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IL MASSACRO DI MUMBAI E' OPERA DI ESTREMISTI HINDU?


A CURA DEL PAKISTAN DAILY

E’ strano che nessuno dei media, televisione o stampa, abbia ripreso questa storia. O l’hanno deliberatamente nascosta? Guardate la foto di uno dei terroristi qui in basso.

Notate sulla sua mano destra la banda/filo arancione.

Legarsi un filo o una corda arancione attorno al polso è una pratica Hindu ed è improbabile che un musulmano, specialmente così politicizzato da compiere un attacco come questo, avrebbe osservato tale pratica. Penso che ciò fornisca ulteriori prove che questa è stata una operazione false flag o quanto meno un attacco da parte di un gruppo non islamico*. Per ulteriori informazioni sul significato del laccio rosso vedete wikipedia.

Inoltre è stato riferito che i terroristi all’interno del Nariman House Building avevano accumulato rifornimenti la sera di mercoledì, comprando, tra le altre cose, non solo cibo ma anche liquori da un negozio locale. Ancora una volta è fortemente improbabile che un musulmano, per non parlare di un ‘Mujahid’, specialmente uno così politicizzato da compiere un tale attacco, consumerebbe alcool nella vita di tutti i giorni, figuriamoci ore prima del suo inevitabile ‘martirio’.

A seguire: “Mumbai: quotidiano ufficiale cinese chiede di non escludere estremisti Hindu” (India Express) e “Il dramma di Mumbai” (Pakistan Daily); “Mumbai, una nuova fase della ‘Guerra al Terrore’ “(Alex Lattanzio, Aurora); “I massacri di Mumbai come sconfitta del controterrorismo” (Gilad Atzmon, Palestinethinktank);Non lasciate che tutto ciò venga ignorato. Fate circolare ciò a quante più persone potete, dato che crediamo fortemente che non sarebbe stato ignorato se i terroristi avessero portato con loro una copia del Corano o un taveez [ciondolo, probabilmente si intende in questo caso un ciondolo con versi del corano N.d.r.].

[In alto, uno dei terroristi degli attacchi a Mumbai con al polso un laccio arancione. Sotto: un estremista Hindu che porta lo stesso tipo di laccio al polso, considerato beneaugurante per la sua religione.]

*Nota del Traduttore: l’India non è affatto estranea al terrorismo di stato, o comunque a eventi molto sospetti. Si rilegga a proposito “DICEMBRE 2001, TERRORISMO DI STATO IN INDIA“, di Arundhati Roy, pubblicato tempo fa su questo stesso sito.

Titolo originale: “Mumbai Evidence being deliberately ignored?”

Fonte: http://www.daily.pk/
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29.11.2008

MUMBAI: QUOTIDIANO UFFICIALE CINESE CHIEDE DI NON ESCLUDERE ESTREMISTI HINDU

DI SHUBHAJIT ROY
India Express

New Delhi: la voce ufficiale del partito comunista cinese–il Quotidiano del Popolo– riportava un articolo che indica il coinvolgimento di estremisti Hindu negli attacchi terroristici di Mumbai. L’articolo basava il suo ragionamento su un ” laccio rosso” portato dagli attentatori sui loro polsi.

L’articolo– scritto in cinese– e inviato dal corrispondente in India Ren Yan, nota che, sebbene i Deccan Mujahideen abbiano rivendicato la responsabilità degli attacchi, “si può vedere dal laccio rosso portato dagli attentatori sui loro polsi che potrebbero essere Hindu”.

Analisti di cui non si riferisce il nome, vengono citati per avere affermato: “anche elementi radicali dell’induismo potrebbero aver compiuto questo attacco, perché si sono a lungo opposti alle politiche egemoniche Usa”.

Si afferma anche che ” la crescente vicinanza dell’India agli Usa ha suscitato la loro forte opposizione. Alcuni all’interno della comunità Hindu non sono contenti delle politiche interne ed estere del governo guidato dal Congresso e potrebbero aver escogitato questo attacco per influenzare l’esito delle prossime elezioni generali.” [Nelle prossime elezioni il partito conservatore Hindu, il Partito del Popolo Indiano (Bharatiya Janata Party, BJP), cercherà di andare al governo al posto della maggioranza attuale formata dal Congresso Nazionale Indiano (INC), di estrazione social-democratica. N.d.t.]

Titolo originale: “China official daily says don’t rule out Hindu radicals”

Fonte: http://www.indianexpress.com
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30.11.2008

IL DRAMMA DI MUMBAI

A CURA DEL PAKISTAN DAILY

Il mio amico e collega Zaid Hamid dice una cosa molto interessante qui [vedi scritto più in basso n.d.t.]. Come pakistano, anche io trovo curioso che solo pochi giorni fa, per la prima volta, la portata e l’influenza dei gruppi terroristici interni indiani veniva registrata per la prima volta, con l’arresto di due ufficiali anziani in servizio dell’esercito indiano con legami a gruppi terroristici Hindu coinvolti in grossi atti di terrorismo; atti di cui erano stati accusati i musulmani. E ora improvvisamente abbiamo uno spettacolare incidente, troppo sofisticato perché possa essere eseguito da un qualunque straniero senza una massiccia agevolazione e una base di appoggio, in cui presunti terroristi islamici hanno lasciato dietro di sé una carta d’identità e un telefono cellulare con una carta SIM proveniente da un paese ‘confinante’.

Una cosa davvero conveniente. Avrebbero dovuto controllare meglio perché avrebbero potuto anche trovare un tesserino ISI [sigla dei servizi segreti pachistani. N.d.t.] su uno dei terroristi morti. Ci sono quasi 100 gruppi in India, di ogni tipo, che combattono contro lo Stato e il popolo indiano, e tra essi anche gruppi terroristici Hindu.

L’India dovrebbe mettere ordine in casa propria prima di accusare i vicini. Provenendo queste accuse da un paese in cui quasi 600 cristiani sono stati uccisi appena due mesi fa da gruppi Hindu, e 2500 musulmani indiani sono stati bruciati vivi nel primo caso di genocidio del ventunesimo secolo, nel 2002, e dove le donne Kashmire, Dalit, e di altre minoranze vengono violentate ogni giorno come parte dell’oppressione religiosa Hindu. Per piacere leggete l’analisi di Zaid Hamid qui sotto e il resoconto che espone l’estremismo dell’India. Ahmed Quraishi

Durante molte delle scorse settimane, la maggiore notizia in India era il coinvolgimento di ufficiali dell’intelligence militare indiana in atti di terrorismo contro i musulmani allo scopo di creare una situazione di scontro tra Hindu e musulmani così come per creare la giustificazione per una guerra contro il Pakistan. Molti ufficiali dell’esercito indiano sono stati catturati e la polizia indiana è stata costretta a lavorare più a fondo per trovare altri terroristi del BJP, Bajrang Dal e del RSS tra gli organici dell’esercito o dell’intelligence indiani.

Questa storia aveva creato un serio panico tra i militari indiani e i loro sostenitori, i sionisti Hindu. Qualcosa doveva essere fatto per spostare l’attenzione del mondo e dell’opinione pubblica indiana dagli atti di terrorismo degli estremisti Hindu….. Poi è arrivato il massacro di Mumbai.

Persino mentre le sparatorie stavano ancora avvenendo all’interno degli hotel, i media indiani e l’esercito accusavano il Pakistan per gli attacchi. Il gioco è chiaro e sinistro. L’Intelligence indiana ha spostato l’attenzione globale verso un’altra questione grazie a cui potranno accusare il Pakistan di questo massacro e usare la dottrina di Barack Obama sugli attacchi al Pakistan per accerchiare il Pakistan da entrambi i lati. E’ veramente una vergogna che i media pachistani non stiano sottolineando questa questione e stiano solo ripetendo ciò che gli indiani vogliono che il mondo veda e sappia.

