IL RITORNO DELL'INCUBO NETANYAHU

DI JOHANN HARI
The Independent

Netanyahu è l’uomo che ritiene che i palestinesi non abbiano diritto alla terra perchè sono essi che l’hanno “rubata”. Nel 636 dopo Cristo.

Israele sta per compiere un errore di giudizio tanto disastroso e mortale quanto l’attacco a Gaza. Sembra che tra pochi giorni [oggi 10 Febbraio n.d.t.] Israele potrebbe eleggere ancora una volta Benjamin Netanyahu alla carica di primo ministro.

Questo è un uomo che chiede la violenta rioccupazione di Gaza per “liquidarne” il governo eletto. Questo è un uomo che afferma che farà “crescere naturalmente” gli insediamenti in Cisgiordania. Questo è un uomo che afferma che non negozierà “mai” su Gerusalemme, sulle alture del Golan o sul controllo delle fonti d’acqua della Cisgiordania.

Questo è un uomo che afferma che la creazione di uno Stato palestinese lascerebbe Israele “con una minaccia alla propria esistenza e un incubo delle pubbliche relazioni che ricorda la Cecoslovacchia del 1938”. Questo è un uomo che la vedova di Yitzhak Rabin accusa di avere aiutato a creare un clima di odio che ha portato al suo omicidio.

A seguire: “Netanyahu convincerà Obama alla guerra con l’Iran” (Press TV).Il beneficiario politico dell'”Operazione Piombo Fuso” è stato l’estrema destra israeliana. I sondaggi sono cresciuti per il Likud di Netanyahu e per il persino più estremista Avigdor Lieberman. Essi affermano che l’unico problema dei 23 giorni di bombardamento di Gaza, con l’uccisione di 410 bambini e un enorme rafforzamento dell’appoggio ad Hamas, è il non essere andati abbastanza avanti. Il mondo deve urgentemente guardare a questi individui e chiedersi come si è potuto accettare ciò.

La chiave per comprendere Netanyahu sta in suo padre, Benzion. Egli è un noto studioso di storia medievale che ritiene che il mondo sia eternamente infestato da un antisemitismo genocida impossibile da sradicare. Quando egli arrivò nella Palestina del mandato britannico dichiarò che la maggioranza degli ebrei che erano lì erano ingenui e i idealisti. Essi avrebbero dovuto immediatamente appropriarsi dell’intera terra della Israele biblica, conquistando tutta la Cisgiordania arrivando sino a dentro i territori dell’attuale Giordania. Non ci sarebbe mai potuto essere alcun compromesso con gli arabi, che comprendono solo l’uso della forza. L’uomo che egli definiva suo mentore, Abba Ahimeir, descriveva se stesso con orgoglio come “un fascista”.

Oggi il figlio di Benzion paragona comunemente il trattare con i palestinesi al trattare con i nazisti. Egli può solo comprendere la loro rabbia come un risorgere dell’odio irrazionale e assassino dell’Europa. Egli insiste che i palestinesi non hanno diritto di condividere questa terra perché essi l’hanno rubata nel 636 d.C. Coerentemente Netanyahu getta nella spazzatura ogni iniziativa di pace offerta da Israele. La sua reazione alla decisione di Yitzhak Rabin di firmare i moderati e modesti accordi di Oslo con Yasser Arafat rivela la profondità della sua opposizione al compromesso. Egli si rivolse con calore a masse che cantavano “Rabin è un nazista” e ” nel sangue e nel fuoco Rabin morirà” [“through blood and fire, Rabin shall expire”]. Egli definì l’ex primo ministro “un traditore” poco prima che Rabin venisse ucciso da un fondamentalista ebreo che la pensava allo stesso modo.

L’altra persona che è cresciuta nei sondaggi – e sembra sarà il partner nella coalizione di Netanyahu – è Avigdor Lieberman, un ex buttafuori di nightclub che afferma che il modello per trattare i palestinesi dovrebbe essere il bombardamento della Cecenia a opera di Vladimir Putin nel 1990 che causò la morte di un terzo dell’intera popolazione. Egli vuole che i partiti politici votati dagli arabi israeliani siano messi fuorilegge, affermando seccamente che dovrebbero essere trattati “come Hamas”.

