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IL PICCO DEL PETROLIO E' UN CONCETTO FUORVIANTE?


DI RICHARD HEINBERG
Post Carbon Institute

George Soros ha pubblicato da poco un articolo interessante nel New York Review of Books per il 25 settembre, intitolato The Perilous Price of Oil [Il Prezzo Pericoloso del Petrolio]. Spiegando il recente apice del prezzo del petrolio al barile, scrive che “il costo della scoperta e dello sviluppo di nuove riserve sta aumentando, e il tasso di deplezione dei vecchi giacimenti petroliferi sta accelerando”. Il dibattito su questi fatti preoccupanti, nota l’autore, “si svolge in riferimento al termine piuttosto fuorviante di ‘picco del petrolio'”, un’espressione che implica che “ci siamo avvicinati o abbiamo raggiunto la massima produttività mondiale di petrolio”.

Soros continua segnalando che “alcune delle più accessibili e più prolifiche fonti di petrolio in luoghi come Arabia Saudita e Messico vennero scoperti quaranta o più anni fa e la loro produzione sta ora calando rapidamente”. Ma rassicura efficacemente i suoi lettori dicendo che “[Il Picco del Petrolio] è un concetto fuorviante, perché un aumento dei prezzi rende economicamente attuabile lo sviluppo di risorse più costose di energia”.

Soros è lontano dall’essere solo con questa opinione. C’è una vera e propria industria a domicilio di economisti ed esperti di statistica (che include Daniel Yergin, Bjorn Lomborg, Peter Huber e Michael Lynch) che implorano instancabilmente i loro lettori a non farsi prendere dal panico riguardo ai prezzi del petrolio perché Il Mercato verrà sempre in soccorso. Mentre il petrolio convenzionale facile si esaurisce, la produzione di sabbie bituminose, argillite petrolifera e combustibile biologico diventa più economica. Perfino la liquefazione del carbone [coal-to-liquids] diventa possibile su larga scala. E, come tutti sanno, esiste una quantità infinita di carbone. Un’altra industria a domicilio (questa molto meno prominente nei media mainstream) composta per lo più da fisici e geologi respinge questo argomento. Questi scrittori fanno notare che quello che può sembrare “economicamente fattibile” sulla base di pochi calcoli potrebbe non esserlo di fatto: barriere fisiche potrebbero prevenire gli idrocarburi di qualità inferiore quali sabbie bituminose dal fruttare le stesse portate del petrolio tradizionale, indipendentemente dal prezzo del petrolio al barile; e comunque, visto che la produzione di questi combustibili alternativi comporta alti costi di energia, il loro punto di pareggio dei costi è un traguardo mobile: quando il prezzo del petrolio sale, il prezzo di produzione di un barile di petrolio da sabbie bituminose sale ugualmente.

Inoltre, il guadagno in energia da queste alternative è molto più basso di quello dal petrolio convenzionale dei vecchi campi giganteschi, e l’energia al netto è quello che importa realmente. Ci vuole energia per ottenere energia, e quello di cui la società ha veramente bisogno non è l’energia in sé, ma l’energia usufruibile che rimane dopo la sottrazione dell’energia spesa negli sforzi di assembrare energia. Se l’energia netta rappresenta un segmento proporzionalmente grande dell’energia totale prodotta da una risorsa data, questo significa che solo una parte relativamente piccola di sforzo deve essere dedicata alla produzione di energia, e così la maggior parte dell’energia lorda prodotta è disponibile per altri scopi.


[“Tar sands”, sabbie bituminose da cui si estrae petrolio]

Nei primi decenni dell’era petrolifera, la quantità di energia sia totale che netta liberata dagli sforzi per trivellare in cerca di petrolio era senza precedenti, ed era questa abbondanza di energia a poco prezzo che permise la crescita dell’industrializzazione, urbanizzazione e globalizzazione durante il secolo passato. Bastava una quantità insignificante di sforzo esplorando e trivellando per ottenere un ritorno enorme di energia sull’energia investita. Ma l’industria tendeva prima a trovare ed estrarre il petrolio di qualità più alta e di facile accesso; così, con ogni decennio che passava l’energia netta (in percentuale sull’energia totale) derivata dall’estrazione del petrolio è diminuita.