Non esiste in India un gruppo dal nome Daccan Mujahideen.

Nei prossimi giorni il Pakistan dovrebbe prepararsi a rispondere a pericolose minacce mentre gli indiani faranno qualunque cosa per aprire un altro fronte contro il Pakistan e spostare l’attenzione locale e mondiale dagli elementi interni fascisti tra l’intelligence militare e i sionisti Hindu. Il documento che accludo [l’allegato manca nella versione inglese, vedi link in basso, evidentemente è relativo solo all’edizione pachistana del quotidiano Paikistan Daily N.d.t.] è un documento della BT [la sigla si riferisce probabilmente alla British Telecom n.d.t.] che spiega gli attuali sinistri giochi che i fascisti Hindu stanno cercando di nascondere.

Possa Allah proteggere il Pakistan da tutti i nemici.

Wassalam and dua

Pakistan Zindabaad. Zaid Hamid

Titolo originale: “The Mumbai Drama”

Fonte: http://www.daily.pk
Link
27.11.2008

Articoli scelti e tradotti per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Tao

    MUMBAI, UNA NUOVA FASE DELLA “GUERRA AL TERRORE”

    DI ALEX LATTANZIO
    Aurora

    “L’attacco a Mumbai è una nuova terrificante pietra miliare della
    jihad globale”.

    Bruce Reidel, ex agente della Cia e attuale consigliere di Obama per
    il Pakistan

    “Se andremo in guerra, allora ci andremo tutti, non solo qualcuno.”
    Barack Obama al Time Magazine Forum, 11 settembre 2008

    “Farò della lotta contro Al Qaeda ed i talebani la massima priorità,
    come dovrebbe essere. Questa è una guerra che dobbiamo vincere.”

    Barack Obama

    Se gli attacchi del 26/29 novembre a Mumbai, che hanno provocato
    finora 175 morti e 370 feriti, sono opera di militanti islamisti,
    come viene fatto apparire, il Governo Indiano incolperebbe il
    Pakistan. Da ciò scoccherà una crisi fra le due potenze nucleari che
    coinvolgerebbe gli Stati Uniti, pronti a schierarsi con la `parte
    lesa’.

    La situazione, a Mumbai, adesso resta poco chiara dopo gli attacchi
    del 26 novembre. Ma per capire l’importanza geopolitica di ciò che è
    accaduto, è necessario partire dall’inizio. Apparentemente due
    commando di uomini armati, sbarcati da gommoni, hanno effettuato
    sette azioni d’assalto contro le infrastrutture turistiche della
    capitale economico-finanziar ia dell’India: Mumbai. I “terroristi
    sconosciuti hanno aperto il fuoco indiscriminatamente con armi
    automatiche e in alcuni luoghi hanno usato anche granate”. L’attacco
    è stato rivendicato dal gruppo che si autodefinisce “Mujahidin del
    Deccan”, finora quasi sconosciuto, ma dietro cui si celerebbe,
    secondo fonti ufficiali indiane, il movimento indipendentista del
    Kashmir Lashkar-e-Toiba, gruppo ritenuto legato ad Al-Qaida e ai
    servizi segreti (ISI) di Islamabad.

    Il dirigente dell’ATS, la forza antiterrorismo di Mumbai, Hemant
    Karkare, ed altri ufficiali sono stati uccisi nell’azione
    terroristica. Era il gruppo d’indagine che seguiva il caso degli
    attentati esplosivi di Malegaon, dove Praggya Singh, un ufficiale
    dell’esercito, Raj Kumar Purohit e parecchi altri importanti
    esponenti del fronte di estrema destra BJP-RSS-BajrangDal- VHP sono
    stati arrestati. Karkare diresse gli arresti. Karkare aveva ricevuto
    minacce da parecchie parti. L. K. Advani, il capo del BJP e molti
    altri eminenti dirigenti della cosiddetta `Squadrone del Terrorismo
    Indù’ volevano la sua testa. Ed il primo caduto dell’attacco
    terroristico è stato proprio Karkare! Mentre dirigeva le operazioni
    intorno all’Hotel Taj Mahal è stato ucciso con tre proiettili
    sparati “da un’auto della polizia, che era stata probabilmente
    sequestrata dai terroristi.”

    L’operazione dei terroristi è iniziata dall’edificio Nariman, l’unica
    costruzione a Mumbai abitata da ebrei. Alcuni indù Gujarati che
    vivevano presso la zona del Nariman hanno detto apertamente, alla
    televisione, che l’operazione dei terroristi hanno incominciato a
    sparare dall’edificio Nariman. Un luogo che per due anni è stato al
    centro di attività sospette. Ma nessuno se ne era occupato. Il Mossad
    appare coinvolto nell’intera vicenda, appoggiato dalle forze
    comunaliste hindiu del fronte RSS-BJP-VHP- Bajrang guidato da Advani.
    Una fotografia pubblicata recentemente sull’Urdu Times di Mumbai,
    indica che agenti del Mossad sono giunti in India ed hanno incontrato
    Sadhus, Sadhu, Sadhvi ed altri elementi pro-Hindutva. È una
    cospirazione? In effetti, a seguito delle indagini di Karkare, le
    agenzie d’intelligence indiane si erano concentrate sui collegamenti
    internazionali del radicalismo Hindutva.

    Secondo un’edizione speciale del National Daily del Madhya Pradesh,
    l’intelligence indiana ritiene che il Mossad e la CIA,
    nell’attuazione di operazioni contro paesi arabi e musulmani, abbiano
    ottenuto il supporto del movimento estremista Hindutva. Il giornale
    scrive che le agenzie d’intelligence nazionali sono preoccupate per
    l’infiltrazione del Mossad e della CIA nel paese, ed adesso le
    agenzie dell’intelligence indiane starebbero vagliando i dettagli
    completi della visita di una delegazione di capi religiosi d’Israele
    in India e la loro riunione con dei santoni Sadhu e altri capi indù e
    musulmani. Secondo il giornale, durante il governo di Atul Behari
    Vajpayee, leader del BJP, gli anddharam guru Sadhu dell’Hindutva del
    Sangh Parivar visitarono Israele. Col tempo queste visite in Israele
    aumentarono, e quindi anche i rapporti ed i contatti dei guru del
    Sangh Parivar Dharam e dei capi Hindutva con Israele.

    Secondo il giornale, negli ultimi dieci anni la CIA ha studiato ed
    analizzato molto attentamente la crescente resistenza delle
    organizzazioni Hindutva del Sangh Parivar e le violenze commesse da
    queste organizzazioni contro i musulmani, i cristiani e le minoranze
    del Gujarat, Orissa, Karnataka ed altri stati. Non va escluso che
    anche le recenti violenze anticristiane negli stati orientali indiani
    rientrino in una operazione pianificata in precedenza.
    Le agenzie d’intelligence hanno rilevato che le visite di cittadini e
    rabbini israeliani, non molto frequenti in passato, sono aumentate
    enormemente negli ultimi anni. La visita più importante è stata
    quella fatta a Delhi dalla delegazione dei capi religiosi ebrei
    israeliani, nel febbraio 2007. La delegazione era guidata dal rabbino
    capo d’Israele, Yonah Metzger. In questa delegazione, oltre ai capi
    religiosi ebraici d’Israele, vi erano anche dei rabbini del Belgio e
    della Spagna. In India, la delegazione religiosa d’Israele incontrò i
    maggiori dirigenti dell’Hindutva, tra cui K. S. Sudharshan, leader
    dell’estremista RSS, il presidente del VHP, Ashok Singhal, ed il suo
    leader, Vishnu Hari Dalmia. Dopo la riunione dei Sadhu e dei capi
    ebrei, entrambe le delegazioni pubblicarono un manifesto comune. In
    questa riunione i rabbini ebrei espressero gravi preoccupazioni verso
    i presunti attacchi terroristici effettuati da Mussulmani, come
    affermarono i guru indù del Dharam.

