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IL MEDIO ORIENTE ISOLATO DA INTERNET: INCIDENTI O SABOTAGGI?

DI WAYNE MADSEN
Wayne Madsen Report

Il 30 gennaio, 2 cavi sottomarini che trasportavano Internet e il traffico di altre telecomunicazioni sono stati tagliati al largo della costa di Alessandria in Egitto. Uno era il cavo FLAG Europa-Asia della società inglese FLAG Telecom e l’altro era il cavo SeaMeWe-4. Entrambi i cavi trasportano il traffico tra l’Europa e il medio oriente arrivando sino all’India. Il traffico Internet è rallentato in tutto il Medioriente e il subcontinente indiano come risultato della doppia rottura dei cavi che è stata imputata ad ancore di navi. I 2 cavi trasportano il 75% di tutto il traffico Internet tra l’Europa e il medio oriente. Ci si aspetta che le riparazioni del cavo a largo della costa egiziana non inizieranno prima del 12 febbraio.

Oggi un terzo cavo, sempre gestito dalla FLAG, il cavo FALCON, è stato tagliato al largo dell’emirato di Dubai del Golfo Persico. La sezione colpita è quella tra Dubai e l’Oman. Il FALCON è un cavo ad anello che fornisce servizio per tutto il Golfo Persico, comprendendo Iran, Arabia Saudita e gli altri Stati degli emirati arabi uniti.
Il traffico tra Europa e medio oriente è stato spostato sul cavo Sea-Me-We-3, un cavo vecchio con una portata minore di quelli, più nuovi, che sono stati tagliati.

Ci sono stati tagli di cavi sottomarini anche in passato. Nel 2004 un cavo malfunzionante provocò una perdita del servizio Internet nello Sri Lanka. Un terremoto nel dicembre 2006 causò il taglio di nove cavi sottomarini tra le Filippine e Taiwan.

La storia dei cavi sottomarini che erano parte del Sound Surveillance System (SOSUS) [sistema di sorveglianza sonora n.d.t.] della marina degli Stati Uniti, è istruttiva per distinguere tra incidenti casuali e sabotaggi. Il SOSUS era progettato per ascoltare i segnali acustici di sottomarini, in particolare dei sottomarini sovietici. Anche esso ebbe la sua parte di cavi tagliati, non tutti a causa di incidenti. Il fatto che tre cavi a servizio del Medioriente siano stati tagliati in così rapida successione è un indizio che i tagli non sono stati causati da ancore o da altri tipi di incidenti.

La rete atlantica SOSUS subì tre grossi tagli di cavi sottomarini negli anni 70 e 80. Il primo fu nella base della marina di Lewes, Delaware nell’inverno del 1976-77. A causa del rigido inverno e del congelamento del fiume Delaware un certo numero di navi dirette a Philadelphia si ancorarono a largo della costa atlantica del Delaware in attesa che il ghiaccio si sciogliesse. L’ancora di una nave venne trascinata e finì per colpire il cavo SOSUS dello stabilimento di Lewes.

I 2 successivi tagli di cavi non furono incidenti. Il cavo islandese che collegava Hofn nell’Islanda orientale alla stazione navale di Keflavik fu tagliato nel 1979. Allora fonti dell’intelligence navale sospettarono di un “peschereccio” sovietico, cioè una nave dell’intelligence camuffata da pesca a strascico, che avrebbe usato un “aratro” sottomarino armato di lama per tagliare il cavo. In quel periodo i sovietici erano impegnati in un grande numero di esercitazioni navali ad alta saturazione nei mari norvegese e di Barents.

Alcuni anni dopo anche la base navale di Brawdy nel Galles subì un taglio di un cavo a sud del regno unito e a ovest della Francia. Si pensò che anche questo taglio fosse stato compiuto da una speciale squadra navale sovietica di sabotatori.

La differenza fondamentale tra i tagli di Lewes e quelli di Keflavik e Brawdy era nel tipo di taglio effettuato. Il cavo di Lewes venne lacerato e il taglio era irregolare. Sembra che invece i tagli di Keflavik e Brawdy fossero netti.

