Il ministro Franco e Draghi campioni nel gioco delle tre carte

Dalla relazione presentata in Consiglio dei ministri da Mario Draghi e dal ministro dell'economia, si evince un calo del deficit di 14,3 miliardi (meno lo 0,8% rispetto alle stime), interamente dovuto alle maggiori entrate. Chi esulta per questo risultato dovrebbe sapere che le entrate per un governo, hanno un solo nome: le tasse.

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di Megas Alexandros (alias Fabio Bonciani)

Il governo Draghi non ha più la fiducia del parlamento da giorni, ma come sapete è tutt’ora in carica per il disbrigo della gestione corrente. Non di meno, non si perita a continuare sulla stessa linea da sempre perseguita, caratterizzata dal dare a bere qualsiasi tipo di balla al popolo italiano.

Nel far credere ai fessi che il ferro sia oro, come sempre, ci pensa la cassa di risonanza della stampa di regime, ancora ben attiva benché Draghi abbia le valige in mano, o almeno questo è quello che ci fanno credere. Mentre la realtà, invece ci dice, che le fratellanze di casa nostra stanno lavorando con abnegazione da minatori per il Draghi-bis.

Ma torniamo al tema dell’articolo ed alla relazione del ministro Franco, che La Stampa (testata di regime), presenta come “l’ultimo colpo di Draghi” [1] – tanto per tirare la volata a coloro che stanno già lavorando per la permanenza di Draghi a Palazzo Chigi, anche dopo la tornata elettorale in programma a Settembre.

Draghi il migliore premier del governo dei migliori, quante volte ancora dovremmo ascoltare questa tragica balla prima di convincercene?

Noi che sappiamo come stanno le cose, certamente non ci avranno mai dalla loro parte!

In uno dei passaggi della relazione di assestamento che il fedele ministro dell’economia ha illustrato, si apprende che nei primi sei mesi dell’anno, nonostante la situazione internazionale, si è registrato un miglioramento del quadro tendenziale di finanza pubblica, con l’indebitamento per il 2022 che «al momento» risulterebbe «inferiore di 0,8 punti» di Pil rispetto alle stime. 

Il deficit sarebbe quindi inferiore «di circa 14,3 miliardi, interamente dovuto alle maggiori entrate». Questi «spazi finanziari» saranno “destinati” al nuovo decreto aiuti.

Oh, che bello!!! 14,3 miliardi per il decreto aiuti, soldi che serviranno per ridurre le bollette, abbassare il costo della benzina e magari anche il carrello della spesa.

Non solo, prima del Consiglio dei ministri, durante l’incontro con le associazioni datoriali di oggi, Draghi aveva addirittura ribadito la volontà di coinvolgere tutti in questa fase di emergenza, per fronteggiare la flessione dell’economia e una stagione autunnale che si attende molto complessa.

Si legge nella relazione – “le risorse saranno utilizzate con un provvedimento urgente di prossima adozione che il Governo intende adottare per contrastare i rincari e l’inflazione“. “All’attuazione di questi interventi sono destinati gli spazi finanziari per i quali si chiede l’autorizzazione al ricorso all’indebitamento per un importo complessivamente pari a 14,3 miliardi di euro nel 2022”, si aggiunge.

Il nuovo decreto aiuti bis conterrà misure per dare sollievo a famiglie e imprese dagli effetti di una serie di emergenze come caro-energia, inflazione, Covid e siccità. Il decreto intende “contrastare – si legge ancora nella relazione – gli effetti su individui, famiglie, imprese ed enti pubblici legati all’incremento dei prezzi dei prodotti energetici e più in generale dell’inflazione, al perdurare della diffusione del virus Covid-19, alle ripercussioni del prolungato periodo di siccità, nonché per ristorare le amministrazioni centrali dello Stato per le risorse utilizzate a copertura di precedenti provvedimenti di urgenza adottati nel corso dell’esercizio. Si tratta, in particolare, dell’abbattimento degli oneri di sistema sull’elettricità e sul gas disposto per il terzo trimestre dell’anno”.

Insomma, cari miei, se qualcuno avesse ancora dubbi che Draghi non fosse già in campagna elettorale, può mettersi l’anima in pace; questo decreto aiuti così sviolinato dalla stampa di regime, pare proprio essere la risposta alle promesse elettorali che Berlusconi ha già fatto ai pensionati per una pensione minima non inferiore a mille euro.

Mi dispiace distruggere i sogni di molti, ma professionalità ed onestà intellettuale mi dicono che tutti noi dovremmo porre la nostra attenzione su un aspetto molto significativo, ovvero da dove arrivano questi tanto pubblicizzati 14,3 miliardi?

