Il Culto Covidiano (parte III)

C.J. Hopkins

Nel Culto Covidiano (Parte I) e (Parte II) [tradotti su CDC qui e qui], avevo definito la cosiddetta “Nuova Normalità” come un “movimento ideologico totalitario globale.” Dopo la pubblicazione di quei saggi, sempre più persone sono arrivate a vederlo per quello che è, non una “follia” o “una reazione eccessiva,” ma, di fatto, un nuovo tipo di totalitarismo, un processo globalizzato, patologizzato e depoliticizzato, che viene sistematicamente portato avanti con il pretesto di “proteggere la salute pubblica.”

Per riuscire a resistere a questa nuova forma di totalitarismo abbiamo bisogno di capire le somiglianze e le differenze rispetto ai sistemi totalitari del passato. Le somiglianze sono abbastanza ovvie – la sospensione dei diritti costituzionali, gli organi legislativi che governano per decreti, la propaganda ufficiale, i rituali di fedeltà pubblica, la messa al bando dell’opposizione politica, la censura, la segregazione sociale, le squadre di sicari che terrorizzano il pubblico e così via – ma le differenze non sono così evidenti.

Mentre i totalitarismi del XX secolo (le manifestazioni che la maggior parte delle persone conosce meglio) erano più o meno su base nazionale e dichiaratamente politici, il totalitarismo della Nuova Normalità è sovranazionale e la sua ideologia è molto più sottile. La Nuova Normalità non è il nazismo o lo stalinismo. È un totalitarismo globale-capitalista e il capitalismo globale, tecnicamente, non ha un’ideologia o meglio, la sua ideologia è la “realtà.”

Quando sei un egemone ideologico globale senza rivali, come è stato il capitalismo globale negli ultimi 30 anni circa, la tua ideologia diventa automaticamente “realtà” perché non ci sono ideologie concorrenti. Veramente, non c’è nessuna ideologia … c’è solo “realtà” e “irrealtà,” “normalità” e “deviazioni dalla norma.”

Sì, lo so, la realtà è la realtà … ecco perché sto mettendo tutti questi termini tra virgolette, quindi, per favore, risparmiatemi le lunghe e-mail che dimostrano definitivamente la realtà della realtà e cercate di capire come stanno le cose.

C’è la realtà (qualunque cosa crediate che sia) e c’è la “realtà,” che detta il funzionamento della nostra società. La “realtà” è costruita (cioè simulata) collettivamente, secondo l’ideologia di qualunque sistema controlli la società. In passato, la “realtà” era apertamente ideologica, indipendentemente dalla realtà in cui si viveva, perché al di fuori c’erano altre “realtà” concorrenti. Ora non ci sono più. C’è solo una “realtà” perché l’intero pianeta – sì, incluso Cina, Russia, Corea del Nord e tutto il resto – è controllato da un sistema globalmente egemonico.

Un sistema globalmente egemonico non ha bisogno di ideologia, perché non deve competere con ideologie rivali. Così cancella l’ideologia e la sostituisce con la “realtà.” La realtà (qualunque cosa si creda personalmente, che, naturalmente, è ciò che realmente esiste) non viene affatto cancellata. Semplicemente perde importanza, perché voi non arriverete mai a dettare la “realtà.” È il capitalismo globale che detta la “realtà” o, più precisamente, che simula la “realtà” e, così facendo, simula il contrario della “realtà,” che è altrettanto, se non più importante.

Questa “realtà” prodotta dal capitalismo globale è una “realtà” depoliticizzata e astorica, con un invisibile confine ideologico che stabilisce i limiti di ciò che è “reale.” In questo modo, il capitalismo globale (a) nasconde la sua natura ideologica, e (b) rende qualsiasi opposizione ideologica automaticamente illegittima o, più precisamente, inesistente. L’ideologia così come la conoscevamo scompare. Gli argomenti politici, etici e morali sono ridotti alla questione di ciò che è “reale” o “fattuale,” come stabilito dagli “esperti” e dai “fact checker” di GloboCap.

Inoltre, poiché questa “realtà” non è un sistema ideologico coeso dotato valori fondamentali, principi di base e così via, può essere drasticamente rivisto o completamente sostituito anche senza preavviso. Il capitalismo globale non ha valori fondamentali – a parte il valore di scambio, naturalmente – e quindi è libero di fabbricare qualsiasi tipo di “realtà” di suo gradimento e di sostituire una “realtà” con una nuova “realtà” ogni volta che la cosa serve ai suoi scopi, come i macchinisti che cambiano un set teatrale.

