Il Sultano 2.0 si orienterà decisamente verso Est

Non è che Erdogan abbia un piano per dirigersi verso est a spese dell'Occidente. È solo che le infrastrutture, lo sviluppo e i progetti geopolitici più grandiosi del mondo si trovano oggi tutti a est.

Il Sultano 2.0 si orienterà decisamente verso Est

Pepe Escobar - thecradle.co - 31 maggio 2023

L'Occidente collettivo non vedeva l'ora di seppellirlo - un altro errore strategico che non ha tenuto conto dell'umore degli elettori turchi nell'Anatolia profonda.

Alla fine, Recep Tayyip Erdogan ce l'ha fatta - di nuovo. Contro tutti i suoi difetti, come un Sinatra neo-ottomano invecchiato, ha fatto 'a modo mio', conservando comodamente la presidenza della Turchia dopo che i detrattori lo avevano quasi seppellito.

Il primo ordine di priorità geopolitica è chi sarà nominato Ministro degli Affari Esteri. Il candidato principale è Ibrahim Kalin - l'attuale onnipotente addetto stampa di Erdogan, nonché suo principale consigliere.

Rispetto all'attuale Cavusoglu, Kalin, in teoria, potrebbe essere considerato più favorevole all'Occidente. Tuttavia, è il Sultano a decidere. Sarà affascinante osservare come la Turchia sotto Erdogan 2.0 si orienterà nel rafforzamento dei legami con l'Asia occidentale e nell'accelerazione del processo di integrazione dell'Eurasia.

La prima priorità immediata, dal punto di vista di Erdogan, è liberarsi del 'corridoio terroristico' in Siria. Questo significa, in pratica, mettere in riga i curdi YPG/PYD sostenuti dagli Stati Uniti, che sono effettivamente affiliati siriani del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) - che è anche la questione al centro di una possibile normalizzazione delle relazioni con Damasco.

Ora che la Siria è stata entusiasticamente riaccolta nella Lega Araba dopo un congelamento di 12 anni, un'alleanza mediata da Mosca tra i presidenti turco e siriano, già in corso, potrebbe rappresentare l'ultima vittoria per Erdogan: consentire il controllo dei curdi nel nord della Siria e facilitare il rimpatrio di circa 4 milioni di rifugiati (decine di migliaia rimarranno, come fonte di manodopera a basso costo).

Il Sultano è bravissimo quando si tratta di puntare su est e ovest. Sa bene come trarre profitto dallo status della Turchia come membro chiave della NATO - con uno dei suoi eserciti più grandi, il potere di veto e il controllo dell'ingresso al super strategico Mar Nero.

E tutto questo mentre esercita una reale indipendenza di politica estera, dall'Asia occidentale al Mediterraneo orientale.

Quindi aspettatevi che Erdogan 2.0 rimanga un'inestinguibile fonte di irritazione per i neocon e i neoliberali a capo della politica estera degli Stati Uniti, insieme ai loro vassalli dell'Unione Europea, che non si asterranno mai dal cercare di sottomettere Ankara per combattere l'intesa di integrazione Russia-Cina-Iran in Eurasia. Il Sultano, però, sa come gestire questo gioco in modo eccellente.

Come gestire Russia e Cina

Quale che sia sia la prossima mossa, Erdogan non salirà a bordo della nave che affonda per le sanzioni contro la Russia. Il Cremlino ha acquistato obbligazioni turche legate allo sviluppo della centrale nucleare Akkuyu, costruita in Russia, il primo reattore nucleare della Turchia. Mosca ha permesso ad Ankara di posticipare quasi 4 miliardi di dollari di pagamenti energetici fino al 2024. Soprattutto, Ankara paga il gas russo in rubli.

Quindi, una serie di accordi legati alla fornitura di energia russa prevale su possibili sanzioni secondarie che potrebbero colpire il costante aumento delle esportazioni della Turchia. Tuttavia, è scontato che gli Stati Uniti torneranno alla loro unica e sola politica 'diplomatica': le sanzioni. Dopotutto, le sanzioni del 2018 hanno spinto la Turchia in recessione.

Ma Erdogan può facilmente contare sul sostegno popolare in tutto il regno turco. All'inizio di quest'anno, un sondaggio Gezici ha rivelato che il 72,8% dei cittadini turchi privilegia le buone relazioni con la Russia, mentre quasi il 90% considera gli Stati Uniti una nazione "ostile". Questo è ciò che permette al Ministro degli Interni Soylu di dire, senza mezzi termini, "spazzeremo via chiunque stia causando problemi, comprese le truppe americane".