Forse ancora più deprimente della loro crescita è la piatta e accondiscendente risposta degli altri partiti. Tanto Kadima che il partito Laburista hanno aggressivamente difeso l’embargo e il bombardamento di Gaza, non da ultimo perché i loro leader, Tzipi Livni e Ehud Barak, guidavano il governo. Persino Barak ha ripreso il paragone a Putin e ha iniziato a citare con approvazione il nuovo zar di Russia. Coraggiosi partiti in favore della pace come Meeretz sono relegati ai margini del dibattito.

Come è potuto accadere ciò? E’ essenziale ricordare che gli israeliani non sono finiti in Medioriente per un malvagio desiderio di colonizzare e uccidere, come affermano allegramente alcuni. Essi sono lì perché scappavano da un antisemitismo genocida. Ciò non giustifica un solo crimine commesso contro un singolo palestinese, ma se dimentichiamo questo trauma inimmaginabile che vi è dietro, non possiamo comprendere ciò che sta accadendo ora.

Negli scorsi mesi sono ritornato spesso a uno straordinario articolo scritto dal grande romanziere israeliano Amos Oz nel 1982. Il primo ministro del Likud Menachem Begin aveva paragonato la leadership palestinese ad Adolf Hitler, perciò Oz scrisse: ” mostrate il bisogno di far risorgere Hitler dei morti in modo da poterlo uccidere più e più volte ogni giorno… Come molti ebrei mi dispiace non aver potuto uccidere Hitler con le mie mani. Ma non c’è, e non ci sarà mai, una cura per questa ferita aperta. Decine di migliaia di arabi morti non cureranno tale ferita. Perché, signor Begin, Adolf Hitler è morto. Non si nasconde a Nabatiyah, a Sidone o a Beirut. È morto e in cenere”.

La società israeliana consiste, afferma Oz, di “un pugno di rifugiati e sopravvissuti mezzo isterici”. Il trauma bimillenario della calunnia del sangue, dell’inquisizione, dei pogrom, di Auschwitz, Chelmno e dell’arcipelago Gulag hanno prodotto una visione distorta in cui ogni grido di dolore diretto verso Israele può suonare come il tuono che ebbe inizio nelle folle ammassate a Norimberga.

Ciò significa che Israele sta perdendo delle opportunità per la pace. Persino Hamas, un partito islamista a cui mi oppongo fortemente, è aperto ad un lungo cessate il fuoco sui confini del 1967. Questa non è la mia opinione; è il parere di Yuval Diskin, l’attuale capo del servizio di sicurezza israeliano Shin Bet. Egli ha detto al governo israeliano, prima del bombardamento di Gaza, che Hamas avrebbe ristabilito il cessate il fuoco se Israele avesse solo posto fine all’embargo alla Striscia e dichiarato un cessate il fuoco in Cisgiordania. Invece hanno bombardato, e l’offerta è morta.

L’ex capo del Mossad, Ephraim Halevy, ha detto che Hamas “dovrà adottare un percorso che non potrebbe portare lontano dai loro scopi originali” se solo Israele inizierà il cammino del compromesso. Ciò toglierebbe appoggio ai membri del fronte del rifiuto, come Osama Bin Laden e Mahmoud Ahmadinejad, e renderebbe più facile costruire coalizioni internazionali.

Invece troppi israeliani, imprigionati dalla loro storia, sembrano determinati a scegliere il cammino opposto: quello di Netanyahu e Lieberman e dello spingere uno stivale sempre più alienante sulla gola dei palestinesi. Non dovrebbe essere così. Possiamo solo dire loro, con Amos Oz, con quanta più fretta possiamo: Adolf Hitler non si sta nascondendo a Gaza city o a Beit Hanoun, o Hebron. Adolf Hitler è morto.