Dopo che George W. Bush, durante il suo recente viaggio in Israele, si è impegnato affinché gli Stati Uniti facciano guerra all’Iran, la tempistica dei tre successivi tagli di cavi in altrettanti giorni è altamente sospetta. La dottrina neocon e i pianificatori politici del Dipartimento della difesa si sono concentrati nel compiere “guerre di informazioni” come parte dei piani di “operazioni informative”. Questi includono l’imposizione di “embargo tecnologici” contro le nazioni prese di mira in tempi di aumentate tensioni o di guerra totale.

Titolo originale: ” Three successive submarine cable cuts not random accidents

Fonte: http://www.waynemadsenreport.com/
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02.02.2008

SOSPETTI GEOPOLITICI DIETRO IL BALCKOUT INTERNET IN MEDIORIENTE

DI PAUL JOSEPH WATSON
Prison Planet

I bloggers ritengono che un grosso evento potrebbe essere dietro l’angolo, l’Iran è completamente isolato

Interruzioni di massa del servizio Internet senza precedenti nel Medioriente e in Asia, dopo che non meno di quattro cavi Internet e sottomarini sono stati tagliati senza spiegazione, stanno sollevando sospetti che un grande evento di proporzioni geopolitiche potrebbe essere dietro l’angolo.

Blackout Internet stanno colpendo grosse porzioni dell’Asia, del Medioriente e del Nord Africa dopo che quattro cavi di connessione sono stati recisi. Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi, Kuwait, Bahrain, Pakistan e India, stanno tutti attraversando grossi problemi.

A quanto afferma il sito InternetTraffic.com, l’Iran è stato completamente isolato da Internet sebbene il blog di Mahmoud Ahmadinejad possa ancora essere raggiunto.

La cosa più interessante è che l’interruzione non ha colpito Israele e l’Iraq.

“Stephan Beckert, un analista di TeleGeography, un’azienda di ricerca che fa consulenza su questioni globali riguardanti Internet, ha detto che i cavi danneggiati, assieme, sono adibiti alla maggioranza delle comunicazioni internazionali tra l’Europa e in Medioriente”, riferisce la CNN.

Funzionari dicono che la causa dietro al taglio dei cavi rimane sconosciuta, ma la seconda più grande azienda di telecomunicazioni degli emirati arabi uniti ha detto che i cavi sono stati tagliati perché delle navi hanno trascinato le loro ancore.

Tutto ciò è un inizio per gettare un velo su un imminente evento che verrà allestito in Medioriente?

“Quante sono le probabilità di questi eventi ? A chi giova?” si chiede il blog Crimes and Corruptions. “Vediamo. Riavvicinamenti iraniani: i recenti mesi hanno portato segni di un crescente riavvicinamento tra l’Iran e l’Egitto”

“Quale nazione non gradisce ciò e ha sottomarini che potrebbero tagliare i cavi? Perché farlo? Danneggiare fortemente gli affari Internet come rappresaglia? Oppure tutto ciò è pensato per qualcosa di più? Notate che Internet sta funzionando bene in Israele”.

Mike Rivero di WhatReallyHappened.com fa che notare il misterioso sabotaggio dei cavi potrebbe presagire l’inizio di una nuova crociata imperiale neocon.

“Il più grande problema che l’amministrazione Bush ha affrontato durante la guerra in Iraq sono state le immagini provenienti da Internet che mostravano gli orrori subiti dal popolo iracheno e che scoprivano le bugie del governo su Saddam” scrive.