    Fonti dei servizi segreti hanno rilevato che quest’anno, su invito
    dei capi religiosi israeliani, una delegazione dei capi Hindutva, tra
    cui alcuni dirigenti del Sangh Parivar, aveva visitato Israele.
    Secondo il National Daily, i funzionari delle agenzie
    dell’intelligence indiane hanno ha affermato che la CIA ed il Mossad
    hanno attuato parecchie operazioni segrete in Asia. Soprattutto dopo
    che le indagini sugli attentati di Malegaon e di Modana, hanno
    coinvolto Amaranand Shankaracharya (alias Dayanand Pande), e Sadhvi
    Pragya Thakur.
    Fatto sta che gli attacchi terroristici di Mumbai fanno gravare una
    pesante cappa sui rapporti India-Pakistan. Difatti, benché la
    situazione sia ancora poco chiara, le conseguenze probabili
    dell’attacco sembrano essere meno oscure. Cominceremo supponendo che
    gli attaccanti sono un gruppo militante islamico che opera in India,
    possibilmente con un certo sostegno esterno, dal Pakistan magari.
    Possiamo vedere abbastanza chiaramente che abbiamo assistito ad un
    attacco eseguito con cura. Dato ciò, il Governo Indiano ha due scelte.
    In primo luogo, si può dire semplicemente che gli esecutori erano di
    un gruppo interno. In quel caso, verrà incolpato il responsabile del
    fallimento di proporzioni enormi della sicurezza e dell’applicazione
    della legge, il responsabile del dicastero degli interni, ministro
    Shivraj Patil, s’è dimesso assieme al consigliere della sicurezza
    nazionale.

    Da un altro lato, si può collegare l’attacco ad una potenza esterna:
    Il Pakistan. In questo caso si riterrà la nazione responsabile
    dell’attacco e si potrà sfruttare l’atmosfera di crisi per rafforzare
    la posizione del governo, anche invocando il nazionalismo. Questo è
    politicamente il risultato preferibile per il Governo Indiano e,
    probabilmente, sarà la linea di condotta adottata.
    Ciò non vuol dire che non ci siano potenze straniere coinvolte, anzi,
    senza badare alle conseguenze, il Governo Indiano sosterrà questa
    tesi, che, a sua volta, trascinerà India e Pakistan in una crisi
    pericolosa, la più pericolosa dal 2002. Se i pakistani saranno
    percepiti come i responsabili dell’attentato, e gli indiani li
    riterranno colpevoli, ricorreranno alla rappresaglia, altrimenti, la
    credibilità interna del governo indiano crollerebbe.
    La crisi, allora, richiederebbe l’intervento dei pakistani con azioni
    immediate per reprimere gli islamisti, specialmente nel Kashmir.
    Nuova Delhi domanderebbe una simile azione, immediata e pubblica.
    Tale richiesta sarebbe parallela a quelle degli Stati Uniti che,
    certamente, imporranno quelle azioni minacciate dal neopresidente
    degli Stati Uniti Barack Obama, per strappare una maggior
    cooperazione dal Pakistan. Se ciò accadesse, il Pakistan si troverà
    preso tra due fuochi. Da un lato, gli indiani minacceranno azioni,
    vaghe ma incombenti. Dall’altro gli statunitensi intensificheranno
    gli interventi armati sul territorio pakistano.

    Se gli attentati porteranno al Pakistan, gli USA intensificheranno
    gli interventi armati nei giorni precedenti la nomina ufficiale del
    nuovo presidente. C’è un precedente. Nel 2002 vi fu l’attacco al
    Parlamento indiano, a Mumbai, da parte di militanti islamisti
    collegati al Pakistan. Un conflitto nucleare era sul punto di
    esplodere fra l’India ed il Pakistan, e gli Stati Uniti giocarono un
    ruolo stabilizzatore, in cambio di una maggiore pressione pakistana
    sugli islamisti. La crisi contribuirà a ridefinire la posizione
    pakistana verso i radicali islamisti nel Pakistan. In questo caso le
    richieste saranno maggiori. Gli indiani e gli Americani avranno il
    comune interesse a che il governo pakistano agisca con maggior
    vigore, decisione ed immediatezza. Ma il governo pakistano ha
    avvertito che tale pressione potrebbe destabilizzare il Paese. Gli
    indiani non saranno in una posizione tale da moderare le loro pretese
    e gli Americani approfitteranno della situazione per strappare altre
    concessioni importanti. Così la crisi s’intreccerà direttamente con
    le operazioni della NATO e degli Stati Uniti in Afghanistan.
    Non è chiaro quanto il governo pakistano possa controllare la
    situazione, ma gli indiani probabilmente premeranno ulteriormente e
    gli Stati Uniti li fiancheggeranno, muovendosi sulla stessa linea. Il
    governo dell’India è sotto pressione e gli si chiederà di reagire. Di
    conseguenza, questi eventi indicano non solo una crisi seria fra il
    Pakistan e l’India, ma anche all’interno del Pakistan, con il governo
    preso in mezzo tra le potenze straniere e la realtà interna. Date le
    circostanze, una gravissima destabilizzazione regionale è possibile,
    soprattutto in presenza di armi nucleari.

    Chi ha ideato l’attentato ha pensato acutamente alle implicazioni
    politico-diplomatiche che ne conseguono: gli indiani si baseranno su
    una `verità’, pur in presenza di un evento di cui non vi è certezza;
    e questa `verità’ è che i terroristi fossero musulmani e che i
    pakistani non potessero non sapere, o quanto meno, non potranno
    dimostrare in modo netto di esserne estranei; sulla base di questo
    assioma psico-diplomatico si rischia di entrare in una profonda crisi
    internazionale, e non vi è molto tempo per chiarire la situazione.
    In un momento di crisi negli USA, non è da escludere che la
    leadership strategica a Washington abbia deciso di condurre ulteriori
    interventi facendo ricorso alla manodopera di terzi. Non potendo più
    coinvolgere direttamente proprie truppe, la consorteria riunita
    intorno al prossimo presidente statunitense può aver deciso di
    utilizzare un metodo già sperimentato nelle guerre coloniali (non
    ultima in Kosovo e in Afghanistan) , cioè quella di fare combattere
    una guerra di conquista e di occupazione a forze di ascari. Come nel
    caso del Kosovo, dove la NATO impiegò le truppe dell’UCK per
    impegnare sul terreno le forze di sicurezza jugoslave, così potrebbe
    ripetersi la eventuale strategia futura degli USA, soprattutto in un
    area delicata e strategicamente importante quale il continente
    subasiatico.

