IL PETROLIO? NON E' BIO

DI ROBERTO VACCA
Il Sole24 Ore

L’origine del petrolio e del gas naturale non è biologica: risale alla formazione del mantello e della crosta terrestre. I giacimenti a profondità di alcuni chilometri, si formarono da petrolio e da gas che da masse profonde filtrarono in alto. Ora le riforniscono dopo l’esaurimento. Le prospettive per l’avvenire sono epocali. Dovremo effettuare ricerche e indagini raggiungendo livelli profondi in molte aree per ottenere dati sicuri. Il processo per cui giacimenti esauriti sono riforniti da fonti profonde avviene a velocità diverse. Variano la pressione nei depositi profondi e l’impedenza degli strati di roccia che li coprono. Il rapporto costi/benefici si minimizzerà perforando a profondità minori per ridurre quell’impedenza, senza accedere ai profondi filoni principali.

Da 50 anni si dice che petrolio e gas naturale stanno per finire. Si crede di conoscere le riserve con precisione e di poter calcolare il tasso di svuotamento concludendo che fra pochi decenni il petrolio finirà: però la teoria ha basi incerte. Il primo a sostenere (senza prove) che petrolio e metano sono prodotti della trasformazione di materiale biologico in decomposizione in molecole di idrocarburi fu Lomonosov nel XVIII secolo, ma l’ipotesi fu già confutata nel 1877 da Mendeleev, lo scopritore della tavola periodica degli elementi.Nel 1992 il professor Thomas Gold pubblicò la teoria della profonda biosfera calda, spiegando il meccanismo dell’accumulo di idrocarburi nei giacimenti profondi. La fusione della Terra è stata sempre parziale e gli idrocarburi erano presenti nella materia originaria che costituì il pianeta. Gli idrocarburi forniscono sostanze nutrienti a forme di vita esistenti a grandi profondità nel mare. Ci sono batteri ipertermofili che vivono a 110° C negli sfiati caldi sul fondo marino. Estraggono ossigeno (con cui bruciano idrocarburi e ottengono energia) riducendo ossido ferrico a formare ossido ferroso. È probabile che la vita abbia avuto origine dalla biosfera profonda, senza sfruttare la fotosintesi.

Gli argomenti di Gold a favore dell’origine non biogenica di petrolio e gas sono i seguenti: 1. I giacimenti si estendono per chilometri senza relazione con depositi sedimentari minori. 2. I giacimenti sono presenti a livelli differenti corrispondenti a epoche diverse e non sono correlati a sedimenti biologici. 3. I depositi biologici non giustificano le enormi quantità di metano esistenti. 4. I depositi d’idrocarburi in vaste aree contengono le stesse firme chimiche, mentre le formazioni circostanti hanno età geologiche differenti. 5. Gli idrocarburi contengono elio: gas chimicamente inerte, non associato con alcuna forma biologica.

Nel 2001 J. Kenney dimostrò che le leggi della termodinamica proibiscono la trasformazione a basse pressioni di carboidrati o altro materiale biologico in catene di idrocarburi. Infatti il potenziale chimico dei carboidrati varia da meno 380 a meno 200 kcal/mole: quello degli idrocarburi è positivo. Dunque la trasformazione citata non può avvenire. Il metano non si polimerizza a pressione bassa ad alcuna temperatura.

Accade, poi, che giacimenti di gas e petrolio esauriti si riempiano di nuovo. Questo processo può essere alimentato solo da depositi profondi ripetendo la sequenza di fenomeni che portò alla loro formazione iniziale. Queste situazioni spiegano l’incremento delle riserve mondiali di petrolio del 72% tra il 1976 e il 1996. Invece non possiamo dedurre conclusioni generali dalle statistiche della produzione globale, che dipendono da considerazioni finanziarie e politiche, non da valutazioni di situazioni fisiche. La produzione mondiale di petrolio crebbe del 19% dal 1995 al 2005, e la produzione Usa nello stesso periodo calò del 18% (cioè dal 12.2 all’ 8,4% della produzione mondiale).