Mentre l’energia netta disponibile per la società diminuisce, la crescita economica subirà dei freni crescenti, e così anche le strategie adattative (che richiedono nuovi investimenti – un esempio: la costruzione di maggiori infrastrutture di trasporto pubblico) che la società spiegherebbe altrimenti per gestire i periodi di scarsità di carburante. Crescerà il numero delle risorse della società che dovranno essere consacrate direttamente per l’ottenimento di energia, e ne saranno disponibili meno per tutte le attività che l’energia rende possibile.

Queste sono questioni di fisica e non di economia. Buttare altri dollari nella produzione di energia non risolve nulla, se la risorsa energetica ha un saldo netto basso – e quelle che Soros e il club Yergin-Lomborg-Huber sottolineano sono abissali a questo proposito.

Questi ultimi commentatori credono sinceramente che la teoria economica tradizionale definisca la realtà. Dove c’è un dollaro da guadagnare facendo quello che deve essere fatto, qualcuno lo farà, e l’esaurimento delle risorse non sarà mai un problema a causa del principio della sostituibilità infinita.

Ma realtà fisica e teoria economica in tanti casi non vanno d’accordo, e il Picco del Petrolio definisce uno dei più importanti di questi. Allontanarsi dalla realtà a volte ha serie conseguenze.

Devo ritornare alla parola “fuorviante”. Gli economisti ci stanno dicendo che non dobbiamo preoccuparci di nulla. Il petrolio potrà diventare un poco più caro, ma ci sarà sempre carburante liquido in abbondanza per farci andare avanti – perché gli aeroplani continuino a volare, i trattori ad arare e i SUV a traghettare i ragazzi all’allenamento di calcio. Se queste persone si sbagliano (e io credo fortemente che sia così), non ci stanno solamente “fuorviando” concettualmente; ci stanno conducendo dritto oltre l’orlo di un precipizio.

Titolo originale: “Is Peak Oil ‘A Misleading Concept?'”

Fonte:http://postcarbon.org/
Link
08.09.2008

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di KARIN LEITER

Pubblicato da Das schloss

  • AmonAmarth

    E’ una gran perdita di tempo continuare sulla strada del petrolio, fino ad estrarre petrolio “non convenzionale” dalle sabbie bituminose o peggio ancora, significa semplicemente reiterare a stenti il tentativo di ottenere energia da risorse esauribili. Prima o poi saremo costretti ad adottare un sistema di produzione energetica sostenibile, perchè non darci dentro già adesso? Ottenere energia dal sole e dal vento attualmente non sarà economico rispetto al modo “convenzionale”, ma sicuramente lo diventerà presto: è solo questione di tempo, ma ce ne convinceremo solo dopo il picco e dopo che questo si sarà manifestato con una buona dose di conseguenze nefaste sulla popolazione. E come sempre c’è chi supporta la reiterazione forsennata del vigente sistema energetico con convinzioni malate quale è per esempio “il mercato sistemerà tutto”… Ma da dove vengono certe convinzioni senza fondamento? E’ come se la semplice voglia di fare affari facesse guizzare nuovo petrolio dal sottosuolo: ma nemmeno chi crede ancora a Babbo Natale lo direbbe! La realtà fisica è sopra ogni cosa, e la “scienza” del mercato sta sotto moltissime cose anche solo pseudo-scientifiche.

  • ghigo

    io vorrei solo ricordare qualche articolo, tanto per non sprecare parole e aggiornare le nostre conoscenze:

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=print&sid=3797
    e quello più recente:

    https://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=4964

    se leggete anche i commenti del secondo articolo vi renderete conto che anche su questo sito la resistenza a cambiare idea è molto forte.

