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IL REATO DI NEGAZIONE DEL GENOCIDIO ARMENO

DI MIGUEL MARTINEZ
Kelebleker

Con l’approvazione del Senato francese, la cultura del divieto globale, che accompagna mirabilmente il gioco delle trasgressioni ammesse, ha fatto un altro passo in avanti.

Da un paio di giorni, infatti, la Francia ha introdotto il reato di “negazione del genocidio armeno”.
La legge in realtà si chiama “trasposizione del diritto comunitario sulla lotta al razzismo e per la repressione della contestazione dell’esistenza del genocidio armeno“, una maniera interessante di scaricare le colpe: si starebbe solo applicando una direttiva europea, che però non esiste, almeno sotto questa forma (si fa riferimento al Trattato di Lisbona, che chiede di reprimere i delitti a sfondo razziale).

La legge ha due palesi motivazioni.

La prima, un tentativo di Sarkozy di ottenere i voti della numerosa e solida comunità armena.

La seconda si lega a un tipico meccanismo del liberalismo, che in fondo è solo un doppio politico della concorrenza tra imprese economiche. Un sistema che ottiene consenso facendo credere che tutti possano vincere alla lotteria. Perciò, appena si regala un privilegio a qualcuno, ci si trova a fare i conti con gli esclusi.

Così in Italia, per motivi politici, è necessario concedere determinati privilegi molto discutibili alla Chiesa cattolica. Per azzittire le proteste degli esclusi, si stipulano poi “intese” con tutti i concorrenti della stessa Chiesa, che tanto contano poco.

Allo stesso modo, l’introduzione, in diversi paesi, di pene carcerarie per chi “nega” il genocidio degli ebrei nella Seconda guerra mondiale viene vista da molti come un indebito privilegio per la comunità ebraica.

Certo, questo mito fa comodo oggi anche allo Stato d’Israele, per cui molti tendono a vedere nella repressione del negazionismo/revisionismo un privilegio ingiustificato per gli ebrei e lo Stato ebraico; e qualcuno ci vede anche una prova tangibile del controllo ebraico sul mondo.

In realtà, come documenta Idith

Zertal (in Israele e la Shoah), lo Stato d’Israele nasce

nella negazione dell’Olocausto, se vogliamo usare questi termini pittoreschi.

Nella misura in cui la retorica ufficiale ne parlava, era per esaltare

la superiorità dei sionisti rispetto alle pecore che si sarebbero

lasciate condurre al macello. Fu solo dopo il processo Eichmann, e ancora

di più dopo il 1967, che nacque quella che Jacob Neusner, in Judaism:

The Basics, chiama “il mito dell’Olocausto e della Redenzione“,

cioè il sacrificio in croce del popolo ebraico seguito dalla resurrezione

sotto forma di potenza nucleare mediorientale. Una religione, sottolinea

Neusner, molto più facile e divertente da praticare del giudaismo tradizionale.

Io ritengo che la questione

sia ben più ampia, e debba relativamente poco agli sforzi delle

organizzazioni comunitarie ebraiche.

La trasformazione del genocidio ebraico in religione civile dell’Occidente deriva soprattutto dal bisogno del dominio di crearsi un proprio mito fondante, che giustifichi l’Eterna Vigilanza della NATO sul pianeta. Un mito che ha il vantaggio di proporsi un nemico defunto da quasi settant’anni, cioè
il “nazismo”, che ognuno poi può definire secondo le proprie esigenze (il commentatore Moi ha scovato un certo
Angry Harry che
trova ben trenta punti in comune tra il nazismo e il femminismo). Un mito, poi, che riesce a inglobare la generale esaltazione del vittimismo che caratterizza i nostri tempi, e a cooptare anche la sinistra,
che confonde la religione civile dell’Olocausto con l’antifascismo [1].

In questo contesto, le pene carcerarie non servono per frenare un’irrilevante critica revisionista/negazionista, ma per ammantare di sacro terrore il dominio [2].

Comunque, la contraddizione tra liberalismo universale e privilegio esiste, e ne nasce un gioco di conflitti e di concessioni molto complesso.

Alcuni anni fa, Tova Reich, moglie del primo direttore del Museo dell’Olocausto a Washington, ha scritto un romanzo geniale e feroce, Il mio Olocausto, che analizza meglio di mille saggi la costruzione della religione civile dell’Olocausto e i conflitti per il posto di Vittima Giudicante [3].

La soluzione più
semplice consiste nell’estendere il privilegio di vittimismo ad
altre comunità di scarso peso politico: è ormai di moda trascinare qualche Rom a fare la faccia compunta durante le celebrazioni della Giornata della Memoria.

In Francia, il paese che ha inventato la polizia moderna, lo stato securitario e la ghigliottina, il privilegio non consiste solo nel poter essere celebrati come vittime; ma nel poter attivamente far finire in galera chi non ci piace.

Dopo vent’anni, e
tra molte esitazioni e conflitti, questo privilegio è stato concesso alla comunità armena, anche se nessuno oggi pensa all’Impero ottomano,
a parte qualche islamofobo.

Su questa questione, metto in chiaro come la penso.

Confesso subito una simpatia irrazionale per tutte le antiche culture di frontiera tra Trieste e l’Eufrate e per il cristianesimo orientale, e quindi
– per semplificare brutalmente – gli armeni mi piacciono.

Più seriamente,
credo che i grandi massacri degli armeni durante la Prima guerra mondiale siano stati un elemento fondante per ciò che successe poco dopo: il reciproco massacro di greci e turchi provocato dall’invasione greca dell’Anatolia. Il Trattato di Losanna che ha organizzato la successiva deportazione dei cristiani in Grecia e dei musulmani in Turchia è stato poi il precedente esplicitamente richiamato per tutte le grandi deportazioni e “scambi di popolazione” successive che hanno distrutto la natura varia e ricca dell’Europa orientale e poi del Vicino Oriente.

Per quanto riguarda le leggi turche che puniscono come eversiva della mitologia nazionale, ogni affermazione del genocidio armeno, penso che siano leggi di stampo francese, e ho detto tutto.

