Il Moltiplicatore di Di Maio e il Reddito di Cittadinanza

Il Moltiplicatore di Di Maio e il Reddito di Cittadinanza

DI MARCO GIANNINI

comedonchisciotte.org

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Una importante novità nell'anno 2018 compare di fronte agli elettori: l'analisi dei principali aspetti riguardanti i programmi dei partiti: soprattutto sul piano dei costi.
Tra le ricette che sono state presentate quella del Movimento 5 Stelle ha destato subito interesse quando ci si è resi conto che conteneva passi copiati da Wikipedia o addirittura dal programma PD. Per quanto la vicenda possa apparire come un indice di scarsa competenza e conoscenza e quindi suscitare inquietudine, l'attenzione andrebbe focalizzata piuttosto sui concetti di fondo della proposta pentastellata.

Secondo gli economisti di stampo keynesiano per uscire dalle situazioni di crisi economica si deve "fare deficit" per attuare politiche di espansione (di crescita) dando lavoro, investendo in infrastrutture, detassando, conferendo nuovi diritti sociali ecc. In questo modo la disoccupazione si dovrebbe ridurre, i contribuenti dovrebbero aumentare e con essi le entrate andrebbero a ripianare non solo il nuovo deficit ma anche a ridurre lo stock del debito pregresso. Di Maio apparentemente in linea con questo approccio, ha insistito sullo sforamento del parametro di bilancio del 3%, un parametro di scarsissima scientificità ma concordato con gli altri soggetti europei: "prenderemo un po' di debito e lo investiremo per lo sviluppo" è stato lo slogan in diverse conferenze elettorali. Va detto che in altre occasioni, sotto i riflettori europei, si è mostrato un po' incerto paventando il rispetto della norma nel caso il "Piano Cottarelli" bastasse.

Un primo punto focale che sembra sfuggire allo staff economico del Movimento è che "fare deficit" non significa erogare beni e servizi aggiuntivi rimanendo scoperti ma significa ottenere prima un prestito da un investitore (sotto forma di Titolo di Stato cioè Bot, BTP ecc) per poterli pagare (se spesa corrente)/realizzare (se infrastruttura).

Il lettore comprenderà che non è un buon biglietto da visita (credibilità) dichiarare apertamente la prossima violazione delle regole comunitarie, ciò rende ostico (e costoso) cercare finanziatori visto che una simile prospettiva può comportare dinamiche punitive da parte di numerosi soggetti finanziari e/o da parte degli Stati dell'Eurozona. Corrisponde al vero che altri paesi abbiano disatteso tale norma ma essi possiedono un debito pubblico minore del nostro e questo al netto dell'eccessiva enfatizzazione riguardante il concetto di debito pubblico, troppo spesso emotivamente confuso con il debito verso l'estero.

Il candidato premier grillino molto spesso dà per scontato che i propri interventi siano "ad altissimo moltiplicatore" e soprattutto che, in un tempo relativamente breve, comportino una crescita del PIL tale che comporti l'ottenimento di entrate fiscali maggiori utili ad onorare le scadenze con vecchi e nuovi creditori (pena la speculazione finanziaria e perfino il default). Di Maio pare confondere l'etica con la dinamica del moltiplicatore, il quale, si dispiega in tutta la sua forza quando il danaro proviene da capitali fino ad allora giacenti e finisce nelle tasche di chi, per vivere, consuma fino all'ultimo euro di stipendio (e nel Piano Cottarelli molti di questi soggetti finirebbero licenziati) e non certo nelle tasche delle Big Companies che stanno dietro larga parte della Green Economy, della Virtual Economy e delle infrastrutture.

Il moltiplicatore monetario è quel meccanismo secondo cui una banconota, poniamo da 100 euro, viene spesa da un cittadino (in cambio di un bene o servizio): essa comporta un profitto all'attività che la riceve, come potrebbe essere una alimentari. Considerando il profitto pari a 40 euro (100 - i costi per i dipendenti, per il materiale, per le tasse ecc ecc) essi verranno presumibilmente spesi dal titolare dell'alimentari, mettiamo caso, in una cena al ristorante. Il titolare di quest'ultimo a sua volta otterrà un profitto che a sua volta spenderà ecc ecc ecc.

Con 100 euro quindi in realtà si ha teoricamente una sorta di apparente moltiplicazione del denaro che fa girare l'economia. Ovviamente se una banconota viene spesa in una multinazionale (con alle spalle soggetti milionari) essa non si "moltiplicherà" perché si accumulerà nei soliti conti correnti (ammesso resti in Italia), fattore che genera disoccupazione. Sembrerà strano ma dal punto di vista del moltiplicatore, stipendiare un fannullone che guadagna 1200 euro o un serio dipendente che guadagna la stessa cifra, non cambia niente: cambia al massimo il benessere interno lordo (BIL o BES secondo simile versione) dei cittadini, i quali, se si rivolgono a un fannullone non ottengono un servizio pronto e decente. Non è corretto tuttavia confondere l'etica con l'economia.

Nel medio lungo periodo una burocrazia efficiente e un paese ricco di infrastrutture e sicuro, possono sicuramente attrarre investimenti, ma finché questo non avviene, parlare di immediata esplosione del PIL è un chimera, mentre i creditori pretendono subito il pagamento delle scadenze e nel caso lo Stato non riesca a farvi fronte fallisce. Sforare significa avere ulteriori creditori. Possiamo dire tutto il male del mondo del PIL e dei suoi limiti ma è l'unico indicatore ad oggi affidabile per valutare lo stato di salute di una economia e se perdiamo credibilità violando le regole europee (soprattutto in uno scenario di "cambio fisso" quale è la moneta unica) e non sappiamo "moltiplicare", le scadenze iniziano a stringere il cappio al collo del paese che poi è costretto "a scenari greci" cioè ad operare soluzioni di urgenza come il dimezzamento dei livelli pensionistici e la privatizzazione/taglio dei beni/servizi che in campagna elettorale era stato promesso dovessero essere potenziati;
questo al fine di evitare il default che comporta l'evaporazione di tutti i risparmi dei cittadini (scenario "argentino").

Ricordiamoci che quando uno Stato è nell'urgenza di ottenere finanziamenti, i potenziali "prestatori" chiedono interessi sempre più alti (speculazione/spread) e costoro sono solo teoricamente degli investitori ma in pratica sono speculatori, rappresentano la tipica "finanza volatile", non portano di norma un incremento dell'economia reale, non portano industrie o lavoro, bensì provocano una emorragia di danaro e benessere verso l'estero (e in cambio otteniamo deflazione, anche salariale). Questo meccanismo è spontaneo quando alcune regole vengono disattese. Di norma questi investitori prima si arricchiscono a spese degli Stati alzando i tassi di interesse (come detto) poi nel momento in cui il paese è costretto a svendere assets strategici, per onorare le scadenze (ed evitare il default), sono sempre costoro ad acquisirli a prezzo di saldo.

Di Maio è reduce da poco da incontri a porte chiuse con non ben definiti "investitori": l'ideale sarebbe stato chiarire la tipologia di investitore secondo il principio della
trasparenza e il sacro valore dell'interesse nazionale perché la coincidenza è abbastanza sibillina. Ricordiamo che nel 1992 sul Panfilo Britannia il nostro Governo si
accordò per la vendita di importanti assets a soggetti esteri in coincidenza con l'uscita dell'Italia dallo SME che comportò una svalutazione a doppia cifra della Lira
e con essa l'automatico iper-sconto sui nostri "gioielli di Stato". Una operazione che, a mio parere, andava evitata all'epoca e che non vorremmo si ripetesse, per giunta in farsa.

La storia la descriverebbe, comodamente ed erroneamente, come il fatale errore di una nuova classe politica impreparata e sprovveduta. A solo a titolo di esempio viene da citare il caso delle banche italiane: sebbene siano soggetti privati il rapporto con lo Stato è stretto (si pensi a certi salvataggi) e nel caso divenissero soggetti esteri, i capitali finirebbero ancora più verso il centro Europa con ulteriore desertificazione del "Belpaese".

E' fatto salvo comunque il principio che in epoche stagnanti o recessive, per abbassare il Debito/PIL, si debba "agire sul denominatore" cioè incrementare il PIL e non ridurre il debito con politiche di austerità, tuttavia l'economia non è una materia da affrontare in modo ideologico e vago bensì in modo chirurgico poiché il passaggio dal virtuale, dall'ideologico, al reale non è mai cosa da poco e le variabili (prevedibili e imprevedibili) sono numerose. Al minimo errore si rischia una macelleria sociale senza precedenti.

Uno dei "responsabili economici" del Movimento 5 Stelle è Fioramonti che pur essendo laureato in Scienze Politiche (per cui non è un economista) insegna economia in Sud Africa. E' passato agli onori della cronaca per i legami (da lui smentiti) coni "gangli" dello speculatore internazionale Soros, delle famiglie Rockfeller e Rothschild, con Aspen Institute. In realtà ciò che andava rimarcato è l'essere uno dei teorici della "Decrescita Felice". Anche questo fattore, per quanto secondario, non è passato inosservato sulla stampa internazionale che vede in questa teoria rudimentale (esprimibile in pochi capitoli) un sintomo di scarsa preparazione ed un pericolo per un potenziale disimpegno sul lato dei conti pubblici da parte degli "italiani".

