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IL MOVIMENTO PER LA VERITA' SULL' 11 SETTEMBRE E' SOTTO ATTACCO

DI ALCENERO & GOLDSTEIN
ComeDonChisciotte

Il “9-11 truth movement” potrebbe star assistendo dal vivo e sulla propria pelle al concretizzarsi del processo, indicato da Arthur Schopenhauer, di affermazione di una verità precedentemente non riconosciuta: “Ogni verità attraversa tre fasi. Prima viene ridicolizzata. Poi incontra una violenta opposizione. Infine viene accettata come palese”. Chiunque si sia avvicinato alle spiegazioni alternative sui tragici eventi dell’11 settembre 2001 ha potuto vedere ampie dimostrazioni della “fase uno”. I commentatori dei mezzi di informazione mainstream hanno infatti dapprima ignorato e poi ridicolizzato le teorie che indicano una complicità del governo Usa negli attacchi dell’11-9.

A seguito, Giornalista investigativo aggredito e colpito da poliziotti in borghese (Cristopher Bollyn, American Free Press); Alla luce di un ponte che brucia – Un addio definitivo agli Stati Uniti (M. C. Ruppert; From The Wilderness)Per citare solo il caso italiano, commentatori come Vittorio Zucconi e Massimo Teodori, nel momento in cui le rivendicazioni del truth movement riuscivano a farsi strada nelle news e in programmi come Matrix di Mentana, si sono impegnati a presentare le “teorie del complotto” come ricostruzioni ridicole, quasi delle curiosità antropologiche, mostrando tra l’altro una conoscenza di quelle che definiscono ‘teorie della cospirazione’ discordante col precedente periodo di assordante silenzio.

Adesso giungono da oltreoceano delle notizie piuttosto preoccupanti che potrebbero indicare che il 9-11 truth movement incomincia ad incontrare una violenta opposizione (la “fase due” di Schopenhauer) che si concretizza in una più decisa denigrazione e anche in iniziative oltre la legalità da parte degli apparati dello Stato.

Chi sostiene la richiesta di nuove indagini sull’11 settembre ha sempre incontrato delle enormi difficoltà, un esempio su tutti è quello del membro del Congresso Usa Cynthia McKinney che ha visto notevoli attacchi e boicottaggi politici dopo le sue affermazioni critiche verso Bush a riguardo dell’11-9.

Ma in questi ultimi tempi si sono moltiplicate le notizie di grossi ostacoli e persino di aggressioni verso chi analizza criticamente gli attacchi dell’ 11 settembre.


[Il regime Bush ha fabbricato l’11 Settembre – L’11 Settembre è stato un’operazione interna!]

Il più recente episodio è quello del Sergente di Prima Classe Donald Buswell, già decorato in Iraq con un Purple Heart, che è stato messo sotto inchiesta dall’esercito per “comportamento sleale verso gli Stati Uniti” avendo semplicemente discusso e appoggiato via mail le cosiddette teorie del complotto. Tempo fa il Dr. Kevin Barrett cofondatore della Muslim Christian Jewish Alliance for 9/11 Truth (MUJCA) [Alleanza Islamica, Cristiana ed Ebraica per la verità sull’ 11-9] e insegnante alla Università del Wisconsin-Madison è stato violentemente attaccato dal politico repubblicano Steven Nass, e in seguito anche dal Governatore Democratico Doyle, che hanno chiesto, per ora senza successo, il suo allontanamento dall’insegnamento universitario. Recentemente William Woodward, Professore di Psicologia all’Università del New Hampshire, ha affermato di ritenere che un gruppo di elite all’interno del governo abbia orchestrato gli attacchi dell’11-9 e ha espresso il desiderio di affrontare con i suoi studenti lo studio dell’11 settembre da una prospettiva psicologica. Anch’egli è stato immediatamente attaccato,prima dal Senatore Repubblicano Judd Gregge in seguito da altri due senatori, Ted Gatsas e Jack Barnes, col risultato che ora rischia di perdere il posto.

Sempre in questi ultimi giorni il Prof. S. Jones, docente di fisica alla Brigham Young University, e Jim Fetzer, Professore Emerito alla Università del Minnesota-Duluth, entrambi fondatori di Scholars for 9-11 truth [Ricercatori per la verità sull’ 11-9] hanno ricevuto pesanti attacchi e diffamazioni. Un altro episodio particolarmente preoccupante è il fatto che Waheed Zaman, uno dei giovani accusati in Gran Bretagna di aver partecipato ad un oscuro piano di abbattere aerei con esplosivi fatti in casa, è stato indicato come un sostenitore delle teorie cospiratorie sull’11-9 e uno che “guarda video cospirazionisti su internet”. L’accostamento tra il Truth Movement e l’estremismo terrorista è stato di nuovo presentato in un normale collegamento della CNN dalla reporter Christiane Amanpour.

Ma gli episodi più preoccupanti riguardano due importanti ricercatori che si sono occupati della verità sull’11-9 e che oggi lanciano pesanti accuse affermando di avere subito gravi violazioni dei loro diritti. Il primo ricercatore è Cristopher Bollyn, giornalista investigativo di American Free Press, autore di molte inchieste scomode tra cui l’approfondimento dei collegamenti dei servizi Israeliani con gli attacchi dell’11 settembre. Bollyn sarebbe stato picchiato dalla polizia locale in borghese pochi giorni fa davanti alla sua abitazione, sotto gli occhi della moglie e dei figli piccoli, ed i suoi sospetti di essere spiato da molto tempo sarebbero suffragati da esplicite frasi rivolte a lui da un ufficiale. Nella sua memoria che vi proponiamo – scritta a caldo subito dopo l’evento – egli conclude amaramente che gli Stati Uniti non sembrano più essere un posto sicuro per chi fa giornalismo investigativo, ed intende rifugiarsi in Europa.

