IL PI GRANDE CATACLISMA ECONOMICO DELLA STORIA UMANA!

DI GILLES BONAFI
gillesbonafi.skyrock.com

Per quelli che non avessero ancora capito che il 1929 è stata una partita amichevole, paragonata alla distruzione economica in corso, ecco il grafico del centro di ricerca di ricerca della Federal Reserve di St. Louis, riguardante la base monetaria USA [vedi sotto N.d.r.].

Noterete come tutto si sia accelerato negli anni ’70 (Vietnam, choc petrolifero) ma soprattutto nel momento in cui il dollaro ha smesso di essere convertibile in oro (1971), diventando “fluttuante” (1973), cioè slegato dalla realtà economica. John Connelly, segretario del Tesoro, ha cosi dichiarato nel 1971: “ Il dollaro è la nostra moneta, ma è un vostro problema”.

Ora, certe fonti sembrano credere che gli USA affogheranno senza far niente. La loro potenza economica è distrutta, questo è vero, ma la loro potenza militare è intatta. Il peggio, quindi è ancora da venire, sperando che questo non degeneri in una terza guerra mondiale che porterebbe l’umanità alla sua dissoluzione. Albert Edwards, responsabile di ricerca alla Société Générale, conferma (quello che già viene annunciato da oltre 2 anni), che non ci troviamo di fronte ad una crisi economica “classica”. D’altra parte, impiega il termine “Global Collapse”! Per quanto mi riguarda, si tratta piuttosto della fine del nostro sistema economico, un sistema penoso di captazione di ricchezze per un piccolo gruppo di predatori, un sistema squilibrato che trasforma tutto in modo esponenziale!

Un sistema economico che funziona come un circuito aperto in una biosfera a circuito chiuso, una follia!

Penso che siamo tutti responsabili di quanto accade oggi, dal momento che la nostra società funziona secondo la legge di potenza (legge di Pareto) e dei frattali. I peggiori tra di noi, (e non i migliori) riescono, quelli senza scrupoli e il cui ego è più sviluppato, in un certo senso dei super predatori. È terribile poiché qualunque sia il sistema messo in atto, la legge di potenza e quella dei frattali, si possono applicare (comunismo o capitalismo). Siamo in un pasticcio innominabile.

Questo mondo, il nostro sistema politico ed economico, non sono che i riflessi (frattali) di quello che siamo.

Certamente, non possiamo che rallegrarci della fine di un tale sistema che ha trasformato l’essere umano in merce, dal momento che non bisogna dimenticare che il primo impiego (sul piano quantitativo) per una donna o un bambino, nel mondo, è la prostituzione. Per vivere, certi vendono i propri organi. E dire che esistono ancora dei “pensatori”, dei “grandi intellettuali” che si inchinano al capezzale del moribondo per tentare di salvarlo!

Jean Guéhenno, ha detto tutto: “il vero tradimento è quello di seguire il mondo per come è e impiegare la nostra mente per giustificarlo”.

Tuttavia, sappiamo che il rischio della messa in atto di un sistema ancor peggiore, è possibile.

Non facciamo che entrare in una tormenta e vi posso garantire che ci scuoterà per bene.

La soluzione?

Bisognerebbe cominciare a prendere coscienza (ecco la mia definizione della spiritualità) di ciò che siamo, di quello che desideriamo essere. Ci troviamo in una società vuota, materiale, prigionieri dei nostri desideri. Tutti i saggi, i messaggeri (da Buddha a Gesù), l’hanno capito, e, non dimentichiamoci, la spiritualità e la religione sono due cose differenti: la religione ha sistematicamente rovesciato i messaggi originali al fine di modificarli a vantaggio di questo sistema di dominio.

Roger Guasco, ci fornisce qualche indicazione:

“Il modo di funzionare della società ci conduce all’annientamento generale, disgraziato l’uomo lucido (consapevole) che rifiuta di lasciarsi scivolare verso la morte poiché si cercherà in tutti i modi di metterlo a tacere. In occidente, la società paranoica lo tratterà da paranoico. In Russia, verrà internato, in Cina rieducato…”

Lui stesso pone la domanda chiave e dà una risposta:

“- Cosa possiamo dire a questi uomini che si ergono come nemici, gli uni contro gli altri, disprezzandosi vicendevolmente?

