
      Sicuramente gli inquirenti del caso hanno immediatamente capito chi poteva aver fatto a pezzi Samantha dopo che l'anatomopatologo ha evidenziato che si trattava di lavoro "scientifico" fatto da mani esperte e collettivamente, perché è immediatamente partito il tracciamento della sim di quello scappato da Macerata e arrestato a Milano mentre con la moglie si stava spostando in Svizzera.
      Ospite di un centro di accoglienza alle porte di Macerata, aveva presentato ricorso al respingimento alla sua domanda di asilo.
      Qualcuno sapeva che poteva essere stato lui, e sono riuscito a fermarlo in tempo.
      Ma se chi sa non può parlare, non può arrestarli prima che compiano un reato e anche arrestati vengono quasi sempre rilasciati a distanza di poche ore, siamo un paese senza Stato.
      Lo Stato è tale dove c'é certezza della pena.
      Diversamente, siamo allo stato brado, cioè legge del più forte e vince chi ha più pelo sullo stomaco.
      Questo è il dramma in atto e questo è il punto della situazione....

    3. snypex 12 febbraio 2018

      L'unica cosa che posso dedurre è che nel "carnaio" italiano, più c'è carne da macello e caos e meglio è per poter "gioire" dei piaceri che a certi livelli non si lasciano mancare. Franceschetti, l'autore dell'articolo che ho citato era da molti anni che non lo leggevo più perchè ormai ne avevo letto tanti di suoi articoli a riguardo, ma appena ho iniziato a leggere questo, ho come avuto un lampo di illuminazione. Il cortocircuito ha trovato ragione nel suo articolo che ho cercato di riportare in estrema sintesi.

    4. snypex 12 febbraio 2018

      Ho letto il rapporto che hai citato, la mia deduzione:
      Un tribunale della repubblica italiana ammette che l'omicidio rituale quale costume consolidato usato in una nazione estera non è prova di colpevolezza.
      Quindi un africano nigeriano che proviene da quella zona potrà trovare facili scappatoie legali in italia per le loro barbarie.
      Stiamo importanto anche una barbarie rituale da mattatoio umano.
      Insieme agli appestati importiamo anche la peste.

    5. rossana 12 febbraio 2018

      Stiamo importanto anche una barbarie rituale da mattatoio umano.
      Insieme agli appestati importiamo anche la peste.

      Già, ed è questa la cosa che mi inquieta di più.
      Che si possa considerare accettabili queste "scappatoie legali" nei confronti di una barbarie che fin qui erano relegate a certa cronaca dell'orrore alla Jeffrey Dahmer, roba che nemmeno riesci a leggere fin in fondo tanto l'istinto ne avverte la tossicità. per la mente.
      Credo che tutta la differenza fra una società civile e la barbarie stia proprio nella capacità di riconoscere il male e di allontanarlo consapevolmente da sé limitandone la libera circolazione attraverso le leggi che una società si da per poter rapportarsi con l'altro su comuni basi di rispetto della vita.
      La progressione dall'accettazione nel proprio immaginario dell'orrore dai film e dalla letteratura dell'orrore, all'accettazione dell'orrore reale, è l'accettazione del superamento di una barriera psicologica molto pericolosa, tossica perché ci "abitua" all'orrore disintegrando le basi stesse della civiltà.
      Quando la legge alllarga le proprie maglie lasciando spazi interpretativi all'orrore, non esiste più alcuna legge né, pertanto, alcuna società civile. E il garante dell'applicazione della legge a salvaguardia della propria civiltà è lo Stato.
      Dove cede lo Stato, cedono a catena tutti gli strumenti che lo tengono insieme.
      Dopo aver sdoganato il furto, la rapina, la truffa, abbiamo sdoganato l'invasione del nemico e siamo alla fase finale, lo sdoganamento dell'orrore, la regressione allo stato di barbarie.
      Stiamo andando velocemente verso un mondo dove la differenza non è nemmeno più fra la vita e la morte, ma alla sopravvivenza del più barbaro. E di fronte a questa minaccia, diventiamo tutti potenziali agnelli pronti per la macellazione, ricattabili e cedevoli per il terrore della mannaia che ci incombe intorno.
      La legge stabilisce l'ordine e il livello di civiltà. Se non esiste più una legge, non esiste più alcuna società civile, solo il baratro...

    6. snypex 12 febbraio 2018

      Concordo pienamente.

    7. Tonki 12 febbraio 2018

      Dove è il link del rapporto? Non lo trovo

    8. snypex 13 febbraio 2018

      il link è sottinteso nel testo:

      E’ come se il quadro che si va componendo davanti agli inquirenti fosse così
      fosco e terribile che ciò che lasciano trapelare risulta a tratti
      surreale solo perché ciò che emerge davanti a loro non è facile da far
      digerire ai nostri stomaci delicati?

    9. snypex 13 febbraio 2018

      ... nel testo originale dell'articolo.

