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IL TEATRINO DI SARKOZY

DI PIERLUIGI PAOLETTI
Centrofondi

Il presidente francese Sarkozy sta premendo per avere più voce in capitolo e concorrere alle scelte in materia monetaria con la bce. La Francia sta sentendo tutto il peso di un cambio con l’euro penalizzante, non come quello italiano certo, ma comunque pesante, che ha fatto spostare gran parte delle esportazioni verso la Germania.

Dall’entrata in vigore dell’euro le esportazioni francesi e italiane sono “emigrate” in Germania e Spagna.
In Germania perché è stata l’unica nazione che non è stata penalizzata dal cambio fissato per l’euro, e la Spagna perché ha seguito una politica aggressiva che ha indebitato aziende e
privati a livelli molto preoccupanti, ma nel breve termine ha innescato una crescita record per quel paese.Le esportazioni francesi hanno retto il confronto fino al 2000 (appena un anno dopo l’entrata dell’euro e nel massimo del ciclo economico), poi sono calate sensibilmente e non si sono più riprese.

Per l’Italia il discorso è diverso e lo abbiamo affrontato in altre occasioni, noi non ci siamo mai ripresi totalmente dalla crisi dei primi anni ’90 quando è iniziato il “banchetto” dei saldi
delle ricchezze del paese a favore dei grandi gruppi angloamericani, il colpo finale per un paese economicamente moribondo è stato proprio dato dalle cure da elefante per ridurre il debito, atto necessario per entrare in europa e da Romano Prodi, allora presidente del consiglio, che fissò un cambio con l’euro suicida per le nostre esportazioni. La stupidità finanziaria fece affermare qualche anno fa a Berlusconi che se fosse stato per lui avremmo avuto un cambio a 1500 lire.

Con un cambio siffatto le nostre esportazioni avrebbero avuto
un crollo verticale molto più accentuato di quanto non sia stato con un cambio a 1936,27 lirette.

Per mantenere il nostro livello di esportazioni avremmo dovuto avere un cambio

abbondantemente oltre le 2000 lire ovvero da 2100 a 2300 lire, quindi un cambio svalutato.

In questo caso si sarebbero salvate le esportazioni, ma la popolazione si sarebbe comunque

impoverita ….brutta faccenda!

Perché queste scelte suicide? Perché si è voluto favorire la Germania?

Semplicemente perché l’occidente aveva un debito con la Germania che si era accollata tutte

gli oneri dell’unificazione con la Germania dell’est e così permetteva all’occidente di

arrivare alle porte dell’unione sovietica.

Un favore alla Germania e uno agli uomini che hanno reso possibile questo: ad esempio

Romano Prodi infatti subito dopo è diventato presidente della commissione europea.

In pratica oggi per i paesi europei è solo possibile esportare beni fra paesi che adottano

l’euro in quanto la forza della valuta europea impedisce di poter concorrere con le altre

nazioni, basta pensare che dal 2001 il dollaro, e con lui tutte le valute ad esso legate Cina

compresa, si è deprezzato di oltre il 60%, vedete bene che solamente pensare di competere

con prodotti il cui costo in 6 anni si è deprezzato del 60% solo per la valuta è praticamente

impossibile, se poi pensiamo che in Cina il costo del lavoro è un decimo di quello che

abbiamo noi, anche solo immaginare di far uscire un prodotto fuori dall’europa è diventato

un sogno impossibile.

La misura è colma e siamo ad un punto cruciale, il dollar index è sui minimi storici, retto

solo dallo yen e se infrange questi minimi non si sa dove si potrebbe arrivare.

Considerando la vicinanza delle elezioni in Usa è probabile che il tracollo sia rinviato di

uno,due anni e quindi adesso una reazione del dollaro sia pensabile, ma comunque è solo

questione di tempo: noi siamo l’agnello sacrificale che permetterà ai signori del mondo di

lasciare il dollaro al suo destino e di traghettare verso l’euro tutte le ricchezze accumulate in

anni di ladrocini.

Sarkozy cerca di far bella figura con l’elettorato, ma sa benissimo di non avere alcuna

possibilità di riuscita in quanto la bce è un organo sovranazionale su cui gli stati non hanno

nessun potere. Potere a cui hanno rinunciato consapevolmente sottoscrivendo il trattato di

Maastricht.

Tutti i governanti, nonostante facciano finta di non saperlo, conoscono il limite oltre il quale

non è consentito andare e si mantengono rigorosamente entro i limiti prestabiliti, il resto è

solo un teatrino per garantirsi il benvolere del popolo sempre più provato e al limite della

sopportazione.

Se volessero potrebbero riprendersi ciò che appartiene agli stati per diritto di nascita ovvero

il potere di creare moneta, di detronizzare i nuovi imperatori del mondo che sfruttano

l’ignoranza e la buona fede della maggioranza dei cittadini europei e hanno sui loro libri

paga la totalità dei governanti.