  • AmonAmarth

    Quando lessi quegli articoli ancora non ero registrato e non postavo, ma sono rimasto stupito da quanto sia facile abboccare a fantasie pseudo-scientifiche. Le teorie puramente fantastiche che non si basano su nessun dato di fatto (l’origine abiotica del petrolio?!?!?!) a volte riescono ad affascinare tantissime persone senza il bisogno di dover fornire troppe spiegazioni, come è successo per gli articoli di Engdahl e di Vacca. Probabilmente è il gusto di fare i diversi, ma ogni cosa detta deve avere una controparte reale e soggetta alle leggi della fisica e della chimica. Certe ipotesi su complotti di chissà chi su argomenti come quello del picco del petrolio sono semplicemente cascate dalle nuvole, credo che chi ha scritto quelle cose semplicemente non abbia preso minimamente in considerazione l’aspetto scientifico della cosa. Quindi come qualcuno ha già fatto allora vi rimando al Servizio Antibufala di ASPO-Italia: http://aspoitalia.blogspot.com/search/label/antibufala (scorrere la pagina fino a trovare gli articoli inerenti all’origine abiotica del petrolio). Ah giusto probabilmente sono pagato anche io dalle multinazionali del petrolio per impaurire la gente e spingerla a pagare di più la benza: allora perchè non cercare a fondo sulla rete le informazioni a supporto del picco del petrolio o a supporto di teorie come l’origine abiotica del petrolio o dell’esistenza di Babbo Natale? Davanti ai dubbi si cercano evidenze, e non invenzioni fantastiche eguali al contrario di ciò che si legge.

  • obender71

    Soros continua segnalando che “alcune delle più accessibili e più prolifiche fonti di petrolio in luoghi come Arabia Saudita e Messico vennero scoperti quaranta o più anni fa e la loro produzione sta ora calando rapidamente”. Ma rassicura efficacemente i suoi lettori dicendo che “[Il Picco del Petrolio] è un concetto fuorviante, perché un aumento dei prezzi rende economicamente attuabile lo sviluppo di risorse più costose di energia”.

    Semplicemente non senso. E’ un Soros senile o sono io che fraintendo?

    Si sta valutando, lo stanno facendo le compagnie petrolifere, sono già cominciati i lavori, di estrarre petrolio in profondità o da sabbie bituminose o in condizioni ambientali estreme, un petrolio che dovrebbe essere venduto oltre i 200$ al barile per poter ricoprire i costi di estrazione … e si viene a dire che il concetto di peak oil è fuorviante. E’ fuorviante se si intende che resteremo senza petrolio tra 10-20 anni.

    Cioè, il Soros ci viene a dire che un petrolio a 150/200$ al barile rende più profittevole l’estrazione dalle sabbie bituminose, per esempio. Beh, bravo!

    Poi venendo al concetto di origne abiotica del petrolio: e anche se fosse? Quanto cambia lo scenario? Molto poco presumo.

    Si porta spesso ad esempio, da parte di chi sostiene questa teoria, la storia del Vietnam dove sono riusciti ad estrarre petrolio dove non si pensava di poterlo trovare. Si, ma a che profondità hanno scavato? 2000 metri? 3000 metri?

    Ottimo, il petrolio non finirà domani o dopodomani e neanche tra 50 anni. Qualcuno ne dubitava? La cuccagna è ugualmente finita: i pozzi da cui si tirava su petrolio come noi siamo abituati a tirar su acqua sono in esaurimento e di uguali o anche di minimamente simili non se ne vedono in giro da anni.

  • ghigo

    “Quando lessi quegli articoli ancora non ero registrato e non postavo, ma sono rimasto stupito da quanto sia facile abboccare a fantasie pseudo-scientifiche …”

    veramente sono i tuoi commenti che sembrano spam solo per attirare visitatori sul tuo blog, che, ricordiamolo, è un blog propagandistico e naturalmente di parte, controlliamo su wikipedia cos’è ASPO:

    http://it.wikipedia.org/wiki/ASPO
    “L’ASPO (Association for the Study of Peak Oil and Gas) è un’associazione formata da diversi scienziati e ricercatori di università e istituzioni europee, fondata dal geologo inglese Colin Campbell con lo scopo di divulgare, appoggiare e analizzare gli studi intorno al “picco di petrolio” (vedi: Picco di Hubbert) e le teorie di Marion King Hubbert riguardo il “picco” e l’esaurimento delle fonti fossili.”