Questa è una cosa disperante ma il vero nemico è dentro te stesso e là dentro è riposta la speranza perché tu possa vincere ma sei solo tu a poterlo fare, l’insegnamento non può sostituirsi a te.”

Certamente, non si tratta di meditare in un angolo e aspettare che tutto passi. Bisogna smetterla di aver paura, mettendoci insieme per sbarazzarci dei nostri super predatori.

“L’uomo non progredisce dall’errore alla verità, ma di verità in verità, da una minore a una superiore.” Swami Vivekananda.

Titolo originale: “Le plus grand cataclysme économique de l’histoire humaine !

Fonte: http://gillesbonafi.skyrock.com
Link
27.02.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICOL BARBA

33 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 1:31

Proporre delle nebbie metafisiche per uscire dalla nebbia della crisi attuale mi sembra come proporre l’amputazione della testa a chi soffre di emicrania.
Maestri? Certo, come no. Ce ne sono a bizzeffe, mica solo Gesù e Buddha.
“i vostri cosiddetti maestri spirituali non vi danno risposte, quella è solo spazzatura, se fossero davvero risposte voi non sareste qui adesso a cercare altra spazzatura!”
UG Krishnamurti (da non confondere con il Maestro J Krishnamurti!)

Ah, gli economistici alla Bonafi!

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Marzo 2010 3:02

Questo breve messaggio di Bonafi è come uno specchio, c’è chi si riconosce e chi ha paura di vedere la maschera dietro cui si barrica. Certo poche righe per molto contenuto possono essere facilmente interpretate, fraintese, misconosciute, o finalmente comprese per quel che sono e per ciò che implicano, che sottendono per chi ha già percorso almeno un pezzo di questa strada, e si è già trovato, ripetutamente, di fronte alla questione del dover agire “però non si sa come”. Mentre è proprio questa l’azione richiesta, il proprio pensiero, aperto al mondo. Mistica? Se costruire la coscienza vogliamo chiamarla mistica, probabilmente significa che siamo molto lontani dalla meta, ma questa questione terminologica non ha alcuna importanza di per sè. Mentre da un lato c’è l’hardware, fatto di enormi danni materiali, violenze, ingiustizie, sofferenze, morte, tutte cose che gridano vendetta, dall’altro c’è il software, con i suoi bugs che generano tutto questo, ma anche con tutta la potenza necessaria per generare l’antidoto, che è sempre e solo conoscenza, un processo individuale che può contagiare l’universo intero, il che è la sua vera meta. Ma non può accadere solo “fuori” se non accade anche “dentro”, non c’è un prima o un dopo… Leggi tutto »

ottavino
ottavino
9 Marzo 2010 3:15

E’ un articolo non male, ma io la metterei in un modo più semplice, più pratico. Siamo disposti a diventare poveri? Possiamo accettare di vivere consumando un decimo di quello che consumiamo?
Se la risposta è affermativa, ecco che la “coscienza” di cui parla l’autore è già dentro di noi.

Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 3:18

“non può accadere solo “fuori” se non accade anche “dentro”, non c’è un prima o un dopo in questo dualismo naturale, come il falso problema dell’uovo e della gallina”
Concordo. Il problema è porre la metafisica come rimedio alla fisica. Portare in primo piano i “Maestri” quando da cotanto insegnamento sono nate molte delle aberrazioni che abbiamo sotto gli occhi, come la vogliamo chiamare? Lungimiranza forse? O proporre come cura il male stesso?
UG l’ha spiegato benissimo: sono tutte BALLE! Statevene lontani dai Maestri (se avessero insegnato qualcosa non staremmo qui ancora a rotolarci nella merda), dalle Illuminazioni (fanfare magniloquenti di valore assoluto uguale a zero) e così via.
Come correttamente annotava Tomasi di Lampedusa nel suo Gattopardo occorre cambiare tutto per non cambiare nulla. La semantica economistica sembra confermare.