Per esempio, la “Guerra Globale al Terrore,” era stata la “realtà” ufficiale dal 2001 fino alla sua cancellazione, nell’estate del 2016, quando era stata ufficialmente lanciata la “Guerra al Populismo.” Ora c’è la “Nuova Normalità,” che aveva sostituito la “Guerra al Populismo” nella primavera del 2020. Ognuna di queste tante simulazioni della “realtà” era stata lanciata bruscamente, in modo maldestro, come quella scena di 1984 in cui il partito cambia i nemici ufficiali proprio durante un discorso della Settimana dell’Odio.

Seriamente, pensate a dove siamo ora, 18 mesi nella nostra nuova “realtà,” poi fate un passo indietro e ripensate a come GloboCap aveva srotolato la Nuova Normalità nella primavera del 2020 sotto gli occhi di tutti… e a come la maggioranza della popolazione non aveva neanche battuto ciglio.

Erano passati senza soluzione di continuità alla nuova “realtà,” in cui un virus, piuttosto che “suprematisti bianchi” o “agenti russi” o “terroristi islamici,” era diventato il nuovo nemico ufficiale. Avevano gettato via i copioni che avevano recitato alla lettera per tutti i precedenti quattro anni, e i copioni che avevano recitato per i precedenti 15 anni, e avevano iniziato a farfugliare freneticamente il linguaggio del Culto Covidiano, come in un’audizione per una ridicola parodia di Orwell.

Il che ci porta al problema del Culto Covidiano… come arrivare a loro, cosa che, attenzione, dobbiamo fare, in un modo o nell’altro o la Nuova Normalità diventerà la nostra “realtà” permanente.

Ho chiamato la Nuova Normalità un “Culto Covidiano” non per insultarli o deriderli gratuitamente, ma perché questo è l’essenza del totalitarismo … un culto in grande, su scala sociale. Chiunque abbia provato a comunicare con loro può confermare l’accuratezza di questa analogia. Potete mostrare loro i fatti fino a farvi mancare il fiato. Non farà la minima differenza.

Pensate di avere un dibattito sui fatti, ma non è così. State minacciando la loro nuova “realtà.” Pensate di stare lottando per farli pensare razionalmente. Non è così. Loro vi vedono come un eretico, un agente di forze demoniache, un nemico di tutto ciò che [per loro] è “reale” e “vero.”

Quelli di Scientology vi etichetterebbero come “persone soppressive.” I Nuovi Normali vi chiameranno “teorici della cospirazione,” “anti-vax” o “negazionisti dei virus.” Gli epiteti specifici non hanno molta importanza. Sono solo etichette che i membri del culto e i totalitari usano per demonizzare coloro che percepiscono come “nemici” … chiunque sfidi la “realtà” del culto o la “realtà” del sistema totalitario.

Il fatto è che non si può convincere la gente ad uscire da una setta e non si può convincerla ad abbandonare il totalitarismo. Di solito, quello che si fa, nel caso di una setta, è portare la persona fuori dalla setta. La si rapisce, la si porta in una casa protetta o dove volete, la si circonda di gente non appartenente alla setta e la si deprogramma gradualmente nel corso di diversi giorni. Dovete fare così perché finchè [queste persone] rimangono dentro la setta non potete comunicare con loro. Non possono sentirvi. Una setta è una “realtà” collettiva e autonoma. Il suo potere scaturisce dall’organismo sociale composto dai leader e dagli altri membri della setta. Non potete far sparire questo potere “parlando.” Dovete staccare fisicamente la persona da questo potere prima di poter iniziare a ragionare con lei.

Sfortunatamente, noi non abbiamo questa opzione. La Nuova Normalità è un sistema totalitario globale. Non c’è un “fuori” dal sistema in cui ritirarsi. Non possiamo rapire tutti e portarli in Svezia. Come avevo fatto notare nella Parte I di questa serie, il paradigma culto/società è stato invertito. Il culto è diventato la società dominante e quelli di noi che non sono stati convertiti sono diventati un insieme di isole che esistono, non fuori, ma dentro il culto.