Il secondo è Michael Ruppert, editore del sito From The Wilderness, protagonista in passato di coraggiose denunce sul traffico di droga gestito dalla CIA e autore di “Crossing the Rubicon: The Decline of the American Empire at the End of the Age of Oil” [Attraversare il Rubicone: il declino dell’Impero Statunitense alla fine dell’era del petrolio], uno dei libri più venduti negli Usa sull’11 settembre. In esso Ruppert accusa Bush e la sua junta di avere attraversato un ideale Rubicone spinti dall’approssimarsi del picco di produzione del petrolio e dunque di avere orchestrato l’11 settembre per avere mano libera nel mondo. Ruppert, di cui presentiamo più sotto una sintesi della sua lettera di addio agli Usa, ha deciso di trasferirsi a Caracas, in Venezuela, a seguito di furti e danni gravi arrecati da ignoti al suo ufficio e al suo archivio, e afferma di essere stato vittima di iniziative poco chiare volte a screditarlo e rovinarlo economicamente.

Su eventi così gravi naturalmente è d’obbligo approfondire e considerare ogni eventualità, ma è lecito aspettarsi anche il peggio nel momento in cui i commentatori neocon, in tutto il mondo occidentale, lanciano accuse alle “quinte colonne” e al “nemico interno”, come fanno ad esempio Newt Gingrich in America, che paragona ad “insorti” i politici pacifisti, o Giuliano Ferrara in Italia.

[Annuncio di una manifestazione di protesta per il prossimo 11 settembre: “11.09.2006: Venite a New York il quinto anniversario, 8-11 settembre 2006. Il weekend in cui la verità può cambiare il mondo”]

La sempre più inclusiva definizione di “combattente nemico” modellata dall’Amministrazione Bush, l’istituzione di “free speech zones”, ed i programmi dei campi di lavoro – alcuni dei quali in costruzione dalla Halliburton – sono ormai notizie riportate anche dai grandi media, ed hanno spinto l’ex assistente di McNamara e autore dei Pentagon Papers Daniel Ellsberg, a dichiarare che piani simili sono indicativi della “preparazione per l’internamento, dopo un nuovo 11-9, di immigrati, prevalentemente mediorientali, e probabilmente di dissidenti politici”.

L’affermarsi di pratiche autoritarie come lo spionaggio indiscriminato sui cittadini, l’uso delle cosiddette “rendition”, l’approvazione in molti paesi di leggi liberticide (ad iniziare dal Patriot Act), le sempre maggiori voci in sostegno dell’uso della tortura, sono comunque un segno chiaro del deterioramento di diritti che si pensavano ormai affermati. Le notizie che abbiamo presentato mostrano che chi cerca di confrontare i governi sull’autenticità della “guerra al terrorismo” viene fatto obiettivo di denigrazione se non di vere e proprie aggressioni. Ad ulteriore dimostrazione della pretestuosità del tanto decantato “scontro di civilità” che viene montato abilmente sotto i nostri occhi dalla propaganda di Stato.

La speranza naturalmente è che a breve, grazie anche all’impegno della comunità di internet, ci aspetti la “terza fase” indicata da Schopenhauer: la definitiva affermazione della verità.

GIORNALISTA INVESTIGATIVO AGGREDITO E COLPITO DA POLIZIOTTI IN BORGHESE

DI CRISTOPHER BOLLYN
Rumor Mill News

Sono le due di notte, ho una scadenza domattina, e sono stato picchiato dalla polizia locale ed ho molto dolore al gomito destro, ma ho bisogno di scriver esattamente cosa mi è successo oggi prima di andare a dormire. Altrimenti dimenticherò dettagli importanti.

Sono stato assalito, picchiato, e colpito con una pistola simile ad una Taser nel mio giardino davanti a moglie e figli, e poi insultato per sei ore dalla polizia locale istruita dall’ADL [Anti Defamation League, cioè lega anti-diffamazione, ndt]. Ho ogni ragione per credere che la causa sia la mia investigazione giornalistica dell’11 settembre. Durante la mia carriera da giornalista sono già stato minacciato in passato, ma questa è la prima volta che mi è capitato di essere intenzionalmente picchiato e insultato da poliziotti.

Indago sull’11 settembre da quello stesso giorno ed ho scavato nelle molte domande senza risposta degli attacchi terroristici. Ho scoperto lo scorso anno che ero stato spiato da almeno due informatori dell’FBI, i quali hanno pattugliato nei dintorni di casa mia per anni. Questa è la ragione principale per la quale non mi sento al sicuro negli Stati Uniti. E’ anche la ragione per la quale spendo la maggior parte del mio tempo in Europa o in case sicure in questo paese, con ricercatori dell’11 settembre a me cari come Ellen Mariani ed Eric Hufschmid. Ho due figli piccoli.

Sono stato nella mia vecchia casa ad Hoffman Estates per alcune settimane, principalmente perché i miei bambini erano stufi di viaggiare e amano molto questa vecchia casa rossa, la sola che abbiano mai avuto. E’ giusto una semplice casa nella zona di Hoffman Rosner nella periferia di Chicago che i miei defunti genitori comprarono nel 1957, ma è casa mia.

