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IL DOCUMENTO SEGRETO DELLA BCE: RIDURRE GLI STIPENDI PUBBLICI

DI MARIO SENSINI
www.corriere.it

Le richieste del 5 agosto scorso al governo italiano
Liberalizzazioni, flessibilità del lavoro e privatizzazioni.

Nella foto: Mario Draghi e Jean-Claude Trichet

ROMA – C’è chi l’ha definita un programma di governo, chi un diktat e chi ne ha messo perfino in dubbio l’esistenza. Di sicuro la lettera «segreta» spedita il 5 agosto scorso al governo italiano dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, e dal suo successore in pectore, Mario Draghi, oggi governatore della Banca d’Italia, ha infiammato il dibattito politico dell’estate, e poi condotto ad una manovra di finanza pubblica di entità mai vista nella storia della Repubblica italiana. È un documento «strettamente confidenziale», e che era dunque destinato a rimanere riservato. L’abbiamo cercato e infine ottenuto, inutile dire, per vie traverse.La lettera segreta di Trichet e Draghi è qui sotto, pubblicata nel suo testo originale, inglese, e nella traduzione, così che ciascuno possa farsi un’idea sulla forma e i contenuti. Tanto precisi e puntuali questi ultimi, quanto è esplicito, di certo estraneo allo schema classico della liturgia delle banche centrali, il linguaggio utilizzato. La drammatica situazione dei mercati di quei primi giorni d’agosto, l’ampliamento del differenziale tra i tassi sui titoli italiani e quelli tedeschi, forse, imponevano di andare dritto al dunque.

Fatto sta che il «messaggio», come lo definisce Jean-Claude Trichet anche ieri nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera , è arrivato chiarissimo. E durissimo. Fin quasi al limite del cinismo, almeno per come è stato vissuto dai destinatari diretti. Il pareggio di bilancio anticipato dal 2014 al 2013, e dunque a incrociare la fine della legislatura e le elezioni, che ha fatto mettere le mani tra i capelli a Silvio Berlusconi. E la richiesta di raggiungere un deficit pubblico pari all’1% del prodotto interno lordo addirittura già nel 2012, con una manovra di tre punti di prodotto interno lordo, una cinquantina di miliardi di euro, in un solo anno, che ha fatto tremare le vene ai polsi di Giulio Tremonti.

Si sottolinea la necessità di rendere più severi i criteri per ottenere le pensioni di anzianità e di allungare l’età pensionabile delle donne nel settore privato in modo da avere risparmi di bilancio «già nel 2012». E l’opportunità di ridurre «significativamente» il costo degli impiegati pubblici, rafforzando le regole sul turnover e, «se necessario, riducendo gli stipendi».
Per accelerare la crescita dell’economia, Trichet e Draghi richiamano esplicitamente l’esigenza di rivedere le norme sulle assunzioni e i licenziamenti dei lavoratori (per i quali nella lettera si usa il termine «dismissal») nelle imprese applicando l’intesa del 28 giugno tra la Confindustria e i sindacati, «che si muove in questa direzione». Ma che evidentemente non basta.

Sempre per la crescita serve la «piena liberalizzazione» degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali, prevedendone la «privatizzazione su larga scala». Ed un «serio impegno» per abolire o consolidare alcuni livelli amministrativi intermedi, «come le Province» puntualizzano Draghi e Trichet.

Tutte misure da inserire in un decreto legge da varare il prima possibile ed approvare in Parlamento entro la fine del mese di settembre. Perché sono interventi «essenziali», scrivono i due governatori, per rafforzare l’affidabilità della firma sovrana, il valore ed il merito di credito dei titoli di Stato italiani, insomma. Non per assicurarsi l’appoggio della Banca centrale europea ed il suo impegno ad acquistare sul mercato i nostri Btp.

Cosa che poi è avvenuta, ma in questa lettera così puntuale non se ne fa minimamente cenno. Il governo ci ha ragionato un po’, ha convocato le parti sociali, ha reso nota l’esistenza della missiva, ma senza svelarla. E sabato 13 agosto, passata una settimana, ha varato la manovra per l’anticipo del pareggio di bilancio. Tre giorni dopo, alla riapertura dei mercati, la Bce e il sistema europeo delle banche centrali, i cui governatori erano stati subito informati della lettera e dei suoi contenuti, sono intervenuti.