    Un conflitto ampio, acuto e difficilmente gestibile,
    destabilizzerebbe quel processo di cooperazione economico-politico
    che vede, in questi anni, protagoniste le principali potenze
    eurasiatiche (Federazione Russa, Repubblica Popolare di Cina e Unione
    Indiana). L’operazione terroristica, attuata in modo estremamente
    professionale ed accurato, sembra avere per obiettivo non solo la
    destabilizzazione dell’India, ma la destabilizzazione di tutto il
    continente eurasiatico. Un obiettivo che è sempre stato nell’agenda
    dei personaggi che si muovono nell’ombra di Obama.
    Il Pakistan è un elemento portante di questo processo di
    stabilizzazione geostrategica e di normalizzazione politico-economica
    dell’area. Si pensi al ruolo che potrebbe avere l’oleogasdotto della
    Pace che collegherà i giacimenti di idrocarburi iraniani ai poli
    industriali indiano e cinese, passando per il Pakistan. La figura di
    Musharraf era propositiva al riguardo, nonostante i continui
    contrasti con New Delhi, ma i centri decisionali atlantismi decisero
    diversamente, e dopo mesi di campagna propagandistica e l’oscuro
    omicidio di Benazir Bhutto (pedina anglo-statunitense) , queste
    centrali sono riuscite a imporre a Islamabad il suo vedovo, Alì
    Zardari, personaggio dalle dubbie qualità e forse anche afflitto da
    problemi di salute mentale, perciò manovrabile da interessi esterni
    ed estranei a Islamabad.

    Collegando il mutamento politico effettuato ad Islamabad con il
    processo di destabilizzazione in India, (le rivolte comunaliste
    contro varie minoranze, una catena di attentati dalle origini,
    motivazioni e scopi oscuri, come gli attentati dell’11 luglio 2006
    contro la metropolitana della stessa Mumbai, dove morirono più di
    duecento persone) e con i tentativi di contrastare il nuovo governo a
    guida Maoista in Nepal, dove compaiono all’improvviso, e dal nulla,
    dei `messia’ induisti o dove la solita ONG del solito Brzezinski, la
    solita Human Right Watch, accusa la polizia nepalese (e quindi il
    governo comunista) di `maltrattare i bambini di strada’; si comprende
    l’esistenza di un piano di ampio respiro e assai sofisticato,
    evidentemente studiato e preparato nel corso di anni.

    Ponendosi una domanda retorica: si tratta di un piano destinato a
    fare avverare il sogno anti-eurasiatico della cerchia neo-wilsoniana
    di Brzezinski/Soros, e a fare avverare le profezie belliciste dell’ex-
    senatore Barack Obama?

    Alessandro Lattanzio, Catania 1/12/2008
    http://www.aurora03 .da.ru/
    http://sitoaurora. altervista. org/
    http://sitoaurora. narod.ru/
    http://xoomer. virgilio. it/aurorafile

    Fonti:

    http://ghulammuhamm ed.blogspot. com/
    http://it.peacerepo rter.net/ articolo/ 12967/Mumbai, +il+Pakistan+ nel+mir
    ino
    http://www.movisol. org/08news291. htm

  • DelegatoZero

    La stessa foto e la stessa domanda era stata fatta da repubblica quando scoppiarono gli incidenti quindi all’inizio degli attacchi..ora miracolosamente la foto e il pezzo di articolo in cui era riportata la possibilità che gli attenatori fossero estremisti hindu non si trova più…chissa come mai..

  • reza

    Cancellare il Pakistan dalla mappa del mondo!?!

    Mentre stavo praparando questo post per il mio blog, ci sono stati i fatti sanguinosi in India che hanno causato finora molte vittime tra i civili indiani, i turisti occidentali e non, e i militari indiani, tra cui il capo del anti terrorismo indiano.

    Gli attentati(se cosi si possono chiaramare, perché assomigliano piuttosto ad un attacco vero e proprio ad una città, o se vogliamo, ad un stato)sono stati rivendicati da una organizzazione finora “sconosciuta”!

    Sembra che nella futura mappa del “Sudest Asiatico” ci sarà un cambiamento che, drammaticamente, dovrebbe portare alla cancellazione del Pakistan. Di recenete gli americani bombardano il Pakistan a propria volontà e senza nemmeno considerare che si tratta di uno stato sovrano. Questo dovrebbe essere la fase preliminare di una situazione nuova che si sta venendo a creare in questa reagione!

    L’Afghanistan dovrebbe svilupparsi territorialmente verso l’ovest e l’India verso l’est, almeno questo è parte del documento che da diversi mesi gira tra le mani dei neocons dell’amministrazione Bush. Questo documento è stato pubblicato su diverse riviste militari in America!

    Dopo l’attacco americano all’Afghanistan ed il cambio del governo, i talibani si sono rifugiati verso il confine pakistano e in tutti questi anni il confine tra i due paesi è divenuto uno stato a sé, dove è nato un nuovo fenomeno; quello dei “talibani pakistani”, verso i quali esisteva una forte ambiguità da parte del generale Musharaff e de servizi segreti pakistani !

    L’ascesa dei “Talebani pakistani” è collegata alla generale crisi politica che imperversa furiosamente in Pakistan, ed in particolare alla crisi dei rapporti fra il centro e le parti, tra la capitale da un lato, e la provincia della Frontiera del Nord-Ovest e la regione del Baluchistan dall’altro, Infatti, queste regioni soffrono dell’assenza del potere centrale e della diffusione del caos a livello politico e della sicurezza, oltre che del fallimento dei progetti di sviluppo e dell’assenza di infrastrutture. Ciò fa sì che tali regioni siano facile preda del controllo delle tribù più forti, o dei gruppi armati, rappresentando un terreno fertile nel quale si sviluppano, crescono e si diffondono i gruppo radicali e il movimento di al-Qaeda.

    I giornali pakistani in questi ultimi due anni hanno sempre parlato della “volontà americana di dividere l’unico paese islamico con la bomba atomica”, pubblicando le chiare dichiarazioni di politici e di militari di alto rango del paese, i quali sostenevano che “esiste una forte volontà in America di creare una situazione di caos generale nel nostro paese, per poter cancellare ciò che , a detto dei neoconservatori americani, poteva essere ridisegnata , visto che è stato l’occidente a crearlo 50 anni fa”!

    Naturalmente, alle parole seguono i fatti, e in politica internazionale dei neocons con la quale siamo abituati da 8 anni a vedere cose più sorprendenti, spesso sono le parole a seguire i fatti che si compiuno. Uno di questi fatti importanti è costituito dalla volontà americana di avere l’India dalla sua parte contro l’Iran. Gli americani stanno facendo di tutto al fine di impedire che l’India cominci a contare seriamente sulle fonti energetiche iraniane per il proprio sviluppo, il patto atomico tra gli USA e l’India frtemente voltuo da Bush è uno dei movimenti che mirano a questa fine, ma ciò di cui i media in occidente non hanno parlato e cioé; la proposta indiano all’Afghnistan di “organizzare il futuro esercito” di questo paese!

    Questa “proposta” è stato fortemente sponsorizzato dall’America di Bush, ma questa decisione, con tutti gli sconvolgimenti geostrategici che comporta, sembra che sta portando tutta la regione verso un caos ancora più generale di quanto gli stessi neocons ancora al potere a Casa Binca si aspettavano!

    Inoltre, L’India in questo ultimo anno ha aperto numerosi “uffici consolari” lungo il confine con il Pakistan, secondo i militari pakistani, l’India sta usando questi per assoldare un gran numero di Beluci e per organizzare tumulti in questa regione, tumulti che se saranno armati dall’India, potrebberò davvero causare la separazione del Beluchistan dal Pakistan!