Avevo notato un’inusuale attività delle forze dell’ordine intorno a casa mia sin da quando sono tornato. Viviamo in una strada tranquilla dove si vedono di solito una o due pattuglie della polizia nell’arco di una settimana. Da quando sono tornato ho notato i generi più svariati di macchine della polizia e strumentazioni nelle immediate vicinanze della mia abitazione.

Ma ieri stava succedendo qualcosa di molto strano intorno a casa. Mentre mi recavo con la mia moto al negozio c’era una macchina senza insegne con tre uomini armati a bordo e con giubbotti antiproiettile che percorreva il mio isolato. Chi diavolo sono? Ho pensato fra me e me, sembra che si stiano dirigendo verso casa mia, ma non mi troveranno li’.

Poi oggi, alla stessa ora, la stessa macchina con i tre uomini è passata lentamente davanti a casa, dove stavano giocando i figli dei vicini. “Salve, FBI” ho detto dal mio portico salutandoli.

L’uomo al sedile passeggeri davanti ha risposto al mio saluto. Ho immediatamente avvisato mia moglie ed i bambini. Helje mi ha risposto che avrei dovuto fermarli e chiedere loro cosa volessero.

Per capirci, oggi stavo lavorando su due storie piuttosto grosse ed ho fatto molte telefonate all’Ambasciata Israeliana, alla SEC [agenzia investigativa federale per la sicurezza commerciale e finanziaria, ndt], all’ufficio del Procuratore del Distretto Est di New York, e ad un anziano Israeliano che vive a New York, e sospetto sia stato un attore chiave dell’11 settembre. Mi piacerebbe parlare di questa pista ma non è il momento adatto.

Tutte le mie telefonate erano relative all’11 settembre, tranne quelle che ho fatto all’Ambasciata ed al consolato locale di Israele. Queste erano per normali inchieste giornalistiche sulle perdite di uomini e mezzi Israeliani in Libano. L’ufficio stampa dell’Ambasciata non ha gradito le mie richieste, ma ho specificato loro che si trattava del mio lavoro. Volevo sapere il numero dei morti e feriti e se erano stati distrutti 60 carrarmati Merkava, come afferma Hezbollah.

Poi ho chiesto anche dove fossero stati catturati esattamente i due soldati Israeliani. Ho detto loro che c’erano almeno 15 notizie d’agenzia che dicevano che i soldati erano stati catturati nel villaggio Libanese di Aitaa al-Shaab – in Libano. Erano sorpresi di sentire anche questa domanda.

A parte la mia indagine di cui non posso parlare, le altre telefonate vertevano su come Jacob “Kobi” Alexander sia riuscito a scappare con più di 60 milioni di dollari la scorsa settimana, molti mesi dopo che era diventato di dominio pubblico che lui ed altri Israeliani che lavoravano per la Comverse Technology, Ltd. avevano fatto truffe per centinaia di milioni con le stock options. Ciò era andato avanti per anni, e il Wall Street Journal e il Globes (Israeliano) hanno riportato i nomi e le somme nello scorso marzo. Caspita, il giornale per cui lavoro, l’American Free Press, lo ha fatto nell’Aprile del 2005.

Volevo sapere dalla SEC e dall’ufficio del Procuratore come sia stato possibile che questo Kobi Alexander sia stato in grado di rigirare 60 milioni al suo conto Israeliano e a lasciare New York senza trovare nessuno a fermarlo. “Se io inviassi 5 milioni in Norvegia lo saprebbero immediatamente FBI e NSA al completo”, ho aggiunto.

A
ll’ufficio del Procuratore hanno dichiarato di aspettarsi che Kobi si sarebbe consegnato alla polizia. Un saggio consiglio: non contateci.

Kobi Alexander era uno dei proprietari e sviluppatori del software Odigo che permise agli Israeliani di comunicare in tempo reale l’11 settembre. Era attraverso il “sistema di contatti” del software Odigo, che permette di comunicare a larghi gruppi di persone che hanno in comune una caratteristica, quale può essere quella di parlare l’ebraico, che migliaia di Israeliani furono avvertiti di non andare a lavorare l’11 settembre [Il preavvertimento giunto a impiegati della Odigo è stato confermato da molte fonti mainstream. Se adesso sia seguito un avvertimento a impiegati del WTC o di Manhattan vicini ad Israele è un argomento dibattuto; in ogni caso ci sono una mole di indizi che implicano un coinvolgimento del Mossad negli eventi dell’ 11-9, ndt].

La compagnia collegata al Mossad di Kobi Alexander, la Comverse Technology, era la proprietaria e la sviluppatrice di Odigo dall’inizio del 2000, qualcosa che il New York Times non considera tra “le notizie che si devono dare”. La Comverse produce una scatola nera chiamato “Disco Audio” che la polizia, l’intelligence e le agenzie di sicurezza, oltre che i governi di tutto il mondo, hanno collegato ai loro network telefonici. Questo semplice dispositivo permette agli impiegati Israeliani di Tel Aviv della Comverse di intercettare ed ascoltare tutte le informazioni che vengono trasmesse da queste ingenue agenzie… qualunque cosa.

… ci siete?

