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IL RAID ISRAELIANO SULLA SIRIA: UN TEST DI GUERRA ELETTRONICA

A CURA DI WORLD TRIBUNE

Il raid israeliano ha causato la distruzione dei sistemi elettronici in ampie aree della Siria

Il coperchio di segretezza che copre l’attacco aereo israeliano del 6 settembre in Siria rimane serrato, ma una nuova teoria che emerge tra le varie speculazioni è che Israele abbia condotto un’esercitazione di guerra elettronica in preparazione di futuri raid o di un attacco contro l’Iran.

Autorevoli rapporti dal Medioriente hanno affermato che l’operazione di Israele includeva un esteso attacco con disturbi elettronici [“jamming” nell’originale n.d.t.] da parte dei velivoli. Gli israeliani stavano testando le capacità delle difese aeree di produzione russa che comprendono radar e missili collocati vicino Damasco e a sud di Homs vicino al confine settentrionale libanese.

Il raid non ha precedenti per l’estensione dei disturbi e della distruzione elettronica che ha causato su ampie aree della Siria durante il percorso verso l’obiettivo, una base vicina al fiume Eufrate. I disturbi elettronici hanno anche colpito parte del Libano e di Israele ma la Siria è stata capace di ottenere una piccola quantità di informazioni da parte dei sensori di una delle sue stazioni di spionaggio elettronico, e individuare l’infiltrazione israeliana.

Il raid, secondo questa teoria, era parte di una operazione statunitense di tipo “masint”, in riferimento alla pratica militare nota come “intelligence di misura e tracciamento” [“measurement and signature intelligence” nell’originale n.d.t.] e che è progettata per individuare la distribuzione e le capacità di tutte le armi, in una data regione, che emanano segnali elettronici. I tracciamenti “masint” sono necessari per prendere di mira e sconfiggere le minacce poste dalla difesa aerea.

L’audace raid avrebbe raccolto preziosa intelligence necessaria per futuri attacchi da parte di Israele e degli Stati Uniti nella regione.

L’esercito Usa sta prendendo in considerazione attacchi contro la Siria e l’Iran per opporsi all’infiltrazione di ribelli e terroristi in Iraq, tra cui paramilitari iraniani. Israele potrebbe usare questi dati per la sua guerra contro Hizbullah e, in caso, per un futuro attacco contro gli stabilimenti nucleari iraniani.

Il giornalista Jack Wheeler ha sollevato queste ipotesi in un recente articolo nel quale affermava che l’identità dell’obiettivo, che fossero stabilimenti nucleari, missili o Hizbullah, “non è la notizia”.

“Lo scopo primario dell’attacco non era distruggere quell’obiettivo”, ha detto Wheeler. “Era di bloccare, durante l’attacco, il sistema di difesa aerea siriano di fabbricazione russa. Esserci riusciti ha reso l’attacco un incredibile successo. La Siria si vergogna e rimane in silenzio. L’Iran trema per il panico. Avere nemici privi di difese è divertente”

Titolo originale: “Israeli raid caused electronic disruption
over wide areas of Syria”

Fonte: http://www.worldtribune.com
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05.10.2007

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

VEDI ANCHE:
SI INFITTISCE IL MISTERO SUL RAID ISRAELIANO CONTRO LA SIRIA

Pubblicato da Das schloss

  • geopardy

    Non so quanto possano essere attendibili le conclusionui di questo articolo.
    Israele fa raid in Siria costantemente da molti anni e mai i siriani hanno risposto a queste continue provocazioni.
    Il fatto che la fonte del presunto attacco sia stata idividuata dai siriani, non testimonia a favore delle deduzioni di Wheleer.
    C’è una continua voglia di riscatto dopo la bastonata subita da Hezbollah o di dare, almeno l’impressione, che ci sia. Gli Hezbollah sì che hanno eluso le difese elettroniche israeliane (statunitensi) colpendo duramente tre navi della loro flotta.
    Qui la prova c’è stata sul campo, tant’è vero, se ben ricordo, partì una commissione di super esperti di guerra elettronica dagli Usa, dopo l’ultima guerra libanese e non solo per le navi colpite (con sistemi super sofisticati di difesa), ma anche per il fatto, che gli Hezbollah sapevassero sempre dove si muovesse l’esercito israeliano e, di conseguenza, a meno di tradimento degli alti gradi militari israeliani (tutto può essere, ma alquanto improbabile), intercettavano e decriptavano i codici segreti elettronici di Tsahal con probabile tecnologia iraniana.
    Mi attengo alla valutazione dei fatti, dopo questa avventura (oppure è una pura coincidenza politica), Bush ha rilasciato una dichiarazione su, mi sembra la tv satellitaria Al- Arabiya, comunque su uno dei network più ascoltati nell’islam, tranquillizzando assolutamente il mondo arabo sul fatto che non c’è alcuna guerra in programma contro l’Iran , ma soltanto soluzioni diplomatiche ed, anzi, ha dichiarato che chi riferisce di un paino esistente ed imminente per attaccare l’Iran, lo faccia solo ed esclusivamente per dipingere negativamente la sua Amministrazione e la sua nazione agli occhi dei Musulmani.
    Non so come la pensiate voi, ma toni così concilianti (appunto quelli ultimissimi della dirigenza Usa) e quelli, invece, più sfrontati di quella iraniana, mi fanno presupporre (sempre ci sia collegamento con il raid israeliano, ma i dubbi sono pochi), che il successo sperato dall’avventura dell’aviazione israeliana, non deve esserci proprio stato.
    Ciao

  • Hassan

    Questo Jack Wheeler è un fanatico neocon, potete leggere l’articolo intero scritto da lui qui (e anche vedere il tenore del resto del sito…) :

    http://www.ivanyi-consultants.com/articles/silence.html

    Praticamente sembra che l’abbia scritto, soprattutto il finale dell’articolo, mentre aveva un’erezione. Può “fantasticare” sulla paura degli Iraniani o dei Siriani quanto vuole, e può fare le sue battutine su quanto sia divertente un “nemico senza difese”, la realtà è che se continua su questa strada Israele finirà molto male. Chomsky stava dicendo la stessa cosa qualche settimana fa in un’intervista su al-Jazeera.