Ciò non toglie il fatto che ci fosse una spiegazione logica – non una giustificazione morale – per i massacri: gli armeni in gran parte tifavano per gli eserciti russi che stavano invadendo l’impero ottomano, e furono considerati quindi nemici interni, come gli statunitensi avrebbero considerato i propri cittadini giapponesi durante la Seconda guerra mondiale. Anche le cose più sgradevoli, nella storia, hanno cause.

La legge che in Francia punisce la negazione del genocidio ebraico assume almeno una precisa definizione: è vietato mettere in dubbio le affermazioni del tribunale di Norimberga. Nel caso del massacro degli armeni, non viene precisato alcun criterio. Finisco in galera se dico che nessun armeno è mai stato ucciso da un turco (o da un curdo), oppure anche se accenno al piccolo particolare che erano in corso all’epoca una guerra mondiale e una (parziale) insurrezione armata armena? Oppure è tutta una questione di parole: devo dire sempre genocidio, termine coniato da Raphael Lemkin trent’anni dopo il massacro? Sono cose che gli imputati sapranno solo alla fine del processo.

Ma c’è un problema ben più serio: mentre dei nazisti si può dire tutto il male che si
vuole, tanto esistono solo nei film, il genocidio armeno tocca il mito
fondante della Turchia moderna
.

Anche concretamente: Mustafa Kemal Atatürk ha costruito un grande ceto medio imprenditoriale/militare etnicamente turco, impossessandosi dei beni di armeni e greci e passandoli ai suoi amici. Ogni laicista turco siede sulle ricchezze espropriate a qualche minoranza.

Questo permette al nuovo ceto sociale arrivato al potere con Recep Tayyip Erdoğan di trattare in maniera assai più rispettosa armeni e greci; però la critica al trattamento turco degli armeni comunque pone in discussione l’unità del paese fondato in quegli anni e quindi il presidente della Turchia deve in qualche modo reagire a un attacco non provocato.

Litigare gratuitamente con la Turchia e la sua crescente potenza economica, per conto della piccola comunità armena, deve essere sembrata una mossa poco astuta alla commissione del Senato francese che ha addirittura bocciato la proposta di
legge
. La commissione

“si è a lungo
interrogata sulla legittimità dell’intervento del legislatore nel campo della Storia – ritenendo che l’adozione di risoluzioni e l’organizzazione di commemorazioni costituirebbero probabilmente dei mezzi più adatti per esprimere la solidarietà della Nazione con le sofferenze subite dalle vittime.

La commissione ha ritenuto che la creazione di un reato penale di negazione o di grossolana minimizzazione dei genocidi riconosciuti dalla legge correrebbe un forte rischio di essere in contraddizione con diversi principi riconosciuti dalla nostra Costituzione – in particolare il principio della legalità dei delitti e delle pene, il principio della libertà di opinione e di espressione e il principio della libertà di ricerca”.

La legge però è stata ugualmente presentata e, come abbiamo visto, è anche passata.

Durante la discussione, il senatore Patrick Devedjian ha spiegato le proprie ragioni. Che meritano di essere riportate per la loro fantastica inconsistenza. Rispondendo a un critico, dichiara

“Il nostro collega dimentica che i cittadini francesi di origine armena continuano a subire la propaganda negazionista sviluppata da uno Stato straniero sul territorio nazionale, e che li prende di mira specificamente. Io rivendico la protezione della Repubblica contro questa insopportabile aggressione morale. Si trovano, su Internet, dei siti alimentati dal governo turco. Certe società di comunicazione, in Francia, godono di contratti molto remunerativi per sviluppare la propaganda negazionista. Sarebbe piuttosto ingenuo negare ogni discriminazione: una categoria di cittadini francesi subisce certamente una forma di continuità nella persecuzione“.

Secondo la società Netcraft, ci sarebbero attualmente 366.846.493 siti web in attività sul nostro pianeta. Su qualche decina di questi siti, ospitati chi sa dove, c’è qualcuno che afferma una versione dei massacri di (quasi) un secolo fa, che non coincide con quella sostenuta dal signor Devedjian. Massacri che forse hanno riguardato qualche lontano antenato o parente del signor Devedjian. Se lui si sente perseguitato, basterebbe un clic o una breve seduta di psicanalisi.

“Io però sono sensibile al discorso degli storici, e non sarei contrario a un emendamento che escludesse ogni possibilità di processi contro i lavori a carattere storico o scientifico”

aggiunge Devedjian, ma non ci risulta che tale sacrosanto emendamento sia stato introdotto. E qui il relatore dà il meglio di sé:

“Uno storico può scrivere ciò che pensa a patto che lo faccia con moderazione. Ma gli può succedere di lasciarsi trasportare dalla passione: così io, come avvocato, ho fatto condannare in un processo civile Bernard Lewis – che pure è un grande storico e islamologo – per aver dichiarato che il genocidio armeno era la versione armena della storia”.

Più

galera per tutti!

Preferisco ricordare

il massacro degli armeni (diremmo anche genocidio, ma non se ce

lo chiede Sarkozy) con la canzone dedicata alla ragazza armena, Goulo (Gülo) cantata da Lilit Pipoyan.

La canzone è

cantata in lingua curda, per cui ho dovuto tradurre il testo da una

traduzione in turco: ed è significativo che un turco abbia voluto

tradurlo. Alcuni concetti poco chiari sono probabilmente dovuti proprio

a questa doppia traduzione. Ho messo in fila il testo in curdo, la traduzione

turca e la mia traduzione in italiano.

Lilit

Pipoyan – Goulo

Wayê! wayê! wayê! wayê!

Berf dibare tevî bayê,

Hecî Mžsayê min nekuje ez güne me,

Tu

Kurmanci ez File me,

Tu

serê min kurki bi gžzana,

Goştê

min bidî ber kerpetana,

Ez

serê xwe nadim li ser balgîyê Musulmana.

Way!

Way! Way! Way!

Tipi

şeklinde kar yağıyor,

Haci

Musa öldürme beni, günahım,

Sen

Kürt ben Ermeniyim,

Başımı

usturaya da vursan,

Etimi

kerpetenle koparsan da,

Yine

de Müslümanın yastığına baş koymam.