Avevo terminato le mie chiamate e guardato la prima parte delle News di Lou Dobb alla CNN e stavo per andare al negozio, quando mi sono affacciato alla terrazza ed ho visto questa minacciosa macchina scura piena di quelli che erano chiaramente agenti di qualche tipo. Ho avvertito subito moglie e figli e sono andato con la bicicletta al negozio.

Mi sono detto tra me e me: c’è qualcosa che non va, così mi sono fermato all’enoteca e ho chiesto di usare il telefono. Ho chiamato il 911 [numero delle emergenze, ndt] e ho detto loro che una strana macchina con uomini armati stava girando nei dintorni del mio vicinato senza nessuna ragione apparente. Mi è stato risposto che una macchina della polizia mi avrebbe raggiunto a casa nel giro di 20 minuti.

Ero tornato a casa da pochi minuti quando la stessa macchina sospetta si è fermata davanti casa e i tre uomini armati aspettavano sul mio viale. Avevo appena chiamato la polizia e messo giù il telefono così ero un pò sorpreso di vederli già lì.

Mia moglie e mia figlia di 8 anni erano già lì e ho chiesto a questi uomini chi erano e perché stavano perlustrando la strada di casa mia. Ho chiesto… Perchè state guidando con questa macchina civetta intorno a casa mia? In ogni caso, chi siete? Non volevano identificarsi ed erano molto aggressivi.

Sono corso verso la porta di casa che da sul davanti per chiamare mio fratello quando i tre mi hanno bloccato e colpito con qualche tipo di stun-gun [una pistola che spara scariche elettriche, a dispetto dei molti morti le forze dell’ordine statunitensi la definiscono “arma non letale”, ndt]. I tre uomini sono venuti sopra di me e mi hanno spinto la faccia per terra, mi hanno ammanettato e fatto salire in macchina.

Tenete a mente che avevo chiamato il 911 per segnalare una macchina sospetta nel mio quartiere, una zona che conosco dal 1957, quando i miei genitori parteciparono alla fondazione di questa città.

Ho due bambini piccoli, dopo tutto, e questa macchina mi sembrava molto minacciosa. Lo considero un normale obbligo che dovrebbe avere ogni residente, ma ho poi scoperto che ci stavano davvero spiando. Dopo ci hanno anche scherzato su alla stazione: “Noi ti vediamo”, mi hanno detto.

Si dovrebbe notare che nel mio quartiere non ci sono bande o crimini di alcun tipo che giustificherebbero il pattugliamento continuo nei dintorni della mia casa di una squadra in borghese. E’ per questo che è così sospetto. E perché stanno pattugliando davanti casa mia ?

Mentre mi prendevano a pugni, mia moglie stava implorando loro di fermarsi e mia figlia stava piangendo. Desideravo molto che mio fratello, i miei vicini, e mio figlio venissero ad aiutarmi ma nel giro di un minuto sono comparsi dozzine di poliziotti e pompieri davanti al mio giardino.

Da dove sono venuti tutti cosi velocemente? Com’è possibile che c’erano contemporaneamente così tanti poliziotti nel mio quartiere? Questo è assolutamente strano, dato che Hoffman Estates si estende a Nord Est fino a Cook County, ma c’erano
almeno 5 pattuglie e 10 ufficiali nel mio giardino non oltre un minuto dopo che sono stato picchiato sul prato.

Gli insulti personali sono cominciati quando ero seduto in macchina ammanettato. L’ufficiale Fitzgerald si è permesso di insultare me, la mia defunta madre, una fondatrice del villaggio, ed infine ha minacciato di picchiarmi.

Quando si è avvicinato un altro ufficiale alla macchina, mi ha detto che questo tipo stava venendo a picchiarmi. Quando ho ripetuto quello che aveva detto parola per parola, ha replicato: “Non ho detto quello”.

Ha poi iniziato a portarmi alla stazione, che è a circa 3 miglia dal centro storico del paese in cui vivo. Bombardato con continui insulti verbali, quando dicevo qualcosa dal sedile di dietro [Fitzgerald] fermava la macchina di colpo per farmi sbattere la testa contro la finestra di separazione in plexiglass. Tipico trattamento di tortura della polizia di Chicago; il tipo è stato rude fino all’arrivo alla stazione. Questo è esattamente il genere di cose contro cui mi battei quando concori per essere Sindaco di questa città nel 2001.

Ho deciso di appoggiarmi sul sedile e non parlare più. Quando siamo arrivati alla stazione, c’era un manipolo di poliziotti coi guanti bianchi che mi aspettavano nel garage della polizia. Non appena l’ufficiale Fitzgerald è entrato nel garage, ha detto ai 10-12 poliziotti in attesa: “Dice che i poliziotti sono un manico di……. potete prendervi cura di lui adesso”.

Quando mi hanno fatto uscire, ho detto loro che sono un giornalista e che avrei scritto del loro trattamento. Gli insulti verbali hanno cominciato a partire da tutte le parti. Mi hanno detto che sarei dovuto andarmene dalla città, e cose del genere. Ho detto che i miei genitori erano stati tra i fondatori di Hoffman Estates, ma a loro non interessava.

Mentre ero nella stazione mi hanno tolto di forza la cintura e strappato la camicia lasciandomi solamente in boxer e canottiera. Ho chiesto il motivo per cui mi trovavo in prigione e mi hanno risposto che mi ero opposto all’arresto ed avevo minacciato la polizia mostrando i pugni, due bugie colossali.

Non sono mai stato oggetto di alcun arresto. Avevo chiamato la polizia per segnalare un veicolo sospetto che passava fuori di casa mia !