Tutto ciò non ha evitato il declassamento del rating dell’Italia, decretato un paio di settimane fa dall’agenzia americana Standard and Poor’s. Il differenziale di rendimento tra i nostri Btp ed i Bund tedeschi, che si stava avvicinando a inizio agosto ai 400 punti base, quattro punti di tasso d’interesse, lì per lì si è ridotto. Ma oggi, passati quaranta giorni dal varo della maxi-manovra antideficit, lo “spread” gravita ancora in quella pericolosa zona.

Forse perché il governo non ha attuato alla lettera tutte le prescrizioni, per esempio accantonando gli interventi sulle pensioni d’anzianità, scegliendo un percorso più agevole per il pareggio nel 2013, lasciando decidere alle parti sociali sull’articolo 18. Forse perché la medicina raccomandata dalla Bce non era quella giusta. O l’una o l’altra. A meno di non pensare che i problemi siano diversi.

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LA LETTERA TRADOTTA IN ITALIANO

«C’è l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita»

Francoforte/Roma, 5 Agosto 2011

Caro Primo Ministro,

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.
Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.
Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:

1. Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.
a) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.
b) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.
c) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2. Il Governo ha l’esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.
a) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L’obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell’1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (il ricambio, ndr) e, se necessario, riducendo gli stipendi.
b) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.
c) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo.

Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.

Con la migliore considerazione,

Mario Draghi, Jean-Claude Trichet
29 settembre 2011 08:28

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Fonte: Il documento segreto della Bce:
ridurre gli stipendi pubblici

29.09.2011

Pubblicato da supervice

  • Hamelin

    Complimeti per la foto…Con quella faccia Draghi piu’ che un governatore sembra un padrino di cosa nostra ( BCE ) . Chissà quando li prenderemo a calci nel culo questi Gatti & Volpi…Sento già una strana voglia che mi formicola nel piede…

  • Giancarlo54

    Quello che veramente mi fa andare in bestia, aldilà del contenuto dell’articolo, è che almeno dal 1992 leggiamo e sentiamo che “stiamo andando male, che bisogna fare le riforme, che bisogna privatizzare, che bisogna mettere le mani sulle pensioni, etc. etc.”, orbene sono passati vent’anni, “abbiamo” fatto le riforme, “abbiamo” privatizzato, “abbiamo” messo le mani sulle pensioni, etc. etc, e ancora ci dicono che “bisogna fare le riforme, bisogna privatizzare, bisogna mettere le mani sulle pensioni, etc. etc., perchè se no andiamo male. Ma che vadano aff….. e che vadano aff…. quelli che ancora danno retta a questi cialtroni. Ma qualcuno dotato di un minimo di raziocinio esiste ancora su questa terra?

  • Nauseato

    Be’ … a noi fa un baffo. Una vera fortuna che il “governo del fare” giustamente invidiatoci da tutto l’universo, nel corso di 17 anni (diciassette …) quasi ininterrotti di pieni poteri abbia già fatto tutto quello che poteva fare e perfino molto di più, per poter rispondere picche a certe richieste segretissime.

    Ringraziamo Dio che siamo italiani.

  • GRATIS

    Di sicuro ci sarà qualche lettore di Repubblica o del Corriere capace di intendere il cinismo dei “suggerimenti” di Draghi e Trichet. Scommetto che il lettore medio di questi giornali però non avrà alcun dubbio a sostenere che se non fosse per il premier puttaniere che ci ritroviamo la BCE non si sarebbe MAI permessa una simile ingerenza.

  • MartinV

    “Vi dovete rendere conto che sono anni che manteniamo un tenore di vita al di sopra delle vostre possibilità”.

    Dal discorso di un ricco ai poveri…

  • raiss

    nesssuna sovranità statuale,siamo agli ordini dei podestà del Nuovo Ordine Mondiale in Europa.
    alla faccia della democrazia.
    op! ubbidire non discutere eseguire avanti march!
    e se qualc’uno fà le bizze…al rogo! al rogo!

