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IL SISTEMA SANITARIO IN IRAN


DI PASCAL SACRE’
mondialisation.ca/i

Dietro la propaganda mediatica un´altra immagine dell´Iran

Da diversi anni l´Iran è oggetto di denigrazione agli occhi del pubblico occidentale mentre il suo governo, attraverso la figura del presidente Ahmadinejad, viene sistematicamente demonizzato.

Il primo a spingere al parossismo questa retorica offensiva nei confronti dell´Iran
è stato il governo di George W. Bush, ben noto per il suo “rispetto per i diritti
dell´uomo e della libertá di espressione” (1), per la sua “lotta contro la tortura e
le ineguaglianze” (« Kidnappés par la CIA, les charters de la torture », a cura di Trevor Paglen e A.C. Thompson, edizioni Saint-Simon), per la sua “etica elettorale” (hacking democracy) e per il suo “attaccamento alla trasparenza e alla verità”: falsi pretesti ( 2)

Con lo slogan neocon di Asse del Male (Axis of Evil) l`Iran è stato «pubblicizzato» in tv, nei telegiornali e sui giornali come uno stato canaglia, etichettato così dal paese che conta il maggior numero di prigionieri al mondo, 2,3 milioni ( 3) ( in pole position rispetto alla Cina).


Da allora in poi questa immagine distorta di un Iran terrificante è profondamente ancorata e impressa nell`animo di numerosi occidentali.

Il contenzioso tra Stati Uniti e Iran risale sicuramente all`occupazione dell`ambasciata americana a Teheran, nel 1979, che causò la rottura dei rapporti diplomatici tra i due paesi. La qual cosa tuttavia non impedì a Ronald Reagan di vendere armi all`Iran per finanziare i contras in Nicaragua ( Irangate). In ogni caso…

Prima di questo, rovesciando per ragioni di nazionalizzazione del petrolio iraniano Mossadeq, eletto nel 1953, Washington e la CIA hanno permesso, e sostenuto, quaranta anni di dittatura dello Shah Phalavi, un regime molto poco compatibile con la libertà di espressione e con i diritti umani, senza che questo scatenasse, al contrario di oggi, le grida indignate di filosofi, politici e media occidentali. Questi ultimi, che all’epoca non avevano niente da ridire della Savak e delle terribili torture della polizia segreta dello Shah, oggi mal sopportano gli eccessi dei Guardiani della Rivoluzione.

In seguito, elezioni definite come truccate (senza uno straccio di prova), frasi mal tradotte ( 5), un programma nucleare presentato come avente fini bellici, repressioni di manifestanti e oppositori qualificate come bagni di sangue, un supposto antisemitismo insopportabile, hanno concorso a rafforzare l`immagine diabolica del governo iraniano al punto che oggi, per l`Occidente, esso incarna il Male Assoluto. La sua posizione non è più dentro l`Asse del Male del «pacifico» Bush, esso è il Male.

Una delle cartine che ci mostra un Iran nucleare, pieno di centrali atomiche…
Possiamo lasciargliene una, se ci prendiamo tutte le loro case di cura ?

Sono state ripescate poi, in maniera opportuna, immagini di un governo intollerante che opprime il suo popolo e le sue donne a colpi di manganello, che confonde politica e religione e per il quale l`arresto e la tortura hanno preso il posto del dialogo e del dibattito critico, così «cari» agli occidentali.

Conoscete il sistema sanitario iraniano?

Secondo l`Organizzazione Mondiale della Sanità, questo sistema ha permesso di ridurre del 70 % la mortalità infantile in questo paese, l’Iran Islamico, nel corso di trent`anni. ( 7). Il Dottor Aaron Shyrley, primo pediatra di colore nel Mississipi del 1965, lo conosce bene il modello iraniano, e a settantasette anni, vorrebbe importarlo nel delta del Mississipi, dove il tasso di mortalità infantile è il più alto degli Stati Uniti ( 50% in più rispetto alla media nazionale) e dove l`aspettativa di vita è la più fragile del paese. Aaron, assieme a due colleghi, ha trascorso dieci giorni in Iran nel Maggio 2009.

Il Dottor Aaron Shirley

Nell`Ottobre del 2009 sono stati quattro medici iraniani, di cui uno membro del Ministero della Sanità, a trascorrere una settimana nel Mississipi. C’è una certa morale in questa storia di cui nessuno parla sui grandi network della televisione occidentale. Quella di un pediatra di colore che ha subito durante la sua militanza per i diritti civili le violenze da parte della polizia, che ha contribuito alla creazione del più grande centro comunitario di sanità dello Stato, e che ha accolto degli iraniani nel profondo Sud al fine di ispirarsi al loro sistema di accesso alle cure mediche: che lezione per tutti i filosofi, filantropi e politici che abbaiano sull`Iran e che gettano letame su questo paese.