Come

una tempesta, cade la neve

Hajji

Musa, non mi uccidere,

è

colpa mia

tu

sei curdo e io sono armena

se

tagli la mia testa con un rasoio

se

strappi le mie carni con una tenaglia,

non

appoggerò la mia testa di nuovo sul cuscino di un musulmano

Note:

[1] L’antifascismo,

almeno in Italia, è un racconto totalmente diverso: un mito ormai sull’orlo

dell’estinzione, che racconta della rivolta armata dei lavoratori

contro i propri oppressori. Come tutti i miti, c’è qualcosa di vero

e qualcosa di falso, ma in sé contiene un certo elemento sanamente

eversivo.

[2] La “Storia”

non la fanno gli storici, di alcun orientamento, ma i mitografi, in

particolare quelli cinematografici. Finché non uscirà un blockbuster revisionista,

i Faurisson o gli Irving non avranno la pur minima importanza, qualunque

cosa scrivano. Né conteranno molto di più gli storici “ufficiali”,

ovviamente.

[3] Nel campo dei saggi scientifici, segnaliamo invece Peter Novick, professore all’università di Chicago, autore di The Holocaust in American Life. Uno splendido testo per capire la realtà statunitense; quella europea richiede ancora uno studio serio.

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Fonte: Il reato di “negazione del genocidio armeno”

25.01.2012

Pubblicato da supervice

  • RicBo

    visto dal punto di vista della critica al Potere che riscrive la Storia, questo articolo ha poche grinze, visto dalla parte di chi si impegna per conservare la Memoria e il ricordo di chi è stato vittima, è un’aberrazione.

  • oriundo2006

    Ma non vi sembra SURREALE parlare oggi di queste ed altre tragedie ( sempre però ‘politically correct’: cioè dalla parte di alcuni o contro alcuni e solo quelli… ), quando il vero problema di ADESSO è di non finire arrosto in una guerra atomica: o meno ‘pessimisticamente’ di non fare la fine dell’Irak, della Libia, dell’Afghanistan…ecc. ecc.: scusate, ho dimenticato qualcuno ? Non vorrei sembrare negazionista… La lista è un ‘working in progress’ da parte dei nostri ‘amici’…e c’è sempre tempo per aggiungere qualcuno all’ultimo momento. Morale personale: considerate le ragioni degli olocausti attuali contro popoli assolutamente incapaci di difendersi: l’export della ‘democrazia’. Ma dissolvendo l’antico impero ottomano, Ataturk a modo suo non aveva importato colà appunto la ‘democrazia’ ? Direi che i metodi, fatte salve le conquiste della scienza, coincidono…

  • yakoviev

    Premesso che ho simpatia per la resistenza armena contro i Turchi ed esprimo la mia grande ammirazione per Hagop Melkumian e il battaglione armeno dell’Armata Rossa che sconfisse e uccise il “massacratore degli Armeni” Enver Pascià, trovo questo tipo di leggi estremamente negativo e condivido il senso dell’articolo. Qui non si sanziona l’ “apologia” del genocidio degli Armeni (come si dovrebbe sanzionare l’apologia di qualsiasi genocidio di popoli, compresi quelli recenti e recentissimi ad opera della Nato), ma la contestazione della sua esistenza. E’ una posizione del tutto demagogica e io, se fossi un armeno, mi inca..erei di brutto: come se le mie ragioni evidenti non fossero abbastanza forti e avessero bisogno della tutela di una legge per affermarsi, altrimenti… Qualcuno ha fatto giustamente notare che la Francia, specie negli ultimi anni, esprime critiche e anche legifera o vota mozioni parlamentari stigmatizzando il colonialismo altrui, ma invece si esprime ufficialmente in maniera diversa riguardo al proprio colonialismo, che in una recente presa di posizione del parlamento è stato giudicato positivamente, come fattore di progresso. Niente autocritiche, neanche di facciata, quindi. Ovvio che queste posizioni sono tese a costruire un’impalcatura ideologica e politica funzionale all’ingerenza dello stato francese negli affari interni di altri paesi e al neo-interventismo militare (vedi Libia ma anche altri paesi dell’Africa).

  • Tao

    La legge sul negazionismo – ovvero perché la Francia non è più una democrazia

    Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

    Art. 19 della “Dichiarazione universale dei diritti umani”

    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

    Art. 21 della Costituzione

    “La legge punisce con un anno di carcere e 45 mila euro di ammenda chi nega uno dei due genocidi riconosciuti dalla legge francese (quello ebraico e, dal 2001, l’armeno)”:
    http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=160943

    Argomenti contro questa legge:

    – Rendere illegale un’idea è orwelliano;

    – È controproducente perché suscita il sospetto che si voglia difendere un interesse particolare e occultare una verità sconveniente;

    – Priva l’opinione pubblica della possibilità di ascoltare una pluralità di voci, impedisce la circolazione di idee;

    – Introduce dogmi e tabù all’interno della storiografia;

    – Rende concepibile il proposito di stabilire per legge la verità dei fatti;

    – Nega il dato di fatto che la storiografia, per poter esistere, dev’essere revisionista. Lo storico cerca nuove prove, formula nuove ipotesi, accantona teorie superate, non sottosta ad un’unica verità imposta dall’alto;

    – Nega la possibilità che si possano commettere degli errori, nega il diritto di essere intellettualmente disonesti (il che si potrebbe ritorcere contro i politici);

    – Come si fa a stabilire un confine tra opinione e falsità?

    – Una democrazia che teme idee diverse non ha futuro;

    – Una società che tratta i suoi cittadini come degli infanti che vanno protetti dalle “cattive influenze” e decide per loro a quali idee possano essere esposti o meno non è democratica, è autoritaria;

    Ergo, la Francia, ufficialmente, non è più una democrazia (ed è un luogo malsano per gli storici).

    Stefano Fait
    Fonte: http://www.informarexresistere.fr/
    Link: http://www.informarexresistere.fr/2012/01/25/la-legge-sul-negazionismo-ovvero-perche-la-francia-non-e-piu-una-democrazia/#axzz1kU9hJKj3
    25.01.2012

  • Viator

    L’articolo ha un grande merito: mostra come il mito, cioè il pregiudizio, costituisca una componente irrinunciabile dell’umana associazione. Per distruggere il pregiudizio bisogna distruggere la vita.