  • Nauseato

    Questo non so. Ma certamente qualche lettore di Libero, Il Foglio o Il Giornale, riuscirà però a far caso che perfino ancora l’altro ieri il fiscalista Tremonti a New York, gongolava che i conti italiani sono sostanzialmente a posto. E con un certo sforzo forse a ricordarsi che sempre secondo l’ottimo Tremonti, in questo paese sono tutti ricchi. Come dargli torto se d’altro canto tutti hanno due telefonini, i ristoranti sono sempre pieni, si vedono in giro un sacco di macchinoni e più che mai durante i fine settimana le autostrade sono intasate di traffico ?

  • Tao

    La lettera della Bce? Pericolosa. Lo ammette la stessa Banca Centrale nel rifiutare la mia richiesta di leggere il documento

    Ricordate la lettera spedita agli inizi di agosto dall’attuale presidente della Bce Jean-Claude Trichet e da quello in pectore, Mario Draghi al Governo? Nessuno sa ancora che cosa esattamente abbia chiesto la Banca centrale al premier Berlusconi e ai suoi, anche se le supposizioni sono molte.

    La Bce però ha alcune regole sulla trasparenza dei suoi documenti che prevedono che chiunque possa chiedere di vederli, basta farne richiesta. Ho fatto richiesta, dunque. Dopo i venti giorni previsti dalle norme, è arrivata una cortese risposta firmata da Pierre van der Haegen direttore generale del Segretariato e dei servizi linguistici.

    Accesso alla lettera rifiutato perché «recherebbe pregiudizio alla tutela dell’interesse pubblico in relazione alla politica monetaria e alla politica economica dell’Unione o di uno Stato membro». Il mistero diventa ancora più fitto: che cosa ha scritto la Bce che, se divulgato, sarebbe così pericoloso?

    Flavia Amabile
    Fonte: http://www.lastampa.it/
    Link: http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=124&ID_articolo=
    9.09.2011

  • cardisem

    Leggerò e studierò anche questa, ma ormai la rete abbonda di analisi. Quello che manca è la cosa più importante: la volontà di ribellarsi, la capacità di sapersi organizzare, per dire: no, basta! Questi sistema non può reggersi. Occorre finirla con un pensiero ed una politica economica che considera gli uomini allo stesso modo delle escrescenze ortofrutticole: se superano la quantità necessaria per mantenere determinati prezzi, li si manda al macero. No, gli uomini non si possono e non si devo mandare al macero. I cialtroni accademici, i Chicago boys, non ci vengano a dire che queste sono le leggi ineluttabili dell’economia. Sono stufo di sentir parlare di crescita, dove per crescita si intende: se mi arricchisco io, a te darò qualcosa, qualche briciola. No, anche con questo genere di “crescita” bisogna farla finita. La prima ricchezza è la capacità e la voglia di lavorare di ognuno di noi: se il sistema non ti consente di lavorare, è il sistema che non va bene e che bisogna buttare giù. Il mondo arabo pare in fermento, ma anche qui vi è bisogno non di una telecomandata “primavera araba”, ma di una vera e proprio “rivoluzione araba”, fatta dal popolo e non dai notabili. Noi europei ed italiani (al centro del Mediterraneo) non abbiamo proprio nulla da temere: finalmente, tolti gli Usa e la sua appendice albionica, da sempre rovina del mondo, il mondo antico potrebbe ritornare nella sua perfetta ed armonica unità geopolitica. Sto fantasticando? Ma come un certo Enrico Mattei non aveva imboccato questa strada? Non lo hanno ammazzato? Si è mai saputo chi? È difficile immaginarlo o dobbiamo aspettare che ce lo dica qualche giudice meno inetto degli altri? Saluti!

  • glab

    altre info sul draghetto:
    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/gi-nel-2007-draghi-invitava-lallora-governo-prodi-ad-agire-con-decisione-per-completare-30311.htm

    …. POSSIBILE CHE DRAGHI NON CAPISCA CHE IL CUMULO DI INDENNITÀ PAGATE DALLA STESSA CASSA, QUELLA DELLO STATO, QUINDI CON DENARO PUBBLICO, DI TUTTI NOI, COSTITUISCE UN’INGIUSTIZIA PALESE?

    no, sua convenienza non capice o non gli conviene o forse non gliel’hanno detto quel giorno del 92 sul britannia.

