Il declino delle democrazie occidentali

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Nestor Halak per Comedonchisciotte.org

Nel mio ultimo articolo discutevo del livello incredibilmente basso dei rappresentanti politici occidentali e di come continuino ad essere eletti e scelti nonostante perseguano interessi diversi da quelli degli elettori stessi, o almeno della stragrande maggioranza di essi.

Un lettore ha commentato ponendo la seguente domanda: “perché (dunque) la gente ammira ed elegge proprio quelli che gli stanno facendo del male? Non si era detto che ogni soggetto persegue il proprio interesse economico?” La domanda, che ricorda le tesi di Adam Smith, mi pare interessante e voglio provare, con i miei scarsi mezzi, ad abbozzare una risposta. Le ragioni sono probabilmente molte, a me ne vengono in mente quattro che mi paiono essere le più  fondamentali:

1 perché non c’è scelta.

Le elezioni sono probabilmente il pernio ed il rito principale delle “democrazie” come le si intende modernamente. In teoria, i partiti politici che propongono i candidati dovrebbero rappresentare sia gli interessi delle diverse classi sociali che i diversi progetti di società tra i quali il popolo è chiamato a scegliere. Il fatto che in parlamento siano presenti tendenzialmente gli interessi di tutti dovrebbe garantire un loro corretto bilanciamento. In realtà, nella situazione presente, tutti i partiti politici che hanno una sia pur modesta probabilità di avere risultati tali da entrare in un governo sono equivalenti, nel senso che non solo hanno il medesimo progetto sociale, e la medesima ideologia, ma obbediscono tutti agli stessi gruppi di potere occulti, nel caso italiano, principalmente esterni al paese. Ne deriva che votare l’uno o l’altro comporta solo differenze marginali su piccole questioni ininfluenti che vengono appositamente enfatizzate per creare una percezione di differenza e quindi di scelta. Si tratta, insomma, del sistema in vigore da sempre negli Stati Uniti, ma compiutamente realizzato in Europa solo a partire dalla caduta dell’Urss. Per di più i partiti non sono coerenti, ma toccano certi tasti programmatici in grado di captare il dissenso quando sono all’”opposizione”, che prontamente ribaltano al momento in cui arrivano al governo. Dal momento che i media non lo fanno notare, la percezione del fatto tende a stemperarsi nella maggioranza che non ha alcuna memoria storica. Per averne un’idea, basta confrontare le posizioni espresse in politica estera dell’attuale presidente del consiglio con quelle che la stessa persona dichiarava solo pochi anni fa dall’opposizione: sono praticamente all’opposto senza che, tuttavia tale evidente “tradimento” della linea con la quale ha guadagnato i voti desti particolare scandalo. Esattamente lo stesso era avvenuto nel governo precedente riguardo al programma del Movimento cinque stelle.