Johann Hari è un giornalista del London Independent. Egli ha scritto dall’Iraq, da Israele-Palestina, Congo, Repubblica Centroafricana, Venezuela, Perù e Stati Uniti, i suoi pezzi giornalistici sono apparsi in pubblicazioni di tutto il mondo.

© 2009 The Independent

Titolo originale: “The Nightmare of Netanyahu Returns”

Fonte: http://www.independent.co.uk
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06.02.2009

NETANYAHU CONVINCERA’ OBAMA ALLA GUERRA CON L’IRAN

A CURA DI PRESS TV

Una fonte familiare con la politica mediorientale USA afferma che il candidato di punta alla carica di primo ministro conquisterà la benedizione statunitense per l’entrata in guerra con l’Iran.

Aaron David Miller, il più importante analista del Dipartimento di Stato Usa negli anni 80, ha detto che Benjamin Netanyahu riuscirà a convincere il presidente Barack Obama che un attacco militare è l’unica soluzione alla questione del nucleare iraniano.

“Gli israeliani spingeranno Washington per assicurarsi che l’Iran non arrivi mai a tal punto, e se non ci riusciranno prenderanno in considerazione un attacco militare”, sono le parole di Miller di venerdì scorso riportate dalla Reuters. Miller è un ex negoziatore Usa per la pace in Medioriente ed è attualmente analista dello Woodrow Wilson Center.

“Non avrà bisogno di essere conclusivo e minaccioso, ma sarà molto serio e… metterà al presidente una fifa blu che se non sarà la comunità internazionale a mobilitarsi per affrontare la situazione, lo farà Israele”, ha detto.

Tel Aviv accusa l’Iran, firmatario del Trattato di Non Proliferazione (NPT), di avere piani per lo sviluppo di armamento nucleare. Però Tehran insiste che sta arricchendo uranio per scopi pacifici e che ha diritto alla tecnologia che è già nelle mani di molti altri.


[Un pilota da caccia israeliano del Negev Squadron composto da F16 “Sufas” — usato in una dimostrazione del potere aereo israeliano. Gli F16 sono diventati famosi come la spina dorsale dell’aviazione israeliana e potrebbero essere impiegati in un attacco all’Iran.]

I leader israeliani, che hanno in loro possesso l’unico arsenale nucleare del Medioriente, hanno intensificato la loro retorica guerrafondaia contro l’Iran alla vigilia delle elezioni programmatete per il 10 febbraio.

Il favorito alle elezioni israeliane Benjamin Netanyahu ha detto la scorsa settimana che la sua prima missione, se eletto primo ministro, sarà di “sventare la minaccia iraniana” una volta per tutte.

“L’Iran non si armerà di armi nucleari… Ciò implica qualunque cosa sia necessaria perché questa affermazione si avveri”, ha avvertito il candidato di punta per l’incarico di primo ministro. Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha anche sottolineato che i possibili colloqui tra Washington e Tehran “dovranno essere brevi e seguiti dalla prontezza all’azione”.

Lo stratega britannico Mark Fitzpatrick ha però affermato che un’azione militare israeliana contro l’Iran è “una possibilità significativa, ma non una probabilità”.

“A tale punto si arriverà probabilmente in un qualche momento verso la fine di quest’anno”, ha detto il senior fellow per la non proliferazione dello Institute for Strategic Studies di Londra, aggiungendo che Israele dovrebbe prendere in considerazione le conseguenze negative prima di fare qualunque mossa.