    Fino all’invenzione degli armamenti nucleari questo appariva un fine del tutto utopico. Oggi la crisi devastante della società occidentale lascia trasparire un filo di speranza.

  • ryden

    Quale genocidio? Aspetto il mongolo napoleonico che viene ad arrestarmi.

    La parte introduttiva dell’articolo è condivisibile nel descrivere il modo con cui i “dogmi religiosi” e le dottrine assolutistiche trovino sempre il modo di carcerare chi si oppone al loro potere con le scuse più ridicole una volta usando ebrei, l’altra zingari, gay, streghe, marziani etc. Cambia la religione non cambiano i metodi di repressione. E c’è sempre bisogno costantemente di un dogma da innalzare a oracolo, caduto uno ne tirano fuori un altro e su questo modellano la repressione prossima ventura con carcerazioni e morti.

    Detto questo non meritano molta compassione i turchi che fino ad ora si sono comportati molto viscidamente cercando di tenere il piede in più staffe. Invece di sostenere l’Iran e la Siria contro l’invasione a stelle e strisce li hanno più volte essi stessi minacciati. Raccolgono quello che hanno seminato e se lo meritano.

  • VeniWeedyVici

    No alla Turchia in Europa e fuori gli ottomani (almeno) dall’ Italia. I Turchi non sono europei e non lo saranno mai, ci siamo difesi per piu’ di 1000 anni per poi farli entrare in tempi di (finta) pace??

    Vrij Europa

  • VeniWeedyVici

    Sia la Francia che la Turchia sono paesi totalmente controllati dalle massonerie. E’ come se oggi vi fosse un paese neonazista che fa protestare dei tedeschi offesi perche’ la gente riconosce l’ Olocausto. In Italia non avrebbero questo potere, perche’ i poteri in Italia sono molteplici, quindi il vero pluralismo (se si parla di vero potere) e’ in Italia. Nee tegen Turkije!

  • X

    a quando una legge contro le atrocità subite dai palestinesi???

  • Truman

    Ritornano le leggi razziali.

    Una volta le leggi razziali penalizzavano alcune razze a favore di altre. Oggi favoriscono una razza rispetto ad altre ugualmente perseguitate.

    Sempre leggi razziali sono. E mostrano implicitamente la presenza di un potere totalitario.

  • Eighthdormant

    Sono perfettamente d’accordo su quasi tutto.
    Ormai viviamo permeati da una nuova religione civile, un nuovo mito fondante, quello degli “olocausti”, anzi, del, Olocausto, perchè ormai non è possibile parlare di un argomento del genere senza parlare del genocidio ebraico, indubbiamente uno dei più grandi della storia moderna.
    Per inciso, olocausto, per chi abbia letto la Bibbia e se lo ricorda ancora, voleva dire, originariamente, una offerta votiva, (di solito una colomba) che doveva essere bruciata interamente sull’altare del tempio.
    Usare questo termine come sinonimo di genocidio è quanto meno discutibile, linguisticamente parlando, e qui chiudo l’inciso.
    Ma al giorno d’oggi, si può criticare, discutere, imprecare su tutto, persino sul Papa o su … Madonna, ma non si può dire neppure “beh” attorno all’ “Olocausto”.
    Se è stato scritto sulla pietra che l'”Olocausto” ebraico ha avuto 6 milioni di vittime… chi dice 5milioni 999mila è un negazionista e va messo in carcere…
    Ma dov’è la libertà di opinione?
    La libertà di espressione dovè andata a finire?
    Beninteso: non la libertà di dire che gli asini volano o di dire che un certo baffetto fosse (Iddio me ne scampi!) una brava persona, ma di fare ricerca seria per verificare se per esempio quel numero è preciso oppure sono state commesse delle imprecisioni.
    Non è mia intenzione negare nessun genocidio in se’, ma l’uso politico che se ne fa.
    Per esempio il paese che ha avuto più morti nella seconda guerra mondiale è stato, senza dubbio, la Russia, che ha avuto un numero di vittime che va, a seconda degli storici, dai 10 ai 40 milioni si morti; e molti di loro sono stati civili, non soldati in uniforme; e parecchi di loro erano “anche” ebrei.
    Eppure nessuno si strappa i capelli se qualche storico dice che non sono stati 20 milioni ma “solo” 10…e comunque nessuno parla di genocidio russo, anche se per molti versi per una entità del genere, il termine di genocidio non sarebbe peregrino.
    Ma potremmo parlare della Polonia, che ha avuto percentualmente le perdite più alte, sia di cittadini ebrei, ma anche di non ebrei.
    Eppure non si fanno leggi nè per negare, nè per vietare la negazione, di questi eventi.
    Questo perchè tutto è ormai subordinato all’utilizzo politico che si fa di questo o quell’evento.
    Quindi: una certo “olocausto” viene esaltato, e gli altri, semplicemente dimenticati o messi in second’ordine.
    Adesso, visto che si cerca di trovare una scusa per non fare entrare la turchia in Europa, allora, fa comodo anche questo secondo genocidio armeno.
    Molti Armeni furono uccisi, sia da Turchi, ma, come dice anche la canzone citata dall’autore, anche da Curdi, in quanto molti Armeni vivevano proprio in quelle regioni che noi oggi identifichiamo come regioni a maggioranza Curda della Turchia.
    Ma quando, per un breve periodo, l’esercito Russo, in cui c’erano parecchie unità dell’esercito della Armenia politica che conosciamo anche oggi, quella con capitale Erevan, avanzò fino nel cuore del territorio Turco (arrivarono fino a Trabzon e fino a Van), pare però che ci siano stati parecchi episodi di violenza se non di veri e propri massacri da parte degli Armeni verso i Turchi.
    E di questo, non parla nessuno.
    Quello che è però brutto è l’uso sia dell’imposizione della “verità di stato”, della sanzione penale contro chi non dico nega, ma mette anche solo in discussione dettagli della versione ufficiale di un certo evento storico, alla faccia della libertà di espressione, sia, all’opposto, l’uso del negazionismo per tentare di contrastare l’uso politico che se ne fa.
    Secondo me, non ha senso negare il genocidio degli ebrei, per contrastare le azioni illegittime di Israele contro i legittimi abitanti della Palestina, così come non occorre negare che ci sia stato un attentato di islamici l’11 settembre, per criticare la politica devastante dell’Occidente in Medio Oriente.
    Però questo nasce dal fatto che tutta la dialettica politica è alterata, ormai non è possibile anche solo criticare una certa politica, perchè immediatamente si ricade nel circolo vizioso.
    Per esempio: qualcuno critica Israele per le sue politiche di insediamento in Palestina di oggi; risposta: ma allora tu non pensi all'”Olocausto”, a quello che hanno subito gli ebrei per millenni, a ma allora tu sei un antisemita, e così via, senza parlare più dell’oggi.
    E’ evidente che non è una risposta, se io parlo del conflitto tra Israeliani e Palestinesi di oggi, tu non puoi tirarmi fuori quello che è intercorso 70 anni fa tra Ebrei (molti dei quali NON sionisti) e Tedeschi.
    Non c’entra niente.
    E quello che è intercorso tra Armeni, Turchi (e Curdi, non dimentichiamocelo), ha ben poco a che fare con quello che intercorre oggi tra Europa e Turchia.
    Ma questo ricorso alle leggi per “vietare la negazione” rivela da un lato la volontà di scolpire nella pietra un certo tipo di politica, dall’altro la debolezza dei ragionamenti con cui si collega gli eventi di ieri con la politica di oggi.
    Tra l’altro la cosa più paradossale è che l’Armenia di oggi ha avuto circa vent’anni fa un conflitto con l’Azerbaijan (gli Azerbaigiani, se mi permettete qualche semplificazione, sono etnicamente Turchi ma prevalentemente sciiti), in cui la Turchia (e quindi l’Occidente) appoggiava l’Azerbaijan, mentre l’Armenia era aiutata o quantomeno non boicottata (poco) solo da Russia e Iran.
    E questo conflitto, anche se congelato, è ancora in corso, perchè la regione contesa, il Nagorno Karabakh, regione a stragrande maggioranza armena, ma teoricamente facente parte dell’Azerbaijan, secondo le suddivisioni dei confini di epoca sovietica, è ancora occupato, secondo l’Azerbaijan illegalmente, da truppe dello stato di Armenia.
    E ci sono profughi da entrambe le parti, che attendono inutilmente di tornare a casa, una casa che probabilmente non c’è’ più.
    Bah…
    Sarebbe interessante sentire l’opinione di Sarkozy sulla questione del Nagorno Karabakh, secondo me se ne sentirebbero delle belle, in quanto ad equilibrismi per salvare capre e cavoli!!!
    Secondo me, per un ragionamento politico di breve respiro, si è creato un macigno che sarà alla lunga più negativo che positivo, perchè per certi versi banalizza tutto il tema del negazionismo/antinegazionismo, e magari fa da apripista per altre rivendicazioni di altre leggi analoghe per altri eventi ancora, che potrebbero banalizzare ancora di più tutto il tema.