Quinzi
Quinzi
9 Marzo 2010 3:26

Grande!!!

Quinzi
Quinzi
9 Marzo 2010 3:29

I veri maestri sono dentro di noi, siamo noi, non sono altro da noi, siamo uno con loro, come si spiega una cosa cosí semplice e difficiele? solo allora essi valgono qualcosa, sennó sono leader, amestri di manipolazione…. bla ciao!!

Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 3:31

Sarà come dici tu, fatto sta che i nostri maestri interiori sembrano definitivamente in vacanza se devo giudicare da quello che vedo.

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Marzo 2010 3:39

Se per maestri intendi Keynes (o tutto il peggio che è stato assunto in alternativa) siamo d’accordo. Ma da qui a generalizzare a tutto e tutti ce ne corre. O è il tradimento del cristianesimo l’esempio più calzante? In questo caso è come prendersela con lo strumento per il cattivo uso che se ne fa. Del resto non è una questione di opinioni, occorre riconoscere che non possiamo più fare a meno dell’intelligenza, sia per vivere meglio che anche solo per sopravvivere. La strada è questa, la dobbiamo percorrere per forza. Tanti “cattivi maestri” ci hanno indicato direzioni sbagliate, ma anche tanti “buoni maestri” sono stati inascoltati, incompresi o mistificati. Ora è il momento di diventare maestri noi stessi, di noi stessi, di usare la libertà di pensare, che è poi l’obbligo di pensare nel modo giusto, o di delinquere, non c’è una terza via.

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Marzo 2010 3:54

Secondo me si può porre diversamente la domanda: siamo disposti a rinunciare al privilegio? Per dire di sì senza essere ipocriti bisogna capire che questo ci conviene, ci farà stare meglio anche individualmente, tutto il contrario di quanto evoca la “privazione materiale”, la decrescita, il sacrificare il “progresso”. E’ banalmente la problematica di Pinocchio nel paese dei balocchi, una questione di maturazione e di crescita, spirituale. Certamente occorrerà spurgare parecchie contraddizioni accumulate, ma il nostro “ciclo” è piuttosto rapido, e anche la demografia si aggiusterà di conseguenza, come per tutti gli altri viventi.

Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 3:56

“Tanti “cattivi maestri” ci hanno indicato direzioni sbagliate, ma anche tanti “buoni maestri” sono stati inascoltati, incompresi o mistificati.”
Giusto. Da un punto di vista pratico quindi la differenza tra un buon maestro ed uno cattivo sarebbe…?

“Ora è il momento di diventare maestri noi stessi, di noi stessi, di usare la libertà di pensare, che è poi l’obbligo di pensare nel modo giusto, o di delinquere, non c’è una terza via.”
Pensare nel modo giusto? Il berlusca ha accesso a tutte le risorse disponibili, umane e materiali. Trovi che che abbia pensato “sbagliato” dal suo punto di vista? C’è qualcosa che mi sfugge in questa lista di “pensieri buoni” contro “pensieri cattivi”, magari se me la spieghi….
Sul fatto che non esista la terza via ho pure dei dubbi. Non si spiegherebbe sennò la massa di teledipendenti e frequentatori di bar sport che si incazzano per come vanno le cose e poi se ne vanno a letto a dormire.
Sono invece molto d’accordo su diventare noi stessi maestri di noi stessi, anche se a pensarci bene lo siamo sempre stati.