Titolo originale: “Netanyahu ‘will coax Obama into Iran war'”

Fonte: http://www.presstv.ir
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07.02.2009

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

11 Commenti
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marcello1950
marcello1950
10 Febbraio 2009 4:58

Ammettendo che le ipotesi di un potere tipo bloomberg sia reale e non lo so a quel punto il vero problema mondiale è costituito dal fatto che il servizio segreto Isdraeliano conosce le debolezze non solo di Obama ma di tutto l’occidente; egli sa come ricattare la Merkel, Brown, Sarkosy, ed i nostri vedi come si sono comportati (berlusconi, fini, veltroni, annunziata durante l’attacco a gaza) specie in questo momento di crisi finanziaria il loro potere secondo me è moltiplicato, ed a parte qualche giornale britannico (ma anche quel problema può essere risolto, la politica di Nethaniau non ha la necessità di confrontarsi con nessuno perchè gli isdraeliani sono nella condizione di imporla all’occidente avendo in mano la classe dirigente ed i gangli finanziari mondiali, proprio in virtù della crisi (vedi perche sono i sauditi che pagano per le operazioni militari a Gaza, Ma questo che potrebbe sembrare una forza potrebbe essere una debolezza vedi cosa è successo all’america e a Bush che pensava di vincere con i muscoli, spesso Golia si mette nei guai da solo, senza la necessità di un Davide, questo dovrebbero pensare gli isdraeliani, mai stravincere, spesso certe vittorie equivalgono a delle sconfitte. perchè si possono… Leggi tutto »

Killyouridols
Killyouridols
10 Febbraio 2009 5:07

fino a quando il potere avrà il controllo sui media maistream non ci sarà niente da fare, 11 settembre , massacri in palestina , terrore psicologico , israele che si difende ma ha 400 bombe atomiche , hamas spara razzi ,a livello di informazione è tutto gestito secondo programmi ben studiati di controllo e reazione delle masse, i mezzi di informazione cosi come sono oggi sono il vero tumore dell’umanità.

reza
reza
10 Febbraio 2009 5:55

Una decina di missili shahb-3 su Israele e questo stato terrorista di Aparthaid smeterà di rompere i coglioni al monfo. Se è questo che vogliono, pedroni di attaccare l’Iran, ma l’Iran si difenderà e non credo che l’occidente potrà permmettersi ancora di seguire i dettami sionist.
Ntanyahu sta facendo campagna elettorale, lui e quel’altro nazista di Lieberman stanno facendo a gara per chi è più s*****o tra di loro e basta.
Israele non è in condizioni di attaccare l’Iran perché l’Iran lo raderà al suolo con tutte le sue atomiche.

Kiddo
Kiddo
10 Febbraio 2009 8:34

“…un potere tipo bloomberg..”???

Volevi dire Bilderberg? Altrimenti non ti deguo proprio…

marcello1950
marcello1950
10 Febbraio 2009 8:50

Si hai ragione, ma in fondo non è importante come viene scritto trattandosi di un potere nascosto

reza
reza
10 Febbraio 2009 9:55

” in questo momento di crisi finanziaria il loro(dei sionisti) potere secondo me è moltiplicato”.
A conferma di quanto sostieni, vedi il fallimento voluto di “LehmanBrothers” (la Banca degli ebrei per eccellenza) dove maggiori interessi erano quelli degli arab.
Li tengono per le palle.

frankleone
frankleone
10 Febbraio 2009 14:02

sono convinto che nemmeno nuclearizzando l’intero medio oriente si risolverebbe qualcosa. questi ebrei non avranno pace finchè non avranno ottenuto quello che vogliono: una Palestina abitata solo da Israeliani sionisti e fanatici, con tutti gli stati arabi attorno buoni e cuccia. questo vogliono e la loro sete di sangue non sarà placata fino a che non l’avranno ottenuto. o fino a che ne sarà rimasto qualcuno a spasso per il pianeta.