Più serio e cauto da parte di chi si propone come "amministratore della cosa pubblica" limitarsi alla corretta ed auspicabile essenza di questa teoria che non scopre niente: la riduzione degli sprechi (per reinvestirli però). Detto questo il principio macroeconomico della politica grillina è riassumibile, quanto meno negli intenti dichiarati, nel quadro delle politiche di '"espansione della domanda" (i cittadini acquistano beni e servizi).

Sfugge ai più purtroppo che se si attuano queste politiche non tutto è rose e fiori perché ad incrementarsi è soprattutto l'import (ci indebitiamo con gli altri Stati per acquistare da loro merci) e se non temiamo conto degli equilibri della bilancia commerciale (import/export) finiamo di nuovo negli stessi meccanismi descritti in precedenza (avvitamento sugli interessi/spread) su un piano ancor più strettamente economico. Ricordiamo che lo sbilanciamento della bilancia commerciale non può essere "compensato" da un sistema di cambi flessibili che rispecchi nella moneta la reale forza economica del paese quindi la situazione è ancor più delicata.

L'Argentina fu un esempio della dinamica cambio fisso, crisi economica, collasso monetario (chi vuole consulti il "Ciclo di Frenkel") e le aziende italiane specializzate in export non sono agevolate dall'attuale sistema fiscale: se sono virtuose il merito è esclusivamente del marchio Made in Italy, del talento nostrano.

Concludiamo questa analisi con l'ormai storico cavallo di battaglia del M5S: il Reddito di Cittadinanza. Rispetto al testo presentato e bocciato in Parlamento (il Decreto Catalfo) l'attuale proposta è diversa e risulta oscura in un punto fondamentale: il requisito ISEE. Da ambienti pentastellati consultati personalmente è emerso che per poter ottenere il RDC sarà necessario avere una ISEE inferiore a 6000/6500 euro. In questo caso chi disoccupato possedesse anche una modestissima casa di proprietà non beneficerà del sostegno in quanto considerato "reddito imputato" (poiché non deve pagare l'affitto). Un vero e proprio ribaltamento dei principi di base di tutti i Redditi Minimi Garantiti europei che sostengono ogni disoccupato con l'esclusione, in certi casi, solo dei possessori di grandi ville. Si pensi nel Sud Italia dove la disoccupazione è più alta quanta rabbia scaturirà dopo il voto quando la prospettiva di questo sostegno non verrà
riconosciuta. A queste mie perplessità va ad affiancarsi l'opportuno studio di Baldini e Daveri (lavoce.info) che mostra che il costo di 15 miliardi determinato dall'ISTAT nel 2015 dà per presente il requisito summenzionato (senza questo requisito il RDC costerebbe sui 30 miliardi).

O il M5S dichiarerà di aumentare l'esborso per il RDC a circa 30 miliardi (prospettiva per me auspicabile) o dovrà informare chiaramente gli italiani della presenza di questo requisito ai più sconosciuto.

Una manovra, il Reddito di Cittadinanza, che se ben strutturata fornirà un incremento di giustizia sociale, sicurezza e una opportunità per il paese (sempre tenendo in equilibrio gli aspetti descritti con estrema competenza); allo stato attuale finirebbe solo ai senza tetto stranieri e ai giovani che vivono in casa con i genitori, lasciando fuori proprio chi ha a che fare col mondo del lavoro (precari, inoccupati e disoccupati).

Marco Giannini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

14.02.2018

Commenti (136)

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    1. Vamos a la Muerte 14 febbraio 2018

      Articolo molto molto interessante che però, secondo me, non mette in luce la cosa fondamentale: dobbiamo riprenderci la Nostra Sovranità Monetaria. Restando nella Gabbia dell'Euro si possono avere anche le migliori idee di questo mondo ma resteranno comunque lettera morta.
      Non c'è salvezza dentro l'Euro: ma su questo punto Di Maio ha già calato le braghe da un pezzo.
      Detto questo, non c'è alternativa ai 5 Stelle: Renzi e Berlusconi sarebbero l'"alternativa" al M5S e non credo ci sia bisogno di aggiungere altro...

    2. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      non vedo come si può definire alternativa il 5s se ha calato le braghe e se quello è il punto........meglio disertare voto o votare forze minori così impara.......e imparando magari torna contro l euro.......poi berlusca ha stufato pero almeno non fa correre rischi .....coi 5s è facile portare il paese alla rovina e poi incolpare gli eletti che passeranno alla storia come incapaci in buona fede...invece di buona fede non ne vedo punta...ma dietro hanno qualcuno che li usa a questo scopo io ho colto questo nel articolo.....

    1. Federico Colossi 14 febbraio 2018

      Alla fine della fiera, l'unica cosa certa che sappiamo, è che un paese come il Giappone può tranquillamente prosperare con il suo debito monster, mentre se fosse nella UE e utilizzasse l'euro, sarebbe nelle stesse condizioni della Grecia.
      Altra cosa certa che sappiamo, è che se un falsario stampa denaro per lui è una ricchezza, mentre misteriosamente se lo fa lo Stato si trasforma in debito.
      Altra cosa certa che sappiamo, è che il debito pubblico è fisiologico a qualsiasi Stato, qualsiasi Stato che domani si formasse, avrebbe bisogno di denaro, quindi si indebiterebbe per far fronte alle spese ordinarie di funzione recuperabili solo successivamente con la tassazione.
      Altra cosa che sappiamo, è che nessuno al mondo ha mai ripagato il suo debito contraendo altri debiti. E' matematicamente impossibile. Quindi nessun Stato potrà mai ripagare il suo debito se il denaro aggiuntivo necessario per ripagarlo deriva da una moneta a debito, ossia ricchezza creata con una moneta a debito.
      Altra cosa che sappiamo, è che se una famiglia si indebita per 100 mila euro con una banca privata, questa in qualsiasi momento potrà farla fallire, costituirà un debito vero e proprio verso terzi e qualora fallisse perderebbe i beni posti a garanzia.
      Invece se la banca fosse sua, essa non avrebbe alcun interesse di farlo fallire pena fallire anche lei stessa, e il debito non sarebbe più un debito ma bensì la ricchezza di quella famiglia, alla quale al netto delle spese sostenute dalla banca di gestione le restituirà il suplus sotto forma di dividendi.
      Altra cosa che sappiamo, un conto è dare soldi alle imprese attraverso la finzione degli sgravi fiscali che gioco forza dovranno poi essere sostenuti dai cittadini, altra cosa è mettere direttamente i soldi in tasca ai cittadini, sopratutto quelli più bisognosi che spenderanno sino all'ultimo cent, indirettamente incrementando la produzione del paese e la sua ricchezza.
      Altra cosa che sappiamo, che il RdC al di là delle ricadute politiche e su chi siamo principalmente coloro che ne beneficeranno, non può aumentare il debito pubblico, per la semplice ragione che il debito pubblico e la sua sostenibilità -se vogliamo usare sciocchi teoremi liberisti- si misura in rapporto al pil, ne consegue che 100 euro dati al cittadino sotto forma di RdC, inevitabilmente faranno aumentare il pil di 100 euro aumentando la ricchezza procapite, rimanendo invariato il rapporto pil/debito pubblico variando in negativo solo per la componente interessi pagati. Quindi ricapitolando, se la spessa del RdC fosse anche ben di 100 miliardi, il pil aumenterà di 100 miliardi al pari del debito più interessi, mentre il vero impatto negativo ossia il costo effettivo escludendo il c.d. fattore moltiplicatore, consisterà nel solo costo degli interessi pagati su 100 miliardi.
      Altra cosa ancor più certa che sappiamo, è che non si può risolvere un problema utilizzando lo stesso modo di ragione che ha determinato il problema come disse Einstein, al pari di come non si può raddrizzare un sistema come quello della UE e dell'euro, utilizzando le stesse regole e vincoli che hanno causato il problema, E ciò al pari di come non si può sostenere di essere completamente liberi se si è una colonia per quanto vengano concesse deroghe e autonomie. Chiunque sostiene il contrario mente, Chiunque sostiene di risolvere i problemi all'interno del sistema che ha causato il problema mente ed è in malafede, perché non posso credere che sia così sciocco e per nulla intelligente.

    2. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      Se i soldi del rdc li prendi togliendo soldi a piccoli soggetti fannulloni quanto ti pare non aumenta il pil........il m5s lo dà solo ai migranti senza tetto......non mi pare una buona idea. concordo coll autore che è favorevole al rdc ma fatto ammodo dome era una volta.....l hanno cambiato da quanto sono andati negli usa e infatti non parlano piu di taglio degli armamenti dagli usa.....

    3. Federico Colossi 14 febbraio 2018

      Il RdC sei obbligato a darlo anche agli immigrati (tra l'altro lascio immaginare quale esodo nefasto innescherebbe) perché "ce lo chiede l'€uropa".
      Cosa ben diversa accadrebbe se tu fossi fuori dal SuperCarcere €uropeo, dove con leggi ad hoc, potresti destinarlo esclusivamente -come avverrebbe in un qualsiasi paese al mondo- ai soli cittadini possessori del passaporto o della nazionalità.
      Torniamo sempre al punto di partenza: ci siamo legati mani e piedi all'€uropa per motivazioni ideologiche, ed abbiamo bypassato la Costituzione con il trucco dei vincoli esterni.
      Quindi, siamo una colonia a tutti gli effetti, colonia che deve sottostare a decisioni prese altrove dove sono in gioco interessi che nulla hanno a che fare con l'interesse nazionale.
      Non a caso parole come sovranità, nazione, interesse nazionale, primato nazionale, autodeterminazione dei popoli etc, tutte quante facenti parte del repertorio della sinistra degli anni '70 alias PCI, oggi se pronunciate, si viene immediatamente accusati di fascismo o nazionalsocialismo.
      E' il magico mondo di Orwell...