  • cardisem

    Ho letto testo dell’articolo e commenti. Lascerei stare il puttaniere. Non ne posso più di sentir parlare di puttane e ruffiani, dalla mattina alla sera… Credo che sia un prendere per i fondelli. Vorrei invece che qualcuno mi spiegasse meglio perché siamo andati in guerra contro la Libia, chi ci ha spinto a farlo, chi ci guadagna… Da qui si capirebbe che non disponiamo di sovranità politica, monetaria, economica… e non da oggi, ma da almeno da quando abbiamo perso la guerra ultima del 1945, ma io incomincerei dal 1861… Confermo quanto sopra scritto.

  • lucamartinelli

    Amici miei, è arrivata l’ora di cominciare a pensare al dopo-default. Sono mesi che commentiamo la crisi in lungo e in largo. Ma poi? Concretamente non ne abbiamo ancora parlato. Come reagira’ il popolo italiota, becero e semianalfabeta? Piangera’ chiedendo a gran voce altre puntate del Grande Fratello? o scendera’ in piazza a caccia dei politici traditori e inetti con le corde per impiccarli ai lampioni stradali? Che diranno gli impiegati pubblici quando si vedranno tagliato lo stipendio? A me sembra un buon dilemma. saluti a tutti

  • Giancarlo54

    Concretamente vedremo quando sarà il momento, confesso che sono curioso della reazione del “popolo” ed anche della mia, per essere sincero.

  • stonehenge

    la volontà di ribellarsi…questa sconosciuta…
    Non ci ribelliamo perchè la maggior parte di noi è troppo ramificata nel sistema.
    Chi ha un mutuo, chi un lavoro e figli piccoli, chi ha in casa degli ammalati…questa fetta di società rappresenta il 70% di noi…ribellarsi ancor prima di cadere dalla giostra significa uscire dal giro, e perdere del tutto quel poco che si ha coinvolgendo le vite innocenti di chi ci è caro.
    Molte rivoluzioni del mondo arabo sono pilotate.nulla succede per caso, nulla.
    Ciò nonostante condivido in pieno quello che scrivi, il problema però è sempre lo stesso: chi inizia?

  • victorserge

    chi lo sà, magari invece di scrivere sui blog saremo a vangare la terra per mettere da parte qualche ortaggio per non morire di fame.

  • Nauseato

    Vedo che gira e rigira non sono il solo ad arrivare a certe conclusioni …

  • Giancarlo54

    Già pronto il campo adatto allo scopo, manca solamente la volontà di piegare la schiena e un po’ di perizia. Ma vedremo di sopperire al problema.

  • dana74

    mizzega…..che novità, come ricordava Giancarlo le stagioni del governo della differenza, della discontinuità, più precisamente i governi Goldman Sachs non hanno svenduto abbastanza?

    E’ che bisogna andare al governo e per andare al governo ci vogliono i voti, solo che a forza di raccontare quanto son diversi loro dalle “destre” incredibilmente la gente s’è fatta meno infinocchiare e tra i liberisti preferisce tenersi la versione originale invece che quella taroccata vestita da “sinistra”.

    Bene, invece di chiedere conto di questa politica portata avanti, le cosiddette opposizioni ma soprattutto i nuovi paladini del sociale alias Cremaschi-Landini-Camusso-Marcegaglia-Draghi diranno che bisogna votare il centro sinistra perché così questo governo non soddisfa i mercati e se non si soddisfano i mercati NON CI DANNO I POSTI DI LAVORO.

    DOpo venti anni di questa litania, di risultati zero per le parti “ipnotizzate” da questi incantatori di serperti, si chiede di proseguire senza metterla in discussione.

    Percaso qualcuno di voi ha sentito la Camusso dire:

    Beh la legge biagi esiste da 8 anni, quanti posti di lavoro ha portato?
    Tiriamo un pò le somme invece di andare avanti sulla flessibilità?

    No, la nostra paladina che fa? FIrma con la Marcegaglia e fa la risentita per l’art 8, così la gente che le sta dietro pensa ” visto come lotta per noi”?

  • LAZZARETTI

    Caro Luca, sono convinto che siamo ormai sul rettilineo finale,
    come avrebbe detto DE ZAN;
    Il potere non lascia nulla al caso:
    1-Sanno che il fallimento e’ inevitabile
    2-Sanno che ci saranno rivolte in tutta Europa
    3-Sanno che l’UE sara’ sciolta
    4-Sanno che non potranno invaderci come hanno fatto in Libia

    A mio avviso prendono tempo, per recuperare parte della carta-moneta
    che hanno stampato a costo zero, ma questo non mi preoccupa.