    Oltre a questo nei tuoi commenti ti limiti a criticare una teoria come se tu avessi prove del contrario, mentre invece lo fai con un’altra teoria, non è che sia una gran critica.

    metti le mani avanti prima che qualcuno ti accusi:
    Ah giusto probabilmente sono pagato anche io dalle multinazionali del petrolio per impaurire la gente e spingerla a pagare di più la benza: allora perchè non cercare a fondo sulla rete le informazioni a supporto del picco del petrolio o a supporto di teorie come l’origine abiotica del petrolio o dell’esistenza di Babbo Natale? Davanti ai dubbi si cercano evidenze, e non invenzioni fantastiche eguali al contrario di ciò che si legge.

    tu quali evidenze hai fornito? non è che avere un blog su blogger e chiamarlo antibufala sia una grande evidenza di qualche cosa. lo sarebbe se fosse nato con scopi diversi e non nato appositamente per propagandare e sostenere una teoria, quella del picco del petrolio. inoltre farsi spalleggiare da babbo natale non depone a favore della tua onestà.

    origine biotica o abiotica, sono entrambe delle teorie, quando si passerà ai fatti ne riparleremo, per ora puoi chiederti perché sei tanto convinto che il petrolio sia bio e non il contrario, e se non te lo chiedi sarà vero che sostieni una teoria con secondi fini.

    infine:
    “Certe ipotesi su complotti di chissà chi su argomenti come quello del picco del petrolio sono semplicemente cascate dalle nuvole, credo che chi ha scritto quelle cose semplicemente non abbia preso minimamente in considerazione l’aspetto scientifico della cosa.”

    tralascio l’aspetto scientifico che tu identifichi con l’opinione dominante e non provata, riguardo alla negazione-ridicolizzazione dei complotti invito a leggere l’artico della Randazzo:

    http://antonellarandazzo.blogspot.com/2008/08/insospettabili-gatekeepers.html

    a me sembra più logica la teoria abiotica, ma perché dovrei sostenerlo senza poterlo provare? e perché dovrei, con le stesse non prove, sostenere il contrario?

  • AmonAmarth

    Ciao ghigo, non so per chi tu mi abbia preso ma sono semplicemente un tizio che da qui a qualche anno si è interessato della questione “picco del petrolio” in quanto mi pare una questione di fondamentale importanza nello spiegare moltissimi eventi presenti e passati della storia, principalemente per il fatto che molte guerre sono state fatte e si fanno per le risorse. Voglio precisare da subito che ASPO non è IL MIO blog e non ho capito i motivi per i quali potresti considerare ASPO “propagandistico e di parte (di che parte!?)”. Consideravo già naturale che si sapesse fin da subito cosa fosse ASPO, non c’è bisogno che linki wikipedia, è abbastanza andare direttamente sul loro sito, e non c’è nulla di subliminale in ciò che fanno e dicono: tutto ciò che hanno fatto è fare lo stesso che aveva fatto questo tizio, appunto Hubbert, nel prevedere ed azzeccare il momento in cui l’America avrebbe raggiunto il picco: si tratta di valutare l’andamento della produzione e farla “fittare” ad una gaussiana: pare proprio che abbia funzionato e si tratta solo di fare lo stesso ragionamento esteso all’intera produzione mondiale (anche se, come è ovvio, in presenza di dubbi dati dichiarati dall’OPEC nessuno può fare questa previsione esattamente: poco importa, sappiamo che ci sarà). Devo comunque darti ragione per la fretta con la quale ho buttato giù il post, in effetti non ho dato nessun link significativo a riguardo: gli unici dati che servono a questo tipo di analisi e come avrai potuto capire dalla mia pur breve spiegazione della “teoria del picco” sono solamente quelli della produzione mondiale di petrolio dagli anni passati fino ad oggi. Se linko spesso ASPO è perchè è l’unica organizzazione mondiale e nazionale che si occupa scientificamente (sono tutti scienziati, ovvero che basa teorie su dati empirici) del picco della produzione petrolifera, e SI, lo fanno basandosi sulla teoria di M.K. Hubbert che ha già funzionato: perchè non dovrebbe funzionare anche oggi? Inoltre linko anche il cosiddetto “antibufala” perchè hanno una buona procedura di “sfoltire” le cose che non stanno in piedi, basandosi su qualche regoletta (http://www.aspoitalia.net/index.php?option=com_content&task=view&id=169&Itemid=100)… mi pare funzionare, e inoltre giusto: non fidarsi mai di nessuno, nemmeno di loro se vuoi. Venendo poi all’origine del petrolio di per sè ecco perchè non credo all’origine di tipo abiotico: dice che il petrolio si forma per reazione fra carbonio inorganico (carbonati? carburi? grafite? diamante?) e acqua ad altissime pressioni, in profondità, nel mantello. Dopo 9 anni che studio chimica credo di poterne dubitare seriamente, principalmente per l’entità e la stabilità delle varie specie chimiche necessariamente compresenti: idrocarburi, sali, acqua e metalli. Inoltre se fosse così perchè non dovrebbe eruttare dai vulcani o venirsene su dagli abissi oceanici spontaneamente? (densità degli idrocarburi minore dell’acqua). Quindi ritengo estremamente più probabile la teoria biotica che considera la presenza di dati geologici esistenti, come la stratificazione dei diversi tipi di roccia e la presenza di strati fossili di piccoli esseri viventi (plancton, alghe e altro). Infine quando parlo di complotti intendo SUL PICCO, e non su qualsiasi altra cosa: non credo che ASPO e altra gente che analizza il problema in questo modo (a mò di Hubbert) siano complottisti, non ne vedrei il motivo ma principalmente non vedo perchè dovrebbero analizzare le cose in modo così chiaramente schematico, matematico e basato su dati esistenti: hanno forse il monopolio in quanto ad innovazione energetica rinnovabile? Non mi pare… Non considero alcunchè di ridicolo nei complotti realmente esistenti e che si estendono a tutta la rete di potere vigente, e in questo la Randazzo è un’analista attenta e instancabile, non c’è che dire e non vedo come possa rientrare nel discorso: ridicolizzo i complotti che non possono stare in piedi, come quelli che si basano sull’origine abiotica del petrolio, anche se la sua improbabile validità non avrebbe effetti concreti sulla teoria del picco: il petrolio attualmente non si sta riformando. Grazie della discussione, mi piace molto parlare di tutto questo, seriamente. Un saluto!