    4. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      vero....anche se il rdc nella nuova versione di casaleggio andrà SOLO o quasi ai migranti perché gli italiani con un tetto non lo avranno.....al sud quanti voteranno m5s credendo di ricevere il rdc?!?!?!?!?!??!?!?!
      perchè le tv non lo rivelano???????????
      il tg stasera dovrebbe dire: Di Maio lo avete detto agli italiani che il rdc se hanno una casa non gli finirà??????
      Anche in questo l'autore doveva essere più incisivo.....onore a lui per avere avuto coraggio a denunciarlo ma lo ha scritto in fondo DOVEVA SCIRVERLO IN CIMAAAAA

    5. gorwelll 14 febbraio 2018

      non è che se lo stato stampa si trasforma in debito. Si chiama "debito" apposta per far confondere..
      lo
      stato stampaper fare un ponte e il controvalore lo da ai cittadini
      sottoforma di risparmio. Se lo stato vende 1000lire di BOT con quei
      soldi ci costruisce un ponte e glieli hanno dati i cittadini che in
      cambio hanno un pezzo di carta che però acquista valore nel tempo. Non
      c'è nessun debito, il circolo è chiuso.
      Ormai ovviamente le cose non stanno piu cosi.

    6. gincoaho 14 febbraio 2018

      In realtà lo stato non avrebbe bisogno di emettere BOT, in quanto i parametri di cui tenere conto maggiormente sono la disoccupazione e l'inflazione. Se deve costruire un ponte può tranquillamente accreditare le somme alle imprese, queste diventano stipendi (naturalmente ci vorrebbe anche una regolamentazione su chi prende gli appalti e provenienza della manodopera) che spesi creano domanda ed incremento di ulteriore occupazione per soddisfare questa domanda, va da se che gli stipendi spesi sono introiti per lo stato attraverso i tributi (da ridurre se lo stato vuole spendere meno), il sempre citato circolo virtuoso. Lo ha spiegato diverse volte W. Mosler nei convegni in giro per l'italia. In ogni caso vanno bene anche i BOT, i vecchi cedolini postali, che forniscono una piccola rendita ai risparmiatori, l'importante è aumentare il deficit.

    7. Marco Giannini 14 febbraio 2018

      Se il debito è interno nessuno può avanzare pretese verso l'Italia. Il Debito in sé si rinnova senza problemi basta avere una buona bilancia commerciale.
      Saluti.

    8. Tizio8020 14 febbraio 2018

      Infatti fino al 1981 grossi problemi non ne avevamo.
      "Casualmente" dopo che BDI ha smesso di acquistare i Titoli emessi dal Tesoro, i Tassi sono saliti tantissimo.
      Molte Aziende guadagnavano di più acquistando Titoli di Stato che vendendo i lor prodotti.

    9. Federico Colossi 15 febbraio 2018

      Ma il fatto è che in passato ossia prima dell'euro, avevamo una buona bilancia commerciale e il debito era la metà di quello odierno, perché gli interessi non venivano determinati liberamente dal mercato ma "pilotati" dalla BdI acquistando i titoli eccedenti sul mercato.
      Con l'introduzione dell'euro e prima ancor con propedeutica separazione della BdI dal Tesoro le cose sono andate come vediamo oggi.
      Quindi, certamente avere una buona bilancia commerciale può essere positivo, ma non possiamo averla con gli strumenti dell'euro. Anche i paesi emergenti hanno una buona bilancia commerciale con un export trainante, ma il tenore di vita è da terzo mondo. Questo sarebbe il risultato all'interno dell'€uropa.
      Proprio quello che sta' accadendo da noi, dove i consumi interni sono crollati (ed è bene ricordare che sono il traino per qualsiasi economia pari all'80% circa) a causa di una moneta (l'euro) che agevola le importazioni rendendo sconveniente produrre in loco.
      Senza contare poi i 50 miliardi e passa di interessi pagati ogni anno, soldi sottratti all'economia reale ossia ai servizi resi ai cittadini, che diversamente se debitori verso una propria banca costituirebbero il salvadanaio del paese.
      E così si torna al punto di partenza: senza uscita dall'euro e dalla UE non vi può essere quella congiuntura da lei auspicata, se non a prezzo di ridurre ulteriormente il costo del lavoro facendo crollare ancor di più i consumi interni a cui corrispondono meno entrate ed aumento delle tasse oppure taglio delle spese statali.

    10. Pfefferminz 15 febbraio 2018

      "Altra cosa certa che sappiamo, è che il debito pubblico è fisiologico a qualsiasi Stato, qualsiasi Stato che domani si formasse, avrebbe bisogno di denaro, quindi si indebiterebbe..."

      Noi siamo a conoscenza di questo metodo, del fatto che lo Stato emette titoli di stato in cambio di denaro degli investitori. In teoria però lo Stato dovrebbe solo mettere a disposizione la moneta per i cittadini, perché questa è indispensabile al funzionamento di una comunità complessa. La creazione di moneta è o dovrebbe essere un'istituzione. In parole povere: l'emissione di moneta può essere debt free.

      Mi trovo sostanzialmente d'accordo con molte delle cose che lei ha elencato e la ringrazio dei suoi interventi.

    1. SanPap 14 febbraio 2018

      giusto per non dire sempre le stesse cose: dobbiamo fare un "arrocco" che ci restituisca la sovranità nazionale e relativa moneta sovrana; poi, tornati ad essere padroni in casa, possiamo discutere su cosa vogliamo fare da grandi.
      Chi dice di voler riformare l'EU mente sapendo di mentire: le riforme devono essere discusse con tutti gli altri paesi dell'unione, quasi certamente per anni, e poi approvate all'unanimità, evento puramente teorico (vedi ONU: c'è sempre un veto che blocca le decisioni importanti).
      Se non si fa l'arrocco, l'unica cosa che possiamo decidere è se vedere Barbara d'Urso o Lilly Gruber.

    2. A 19th century man 14 febbraio 2018

      Ci pensa l'eurofilo Conditi.

    3. A 19th century man 14 febbraio 2018

      Io preferirei Valentina Nappi.

    1. Mario Poillucci 14 febbraio 2018

      ''te la ricordi Lella quella ricca la moje de Proxxxti er cravattaro, quello che c'ha il negozio su ar Tritone''? Appunto, ''er cravattaro''! Cioè l'europa, i mercati, gli speculatori e tutta la consimile merda secca e sterile! Se uno stato, un paese, una nazione, un popolo deve sottostare agli interessi dei cravattari oppore accetta, per ignoranza oppure malefica e mefitica indifferenza, di farlo peggio per lui ma non può pretendere che tutti si sottomettano sic et simpliciter!! No bombe? No AK47? No MG42? No rivoluzione e drastico repulisti? Annamo bene!! Bravi lotofagi!! Complimenti et ad maiora!!!!!!! Ma roba da matti!!!

    1. Camillo 14 febbraio 2018

      Quindi, prima di tutto, serve la "libertá monetaria".
      Cosa che il M5S aveva nel suo programma; poi magicamente sparita.
      Corollario: qualunque promessa, da chiunque fatta, é pura aria fritta; se non si prevede una soluzione al problema euro.

    2. Matty Ninty 14 febbraio 2018

      Problema euro ? Per la ggènte non esiste nessun problema euro.
      Al massimo può essere indotta nelle masse la "senzazione" che l'euro non sia propriamente a suo favore...
      Il tutto scaturirebbe in un riflesso pavloniano forse sfociante in deboli proteste (represse) o al massimo in un referendum (Syiriza style).
      Sarò io che sono pessimista...magari mi sbaglio, eh!

    3. Hito 14 febbraio 2018

      La gente capisce, anche se non sa tecnicamente il perchè, capisce di essere stata presa in giro più di una volta. Coi sacrifici da fare per "non restare indietro", coi prezzi esplosi subito dopo l'adozione, con la deindustrializzazione ancora successiva. Con tutti i diritti persi per compiacere i "mercati"...

    4. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      l articolo è bello e anche informa perchè mette a sapere cose ai più ignorate ........però doveva manifestare maggiormente il suo pensiero anti euro come ha fatto in altri casi...evidentemente l ha dato per scontato..forse voleva essere letto anche da chi di solito non l'ascolta quando parla di uscita dall euro ...ecco questa critica gli faccio al Giannini.......sembra d'accordo con i dettami killer ....è stato chiarissimo nei contenuti ma pero la forma sembra da tecnocrate......

    5. Matty Ninty 14 febbraio 2018

      Si. La generazione che ha vissuto sulla pelle tutto questo può essere che abbia una certa consapevolezza "pratica".
      Ma chi è aveva 10-15 anni negli anni 90 è praticamente nato e vissuto da sempre nella "gabbia" e fa fatica ad attribuire la propria precarietà in ogni campo alla libertà monetaria...