    10. Tonki 13 febbraio 2018

      ah trovato grazie

    1. Gino Labriola 11 febbraio 2018

      Forse sarebbe il caso di lanciare una campagna sulla rete dal titolo: VERITÀ PER PAMELA

    1. vocenellanotte 11 febbraio 2018

      Ma i poveri genitori e parenti di questa povera ragazza, che avrà avuto una mamma, un papà, un fratello, dove sono?

    2. rossana 11 febbraio 2018

      Che si sappia, ha una mamma e una nonna. Spero non sia vero, ma credo di aver letto da qualche parte che la mamma sarà ospite di qualche trasmissione tv, non ho idea di quale programma (non ho tv, quindi davvero non so).
      Però non oso immaginare cosa sia per una madre il perdere una figlia in questo modo, un incubo dal quale non esci più. E sapere che la tv è pronta a ghermirne racconti e lacrime per fare audience, mi fa ribrezzo. Perché una madre devastata dal dolore ha bisogno di delicatezza, di rispetto, di silenzio, ma è allo stesso tempo fragile e quindi manipolabile per qualunque fine.
      Viviamo in un mondo di cannibali di ogni risma...

    1. olmo 11 febbraio 2018

      Per i sempliciotti a spasso nei giorni scorsi tutte queste domande sono cose fasciste, ci sono buone probabilità che questo eccesso di zelo avvenga per conflitti di interessi ( leggasi elezioni alle porte), e speriamo che la tesi finale sia solo una "fantasia orror"!
      In attesa che la cronaca ci regali altre perle di multiculturalismo non ci resta che augurarci che se qualcosa deve accadere che siano i figli degli antifa di cui sopra a finire macellati, sono liberal integerrimi, sapranno accettarlo come fatto culturale!

    2. Annibale Mantovan 11 febbraio 2018

      Condivido, da spedire tutti in Nigeria gli antifa per arricchimento culturale, e non sto scherzando. La povera ragazzina è stata colpita alla testa e sezionata da "mano esperta". Può benissimo non essere la prima...magari è saltata fuori questa perchè italiana. Difficile da credere? Per gli Antifa sì! ...è fascismo. I dogmi religiosi dell' immigrazione ad ogni costo devono prevalere per non sconvolgere il piano. Non si può convivere con questi invasati.

    3. raffaello nencioli 11 febbraio 2018

      E se fosse un italianissimo "mostro di Firenze", che ha usato il nigeriano per fornirgli la ragazza tossica, come materiale umano su cui eseguire propri rituali (asportazione del pube e altro)? Saremmo di fronte ad una satanica alleanza fra poteri occulti nostrani e gruppi ben qualificati di migranti. Qui c'è da coprire migranti e mandanti. Da rileggere le indagini di Michele Giuttari.

    4. rossana 11 febbraio 2018

      ...E se fosse un italianissimo "mostro di Firenze", che ha usato il nigeriano per fornirgli la ragazza tossica...

      Bene fai a ricordarci che i mostri non ci mancano, ma attenzione a non spostare lo sguardo sui nostri per evitare di guardare in faccia la concreta nuova minaccia rappresentata da quelli d'importazione.
      Lì i rituali tribali con cannibalismo oggi anche nei campus universitari, non è roba solo da favelas (il cuore o altri organi se li mangiano perché convinti che questo aumenti la loro fortuna o la loro forza), e se questo è quello che importiamo, i mostri si moltiplicano e più che integrarsi loro, finiremo per fare da vittime sacrificali nei loro riti noi.
      Magari non tu, ma se avessi figli giovani, la cosa mi allarmerebbe parecchio.
      Non è questione di "era tossica", è questione che era una giovane ragazza bianca, bionda, bella e sola. Confusa, fragile, preda perfetta.
      Ma come lei, di giovani fragili e soli, e magari temporaneamente confusi, ce ne sono molti.
      Dobbiamo avere delle leggi che ci tutelino da questa regressione verso tribalismi dei quali non sappiamo né vogliamo sapere niente, tanto ci fanno terrore.
      Ma non distogliamo lo sguardo, altrimenti siamo già prede...

    5. Annibale Mantovan 11 febbraio 2018

      Diciamo che la pista più logica porta ad un atto di cannibalismo...max rispetto comunque per l'operato di carabinieri e magistratura (non politicizzata).

    1. snypex 11 febbraio 2018

      Osenghale ha funzionato da "proxy" quindi non va disturbato per i servigi resi?

    2. oriundo2006 11 febbraio 2018

      All’inizio NON voleva neppure rispondere…poi sono saltati fuori amici e tutto il resto…gli organi interni poi non si sa se sono stati ritrovati oppure no…e perchè l’asportazione del pube, simile al mostro di Firenze ? Lì si sa che c’era lo zampino di personaggi importanti…Qui è solo una POVERA RAGAZZA LASCIATA SOLA DA TUTTI. R.I.P.

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