Home / Anti-Empire Report / Il fondatore di Wikipedia a caccia di fake-news, questa è la prova che la satira non è morta

Il fondatore di Wikipedia a caccia di fake-news, questa è la prova che la satira non è morta

 

HELEN BUYNISKI
rt.com

L’azienda produttrice dell’orwelliano plug-in per browser ‘NewsGuard’, che pretende di giudicare l’affidabilità degli organi di informazione, ha eletto il fondatore di Wikipedia nel proprio consiglio di amministrazione, dimostrando così che anche la psicopolizia neoliberista ha il senso dell’umorismo.

Nel suo sforzo di “affrontare la disinformazione online”, NewsGuard ha introdotto nel proprio comitato consultivo dei veri difensori dell’integrità giornalistica, come l’ex segretario generale della NATO Anders Fogh Rasmussen e il co-fondatore di Wikipedia Jimmy Wales. Questa è Wikipedia, “l’enciclopedia che chiunque può modificare”, dove la propaganda e le bufale si fondono tra loro, generando ceppi mutanti di false notizie che farebbero arrossire un editore della stampa scandalistica del 19° secolo.

Il modello di Wikipedia afferma che è inutile cercare la verità assoluta, per cui il meglio che possiamo sperare è la “verificabilità”. Questa si ottiene interrogando le “fonti attendibili” e avallando il consenso, qualunque esso sia. Ai redattori è vietato trarre conclusioni basate sulle fonti da loro utilizzate; se una “fonte affidabile” non ne parla, [il fatto] non è accaduto. E che cosa Wikipedia considera affidabile? Lo stesso tipo di pubblicazioni a cui NewsGuard assegna una valutazione “verde”, i media principali, le riviste accademiche, i testi di rinomate case editrici e così via.

NewsGuard announces UK Launch to tackle misinformation; @jimmy_wales, @AndersFoghR and @sambrook join global advisory board.

Full details https://t.co/oqa4nur41Tpic.twitter.com/uVkC4aTRbU
— NewsGuard (@NewsGuardRating) April 24, 2019

Dare al co-fondatore di Wikipedia l’incarico di decidere quali fonti in futuro saranno considerate “affidabili” potrebbe sembrare un’idea terrificante, ma, aspettate, c’è di più. L’ultimo progetto di Wales, WikiTribune, era stato lanciato nel 2017 con l’ambizioso obiettivo di ‘aggiustare’ le notizie (vi ricorda qualcosa?) e tentare di coniugare il modello degli editori volontari di Wikipedia con quello dei media tradizionali dei giornalisti stipendiati. Com’era prevedibile, la cosa non aveva funzionato, e Wales aveva licenziato  i giornalisti. Il progetto era rimasto in sospeso per tutto l’anno scorso , ma ora viene rilanciato come “wiki di verifica dei fatti”, a detta di Wales. Sicuramente è solo una coincidenza che [Wales] sia entrato nel consiglio di amministrazione di un’azienda che vuole far diventare il suo plugin una componente dell’utilizzo comune di Internet.

Le bufale, gli errori e la propaganda riportati Wikipedia si trasformano spesso in “fonti affidabili”, quando i giornalisti frettolosi, che non hanno il tempo per un corretto controllo dei fatti, gettano un’occhiata su Wikipedia e ristampano acriticamente tutto quello che leggono. Se, casualmente, questi giornalisti scrivono per una “fonte affidabile”, quello che pubblicano diventa a sua volta “affidabile” per quel che concerne Wikipedia; e questo significa che, anche se la falsificazione, l’errore o la propaganda originale vengono scoperti e rimossi, ora possono essere ri-citati all’infinito, “perché lo dice una fonte affidabile”. Questo processo è così comune che ha un nome: “citogenesi”.

La diffusione delle bufale di Wikipedia che diventano “vere” riguarda sopratutto quelle ridicole: la falsa divinità aborigena australiana “Jar’Edo Wens” che era diventata il soggetto di un libro sulla religione, dopo essere rimasta nascosta per nove anni in una voce di Wikipedia; o l’apparentemente infinita parata di falsi decessi delle celebrità. Ma la citogenesi può avere effetti molto più dannosi. Il professore turco di storia Taner Akcam era stato detenuto dalle autorità canadesi e successivamente da quelle statunitensi perché i vandali di Wikipedia avevano scritto che era un terrorista.

L’editore Edward Patrick Alva aveva falsificato negli articoli di Wikipedia i fatti riguardanti alcuni controversi episodi di stupro avvenuti nei campus universitari, al fine di renderli conformi alla versione degli eventi riportata in “The Hunting Ground”, un film che aveva coprodotto, scrive il Washington Examiner. La raffigurazione dei college come “terreno di caccia” per predatori sessuali aveva probabilmente terrorizzato una generazione di donne utilizzando dati falsi e travisati e la modifica delle biografie delle protagoniste, allo scopo di enfatizzare accuse di stupro che non erano mai state confermate, aveva raggiunto la soglia della vera e propria diffamazione.