    6. Glock 14 febbraio 2018

      Io invece ho un po' più di fiducia. Secondo me gli italiani non piddini sono un po' più scafati che nel 2011, meno monoliticamente certi che gli sprechi e le ruberie siano la malattia e che l'Euro sia la cura, credo che abbiano in maggioranza intuito che è proprio l'Euro il virus che ha aperto la strada ai ladri travestiti da poliziotti.

    7. Hito 14 febbraio 2018

      Si, purtroppo loro devono fare i conti anche con gli accademici che hanno tradito tutto, non per ultimo il buonsenso... E pensa che abbiamo un presidente della Repubblica che al posto di chiedere scusa in ginocchio sui ceci, ancora si ostina a inventarsi un paese in ripresa... -.-

    8. Eric Maria Gerets 14 febbraio 2018

      Buon pomeriggio Glock, io invece al contrario di te sono convinto che gli italiani sul problema euro abbiano capito nulla di nulla, sono altresi convinto che un qualsiasi referendum consultivo o meno sulla permanenza nella moneta unica sarebbe un bagno di sangue per i sostenitori del No.
      Ad oggi, per questo motivo, vediamo forze politiche o meglio, candidati di una certa rilevanza essere "costretti" a raggranellare voti su problemi sicuramente sentiti (o imposti dai mass media) ma secondari rispetto alla causa principale come ad esempio immigrazione, sprechi, corruzione, evasione fiscale, condizione delle donne, denatalita', scuola e via salmodiando.
      Il tutto ovviamente al netto della malafede strisciante di molti,che nascondono volutamente la causa delle cause, dovuta a convenienze pre e soprattutto post elettorali.

    9. Matty Ninty 14 febbraio 2018

      La ripresa : ripetere una bugia mille volte e diventerà una verità.

    10. Pyter 14 febbraio 2018

      Ma non sono d'accordo. L'Italia è un pò come la Juve, finchè i dati economici della ripresa elaborati dal Var per conto dell'Istat funziona, tutto bene. Ma una volta che vanno in europa è proprio nella ripresa che i figli di Troika la inchiappettano.

    11. Matty Ninty 14 febbraio 2018

      Io penso che i figli di Troika,invece ,vogliano avallare l' inventata "ripresa economica" come una scusa per inchiappettarci...
      Della serie: "Ora che la vostra economia va meglio è ora di "fare i compiti a casa" (ovvero abbattere il debito/fare riforme/spingere sulla soglia del 3/aumentare l'iva....e tante belle cosette.)
      Dai, hanno il coraggio di dire che la Grecia va meglio...che è in ripresa!
      In questo senso la ripresa diventerebbe "reale": per l' Ue perchè, basandosi su dati elaborati, farebbero finta di crederci senza riserve per massacrarci ulteriomente di tasse e balzelli e per i cittadini italiani che sarebbero nuovamente "ripresi" per i fondelli.

    12. Antonello S. 15 febbraio 2018

      Per non parlare poi di Erasmus...

    1. A 19th century man 14 febbraio 2018

      M5s ultimo bastione del potere. Bellissimo Di Maio col suo dietrofront sull'uscita dall'euro "perché l'asse franco-tedesco si è indebolito". Di Maio come si dice dalle mie parti (e dalle sue) si comporta da "omm e conseguenza", locuzione non troppo celebrativa, che designa colui il quale non possiede una linea propria, ma si adatta furbescamente alle situazioni con il fine ultimo di rimanere a galla.. Complimenti Grillo, sulle prime hai fatto fesso pure me, il che non è facile..

    2. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      anche me

    3. Glock 14 febbraio 2018

      +1!

    4. neroscuro2014 14 febbraio 2018

      "Complimenti Grillo, sulle prime hai fatto fesso pure me, il che non è facile.."
      Ah siamo in tanti.

    5. XL 15 febbraio 2018

      Quando un tizio galleggia su tutto l'arco parlamentare è sostenuto dall'unica forza che influenza tutto l'arco parlamentare: la massoneria.

    6. alessandroparenti 15 febbraio 2018

      Hai mai sentito come parla di Di Maio il presidente della regione Campania tal De Luca? A volte mi fido più di questi indizi che di tanti articoli o servizi che lo denigrano. Se de Luca parla in quel modo di Di Maio potete farvi una domanda e darvi una risposta.

    1. Annibale Mantovan 14 febbraio 2018

      I Danè...mancano i danè. Avete chiesto alla Merkel se potete instituire il reddito di cittadinanza? Lo fate con la patrimoniale o vendendo la cassa depositi e prestiti? Se non c' è copertura è come parlare di aria fritta!

    2. Leo Pistone 14 febbraio 2018

      Annibale, tieni presente che i denari distribuiti mediante l'RdC non finiscono in un buco nero.
      Viceversa entrano in circolo e vengono spesi più e più volte, con tutto quel che ne consegue in termini di domanda aggregata, produzione, occupazione, gettito fiscale e via dicendo.
      Ossia, è il primo e più efficace medicinale anti crisi.
      Ecco perché sono tutti contro di esso, a iniziare da quel brav'uome di er ducetto de pescara.

    3. Annibale Mantovan 15 febbraio 2018

      Lascia stare Renzi...chissenefrega. Supportare chi è senza lavoro è sacrosanto...ma dove trovi i soldi? se sfori il 3% la Merkel ti dirà no e ti ricordo che c' è il pareggio di bilancio in costituzione, se alzi le tasse togli denaro da altri settori, se vendi un pezzo di qualche società statale (quelle poche rimaste) ti ritrovi più povero in conto capitale, scusate ma voi fate tutti discorsi senza senso...a meno che non tagliate la spesa pubblica...e cosa tagli? Agli statali hanno appena dato l' aumento! Per concludere: votate M5S, votate PD + arbusti, votate Berlusconi o Salvini, votate chi vi pare...non cambierà nulla. L' unica cosa è votare partiti NO EURO. Ce n' è uno a dx che è Casapound e un altro a sx di cui non so il nome. Questi partiti vengono accreditati di 1% o forse meno...e c' è la legge elettorale truffa e lo sbarramento del 3%..eppure si deve ripartire da lì. No Euro, senza se e senza ma come gli inglesi. Altre teorie o ricette sono solo aria fritta.

    4. Pfefferminz 15 febbraio 2018

      "..ma dove trovi i soldi?"

      Beh, un modo ci sarebbe: si privatizza la sanità. Salvini ne ha anche accennato in un'intervista, ma taluni non vogliono partout prenderne atto. Come se i politici parlassero a vanvera. I politici gettano il sasso e aspettano la reazione del grande pubblico.
      Come si fa a privatizzare la sanità? Semplice: si riserva la sanità pubblica a chi ha un lavoro dipendente, alle loro famiglie e a chi, su basi Isee, non potrebbe permettersi di pagare un'assicurazione privata. Gli altri vengono obbligati a stipulare un'assicurazione privata per avere le stesse prestazioni della sanità pubblica, però pagando una certa quota mensile (diciamo frai 200 e 500 euro a testa al mese) e quindi alleggerendo il bilancio dello Stato. Ai pensionati si deduce l'8% della pensione lorda, l'INPS paga altri 8%. Ci sono Paesi europei dove funziona già così...
      Con quello che si risparmia, si finanzia in tutto o in parte il cosiddetto reddito di cittadinanza.

    5. marcocolli 15 febbraio 2018

      Bravissimo Annibale Mantovan, ma nei dibattiti televisivi (pilotati) ,nessuno lo dice chiaramente,ci prendono solo per i fondelli, e' uno scandalo.

    6. Annibale Mantovan 15 febbraio 2018

      Punto 1) Io penso che privatizzare la Sanità sia da bestie. Punto 2) Ho capito quello che dici...in pratica aumenti le tasse ad una categoria di persone per darli ad un altra categoria che ne ha più bisogno. Si può fare, ma devi dire alla gente che sono TASSE in più che dovranno pagare, non TASSE in meno...e se fai un conticino ti accorgi che con la proposta di Salvini non ci sarà più danaro che gira in quanto non fai altro che toglierlo da una parte e darlo all' altra....anzi, ci saranno costi di prelievo e distribuzione.

    7. gorwelll 15 febbraio 2018

      si. C'è il famoso "pareggio di bilancio" che decreta che per legge l'ITalia non può piu "diventare piu ricca" ovvero non puo piu spendere a deficit.
      Ovviamente questi dovrebbero essere i temi della campagna elettorale ma visto che non sono cose messe in discussione si deve discutere di miganti, fascisti, bonifici etc per sviare dal clamoroso e ovvio fatto che non si stà parlando di nulla.

    8. Pfefferminz 15 febbraio 2018

      "Punto 1) Io penso che privatizzare la Sanità sia da bestie."

      Sono d'accordo. Spero che la tua affermazione, in tutta la sua semplicità e crudezza, arrivi agli orecchi di Salvini.
      (Questa si chiama una sana reazione di popolo)

      "Punto 2) Ho capito quello che dici..."