Mi hanno sbattuto in una cella senza acqua. Quando ho chiesto qualcosa da bere mi hanno risposto “bevi dal cesso.”

Perché stavo venendo trattato cosi, mi meravigliai ?

A mezzanotte, un ufficiale è venuto nella mia cella e mi ha chiesto se potevo pagare 100 dollari per uscire. Di cosa ero accusato, ho chiesto? Avevo chiamato la polizia e mi hanno picchiato davanti al giardino di casa, protestai.

Cosa ho fatto per meritarlo ?

Mio fratello ha versato la cauzione e poco dopo mezzanotte mi hanno sbattuto in strada con due miglia abbondanti da fare a piedi fino a casa.

Sono sconvolto di come sono stato trattato, perché anche se il mio lavoro di giornalista mi arreca spesso problemi con la polizia, non sono mai stato trattato cosi brutalmente in tutta la mia vita. Credo sinceramente che questo trattamento brutale sia collegato alla mia ricerca sull’11-9.

Intendo cercare asilo in Norvegia o in Svizzera. Ho brutti presagi.

I giornalisti investigativi non sono al sicuro in Iraq – o negli Stati Uniti.

Fonte: http://www.rumormillnews.com/
Link: http://www.rumormillnews.com/cgi-bin/forum.cgi?noframes;read=91920
16.08.2006

ALLA LUCE DI UN PONTE CHE BRUCIA
Un addio definitivo agli Stati Uniti

DI M. C. RUPPERT
From The Wilderness

16 agosto 2006, 11:45 AM [PST] – CARACAS – circa una settimana prima che lasciassi gli Stati Uniti per sempre ho visto Robert F. Kennedy, Jr. dire a Charlie Rose qualcosa che tutti sappiamo dentro di noi. “Oggi”, ha detto, “gli Stati Uniti sono odiati in tutto il mondo molto più di quanto non fosse nel pieno della guerra in Vietnam”. Mi ricordo della guerra in Vietnam. Non la dimenticherò mai.

Mi opposi a quella guerra, e mi ricordo ancora i tafferugli nel campus dell’UCLA [Università di Los Angeles, ndt] nel maggio del 1970 quando quattro studenti furono colpiti a morte dalle truppe della guardia nazionale alla Kent State University in Ohio. Allora ero uno studente di college, e la mia leva fu temporaneamente rimandata. L’anno seguente, dato che la nazione passò al sistema a lotteria [In quegli anni fu introdotto un sorteggio a lotteria per chiamare i giovani al servizio di leva, ndt], sarei stato riclassificato idoneo. Almeno qualcuno nel mio paese stava rischiando la sua vita contro l’ingiustizia. Ciò mi diede speranza. Questo genere di rischi erano comuni allora, sia nel movimento per i diritti civili che nel movimento contro la guerra e nell’American Indian Movement [movimento per i diritti degli indiani americani, ndt]. Il sangue americano veniva regolarmente versato sul suolo americano per resistere alla tirannia americana; da Watts, a Detroit, a Selma, a San Francisco, a Memphis e a Wounded Knee. Toccando terra fertilizzava le nostre vite e le nostre anime. La volontà di affrontare la sofferenza fisica, il sacrificio materiale, e la prigione per la causa della giustizia era una caratteristica tipica del carattere americano che si guadagnò rispetto contagiando il mondo.

Con cosa gli Stati Uniti, oggi, stanno contagiando il mondo?

Ora sembra che gli Statunitensi non siano disposti a rischiare i loro tassi di rendita, i prestiti agli studenti, il prossimo cretino, o un’occhiata di traverso da parte di chi li guarda come malati di Aids per aver osato deviare dalle regole imposte dai media delle aziende. Siamo tornati molto indietro. La canzone “Can’t we all just get along” di Rodney King [“perchè non possiamo andare tutti d’accordo?”, ndt] sembra essere diventata la colonna sonora della resa del carattere statunitense, e la ribellione di Los Angeles nel 1992 è stata probabilmente l’ultima fiammata nella nostro storia della volontà di combattere l’ingiustizia.

Questa nuova accondiscendenza arriva nel momento in cui i crimini Usa sono molto peggiori e di più ampia portata che nel 1970; certamente agli occhi del mondo. Nel 2001 il governo Usa ha sia facilitato che eseguito gli attacchi dell’11 settembre contro il proprio popolo, uccidendo migliaia di suoi cittadini come scusa per lanciare una guerra di conquista neo-imperiale per l’energia. Pochi Statunitensi hanno tenuto piccole manifestazioni, organizzato alcuni gruppi inefficaci, comprato alcune centinaia di migliaia di libri e DVD, ascoltato alcuni programmi radio e conferenze, e poi si sono messi in fila tranquillamente per farsi perquisire le borse, le e-mail, i conti bancari, le menti e i corpi. Non è stata mai raggiunta una massa critica mentre gli Executive Orders [decreti e ordini esecutivi del governo e, più spesso, del Presidente, ndt], il Patriot Act e lo Homeland Security Act [Leggi liberticide fatte approvare da Bush, ndt] facevano a pezzi il primo, il quarto, il quinto, il sesto e l’ottavo emendamento della nostra Costituzione.

Nel mio libro Crossing the Rubicon [“Attraversando il Rubicone”, evidente riferimento al passaggio del Rubicone da parte di Giulio Cesare, atto che segna simbolicamente il passaggio tra l’età della Repubblica e quella dell’Impero Romano, ndt] ho scritto che gli eventi che sarebbero avvenuti nei cinque anni successivi a quegli attacchi avrebbero determinato il corso della storia umana per i prossimi secoli. Siamo ora alla soglia di quel fatidico anniversario.