  • severalminds

    vado con una premessa: nessuno sa come è la vera storia, come le cose sono andate realmente…i libri grossi, propagandati oggi ovunque come libri di storia mentono – mentono a favore dei vincitori…i vincitori scrivono la storia…
    detto ciò faccio un altra premessa: non credo che l’impero ottomano era un impero dei santi, dunque come tutti imperi avrà un bel pò di scheletri nell’armadio, gli scheletri di diverse nazionalità ovviamente. La turchia di oggi ha quasi nulla che fare con quell’impero tempo fa assai forte, vasto e assai musulmano…la turchia di oggi secondo me non è ne carne, ne pesce, almeno in questo momento in me non suscita ne simpatia, ne altro – direi che è per me è indifferente…

    vorrei però parlare un pò di armeni…come detto all’inizio – la gente comune non sa la storia. Solo pochi cercano, indagano puramente per amor di giustizia…oggi gli europei medi cosa sanno di armenia e di armeni? nulla di importante tranne qualche notizia puramente propagandistica nazionalista diffusa dai lobby armeni a favore di “grande causa armena”…se mi chiedessero del conflitto etnico in rwanda non saprei dire se avevano ragione tutsi o altri…semplicemente perchè mai ho messo il piede da quelle parti, quindi mi astengo dal giudicare chiunque del conflitto come “ragione” o “non ragione”…consiglio ai lettori volenterosi fare un viaggio anche breve nel caucaso dunque, per capire quale è la realtà delle cose. Io ora vi dirò quel che ho saputo dall’esperienza diretta nel caucaso- Chi sono gli armeni, a cosa mirano e da chi sono sostenuti/manipolati…
    quasi tutto quel poco che sapete dalla storia di armenia è falso. L’attuale armenia non era popolata dall”antica” nazione armena, in quanto la nazione armena è formata di recente anche se gli ultra nazionalisti “storici” spuntati di recente di etnia armena pretendono si essere addirittura la culla dell’umanità:-)… L’attuale territorio era di proprietà di altri popoli caucasici come albanesi di caucaso, lackki, oghuzi, khazari, kurdi, georgiani ecc. Gli armeni stessi si chiamano “haies”…il termine “armeno” non lo troverete in nessun testo storico prima di 2 secoli fa che parli del caucaso. Gli armeni pare che sono arrivati aidintorni di ararat non prima di V secolo dopo Cristo. Ai tempi non erano neanche conosciuti nemmeno formati come “armeni”, ma come nomadi pare di origine indiana e babilonese. Sembra che arrivino dalle derive di fiume iraqeno degila feraat. Abitavano misti con kurdi. Durante il regno del re Babur l’islam è stato imposto con forza all’india, afghanistan e dintorni, dove alcune comunità sono rimasti costretti a migrare. Proprio in quel periodo è successa lal famosa caccia ai zingari – la prima più grande nella storia. Una grossa quantità di tali zingai furono deportati nel territorio di mesopotomia, di attuale iran, kurdistan
    http://www.instoria.it/home/genocidio_rom_sinti.htm
    anche questo arrivo massiccio ha contribuito all’aumento e formazione degli armeni dei nostri giorni…pare che gli armeni sono lontani cugini dei persiani in quanto hanno in comune il sangue nomade indiano…
    Dopo la nascita dell’impero ottomano stranamente quell’impero ha addirittura coltivato e protetto questa piccola comunità “hai” in via di nascita e sviluppo. Ecco cosa dice lo storico armeno Levon Debogyan su questo aspetto: “noi armeni dobbiamo ringraziare ottomani salgiuchi e turchi ottomani, perchè se fossimo sotto il dominio di qualche nazione europeo, ad oggi eravamo estinti ed il nostro nome letto solo dai libri di storia”.