    Temo che se non ci muoviamo subito,
    PRODI, D’ALEMA,DRAGHI,MONTI, i discepoli dell’ASPEN INSTITUTE
    si venderanno anche i nostri organi ai banchieri EBREI che dominano
    il mondo.

    Nella squallide trasmissioni televisive e’ tutto un coro:
    LIBERALIZZAZIONI,LIBERALIZZAZIONI,LIBERALIZZAZIONI

    Il potere va combattuto in maniera sottile:
    CREDO CHE UN BEL REFERENDUM SUL NO A OGNI TIPO
    DI VENDITA E LIBERAZZAZIONI DI BENI PUBBLICI + ORO,
    POSSA TROVARE ADEPTI DI TUTTE LE PAROCCHIE.
    SE PROPRIO VOLESSERO COMPRARE QUALCOSA,
    CHE ACQUISTASSERO IL VATICANO,
    ANZI POTREBBERO SCARDINARLO E PORTARLO
    A NEW YORK O AD ISRAELE.

    LE PAROCCHIE! PAOLO BARNARD AVEVA VISTO GIUSTO,
    TROPPE PARROCCHIE IN ITALIA
    E IL POTERE SE LA RIDE

    CONVOCHIAMO LE PARROCCHIE E INDICIAMO IL REFERENDUM
    SUBITO!!!

    LE PARROCCHIE:
    M5S-BADIALE-CHIESA-VIOLETTI,FINI,

    MUOVIAMOCI SUBITO!!

  • Nauseato

    Anche chi non è “ramificato nel sistema” … ma ha appunto responsabilità verso altri, se non maggiori sicuramente non minori di altre. Secondariamente, se fossimo un popolo e non un’accozzaglia di individui, forse ci sarebbe qualche speranza in più. Ma oltre a questo, vorrei vedere chi sarebbe disposto o avrebbe la possibilità di armarsi e scendere in strada … perché non si crederà che basterebbe sfilare con un cartello o un megafono in mano, vero ?..

  • GRATIS

    ho citato il puttaniere nel mio commento proprio per indicare l’ottusità di quella “opposizione politicizzata” che, formando la sua opinione attraverso Repubblica Corriere e Ballarò, è convinta che solo l’Italia è sotto i riflettori della BCE e dei suoi agenti a causa della mancanza di autorevolezza nel proprio premier. Pensavo si evincesse dalle mie righe che tutti siamo stufi di un dibattito a base di escort bunga bunga e tribunali.

  • cardisem

    Non ero in polemica con te o con altri… Esprimevo solo uno stato d’animo di insofferenza. Non ne posso più di sentir parlare di puttane tutte le sante sere! Di altro vorrei sentire….

  • cardisem

    Vedi… Non voglio fare un appello all’eroismo… Non voglio rimproverare chi ha famiglia ed un peso di responsabilità… No! Credo che in ogni epoca storica bisogna scoprire la formula… Ognuno di noi che riesce a pensare poco o molto, credo sia responsabile per quelli che non possono né pensare né agire: questa è la vera rappresentanza politica. Ognuno di noi che rappresenta l’altro nella misura del possibile. Nel mio piccolo mi sto dando da fare, ma non posso venire a dirlo qui… Credo che ognuno si debba guardare in giro e vedere quel che può fare.

  • Truman

    Andrebbe considerata l’idea che la lettera della BCE pubblicata dal Corriere della Serva sia stata scritta adesso per dare sostegno alle politiche economiche del governo e che all’epoca in cui fu varata la manovra tale lettera non esistesse. Insomma potrebbe essere una “pezza” messa a posteriori per giustificare decisioni concordate con le lobby finanziarie.

  • consulfin

    Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici“.
    Sì, sarebbe interessante introdurre concorrenza nel settore in cui opera la BCE.
    Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione)“. Sono discretamente d’accordo. Bisognerebbe introdurre indicatori di performance soprattutto per valutare l’operato della BCE, da quando è stata istituita ad oggi. Sarebbe interessante, infatti, valutare il valore aggiunto che questa istituzione ha prodotto per le collettività europee