La cooperazione strategica Cina-Turchia rientra in quello che Erdogan definisce "volgersi a Oriente" - e riguarda soprattutto il colosso infrastrutturale multicontinentale cinese, la Belt and Road Initiative (BRI). Il ramo della Via della Seta Turca della BRI si concentra su quello che Pechino definisce il "Corridoio di Mezzo", un'importante rotta commerciale economica e sicura che collega l'Asia all'Europa.

Il motore è il China Railway Express, che ha trasformato il Corridoio di Mezzo probabilmente nella spina dorsale della BRI. Per esempio, i componenti elettronici e una gamma di altri articoli arrivano abitualmente tramite aerei cargo da Osaka, in Giappone, vengono caricati su treni merci diretti a Duisburg e Amburgo, in Germania, tramite il China Railway Express che parte da Shenzhen, Wuhan e Changsha - e che attraversa lo Xinjiang fino al Kazakistan e oltre, attraverso il Passo di Alataw. Le spedizioni da Chongqing alla Germania richiedono un massimo di 13 giorni.

Non c'è da stupirsi che quasi 10 anni fa, quando ha svelato per la prima volta il suo ambizioso BRI multimiliardario ad Astana, in Kazakistan, il Presidente cinese Xi Jinping abbia inserito il China Railway Express come componente centrale del BRI.

I treni merci diretti da Xian a Istanbul percorrono la rotta dal dicembre 2020, utilizzando la ferrovia Baku-Tblisi-Kars (BTK) con un tempo di percorrenza inferiore alle due settimane - e sono in corso piani per aumentarne la frequenza. Pechino è ben consapevole del vantaggio della Turchia come hub di trasporto e crocevia per i mercati dei Balcani, del Caucaso, dell'Asia Centrale, dell'Asia Occidentale e del Nord Africa, per non parlare dell'unione doganale con l'UE che consente l'accesso diretto ai mercati europei.

Inoltre, la vittoria di Baku nella guerra del Nagorno-Karabakh del 2020 è stata accompagnata da un bonus per l'accordo di cessate il fuoco: il corridoio Zangezur, che alla fine faciliterà l'accesso diretto della Turchia ai vicini dal Caucaso all'Asia Centrale.

Un'offensiva pan-turca?

E qui entriamo in un territorio affascinante: le possibili interpolazioni in arrivo tra l'Organizzazione degli Stati Turchi (OTS), l'Organizzazione di Cooperazione di Shanghai (SCO), i BRICS+ - e tutto ciò è anche legato a un aumento degli investimenti sauditi ed e degli emirati arabi nell'economia turca.

Il Sultano 2.0 vuole diventare un membro a pieno titolo sia della SCO guidata dalla Cina che del BRICS+ multipolare. Ciò significa un'alleanza molto più stretta con il partenariato strategico Russia-Cina, nonché con le potenze arabe, che stanno anch'esse salendo sul treno ad alta velocità BRICS+.

Erdogan 2.0 si sta già concentrando su due importanti attori dell'Asia Centrale e dell'Asia Meridionale: Uzbekistan e Pakistan. Entrambi sono membri della SCO.

Ankara e Islamabad sono molto in sintonia. Esprimono lo stesso giudizio sulla delicatissima questione del Kashmir ed entrambi hanno sostenuto l'Azerbaigian contro l'Armenia.

Ma gli sviluppi chiave potrebbero essere in Asia Centrale. Ankara e Tashkent hanno un accordo strategico di difesa, che include la condivisione di informazioni e la cooperazione logistica.

L'Organizzazione degli Stati Turchi (OTS), con sede a Istanbul, è il principale promotore del pan-turchismo o pan-turanismo. Turchia, Azerbaigian, Kazakistan, Uzbekistan e Kirghizistan sono membri a pieno titolo, mentre l'Afghanistan, il Turkmenistan, l'Ungheria e l'Ucraina sono stati selezionati come osservatori. Il rapporto turco-azero è presentato come "una nazione, due Stati" in termini pan-turchi.

L'idea di base è una "piattaforma di cooperazione", ancora vaga, tra l'Asia centrale e il Caucaso meridionale. Tuttavia, sono già state avanzate alcune proposte serie. Il vertice dell'OTS a Samarcanda, alla fine dello scorso anno, ha avanzato l'idea di un blocco di libero scambio TURANCEZ, che comprende la Turchia, il Kazakistan, il Kirghizistan, l'Uzbekistan, il Turkmenistan, l'Azerbaigian e, in qualità di osservatori, l'Ungheria (in rappresentanza dell'UE) e Cipro Nord.