amensa
amensa
9 Marzo 2010 3:59

io penso chel’uomo sia soggetto a due spinte primarie: amore e paura. l apaura è ciò chegli ispira ogni azione negativa verso se stesso, verso gli altri, verso il mondo intero. l’azione più frequentemente fatta da chi si ribella alla morsa della paura, è combatterla, la seconda è ignorarla. combattere lapaura significa assumere il controllo di una fetta sempre maggiore di spazio (materiale maanche spirituale) attorno a se. il controllo è ciò che più ci rassicura contro la paura dell’imprevedibile. ma l’acquisizione del controllo significa anche ignorare, o meglio ricoprire, gli analoghi tentativi di acquisire controllo di coloro che ci stanno vicini. quindi prevaricazione. il controllo però mangia se stesso. acquisito il controllo di uno spazio, la paura ci porta allo spazio confinante, il quale però allargandosi, ne rende sempre più difficile una acquisizione efficace. o almeno efficace quanto basta per rassicurare. in una rincorsa verso la paranoia. e allora ci si racconta balle, si ignora la paura, si fa finta di non aver paura, salvo poi a precipitare nel terrore alla prima occasione in cui non si riesca più a dissimularla. combatterla e ignorarla sono due modi per rendersi infelici, paranoici, stressati. l’unico modo efficace contro la paura, è… Leggi tutto »

AlbertoConti
AlbertoConti
9 Marzo 2010 4:09

Quanto al berlusca si tratta di un esempio perfetto, di delinquente! Il pensiero cattivo è nella testa di chi lo vota, riconoscendo nel suo il proprio modello ideale, il “successo” a tutti i costi.
Quanto alle masse con la testa nel pallone, è proprio questo il dramma, poche idee e ben confuse! Per millenni siamo stati diseducati a non pensare, a delegare questa funzione alla gerarchia. Non basta gridare “democrazia” per compiere il miracolo di un cambiamento vero. Eppure in ogni paese si segue un percorso diverso, ma verso un unica meta. Speriamo che ci resti abbastanza tempo per avvicinarci.

Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 5:07

Troppo sensato il tuo commento.
Mi viene in mente però: se consumassimo 1 decimo di quanto consumiamo ora, cosa ce ne faremmo dei restanti 9/10? Li mettiamo in banca? Li diamo a Soros e Gates che li investano in beneficenza? Oppure è auspicabile un ritorno alla miseria dell’Italia postbellica?
Forse lorsignori che si danno così tanto da fare per ridurci in miseria stanno perseguendo quest’ultima strada. Stanno quindi dando una mano alla nostra “coscienza”, no?

Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 5:14

“a che mi serve la paura ?”
A cercare prima e trovare dopo qualcuno che non ha paura, e che, condottiero impavido con mascella al vento, ti sappia dare delle Verità precise, dei Valori veri, e sappia finalmente sconfiggere il Male.
Assieme a te milioni di altri ex-paurosi finalmente, sapendosi in gruppo, trovano la Forza. Forza che saprà imporre Verità e Valori al mondo.
Berlino, 1933.

fusillo
fusillo
9 Marzo 2010 7:16

Le colpe sono, come le responsabilità penali, individuali e mai collettive. Ad esempio, un esercizio che in occidente non guasterebbe fare, sarebbe una sana introspezione. La seconda fase consiste nell’ esercizio della consapevolezza. L’ ultima fase quella delle scelte. Dal crollo del muro di Berlino questo processo si è arrestato. Non si semplicemente pensare che la non convertibilità del dollaro abbia prodotto un crollo planetario: è una visione semplicistica di problemi molto più complessi. Nel 1989 quando il muro crollò, ad ovest, ci si illuse che ci si poteva concedere una pausa da noi stessi. Abbiamo sub appaltato la politica ai politici che a loro volta l’ hanno svenduta alle multinazionali. Questo processo ha interessato tutto il panorama europeo. La miopia conclusiva si è avuta con l’ episodio chiave dell’ 11 settembre 2001. In quel frangente, a parte Francia e Germania che si schierarono contro l’invasione dell’ Iraq, gli altri stati hanno seguito il carretto nell’ anelito di un pezzo di carne da sbranare. In definitiva l’ Europa, dalla fine della seconda guerra mondiale, non produce più nulla di nuovo. Mi spiego meglio. Noi europei nel bene e nel male abbiamo creato le più grosse rivoluzioni del mondo moderno. Che… Leggi tutto »

kenzo60
kenzo60
9 Marzo 2010 7:38

Ma certamente!
La povertà è uno stato mentale…
Consumare un decimo di quello che consumiamo oggi, aprirà sicuramente la mente a nuovi tipi di consumi:
Conoscenza, arte, abilità personali, etc.