Negli anni 80 Gold convinse il Governo Svedese a fare una trivellazione profonda nella Svezia centrale in un’area granitica di lava cristallizzata. Era priva di sedimenti e non plausibile come fonte di idrocarburi. Presentava, però, infiltrazioni di metano, catrame e petrolio attribuite a sedimenti organici sovrapposti al granito e poi spariti. Si usò per le trivelle un fluido a base di acqua onde evitare di contaminare il pozzo con oli esterni. A profondità di 5 km si trovarono idrogeno, elio, metano e altri idrocarburi.

A 6 km si trovò una pasta nera maleodorante (segno di forte presenza batterica) contenente molte molecole oleose. A 6,7 km si ottennero 12 tonnellate di petrolio grezzo. Le teorie di Gold erano confermate. La Svezia interruppe l’impresa, ma i vantaggi conseguibili sono enormi e giustificheranno gli investimenti necessari: nuovi tentativi sono imminenti. Gli equilibri internazionali cambieranno profondamente. I timori dell’esaurimento futuro saranno fugati. Certo saranno sollevati tragici allarmi ecologici: (aumento della CO2, riscaldamento globale). Però, se la naturale evoluzione ciclica della temperatura dovesse annunciare l’inizio della prossima era glaciale, si spera che l’aumento della CO2 nell’aria renda più mite il raffreddamento globale.

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/
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27.09.2007

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14 Commenti
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dangp
dangp
31 Agosto 2008 , 9:42 9:42

Leggete qua:
la bufala del petrolio non biologico [aspoitalia.blogspot.com]

djsdong
djsdong
31 Agosto 2008 , 9:50 9:50

questa è veramente una bella favola, resto sempre in attesa di babbo natale e la befana… 🙂

djsdong
djsdong
31 Agosto 2008 , 9:55 9:55

bravo, mi hai letto nel pensiero!!

zufus
zufus
31 Agosto 2008 , 11:16 11:16

Ah, se lo dice Roberto Vacca, possiamo dormire tranquilli….

nautilus55
nautilus55
31 Agosto 2008 , 11:39 11:39

Spiace, osservare che il prof.Vacca abbia venduto l’anima al diavolo: in questo caso, il giornale di Confindustria. Le teorie di Gold sono desuete e fanno acqua da tutte le parti: solo in Italia si corre ancora dietro a simili panzane. L’articolo è zeppo d’imprecisioni: perché il metano dovrebbe polimerizzarsi? Chi ha mai detto che il petrolio si sia formato a basse pressioni? L’aumento delle riserve del decennio in questione non è che, per caso, è derivato dall’aumento degli investimenti nel settore? Perché Colin Campbell afferma che, oggi, “scopriamo un barile di petrolio ogni tre che ne consumiamo”? Dove sono i fantomatici giacimenti inorganici? Ma per favore…

fengtofu
fengtofu
31 Agosto 2008 , 13:02 13:02

R.B. negli anni 70 scriveva dei (pessimi) romanzi di fantascienza. Si vede che ha ricominciato.

next
next
31 Agosto 2008 , 13:29 13:29

Premesso che non sono un addetto hai lavori e visto che qui lo spazio non manca vorrei essere possibilista.
I signori che vogliono smentire ROBERTO VACCA si qualifichino (nome cognome e titolo)
sperando che si occupino di materie dirette e ne abbiano i titolo ci illuminino delle teoriche imprecisioni dell’autore .