Nel frattempo, prevalgono gli affari pesanti. Per trarre pieno profitto dallo status di hub di transito energetico, la Turchia ha bisogno non solo del gas russo, ma anche del gas del Turkmenistan che alimenta il Gasdotto Naturale Trans-Anatolico (TANAP), nonché del petrolio kazako proveniente dall'oleodotto Baku-Tblisi-Ceyhan (BTC).

L'Agenzia Turca di Cooperazione e Coordinamento (TIKA) è molto attiva nella cooperazione economica, con una serie di progetti nei settori dei trasporti, dell'edilizia, dell'estrazione mineraria e del petrolio e del gas. Ankara ha già investito ben 85 miliardi di dollari in tutta l'Asia Centrale, con quasi 4.000 aziende sparse in tutti gli "stan".

Naturalmente, rispetto alla Russia e alla Cina, la Turchia non è un attore importante in Asia Centrale. Inoltre, il ponte verso l'Asia Centrale passa per l'Iran. Finora, la rivalità tra Ankara e Teheran sembra essere la norma, ma tutto potrebbe cambiare, in modo fulmineo, con lo sviluppo simultaneo del Corridoio Internazionale di Trasporto Nord-Sud (INSTC) guidato da Russia-Iran-India, che porterà benefici ad entrambi - e il fatto che iraniani e turchi potrebbero presto diventare membri a pieno titolo dei BRICS+.

Il Sultano 2.0 è destinato a stimolare gli investimenti in Asia Centrale come nuova frontiera geo-economica. Questo di per sé racchiude la possibilità che la Turchia entri presto a far parte della SCO.

Avremo quindi una "svolta verso l'Oriente" in pieno svolgimento, parallelamente a legami più stretti con il partenariato strategico Russia-Cina. Si noti che anche i legami della Turchia con il Kazakistan, l'Uzbekistan e il Kirghizistan sono partenariati strategici.

Non male per un neo-ottomano che, fino a pochi giorni fa, era stato liquidato come un "ei fu".

pepe_escobarPepe Escobar è editorialista di The Cradle, redattore capo di Asia Times e analista geopolitico indipendente focalizzato sull'Eurasia. Dalla metà degli anni '80 ha vissuto e lavorato come corrispondente estero a Londra, Parigi, Milano, Los Angeles, Singapore e Bangkok. È autore di innumerevoli libri; il suo ultimo è Raging Twenties.

Fonte: https://thecradle.co/article-view/25429/the-sultan-20-will-heavily-tilt-east

Contributo selezionato e pubblicato dal gruppo di lavoro redazionale Geopolitica di ComeDonChisciotte.org

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Commenti (36)

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    1. Martin 3 giugno 2023

      Sarebbe gia' tanto se Escobar scrivesse sul suo Paese, il Brasile, ma non lo fa perche' e' al 100% pro Lula, quello che ha organizzato e gestito Lava Jato, il peggior scandalo di corruzione governativa dell'intera storia dell' America Latina che ha coinvolto una decina di Paesi - non so se mi spiego - una vera e propria operazione Condor della corruzione di sinistra.

      A cominciare dalla terminologia da fumetti, ossia Erdogan come Il Sultano.. che io sappia i Sultani non vengono eletti ripetutamente, ma tali sono per nascita... ma nemmeno The Sultan of Swing dei Dire Straits..

      Scusate se scendo (?) di livello, ma francamente le uniche curiosita' che ho di Escobar sono:
      a) se ha una figlia
      b) se si chiama Esperancia

    1. indipendente 2 giugno 2023

      Nel Risiko che stiamo vivendo, la Turchia ha sempre avuto una grandissima importanza geopolitica. Ora Erdogan sarà costretto a fare una scelta definitiva. Il giochetto gli è andato fin troppo bene per oltre un ventennio, e a questo bisogna rendergli merito. Resta comunque l'anello debole di tutta la catena dove, se come credo si inasprirà il conflitto interno nella Chiesa ortodossa, esploderà con la Grecia un conflitto pari se non peggiore di quello ucraino.
      Tutto questo rientra nei piani degli Scudi Rossi fin dai tempi di Cipro, e lo scopo converge nell'inevitabile implosione dell'Europa da loro stessi inventata.
      Vi ricordo che la Grecia morta di fame è quella che in Europa spende di più in armi/Pil.
      Putin controlla Erdogan da molti anni ormai, con una corda così lunga da sembrare invisibile, e lungo la strada ha ingoiato più di un rospo pur di non incrinare una relazione fondamentale con una persona che sa essere molto infida.