Dopo gli attacchi dell’11 settembre, il governo Usa ha mentito per fare una guerra per il petrolio in Iraq dicendoci che Saddam Hussein aveva armi di distruzione di massa, bombe atomiche quasi pronte, gas velenosi e germi letali. C’è stato detto che egli aveva aiutato ad eseguire gli attacchi dell’11-9. Erano tutte bugie, e nessuno da allora ha fatto scontare agli Usa la responsabilità per le centinaia di migliaia di morti (omicidi) in Iraq e Afghanistan. Pochi hanno cercato di accusare il governo per i 2500 americani che sono morti senza che ce ne fosse bisogno, e coloro che hanno provato a fare ciò sono stati veramente inefficaci.

Le elezioni presidenziali Usa sono state rubate nel 2000 e nel 2004 attraverso intimidazioni e software per le votazioni elettroniche truccato. Non una goccia di sangue è stata versata in alcun posto quando la Corte Suprema ha emesso una decisione illegale che appoggiava il rovesciamento della Costituzione e calpestava i diritti dei singoli Stati.

Non ho mai pensato che avrei definito gli anni 60 e 70 “i bei tempi andati”. Piangerei lacrime di gioia oggi nel vedere anche un solo campus infestato dal moderno equivalente della Students for a Democratic Society [studenti per una società democratica, ndt]. Sorriderei nel vedere uno sciopero generale paralizzare una città. Sarebbe la prova vivente che il carattere statunitense non è stato sommerso, drogato, indebolito, e reso anemico oltre ogni possibilità di recupero.

Il mio paese è morto. La sua gente si è arresa alla tirannia, e così facendo, è diventata il gruppo di appoggio primario della tirannia stessa; la sua base costituente; il suo primo difensore. Ogni giorno offre la propria sottoscrizione alla tirannia usando le proprie banche e spendendo i soldi presi in prestito nelle aziende che le gestiscono. La grande strategia neo-conservatrice di George H. W. Bush ha trionfato. Convincete il popolo degli Stati Uniti che non può vivere senza le “cose belle”, poi sedetevi a guardare mentre appoggiano crimini sempre più atroci che commettete mentre gli tirate ossa con sempre meno carne sopra. E nel frattempo imprigionateli nel debito. Distruggete il ceto medio, l’unica base politica che bisogna temere. Fate loro accettare, grazie alle colpe che condividono, misure sempre più repressive da Stato di polizia. Fate ciò che volete.

Chiunque di noi che non riconosca oggi questa orribile verità sugli Usa e sui suoi crimini non può essere in alcun modo giustificato dalla quantità di propaganda. Essa aspetta nascosta dietro ogni trasmissione di news dei grandi media, dietro ogni show televisivo commerciale, ogni infomercial [programma informativo prodotto dalle aziende e distribuito alle televisioni, ndt], ogni nuova pubblicità sulle riviste e dietro quasi ogni nuova canzone popolare che conduce gli Statunitensi in un consumismo sempre meno soddisfacente, nell’autoindulgenza e nel debito. Si trova sorridente dietro ogni articolo sui rapaci mercati finanziari mondiali e in ogni automobile, shampoo, o qualunque prodotto che prometta di dare al mondo organi sessuali più grandi e potenti, seni più grandi (o più ridicoli), una migliore vita amorosa, e pace mentale.

Ho lasciato le mie lezioni quel giorno di primavera nel 1970, dopo che erano stati uccisi quattro studenti, piangendo sia per il dolore sia per i gas lacrimogeni che aleggiavano su Janns Steps sopra il Quad dell’UCLA [Università di Los Angeles, ndt]. Andai al mio posto di lavoro come stagista al Los Angeles Police Department [LAPD, Dipartimento di Polizia di Los Angeles, ndt]. Dopo avere indossato la mia uniforme khaki senza pistola o distintivo ritornai alla UCLA per lavorare al posto di comando del LAPD, distribuendo dispacci e facendo commissioni per i vice sceriffi, comandanti e capitani mentre i manganelli del LAPD spargevano il sangue dei miei colleghi studenti. La mia vita è sempre stata piena di ironie. Allora, io credevo che il sistema potesse essere cambiato dall’interno. Allora, credevo che gli Stati Uniti potessero essere cambiati dall’interno.

Mentre entrambe le parti diffidavano di me, quel giorno non avevo alcun posto sicuro per piangere.

La mia vergogna oggi è che mi è servito un insieme di circostanze in cui la mia vita fosse in pericolo per farmi fare la scelta giusta, una scelta che oggi vorrei dire è stata totalmente una questione di coscienza, ma che in realtà non lo è. La verità è che sono stato spinto a fare ciò che avrei dovuto fare tempo fa per un giustificato desiderio di salvare la mia vita.