    Se riflettiamo bene sulle parole dichiarate dal Generale americano David McKornen, il quale nella riunione con 80 parlamentari pakistani nel mese scorso ha detto; “il nostro(americano – ndr) comportamento nella regione dall’11 settembre ad oggi dimostra che noi non avevamo una coretta comprensione della complessità della situazione di questa regione” e quando, una settimana fa tornando sull’argomento e di fronte al Consiglio Atlantico a Washington ha dichiarato; “Ho molte domande alle quali devo trovare ancora le rispote per capire la regione che comprende l’Afghanistan, il Pakistan e l’India , ma una la posso trattare anche di fronte a voi tutti che oggi siete qui presenti: perché fino a quando noi non siamo arrivati in Afghanistan, questo paese era molto più sicuro di quanto è oggi ?”. e aggiungiamo a tutto ciò la conclusione dello stesso quando sostiene che “abbiamo moltissimo da fare in questa regione, dobbiamo fare le nostre scelte e poi corraggiosamente compierli”, forse riuscieremo anche noi a capirci qualcosa!?!

    Aggiungiamo ora alla nostra riflessione anche la recentissima dichirazione di Generale Petreus, il quale ha detto; “le formule proposte per risolvere la crisi afghana dove l’America si trova in un’altro vicolo cieco, devono coinvolgere gli altri paesi della regione, altrimenti il problema resta quello che si presenta oggi.”!!!

    Tutto questo in aggiunta al documento dei neocons sul futuro del Pakistan non lasciano dubbi e gli attenati di ieri e di oggi in India sono solo l’inizio di un’altra sanguinosa fase di guerra all’interno dei popoli che abitano questa regione.

    Non so se cé bisogno che anche io aggiungo una mia “riflessione” sulla situazione nella regione ma lo farò lo stesso, mentre questi signori stanno cercando di capire dove hanno sbagliato!

    La “crisi Afghana” che per questi generali è diventato “un vicolo cieco” sta fagocitando sia il Pakistan che l’India, il ruolo svolto dall’attuale crisi di legittimità politica che va a toccare l’identità religiosa del Pakistan dovrebbe togliere il sonno a quei burocrati e militari (americani e della Nato) che stanno cercando di capirci qualcosa, questa crisi, come una vera e propria bomba(atomica) a orologeria si manifesta già in molti suoi aspetti nella lotta tra il governo centrale e i movimenti dell’Islam politico in generale, mentre la presenza di un clima regionale confuso che contribuisce al radicarsi ed al proliferare delle idee jihadiste, sia a livello del confine afghano (in presenza di una struttura sociale condivisa fra le tribù pakistane e quelle dell’Afghanistan), sia per quanto riguarda il conflitto con l’India e i movimenti di liberazione del Kashmir (i quali, negli anni passati, hanno goduto di un ingente sostegno governativo) è ormai un dato di fatto.

    Churchill disegnò la mappa del medioriente con una mattita su un pezzo di carta, da quei disegni è “avanzato” un pezzo di terra per piantare Israele nel cuore dell’Islam e oggi, i neocons girano per i corridoi di Casa Bianca con una “nuova mappa” della regione al nord della penisola indiana, senza pudore e senza il minimo timore per tanta altra gente che cadrà vittima di questa ennesima pazzia dell’occidente “padrone del mondo”!!!

    INDIA: VOCI DI TERRORISTI BRITANNICI DIETRO MUMBAI MA BROWN FRENA

    (ASCA-AFP) – Londra, 28 nov

    Una voce, un dubbio inquietante : tra i terroristi artefici degli attentati di Mumbai ci sarebbero anche alcuni cittadini britannici di origine pachistana.

    La Gran Bretagna frena e il Premier Gordon Brown getta acqua sulla notizia diffusa dall televisione indiana, la Ndtv: ”Non traiamo conclusioni affrettate riguardo a questo”, ha detto in un’intervista a Sky News il Primo ministro britannico!

    ”Ci sono ancora cosi’ tante informazioni da scoprire. Ho sentito cio’ che ha detto il Premier indiano Manmohan Singh (secondo il quale i terroristi avrebbero dei collegamenti esterni), e ne parlero’ con lui oggi”, ha affermato Brown!

    ”Certamente quando dei terroristi operano in un Paese e’ possibile che possano ricevere il sostegno di un altro paese – ha spiegato – o provenire direttamente da un altro paese”!

    ”E’ molto importante – ha ribadito Brown – rafforzare la cooperazione tra India e Gran Bretagna quando si e’ di fronte a simili attentati”!

    Secondo una portavoce del ministero degli Esteri britannico, ”non c’e’ niente che possa confermare tali voci al momento”. Il segretario di Stato, Jacqui Smith, ha infatti detto che Londra non ha ”nessuna informazione” riguardo a possibili legami britannici con il massacro ma ha assicurato che il governo britannico lavorera’ con l’India per guardare da vicino gli ”sviluppi degli eventi”!!!

    Personalmente non darei un minimo di credito alle parole dei governanti inglesi, perché sono solo dei vecchi colonialisti che galleggiano con il motto di “dividi e governa” e perché , storicamente, l’lnghilterra è responsabile di molti problemi, sia in Asia , che in medioriente.

    Vi ricordo che il responsabile degli attentati a Londra nell’2005, Si chiamava “Haron rashid Asood”, era lui il resposabile ed il progettatore di quegli attentati.

    Ebbene, Assod è un cittadino inglese di origini arabe ma non è una persona che( come ha cercato di dar da bere la propaganda dei mass media mainstream) abbia deciso di compiere gli attentati per chi sa quale ragione nascosto nella sua mente!

    Assod sin dall’1990 era “al servizio della sua maestà” la regina dell’inghilterra, era un agente del MI6 (servizio segreto inglese) e aveva sulle spalle fior di missioni (compiute) per il suo datore di lavoro in Kossovo ed in albania.

    la MI6 ha usato i servizi di Assod nella guerra del Kossovo a favore dell’inghilterra e finanziò la creazione di una organizzazione; “Al-mohajeron” per “ottimizzare” tali servizi e la “rendità” degli agenti come Assod.

    Nell’1999, Assod aveva creato una base segreta per addestrare gli agenti alle sue dipendenze negli USA (stato di Oregon) ed era ancora agente del MI6, quando le autorità giudiziarie americane hanno scoperto la base di Assod e hanno saputo delle sue attività, diedero alla polizia l’ordine di arrestarelo ma Assod sfuggi all’arresto per intervento diretto del MI6 e fu trasferito in Sud Africa proprio dagli inglesi.

    Gli agenti americani hanno trovato le sue tracce in Sud Africa ma non hanno potuto arrestarlo perché egli fu, di nuovo, trasferito dal MI6 e questa volta proprio in inghilterra, a Londra.

    Il governo inglese, il Sig. Gordon Brown in persona, sa molto bene che l’organizzazione “Al-mohajeron” è tuttora in piedi ed è attivo con tutti i suoi agenti in inghilterra,in Europa e nel resto del mondo, ma preferisce tacere lasciando che la comunità islamica residente in questo paese, e in altri paesi europei, sia oggetto gratuita della propaganda anti-islamica.