  • Lestaat

    Mmmm.
    Perdonami ma è evidente a chiunque conosca la teoria abiotica che tu non la conosci affatto.
    Anche la teoria abiotica presuppone dei dati geologici preesistenti e una conformazione ben precisa della stratificazione.
    Io non sono “fan” nè dell’una nè dell’altra ma la superficialità e la tendenziosita con cui di solito si critica la teoria abiotica è davvero disarmante, sia scientificamente, dato che nessuno fino ad ora è riuscito a mostrarmi uno STUDIO serio che mi dimostri l’invalidità di tale teoria, che per i tentativi sciocchi di associare una teoria scientifica con la geopolitica e l’economia.
    Che si facciano guerre per i giacimenti non dimostra assolutamente nulla.
    Il petrolio non sgorga dalle fonti o dai vulcani semplicemente perchè anche secondo la teoria abiotica si accumula sempre e soltanto in presenza di determinate caratteristiche geologiche.
    E il picco di Hubbert, anche fosse dimostrata la teoria abiotica, è un problema che rimarrebbe del tutto immutato dato che si parla del picco di produzione economicamente conveniente e non della fine del petrolio.
    Anche qualora il petrolio fosse abiotico i giacimenti esistenti avrebbero lo stesso identico problema, trovare altri giacimenti potrebbe forse essere più semplice (solo perchè lo si potrebbe cercare anche dove non si è mai tentato fino ad ora, ma niente di più) ma la quantità necessaria di nuovi giacimenti è difficilmente arrivabile e soprattutto nella teoria abiotica non c’è un petrolio che sbuca fuori così, per magia, ma anche qui il processo ha i suoi tempi…e sono ovviamente tempi geologici, quindi molto lunghi.
    Possibile che uno debba sposare una teoria e diventare del tutto cieco?
    Almeno che ci si informi sul serio prima di parlare.

  • Lestaat

    Perdonami aggiungo:
    va da se che fosse vera la teoria abiotica il picco è solo un problema di tempi e modalità di estrazione, ma il problema economico rimane del tutto invariato.