Anche se non entra nello specifico, ce lo dice il ministro Franco: “da maggiori entrate nelle casse del Tesoro”.

Ora, senza stare a ripetere le solite lezioncine su come funziona un sistema economico e la contabilità dei bilanci settoriali, le entrate per lo Stato possono arrivare esclusivamente dal prelievo fiscale. Certo, esiste anche la banca centrale che può finanziare illimitatamente i deficit del governo, facendo affluire denaro direttamente nelle casse del Tesoro. Ma questa è un’altra storia, e per la precisione è la storia dell’Italia con la Lira; mentre oggi usiamo l’euro, una moneta che non emettiamo, oltre ad esserci legati mani e piedi, costringendoci ad agire all’interno della follia del pareggio di bilancio.

Quindi, per portare avanti il concetto, dobbiamo tornare al dato di fatto, che quando si parla di entrate per il nostro governo, queste provengono esclusivamente dalle tasse che cittadini ed imprese versano all’Erario. E di conseguenza, se parliamo di maggiori entrate – come ci rende edotti l’economista Daniele Franco – logica vuole che stiamo parlando di entrate fiscali più alte, ovvero una quantità maggiore di soldi che sono usciti dalle nostre tasche per entrare in quelle del Tesoro.

Quindi, tanto per essere ancora più chiari, questi 14,3 miliardi, sono soldi che il settore privato ha versato in più rispetto alle previsioni di bilancio che il governo aveva fatto.

Ora, tutto sarebbe oro che luccica se le maggiori entrate fiscali fossero dovute ad imposte dirette, ovvero a tasse pagate sui nostri redditi. Il che, appunto, farebbe presumere una economia florida in piena espansione, dove sia il settore privato che quello pubblico, beneficerebbero di una crescita importante dell’economia di un paese.

Non mi sembra assolutamente il caso del nostro paese, dove il PIL è stagnante da almeno due decadi, ed il rimbalzo avuto dopo il Covid è solo funzionale alla propaganda draghiana.

Discorso ben diverso, sarebbe se le maggiori entrate fiscale fossero dovute ad imposte indirette, una su tutte l’IVA.

La realtà dei fatti, abbinata alla falsità di chi ci governa, ci dice che, purtroppo per noi, siamo di fronte al secondo caso. E per smascherare il gioco delle tre carte, basta usare la logica, oltre ad andare sul sito del MEF a vedere nel dettaglio le entrate fiscali. [2]

Quello che si può notare a vista d’occhio, è l’enorme differenza in percentuale di incremento fra imposte dirette ed indirette a vantaggio delle seconde.

Del resto, che imprese e famiglie, ormai da oltre un anno siano afflitte dal caro prezzi dei settori dell’energia ed alimentare, non è certo una novità. E se i prezzi aumentano è matematico che lo Stato incassi più IVA, come è matematico che i consumatori finali si trovino a dover versare somme maggiori all’erario pur non avendo maggiori entrate (redditi), attingendo ai risparmi personali od in mancanza, al credito.

Altro fattore di aumento delle entrate per il Tesoro, sono i maggiori profitti che conseguono le imprese del settore energia, nelle quali lo Stato ha importanti partecipazioni. Anche in questo caso, i maggiori introiti provengono sempre dal settore privato, ovvero dai consumatori.

Sul fatto che il caro prezzi, dovuto soprattutto a fenomeni speculativi, fosse una tassazione nascosta, ne avevamo già parlato sul nascere del problema.

Tanto per concludere, il decreto aiuti Vi sta restituendo una parte di quello che siete stati costretti a pagare in più, per l’inerzia del governo di fronte a tali fenomeni speculativi. Quindi, tanto per dare dei numeri, affinché il concetto possa essere chiaro a livello macroeconomico, se Draghi ci ha preso 10 e ci restituisce 5, NOI, oggi siamo in deficit di 5 – e per coprire questo deficit, dobbiamo ricorrere ai nostri risparmi – chi ce li ha – altrimenti dobbiamo bussare alle banche, se ci aprono.

Se questo processo, si ripete all’infinito, come di fatto avviene da 30 anni nel nostro paese (stante i surplus governativi continui), la scienza contabile ci dice che resta un’unica soluzione finale:

Finire sotto il ponte!!!

di Megas Alexandros

Fonte: Il ministro Franco e Draghi campioni nel gioco delle tre carte – Megas Alexandros

NOTE

[1] Decreto Aiuti Bis, Franco: “Meno deficit del previsto, abbiamo 14,3 miliardi” – La Stampa

[2] Entrate tributarie: nel 2021 gettito di 496,09 miliardi – Ministero dell’Economia e delle Finanze (mef.gov.it)

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