Malgrado la quantità di milioni di dollari iniettate dal governo federale, pochi sono stati i riscontri nella diffusione delle cure mediche basilari. L`Iran conta 17000 case di cura, dei dispensari rurali che impiegano addetti locali alla sanità.
A tutt`oggi oltre il 90% dei 23 milioni di iraniani che risiedono in aree rurali hanno accesso alle prestazioni sanitarie grazie a questo sistema, secondo i responsabili, e in modo gratuito (8). Senza che questo trovasse eco nei media occidentali interessati a parlare dell´Iran solo quando c´è la possibilitá di dirne male, senza grande clamore Stati Uniti ed Iran hanno dato discretamente il loro sostegno all´iniziativa proposta nel delta, dove la maggior parte della popolazione è di colore.

L´Istituto nazionale della sanità ( National Health Institute) americano ha a sua volta dato la propria approvazione, come conferma un testo pubblicato sul sito internet dell´istituto: Il notevole successo dell´idea iraniana di case di cura […] apporta speranza e ispirazione alle autoritá del delta del Mississipi» (9).

Durante la visita in Iran il dottor Aaron Shirley, il pediatra di colore che ha ideato il progetto ha dichiarato, ridendo: «Mi sono sentito piú sicuro in Iran che nel Mississipi degli anni 60».

Gli iraniani che sono andati in America invece hanno avuto uno shock, constatando l´immensa povertà dell´America rurale quando sono arrivati a Baptist Town, un dedalo di vie fangose, terreni abbandonati e baracche incuneate tra due binari e un acquitrinio. Niente scuole, niente cliniche, nessun centro comunitario.
Il Dottor Shirley recentemente ha fatto visita al congresso, a Washington, assieme ad un collega, per raccogliere fondi al fine di aprire delle case di cura di tipo iraniano a Baptist Town, alla periferia di Greenwood, e in altre quattordici zone del delta del Mississipi. Il progetto del Mississipi mira a formare del personale medico ausiliario, poi ad inviarlo porta a porta per dispensare cure di base, come misurare la pressione arteriosa, o per delle profilassi di tipo igienico. Per le cure più specialistiche, i pazienti continueranno ad essere indirizzati nelle cliniche e negli ospedali, e in seguito avranno la possibilità di essere seguiti a domicilio, al momento dell`avvio delle case di cura create nelle vicinanze (10), ispirandosi al sistema iraniano.

Il modello iraniano per salvare dalla morte dei bambini statunitensi che i milioni di dollari federali non arrivano a mettere al riparo dalla malattia e dalla miseria, che ironia, no?

Mentre gli Stati Uniti sperperano dei trilioni di dollari nelle loro guerre mondiali, all`estero, per dominare e saccheggiare il pianeta, i media e i grandi network americani sanno parlare solo dell`Iran demoniaco e tirannico.

Non se ne abbia a male Shimon Perez che dichiara che “l`Iran è un pericolo per il mondo” (11), esso è comunque un modello, per gli Stati Uniti in primis.

Durante le sue visite al Congresso il dottor Shirley avrebbe dovuto cercare di farsi ricevere dal presidente, e dirgli due paroline di tutto questo.

Nel delta del Mississipi è probabile che gli statunitensi vedano l`Iran in modo diverso rispetto al resto del mondo occidentale.

Pascal Sacré
Fonte: www.mondialisation.ca

Link: http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=17799

24.02.2010

Traduzione a cura di S. SOROKIN www. comedonchisciotte.org

Note :