In questa vita ho scelto di non morire come martire. Come sto imparando ogni giorno, ci sono modi più difficili e faticosi per scrivere i capitoli finali della propria vita. Ho lasciato gli Stati Uniti con una grande valigia, il mio computer portatile, e uno zaino. Mi sono lasciato dietro la mia preziosa biblioteca, gran parte dei miei vestiti, le mie proprietà personali, le mie pistole, e una casa completamente arredata. Ho portato con me meno di 800 dollari in contanti e oro per iniziare il tratto finale della mia vita […]

Non so dove spenderò il resto dei miei giorni. Forse in Venezuela, forse in Messico con gli zapatisti, forse in Bolivia, forse in Francia, Germania, o persino in Russia. Ma dato che il Venezuela è diventato l’unico leader nella resistenza alla dominazione Usa sotto la coraggiosa, intelligente, e ispirata leadership di Hugo Chavez, voglio iniziare il resto dei miei giorni qui.

Essendo più libero di parlare, di imparare, di fare esperienza e di vedere reali soluzioni scoperte e implementate da persone disposte a prendere rischi e che comprendono le sfide, sarò più capace di scrivere in modo utile per i lettori di FTW[From The Wilderness, il sito fondato da Ruppert, ndt] e per il mondo nei futuri libri e articoli. Attualmente sono in un paese dove la gente ha cambiato e sta cambiando il suo governo; dove il capo dello Stato eletto ha vinto sei elezioni mentre George W. Bush ne ha rubate due. Vi stupite che io mi senta già meglio?

Una cosa certa sul fascismo è che il suo comportamento e la sua evoluzione sono notevolmente prevedibili. Cinque anni fa ho contribuito a riportare agli occhi del mondo una citazione dimenticata di Benito Mussolini in cui egli diceva che, “Il fascismo dovrebbe essere più propriamente chiamato aziendalismo dal momento che è l’unione del potere dello Stato e di quello delle aziende”. Nulla descrive meglio lo stato del mondo oggi. Gli Usa sono una nazione delle aziende, guidata dalle aziende, e per le aziende. In quanto tale hanno stabilito come suo vero Nord qualcosa di diverso e di opposto al benessere degli esseri umani.

Il fascismo diventa sempre più pericoloso nella sua evoluzione. Non arretra mai, e come per la dipendenza dalla droga, sempre maggiori dosi di oppressione e violenza sono necessarie a sostenere il suo cammino verso l’autodistruzione. Come mi ha detto la grande Cynthia McKinney non molto prima della sua orchestrata estromissione dal Congresso, “anche uno sciocco può vederlo arrivare”.

KRISTALNACHT

L’effrazione avvenuta ai nuovi uffici di FTW ad Ashland, Oregon, domenica 25 giugno 2006, sono stati l’equivalente per me della Kristalnacht [notte dei cristalli, ndt, una riedizione della notte del 1938 quando le truppe d’assalto naziste, aiutate codardamente da un popolo sempre più sottomesso, irruppero nelle sinagoghe in tutta la Germania e distrussero ogni pezzo di vetro e ogni finestra che poterono trovare. Gli ebrei tedeschi consapevoli e che poterono (letteralmente) leggere le scritte sui muri (Juden Raus!) scapparono per salvare le loro vite nel breve tempo che rimaneva prima dell’Olocausto. Coloro che negarono il significato di quel ben preciso avvertimento rimasero in Germania, e il loro destino fu segnato.

Essendo un uomo nel pieno delle sue facoltà io posso e voglio oppormi con forza al governo di Israele e alle sue politiche, eppure non ho alcuna malevolenza verso nessun ebreo in nessun luogo. Israele è un paese. L’ebraismo è una religione. Tutti gli uomini e le donne sono liberi di venerare il loro Dio o i loro Dei come ritengono necessario, e facendo ciò, portare la conoscenza dell’inconoscibile e le loro verità ad un consesso umano sempre più privato di compassione, amore, giustizia, equilibrio, e pietà. Questi rimarranno sempre tratti comuni in ogni vera spiritualità. Ciò di cui c’è veramente bisogno ora è un po’ di spirito.

Coloro che veramente conoscono la storia non sono destinati a ripeterla […]

LA FINE DELLA STORIA

Nel 2001 un mio compagno di scuola superiore che era stato nell’esercito e aveva lavorato per la National Security Agency, ha portato FTW in una trappola finanziaria promettendo un grande investimento per ripubblicare libri scomparsi che documentano la corruzione del governo Usa. Dopo che FTW ebbe investito migliaia di dollari nel progetto e si era impegnata a spenderne ancora di più per la stampa, l’investitore è scomparso lasciandoci con una grave perdita.

Nel 2001 nel 2002 una serie di sconosciuti virus informatici ha completamente distrutto i computer del nostro ufficio.

Nel 2003 un magazzino esterno all’edificio dove sono i nostri uffici è stato scassinato.

Nel tardo 2003 il nostro General Manager, Michael Leon, ha improvvisamente abbandonato il suo lavoro ed è scappato in Nuova Zelanda. Ciò ci ha quasi messi fuori gioco. Da allora abbiamo saputo che egli era, come minimo, un testimone chiave nel piano di un enorme procedimento legale federale, Usa vs. Osaki, per uno “schema di Ponzi” [frode simile a quella del marketing multilivello o delle catene di S. Antonio, ndt] con la quale io non avevo alcuna connessione. Nel 2005 venne fuori in una corte federale che egli aveva fornito informazioni all’ FBI ed in base ad altre informazioni potei concludere che egli mentre lavorava per FTW era un attivo informatore dell’FBI.