  • geopardy

    Sinceramente sembra anche a me tutto un controsenso.
    Anche ” Il Giormale ” riporta la notizia dei braccialetti Indù, ma dice che potrebbero essere un tantativo di depistaggio, a me sembra strano, che un gruppo depisti e poi rivendichi come islamica l’azione condotta.
    Va bene che la logica non è più di questo mondo, ma sembra troppo banale anche a me tutta la questione.
    Due anni fa, in Kerala nel sud India, dove vivono e prosperano (una delle regioni più economicamente e culturalmente equilibrate) il 40″ di induisti, il 30% di cristiani ed il 30% di musulmani, vi furono aggressioni gratuite e violente, da parte di un gruppo indù, nei confronti di istituzioni cristiane, ne seguì, dato che storicamente è stata sempre una regione di perfetto equilibrio tra le varie confessioni, un’indagine accurata da parte del governo locale e centrale.
    Volete sapere cosa ne venne fuori?
    Scoprirono una rete di finanziamenti per il valore di 330.000.000 $ erogati a tre distinti gruppi, uno induista, uno cristiano ed uno musulmano.
    Provenienza dei soldi?
    Londra.
    Con questo non voglio dire, come ho già ribadito in articoli passati, che sia direttamente il governo inglese ad agire, ma le centrali finanziarie, come di, praticamente, tutto il terrorismo e buona parte del narco-traffico, sono nella City, quindi una buona volontà delle istituzioni inglesi potrebbe fare luce, ma ciò non succede.
    La vicenda del Kerala fu un enorme campanello d’allarme per l’India e come tale venne percepito dalle isituzioni.
    Di lì a poco ne vennero fuori gli accordi sul nucleare con gli USA, nei confronti del quale non venne precedentemente mostrta molt calore, sarà un caso?
    Nessuno di noi è in grado di additare chissà chi, ma le potenze, generalmente, non stanno a guardare il loro declino rimanendo impotenti e prima di lasciare il passo ad altre, in genere (solo l’URSS fece eccezione) hanno generalmente combattuto guerre sanguinose o channo cercato di mandar in rovina le emergenti.
    In più c’è da dire, che all’interno dell’India, sembra, che la maggioranza del popolo non sia favorevole alla scelta di campo atlantica dell’India, la quale sta generando un’ascesa di quel super capitalismo in stile nord-americano, con tutte le iniquità che comporta, sicuramente acuite in una nazione così popolosa, un paese che si è sempre distinto per un socialismo temperato.
    Ciao

  • Tao

    I MASSACRI DI MUMBAI COME SCONFITTA DEL CONTROTERRORISMO

    DI GILAD ATZMON
    palestinethinktank

    Mentre sto scrivendo è ancora tutt’altro che chiaro cosa sia davvero accaduto a Mumbai. Le domande che mi faccio sono le stesse di tutti: chi erano gli attentatori? Chi c’era dietro di loro e cosa cercavano di ottenere? Ma una cosa appare evidente. La “Guerra al Terrore” è un completo disastro. I cosiddetti “terroristi”, chiunque essi siano, hanno vinto. L’America e i suoi alleati sono stati sconfitti.

    Ma non finisce qui, perché in tutta questa guerra l’America ha perso il proprio ruolo dominante di superpotenza. È finanziariamente rovinata. La sua dirigenza politica è vista dalla maggior parte dell’opinione pubblica mondiale come un nucleo solido di malvagità. Non bisogna essere dei geni per dedurre che questa enorme sconfitta è l’esito di una catena di eventi innescata da un unico orchestrato attacco che ha avuto luogo nel settembre del 2001. Per chi non lo ricordasse, i 18 terroristi che hanno devastato il mondo l’11 settembre non avevano con sé una bomba nucleare né armi avanzate. Erano muniti solo di coltelli. Per bizzarro che possa sembrare, per far crollare l’impero americano è bastata una dozzina e mezza di persone molto motivate armate di coltelli.

    Sfortunatamente l’America e la Gran Bretagna mentre affondavano sono riuscire a mettere in atto crimini di guerra di proporzioni colossali. Sono morti due milioni di iracheni e di afghani. Molti altri milioni sono rimasti gravemente feriti, altri ancora sono profughi. Ciascuna di queste vittime è il risultato diretto di una guerra illegale lanciata dalle democrazie anglo-americane.

    Nonostante i molti massacri che queste guerre coloniali anglo-americane si sono già lasciate alle spalle, la carneficina è ben lungi dall’essersi conclusa. Leggiamo da settimane di aerei americani che sganciano bombe su villaggi pakistani. Apprendiamo che i cosiddetti alleati prendono di mira “presunti terroristi” nelle zone rurali del Pakistan. Evidentemente i nostri leader democratici vedono i civili musulmani innocenti come facili bersagli eliminabili. Dunque non dovrebbe sorprenderci che a Est qualcuno ci consideri ugualmente suscettibili di atti di terrorismo. Ci vedono come potenziali bersagli facili. Tuttavia, se i crimini britannici e americani vengono commessi per contro nostro, in nome della democrazia, da capi che noi stessi abbiamo mandato al potere, i crimini di Mumbai sono stati commessi da un’entità sconosciuta, non da un’entità eletta. I crimini di Mumbai sono stati commessi solo nel nome di chi li ha perpetrati. I crimini anglo americani in Iraq, Afghanistan, Pakistan e Siria vengono commessi da governi eletti, nel nome dei popoli britannico e americano.

    Il terrore è un messaggio scritto sul muro, ma per qualche motivo la maggioranza degli occidentali non riesce a leggerlo. L’entusiasmo con cui portiamo la Coca-Cola al mondo musulmano va immediatamente frenato. Dobbiamo tenere per noi le nostre fantasie liberali e democratiche, soprattutto ora che il concetto di base si è dimostrato errato. L’insistenza con cui tentiamo di rendere gli arabi e i musulmani stupidi quanto noi non funzionerà. Dobbiamo permettere alle altre persone di vivere secondo le loro convinzioni e la loro tradizione culturale.

    Il Ministro degli Esteri britannico Miliband ha dichiarato ieri insieme ad altri politici che l’attacco di Mumbai è un attacco alla democrazia occidentale. Penso che faremmo meglio ad ammetterlo: finché le democrazie occidentali tratteranno i musulmani come facili bersagli, gli occidentali potranno essere altrettanto suscettibili di ritorsioni e di atti di terrorismo.

    Vorrei suggerire a Miliband e ai suoi colleghi di cessare immediatamente i loro tentativi di democratizzare il mondo. Così facendo renderebbero semplicemente il mondo un luogo di grand lunga migliore e più sicuro in cui vivere.

    Versione originale:

    Gilad Atzmon
    Fonte: http://palestinethinktank.com/
    Link: http://palestinethinktank.com/2008/11/28/gilad-atzmon-mumbai-massacres-as-the-defeat-of-counter-terrorism/

    28.11.08

    Versione italiana:

    Fonte:/www.tlaxcala.es
    Link: http://www.tlaxcala.es/pp.asp?reference=6453&lg=it
    29.11.08

    Traduzione a cura di Manuela Vittorelli membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l’integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

  • reza

    Il sospetto cresce quando la ministra degli esteri israeliana Livni dichiara “Non fa nessuna dfferenza se è successo in India o se poteva succedere altrove, siamo noi sotto attacco, e non si tratta solo di Israele, ci sono anche i nostri amici migliori; l’America e l’Inghilterra e con loro tutto l’occidente”.

    Resta però un fatto importante:
    Sia la Knesset(Sinagoga) Chabad-Lubavitch di Mumbay , che proprio il Rabbino HOLTZBEGR e la moglie, hanno una storia di antisionismo alle loro spalle, hanno partecipato a tutte le manifestazioni per la pace e a quelle contro Israele!!!

    Quel tipo della foto poi; è un agente della CIA in India, è conosciuto come tale dalla intellighenzia indiana ed è famoso come trafficante di armi e di droga in tutto il continente indiano e in Nepal.

    Questo è ciò che scrivono i giornali indiani questi giorni, gli stessi gironali scrivono anche che oltre ai responsabili della sicureza indiana, in tutto il territorio dell’India, gli unici che hanno diritto , riconosciuo dall’attuale governo, a girare armati e a trasportare le armi senza dover affrontare i controlli sono gli agenti del mussad israeliano e della CIA.