anonimomatremendo
anonimomatremendo
9 Marzo 2010 9:20

Non sono le coscienze che cambiano il mondo.É il mondo in continua mutazione che seleziona le “coscienze” adatte al cambiamento.La coscienza borghese e´del tutto inadeguata al cambiamento rivoluzionario in corso di fronte al quale si trova totalmente spiazzata e impotente.”Soluzioni” come quelle dell articolista son buone solo a mettersi il “cuore in pace” e la “coscienza a posto”(trad: a pararsi il culo), nel frattempo il mondo va avanti per la sua strada e prepara ben altre soluzioni e di tutt´altra consistenza che i sospiri di impotenza di inellettuali “coscienziosi” .

ventosa
ventosa
9 Marzo 2010 10:23

Ciao, Tonguessy. Einstein asseriva:” Non posso insegnare niente ai miei allievi, posso solo metterli nella condizione di imparare”. Diventare noi stessi maestri di noi stessi, è esattamente quello che auspica un Grande Maestro. Un vero maestro, in ogni campo della vita (genitore, insegnante scolastico, mestro spirituale, ecc.), non ti dirà mai “ecco, questa è la verità!”, ma “questo è ciò che ti insegno, prova, sperimenta”.
Poi, naturalmente, ci sono maestri più o meno bravi, più o meno evoluti.
Io credo la nostra insofferenza verso i “maestri”, in genere, possa dipendere dal fatto che, magari inconsciamente, ci aspettiamo che siano loro a risolverci i problemi o a risollevarci da situazioni negative. In caso contrario, possono comunque essere un buon alibi per deresponsabilizzarci(come da bambini, “la colpa è della maestra che non capisce mio figlio”…).
Hai fatto sicuramente bene a consigliare di non confondere i due Krishnamurti: uno dei due ci sembra che ci tenga molto ad essere considerato un maestro, l’altro sembra lo sia considerato.
Saluti.

ventosa
ventosa
9 Marzo 2010 10:39

“Non sono le coscienze che cambiano il mondo.É il mondo in continua mutazione che seleziona le “coscienze” adatte al cambiamento”. Sono d’accordo e il mondo comincia a cambiare quando si raggiunge la massa critica. E’, però, e sarà un cambiamento lento e doloroso. Non ci si può aspettare che “i cattivi” si facciano da parte facilmente. Io credo che il cambiamento sia in atto e le coscienze adatte al cambiamento si stiano accorgendo della loro sofferenza ed inadeguatezza al modo di vivere in questa società di M..DA. Saluti

Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 10:44

Tutto vero. Forse.
Resta da dire che chiunque (noi, i maestri, lo scemo del villaggio) prende in considerazione solo una minima parte di ciò che viene comunemente chiamata Realtà (e che nessuno sa bene cosa sia). Il fatto che un estraneo ci metta nelle condizioni di vedere dei dettagli che noi ignoravamo non significa granchè. L’episodio è raccontato da Bateson (il padre dell’antipsichiatria): sulla porta dello studio del primario del reparto di pisichiatria troneggiava il cartello con su scritto “Si prega di bussare”. L’ospite ogni volta che passava, per correttezza bussava. Chi è il maestro? Chi ha imparato qualcosa? Ricambio i saluti

ventosa
ventosa
9 Marzo 2010 11:36

Il “Forse” mi piace molto. Quando si affrontano questioni del genere, altro che un blog, ci vorrebbero tre mesi di vacanze, magari sotto due palme e con bibita fresca a go go! A parte gli scherzi, a capo di tutto, terrei sempre in considerazione la propria capacità di discernere la validità e la bontà delle cose che impariamo e che mettiamo in pratica, che è fondamentalmente ciò che ci differenzia l’uno dall’altro. Che ne so…per esempio…Ah, si, Padre Pio e berlusconi…

ottavino
ottavino
9 Marzo 2010 12:51

Beato te che sei ottimista. Io credo che ci uccideremo l’un l’altro.

ottavino
ottavino
9 Marzo 2010 12:57

Tongu, ma noi siamo già poveri. Solo che i trucchi contabili dei nostri “economisti” ci fanno apparire ricchi.
Comunque questo ritorno a una povertà “volontaria” non avverrà,. Volevo esprimermi in maniera “elevata”, “ideale”, giusta, fraterna. E’ più facile che ci sia un regolamento di conti per cui un tot della popolazione soccombe.