Nel 2004 e nel 2005 una serie di impiegati (uno dei quali era un agente dell’FBI in pensione che si presentava come una pentita) si impegnarono in uno spietato sabotaggio che arrivò quasi ad affondarci. Vennero ben documentati altri legami all’ FBI. FTW ha combattuto per sopravvivere, e io ho reagito con successo, alla fine vincendo un processo alla Small Claims Court [sorta di tribunale civile simile al Giudice di Pace, ndt]in cui dimostrai un deliberato sabotaggio e vinsi un limitato verdetto. Questo sforzo di nove mesi finì proprio due mesi prima che ci spostassimo in Oregon.

Poi vennero gli eventi di Ashland di cui ho parlato. Sino alla fine dei miei giorni non dimenticherò mai l’ indescrivibile bellezza della Rogue Valley nel breve tempo che mi è stato permesso di vivere lì. Ricorderò sempre i meravigliosi, spirituali e coraggiosi amici che ci sono venuti in aiuto nel momento del bisogno che ancora restano amici stretti e sostenitori di FTW.

Ma a 55 anni, guardando ai computer distrutti e capendo che avevo umiliato il governo una volta di troppo, ho capito due cose. Ero troppo vecchio per continuare a combattere queste battaglie sempre più orribili e pericolose. E non c’era rimasto nulla negli Stati uniti per cui valesse la pena combattere. La successiva battaglia avrebbe sicuramente significato la morte per me. Inoltre, secondo le loro stesse statistiche, e dopo un’analisi indipendente da parte di uno studio legale di Los Angeles specializzato nei diritti d’autore, la casa editrice di Rubicon, la New Society, sembra mi abbia defraudato di una cifra compresa tra i 38.000 e i 58.000 dollari.

Ho preso la mia decisione il primo luglio. Non è stato poi molto difficile.

UN NUOVO INIZIO

[…] Ho detto più e più volte che l’unica cosa che importa per me è ottenere un reale cambiamento nel panorama politico. La rivoluzione non è una cena di gala. L’economia e il governo degli Stati Uniti d’America sono nemici miei, dell’intera razza umana e persino dello stesso popolo statunitense. Devono essere indeboliti, sconfitti e sostituiti da qualcosa che metta il benessere degli esseri umani davanti ai profitti e al valore dei titoli di borsa.

Con queste parole ho commesso un crimine secondo la legge degli Stati Uniti. Non c’è modo di tornare indietro. Il ponte è bruciato. Ma risponderò con le parole della Dichiarazione di Indipendenza che affermano:

Noi riteniamo che sono di per se evidenti queste verità: che tutti gli uomini sono creati eguali; che essi sono dal Creatore dotati di certi inalienabili diritti, che tra questi diritti sono la Vita, la Libertà, e la ricerca della Felicità; che per garantire questi diritti sono istituiti tra gli uomini governi che derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qualvolta una qualsiasi forma di governo tende a negare questi fini, il popolo ha diritto di cambiarla o abolirla…

Ma quando una lunga serie di abusi e di malversazioni … rivela il disegno di ridurre gli uomini all’assolutismo, allora è loro diritto, loro dovere rovesciare un siffatto governo.

Nel 1776 non vi era l’idea di alcuna limitazione in termini di risorse, spazio o possibilità. Oggi viviamo in un’era completamente diversa, e perciò aggiungerei a queste verità le seguenti:

Dobbiamo anche riconoscere che la Felicità non può essere solamente definita nella mente e nella volontà dei soli individui, senza considerare la disponibilità delle stesse potenzialità per tutto il genere umano e per tutti i luoghi qui disposti dal creatore. Un essere umano, un gruppo di esseri umani, non può possedere quantità sproporzionate, privare gli altri e chiamare correttamente ciò Felicità. La vera Felicità e la Pace risultano dall’armonia tra i popoli, il pianeta e tutte le forme di vita senza le quali alcun tipo di vita è possibile. Ciò può essere solamente raggiunto in un mondo dove uomini e donne in tutti i luoghi realizzano il bisogno di Equilibrio, Equità, Armonia e Giustizia e che solo queste cose potranno assicurare uguali e giusti diritti per le future generazioni e sostenibilità della vita per il pianeta stesso.

In molti seminari ho pronunciato un’altra delle mie fondamentali convinzioni: il freddo universo presenta oggi alla razza umana una prova; o l’evoluzione o la morte. Io tra queste ho scelto l’evoluzione.

Ora che sono nel mondo e non in una “nazione”, la mia preghiera è che le mie future avventure, sinché vivrò, mi metteranno in contatto con altri che vogliano cambiare il mondo, in modo da poterci sostenere e potenziare l’un l’altro e con tutta la gente. Sto già scoprendo che c’è più gente che vede chiaramente queste sfide rispetto a quanto io abbia mai sospettato.

Ma non m’illudo sull’aumentato pericolo che ciò porterà. Anche se la vita oggi è difficile perché vivo con pochi soldi mentre lotto anche per imparare lo spagnolo, mi alzo ogni mattina con una sensazione che non ho avuto per molto tempo – speranza, autentica speranza.

Prometto di mandarne un po’ a casa.

Fonte: http://www.fromthewilderness.com/
Link: http://www.fromthewilderness.com/free/ww3/081606_burning_bridge.shtml

16.08.2006

Traduzioni per www.comedonchisciotte.org di ALCENERO e GOLDSTEIN

Pubblicato da Das schloss

  • donman

    Non mi stupisco che sia sotto attacco, anche qui in Europa ci sono persone come Paolo Attivissimo che ridicolizzano la versione non ufficiale !
    Mandare a casa i neo-con e la famiglia Bush , i veri artefici dell’11 settembre, è una gran bella impresa !