    Verso la fine del primo millenio il catalicos armeno dovette chiedere la protezione dal invasore turco Alp Arslan per salvare dall’estinzione gli armeni che erano presi sotto mira dall’impero bizantino. Prossimamente si trova in alcuni archivi religiosi dell’armenia la testimonianza dei loro scrittori su questo punto cruciale della storia…
    Senza andare nei dettagli fini, veniamo alla creazione della nazione e dello stato armeno: alla fine del XIX secolo fu un invasione dall’impero russo in Caucaso e la guerra per dividere le terre dell’Azerbaigian tra l’Iran e Russia. Decisero col patto Gulistan e Turkmenciai di dare la parte sud dell’azerbaigian (lo stato caucasico decaduto a causa di conflitti interni) all’Iran oltre il fiume Araz, e la parte nordica alla Russia. Ad oggi ci sono oltre 30 milioni di azeri in Iran molto discriminati ( per esempio l’80 % delle verdette di morte sono applicate sulla comunità azera, molto raramente ai persiani, gli azeri non possono parlare nella lingua, guardare i programmi tv del nord azerbaigian, non hanno le loro scuole ecc.), più di quelli che ci sono in Azerbaigian del nord lo stato indipendente attuale del popolo azero dove ci sono circa 9 milioni di azeri…gli azeri sono di lingua turca, presenti nel caucaso da oltre 12 000 anni con la loro mentalità partciolare, abitudini, cultura ecc. che si distingue dai tuchi ottomani. Per l’osservazione potrei paragonare la cultura azera più ai celtici, somiglianze nel adorare l’energia solare, i templi con forme simili a quelli dei celti ecc. anche se gli azeri di oggi sono di maggioranza musulmani, convertiti forzatamente e con un processo storico molto lungo durato oltre 50 anni di battaglie tra gli arabi e azeri. Anche se gli armeni pretendono di essere i primi cristiani nel caucaso, ciò non è vero, poichè prima dell’arrivo e formazione degli armeni nel caucaso già gli azeri erano in una quantità notevole convertiti di propria volontà nel cristianesimo…allo stesso tempo il resto delle tribù continuavano seguire le religioni pagane…
    Nel XX secolo esistevano già piccole presenze armene nel territorio del caucaso, in georgia, daghestan, azerbaigian ecc. Ma non erano numerosi in quanto la crescita demografica del popolo armeno è stata sempre lenta, non saprei dire la ragione, onestamente. Dopo l’invasione russa che è durata quasi 200 anni nelle terre dell’azerbaigian, ci fu una guerra importante tra l impero ottomano e russia, durante questa guerra la russia ha deciso di usare la carta armena – creando la speranza per un futuro stato armeno con delle terre tutte solo per loro. Gli armeni dei regione van della turchia e gli armeni presenti nel caucaso furono mobilitati, preparati con propaganda fortissima per eccidio dei musulmani che secondo tale propganda erano l ostacolo nel creare l’armenia…Prima che accadesse il cosiddetto “genocidio armeno” gli armeni hanno massacrato una grande quantità di musulmani ovunque nel caucaso ed in Van, muovendosi all’interno delle forze armate russe. La stessa tattica è largamente usata anche ai nostri giorni nei conflitti di caucaso dove ci sono gli interessi armeni . di solito i russi occupano, poi gli armeni vandalizzano…
    un esempio recente, la divisione militare russa 366 occupa, poi le forze militari armeni entrano nelle città e massacrano i civili bloccati…
    http://www.azgenocide.com/in/index.php?option=com_content&view=article&id=15&Itemid=12&lang=en
    oppure altri esempi dal secolo scorso
    http://fact-info.az/ts_general/eng/aktual_en/aktual-12.htm
    http://31mart.wordpress.com/documental-facts/baku/

    consiglio di leggere anche il libro “armenian genocide: myth and reality” pubblicato nel 1986 in Washington da un gruppo di storici americani dove si parla della creazione del mito di genocido armeno e dei massacri commessi dagli banditi armeni su popolazione musulmana di Van…

    cosi, nel XX secolo sulla base dei patti segreti tra la russia e l impero ottomano un pezzo notevole degli armeni di turchia furono deportati in caucaso per creare lo stato armeno – l attuale armenia che fino all’ora non esisteva. Perciò se qualcuno pensava che gli ebrei sono primi nel creare lo stato dal nulla – sbaglia…hanno un precedente. Quasi sempre la politica americana copia le strategie della russia, anche nel creare il proprio forth-point in medio oriente ha copiato la russia.. La russia per avere un punto debole. conflittuale nel caucaso ha creato l’armenia che gli serve da porta e punto di controllo. Nel conflitto di Karabakh menzionato dall’altro utente prima di me – in realtà è la russia ad occupare le terre, mentre l’armenia gode del risultato… l’armenia serve alla russia per non perdere il caucaso. Detto nel modo crudo è questa la situazione…l’armenia è appoggiata anche dall’iran sempre per motivi strategici – l iran ha paura della ribellione di 30 milioni di azeri e dello stacco del sud azerbaigian per riunirsi all’azerbaigian del nord…quindi gli serve tenere l’azerbaigian del nord occupato al conflitto con l’armenia…questi sono giochi militari – vecchi ormai, sempre gli stessi però.