2 Perché non c’è la reale conoscenza di chi siano i candidati.

Gli elettori non si rendono conto di chi siano veramente i candidati, di quanto siano distanti le loro dichiarazioni dalle loro azioni, di quanto gli interessi da loro perseguiti siano estranei ai propri, e quindi di quale sia la reale struttura della società che li esprime. Esiste infatti una narrativa dominante (a tutti i fini pratici esclusiva), continuamente ripetuta in coro da tutti gli organi di propaganda,  che dipinge una società completamente diversa da quella reale. Si finge di vivere in una democrazia con possibilità di scelta tra diverse proposte politiche che nascono dalla base con uguali possibilità di essere pubblicizzate su media liberi e indipendenti, quando in realtà non solo la “proposta” è unica e di quelle che non si possono rifiutare, ma i futuri eletti non sono depositari che di un residuo marginale del potere di decidere che nella sua parte più consistente risiede altrove. La gente fa sì la tara alle dichiarazioni, ma non la fa abbastanza, probabilmente perché ha ancora come punto di riferimento la società precedente agli anni 90 quando la situazione politica era molto diversa. Poiché oggi la situazione reale non solo non corrisponde a quella pretesa, ma proprio non vi ha più nulla a che fare, l’ incredulità pubblica è largamente insufficiente a farsi un’idea vicina al vero. Infatti c’è ancora una certa percezione di “bonarietà” nei governi occidentali semplicemente perché la loro ferocia in passato non si era mai pienamente presentata ai loro stessi popoli che quindi non riescono ad immaginare come, ad esempio, i propri governanti avrebbero potuto costringere tutti i sani ad una terapia genica se questa non fosse stata efficace, indispensabile e  più che sicura. Certo un Saddam Hussein (uno dei protagonisti senza merito dell’immaginario politico occidentale), avrebbe potuto farlo, ma l’Europa … gli Stati Uniti … via su, non scherziamo! Magari saranno ladri, certamente, furbacchioni, ma non ucciderebbero mai milioni di persone volontariamente! Invece, purtroppo, lo hanno fatto ripetutamente e continuano a farlo. Basta guardare la storia dei milioni di morti ammazzati dalle guerre americane, tutte di aggressione, dalla fine del secondo conflitto mondiale in poi. In questo momento, solo per citare alcune delle loro imprese, stanno provocando la morte di buona parte della popolazione maschile ucraina, le sofferenze dei popoli della Siria, dell’Iran, di Cuba, del Venezuela e dello Yemen a mezzo sanzioni, non contenti stanno tentando di provocare l’invasione cinese di Taiwan dove morirebbero milioni di cinesi.  Ma siccome i media non portano questi fatti all’attenzione dell’”opinione pubblica”, essi non esistono. Nonostante l’evidenza i popoli occidentali sembrano incapaci di credere a ciò che vedono. Non ce la fanno: la propaganda è più forte della realtà. L’altro fattore sopra accennato  è che nell’attuale momento storico i governi, i presidenti e i parlamenti eletti non sono più i veri detentori del potere, gran parte del quale è invece nelle mani di organismi occulti o sovranazionali non elettivi. Una plateale dimostrazione di ciò si è avuta quando lo stesso presidente degli Stati Uniti, da molti ritenuto la persona più potente del mondo, è stato censurato da un network privato come Twitter solo per essersi discostato di poco dall’ortodossia ideologica. Se qualcosa di lontanamente simile fosse avvenuta ai tempi in cui comandava ancora la politica ufficiale, sotto Kennedy per esempio, Twitter avrebbe immediatamente ricevuto una visita dall’Fbi che lo avrebbe intrattenuto sulla inopportunità della cosa. Ma in realtà non ce ne sarebbe stato bisogno: lo avrebbero capito da soli molto prima, come fanno sempre i “professionisti dell’informazione”.

3 Perché non c’è la consapevolezza dei propri interessi.

Ogni soggetto persegue, fino ad un certo punto, il proprio interesse economico o almeno quello che crede essere il proprio interesse economico. Facilmente, infatti, ci si inganna e spesso quello che può essere il proprio interesse nel breve periodo, non lo è nel medio e nel lungo. Se comprate tre elettrodomestici in un negozio il meno caro lo pagate la metà. Un bel risparmio. Ma magari voi avevate bisogno di un solo elettrodomestico, però l’affare vi intriga, così invece di risparmiare la metà, spendete tre volte di più. In un certo senso gli elettori si possono dividere in due categorie: quelli che votano principalmente in base ai propri ideali sociali e quelli che votano in base alla remunerazione che ne possono ottenere. Tradizionalmente gli estremi dell’elettorato, quelli che stanno in alto e quelli che stanno molto in basso, votano per questioni di interesse, anche molto semplici, l’ideologia invece orienta molto di più il voto nelle classi medie che sono state la colonna portante delle democrazie occidentali. Mano a mano che queste democrazie vengono smantellate dal nuovo sistema oligarchico, vengono smantellate di conseguenza anche le classi medie e con esse le grandi contrapposizioni ideologiche di un tempo. Nonostante ciò molti continuano a votare come se queste contrapposizioni avessero ancora un senso: se sei un operaio voterai a “sinistra” perché la sinistra, si suppone, è fatta apposta per tutelare gli interessi dei lavoratori. Purtroppo nel frattempo quel partito è diventato il maggior alleato dei poteri stranieri e dei grandi privilegiati (che infatti hanno preso a votarlo). Il professionista o l’imprenditore voterà ancora a “destra”, magari pensando anche a qualche possibile condono, ma quella destra obbedirà con zelo non inferiore a quello della sinistra agli ordini che promanano dai grandi padrini esteri. Magari porrà meno enfasi sui “diritti” del “popolo” LGTB, ma questo è tutto. Se ciò vi basta, potete ritenervi soddisfatti. Semplicemente quella contrapposizione è superata dai fatti, ma spesso la gente manca delle chiavi interpretative per comprenderlo e i media non sono accessibili a chi potrebbe spiegare la situazione.