(1) Lynne Stewart in prigione: Quando la giustizia deraglia
http://www.mondialisation.ca/index.php?context=va&aid=16254
(2) http://www.liberation.fr/monde/010123608-les-935-mensonges-de-l-administration-bush-sur-l-irak
(3) http://www.legrandsoir.info/Crise-systemique-le-chaos.html
(4) La Gran Bretagna, gli USA e Israele creano il SAVAK, http://www.voltairenet.org/article15130.html
(5) Allusione al fatto che Ahmadinejad avrebbe affermato di augurarsi la scomparsa di Israele dalle mappe, mentre l’ONU ha confermato che la traduzione di questa frase di Ahmadinejad è erronea, dato che ha detto: «L’Imam ha detto che questo regime che occupa Gerusalemme deve scomparire dalla pagina del tempo ».
(6) 20 000 ebrei vivono in Iran, ben integrati, senza subirvi oppressioni da parte del regime.
(7) http://www.who.int/whr/2008/media_centre/iran_fr.pdf
(8) Op. Cit.
(9) Iran’s health houses provide model for Mississippi Delta, (in inglese) : http://www.fic.nih.gov/news/publications/global_health_matters/2009/1209_health-house.htm
(10) http://www.courrierinternational.com/article/2010/02/11/le-mississippi-seduit-par-le-modele-iranien
(11) http://www.alterinfo.net/Perez-L-Iran-cherche-a-prendre-le-controle-du-Moyen-Orient_a41922.html

Pubblicato da Davide

  • grilmi

    In un certo senso hanno ragione a dire che è un pericolo, se esportassero il sistema sanitario e bancario iraniano in tutto il mondo sarebbe la fine dei loro affari.

  • Gabbiano

    Mr. Sorokin, grazie per la traduzione di questa importante testimonianza, a sentirli (quelli in televisione) sembra che l’Iran sia l’inferno e Ahmadinejad il diavolo, poi si scopre che potrebbe essere sotto certi aspetti anche un modello da seguire.

  • ilnatta

    Esatto, precisiamo, sotto certi aspetti c’è sempre qualcuno che ha da insegnare agli altri. Sotto altri l’Iran ha solo da imparare.
    il punto è che bisognerebbe prendere ogni situazione nella sua giusta dinamica e non strumentalizzarla. Ma si fa sempre così, quando c’è da denigrare l’avversario si mostra solo il brutto e si nascondono eventuali meriti.
    Resta il fatto che se ci lamentiamo della finta democrazia qui, non possiamo elogiare di certo l’iran su questo. Quindi fanculo gli USA e fanculo anche alle tirannie arabe!
    e non ragionate con “il nemico del mio nemico è mio amico” perchè senò è la fine.

  • Ricky

    Non vedo che problema ci sia a denunciare il regime teocratico oppressivo dell’Iran e contemporaneamente elogiarne il sistema sanitario. Lo stesso discorso vale per Cuba, ad esempio. Quello che mi dá fastidio nell’impostazione di un certo giornalismo, é che dá l’impressione che il sistema sociale di un paese sia da prendere o rigettare in toto. Ma perché?

  • buran

    Non conosco l’attuale sistema sanitario iraniano, anche se sono stato abbastanza recentemente in Iran da turista e viaggiatore, ricavandone l’impressione di un paese di grande civiltà e cultura. Posso dire però che, ai tempi dello Scià, un mio conoscente, che era lì per lavoro e che ebbe un incidente stradale, ne rimase sconvolto, sia per le condizioni degli ospedali, sia per l’ approssimazione da bassa macelleria. Non mi meraviglio che una delle preoccupazioni di un nuovo regime che voglia cambiare le cose sia stata quella di dotarsi di un sistema sanitario e di strutture decenti

  • fusillo

    L’ Iran gate era un pò diverso da quello descritto:
    la premessa risiede nel fatto che gli usa mossero gli irakeni contro il neostato iraniano per indebolire entrambi e per vendere armi.
    Nel frattempo,durante il conflitto, passavano, agli iraniani, le informazioni satellitari sulle postazioni irakene.
    In contropartita si facevano fornire l’ eroina che vendevano per finanziare la scuola delle americhe( vedi el mozote) e contras.
    Sul fronte delle carceri e detenzioni credo ci siano un’ altra imprecisione.
    La CCA, fondata negli usa 25 anni fa, negli ultimi 10 anni ha prodotto la più alta popolazione carceraria mondiale.
    Va ricordato, a tutti i signori che si impastano la bocca della democrazia nordamericana, che la CCA è una industria privata della detenzione.
    Altro che l’ Iran.
    Ovviamente di tutto questo, da el mozote alla CCA, non ne sentirete mai parlare nè in tv nè sulla stampa.
    Chi vive in dittatura?

  • Ricky

    Ecco un altro campione di ‘benaltrismo’: nel mondo ‘c’è ben altro’, quindi di fronte alle nefandezze dell’imperialismo occidentale ogni altra nefandezza scompare. Se regimi oppressivi sono minacciati dall’oppressione capitalistica ecco che diventano vergini per la Storia. Mamma mia…