    ora veniamo su alcuni punti interessanti sul “genocidio” armeno. E stato dimostrato dagli scienziati storici e statisti che non potevano essere 1 milione è passa armeni massacrati 100 anni fa per una semplice ragione: oggi nel mondo ci sono meno di 7 milioni armeni, di questi circa 500 000 sono in francia (una lobby molto forte che ha realizzato la possibilità della legge discussa nell’articolo sopra). circa 3,5 milioni sono nell’armenia attuale. Il resto per il mondo di la qua…la loro crescita demografica come detto prima è molto lenta, sono stati osservati le loro tabelle ai aumento popolazione, abitudini, la loro presenza storica e movimento geografico ecc. ed è stato identificato che 100 anni fa in turchia non potevano esistere 1 milione di armeni, tanto meno essere massacrati 1,5 milione di questi:-)))… facciamo un parallello con gli ebrei. Il numero degli ebrei massacrati nell’olocausto si stima per 6 milioni. Anche questo numero è molto discusso dagli storici, qualcuno dice che è gonfiato…potrebbe anche essere, ma supponiamo che è vero…gli ebrei massacrati per 6 milioni nel 40-45 del secolo scorso sono circa 15 milioni nel mondo ad oggi. Come si vede, la crescita demografica del popolo ebreo non si è fermata, contnuando nei ritmi soliti ed arrivata a 15 milioni anche se massacrati in una quantità molto più alta e molto piu di recente rispetto agli armeni. Gli armeni non sono neanche la metà di questa quantità ad oggi nel mondo sempre continuando anche loro la loro crescita solita, anzi anche favoreggiata e ben curata rispetto a prima, eppure rimangono una minoranza etnica di soli 6-7 milioni nel mondo. Dopo il “genocidio” nessuno li ha fermati da “moltiplicarsi”, nessuno li ha castrato o sterilizzato. L’osservazione scientifica dei dati, avanzamenti demografici degli armeni, documenti storici, archivi ecc. hanno dimostrato che ne scientificamente, ne logicamente non potevano esistere cosi tanti armeni 100 anni fa in un solo van, tantomeno essere massacrati in quella quantità…i numeri gonfiati dai lobbisti armeni servono per ottenere un impatto forte sul mondo e creare il mito sull’appartnenza di regione van agli armeni. Già sul numero il “genocidio armeno” non regge. Il secondo punto debole di questa farsa è: in quei massacri secondo i calcoli sono morti più musulmani rispetto agli armeni e greci…quindi, se l’intento dell’impero ottomano era l apulizia etnica, il suo comportamento nei confronti del proprio popolo suona assai strano, pare che voleva sterminare più musulmani, invece di cristiani armeni?… perchè gli ottomaninon hanno finito il lavoro cominciato visto che ai tempi nessuno avrebbe saputo del genocidio commessio all’interno del territorio ottomano? perchè gli armeni sono rimasti a vivere in van dopo un presunto terribile “genocidio”? il loro istintio di sopravvivenza li doveva costringere a migrarare, scappare, eppure sembra che fino ad oggi la comunità armena resta intatta in regione van…in tutti altri conflitti nelle situazioni simili abbiamo osservato la massiccia migrazione forzata dell etnia perseguitata, per un semplice antico istinto di sopravvivenza…quindi anche qui la cosa non regge.

    secondo i dati storici i massacri in van della turchia furono pianificati dagli stessi nazionalisti armeni per creare l odio negli armeni contro i turchi, e dunque farli passare dalla parte russa…ci sono le lettere diplomatiche dalle corrispondenze di vari ambasciatori presenti nell’impero ottomano ai tempi i quali con orrore descrivono le dichiarazioni di questi gruppi terroristici. La stessa strategia fu usata anche in Sumgait citta azera nel 1988 ma fallita, volendo creare un altro falso massacro degli armeni ed odio tra i popoli. Il massacro è stato esposto dai leader catturati del massacro: questi leader erano armeni di origine, reclutati dal kgb ed avevano commesso delle atrocità terribili sui loro connazionali in nome di “grande causa armena”…
    ora la missione del genocidio armeno: cosa vogliono ottenere gli armeni con questo? la lobby armena ha un programma ben preciso: creare la grande armenia che dovrebbe includere almeno 3 mari – mar nero, mar caspio e mar adriatico (qundi preparatevi, italiani, pare che anche agli italiani tocca dargli un pezzo). Vi consiglio di leggere i libri di Zori Balayan (attualmente pare ricercato da interpol non so perchè di preciso, forse per i crimini contro umanità commessi durante il massacro degli azeri in Khojali), Silva Kaputikyan ecc. se vi sembra tutto questo inverosimile…Secondo la lobby armena, una volta fatto riconoscere ufficialmente nel mondo il “genocidio” armeno, potranno chiedere il mantenimento del popolo armeno a vita dalla turchia ed ottenere anche delle terre di van e dell’azerbaigian…la domanda è: con meno di 3,5 milione di gente in armenia dove ci sono ancora adesso tante terre disabitate – a cosa servono tutte queste terre nuove agli armeni? supponiamo che porterebbero tutti gli armeni esistenti dal mondo li – sarebbero al massimo 6-7 milioni, cmq. pochi…a cosa serve tutto questo? a cosa serve “grande armenia sopra mari”? questo non riesco a capirlo…Zori Balayan l ‘eroe nazionale dell’armenia descrive le atrocità disumani che ha commesso sui bambini azeri in Khojaly come “la vendetta”…il libro si chiama “revival of our souls”…Balayn descrive che lui ed il suo amico presero il bambino azero, lo crocifissero sulla finestra di fronte la sua madre e lo lasciarono a sanguinare, quando il bambino verso la morte emette dei versi deboli di sofferenza, Zori Balayan taglia il seno della madre e lo mette nella bocca del bambino per soffocarlo…secondo le stime del Monitor organizazzione osservatore nei paesi di guerra furono uccisi migliaia di azeri civili in Khojaly anche se i numeri ufficiali sono circa 600 di persone…troppi in ogni caso e troppo disumano visto vandalismi commessi sulla gente viva e sui cadaveri da parte degli armeni…alla fine del XX secolo gli ultimi 250 000 azeri sono stati costretti a scappare dall’armenia con violenze terribili…ad oggi in armenia non ci sono gli azeri. Mentre in azerbaigian ci sono oltre 30 000 armeni…
    nel 2010 in una conferenza ho conosciuto un giornalista italiano che viaggiava spesso nel caucaso, gli ho chiesto delle sue avventure. Ha parlato un pò di natura, un pò di bizzarrie e poi ha detto: “una cosa curiosa, nel caucaso nessuno ama gli armeni, ne georgiani (cristiani), ne ceceni, ne azeri, ne abkhazi – nessuno ama gli armeni, tutti ne parlano male…”.
    un altra curiosità: nei paesi di ex soviet quasi in tutti esistono le memorie al poeta russo A.S. Pushkin, mentre si dice che in armenia non c’è nemmeno uno. Le voci dicono che gli armeni non amano Pushkin per una frase rivolta agli armeni dal poeta: “Tu sei vigliacco, tu sei schiavo, perchè tu sei armeno”…(ti rab, ti trus, ti armenin)
    Si può trovare delle descrizioni degli armeni nel libro di Alexander Duma – viaggiatore francese che amava il caucaso.
    ed infine: se ad oggi chiedessimo ad un ebreo comune: “tu odi i tedeschi?” risposta sarebbe “no, perchè?”, forse addirittura l’ebreo di oggi non si interessa tanto più della storia della seconda guerra mondiale. Se fai la stessa domanda ai zingari, rom pure loro direbbero “no, non odiamo i tedeschi”. Se chiedi ad un armeno comune “tu odi i turchi?” quasi di sicuro la risposta sarà ” si e di brutto”. Perchè? perchè la propaganda del suo paese, del suo lobby gli dice di odiare ogni turco fino all’ultimo respiro…il gruppo rock “system of dawn” armeno è creato appositamente per promuovere il progetto “genocidio”. Il libano – il secondo paese dove sono concentrati molti armeni è la patria di “system of dawn”. Questo gruppo nelle sue canzoni aggressive semina l’odio e chiama alla vendetta…