Tonguessy
Tonguessy
9 Marzo 2010 14:12

Vada per i tre mesi di vacanza, ma sotto alla palma imperiale di 20mt non mi ci metto: una volta una noce di cocco mi ha quasi ucciso. La fai facile tu, eh?

amensa
amensa
9 Marzo 2010 14:46

sorry, non sono d’accordo:
“A cercare prima e trovare dopo qualcuno che non ha paura……”
questa è l’affermazione più ansiogena che io conosca, perchè se affidi a qualcuno la gestione delle tue paure, la prima paura che ti assalirà sarà di perdere tale riferimento, sprofondando in paure che non sai gestire.

amensa
amensa
9 Marzo 2010 14:48

bravo….questo pensiero è da quotare !

Simulacres
Simulacres
9 Marzo 2010 22:15

Per vera che appaia tale osservazione, non mi pare sufficientemente completa e ne diffido per via della sua sconsolante semplicità. Parecchi commenti (AlbertoConti, Tonguessy e altri) sono plausibili e nessuno esclude gli altri. Ma v’è un’altra verità di cui i “donchisciotte” moderni non vogliono tener conto, ovvero che: quest’umanità è sempre più miserabile e traditora; stacanovista dell’inerzia fugge tutto nel nero della sordida “ubriachezza”, possiede l’attrazione del gorgo, l’isterica! Fanculo anche ai “Maestri”! questi rincoglionitori a contratto! Te l’hanno rincoglionita ben bene l’umanità in tutti i modi possibili. Davanti a tanta scempiataggine mi chiedo come ‘azzo fa uno a trovare la forza per quei progetti, quei tentativi scemi che falliscono sempre. Niente più ingenuità, non c’è più speranza per chi non ha “mezzi”, non c’è rimasta più luce in questo letamaio cosmico. Niente! Boh, sarà forse quest’oggi opprimente, quest’indomani sempre più precario o forse il mio maledettissimo misantropismo che mi annuncia il peggio. Boh!… ps. @ Tonguessy: tranquillo, forse non sei al corrente ma di già in alcuni settori* – quale il mio – i Soros e i Gates c’hanno pensato come razziare, come far man bassa dei restanti 9/10 e se continua di questo passo non saranno lontani i… Leggi tutto »

Tonguessy
Tonguessy
10 Marzo 2010 1:51

Il culto della personalità, guada caso, si basa proprio su quel processo che tu hai appena identificato. Beria acquisì l’immenso potere che conosciamo proprio perchè istillava continui dubbi a Stalin. Il quale rafforzava continuamente le proprie posizioni, mandando continui e spietati segnali di forza mentre in realtà era la paura a dominarlo. Capisci il giochino della paura, a chi conviene istillarla, chi ha il potere di esorcizzarla (magari temporaneamente), come si può controllare (sempre temporaneamente) e così via? L’importante è far credere di mantenere la crisi sotto controllo: in economia come in politica funziona sempre, e la ggente ci casca.

