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Burger King, Leicester Square

Il fondo… ma è una tragedia?

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

I negatori dei cambiamenti climatici non criticano solo alcune ipotesi (in senso scientifico) sul clima stesso.

Ma sono preoccupati, cioè affermano che l’interesse, o la moda, o il panico ambientalista di questi anni costituisca un grave pericolo, da cui cercano di salvare l’umanità. Nei commenti qui, qualcuno fa l’esempio del panico terrorismo islamico del 2001, che ha portato alla guerra in Afghanistan e poi in Iraq.

Voglio regalare loro una notizia, che probabilmente riassume in sé tutti i peggiori risultati che può dare l’impegno per l’ambiente.

Tutti noi che siamo attivamente impegnati in queste cose conoscono storie analoghe, con esiti analoghi.

Questa volta i protagonisti sono due bambine inglesi di addirittura 7 e 9 anni, altro che l’adolescente Greta Thunberg.

Hanno “lanciato una petizione”:

“Ci piace andare a mangiare da Burger King e McDonald’s, ma i bambini giocano con i giocattoli di plastica che regalano per alcuni minuti prima di buttarli via e danneggiare gli animali e inquinare il mare. Vogliamo proteggere il pianeta per noi e per le generazioni future”

Possiamo sospettare quanto meno che le due minorissime siano state “spinte” dai genitori. E vanno in giro su Internet, a un’età in cui dovrebbero fare altro.

Le due non contestano per nulla le multinazionali, tacciono su tutta la filiera che va dall’agricoltura industriale in India allo sfruttamento di lavoratori precari.

Ma la cosa più interessante è la reazione delle multinazionali:

“Burger King ha invitato i propri clienti a rendere i vecchi giocattoli di plastica, non solo i loro ma anche quelli della concorrenza, fino al 30 settembre, per riciclare la plastica ottenuta e costruire nuove aree giochi nei ristoranti: chi renderà un giocattolo riceverà gratuitamente un King Junior, il pasto per i bambini.”

Traduzione: tu hai un giocattolo del McDonald’s. Se lo porti a Burger King, cercano di farti venire la dipendenza regalandoti un “pasto per i bambini”. Mentre con i giocattoli che tu regali loro, costruiscono a tue spese un’altra attrazione per i clienti.

“Anche McDonald’s ha risposto all’appello delle sorelle McEwan dicendo che i propri clienti potranno scegliere tra i giocattoli presenti normalmente negli Happy Meal e una confezione di frutta.”

Immagino i bambini che scappano piangendo, “mamma mamma voglio la frutta, odio le  macchinine!”

Tutto questo viene presentato nei media come una “vittoria”, non si sa delle bambine o delle due multinazionali, che adesso si presentano come sensibili ai propri clienti e pure ecofriendly.

Ora che abbiamo sviscerato la storia,  dobbiamo chiederci quale sia il bilancio?

Alla fine, le ditte continuano a guadagnare lo stesso. E infatti, non hanno mica chiamato gli avvocati o le guardie di sicurezza contro le bambine.

Però è anche vero che prima che ci fosse la diffusione di una preoccupazione ambientalista, la gente trovava assolutamente normale venire sommersa da giocattolini di plastica.

Adesso persino genitori, di quelli che comunque portano i figli in luoghi di perdizione come il Burger King, cominciano a porsi qualche piccolo dubbio; e ci sarà qualche oggetto di plastica (non molti) in meno in giro.

Il bilancio alla fine è appena appena sopra lo zero, e forse a imbrattare invece le vetrine di McDonald’s il bilancio invece sarebbe stato sotto lo zero.

Ma si stenta a capire perché storie del genere siano viste come paragonabili alla guerra contro l’Iraq.

 

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebeklerblog.com

Link: http://kelebeklerblog.com/2019/09/19/il-fondo-ma-e-una-tragedia/

21.09.2019

Pubblicato da Davide

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