  • trotzkij
  • myone

    SE QUELLO CHE DICE REZA E’ VERO E LO CREDO QUESTO ARTICOLO DOVREBBE ESSERE MESSO E PUBBLICATO NEI TG NAZIONALI E SU TUTTI I GIORNALI

    DOVREBBE ESSERE MESSO IN TESTATA FISSA SU COMEDONCHISCIOTTE QUESTE DUE RIGHE COME LE HA POSTATE NE DI PIU’ NE DI MENO. E COSI IN TUTTI I BLOG CHE TRATTANO IN MATERIA. FATEVENE CARICO.

    L’ affermazione Isdraeliana fa di ogni attentato un attentato ad Isdraele e al mondo intero e evidenzia , che essendo l’ attentato matrice usa, dalle affermazioni e dai riscontri, che l’ idea di sottomettere e di eliminare a prescindere dai fatti originali, il mondo islamico come principio, e’ un programma che sta’ da tempo nella storia e nella politica americana, e che in questi tempi trova spazio e forza per essere eseguito. Ricordo le parole di Busc: la lotta comportera’ tempo ma non ci fermeremo finche’ non sara’ estirpato, ed ha elencato gli stati interessati. Islam=terrorismo. Islam=distruzione mondo usa-cattolico o cristiano, e USA= lotta etnica e religiosa con in testa e principale religione il mondo Ebreo.

    Che modi o religioni o altro non piacciano, sono daccordo anchio, ma che pure l’ azione o il passato di tali modi che si fanno ora giustizieri, sia da vagliare e da constatare con la storia, sarebbe bene sopratutto per coloro che a spada tratta sentenziano il male da una sola parte.

    Guardando e riassumendo ora come ora un po’ la cosa, gli Usa continueranno qusta politica di sicurezza, addentrandosi sopratutto a una sfida faccia a faccia molto pericolosa. Ora stanno sfidando i paesi terroristi e in piu’ che posseggono la bomba atomica. Dicevano che Pakistan e India ne hanno da 60 a 100 testate. Il Pakistan con l’ aiuto dell’ India nel consenso, forse sara’ un’ altra tappa come l’ Irak. Sentivo pure che gli Usa, tendono ad usare l’ India come punto d’ appoggio per una futura azione in Iran.

    C’e’ chi dice che e’ da una vita che la minaccia Usa sull’ intervento in Iran dura, e non e’ mai successo. Pero’ lo ha gia’ fatto servendosi dell’ Irak E se avverra’ un’ azione militare in Pakistan, l’ Iran e’ gia’ segnato, matematicamente sicuro.

  • geopardy

    Con le evoluzioni internazionali in atto oggi, credo, che un attacco a Iran e Pakistan, darebbe inizio alla terza guerra mondiale ( o quarta, se ci consideriamo la guerra fredda), probabilmente, è proprio per questo motivo che non c’è stato ancora alcun reale attacco.
    Non credo che Cina e Russia se ne starebbero a guardare, data l’importanza startegica dell’Iran, ma anche del Pakistan.
    Ne potremmo vedere delle belle, con questa crisi in atto, ma prima di innescare una guerra contro il Pakistan, bisognerà valutare tante cose.
    Credo che la strada vera sarà quella dell’implosione interna, già in avanzato stato di realizzazione.
    L’India da parte sua rischierebbe l’osso del collo, con 160.000.000 di mussulmani al suo interno, già in agitazione per il Kasmir ed anche per il Pakistan, con estremisti indù che si stanno macchiando e si sono già macchiati di orrende stragi e non solo nei confronti dei cristiani, ma a nche dei mussulmani, solo 2 anni ne hanno uccisi, nella regione di Mumbai, circa 2.500.
    Inoltre avrebbe 160.000.000 di mussulmani in Pakistan, 140.000.000 in Bngladesh, 220.000.000 in Indonesia, circa 30.000.000 in Malesia, in più, 70.000.000 in Iran, 25.000.000 in Afgnistan e più tutto il resto del Medioriente, in pratica è ciscondata dentro e fuori, oltre a ciò, l’India ha forti interessi economici in Africa, in cui l’islam è già, praticamente, la maggiore religione e sparsa in buona parte del continente.
    Solo con le cifre riportate sopra, sarebbero eguagliati gli indiani induisti in numero, ma in determinazione?
    Si troverebbe, probabilmente, isolata dalla Cina e dalla Russia in un eventuale e assai probabile espansione del conflitto, all’interno del centro Asia e del Medioriente, anzi, se le troverebbe entrambe di fronte, ritengo.
    Fatevi delle somme e poi ditemi a chi si dovrebbe raccomandare l’India per sopravvivere ad un tale marasma interno ed esterno, a noi europei o agli Usa?
    Chiaro che per essa è una trappola che pagherebbe con lo smembramento della federazione indiana e addio grande potenza emergente e noi (si fa per dire, sarebbe più corretto dire lor signori)intanto ne avremmo abbattuta una e la torta si riallargherebbe.
    Non so a chi possa convenire tutto ciò, ma sarebbe una situazione al di fuori di ogni possibiltà di poter fornire delle previsioni palusibili da parte di chicchessia.
    Il target reale di queste operazioni sono proprio loro: Cina, India e Russia, vuoi che non se ne siano accorti?
    Ciao
    Geo

  • geopardy

    Scusate, dimenticavo, non è proprio l’Isi ( il servizio segreto pakistano)che viene additato come protettore di Osama Bin Laden (ammesso sia ancora vivo) e, sotto la dirigenza dl Generale Gul, attualmente una persona politicamente influente in Pakistan, sono avvenuti i fatidici attentati delle Torri Gemelle?
    Non è quel tal Gul che (ormai le prove sono evidenti) ha pagato Mohamed Atta, presunta mente del commando dei dirottatori, versando due giorni prima 100.000 $ sul conto del “terrorista”, mentre se ne stava, fino al amomento dell’attentato a Washington con la cricca di Bush?
    Prprio questi giorni il primo a dichiarare l’estraneità del Pakistan, additando invece gli estremisti indù per l’azione di Mumbai, è proprio lui Gul.
    Non pensate che in caso di caduta in rovina del suo paese possa tirar fuori qualche tremenda verità sull’undici settembre (o facendola dire a qualcun altro), magari sufficiente a far esplodere il popolo americano?
    Non so è un’ipotesi, ma mi sembra molto plausibile.
    Ciao Geo

  • reza

    Ciao Geo,

    Hai proprio ragione, oltre al fatto che l’Iran da solo è un osso troppo duro anche per gli israeloangloamericani , Cina e Russia non sarebberò a guardare.
    Però certamente chi ha ideato l’attentato di Mumbai, ha pensato acutamente alle implicazioni politico-diplomatiche che ne conseguono.

    In questo preciso istante, Israele sta approfittando enormemente di tali implicazioni.
    Israele, grazie anche ai media , sta passando ancora una volta come “vittima” di una anomalia internazionale che sarebbe quello del terrorismo “islamico” che, stranament, serve solo a far crescere l’islamofobia in occidente senza creare alcun beneficio ai musulmani:
    Iin realtà però il carnefice vero è Israele che massacra a proprio piacere ed in ogni istante che desidera, oltre un milione e mezzo di palestiensi ammassati nel campo di concentramento sioniosta di Gaza.
    Israele è il carnefice di musulmani e non la loro vittima, ma i media non danno alcuna importanza a questo fatto e ai crimini che commette Israele verso i palestinesi a Gaza e nel resto della Palestina, e nel gioco propagandistico del sionismo internazionale , si da sottilmente molta valenza al fatto che quel milione e mezzo nel campo di concentramento sionista di Gaza siano musulmani , come i media e i politici occidentali vorrebberò che siano anche i terroristi di Mumbai!