“Sono molto preoccupato che questi tagli di cavi sottomarini possano avere lo scopo di impedire al mondo di vedere, a parte che attraverso i media e la propaganda controllata dal governo, qualcosa che sta per accadere”

Titolo originale: ” Middle East Internet Blackouts Spur Geopolitical Suspicions “

Fonte: http://www.prisonplanet.com/
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01.02.2008

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • alcenero
    Internet interrotto: prova generale?
    Maurizio Blondet
    02/02/2008

    Da mercoledì le comunicazioni internet sono interrotte in gran parte dell’Asia, Nordafrica e Medio Oriente.
    La causa: sono stati spezzati tre, forse quattro cavi sottomarini.
    Secondo CNN, «Egitto, Arabia Saudita, Katar, gli Emirati, Bahrein, Pakistan ed India stanno subendo gravi danni economici» perché molti affari (fra cui le prenotazioni aeree) avvengono ormai via web.
    Aggiunge sempre la CNN (1), e lo scrivo in grassetto: «Alcune nazioni sono state risparmiate dal caos: Israele – che usa una sua differente via di traffico – il Libano e l’Iraq».

    Il primo cavo, FLAG (Fiber-Optic Link Around the Globe) è stato troncato alle ore 8 del 30, sembra al largo di Alessandria d’Egitto, causando la paralisi del 70% del traffico Internet in Egitto, e il 60% in India.
    FLAG è un cavo che collega Australia e Giappone all’Europa via India e Medio Oriente, e si estende per 28 mila chilometri sotto il mare.


    Il tragitto delle dorsali FLAG e SEA-ME-WE 4

    Un secondo cavo, SEA-ME-WE 4 (la sigla sta per South Easth Asia, Middle East West Europe) è stato spezzato poco dopo, all’altezza di Dubai, Golfo Persico.
    Lo stesso giorno.
    Navi di riparazione stanno giungendo sul punto della presunta rottura, ma non arriveranno prima del 5 febbraio.
    A causa di questi «incidenti», tutto il traffico viene sopportato dal più vecchio cavo SEA-M-WE-3, che unisce l’Europa al Medio Oriente via Egitto, e che è molto più «lento».

    Venerdì 1 febbraio un terzo cavo viene spezzato, il «Falcon», della stessa ditta che opera il FLAG, e apparentemente sempre nel Golfo Persico, stavolta tra Dubai e Muscat.
    Il Falcon collega Sri Lanka a Suez (2).

    Al Jazeera parla di un altro cavo spezzato «nel Mediterraneo, tra l’Egitto e la Francia»: non è chiaro se si tratti di un quarto «incidente», oppure del primo cavo danneggiato, visto che il FLAG tocca anche Palermo (3).

    Ovviamente anche le comunicazioni voce e TV sono praticamente paralizzate nell’area, vastissima, che abbraccia due continenti ed ha come epicentro il Golfo Persico.
    India ed altri Paesi per cui internet è la spina dorsale della nuova economia stanno compiendo sforzi enormi per riconvogliare il traffico sui cavi del Pacifico, oppure su satellite.

    Il Dubai International Airport segnala problemi, e le linee aeree ritardi dei voli.
    Le Borse dei Paesi musulmani sono chiuse il venerdì, e ciò ha attenuato i danni ai mercati.
    Varie fonti attribuiscono le tre interruzioni a «tempeste tropicali» o a «una nave che ha gettato l’ancora».

    Data la congestione di navi da guerra nel Golfo Persico (dove dovrebbero trovarsi due portaerei USA con le rispettive squadre d’appoggio) e la tensione strategica che interessa quel tratto di mare nel cuore dell’Oriente musulmano, è possibile immaginare altre ipotesi.
    Due dei quattro sottomarini israeliani Made in Germany, e dotati di missili con testate atomiche, si troverebbero nel Golfo per minacciare l’Iran di rappresaglia nucleare.

    Fatto degno di nota, mentre Israele è miracolosamente immune dal grave problema (dispone evidentemente di sue reti o satelliti protetti), l’Iran è il Paese che appare il più colpito: Teheran è completamente isolata dal mondo, come riporta il sito specializzato http://www.internettrafficreport.com/asia.htm [www.internettrafficreport.com]


    Si sono sentiti cali in tutta l’Asia ieri: ma Teheran è stata scollegata

    Per contro, l’Iraq occupato è esente da questi problemi, come Israele (e il Libano).
    Fatto ancora più curioso, mentre Teheran è isolata, ci si può tuttavia collegare al blog personale di Ahmadinejad, «per quanto con lentezza».