      Mi fa piacere di essere riuscita a rendere l'idea, però attenzione, io ho soltanto fatto un esempio descrivendo la suddivisione delle spese per la Sanità in un altro Paese europeo, questa NON è la descrizione della proposta di Salvini, il quale, nella sua intervista, ha fatto solo un accenno molto generale ad una eventuale privatizzazione della Sanità (infatti avevo aggiunto: "Ci sono Paesi europei dove funziona già così...")

      "Si può fare, ma devi dire alla gente che sono TASSE in più che dovranno pagare..."

      Ti è già capitato di osservare che i politici informino correttamente i potenziali elettori?

      Se fosse così, i politici dovrebbero dire ora: "Cari concittadini, vi informiamo che, avendo noi aderito alla moneta unica e avendo noi messo il pareggio di bilancio in Costituzione, il futuro che vi aspetta è un futuro di austerità" (Fine della campagna elettorale)

    9. Annibale Mantovan 15 febbraio 2018

      Sarà come dici. Fine della campagna elettorale. M5S, Centro dx, Centro sx,... combinale come vuoi il risultato non cambia. Il 5 marzo ci sarà TSIPRAS! L' unica possibilità è che una forza genuinamente NO EURO approdi in parlamento per fare una sana opposizione...partire da lì e sperare che il paese si svegli!

    10. Pfefferminz 15 febbraio 2018

      Se scopri una "forza genuinamente NO EURO", fammelo sapere, (grazie in anticipo), perché solo quella sarà opposizione vera. Dalle ultime news pare che Bagnai sostenga che dovrebbe essere la Germania ad uscire dall'Eurozona. Sarebbe già un passo avanti, ma noi resteremmo ingabbiati nell'euro.
      Sai cosa penso? Che nei prossimi giorni, prima delle elezioni, sentiremo delle dichiarazioni mirabolanti. Cercheranno di confonderci ancor più le idee. Facciamo attenzione alle news...

    11. Lucio Brovedan 18 febbraio 2018

      E' ovvio che sia una rovina per uno Stato indebitarsi in una moneta che non controlla. Ma a noi viene inculcato il concetto che lo Stato rappresenti la collettività. Invece questo stato è solo lo strumento di dominio e controllo della popolazione, che le élite usano per sfruttare il popolo ignorante.
      Altrettanto assurdo è che lo Stato, che dovrebbe rappresentare tutta la collettività nazionale, si indebiti, pagando interessi, per una moneta che potrebbe benissimo emettere direttamente.
      Lo dice candidamente anche Carlo Cottarelli nel suo libro "Il Macigno", sul debito pubblico, aggiungendo subito che se lo facesse, ci sarebbe inflazione (a pagina 18).
      E qui dimostra una profonda ignoranza o mala fede, perchè l'nflazione non dipende ovviamente dal soggetto che emette la moneta ma dalla sua quantità, quando in eccesso.
      Eppure questa stupidaggine viene ripetuta, come un mantra, da tutti quelli che abbiano "studiato" economia in una scuola pubblica di qualsiasi grado.
      Nello stesso libro ricorda che: "dall'inizio del 19° secolo a oggi ci sono stati oltre 320 casi di ripudio del debito in 66 paesi considerati".
      Il debito pubblico cresce inesorabile e non viene quasi mai rimborsato, storicamente parlando, se non con moneta inflazionata da una guerra o altra calamità sociale.

      I debiti pubblici sono cresciuti enormemente da quando la Tatcher e Regan (anche loro ovviamnete esecutori più o meno consapevoli dei disegni dellìélite internazionale) hanno promosso politiche di aumento dei tassi per allettare gli investitori privati a finanziare spesa pubblica. Solo da allora comincià la fase dei "tassi reali" (pagati da uno stato) cioè superiori all'inflazione, politica che l'Italia disgraziatamente avviò nel 198, col divorzio Tesoro - Banca d'Italia.

      Quindi chi possiede titoli di stato non dovrebbe affatto dormire tranquillo, nemmeno moralmente secondo me, perchè è un impiego (non un vero investiimento) che crea perlomeno diseguaglianza sociale ed anche grande instabilità, con la speculazione delle vendite allo scoperto o derivati, da parte di soggetti (per lo più esteri) cui non importa affatto del benessere del popolo italiano.

    1. XL 14 febbraio 2018

      Solita storia: si calcolano le conseguenze dei provvedimenti in un quadro normativo allo status quo.
      -Se stai alle regole europee (cioè con un cappio al collo) non potrai inserire novità autentiche nella gestione dell'economia (= RdC sparata elettorale non applicabile).
      -Se ti togli il cappio dal collo (euro e ue) le conseguenze non saranno le stesse e tutte le previsioni di Giannini perdono di senso.

    2. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      E' vero ma credo sia propio ciò che intende l'autore.Ha chiarito che le "novità" grilline sono addirittura pericolose in questo contesto e che c'è un sistema di cambio fisso.............purtroppo........

    1. snypex 14 febbraio 2018

      Ormai ci si arrampica sugli specchi passando prima un lubrificante, anche chi scrive articoli.

    2. Davide 14 febbraio 2018

      Argomentare, per favore. Grazie

    3. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      In che senso?intendi dire che l'autore è al soldo di qualkuno?A me pare di no anche perchè è contro l'euro.

    4. snypex 14 febbraio 2018

      troppa confusione

    5. snypex 14 febbraio 2018

      non si capisce in che direzione si vuole andare

    6. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      IO L'HO CAPITO ..... ha scritto un libro contro l'euro è stato in radio su bancaiitalia penso vuole dire che se si sta nell'euro non si puo fare nulla se si resta in euro e anzi si dice che è la casa di tutti allora "occhio a cosa si fa e si dice perché ci privatizzano"..........e ha sottolineato che di maio è stato a londra e casaleggio e fioramonti si sa che .....................................................non vuole una seconda Britannia.....mica male no? Purtroppo doveva essere più incisivo sul reddito di cittadinanza.......doveva scriverlo subito invece in fondo magari non ci arrivano a leggerlo......IL RDC ANDRA' SCURAMENTE AI MIGRANTI E AI SENZA TETTO ITALIANI......CHI HA UNA CASA ANCHE MARCIA VETUSTA NON LO PRENDERà!!!!!!!!

    7. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      LA CONFUZIONE è NELL'ARTICOLO O NELLA TESTA DI DI MA(R)IO (MONTI)

    8. Glock 14 febbraio 2018

      Nope, invece uno scritto puntuale e ben argomentato. 1) Oggi tutti blaterano di sfondare il 3% e fare deficit ma dimenticano che DENTRO l'Euro lo Stato deve indebitarsi, non può spendere, appunto, a deficit. DENTRO l'Euro c'è una sola politica economica possibile per l'Italia e si chiama AUSTERITA'. Quindi, caro M5S, Never Mind the Bollocks. 2) Presentare un misero sussidio di disoccupazione di merda per una rivoluzione in vista della fine del lavoro è la più grande idiozia partorita da un politicante ubriaco. Su certe cose bisogna essere chiari e la chiarezza non è certo il forte dei Casaleggio's.

    9. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      wanna marchi

    10. Humanae Libertas 14 febbraio 2018

      La soglia del 3% si può sforare eccome..gli altri stati lo fanno e nessuno si lamenta, purchè non si esca dall'Euro tutto è concesso..qui un video che illustra come la Francia sfori quando vuole (ps. è di Povia, non storcete il naso..però è l'unico che ne ha parlato): https://www.youtube.com/watch?v=hqFlc2HA_8w

      Sul discorso che dentro l'Euro non si va da nessuna parte concordo..Qui su CDC sono stati promossi numerosi articoli sull'argomento, quindi do per scontato che si sappia..
      L'unica soluzione positiva è tornare ad una moneta sovrana..

      Già che ci sono faccio notare una cosa interesasnte..
      la Cina e la Russia nel silenzio generale dei media si sono accordati per per scambiare il petrolio in Yuan..non più in Dollari.. https://sputniknews.com/columnists/201712291060406973-petroyuan-kills-petrodollar/

      Il 26 marzo 2018 (quest'anno) entrerà nel mercato il "Petro-Yuan" e tutti, sottolineo "tutti", i paesi BRICS che stanno tra medioriente ed eurasia aderiranno all'iniziativa..gli USA quindi perderanno una larga fetta di mercato e si inizierà ad erodere (lentamente) il potere di scambio del dollaro.. la guerra economica tra titani quindi avrà inizio.. Se il piano della Cina dovesse funzionare, nel lungo periodo il dollaro verrà abbattuto e la principale valuta di scambio "potrebbe" diventare lo Yuan..

      Se ciò si verificasse il destino dell'Euro e dell'EU avrebbe i giorni contati, essendo legato a doppio filo con le banche Americane.. Si porspettano quindi scenari interessanti, a prescindere dai nostri politici, BCE e quant'altro.. staremo a vedere..

      (ps. ho sintetizzato parecchio, se avete fatto i compiti a casa sapete di cosa si sta parlando)

    11. Pfefferminz 15 febbraio 2018

      La soglia del 3% è stata sforata da altri Paesi. Giusto, però quelli avevano il debito pubblico più basso dell'Italia. Quindi può darsi che non lascino "sforare" l'Italia. Inoltre, mentre i politici sbandierano l'intenzione di "sforare", il duo Francia-Germania già corre ai ripari e fa sapere che le banche italiane devono disfarsi dei titoli del debito pubblico (ricordiamo che Draghi aveva dato i soldi alle banche e che queste avevano acquistato titoli di stato) [dall'intervista con Cesaratto sul forum di CDC]. Se le banche ora vengono "invitate" a sbarazzarsi dei titoli di stato italiani, questi devono essere piazzati sul mercato, quindi diventa, penso, più difficile "sforare" e vendere sul mercato ulteriori titoli.