    Israele èinoltre l’artefice della cortina fumogena dell’islamofobia creata ad arte col” 11 settembre 2001, quella che ha portato l’America di Bush in guerra e all’attacco all’Afghanistan e all’Iraq, l stessa cosa ora con i fatti di Mumbai prepara la salita al trono di Obama: la guerra continua ! stanno dicendo le nominate di Obama per la sua prossima futura amministrazione.

    La realtà della situazione è però ben differente da quella illustrata dai media mainstream:

    Il Pakistan sta attraversando un momento molto delicato della propria storia e certamente non avrrebbe bisogno di nessuna implicazione del genere in questo momento, perché il fatto che Pakistan è un elemento portante del processo di stabilizzazione geostrategica e di normalizzazione politico-economica dell’intera area, dà a questo paese l’opportunita di costruirsi un futuro stabile e di non essere più solamente il laboratorio ,destabilizzante/sito ufficiale, dei terroristi degli israeloangloamericani nella regione.
    Basta pensare al ruolo che potrebbe avere l’oleogasdotto della Pace che collegherà i giacimenti di idrocarburi iraniani ai poli industriali indiano e cinese, passando per il Pakistan.
    E’ praticamente lo stesso discorso che gli israeloangloamericani avevano iniziato con la Georgia .

    Il Pakistan di oggi e la Georgia di ieri sono due territori di passaggio per due importantissimi oleodotti/gasdotti del futuro: il progetto Nabucco avrebbe dovuto partire dall’Iran passando dalla Georgia per portare il gas ed il petrolio iraniano in europa, mentre il progetto dell’oleodotto/gasdotto di pace avrebbe dovuto passare per il Pakistan per portare gas e petrolio verso la Cina e l’India.
    Europa, Cina e l’India sono quelli che, in pratica, devono raccogliere ciò che gli Stati Uniti d’America stanno cedendo: la supremzia politica economica sul mondo, mentre l’Iran è il paese che sta alla radice della situazione generale che sta mandando a picco l’impero statunitense!

    Il centro di potere dell’atlantismo israeloangloamericano, quello che ha voluto la guerra in Afghanistan per chiudere la porta della regione centrosiatico e mediorientale ( dove ci sono le fonti di energia) alla Cina, quello che ha voluto l’attacco all’Iraq per impedire la creazione di una potenza Sciità introno al cuore della rivoluzione islamica dell’Iran, quello che ha voluto l’attacco israeliano dell’2006 al Libano per espostare la prima linea della guerra contro l’Iran lontano dai confini di Israele, quello che ha voluto la guerra Georgiana per creare caos sulla rotta di un progetto importante come quello appena descritto, ora vuole caos anche da questa parte del mondo e non è disposto a cedere il terreno cosi facilmente quindi, Obama si troverà di fronte ai giochi già preparati e agli ordini da eseguire secondo i piano attuali, tra cui le ultime questioni che riguardano il Pakistan ed il suo futuro che secondo i progettisti israeloangloamericani non deve più esistere se non è una base per la CIA e il mussad.

  • reza

    4 دسامبر 2008

    یکی از مسوولان بلندپایه اتحادیه اروپا، شب گذشته (چهارشنبه شب) گفت که آن اتحادیه بر تلاش هایش، در راه ساختن خط لوله معروف به «نابوکو» Nabucco که با دور زدن روسیه، گاز ذخائر عظیم آسیای میانه را به اروپای غربی خواهد رساند، خواهد افزود. پییر مورل Pierre Morel نماینده ویژه اتحادیه اروپا گفت: جنگ میان روسیه و گرجستان در ماه اوت گذشته، به ضرورت احداث این خط لوله فوریت بیشتری بخشیده است. طرح ازدیرباز پیشنهاد شده «نابوکو» که از پشتیبانی آمریکا و اتحادیه اروپا برخوردار است، اتکاء اروپا به منابع سوختی روسیه را تا حد بسیار چشمگیری کاهش خواهد داد. اروپا هم اکنون نزدیک به یکسوم از نفت، و نزدیک به چهل در صد از گاز طبیعی موردنیازش را از روسیه وارد می کند. در طرح «نابوکو» روسیه جایی ندارد

    http://www.radiofarda.com/News/475581.html

    Un responsabile europeo di alto rango questa sera ha dichiarato: “L’europa aumenterà gli sforzi per realizzare il progetto Nabucco e per questo abbiamo anche il consenso degli americani.”
    Pierre Morel ha detto; “Il progetto Nabucco metterà fuori la Russia dal dominio del mercato energetico europeo che per 1/3 di petrolio e 40% del fabisogno del gas ha bisogno della Russia.”

  • reza

    LaRouche: L’intelligence britannica dietro il massacro di Mumbai..

    Il massacro di Mumbai avviene proprio durante gli ultimi giorni del mandato presidenziale di Bush, durante i quali ci aspettiamo il peggio a livello globale, ha dichiarato Lyndon LaRouche. E i britannici sono molto eccitati, di questi tempi. A causa delle connivenze tra servizi segreti del Pakistan (ISI) e della Gran Bretagna (MI-6), i fatti di Mumbai non sarebbero potuti accadere senza il coinvolgimento di parte inglese.z

    “È l’intelligence britannico”, ha affermato LaRouche. Esso “è l’unico che farebbe una cosa simile. Sicuramente qualcuno dirà che i responsabili sono Pakistani. E allora? E’ l’intelligence britannico”.

    L’avvertimento di LaRouche è stato: “Non prendete quest’azione come il derivato di una linea politica di propaganda. La linea potrebbe non avere alcunché in comune con l’azione stessa. Non cercate un’algebra di propaganda con cui trovare la soluzione all’enigma. In situazioni simili, un’algebra di propaganda non funziona. È l’effetto a funzionare. Qual è l’effetto? Chi vuole quel tale effetto?”

    In una situazione simile occorre domandarsi se l’intelligence britannico e le sue pedine siano attivi, a questo proposito. Se lo sono, non c’è bisogno di conoscerne le motivazioni. Se sono attivi, sono colpevoli, molto semplicemente.”

    “Ora chiedetevi: sono attivi nella regione? Stanno prendendo di mira l’Iran? Stanno cercando di destabilizzare l’Iraq, a partire da questa situazione? Questo è il genere di domande da farsi. Pensano ad un altro attacco alla Siria? Perché Ehud Olmert si è smentito, tornando dagli Stati Uniti, per rinnegare quanto detto prima, e cioè che Washington lo ha ammonito di non attaccare l’Iran? Non si deve cercare di capire una linea politica di propaganda; si deve invece cercare la semplice traccia di un coinvolgimento.”

    “Cheney è il capobanda in questa storia. Il coinvolgimento di Cheney, o del suo gruppo, è come dire il coinvolgimento britannico.”

    “Volgendoci all’Est asiatico, prima di tutto in Thailandia: lì la situazione è caotica da un po’ di tempo e ora si sta aggravando. In Cina cresce l’instabilità perché i cinesi non sanno come affrontare la crisi e questa è un’altra piccola parte del problema”.

    “C’è una tremenda instabilità del commercio e dell’economia in tutto il mondo, specialmente in Eurasia e Africa. E anche ora, negli Stati Uniti. Quindi ci sono tutti questi fattori: la combinazione di malizia deliberata da una parte, e di circostanze infiammabili dall’altra. Difficile stabilire quanto è dovuto più all’una che all’altra causa. Tutto ciò che possiamo fare è cercare questi fattori, sentire il polso della situazione derivante da questi due elementi.”