    2. Martin 3 giugno 2023

      Si, va bene, ma prima di Erdogan la Turchia per decenni e'stata lo scendiletto di USA, GB e Israele..un colpo di stato militare dietro l'altro.... poi per oltre un decennio e' stata tenuta alla porta con il cappello in mano dall'UE, che alla fine non l'ha fatta entrare nell'UE perche' la Turchia (effettivamente) non e' Europa ed e' troppo grande, ma bastava dirlglielo subito invece di prenderli in giro....

      Non si puo' pretendere che si dimentichino di tutto cio'

    3. indipendente 3 giugno 2023

      Erdogan da volpone che è, ha sempre capito il gioco europeo, e lo ha interpretato al meglio in tutte le occasioni. A ben vedere, si può dire che fino ad ora la sua è stata una politica vincente.
      Per vent'anni il Sultano ha banchettato su tutti i tavoli possibili e ora è giunto il momento del conto, e qualcuno per forza di cose non sarà contento.

    1. Martin 2 giugno 2023

      Le "analisi" di Escobar nemmeno le leggo. Primo Erdogan non e' un Sultano, perche' e' stato eletto ripetutamente. E secondo, la Turchia e' stata per decenni un Paese molto instabile politicamente: USA GB e Israele hanno fomentato una serie di colpi militari senza fine, e l'UE l'ha tenuta alla porta per oltre un decennio con il cappello in mano.
      Fino a quando i Turchi hanno capito che non sarebbero mai entrati nell'UE perche' troppo numerosi e perche'....Turchi, e finalmente e' arrivato Erdogan, che comunque lo si giudichi ha ristabilito la sovranita' e la dignita' nazionale.
      In Libia, per esempio, la Turchia conta ormai molto piu' del nostro Paese: e' la conseguenza dell'esserci accodati obtorto collo alla guerra voluta da Sarkozy e Obama/Clinton, grazie in particolare a Napolitano ed al PD, ed ovviamente alla mancanza di coraggio di Berlusconi.. eh si che la Germania fu contraria fin dall'inizio alla guerra alla Libia... ma non siamo stati nemmeno in grado di sfruttare l'assist........

      Una sconfitta storica per il nostro Paese, con danni di migliaia di miliardi, dagli interessi economici al costo dell'immigrazione: ma abbiamo deciso di far finta di niente.......eppure e' proprio dalla guerra alla ("alla", non "in") Libia e dalle dimissioni di Berlusconi che siamo scesi esponenzialmente di livello come Paese... ma appunto facciamo finta di niente.

    2. ric 2 giugno 2023

      si ma se il Berlu avesse avuto le palle di CRAXI le cose in europa sarebbero ben diverse.

    3. XaMAS 3 giugno 2023

      la differenza e' che silvio mummificato e' ancora li' che parla in televisione, bettino l'han mandato a morire in esilio

    4. Martin 3 giugno 2023

      Esatto, e' il suo principale limite, ma va anche sottolineato che fu praticamente lasciato SOLO come un cane. Altri suoi notori limiti sono quelli di "distrarsi facilmente" e di non saper scegliere i collaboratori. Sia quando inzialmente espresse dubbi sull'attacco alla Libia, sia quando alla fine diede le dimissioni, fu lasciato SOLO: quasi tutti i suoi bracci destri e sinistri scapparono (piu' la litigata mortale con Tremonti, ancora non sanata), per non parlare del suo gruppo parlamentare. Ma d'altronde, questo e' il risultato quando si cerca di cavalcare il senso comune, pur sapendo che e' falso. Infatti Berlusconi sa perfettamente che la guerra russo-ucraina non e' certo colpa solo dei Russi, pero' la sua stampa, come il Giornale, fa cmq propaganda filoucraina.

      Se avesse avuto il coraggio di opporsi alla guerra alla Libia, negare lo spazio aereo e dare le dimissioni subito, avrebbe poi ottenuto consensi giganteschi. Ma appunto, non l'ha avuto, e forse l'amaro destino di Craxi ha avuto il suo peso in tale decisione. Da sottolineare che la Germania era contraria alla guerra: un assist prezioso che non fu sfruttato, perche' prevalse la gang di Napolitano e del PD.

      Purtroppo non siamo un Paese guidato dal senso dell'interesse nazionale, principalemente perche' una ampia percentuale e' cattolica e/o marxista. Ma non solo, ovviamente, come dimostrato dall'attuale Governo.

    1. carla 2 giugno 2023

      Non è che l'occidente non ha tenuto conto degli umori degli elettori turchi, non avevano abbastanza morti da far votare e non avranno utilizzato dominion.