      Sulla situazione globale vorrei aggiungere che i profeti del crash sistemico cominciano a indicare delle date: avvento di una crisi molto più grave di quella del 2007/2008 entro la fine della presidenza di Trump (per "arrotondare" l'informazione sull'introduzione del petro-Yuan). Speriamo che il Varoufakis italiano abbia un piano B più valido dell'originale greco. :)

    12. paolo 15 febbraio 2018

      all'inizio della crisi il debito pubblico italiano era per il 50%

      in mani estere...

      e con esso in mano,la troika,la bce,la germania e gli investitori hanno avuto buon gioco a strozzare l'italia,costringendola obtorto collo a seguire

      le loro imposizioni...

      che vanno a LORO beneficio,e stanno distruggendoci.

      risultato,

      abbiamo avuto dei danni immensi da questa crisi...

      pari ad una guerra,secondo i dati:

      più del 25%

      del nostro pil e delle nostre industrie si sono letteramente volatilizzate negli ultimi vent'anni...

      e siamo passati da essere la quarta o quinta potenza mondiale

      (quando avevamo le mani libere)

      ad essere piigs adesso,che abbiamo le manette e l'anello al naso.

      non so a voi...

      ma a me la cosa puzza alquanto,e immagino che non sarò il solo a pensarla così:

      ora...

      se io fossi un cosidetto "potente"...

      e avessi un minimo a cuore il destino del mio paese,cosa farei in una situazione come quella sopra?
      cercherei per prima cosa il modo di togliermi il cappio al collo,per poi liberarmi le mani:

      e se si va a guardare il movimento del debito pubblico italiano negli ultimi anni,ci si rende conto in fretta che esso sta rientrando nei nostri confini...
      acquistato dalle nostre banche che si stanno pian piano sostituendo alla vecchia banca d'italia come prestatore di ultima istanza.

      le stesse banche che (non dimentichiamocelo...)

      hanno beneficiato di più di un occhio di riguardo,da parte del nostro governo....un occhio di riguardo che teoricamente NON dovrebbero avere,a meno che la cosa non sia pianificata a tavolino per cercare di riprenderci nei fatti una sovranità che i trattati non ci consentono più:
      se si considera questo,ecco che molti dei passi fatti dai governi degli ultimi vent'anni acquisiscono un pò di senso....
      passi come l'obbligo per tutti di avere un conto corrente,
      il divieto di utilizzo del contante sopra i mille euro,
      e la mossa di draghi nel finanziare le banche che dovevano finanziare le imprese....e invece hanno comprato titoli di stato,mentre il governo guardava accuratamente da un'altra parte.
      hanno il chiaro scopo di accumulare liquidi nel sistema bancario...
      ma è stato SOLO per salvare loro?
      o anche per garantire libertà di movimento per il sistema italia?
      perchè una volta che tutto il debito pubblico italiano sarà dentro i nostri confini...ed in mano alle nostre banche o ai nostri investitori,

      esso è automaticamente sottratto alla speculazione internazionale...
      perchè nè le une nè gli altri hanno alcun interesse ad agitare le acque.
      lo spread diventerà se va bene l'uno o il due per cento
      (poco sopra il rendimento dei cc,per intenderci)
      e nessuno potrà metterci becco...
      e nemmeno stringere il cappio,perchè se strozzi il sistema italia strozzi anche te stesso.

      non dimentichiamoci l'esempio giappone...
      che ha un debito pubblico ben più alto del nostro,
      ma essendo quasi tutto dentro i loro confini,hanno una economia ben più tranquilla e solida della nostra.

      stando così le cose,è evidente che il duo francia-germania ci incita a fare quello che conviene....
      A LORO,e non a noi.

      noi dovremmo anzi...le nostre banche dovrebbero pian piano acquistare TUTTO il nostro debito pubblico,sfruttando l'immenso risparmio di cui sono tuttora capaci gli italiani,e una volta che esso sarà dentro ai nostri confini
      dovremmo mandare una bella lettera in triplice copia..
      alla bce,alla troika e alla germania...
      qualcosa che dica, più o meno:

      "da questo momento l'italia si chiama fuori dal fiscal compact,che sarà usato come carta in qualche bagno di montecitorio,
      e ci riserviamo fin d'ora il diritto di rinegoziare (a breve)
      la nostra adesione alla valuta comune,
      e ogni clausola e ogni articolo di ogni passato trattato che vada a svantaggio del nostro paese....
      perseguendo altresi la parità ASSOLUTA, di applicazione di norme comunitarie nei paesi firmatari...
      o in mancanza,
      rifacendoci esclusivamente alle nostre leggi interne,nel caso di norme comunitarie che ci danneggino"

      o qualcosa del genere...
      e poi vediamo,eh?

    13. Pfefferminz 15 febbraio 2018

      Paolo, io sono d'accordo con quello che scrivi, sottoscrivo anche le virgole, a parte una breve precisazione che farò qui di seguito, ma dimmi, conosci una forza politica che porta avanti queste istanze in modo così deciso? Io no, io sento solo blaterare, sforeremo di qua, è la Germania che deve uscire dall'Eurozona, il rapporto Francia-Germania si è indebolito, ecc.

      1) Il debito pubblico sta rientrando via via nei nostri confini.
      Questo è vero e il motivo, secondo me, è che gli investitori istituzionali non si fidano più dell'Italia e hanno svenduto parte delle loro quote.

      2) Le nostre banche si stanno pian piano sostituendo alla vecchia Banca d'Italia.

      Vero anche questo, di fatto, però attenzione, questa è una anomalia perché le banche d'affari non sono banche centrali e non potranno mai essere "prestatori di ultima istanza". Se conosci un minimo come funzionano le banche, saprai che loro creano sì denaro dal nulla con il credito, ma che hanno bisogno di "denaro di banca centrale" quando fanno transazioni fra di loro. In soldoni: le banche d'affari, fra di loro, non accettano il denaro che loro stesse creano dal nulla con il credito.
      Le banche d'affari si sono, di fatto, sostituite alla Banca d'Italia perché Draghi, per rispettare lo statuto della BCE, non poteva finanziare direttamente gli Stati. Quindi l'ha fatto indirettamente. Hai ascoltato l'intervista con Cesaratto che c'è nel forum? Ebbene, a un certo punto il prof. Cesaratto tesse le lodi di Draghi. Secondo me si riferisce a questo, al fatto che Draghi è riuscito a finanziare gli Stati pur rispettando formalmente lo statuto della BCE (posso sbagliarmi, opinione personale).

      3) Attualmente le banche d'affari italiane detengono titoli di stato italiani. Secondo me, che però di queste cose non so nulla, la situazione è fragile, perché le banche hanno nel complesso crediti deteriorati di circa 360 miliardi di euro. Penso che dovrebbero essere i cittadini italiani ad acquistare, con i loro risparmi, non solo questi titoli, ma anche quelli che verranno emessi in futuro, di modo che si verifichi una situazione analoga a quella del Giappone.

      4) Il duo Francia - Germania ci incita a fare quello che conviene A LORO.

      E' ovvio. A dire il vero, la richiesta è stata formulata da una équipe di economisti incaricati per escogitare miglioramenti degli accordi europei. Si discute infatti di condividere il rischio di fallimento di una banca a livello europeo. Se non ho capito male, il duo Francia - Germania vorrebbe, come precondizione, che le banche italiane si liberassero dei titoli di stato italiani (il tutto nell'intervista con Cesaratto).

      5) Quando tutto il debito sarà in mano nostra la scriveremo noi la letterina a Bruxelles... Con piacere! (senza ironia)

    14. paolo 15 febbraio 2018

      ovviamente...
      io non conosco nei dettagli i meandri del sistema bancario italiano,
      ma immagino che possano senza troppa difficoltà fare quello che ho detto:
      se c'è qualche incaglio basta modificare un pò le leggi in merito,
      e non mi si venga a dire che non si può fare,eh?
      dopotutto si sono cambiate le norme e le leggi a piacimento,pur di poter speculare sui derivati.

      detto questo,
      al momento l'unico partito che parla esplicitamente sia di sovranità italiana
      che di uscita dal sistema euro
      è casapound,mi pare.
      non mi piacciono....
      e mi considero un un uomo di centro,
      (gli estremisti di qualsiasi tipo mi danno l'allergia,sia che siano politici sia che siano religiosi o calcistici)
      ma questa volta li voterò comunque,
      e cercherò di convincere tutti coloro che conosco,a fare lo stesso.

      perchè anche se non cambierà niente in queste elezioni,
      almeno spero in una crescita consistente..
      e in qualche deputato battagliero e controcorrente:
      perchè non mi piace come sta andando l'italia oggi...
      e non voglio vederla distrutta in futuro.

      e se anche non si riuscirà ad impedirlo,
      io farò comunque tutto quanto in mio potere per NON renderglielo facile.