4 Perché la maggioranza non è interessata alla realtà.

La gente è confusa, vive in una sorta di stato stuporoso dove gli eventi non sono più irreversibili, ma tutto pare possibile. Sugli schermi ha oramai visto di tutto, draghi che volano e sputano fuoco,  nani che si contendono regni, mondi finti costruiti per ingannare un uomo e farne uno spettacolo televisivo, morti che tornano spesso e volentieri, universi paralleli, buchi neri che diventano portali per banalissimi altrove, alieni che diventano più comuni degli scarafaggi e con i nuovi mezzi tecnologici tutto sembra vero: è vero, nessuno lo smentisce, tutto può essere. Siamo stati davvero sulla Luna? Il documentario che lo nega pare convincente, ma anche la Nasa lo pare. E allora ci siamo stati o no? Ma, non lo so, forse ci siamo sia stati che non stati: tutte e due le cose sono vere. D’altra parte l gatto di Schroedinger non era morto e vivo allo stesso tempo? Einstein sorride e fa linguacce da centomila ritratti, gli risponde la Gioconda da un milione di vetrine, Andy Warhol apre scatolette di zuppa dai Simpson, Amadeus presenta San Remo. Siamo già in matrix, la gente non ha più voglia di pensare, di vagliare, di decidere: troppo difficile, non sa più fare neanche i conti più semplici. Tutto va bene, tutto può essere, basta che un’autorità qualsiasi, fosse pure Bassetti,  li rassicuri, dica loro cosa fare, cosa pensare cosa credere. Basta che le istruzioni arrivino subito sul telefonino. D’altra parte succede comunemente l’impensabile, la guerra scoppia in Europa, salta in aria il maggior gasdotto della Germania, la nazione è rovinata, ma i tedeschi non hanno nulla da dire in proposito, il governo tace. Chi è stato? Chissà. Forse Putin, forse gli alieni, forse un pallone cinese, ma la reazione è blanda, nessuno si meraviglia più di tanto, nessuno si scandalizza, normale amministrazione. Domani ci sarà il terremoto. Sì? Su quale canale? Immunizza il vaccino? Interrompe il contagio? Sì, certo, cioè no, guarda, non lo so, ma il dottore dice di farlo. Ma lo fai tu o il dottore?  Penso che se i media cominciassero a raccontare con convinzione che la Von der Pfizer si è dimessa e al suo posto si è insediato Putin, che ora è diventato presidente della commissione, la gente si abituerebbe subito, non salterebbe sulle sedie, lo troverebbe in fondo “normale”, prima poi doveva succedere. Ma Putin non era quel dittatore pazzo che uccideva i vicini di casa e li seppelliva nelle  fosse comuni?  Ma no, che dici, quello era Milosevic. Mi pare di ricordare che c’era qualche clausola negli accordi di Minsk che concedeva a Putin la presidenza dell’UE di li ad un anno se la guerra non finiva. Poi, se non fosse così, non starebbe in televisione, no?

In un certo senso si potrebbe dire che alla fine delle fini, la ragione ultima per la quale gli elettori continuano a votare rappresentanti evidentemente indegni di fiducia, si può ridurre alla grande e crescente ignoranza su dove si trovano davvero, su come funziona la società in cui vivono, sostituita da una falsa rappresentazione di essa continuamente sostenuta dall’incessante propaganda che li mantiene all’interno in una confusa rappresentazione di ciò che non è. La vera realtà virtuale è quella nella quale viviamo. Per sapere se piove non guardiamo più la finestra, ce lo facciamo dire dalla televisione e da internet.

E naturalmente piove solo se lo dicono loro. Chi abbia l’ardire di bagnarsi senza l’allerta verdolina della protezione civile è  razzista, omofobo e figlio di Putin.

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