    1. XaMAS 2 giugno 2023

      aria fritta come quasi tutti gli articoli di escobar
      erdogan continuera' a tenere un piede in due scarpe come sempre per fare gli interessi del suo paese, se oggi gli serve la russia gli fara' un favore, se un domani ha bisogno degli yankee non si tirera' indietro

    2. sbregaverse 2 giugno 2023

      Per la figa non ha bisogno dell'aiuto di nessuno:
      se la procura da per lui !

    3. carla 2 giugno 2023

      Ricorderà comunque sempre chi lo voleva morto e chi l'ha avvertito, se non per gli interessi del paese almeno perchè ha salvato la pellaccia

    4. ric 2 giugno 2023

      Almeno lui fa gli interessi del proprio paese . La fuori di melone fa gli interessi degli yankees , sperando in qualche bricciola...da ostentare come vittoria.

    5. XaMAS 3 giugno 2023

      forse perche la turchia non si e' arresa senza condizioni ad una guerra?
      no perche sempre le stesse cose si dicono sia che al governo ci sia un sinistronzo che uno di centro che uno di destra, dimenticando che il problema di fondo e' un re che e' scappato ed ha consegnato il paese ai "liberatori" senza se e senza ma e ancora oggi dopo 80 anni ne paghiamo le conseguenze
      ah e non mi dica la storiella del duce al balcone perche nel regno d'Italia, nel 1940, non era il duce che decideva chi entrava in guerra ma sua eccellenza vittorio emanuele terso, controlli un po' lo statuto del Regno

    1. Senna 2 giugno 2023

      La svolta verso la Russia è già avvenuta con la tentata rivoluzione colorata del 2014 e tentato golpe del 2016, strano che l'autore se accorga nel 2023.
      Inoltre perchè sultano?
      E' un capo di stato che ha guidato la Turchia con successo dal 2002, levandola pian piano dalle mani del cagatoio anglo, quadruplicando il PIL etc.dandole stabilità sociale ed economica.

    2. ric 2 giugno 2023

      sultano...eletto dal popolo ...Raiss Hammadinejad eletto dal popolo -

      Termini che assumono valenza spregiativa , a differenza del mattarella e precedenti che non eletti dal popolo ma piovuti dal cielo al pari del Arcangelo Gabriele ai quali dovremmo prostraci faccia a terra e culo in aria, che non si devono nominare , basta la parola il " colle " per indicarne la divinita' universale....

    1. Cachafaz 2 giugno 2023

      Sara' sicuramente sanzionato, proseguendo la tattica suicida USa (sempre che questi ultimi non falliscano il 5 u.s.), ma e' evidente che sara' sostenuto da cina e russia. Per aderire ai brics, non bisogna aver fatto sanzioni alla russia. Ma , alla lunga, credo sara' impossibile per la turchia rimanere anche nella nato. Per lui, fin che dura dura, poi aspettera' di essere buttato fuori...dopotutto la base in turchia per la nato ora e' superflua, avendo piazzato i loro inutili missili in svariate altre regioni al confine con la russia. Bisogna ammettere che e' un ganzo..se non lo fanno fuori nel frattempo.

    2. Senna 2 giugno 2023

      "la base in turchia per la nato ora e’ superflua,"

      Non è superflua, dato che gli a angloporci della Nato la usano ancora per finanziare ed armare i curdi al confine turco/siriano e per fomentare guerriglia e instabilità in Siria.

    3. Cachafaz 2 giugno 2023

      Vero, ma ho letto che ormai stanno raggiungendo un accordo per bastonare i servi atlantici curdi, definitivamente.

    4. Senna 2 giugno 2023

      Mi sembra che la Russia abbia portato allo stesso tavolo Turchia e Siria, immagino perchè ambedue "capiscano" che non è nel loro interesse scannarsi tra loro per la questione curda, ideata, finanziata ed armata dalla Nato. Essendoci sullo sfondo la Russia che garantisce il tutto, i due stati pian piano non si scanneranno più, dato che conveniva solo a Londra e Washington.

    5. carla 2 giugno 2023

      Spero veramente che questa guerra combattuta per procura contro la Russia fino all'ultimo ucraino, il terremoto in siria/turchia con aiuti negati e l'attentato ai NS dedicato allo stuoino Ue aprano almeno un poco gli occhi al pianeta su come vengono trattati gli alleati dall'egemone, direi peggio che i nemici.