    15. paolo 15 febbraio 2018

      spulciando in rete ho trovato sul sito di repubblica un interessante articolo,di cui volevo proporti uno stralcio:

      "Ottocento miliardi

      Gli investitori stranieri detengono oggi, scrive la Banca d'Italia nel
      suo ultimo bollettino "Finanza pubblica: fabbisogno e debito", circa il
      37% del totale del debito pubblico, ovvero poco meno di 800 miliardi. È
      una valutazione precisa perché basata sulle denunce di ogni banca sulla
      nazionalità dei detentori di Bot, Btp e quant'altro, anche acquistati
      sul mercato secondario. Altrettanto puntuale è l'identificazione della
      nazionalità di chi ha comprato i titoli italiani: la Banca d'Italia li
      chiama "detentori round-trip ", cioè gli italiani che comprano titoli
      attraverso finanziarie estere, dai fondi lussemburghesi fino alla
      Pioneer oggi passata da Unicredit ad Amundi. E stiamo parlando di circa
      un terzo dei possessori di questi 800 miliardi. L'unico dettaglio non
      pubblico né "scopribile" è l'intestazione puntuale del debito. La cifra
      complessiva, si legge poi negli allegati alla Relazione annuale della
      stessa Bankitalia consegnata il 31 maggio scorso, è in netta diminuzione
      anno dopo anno: era del 52% ancora nel 2010, e superava il 60%
      all'inizio del decennio precedente. "Che ci sia se non una fuga, una
      fuoriuscita costante di investitori stranieri dall'Italia è nei fatti",
      spiega Lorenzo Codogno, che era capo economista del Tesoro nei momenti
      più difficili della crisi e poi da un paio d'anni se ne è andato a
      Londra a gestire il suo think-tank. "L'esodo è stato massiccio,
      comprensibilmente, fra il 2010 e l'inizio del 2012, quando si poneva
      seriamente il dubbio che l'Italia potesse fallire, e le grandi
      finanziarie estere quasi spudoratamente rivendicavano di aver
      abbandonato l'Italia. Da allora i livelli non si sono più ripresi. Da
      qualche mese, poi, diciamo dalle settimane precedenti il referendum
      costituzionale di dicembre, l'uscita è ricominciata. Basta leggere i
      saldi della bilancia dei pagamenti per rendersene conto". Anche la Banca
      dei Regolamenti internazionali, la banca centrale delle banche centrali
      di Basilea, l'ha confermato: nei nove mesi fra il settembre 2016 e il
      maggio 2017 sono usciti dall'Italia, non solo in titoli di Stato ma
      anche in azioni e obbligazioni societarie, oltre 100 miliardi di euro. E
      di investimenti netti, neanche l'ombra. Ma anche la quota in possesso
      delle famiglie italiane, si legge sempre nei documenti della Banca
      d'Italia, è in netto calo. Il grosso dei Btp oggi è in mano a banche
      italiane, compagnie di assicurazioni e fondi pensione nostrani."

      (http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2017/06/12/news/i_padroni_stranieri_del_debito_pubblico_800_miliardi_di_euro_a_caccia_di_stabilit-167972852/)

      chiariamo,
      il tenore dell'articolo nel suo complesso è critico verso l'italia,che viene vista come un paese che si sta marginalizzando dai grandi giochi finanziari e monetari (leggi:usurai fino alla lebbra)
      ma se analizzi lo stralcio che ho postato,ti renderai conto anche tu della tendenza al rientro in patria dei
      debiti...
      quindi ti chiedo:
      una volta che tutto o quasi il debito sarà nelle nostre mani...

      COME potrebbero costringerci a fare qualcosa,qualsiasi cosa?
      dovrebbero convincerci.
      e per convincerci,volenti o nolenti...
      DOVRANNO fare delle concessioni almeno pari a quello che desiderano,altrimenti ciccia:

      ed è precisamente questo,che è mancato in questa pagliacciata di unione europea:
      la reciprocità...
      e il RISPETTO reale,che è cosa ben diversa da quello formale.

      e visto che il rispetto reale non ce lo vogliono dare....
      dovremo riprendercelo.

    16. Pfefferminz 17 febbraio 2018

      Dall'articolo che hai postato, apprendo che il debito pubblico italiano in mano agli stranieri si aggira sugli 800 miliardi da cui circa un terzo andrebbe detratto, perché di investitori round-trip. La tendenza all'uscita dal debito pubblico italiano da parte di stranieri si sarebbe mantenuta anche negli anni successivi fino al periodo antecedente al referendum costituzionale, mentre gli investimenti netti sarebbero pressoché inesistenti.
      La tua domanda è: "una volta che tutto o quasi il debito sarà nelle nostre mani...COME potrebbero costringerci a fare qualcosa...?"

      Ti rispondo, però tieni presente che la mia è solo un'opinione personale sulla base di quel poco che so.

      Il fatto che titoli di stato italiani siano in mano a "banche italiane, compagnie di assicurazioni e fondi pensione nostrani " non significa che i titoli sono nelle "nostre mani". Questi detentori infatti non sono enti patriottici, ma entità interessate al mantenimento del valore e al profitto degli investimenti fatti
      I titoli, per essere veramente "nelle nostre mani", dovrebbero venir acquistati dai cittadini italiani, con la conseguenza (discorso altamente teorico!), che se lo Stato italiano fa default, essi (i cittadini) perderebbero in tutto o in parte i propri risparmi. Sarebbe come pagare una colossale patrimoniale allo Stato.

      Il punto fondamentale però è avere una banca centrale propria e noi non l'abbiamo.
      I Giapponesi, infatti, hanno non solo i titoli di stato nelle proprie mani, ma hanno anche la banca centrale.

      Io ho riascoltato l'intervista con Sergio Cesaratto dal titolo "Con le bombe o con i cambi fissi". Se l'ascolti attentamente, trovi la risposta alla tua domanda o degli elementi che ti consentono una comprensione più profonda dei meccanismi in atto.

      In ultima analisi: in questa unione monetaria siamo con le spalle al muro e ci tocca anche apprendere che Draghi è stato magnanimo nei nostri confronti. Chi verrà dopo di lui alla BCE (un tedesco?) introdurrà forse regole più restrittive? Il prof. Cesaratto non mi sembra molto ottimista al riguardo.

    17. Pfefferminz 17 febbraio 2018

      Certo, tutte le leggi si possono cambiare, se c'è la volontà politica di farlo (sempre nel rispetto della Costituzione però) e questo ci riporta alla situazione attuale.

      Scrivi che "l'unico partito che parla esplicitamente sia di sovranità italiana che di uscita dal sistema euro è Casapound..."

      Io ho letto gli altri articoli pubblicati su CDC e ho appreso che ci sono altri "partitini", oltre Casapound, che si dichiarano anti-euro.

      Ora, io non conosco nessuno di questi, però una considerazione la vorrei fare: se lamentiamo il fatto che l'assetto attuale dell'UE non è democratico, che i membri della Commissione Europea non sono stati eletti da nessuno, che certe contrattazioni di importanza vitale per il futuro dell'Europa (vedi TTIP) vengono fatte a porte chiuse e che nessun parlamentare può prendere visione degli accordi che si delineano via via, che quella che doveva essere la Costituzione europea (trattato di Lisbona) è illeggibile e incomprensibile, che senso ha votare un partito che NON rispetta i valori della democrazia?

    18. paolo 18 febbraio 2018

      e sarebbe casapound,a non riconoscere i valori della democrazia?
      ma se è un coro di tutto l'arco costituzionale,al grido di fassisti,fassisti,
      FASSISTI!
      dàgli ai fascisti!

      è ridicolo....quelli che strillano di fascismo e dittature sono i primi a comportarsi da despoti:
      si fanno le leggi a loro uso e consumo,
      mentre camminano con stivali infangati di sterco dentro la nostra costituzione
      quasi ogni volta che respirano:

      perfino il nostro presidente si è scomodato a dire di non votarli,

      quello stesso presidente che dovrebbe essere super partes,e
      che pochi giorni dopo era già candidato con la sinistra,proprio a queste elezioni.
      quella stessa sinistra che si è cambiata la legge elettorale (come ha fatto anche il centrodestra,se è per questo)

      tagliandosela su misura per cercare di rendere impossibile
      che vada su qualcuno che possa infastidirli:altrimenti
      a che altro serve la soglia al 10%
      e l'aumento al 40% per il premio di maggioranza?
      è ovvio che temevano che il movimento 5S
      avesse la maggioranza..
      e che non volevano deputati scomodi delle ali estreme,a rompere le scatole in parlamento.

      per non parlare di come si aiutano tra loro...vedi la

      la bonino,che viene sempre utile...
      e che non ha dovuto scomodarsi a raccorgliere le firme
      che la legge elettorale impone,per potersi presentare
      alle elezioni,

      mentre i fassisti di casapound hanno seguito religiosamente le norme e raccolto tutte le firme necessarie
      senza piagnistei.

      detto questo...
      meglio essere chiari:
      io sono un democratico vero.
      e sono assolutamente convinto che

      TUTTA la popolazione italiana,
      DEVE essere rappresentata in parlamento...

      anche e sopratutto,quella parte di popolazione che viene considerata
      scomoda.

      perchè se da una parte si pretende che il cittadino segua le leggi
      e paghi le tasse,
      dall'altra parte esso DEVE poter influire sul processo di formazione delle leggi
      a cui deve sottostare.