afragola
afragola
10 Febbraio 2009 18:50

10/02/2009 Svolta all’estrema destra Kadima tiene botta nelle elezioni in Israele, ma per governare diventa decisivo l’appoggio del leader xenofobo Lieberman La democrazia ha un suo pilastro irrinunciabile nel processo elettorale. Solo che, a volte, non bastano le urne a dirimere i nodi gordiani che attraversano società complesse, come quella israeliana. Squilibrio a destra. Così accade che nelle prime ore dopo la chiusura dei seggi elettorali si sentano i due principali avversari, il partito centrista Kadima guidato da Tzipi Livni e il partito di destra Likud guidato da Benyamin Netanyahu, dichiarino entrambi di essere in grado di formare una coalizione di governo. Questo perché, elemento che dovrebbe far riflettere la società israeliana, entrambi puntano al ‘patto con il diavolo’ rappresentato dal partito Israel Beitenu e dal suo leader Avigdor Lieberman. Un personaggio, per intendersi, che ha scacciato i giornalisti arabi dalla sua ultima conferenza stampa. Un uomo che ha basato il suo consenso popolare sull’elettorato di origine russa ma che poco dopo si è proposto a livello nazionale. Il suo successo, se verrà confermato lo storico sorpasso al partito Laburista di Euhd Barack, è inversamente proporzionale alle speranze deluse degli accordi di Oslo del 1994. Molti israeliani, come molti palestinesi,… Leggi tutto »

afragola
afragola
10 Febbraio 2009 19:01

Israele, in testa il partito Kadima Exit poll a sorpresa, diffusi dalla tv d’Israele, danno in vantaggio la Livni Tzipi Livni, attuale ministro degli Esteri d’Israele e prima donna candidata premier dopo Golda Meir, leader del partito centrista Kadima, è in vantaggio nelle elezioni politiche israeliane. I primi exit poll, diffusi dal network televisivo israeliano Canale 10, hanno stupito un pò tutti, visto che il partito di destra Likud guidato dal candidato premier Benyamin Netanyahu, era considerato nettamente favorito. Altro dato inatteso, almeno rispetto alle previsioni della vigilia, quello dell’affluenza alle urne. Affluenza più alta di alcuni punti percentuali rispetto alle politiche del 2006. Le pessime condizioni metereologiche, secondo alcuni analisti, avrebbero dissuaso gli israeliani dall’approfittare del giorno festivo per andare fuori città per il fine settimana. Alle ore 18 locali (le 17 in Italia) l’affluenza é stata del 50 percento. I partiti in lizza sono 31, ma solo una decina dovrebbe superare il quorum minimo del 2 percento per entrare alla Knesset, il parlamento israeliano. http://it.peacereporter.net/articolo/14171/Israele%2C+in+testa+il+partito+Kadima NB …affluenza al 50% scorporando da questa cifra le percentuali ottenute delle varie “congrege”(mi rifiuto di usare il termien partiti visto che idiologicamente non differiscono tra di loro ) alle fine si potrebbe… Leggi tutto »

afragola
afragola
10 Febbraio 2009 19:22

Israele non è uno stato ebraico ma uno stato “sionista” di Piotr Mi è stato chiesto dove lo storico israeliano Ilan Pappè ha affermato: “Israele non è uno stato ebraico ma uno stato sionista”. Ho in parte già risposto in un commento, ma forse vale la pena riprendere il discorso con qualche precisazione e approfondimento. La fonte è Ilan Pappè stesso durante un convegno lo scorso gennaio a Roma, e questa affermazione è stata pronunciata nell’ambito della risposta a una mia domanda che chiedeva se il continuo espansionismo e la continua aggressività israeliane avessero tra le loro cause anche il timore relativo alla tenuta ideologica di Israele come “Stato ebraico” in caso di stasi del Sionismo o in caso di una soluzione post-sionista, in un’epoca in cui l’equazione sionismo=ebraismo sembra ormai largamente accettata. A questo proposito Pappè ha fatto anche notare che ad esempio negli Stati Uniti la maggioranza degli Ebrei non è attivamente filosionista, come si vuol fare apparire. Anzi, sostanzialmente è indifferente, mentre la suddetta equazione è sostenuta dall’attivismo e dall’influenza delle organizzazioni della lobby ebraica. Dal canto suo, Yitzhak Laor si domanda come mai questa equazione (per essere precisi la sua inversa: antisionismo=antiebraismo), che lui è convinto… Leggi tutto »

myone
myone
11 Febbraio 2009 15:08

Lieberman come Vladimir Zirinowski in Russia
ma altri hanno governato.
Ha vinto Tzipi Livni
non ha vinto Netanyahu