    6. Fantine 2 giugno 2023

      La questione curda, Senna, al di là degli usi che tutti ne hanno fatto e fanno, c'è da tempo immemore. Per restare più vicini ai nostri tempi, si può ricordare che dai primi decenni dell' '800, quando l'impero ottomano iniziò a scricchiolare, i Curdi, come altri popoli, agognavano autonomia e indipendenza.
      Dopo la prima guerra mondiale ci fu il Trattato di Sèvres (1920) che sancì e riconobbe i diritti nazionali dei Curdi. Venne previsto uno Stato curdo indipendente, ma nel successivo Trattato di Losanna (1923), già i soliti (lorsignori) si rimangiarono la parola e venne previsto di creare «un governo autonomo amministrativamente nei dipartimenti curdi» del protettorato britannico in Iraq. Ci furono violente repressioni sotto il protettorato britannico e poi dal governo iracheno quando venne meno (?) il detto protettorato. Non gli andò meglio negli altri Stati in cui il loro territorio venne diviso (con loro sopra) sulla carta dei vincitori. Sai, le elites intellettuali curde dell'epoca erano di sinistra e questo non giovava.
      La repressione turca fu spietata, specialmente fra il 1925 e il 1930.
      Sorvolo sugli anni successivi, che pure (tristemente) meritano.
      Dopo la seconda guerra mondiale ci furono a più riprese rivolte in Turchia, Iraq e IIran.
      Finirono anche loro usati nella guerra fredda.
      Come finirono usati anche nella guerra tra Iran e Iraq.
      In effetti se la danno con i palestinesi, di cui non importa in fondo a nessuno. Se pensi che molti dal '48 sono ancora "profughi" e senza documenti nei paesi dei cugini arabi. Ma questo è un altro capitolo (che pure merita).
      Tornando ai Curdi, sorvolo ancora sugli accadimenti degli anni successivi, sebbene ci sia tanto da dire.
      Sulla nascita del Pkk etc, credo ci sia materiale serio anche su internet, naturalmente scegli bene le fonti, Senna.
      Quando nel 2004 si insediò Erdogan, "promise di risolvere la questione curda con più democrazia rispetto ai suoi predecessori" ed in effetti consentì l’uso della lingua curda, vietata dai tempi di Ataturk (ti ricorda qualcosa/qualcuno impedire di parlare la propria lingua?), ripristinò i nomi di alcune città curde e "approvò una parziale amnistia per ridurre le condanne ai militanti del PKK incarcerati". *
      Poi nel 2015, per ragioni sue (leggi soprattutto petrolio) entrò nella guerra in Siria.
      (Potremmo aprire un capitolo anche sui siriani).
      Ti ricordi l'aereo russo abbattuto nel 2015?
      Lavrov, già ministro degli esteri, parlò apertamente degli interessi/affari di Erdogan e della sua famiglia nel commercio di petrolio con l'Isis (leggi Usa) in Siria.
      E la Federazione russa, che sciocca non è e non è, fortunatamente, guidata da sciocchi, pur dopo quell'episodio, insieme al resto, non ha mai preteso le dimissioni di Erdogan, ma ha sempre mantenuto rapporti diplomatici, che a questo servono.
      Perciò, nella situazione data Erdogan sta bene anche a me, perché per quanto abbia sempre tenuto il piede in due scarpe, come ora, sciocco non è e per la nostra anche egoistica posizione di occidentali che ragionano senza seguire la propaganda degli anglo/Nato, è stato un bene che abbia vinto lui.
      Ma non lo santifichiamo.
      E soprattutto, Senna, i curdi sono 30 milioni di persone ed è un popolo che l'ha presa e la prende in quel posto da sempre.
      Magari non gli diamo addosso, rinnegando la loro storia e le loro sofferenze.

    7. Fantine 2 giugno 2023

      Petrolio, Senna.
      Non curdi. Petrolio.

    8. Fantine 2 giugno 2023

      I Curdi militanti sono sempre stati filosovietici.
      E in Siria combattono, con i Russi, l'isis (Usa)*
      La questione curda non c'entra nulla con la guerra in Siria.
      Dovevano mettere il loro fantoccio a Damasco, la Turchia ha visto un'opportunità (convergenza di interessi), ma è intervenuta la Russia a difendere Damasco e a frenare le mire di Ankara.
      Non ascoltate la TV, se proprio dovete ascoltate le fonti russe.

      * E coloni europei.