Siamo ai limiti ed i prossimi anni saranno difficili. Per non arrivare ad una soluzione

“gattopardiana” e mettere in atto un cambiamento radicale e pacifico è necessario che tutti

noi acquisiamo la consapevolezza del problema dei problemi che condiziona ogni aspetto

della nostra esistenza, ogni giorno, ogni minuto, ogni secondo.

Non possiamo più far finta che la materia monetaria sia fuori della nostra portata e sia una

cosa da pochi eletti, il denaro è (sarebbe) la cosa più semplice di questo mondo se gli si

restituisse il suo ruolo di metro della ricchezza prodotta, di facilitatore degli scambi.

Forse è arrivata l’ora di toglierci gli occhiali e vedere che il Re è nudo.

Quando Draghi parla di diminuire il debito sarebbe l’ora che tutti invece di applaudire

inchinandosi al potere, avessero il coraggio di chiedergli come si è formato questo debito e

perché uno stato si deve indebitare verso la banca centrale per qualcosa che gli appartiene:

la ricchezza che lui stesso (i suoi cittadini) ha prodotto.

E continuare chiedendogli perché il sistema bancario non paga tutte le enormi imposte che

dovrebbe pagare dagli utili derivanti dal denaro creato dall’uso esasperato della riserva

frazionale.

Fino a quel momento le sparate di Sarkozy rimangono solo “chiacchere da bar” come dice

Andrea un nostro amico di Fermo.

That’s all folks

Fonte: http://www.centrofondi.it/
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20.07.2007

Pubblicato da Das schloss

  • LonanHista

    Daccordo che la calura di questi giorni può creare problemi cognitivi, ma centrofondi è andato proprio in brodo di giuggiole.
    Il cambio lira euro avrebbe dovuto essere di 2100 o 2300 vecchie lirette?
    Che berlusconi sostenendo che il cambio avrebbe dovuto essere di 1500 lire avrebbe detto una castroneria?
    Forse Paoletti confonde le svalutazioni con gli “apprezzamenti”.

    Nel 1997 ci siamo trovati difronte al fatto compiuto che tutta la nostra economia è stata apprezzata del 30% rispetto a prima.
    Si è apprezzato il capitale strutturale ed i costi produttivi con relativi prezzi finali e quindi si sono valorizzati anche gli attivi di cassa ed i cespiti patrimoniali dello stato, consentendo di portare il deficit complessivo dal 118% al 110%.

    La svalutazione invece deprezza il valore dell’economia reale, come si sta deprezzando il dollaro rendendo competitive le esportazioni Usa(quelle delle poche cose che ancora si producono in Usa).
    Svalutazione significa perdere valore rispetto ad altre monete ed altre economie.
    E l’euro non è stata certo una svalutazione ma un apprezzamento eccessivo, che ha fatto fare bella figura al governo di allora, scalando solo attraverso correzioni contabili un quasi 10% del debito complessivo e consentendo a quel governo in carica di fare finanziarie “allegre” fino al 2001.
    (leggasi i prospetti delle finanziarie di quegli anni e relativi capitoli di spesa….)
    Ma questa “bella figura”, la stiamo pagando e continueremo a pagare a lungo.Abbiamo ipotecato anche il futuro dei nostri figli.

    Il risultato è stato che sì abbiamo meno debito complessivo, ma ci siamo giocati la possibilità di continuare a risarcirlo.
    Anzi il debito complessivo è rimasto stabile, mentre l’agognata crescita è oramai una chimera, visto l’apprezzamento eccessivo dell’euro rispetto alle monete delle economie nostre competitrici, ovvero quelle asiatiche.

    L’apprezzamento dell’euro ha reso i ricchi più ricchi ed i poveri sempre più poveri.Ha favorito le rendite ed il capitale immobiliare e speculativo, non certo le imprese e la produttività, che non riescono ad essere competitive a meno che non riducano i costi del lavoro a scapito degli occupati.
    E paoletti avrebbe voluto un euro a 2100 o addirittura a 2300 lire?
    Si faccia,Paoletti una bella doccia fredda e ci rifletta.

    E sarzoky una volta tanto ha ragione! come del resto anche la candidata socialista madame royale che aveva criticato aspramente l’euro ed i suoi meccanismi che favoriscono solo l’economia tedesca.
    Solo prodi esulta per l’apprezzamento dell’euro!
    Ma è normale per chi lavora ed opera per le grandi banche d’affari, che in questi anni hanno visto i loro investimenti e profitti più che raddoppiati.
    Avrà tutti i difetti sarzoky…ma in francia le banche d’affari operano ai margini, NON DENTRO GLI ESECUTIVI!

    e questo paoletti dovrebbe saperlo