  • Lestaat

    LOL aggiungo ancora:
    tra l’altro potrà sembrarti strana quanto vuoi la teoria, ma è dimostrato che il petrolio e il metano si formano dal mantello, anche se, secondo lo stesso studio, in quantità troppo piccole per usi commerciali.
    Non ricordo la data, ma è uno studio apparso su Nature qualche anno fa
    Mi spiace ma non riesco ad essere più preciso.

  • AmonAmarth

    Ciao Lestaat, grazie per il chiarimento, effettivamente ho il difetto di rispondere con troppa veemenza a tutto, compreso a cose di cui effettivamente non so molto, ed è proprio il caso della teoria abiotica della formazione del petrolio. E’ un errore lo so bene, e mi scuso anche con ghigo per aver avuto così tanta fretta. Comunque rimane il fatto che della teoria abiotica in rete ho trovato molto poco, per questo a me rimane dubbia e vi ringrazierei se sapreste mandarmi qualche link utile a riguardo. Quel poco che so proviene specialmente da wikipedia. Le mie ragioni, che cercavo di spiegare frettolosamente anche a ghigo è che, termodinamicamente (parlando quindi di sinergia tra entalpia ed entropia dei due processi chimici in esame: e quindi di energia libera) la formazione di idrocarburi a temperatura ambiente pare dubbia in entrambe le teorie (questione di potenziale chimico che è poi la variazione di energia libera in dipendenza della concentrazione di una sostanza), ma stiamo parlando di pressioni e temperature molto differenti, quindi cercherò di spiegare il più semplicemente possibile quello che penso a riguardo. L’energia libera è funzione di temperatura e pressione, quindi capita spesso che una reazione non spontanea a temperatura e pressione ambiente possa diventarlo in condizioni più drastiche. E’ questo il caso preso in considerazione da entrambe le teorie, e l’unica differenza è la presenza o meno di catalizzatori (come il metallo del mantello), i quali posso solamente variare la VELOCITA’ del processo ma non la sua ENTITA’ (costante di equilibrio di reazione). Quindi il discorso in tempi geologici si riduce ai potenziali chimici: valutiamo i potenziali chimici delle sostanze di partenza. La teoria biotica parte dai carboidrati dei microorganismi, mentre la teoria abiotica parte da carbonio inorganico (i carbonati sono la specie chimica carboniosa inorganica più diffusa allo stato roccioso e/o salino): i due tipi di composti si trovano su scale energetiche diverse, dove i secondi si trovano in una situazione più stabile, ovvero più difficile da modificare, da smuovere. Se quindi uno dei due processi è quello che deve avvenire in condizioni estreme ritengo drasticamente più probabile la teoria biotica per questo motivo. Comunque voglio ancora approfondire, vi sarei grato se riusciste a “passarmi” qualcosa, spiegato magari da qualche geologo o da chi è del campo. In secondo luogo, al di fuori delle due teorie che tentano di spiegare l’origine del petrolio, come hai detto tu ognuna delle due non modifica minimamente la situazione attuale di produzione, la quale si sta avviando in modo un po’ strambo al suo culmine. Quello che mi preme dire e da cui probabilmente nasce la mia veemenza è che non c’è più tempo da perdere a riguardo, e siccome il picco del petrolio porterà necessariamente dei gravi sconvolgimenti (tutto il sistema industriale o una sua gran parte si basa su di esso) il discorso diventa inevitabilmente politico, disinformato e colto come una “moda del momento” e capita quindi di sentire di qualcuno che nega TOTALMENTE che un giorno ciò accadrà. Probabilmente sarà inevitabile contenere i danni di tale impotenza energetica, ma la speranza come sempre è l’ultima a morire. Spero di poter vivere così bene anche tra 10, 20 o 30 anni: ma tutto dipende dall’energia libera del processo. Un mega saluto e tante scuse per le due palle così.

