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IL PROBLEMA DEL PATRIOTTISMO

DI JAMES ROTHENBERG

"Il patriottismo è la propria convinzione secondo la quale questo Paese è superiore agli altri Paesi perché ci si è nati"
George Bernard Shaw

Rimarremmo sconvolti se le prime parole pronunciate da un bambino fossero [le seguenti]: "Sono orgoglioso di essere bianco!". Anche se il bambino ha aspettato abbastanza per imparare una o due cose sulla vita, vi è comunque qualcosa di sconvolgente in questa affermazione. Qualora vi sia un riconoscimento particolare per sentirsi onorati di far parte di questo gruppo (non ve n’è alcuno), cosa ha fatto uno per meritarselo?

E’ piuttosto come sentirsi onorato in quanto milionesima persona ad attraversare un ponte.

Gli Stati Uniti non sono mai stati ciechi di fronte ai colori, anche se la Giustizia non dovrebbe fare distinzioni. Albert Einstein ha definito il razzismo la nostra malattia nazionale. Egli aveva ricevuto il dono di riconoscere le cose ma questa era una cosa semplice da vedere. L’unico modo in cui potete non accorgervene è essere un po’ razzisti voi stessi. Ed è una questione di gradi. Un centinaio di razzisti non sono razzisti tutti nello stesso modo.

Complessivamente, tuttavia, se non in modo quasi uniforme, riconosciamo la fondamentale ingiustizia della discriminazione basata sul colore della pelle e la follia di essere irragionevolmente ossessionati da quello altrui, anche se le nostre istituzioni non sono al passo con queste idee.Poi vi è quell’incidente senza senso legato alla nascita che è il sesso: "Sono orgoglioso di essere maschio". Splendido. Complimenti! Ad uno può piacere essere uomo o donna, ma anche questo sembra significare nient’altro che provare piacere per quel che si fa. Come per il colore della pelle, riconosciamo, se non in modo quasi uniforme, la fondamentale ingiustizia della discriminazione basata sul sesso e la follia di essere irragionevolmente ossessionati da quello altrui, anche se le nostre istituzioni non sono al passo con queste idee.

La religione è un fattore significativo di divisione. Essa è in gran parte legata al caso e talvolta scelta. Molte decine di milioni di persone sono state uccise in suo nome. Decine di milioni di persone orgogliose uccise da altre persone orgogliose. Il filosofo Dagobert Runes ha affermato che non esiste nessun dio per il quale valga la pena uccidere. Gli Stati Uniti furono fondati sulla libertà religiosa, ma oggi alcuni sostengono che essa sia una nazione cristiana. Ho una prova indiretta del fatto che le cose non stanno così; non vi è mai stata nessuna politica pubblica statale volta a perseguitare gli ebrei.

Tuttavia riconosciamo, se non in modo quasi uniforme, la fondamentale ingiustizia della discriminazione basata sulla religione e la follia di essere irragionevolmente ossessionati da quella altrui, anche se le nostre istituzioni non sono al passo con queste idee.

Ora prendiamo in esame nazionalismo e patriottismo, virtualmente inseparabili nel nostro Paese al giorno d’oggi, perciò facciamo pure riferimento ad esso col termine di patriottismo (perché genera un atteggiamento più difensivo nell’opinione pubblica). La nostra nazionalità è nella stragrande maggioranza dei casi casuale, talvolta scelta.

George Bernard Shaw ha fatto questa elegante osservazione sull’argomento: "Il patriottismo è la propria convinzione secondo la quale questo Paese è superiore agli altri Paesi perché ci si è nati".

Tuttavia, diversamente dal razzismo, dal sessismo e dal fanatismo religioso, nel caso del patriottismo non riconosciamo, se non abbastanza uniformemente, la fondamentale ingiustizia di discriminare in base al Paese [d’origine] e la follia di essere irragionevolmente ossessionati da quello di qualcuno, specialmente perché le nostre istituzioni non sono al passo con queste idee.