    Come sappiamo, immagini e blog hanno mostrato gli orrori dell’invasione dell’Iraq, che l’amministrazione USA avrebbe preferito il mondo non conoscesse.
    Anche le foto delle torture di Abu Ghraib circolarono su internet, e così i video girati da soldati americani, smentendo la narrativa ufficiale della propaganda americana.

    Ora le tre rotture – sicuramente deliberate – possono essere preordinate in vista di «qualcosa che sta per accadere», e che è meglio che il mondo non veda?
    E che apprenda dalla narrativa dei media ufficiali e controllati?

    La sola fonte alternativa potrebbe essere il blog di Ahmadinejad, o ciò che viene fatto passare per tale.
    O forse è una prova generale di paralisi di Internet a livello globale, dato che la rete ha dato troppi dispiaceri alle «versioni ufficiali»?

    Le due ipotesi non si escludono a vicenda.
    Il fatto che l’interruzione sia in corso nel Golfo Persico giustifica le peggiori previsioni.

    Maurizio Blondet

    Note
    1) «Internet failure hits two continents», CNN, 31 gennaio 2008.
    2) «New cable cut compounds net woes», BBC, 1 febbraio 2008.
    3) «Internet outages hit Middle East», Al-Jazeera, 30 gennaio 2008.

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    http://www.effedieffe.com/interventizeta.php?id=2616&parametro=esteri

  • Tao

    Arrivano altre notizie sulla misteriosa faccenda dei cavi Internet sottomarini. Pare ce ne sia un quarto (1), sempre nel Golfo Persico tra il Qatar e gli Emirati Arabi.

    Inoltre, giungono novità dall’Egitto, uno dei Paesi più colpiti dal blackout internettiano: il Ministero della Comunicazione annuncia( 2) che il guasto non è stato determinato da alcuna nave, sia perchè l’area è una no-go zone sia perchè riprese video mostrano che a quell’ora sul posto non stava transitando nessuna imbarcazione.

    Nel frattempo qualcuno reperisce precedenti storici (3) per l’esattezza durante la I Guerra Mondiale quando la Marina Inglese tagliò i cavi telegrafici sottomarini della Germania, sotto la Manica, subito prima di sferrare un attacco a sorpresa. Tali cavi collegavano i tedeschi con tutto il mondo, e finirono in tal modo completamente isolati. Dovettero ricorrere allora alle trasmissioni radio, che vennero così puntualmente intercettate e decrittate dal nemico.

    Ma si trovano anche “precedenti” più recenti, come un documento (4) del Pentagono del 2003, in cui si sosteneva che la rete Internet va considerata come se si trattasse di un’arma militare nemica.

    Continuano anche ad affastellarsi ipotesi. Le più gettonate al momento, oltre l’intramontabile imminente attacco all’Iran, sono il tentativo di isolare i paesi del Golfo e alcuni del Medio Oriente, e il movente finanziario: si cerca di ostacolare l’intervento su mercati vacillanti da parte dei paesi coinvolti. Staremo a vedere…

    Debora Billi
    Fonte: http://crisis.blogosfere.it
    Link: http://crisis.blogosfere.it/2008/02/cavi-internet-tagliati-lintreccio-si-infittisce.html
    4.04.08

    Note

    1 http://afp.google.com/article/ALeqM5i03tUdyj8wf2Xa9P4trWEjqAJdyQ
    2 http://www.khaleejtimes.com/DisplayArticleNew.asp?xfile=data/theworld/2008/February/theworld_February77.xml&section=th
    3 http://findarticles.com/p/articles/mi_m0QUY/is_2004_July/ai_n6142317/pg_2
    4 http://www.globalresearch.ca/index.php?context=viewArticle&code=JES20080202&articleId=7980