    ora posso dire che non nutro simpatia particolare nei confronti di armeni…questa loro ossessione nei confronti di etnie turche, nel voler creare un loro “impero” a tutti i costi, questa loro opera direzionata a falsificare la storia brutalmente – non mi piace per nulla. Sarebbe il tempo che usassero le loro forze per vivere, per svilupparsi, per abbellire la terra che ce l’hanno già…ma loro sono eternamente “sofferenti” ed infelici. Mi ricordo una mia collega che era andata a venezia (comunità armena dell’italia piu numerosa) per visitare un monastero dove la guida fu un prete armeno. La mia collega era frustrata al ritorno, litigato con il prete armeno. Perchè il prete invece di parlare del monastero, della sua storia ecc. si mise a sputare la violenza in stile nazista contro i turchi dicendo che i cristiani dell’europa dovrebbero unirsi agli armeni e sterminare questi musulmani…il comportamento di questo Lobby razista, arrogante, vigliacco, bugiardo è il miglior commento di se stesso. Gli armeni cercano di presentare i piatti, abiti, opere turche come roba armena, servendo pure il nome in turco. I loro storici affermano che qualsiasi leader importante della storia era di origine armeno, cosi potrebbero armenizzare anche napoleone, il Pyotr grande, alessandro magno ecc. Se gli chiedi il senso di questo comportamento, di questa voglia di appropriarsi di roba altrui, ti farà una scenata isterica, parlando di razismo, di antiarmenismo einesistente ecc.

    Non posso giurare sul sapere la storia, perchè la sa solo Dio secondo me, quindi da dove vengono gli armeni, perchè, come – chi lo sa? ma posso giudicare su ciò che osservo oggi – se digiti una parola chiave sul motore di ricerca ti imbatti solo nei siti nazionalisti di propaganda armena che semina disinformazione ed odio contro i popoli turchi…dall’altra parte quasi nulla, quasi nessuna opposizione, la tolleranza a dentri stretti…ad oggi l’armenia ha occupato circa 30% del territorio di azerbaigian su un diritto inventato solo esclusivamente dagli storici armeni….solo perchè secondo le statistiche armene abitavano tanti armeni in karabakh – nella zona occupata…quindi doveva diventare parte di armenia anche quella…so che suona ridicolo. Ma siamo nel secolo dei leader che abbattono le loro torri gemelle con dentro 3 mila gente propria per poi dire che lo ha fatto un montanaro estremista… le cose vengono fabbricate, falisifcate, se serve la storia la distruggono, la rescrivono, creano falsi referti storici, libri, vasi, vasetti, ossa ecc. Questo è il nostro mondo che funziona cosi. Vi lascio alla vostra logica anche sul tema armeno. E vi invito a visitare caucaso. Nessuno è obbligato a credere in ciò che dice la pagina internet, un commento, un articolo, un messaggio. Potete controllare, indagare, cercare personalmente, seguendo il vostro intuito, logica ed il buon senso.

  • severalminds

    http://zret.blogspot.com/2010/12/gog-e-magog-seconda-parte.html

    “Recenti studi genetici sembrano, però, dimostrare che elementi genetici originari del Medio Oriente dominano la linea maschile degli Ashkenazi (il cosiddetto cromosoma Y Aaron), ma la linea muliebre potrebbe avere una storia diversa. Da ciò alcuni hanno dedotto che uomini del Medio Oriente abbiano sposato donne locali[1], il che significa che gli Ashkenazi non sono imparentati con i Khazari o che questi rappresentano solo una parte degli antenati degli attuali Ashkenaziti. Ciò comferma la tesi del professor Gumilev esposta nel libro “From ancient Russia to Imperial Russia”, secondo cui gli attuali ebrei ashkenaziti non sono khazari di stirpe, perché discenderebbero da un gruppo di ebrei armeni (“ashkenaz” sta per “armeno”) mescolati alla nobiltà khazara. In effetti, solo una piccola parte dei Khazari si convertì realmente all’ebraismo, mentre il resto continuò a professare il proprio credo animistico e pagano, con una piccola minoranza di cristiani e musulmani.”