      per due OTTIMI motivi:
      prima di tutto perchè se tu non mi ascolti
      e non tieni conto della mia opinione..
      io non tengo conto delle tue (comprese quelle che

      per te hanno valore legale)
      e penso solo

      agli affaracci miei a discapito di tutta la comunità..
      e quindi anche tuo,
      vedi il sempre crescente scollamento tra le istituzioni e il cittadino...
      con sempre più gente che fa quello che le conviene e non quello che è legale
      (ghandi insegna:quando la massa fa resistenza passiva,tu prendi le tue leggi e te le infili nel culo,perchè NON c'è modo di controllare davvero il cittadino,se questo non ti segue)

      e secondo,
      ma sicuramente molto più importante,
      perchè se non permetti alla pancia del paese
      di influire sulle leggi,
      non ottieni di metterla a tacere:
      l'unica cosa che ottieni è una dissenteria cronica
      con dolori intestini anche molto importanti,il deperimento grave del "corpo"sociale...

      e scoppi di flatulenze pesanti e aromatiche che ammorbano l'aria per decenni.
      in soldoni:
      traini è stato un segnale chiarissimo.
      ma ci sono anche preiti e tartaglia prima di lui...
      fino ad arrivare a breivik,che ha fatto capire in maniera squillante
      al fior fiore della crema norvegese,che NON era intoccabile.

      capisci cosa intendo?
      sono tutti esempi di quello che succede quando la gente NON gradisce per niente,che si faccia politica ideologica sulla sua pelle,e non trova il modo di far cambiare le cose per via legale:

      è un percorso chiarissimo:
      prima si lamentano....
      poi se non vengono ascoltati protestano
      (con tafferugli e simili)
      poi cercano di cambiare le cose
      per vie legali (come casapound,appunto)
      ma già a questo punto le cose cominciano a scappare di mano,prima con gente border line che esplode,perchè cerca solo un motivo per farlo...
      e in seguito con molti altri,se si sottovaluta la cosa.
      in questo paese,abbiamo già vissuto parecchi anni interessanti...
      anni in cui non solo il cittadino,ma anche le istituzioni e i suoi rappresentanti
      non erano al sicuro.

      vogliamo veramente tornare a quei tempi?
      perchè è QUESTO,che stiamo rischiando...
      e non improbabili dittature fasciste fuori tempo massimo.

      per tutti questi motivi,voterò casapound...
      non perchè mi piacciano,ma perchè ritengo indispensabile che entrino in parlamento
      e dicano la loro....cambiando quel che è possibile cambiare,e si spera...disinnescando qualche mina vagante...
      e anche perchè tutti gli altri mi fanno uno schifo indicibile.

    19. paolo 18 febbraio 2018

      le banche italiane...sono sì private,ma sono in italia.

      è questo il bello...
      hanno clienti italiani,investimenti in italia,
      proprietà in italia,
      e sono soggette al diritto italiano,
      al sistema penale italiano,
      a visite fiscali italiane,
      a pressioni più o meno occulte italiane.
      capisci quello che intendo?
      NON è una mossa intelligente,agitare le stesse acque su cui galleggiano
      e in cui pescano,nemmeno per quelle che hanno larga parte delle proprie azioni in
      mani straniere.
      qualunque amministratore delegato
      non ha alcuna difficoltà a capirlo..
      e nemmeno a farlo capire ai propri azionisti.
      poi possiamo discutere di quello che farà lo stato italiano se lo prendi di punta...
      ma credimi,non esiste una banca che possa opporsi allo stato:
      quando l'amato ladro ha fatto il prelievo del sei per mille..
      di fatto ha derubato tutti noi.
      credi che ci sia stata una sola banca che abbia opposto resistenza?
      abbia detto:

      "NO:
      PRIMA lo dite ai cittadini,e POI fate il prelievo.
      differentemente siete dei ladri,
      e noi non siamo vostri complici."

      non lo hanno fatto,
      anche se come era prevedibile,dall'indomani hanno perso migliaia di miliardi...che si sono letteralmente volatilizzati e sono finiti all'estero,
      e accusando un tale colpo alla loro credibilità che ancora adesso
      non riescono a riprendersi.
      quindi se lo stato italiano fa sapere loro
      che devono comportarsi in determinati modi,
      oppure andranno incontro parecchi anni "interessanti"
      sia loro come istituti...
      che i loro AD come responsabili di essi,
      credi davvero che esse opporranno qualcosa più di qualche blando lamento?

    20. Lucio Brovedan 18 febbraio 2018

      Maggioritario e premi di maggioranza sono assolutamente deleteri per la rappresentatività popolare.
      Si vota il parlamento (che dovrebbe rappresentare, portare, le opinioni di tutti) non il governo e la sua stabilità.
      Per garantire questa basterebbe una norma che richiede una maggioranza qualificata per sfiduciarlo, altrimenti la governabilità è troppo in mano ai giochi e ricatti dei partiti.
      Ormai il governo ha quasi sostituito la funzione del parlamento, perchè indirizza l'azione politica, ben più che limitarsi a realizzarla, eseguirla appunto

    21. Pfefferminz 18 febbraio 2018

      Tutto il tuo ragionamento sta in piedi solo se lo Stato fa lo Stato e rappresenta l'interesse della collettività. Ti consiglio di leggere l'interessante intervento dell'utente Lucio Brovedan scritto un'ora fa in risposta ad Annibale Mantovan, anche solo per renderti conto dei diversi punti di vista sull'argomento.
      Inoltre basta osservare quello che è accaduto con i diversi "salvataggi" delle banche con soldi pubblici dopo la crisi di Lehmann Brother. Ricordo di aver letto in un libro che una banca, poco dopo essere stata "salvata" con soldi pubblici, acquistava di nuovo titoli di stato. Il tutto si sottrae alla logica.

    22. paolo 18 febbraio 2018

      vero...infatti tutto il discorso è nato sul fatto che le banche italiane stanno comprando
      titoli di stato italiani,riportando il debito dentro i confini.
      io non so il perchè lo hano fatto:
      ma se unisco questo fatto con i molti passi fatti dal governo che non hanno un vero e proprio scopo tranne massimizzare l'accumulo di contante negli istituti di credito,
      (perfino a chiaro discapito dell'economia reale)
      e con il contemporaneo e provvidenziale aiuto di draghi...
      con il fiume di soldi messo sia direttamente nell'acquisto dei nostri titoli di stato,sia inviati a bassissimo costo
      (ben al di sotto di quello che era lo spread dei titoli italiani,per esser chiari)
      alle nostre banche...
      ufficilamente per evitare il credit crunch,ma guardando accuratamente da un'altra parte
      su come venivano effettivamente utlilizzati...
      beh,direi che ci sono parecchi indizi che fanno pensare.

    23. paolo 18 febbraio 2018

      infatti...
      quello che non si dice da nessuna parte,
      è che una vera rappresentatività popolare è possibile solo ed esclusivamente
      con un proporzionale puro....
      senza correzioni o premi di maggioranza del kaiser,

      unito ad un uninominale secco:

      se sei conosciuto...e votato,sali:
      diffentemente no, e

      resti in panchina...
      niente recuperi in extremis.

      ma non lo daranno mai,se non saranno costretti:
      perchè cosi facendo togli il pallino dalle mani

      dei partiti,e lo metti nelle mani

      degli elettori,
      che scelgono e mandano al governo quelli che vogliono loro
      e non quelli che sono comodi per il partito
      o per il capobastone di turno:
      perchè è la base che decide tutto:
      se sei conosciuto e apprezzato vai su,differentemente no.

      ovvio che in una situazione così NON puoi più candidare impresentabili,no?
      e nemmeno teste di legno comode,in collegi sicuri con i meccanismi di ripescaggio,
      o pluritrombati messi lì solo per la loro lingua marrone...
      o ancora,gente come scilipoti
      o la boldrini,perchè se c'è un minimo di voce in capitolo degli elettori
      il parlamento lo vedranno con il telescopio per i prossimi duemila anni.

    24. Pfefferminz 19 febbraio 2018

      "Ecco i grafici complottisti", relatore prof. Valerio Malvezzi, filmato su Byoblu (sottotitolo: come rubano ai poveri per dare ai ricchi). Se vai al minuto 16.48 avrai una sorpresa sulle "nostre" banche (non lo sapevo neanch'io). La relazione del prof. Malvezzi è interessantissima in toto, assolutamente da vedere.

    25. paolo 20 febbraio 2018

      ho visionato il tutto...
      è chiaro e anche abbastanza succinto,
      ma non dice niente che non sapessi già.

      il problema è che queste cose le sappiamo io,te e altri 4gatti....
      mentre dovremo essere milioni
      e pure incazzosi,per riuscire a cambiare le cose.

      comunque non si sa mai...
      chissà:gli italiani potrebbero anche sorprenderci una volta o l'altra no?

      io intanto a queste elezioni porterò un altro sasso,contro lo status quo...
      sperando che ci sia l'occasione di ficcarlo in un occhio
      a qualcuno di questi bastardi che ci stanno distruggendo.

    1. Partito Detenuti 14 febbraio 2018

      Spiace ma queste cose non sono conosciute dai cittadini e sarebbe bene le conoscessero.
      Al Sud voteranno quindi per un reddito di cittadinanza che in molti non riceveranno mai

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