    9. Martin 3 giugno 2023

      In effetti i Curdi primo sono un popolo, e secondo sono un popolo disgraziato. Sono vittime innanzitutto del colonialismo europeo e dei confini tracciati con la riga e la squadra, principalmente da GB e Francia (tanto sono beduini), e poi di tutti i loro vicini: per fare il Kurdistan bisognerebbe ridisegnare i confini di Turchia, Siria, Iraq e Iran - se non manca qualcun'altro. Buona fortuna............

    10. Fantine 3 giugno 2023

      Esattamente, Martin.
      Dici bene.
      Disegnarono con la riga e la squadra, come del resto fecero in Africa.
      Protettorato britannico di qua, protettorato francese di là.
      Siria, potettorato francese, Iraq, protettorato inglese.
      Per la Palestina e il Libano dopo la prima guerra mondiale parlarono di "mandato". In Palestina quello inglese, in Libano quello francese.
      Ve ne erano tre tipi e quello inglese in Palestina era di classe A. Non mi soffermo sulle distinzioni e i criteri.
      Mi ci viene da sorridere amaramente.
      Il nonno di un amico palestinese, che non ho avuto l'onore di conoscere, ma di cui mi hanno raccontato, avrebbe avuto tanto da dire su quegli anni.
      Traditi anche loro.
      Mi è tornato in mente che per la nascita dello Stato di Israele nel 1903 si era pensato all'Uganda.
      La proposta venne presentata all'Organizzazione Mondiale Sionista, ma dopo sopralluoghi in loco, l'idea venne abbandonata!
      Del resto la scelta della nascita dello Stato di Israele era precedente alla seconda guerra mondiale.
      Ma a scuola si insegna altro.
      Anche sulla storia europea si insegna altro. Ma è un altro capitolo, che rimando alla prossima!
      Buon sabato, Martin.

    11. Martin 3 giugno 2023

      Ti ringrazio, ma si tratta di una verita' acquisita e incontestabile. L'unica attenuante rilevante per tale grossolana e arbitraria definizione dei "confini" e' che in quel periodo molti di quei popoli non avevano alcuna coscienza nazionale, ed erano pertanto facili prede "promiscue" del colonialismo europeo.

    12. Senna 3 giugno 2023

      Premetto che sono sempre dalla parte del popolo e quando scrivo la "questione curda", intendo i pochi che si sono prestati agli interessi della Nato (anni di sanguinosi attentati), non certo per i 30/35 milioni di curdi, cioè destabilizzare la zona di confine sia in territorio turco che siriano, con l'illusione futura di uno (non si sa quando) "stato del Kurdistan".

      In Turchia vivono ca 15/20 milioni di curdi che per forza di cose, in gran parte si sono integrati nello stato Turchia, altrimenti la Turchia non esisterebbe più ed esattamente questo è quello che la Nato fomenta da anni, instabilità, odio, paura, tensione etc. idealmente una bella guerra civile.

      Con l'appoggio della Russia, la Turchia ha preso un'altra direzione di crescita e sviluppo economico/sociale, dovendo però prima risolvere/eliminare /bloccare/limitare, quello che la Nato ha ideato, finanziato ed armato, cioè quella piccola minoranza di "curdi?" che negli ultimi decenni si sono prestati alla destabilizzazione voluto della banda Nato (anni e anni di sanguinosi attentati sulla pelle della popolazione civile, anche curda).

      Sono asssolutamente d'accordo "Magari non gli diamo addosso, rinnegando la loro storia e le loro sofferenze."