Tonguessy
Tonguessy
10 Marzo 2010 2:12

@ Tonguessy: tranquillo, forse non sei al corrente ma di già in alcuni settori* – quale il mio – i Soros e i Gates c’hanno pensato come razziare, come far man bassa dei restanti 9/10 e se continua di questo passo non saranno lontani i tempi in cui, per tanti, sopravvivere con 1 decimo sarà oro colato. Ma la mia era una provocazione: visto che a ridurre di 9/10 i nostri introiti ci pensano i vari oligarchi/filantropi (conflitto di interessi? Qu’est-ce que c’est?) perchè ci preoccupiamo così tanto di ridurceli da soli? Sul discorso copyright: se i fotografi sono messi male, i musicisti sono messi peggio: il copyright va in MINIMA parte agli autori veri, mentre il grosso della torta va spartito tra i primi 100 della lista autonominata (Paoli, Bella etc..). E non si accontentano mica della decima ad ogni concerto (abbiamo la tassazione per concerto più pesante al mondo) ma estendono il concetto di copyright a qualsiasi supporto fisico. L’ultima trovata è la memoria dei telefonini: http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/01/15/news/tassa_pc_telefonini-1953830/ Indovina dove vanno a finire tutti quei bei soldini? Esatto: mantenere la baracca più nefasta per la cultura che esista al mondo (dopo la RIAA forse) e arricchire i soliti noti.… Leggi tutto »

idea3online
idea3online
10 Marzo 2010 7:25

La verità più grande che tra anni, decenni, o centinaia di anni l’umanità verrà giudicata da Dio. Però adesso tutti noi possiamo far scrivere agli angeli il nostro nome nel libro della Vita.

Simulacres
Simulacres
10 Marzo 2010 7:53

Capito, capito ti ho! come capito ho la tua provocazione. Ho colto la palla al balzo:) E’ tremendamente vero quello che dici, ma esiste una “sottile” differenza che mantiene distinte gli uni (fotografo-artista) dagli altri (musicista-artista) e consiste nel fatto che i primi causa del terremoto digital-market/global-capitalista (tranne pochissime eccezioni destinate comunque a svilire…) sono stati fisicamente spazzati via, scomparsi come professionisti e come esseri… mentre per i secondi (a vantaggio di pochi) erano sempre stati defraudati, lo saranno e continueranno ad esserlo in proporzioni inimmaginabili ma in quanto “musicista-artista”, fortunatamente, non potrà mai essere sostituito dal volgo, quindi, nonostante tutto, non sparirà mai. Chiudo il concetto con un esempio. oggi, chi non è fotografo? oggi, chi non ha una macchina fotografica? oggi anche un bimbo in fasce si diventa fotografo; miliardi di fotografi esistono sulla terra, oggi. E sai perché… sì, esatto: basta prendere “l’arma”, mirare e fare shoot! e… ops, il miracolo o è già fatto o lo shoots può essere moltiplicato sin quando non appare una parvenza di esso. Contrariamente a quel che non potrà Mai avvenire nella Musica (almeno, me lo auguro) in quanto a quell'”arma”, a quello strumento prima che vi si possa accedere bisogna… Leggi tutto »

ventosa
ventosa
10 Marzo 2010 13:25

Amen…

maumau1
maumau1
11 Marzo 2010 6:33

io invece ci trovo della grandi verità… sappiamo chi sono i superpredatori(banchieri finanzieri che lavorano per un fine forse la ricchezza forse il sionismo forze il vitello d’oro che unisce le due cose,ricchezza e sionismo,in un solo fine,l’unico loro dio)..ed i loro rappresentanti(politici) la società è sempre stata cosi’…pochi ricchie e privilegiati che rapinano (privano,da cui proprietà privata) le moltitudini delle loro possibilità di vivere una vita dignitosa e poi si fanno leggi che rendono legali i loro deprivare e predare..mentre rendono illegittimo e reato ribellarsi contro di questo.. mentre in una legge di natura chi prova a prenderti il pezzettino di terra che coltivi o la tua possibilità di coltivarlo ,tu ti puoi ribellare fino ad ucciderlo.. nella nostra società chi ti impedisce di sopravvivere o di depriva di tutti i tuoi averi(truffe azionarie) non solo è in pratica depelanizzato o prescritto ma se provi a cheiderne conto direttamente a lui dei soldi che ti ha rubato vieni arrestato ,se poi lo uccidi hai l’ergastolo e te lo fai fino in fondo ,non c’è per te indulto,prescrizione,attenuante.. una volta c’era il faraone che controllava i beni materiali ed una casta di sacerdoti che controllava con la religione la parte… Leggi tutto »