Razza, sesso e religione non richiedono la tua fedeltà, ma il tuo Paese sì. Il tuo villaggio o la tua cittadina non la richiedono. Lo Stato in cui vivi nemmeno. New York e la California non si preoccupano se sei fedele o meno ad essi. Qual è la differenza? Le forze armate. Lo Zio Sam ha bisogno di te. Per combattere.

Qualcuno potrebbe sostenere che siamo tutti americani e cosa c’è di male nel combattere per il nostro Paese? Due precisazioni [sono necessarie].

Gli americani non decidono quando combattere e gli americani non combattono per il [loro] Paese. La leadership politica decide quando combattere e gli americani combattono per la leadership politica.

Bisogna aggiungere il fatto che non siamo la sola nazione con un esercito e dei cittadini patriottici. Siamo, tuttavia, la superpotenza in carica con un triste passato di violenza di Stato, per coloro interessati al primato. A causa della preminenza della nostra potenza militare, la nostra posizione rispettabile sarebbe quella di essere gli ultimi ad usarla. Sfortunatamente, siamo logorati dal suo spiegamento e dalle sue azioni dimostrative.

Tutto quello che serve per preparare il Paese alla guerra è suonare l’allarme che stanno venendo a prenderci e rivendicare il diritto di autodifesa. E’ conosciuta come propaganda, un termine dispregiativo da quando l’Unione Sovietica e la Germania hanno inziato ad usarlo, ma neutrale quando gli USA hanno istituito il "Committee on Public Information" [Comitato per l’Informazione Pubblica] (Prima Guerra Mondiale) e l’"Office of War Information" [Ufficio per l’Informazione di Guerra] (Seconda Guerra Mondiale).

Anche quando esistono prove evidenti del contrario, un massiccio sforzo propagandistico governativo nell’affermare che si tratta di autodifesa può condurre il Paese alla sottomissione. Quel che rende possibile questo è un’abbondanza di cittadini obbedienti, fedeli, patriottici che volgono lo sguardo dall’altra parte. Obbedienti e fedeli nello stesso modo in cui lo è un cane poliziotto. Senza dubbio.

Vi è un’entità astratta conosciuta come gli Stati Uniti d’America. Non è la lingua, la cultura, i manufatti, i costumi, e certamente non le persone che hanno in loro stesse lo stumento più avanzato per discernere ciò che è giusto da ciò che è sbagliato, le loro coscienze individuali. L’entità astratta è ciò nei confronti della quale giuriamo, cosa che ha recentemente provocato la perdita e l’annientamento di milioni di vite in Iraq e Afghanistan, e, dobbiamo anche aggiungere, luoghi di tortura come Bagram, Abu Ghraib e Guantanamo.

Tuttavia, quando l’entità astratta chiamata America agisce, gli americani sono coinvolti. Questo non ha prezzo per gli americani patriottici che rinunciano alla propria coscienza e fanno il saluto militare. Ma il risultato è che siamo una nazione di criminali, criminali contro la pace e i fondamenti del diritto internazionale basati sui Principi di Norimberga.

Vi è un modo di riassumere il problema del patriottismo sotto forma di domanda e risposta. Perché i crimini degli USA non sono visti come dei crimini? Perché è anti-patriottico.

In occasione delle elezioni e delle ri-elezioni (il nostro sistema multi-mandato assicura una classe politica permanente) i politici giocano un gioco con la gente chiamato "Io amo l’America più di quanto voi potreste mai amarla". Una spilla con sopra la bandiera sta ad un politico come un gigante naso rosso sta ad un clown, con la differenza che il clown cerca di essere ridicolo. I politici sono interrogati a fondo da dei media servili perchè venga stabilita la profondità del loro patriottismo.

Dite alla gente che siete un internazionalista, un cittadino del mondo e sarete guardati con sospetto. Ciò assumendo che siate almeno presi sul serio. Strana è la situazione in cui intuitivamente consideriamo universali i nostri ideali ma non riusciamo a liberarci dai vincoli del pregiudizio nazionale.

James Rothenberg[email protected]

Titolo originale: "The Problem Of Patriotism"

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info
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20.07.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di ANDREA B.

Pubblicato da Das schloss