    13. Fantine 3 giugno 2023

      Non avevo dubbi che fossi dalla parte del popolo Senna, ti leggo.
      Anche per questo mi sorprendeva il tuo parlare della questione curda.
      Non credo che dietro il Pkk ci siano stati gli Usa, benché, conoscendoli, di certo possono aver infiltrato qualcuno dei diversi gruppi armati.
      Ma la questione curda non c'entra con la guerra in Siria, iniziata nel 2011 come guerra civile (per deporre Assad), che ha poi visto l'intervento degli Usa e dei suoi servi europei, francesi e inglesi in prima linea (si fa per dire), che hanno bombardato senza sosta con raid aerei e commesso crimini di guerra orribili.
      (A tacere del loro ruolo nella nascita dell'Isis e dintorni).
      Erdogan ha solo approfittato (d'accordo con gli Usa) ed è entrato in guerra.
      È andata male innanzitutto al martoriato popolo siriano e poi ai Nato/Usa/Francia/Gran Bretagna/Turchia, perché è intervenuta la Federazione Russa.
      Putin non è uno sciocco e sa bene chi è Erdogan, Senna.
      Ma proprio perché non è uno sciocco nemmeno Erdogan, sa chi è Putin e chi è la Federazione Russa.
      Mi sono tornate in mente le parole di Alessandro III, a proposito della Russia.
      Diceva che la Russia ha due (soli) alleati: la marina e l'esercito.
      E credo che le sue parole siano vere ancora oggi.
      Ciò è detto con riguardo alla lealtà degli altri, non dei russi.
      Chi sta con la Russia oggi lo fa per interesse, come per interesse lo fa la Russia.
      E lo dico senza accezioni negative.
      Benché il concetto di interesse, in senso lato, non riscuota le mie simpatie.
      (Che poi ci siano o ci possano essere, soprattutto da parte dei popoli, soprattutto africani, anche autentici sentimenti di stima, fiducia e speranza nei riguardi della Federazione Russa, non mi sorprende).
      I Russi stanno guidando un legittimo e mai sopito desiderio di indipendenza di molti Stati "dall'egemone", che o li cooptava o li comprava o li ricattava etc.
      Ed hanno cominciato per tempo.
      Questo a livello geopolitico, poi dei giochi di potere e delle cricche che ci sono dietro, alzo le mani, non per resa, ma perché sono livelli che ci sfuggono.
      Si tratta di livelli che ci sono sempre stati e sempre ci saranno.
      Il punto è la misura nelle cose.
      Ma qui ora esuliamo dal "livello" della questione di cui stiamo discorrendo.
      Ti invito a ricordare il ruolo del Governo italiano tra la fine del 1998 e l'inizio del 1999 sul caso Ocalan, il capo del PkK, per le pressioni di Stati Uniti e Turchia.
      C'è una sentenza italiana che gli ha riconosciuto (e gli riconosce) il diritto di asilo, ma è recluso in Turchia nel carcere speciale sull'isola di Imrali, nel mar di Marmara. Per 10 anni unico prigioniero.
      La sua pena di morte è stata commutata in ergastolo.
      Forse conosci la sua storia.
      Ti ringrazio di questo scambio, Senna.

    14. Fantine 3 giugno 2023

      L’unica attenuante rilevante per tale grossolana e arbitraria definizione dei “confini" è che in quel periodo molti di quei popoli non avevano alcuna coscienza nazionale, ed erano pertanto facili prede “promiscue” del colonialismo europeo.

      Ni. Con la fine dell'impero Ottomano i popoli che gli erano stati soggetti aspiravano alla loro indipendenza.
      Certamente con il portato della loro storia e dei loro modi di concepire quelle medesime istanze.
      Poi quando si parla di Medio Oriente bisogna sempre calarsi in una visione diversa dalla nostra, sotto molti punti di vista.
      Etnie, popoli, sunniti e sciiti ed altre varianti non di poco conto.
      Le questioni legate nei secoli ad arabizzazione o turchizzazione.
      Ma ciò non toglie che inglesi e francesi abbiano tradito i più.
      Ed abbiano sempre avuto la pretesa di mantenere la propria influenza, come in Africa del resto.
      Poi è arrivato uno sgherro più forte, ma diciamo che quello sgherro ha lasciato loro dei margini.

    15. Fantine 3 giugno 2023

      @Senna

      Più o meno l'egemone, quando si palesa, fa così:

      (Scena di Escobar sul ponte)

    16. Martin 4 giugno 2023

      Non c'era una coscienza ed una cultura nazionale formata - come in Europa occidentale - nella maggioranza di quei popoli. In scala minore, lo stesso si e' visto nell' Est Europeo, dove molti popoli vivevano mischiati, con lingue e costumi diversi...esposti ai conseguenti abusi imperiali da parte di altri popoli molto piu' uniti e compatti, Inglesi per primi..... vedi per esempio anche la Svezia nei confronti della Finlandia, che ha avuto per secoli una identita' nazionale molto debole....

    1. sbregaverse 2 giugno 2023

      E adesso, per il Satrapo ops Sultano col corridoio strategico Zangezur ben petroliato dagli uzbeki kazari kazinisti, saranno kazzi, mosci, kazaki : come non ci fosse un demanio ops domani è un altro giorno si vedrà.

    2. CptHook 2 giugno 2023

      Mangiato pesante ieri sera, Sbrega?
      🤔

    3. sbregaverse 2 giugno 2023

      No solo kaki ( sìloso che sono fuoristagione mami piacciono tanto le kappa e meli posso permettere)
      Mi auguro NON ti sia sfuggito il :
      《 SI VEDRÀ》

    4. Verdiana Siddi 2 giugno 2023

      no, Cpt, dev'essere a digiuno da tempo immemore, manifesta quella punta di nervosismo in più rispetto al solito...

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