Quindi dobbiamo adottare una strategia diversa. Dobbiamo fare in modo che il mostro si manifesti, non a quelli di noi che possono già vederlo, ma alle masse Nuove Normali, ai seguaci del Culto Covidiano. Dobbiamo fare in modo che Jim Jones lasci perdere le stronzate sulla pace e l’amore, si trasferisca nella giungla e faccia bere a tutti il Kool-Aid [1]. Dobbiamo fare in modo che Charles Manson metta giù la sua chitarra, rinunci a partecipare alle orgie e diventi un hippie omicida. È così che si abbatte una setta dall’interno. Non si cerca di ostacolarne il progresso, la si spinge verso la sua logica conclusione. Fate in modo che si manifesti per quello che è, perché è allora che implode e muore. Non lo si ottiene essendo educati, concilianti o evitando il conflitto. Lo si fa generando più conflitto possibile all’interno della setta.

In altre parole, dobbiamo far diventare GloboCap (e i suoi tirapiedi) apertamente totalitari… perché non può diventarlo. Se lo potesse, lo avrebbe già fatto. Il capitalismo globale non può funzionare in quel modo. Diventare apertamente totalitario lo farebbe implodere … no, non il capitalismo globale in sé, ma questa sua versione totalitaria. Infatti, questo sta già cominciando ad accadere. Ha bisogno della finzione di “realtà,” “democrazia” e “normalità” per mantenere docili le masse. Quindi dobbiamo attaccare questa simulazione. Dobbiamo martellarla finché non si incrina, e far apparire il mostro che si cela al suo interno.

Questa è la debolezza del sistema … il totalitarismo della Nuova Normalità non funzionerà se le masse lo percepiranno come un totalitarismo, come un programma politico/ideologico, piuttosto che come “una risposta ad una pandemia mortale.” Quindi dobbiamo renderlo visibile come totalitarismo.

Dobbiamo costringere i Nuovi Normali a vederlo per quello che è. Non nel senso che dobbiamo spiegarglielo. Sono ben oltre la portata delle spiegazioni. Intendo dire che dobbiamo farglielo vedere, sentire, tangibilmente, ineluttabilmente, finché non avranno riconosciuto con cosa stanno collaborando.

Smettete di discutere con loro alle loro condizioni, attaccate invece direttamente la loro “realtà.” Quando iniziano a blaterare del virus, delle varianti, dei “vaccini” e di tutti gli altri discorsi del Culto Covid, non fatevi risucchiare dalla loro narrativa. Non rispondete come se fossero razionali. Rispondete come se stessero parlando di “Xenu“, degli “Spiriti del Corpo,” di “Helter Skelter” o di qualsiasi altra sciocchezza da culto, perché è proprio così che stanno le cose. Lo stesso vale per le loro regole e le loro restrizioni, le “coperture del viso,” il “distanziamento sociale” e così via.

Smettetela di discutere con loro sulla base del fatto che [tutte queste misure] non funzionano. Certo che non funzionano, ma non è questo il punto (e discutere in questo modo vi risucchia nella loro “realtà”).

Opponetevi a queste misure per quello che sono, un insieme di bizzarri rituali di conformità che servono solo a cementare la fedeltà al culto e creare un’atmosfera generale di “pandemia mortale.”

Ci sono molti modi per farlo, per far nascere un conflitto interno. Io l’ho fatto a modo mio, altri lo stanno facendo a modo loro. Se siete dei loro, grazie, come non detto. Se non lo siete, cominciate a farlo. Fatelo come e dove potete. Fate in modo che i Nuovi Normali affrontino il mostro, il mostro che stanno alimentando… il mostro che sono diventati.

CJ Hopkins

[1] La frase “bere il Kool-Aid” si riferisce all’atto di obbedire in maniera assolutamente acritica. Era entrata nell’uso comune dopo che uno pseudo-guru delirante di nome Jim Jones, nel 1978, aveva indotto i seguaci del suo culto, il Tempio del Popolo, al suicidio di massa. Più di 900 persone, tra cui 304 bambini, si erano uccise ingerendo una bevanda al gusto d’uva corretta con cianuro. Secondo i media Jones avrebbe usato il Kool-Aid come veicolo per avvelenare i suoi seguaci, e da allora, “bere il Kool-Aid” è sinonimo di devozione sconsiderata. N.D.T.]

Fonte: consentfactory.org
Link: https://consentfactory.org/2021/09/02/the-covidian-cult-part-iii/
02.09.2021
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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