Lestaat
Lestaat
31 Agosto 2008 , 13:42 13:42

Qualcuno è in grado di fornire serie argomentazioni o ci si limita a ridicolizzare la cosa?
Ora, l’ipotesi di Vacca non convince nemmeno me, daccordo, ma si da il caso che quanto afferma non è un semplice vaneggiamento di un giornalista scrittore ma un serio filone scientifico molto afermato nei paesi dell’est, specie nell’ex URSS dove, proprio seguendo tali teorie, in più di un occasione hanno trovato e sfruttato giacimenti che secondo la teoria biotica non sarebbero dovuti esistere.
Come si fa, con tutto il guazzabuglio di minchiate che ci raccontano ogni giorno provenienti dagli ambienti scientifici occidentali ad escludere a priori altre idee proprio non lo capisco.
Magari è una stupidaggine, ma almeno porsi qualche domanda e cercare qualche informazione, non limitarsi a cercare la prima smentita che si trova.
La teoria A-Biotica è seria e molto approfondita, quindi per avere una smentita serve una prova assoluta e chiara della sua invalidità, altrimenti son solo pregiudizi.

StefanoVaj
31 Agosto 2008 , 16:05 16:05

Devi considerare che chi critica queste teorie lo fa per fede. Se anche i fatti li smentissero, beh, avrebbero torto i fatti.

La questione non è infatti se abbiamo petrolio per 50 anni o per 5000. E’ che la storia dell’esaurimento del petrolio chissà perchè viene giudicato un argomento utile dai partigiani della decrescita. Come se non fosse il caso di esaurirlo il più presto possibile, se davvero la “decrescita” fosse così desiderabile…

sardhack
sardhack
31 Agosto 2008 , 16:44 16:44

Sembrerebbe un articolo costruito ad arte
Processo raffinazione standar>1 barile>40-45% gasolio
Processo raffinazione standar con metodo Fischer-Tropsch
1 barile>100% benzina
100% gasolio
100% syngas
http://www.csu-vr.org/news/SCHEDABiodiesel_ITA.pdf
http://blog.panorama.it/italia/2008/07/29/milleproroghe-il-governo-va-sotto-alla-camera-causa-assenze/

Lestaat
Lestaat
31 Agosto 2008 , 17:02 17:02

Bravissimo.
Come se poi il problema fosse se c’è ancora petrolio o meno quando, indifferentemente dal fatto che finisce o meno dovremmo comunque cambiare sistemi energetici visto come abbiamo ridotto l’aria e l’acqua del mondo proprio grazie al petrolio.
Invece queste vengono trattate da sciocchezze a prescindere.

antibufala
antibufala
1 Settembre 2008 , 3:26 3:26

vacca ogni tanto ci prova…

già ad ottobre dell’anno scorso aveva vaneggiato…

ecco la risposta:

http://aspoitalia.blogspot.com/search/label/petrolio%20non%20biologico

Tao
Tao
1 Settembre 2008 , 7:03 7:03

DI GIANLUCA FREDA Blogghete Su Comedonchisciotte ho riletto questo articolo di Roberto Vacca, tratto dal Sole 24Ore, che io pure avevo pubblicato qualche tempo fa. Vacca ribadisce alcuni concetti che ultimamente iniziano ad insinuarsi anche in occidente e che nei paesi dell’est sono noti da tempo. In sostanza: l’idea che il petrolio sia in via d’esaurimento è una sciocchezza. Anche perché sembra sempre più probabile che il petrolio non sia affatto una risorsa biologica derivante dalla decomposizione di materiali organici, bensì una risorsa minerale e rinnovabile di origine ancora sconosciuta. Non si tratta affatto di teorie campate in aria: in Russia le conoscono e le applicano da una cinquantina d’anni con risultati strepitosi e ben visibili. E’ grazie a queste teorie che i russi sono riusciti a trovare il petrolio in zone in cui nessuno avrebbe pensato di andarlo a cercare. Nel 1970, basandosi sulla teoria abiotica (cioè dell’origine non biologica del petrolio), l’URSS iniziò a trivellare il pozzo di Kola SG-3, nella penisola omonima, fino alla profondità record di oltre 12.000 metri. Da allora le compagnie petrolifere russe (compresa la Yukos) hanno trivellato con successo oltre 310 pozzi a grande profondità e i risultati si vedono: nel 2003 la… Leggi tutto »

francefar
francefar
2 Settembre 2008 , 11:49 11:49

Rispettosamente parlando, mi sembra una vacca-ta..