  • Lestaat

    Mi scuso anche io se ti sono saltato addosso ma su sta questione del petrolio abiotico/picco del petrolio mi ritrovo tutte le volte a leggere prima di tutto fesserie (non nel tuo caso) ma soprattutto una totale e assoluta chiusura all’idea che è davvero del tutto immotivata. Quando ci sono di mezzo i fanatici del picco poi, sembra quasi una disputa religiosa.
    Ho dato una scorsa in internet alla ricerca di quell’articolo su Nature di cui parlavo, lo trovi qui: http://adsabs.harvard.edu/abs/2002Natur.416..522S

    tra l’altro è citato proprio nella pagina wiki in inglese sulla teoria abiotica.

    Detto questo, capisco le tue perplessità, che, per quanto io non sia un chimico, ho anche io, ma non ti nascondo che le stesse identiche perplessità le trova nella teoria “classica”, ma soprattutto, ti invito a leggere l’articolo e la voce wikipedia in inglese, scoprirai che il fatto che petrolio e metano possano prodursi sotto la crosta terrestre in assenza di materiale organico non è affatto dubbia, ma ben provata e dimostrata.
    Resta il problema delle quantità, che di per se, per quanto mi riguarda, non inficia assolutamente la teoria, dato che, anche per l’idea fossile le quantità sono comunque minime, è l’accumulo temporale che crea i giacimenti in entrambi i casi.
    Purtroppo non c’è altro in rete, e mentre a te questo sembra confermare l’invalidità della teoria, a me, sospettoso nato, fa pensare alla sua validità. 🙂
    Tanto più che tale teoria nasce e si sviluppa in URSS……capirai…..il male assoluto.
    A parte tutto ciò, non vorrei sembrare un sostenitore di questa o quell’altra teoria, solo che:
    1-anche qualora fosse valida, il picco di Hubbert non c’entra una mazza.
    2-fosse vera, è ovvio che il petrolio non sgorga come acqua di sorgente
    3-con tutte le consapevoli menzogne che la cosidetta scienza ufficiale ci ha spacciato per verità assolute, trovo irritante una chiusura assoluta all’idea, specie se, come accade di solito, viene tutto ridicolizzato come fosse pura fantasia

    E’ cosa seria, tanto seria che per 30 anni l’URSS, che a quei tempi non era certo seconda a nessuno in campo scientifico, ne ha caldeggiato gli studi, e, in ben due occasioni ha persino permesso di trovare giacimenti (entrambi piccoli, non trovo più il nome del luogo…se mi ricapita tra le mani giuro che lo posto qui o sul forum) dove non avrebbero dovuto esserci, in Siberia (petrolio) e nel nord dell’Ucraina (metano).
    Quanto all’urgenza per il picco non posso che ripeterti che fossile o abiotica non cambia nulla, nel secondo caso tutt’al più si potrebbe trovare qualche altro giacimento che non risolverebbe certo il problema, ed è la superficiale veemenza di chi, sia da una parte che dall’altra, presenta in modo sensazionale la cosa che fa diventare le due teorie contrapposte in un gioco che non ha nulla di scientifico.
    Come nasce il petrolio è semplicemente DUBBIO, la teoria abiotica non risolve i problemi energetici del mondo se non nei titoli sensazionalistici di qualche post fatto da gente che non sa di cosa parla, così come tutti quegli strilli contro tale teoria da parte di equivalenti ignoranti.
    Risottolineo che non sto parlando di te in particolare che al contrario hai quantomeno dimostrato di averci ragionato su con quel minimo di informazioni che abbiamo a disposizione, ma della maggior parte delle stupidaggini che normalmente si usano per partito preso.
    Salutoni e scusa anche te il pippone 😛

  • Lestaat

    scusa aggiungo al volo una cosa importante:
    tra l’altro non c’è nessun impedimento logico,fisico,chimico alla coesistenza delle due teorie.
    Il petrolio può benissimo prodursi in entrambi i modi, no?

  • AmonAmarth

    Hey Lestaat! Grande vado subito a leggermi l’articolo, la cosa mi interessa moltissimo. Grazie un casino per lo “scambio”, è stato un piacere! Dell’articolo c’è solo l’Abstract, ma è normalissimo, pochi articoli sono completamente pubblici (c’è sempre da scucire per imparare!)… Domani vado a fare un esame, e visto che sono in uni cercerò di fare il possibile… A presto!