I media statunitensi hanno passato anni invischiati in una cospirazione fittizia riguardante una presunta collusione del governo russo con Donald Trump, allo scopo di farlo eleggere alla presidenza, e Wikipedia ne è coinvolta più di quanto molti pensino. Dopo tutto, quando, leggendo le notizie, si incontra un nome o un termine sconosciuto come ‘Seth Rich’ o ‘kompromat,’ lo si cerca su Google e il primo risultato su Google è solitamente Wikipedia.

Certo, gli operatori politici modificano in continuazione Wikipedia e favoriscono una certa narrativa. Prima che il rapporto Mueller annientasse le speranze del Russiagate per i milioni di guerrieri da tastiera di #Resistance, gli editori di Wikipedia (tra cui diversi amministratori) stavano seriamente pensando di impedire agli “utenti pro-Trump” (una categoria che qualcuno aveva ampliato affinché includesse gli utenti che negavano la realtà della teoria cospirativa della collusione con i Russi) di modificare gli articoli politici. Avevano già deciso di “ripulire” un articolo sull’“interferenza russa nelle elezioni americane del 2016” dalle fonti che contraddicevano le affermazioni di hackeraggio russo, per cui questo sarebbe stato il passo logico e successivo. Dopo tutto, le fonti attendibili avevano detto che c’era collusione, quindi doveva essere vero!

Wikipedia sostiene di essere scritta dalla gente comune, ma la sua storia di editing ‘pay-for-play’ [retribuito] da parte di tutti, dagli aiutanti del Congresso alle agenzie di intelligence, ai membri del Parlamento, alle “iniziative di editing sioniste”, al Vaticano (per non parlare di un esercito di burattini aziendali e pubblicitari addetti alle pubbliche relazioni) dimostra che non è propriamente così. Wikipedia, in realtà, non vieta l’editing a pagamento, né Jimmy Wales lo condanna, a condizione che l’editore ammetta di essere retribuito (nella pagina del suo profilo, che il lettore casuale di Wikipedia non guarda mai). Quale partner migliore per NewsGuard di un sito web in cui l’establishment che lo gestisce può autogenerarsi una copertura favorevole, fingendo allo stesso tempo che provenga dal popolino?

La fiducia nei media mainstream è scesa ai minimi storici su entrambe le sponde dell’Atlantico dopo l’elezione di Trump e il referendum inglese a favore della Brexit, eventi entrambi accolti con sgomento apocalittico dalla classe dominante. Questo scoppio di populismo è stato attribuito alle “fake news”, un fenomeno partorito dalle menti dei propagandisti dei media mainstream per spiegare la tendenza esasperante del popolo a votare per quello che, a suo giudizio, è il suo miglior interesse. Anche se quello delle bufale è sempre stato un problema fin dall’avvento della tipografia, agli Americani e ai Britannici è stato detto che questo nuovo ceppo di disinformazione, con l’inconfondibile impronta della Putin Inc., avrebbe potuto, da solo, frantumare le nostre fragili democrazie, se non avessimo subito messo da parte i media indipendenti e non fossimo ritornati di corsa fra le confortanti braccia delle “fonti affidabili” (che, guarda caso, è il nome dello show di Brian Stelter sulla CNN, sicuramente una vera e propria coincidenza).

NewsGuard porta avanti questa narrativa paternalistica, fornendo “etichette nutrizionali”, codificate per colore, per far sì che gli utenti di Internet non ingeriscano accidentalmente qualcosa di troppo piccante, che potrebbe indurli a riconsiderare in modo radicale il loro posto nel mondo, le politiche del loro paese o il loro rapporto con tecnologie come NewsGuard. È un’ironia super-deliziosa che Tom Ridge, la stessa persona che aveva introdotto un sistema di allarme antiterroristico codificato per colore durante la presidenza di George W. Bush, faccia anche lui parte del comitato consultivo di NewsGuard.

NewsGuard dà a WikiLeaks, che non ha mai dovuto fare una correzione, un rating “rosso” inaffidabile, mentre si fida così tanto di Wikipedia (che ha letteralmente inondato il mondo con centinaia di bufale, per citare solo quelle che conosciamo), da eleggere il suo fondatore nel proprio comitato. L’ingresso di Wales nel comitato consultivo di NewsGuard è la prova che questa organizzazione non ha mai smesso di diffondere notizie false, diffonde solo le sue.

Helen Buyniski

Fonte: rt.com
Link: https://www.rt.com/op-ed/457611-wikipedia-founder-newsguard-reliable-sources/
26.04.2019
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Pubblicato da Markus

Un biologo, appassionato di montagna e di fotografia, che cerca, come può, di combattere contro i mulini a vento.